Cerco quello che non si trova

“Che stai cercando?” chiede lui all’uscita della metro, aspettando che lei si stacchi dalla vetrina. E la donna: “Cerco sempre qualcosa che non si trova”. – Quella battuta mi è tornata di notte e mi cresceva dentro, tanto da costringermi a ritrovarla a pagina 85 dell’edizione Rizzoli delle Poesie mistiche di Gialal Ad-Din Rumi: “M’han detto: non si trova quello che cerchi, molto l’abbiamo cercato! / Ma la cosa che mai non si trova, quella io desidero!”

3 Commenti »

  1. FABRICIANUS scrive,

    27 dicembre 2006 @ 21:45

    Penso sia una delle caratteristiche della nostra società cercare ciò che non si trova, e la ricerca, ritengo riguardi sempre ciò che possa dare PIENEZZA AL CUORE.
    Mi viene in mente Sant’Agostino: “IL MIO CUORE NON TROVA PACE FINCHE’ NON RIPOSA IN TE”. Sei Tu Signore che ci dai Pienezza, ma noi tante volte siamo lontani da Te! Un cordiale saluto a tutti….

  2. Luisa scrive,

    30 dicembre 2006 @ 12:27

    Ho esitato a scivere un commento tanto le parole di Fabricianus esprimono il cuore del mio pensiero Quanti di noi cercano un oggetto, una persona, differenti, originali, unici ,che corrispondono perfettamente ai nostri desideri, sempre cercando qualcosa o qualcuno irragiungibile, introvabile…. perchè cerco sempre qualcosa che non si trova ? Potrei lanciarmi in una spiegazione psicologica, che avrebbe probabilmente un certo senso, ma è nelle parole di Fabricianus che mi ritrovo pienamente.
    Mi vengono alla mente le parole pronunciate da Papa Benedetto in una delle sue omelie e cito a memoria. ” Signore sempre Ti cerchiamo, e quando Ti avremo trovato ,sempre ancora continuare a cercarTi “. Cari saluti,Luisa

  3. Luisa scrive,

    31 dicembre 2006 @ 15:06

    Ecco il testo che si trova su Korazym e che vi propongo di leggere. Ancora Sant`Agostino .

    …” Ormai, Signore, io te solo amo, te solo seguo, te solo cerco e sono disposto ad essere soggetto a te soltanto, poiché tu solo con giustizia eserciti il dominio ed io desidero essere di tuo diritto. Comanda ed ordina ciò che vuoi, ti prego, ma guarisci ed apri le mie orecchie affinché possa udire la tua voce … Riammetti, ti prego, il tuo schiavo fuggitivo, o Signore e Padre clementissimo. Dovrei ormai aver sufficientemente scontato, abbastanza dovrei esser stato schiavo dei tuoi nemici che tu conculchi sotto i tuoi piedi, abbastanza dovrei esser stato ludibrio di cose ingannevoli. Ricevi me tuo servo che fugge da queste cose … Sento che devo ritornare a te; a me che picchio si apra la tua porta; insegnami come si può giungere fino a te … A te io anelo e proprio a te chiedo i mezzi con cui il mio anelito sia soddisfatto. Infatti se tu abbandoni, si va in rovina; ma tu non abbandoni perché sei il sommo bene che sempre si è raggiunto se si è rettamente cercato; ed ha rettamente cercato chiunque sia stato da te reso capace di cercare rettamente. Fa’, o Padre, che anche io ti cerchi, ma difendimi dall’errore affinché mentre io ti cerco, nessun’altra cosa mi venga incontro in vece tua. Se non desidero altra cosa che te, ti ritrovi al fine di grazia, o Padre “. (Sant’Agostino, I Soliloqui).

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