Benedetto: prego perchè gli anglicani non si dividano

Dopo 16 ore di volo, finalmente tocchiamo l’Australia, a Darwin, per rifornimento e non si scende dal B777 dell’Alitalia. Ci attendono altre quattro ore di volo per raggiungere Sydney: totale venti ore, più due di sosta, ventidue! Approfitto della sosta per aggiornare il blog, perchè durante il volo non ci si poteva connettere e non abbiamo neanche potuto - noi 43 giornalisti che viaggiamo con il papa – trasmettere gli articoli che avevamo scritto, come invece era previsto. Si riuscì a farlo a maggio dell’anno scorso durante il volo Roma-San Paolo del Brasile e lo si fece anche lo scorso aprile durante il balzo Roma-Washington, sempre con vettori Alitalia. In questi aerei dell’ultima generazione si dispone di un telefono per ogni passeggero, ma abbiamo passato una decina di ore a leggere – impotenti – sul display la scritta “linea non attiva”. Solo tre colleghi di agenzie internazionali sono riusciti a fare qualche telefonata e a dettare qualche frase, poi il blocco è stato totale. C’era da raccontare la conversazione del papa con noi giornalisti sui temi dell’ecologia, della pedofilia tra le file del clero e della crisi anglicana. “Il mio essenziale contributo – ha detto Benedetto su questo terzo argomento – può essere solo la preghiera, e la mia preghiera sarà molto vicina ai vescovi anglicani che si riuniscono. Noi non possiamo e non dobbiamo intervenire immediatamente nelle loro discussioni, rispettiamo la loro responsabilità. Il nostro desiderio è che possano evitare nuove fratture e si trovi la soluzione nella responsabilità davanti al nostro tempo e al Vangelo”. Dedico le parole del papa ai visitatori, con il mio saluto di buona domenica. Scrivo queste parole mentre qui sono le dieci del mattino e a Roma le due di notte.

18 Commenti »

  1. principessa scrive,

    13 luglio 2008 @ 4:08

    Luigi carissimo,
    io invece avevo contato 12 ore + 2 di scalo + 8 per Sydney. Ma a quanto pare avevo almeno imbroccato il totale!
    Una buona domenica anche a lei e grazie per il pensiero di collegarsi subito con noi. Si immagini che io ancora non sono andata a dormire per il mio sabato sera!

    Sono sicura che la nostra piccola preghiera di pianerottolo si unisce volentieri a quella del Papa sia per i fratelli anglicani che per tutte le altre intenzioni.

    Buonanotte a tutti e a domani

  2. Sumpontcura scrive,

    13 luglio 2008 @ 8:05

    Quel che mi viene spontaneo pensare, a proposito delle difficoltà attuali degli anglicani, è un bel po’ diverso rispetto alle parole di Benedetto XVI. E’ chiaro che l’infallibilità di un papa non si estende alle dichiarazioni fatte in aereo ai giornalisti, ma l’istinto (la fede?) mi porta a chinarmi di fronte al carisma particolare di cui un pontefice non può non disporre – grazie allo Spirito Santo – in ogni circostanza. Non sto dicendo che un papa non può sbagliare, sto dicendo che è molto ma molto più probabile che sbagli io.
    Pregando costantemente – come è giusto fare – “secondo le intenzioni del Sommo Pontefice”, non farò dunque eccezioni. “Il nostro desiderio è che (gli anglicani) possano evitare nuove fratture e si trovi la soluzione nella responsabilità davanti al nostro tempo e al Vangelo”. Amen.

  3. Syriacus scrive,

    13 luglio 2008 @ 8:46

    Nel 2003, l’allora Cardinal Ratzinger, ebbe apparentemente un atteggiamento diverso..: http://www.georgiabulletin.org/world/2003/10/10/US-3/

  4. Syriacus scrive,

    13 luglio 2008 @ 8:53

    La dico fuori dai denti: almeno sin dagli anni novanta, sono sempre stato favorevole alla creazione di una specie di “Chiesa Anglo-Cattolica” ‘uniate’ . Col massimo rispetto di tutto quel che si possa inglobare sub Petro, sacerdoti (non vescovi, però) spesati compresi. Putroppo, tale posizione è osteggiata sia ‘da destra’ che ‘da sinistra’…

  5. Syriacus scrive,

    13 luglio 2008 @ 8:54

    sacerdoti sposati, non spesati… (bel lapsus! :)

  6. Syriacus scrive,

    13 luglio 2008 @ 8:55

    Ma su casi singoli, non è una faccenda di di questi giorni…:

    http://www.ratzinger.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1

  7. Syriacus scrive,

    13 luglio 2008 @ 8:57

    Questo è, allo stato germinale, quello che piacerebbe a me ( e a molti altri) :

    http://www.pastoralprovision.org/

  8. Syriacus scrive,

    13 luglio 2008 @ 8:59

    (…anche perchè a loro è concessa una bellissima Liturgia :

    http://en.wikipedia.org/wiki/Anglican_Use )

  9. roberto 55 scrive,

    13 luglio 2008 @ 10:36

    Buon giorno e buona domenica a tutti, e grazie a Luigi anche da parte mia per essersi subito collegato, appena è potuto, con il “popolo” del blog, ed averci riferito le parole pronunciate, nel corso del viaggio, dal Pontefice.
    Mi pareva d’aver letto che sareste arrivati a Sidney alle 7 – ora italiana, ma, evidentemente, ieri sera ero troppo stanco ed ho capito male.
    E’ una domenica di tempo incerto, qui in Italia: da me (nel Nordest), poi, è appena finito di piovere.
    A tra poco per la preghiera del “Padre Nostro” !

    Roberto 55

  10. don78 scrive,

    13 luglio 2008 @ 12:37

    Ottimo il papa in aereo sugli anglicani. Ottimo.

    Fatemelo dire per na volta… perchè poi sembra che faccio solo il critico in negativo… ma è solo perchè quando sono d’accordo spesso non mi sembra interessante ribadire.

  11. principessa scrive,

    13 luglio 2008 @ 13:31

    La saggezza non e’ aver vissuto molte esperienze, visto molti posti, studiato profondamente. Saggio e’ colui che sa ascoltare, che sa essere disponibile a parlare, che sa anche cambiare parere.
    Forse Ratzinger poteva pensarla in maniera diversa, ma Benedetto XVI puo’ e deve dare un segnale di distensione in un mondo dove la diversita’ e non la fratellanza – come sempre auspicato – sta prendendo piede.
    C’e’ grandezza nelle parole del Papa e nella preghiera per evitare le fratture degli anglicani.

    Buongiorno a tutti , tempo incerto anche qui in America, stamattina

  12. tonizzo scrive,

    13 luglio 2008 @ 14:29

    Ciao Luigi, buongiorno a tutti da Sanremo. Qui caldo e mare una tavola blu… :-D
    Lasciamo stare la linea assente sul B777, sui treni italiani è anche peggio collegarsi in movimento. Ho memoria di collegamenti lampo in appena 3 minuti a Savona per spedire un pezzo alle 7 del mattino, o 20 minuti a Genova a Dio piacendo per cercare di ricevere la posta. Pazienza…

    Il Papa prega perché gli anglicani non si dividano. In effetti sono un pochettino malconi e questa deriva pseudofemminista non promette niente di buono. A riprova del fatto che quando si esagera con certe innovazioni si finisce nei guai. Un conto è dirsi a favore dei preti sposati, un altro ordinare le donne.

  13. principessa scrive,

    13 luglio 2008 @ 18:14

    Sump, tutto bene con il maltempo di cui si sta avendo notizia?
    Forse sarebbe il caso che ci tranquillizzaste, tutti coloro che sono stati affetti da queste piogge domenicali esagerate!!!
    Un pensiero e un abbraccio a tutti

    ( sono sempre in ascolto)

    Clodine! ti sei presa una vacanza? un abbraccio….

  14. Sumpontcura scrive,

    13 luglio 2008 @ 20:30

    Cara Principessa,
    da queste parti un gran temporale molto rumoroso ma niente di più.
    Un abbraccio.

  15. roberto 55 scrive,

    13 luglio 2008 @ 21:46

    Dalle mie parti, Principessa, nel “profondo Nordest”, è piovuto stamane, e, poi, nel resto della domenica, i tempo è stato alterno: sprazzi di sole, minacce di pioggia, nuvole al galoppo.
    In attesa di rileggere le prime sensazioni di Luigi dalla “terra dei canguri”, auguro la buona notte a tutti (stanotte si va a letto presto, almeno per me: domani riprende la settimana lavorativa) !

    Roberto 55

  16. Syriacus scrive,

    13 luglio 2008 @ 22:39

    «Il nostro desiderio è che possano evitare nuove fratture e si trovi la soluzione nella responsabilità davanti al nostro tempo e al Vangelo. Le due cose devono andare assieme. Il cristianesimo contemporaneo deve rendere presente tutto il messaggio di Cristo e dare il proprio contributo essendo fedele a questo messaggio. Speriamo che trovino insieme la strada per rendere presente il vangelo nel nostro tempo, questo è il mio augurio per la comunione anglicana».

  17. Clodine scrive,

    14 luglio 2008 @ 8:14

    Principessa cara, magari si trattasse di una vacanza: qui non ci si riposa mai, ma va bene così..
    Sto seguendo con attenzione i risvolti angusti e le fratture all’interno della chiesa anglicana – ma era prevedibile, diciamocelo- e devo dire che trovo equilibrato e saggio l’atteggiamento del papa, il quale, tra le pieghe di un discorso pacato, fa arrivare il suo sincero dispiacere con il distacco di chi non giudica, anzi, auspica un ritrovato accordo all’interno della chiesa Anglicana.

    D’altra parte è nella “propria” chiesa, e non fuori di essa che i fedeli ascoltano la parola di Cristo, ma deve essere quella di Cristo però, non so se mi spiego! Sarebbe buono tuttavia se, proprio per amore di verità, le chiese separate restassero in ascolto le une delle altre: ascoltare le voci che giungono da fuori e vedere se mai il messaggio di Cristo non risuoni anche attraverso di esse…cosa che la chiesa Anglicana non ha fatto veramente e con serietà, altrimenti non sarebbero giunti a questo punto, il quale, se non risolto sarà di non ritorno..

    Del resto, la norma che regge..la linea direttrice necessaria a giudicare ciò che è e deve essere per ogni chiesa è il Vangelo di Gesù Cristo nella sua interezza. E’ il Vangelo che stabilire cos’è legittimo nelle aspirazioni di ogni chiesa, ed è il filo conduttore che indica quello che nella teoria e la prassi è vero o invenzione.

    Un caro saluto, ci vediamo sull’altro post…
    …ho intravisto la descrizione bellissima del dott. Luigi, che saluto con grande affetto.

    Clo

  18. Francesco73 scrive,

    14 luglio 2008 @ 10:37

    Buon viaggio a Luigi, col viatico di queste belle parole del Papa sui travagli della Comunione Anglicana.
    Esse dicono rispetto, misura, delicatezza, attenzione, sensibilità.
    Le virtù di Benedetto, direi.
    Ringraziamo anche quest’uomo che a 81 anni si sottopone a un simile regime di fatica e di spostamento, attraverso non so quanti fusi orari e tra mille e mille sollecitazioni.
    Se c’è una testimonianza cristiana nel nostro tempo, essa sta anzitutto in questo docile sottomettersi al compito che il Signore affida.
    Io non ne sarei capace, nemmeno nel piccolo.

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