Alda Merini: carne, spirito, fuoco

Tra i regali di Natale ho avuto l’ultimo poemetto di Alda Merini, Cantico dei Vangeli, appena pubblicato da Frassinelli. E’ una lettura felice, dell’unica voce di mia conoscenza che parla con naturalezza di Dio, dopo la morte di Raboni e di Luzi. Ecco le parole sorprendenti che mette in bocca al Cristo “fuggito” dal sepolcro: “Addio crocifissione, / in me non c’è mai stato niente: / sono soltanto un uomo risorto”. Riporta la profezia del Battezzatore che annuncia “colui” che verrà a battezzare “in Spirito e fuoco” e nove pagine più avanti fa tre versi con tre parole per dire la “prova d’amore” offerta da Cristo all’uomo: “carne, / spirito, / fuoco”. Leggendo Alda, donna pazza d’amore, hai l’impressione di toccare il mistero quasi a ogni pagina: “sfioro le acque come sfioro la mano di Dio”.

12 Commenti »

  1. Francesco73 scrive,

    31 dicembre 2006 @ 16:26

    Alda Merini è una grandissima, ed è bello salutarsi con i suoi versi.
    Buon Anno a tutti, domani parto per una cinque giorni a Istanbul, sulle tracce di Benedetto e anche di Luigi.
    A presto!

  2. tonizzo scrive,

    31 dicembre 2006 @ 20:50

    Dalla Calabria vi mando un augurio di gioia e pace. Che questo nuovo anno possa realizzare quello che di buono e giusto avete nel cuore.
    Qui si dice che “Il Signore non benedice le cose sbagliate”. Vi auguro tante benedizioni, cioè di fare tante cose giuste.
    Un abbraccio a tutti

  3. LUCIO BRUNELLI scrive,

    2 gennaio 2007 @ 19:40

    Caro Luigi

    entro in punta di piedi nel tuo blog per fare gli auguri di buon anno a te, ai tuoi familiari e a tutti i navigatori. “La Parola si è fatta breve” ha detto il papa nella messa di Natale. Ho seguito con ammirazione in questi giorni le immagini del pellegrinaggio di milioni di musulmani alla Mecca, con l’osservanza di un rituale minuto, che detta ogni passo e parola. Rispetto e vergogna, al pensiero della superficialità con cui vivo la mia fede. Ma anche gratitudine e coscienza della fortuna avuta nell’essere cristiano. Un Dio che si è fatto vedere ai nostri occhi e prima ancora di chiederci osservanze e sacrifici ci viene incontro e ci abbraccia.
    AUGURI

    Lucio

  4. Luigi Accattoli scrive,

    3 gennaio 2007 @ 12:49

    Buon viaggio a Francesco e buon anno a Lucio Brunelli, nostra vecchia conoscenza! “Ci chiama in causa il Dio che si è fatto piccolo”, ha detto ancora Benedetto la notte di Natale. E infine: “Egli chiede il nostro amore: perciò si fa bambino”. Sapienza dunque della Parola che si fa “breve”. Si adatta a noi. Non abbiamo scuse se non l’amiamo. Luigi

  5. Luisa scrive,

    3 gennaio 2007 @ 17:55

    Mi inserisco brevemente, per domandare a tutti gli amici di questo blog, di avere un pensiero particolare per Gianluca che è stato di nuovo operato a fine dicembre. Di tutto cuore, vi ringrazio, cari saluti, Luisa

  6. Luigi Accattoli scrive,

    3 gennaio 2007 @ 18:14

    Da una visitatrice di nome Lina ricevo questo messaggio:
    Da qualche tempo, ho scoperto l’esistenza del suo blog. Mi è stato segnalato da un amico. Più volte sono stata tentata di inserirmi tra le voci, ma la timidezza è sempre riuscita a trovare qualche buon pretesto per non farlo. Questa mattina ho letto il suo post sull’ultimo libro della Merini. Ho avvertito un momento di grande gioia: è il libro che sto leggendo in questi giorni. Stupefacente Alda.
    Vorrei farle arrivare il mio grazie per l’opportunità offerta, di leggere i suoi pensieri, commenti, arricchiti dalle parole di quanti si uniscono.
    Ho letto, negli anni, alcuni dei suoi libri. Sempre, in qualche modo, hanno contribuito alla mia crescita umana e spirituale. Ho avuto modo di conoscerla personalmente (anche se per pochissimi momenti) l’anno scorso, durante la sua partecipazione ad un incontro per Torino spiritualità.
    Ancora grazie, unitamente agli auguri di buon anno nuovo. Lina

    Lina, benvenuta nel blog! Ricordo di averla incontrata a Torino, nella zona libri di quell’evento. La ringrazio delle parole che mi dona e degli auguri. Luigi

  7. Luigi Accattoli scrive,

    3 gennaio 2007 @ 18:39

    Ringrazio Luisa di aver segnalato l’intervento chirurgico di Gianluca. Me ne aveva parlato con fiducia durante l’incontro che avevamo avuto a Roma, poco prima di Natale. A Gianluca un abbraccio di fratello! Luigi

  8. Leonardo scrive,

    3 gennaio 2007 @ 19:08

    Ecco, credo che il fiorire di questi rapporti di amicizia, sia pure nella distanza fisica (e anche nella discrezione) sia una caratteristica di questa ‘casa’. Un grazie a chi l’ha aperta.

  9. don vito scrive,

    3 gennaio 2007 @ 21:51

    auguri a tutti, … scusate il ritardo, ma nella mia diocesi abbiamo preparato la partenza del Vescovo per Messina, poi ho visitato i miei a Milano, ho benedetto i primi voti di una bellissima prinicpessa marsalese a Roma, e ora di ritorno a Mazara … ho riaperto il blog. Buon Natale, buon anno, spero di essere un visitatore più fedele, però questo non vuol dire che non ho pregato per la nostra rete di amicizia … anzi ho pregato con sincero affetto per “quelli del blog”. Anch’io leggo Alda, mentre ascolto Vecchioni, e mi “riposo” nella bellezza delle Parole … sono segno della Parola Bella che diventa carne. Dio è Parola, nell’esperienza del Figlio, dunque è Parola Amata. saluti raffredati da Mazara

  10. fabrizio scrive,

    4 gennaio 2007 @ 8:00

    Mi unisco di cuore all’abbraccio virtuale a Gianluca.
    Fabrizio

  11. don marco scrive,

    4 gennaio 2007 @ 18:01

    Che coraggio Gesù… Complimenti per la testardaggine: ma quaggiù da noi, nella confusione di questi meridiani e paralleli, sta succedendo un po’ quello che capita con le comuni autoradio, quando la domenica pomeriggio, in macchina, si vuole ascoltare tutto il calcio minuto per minuto. Dopo che sei riuscito a selezionare il programma giusto nella selva di trasmissioni analoghe, diventa quasi impossibile seguirlo fino in fondo perché continuamente frantumato dalle interferenze. Sempre nei momenti clou. Le interferenze…! Siamo ingegneri nel costruirle pur di disturbare la tua voce!
    L’ultima l’ho sentita gracchiare sull’arcata di un ponte di Padova: “Io e te tre metri sopra il cielo”. Una penna giovane, un cuore innamorato (più o meno), un’anima in pena? Forse un po’ di prurito veloce? Chissà! Suoni, profumi, colori e odori di un mondo che anche quest’anno vivrà lo scandalo misterioso e scomodo del Natale. Misterioso perché non si potrà mai capire, con l’arnese limitato della ragione, come mai Dio, dopo ventidue secoli di sogni, strategie e fallimenti continui a scommettere ancora su questo brandello d’umanità ribelle e faticosa. Scomodo perché il rumore dei suoi passi parla di un Dio che s’intestardisce nel farsi uomo per scarabocchiare nel cuore dell’uomo la nostalgia di perdersi nello sguardo di Dio. Il mio mondo urla l’assurda follia di vivere “tre metri sopra il cielo”. Dio, come risposta, ri-torna a farsi uomo per forzarlo a rimanere con i piedi per terra, ad annusare il sapore della sua umanità, ad innamorarsi della sua fragilità. Natale anche quest’anno! Un “Anno Zero” per ripartire: un Bambino, una stalla, una speranza. Natale a Padova: in via Anelli, nei quartieri e nelle piazze. Natale a Bassora, a Betlemme e a Gaza. A Dallas, a Thaiti e a New Delhi. Sapore di Natale in ogni granello di polvere calpestato dal vagare dell’uomo. “Cammino scalzo per sentire quello che mi sussurra la terra” – scrisse sul suo diario Abebe Bikila. Preziosità mai intuita della terra: un miscuglio di polvere, genio ed eternità in cui Dio addita all’uomo la direzione verso l’eternità.
    Vi ricordate…! Per fare il tavolo ci vuole il legno; per fare il legno ci vuole l’albero; per fare l’albero ci vuole il seme; per fare il seme ci vuole il frutto; per fare il frutto i vuole un fiore. Per far il tavolo ci vuole un fiore! E il fiore è il simbolo della bellezza: è la Bellezza che salverà il mondo. Ci vuol coraggio per scorgere dietro la delicatezza di un fiore la solidità di un tavolo. Ma solo i coraggiosi porteranno avanti la speranza!
    Coraggio! La paura è finita: andate in pace!
    don Marco Pozza (www.spritz.it/blog/don marco)

  12. Luigi Accattoli scrive,

    4 gennaio 2007 @ 20:09

    Don Marco, non entrro nel merito della sua meditazione, che mi pare giusta e anche suggestiva. Ma perchè interpreta male quella scritta dei ragazzi innamorati? La leggo un poco dappertutto, per le strade d’Italia, a ingenua citazione del titolo del film di Luca Lucini tratto dal romanzo cult di Federico Moccia. Non l’ho ripresa tra le scritte che mi colpiscono – e che riporto nel blog – proprio per questa sua caratteristica di citazione da altro testo. Ma che vi siano in giro ragazzi che sognano non è il bello della vita? Provi a leggerle così, quelle parole e… buon anno!

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