Giovanni Paolo II con la forza di un “gigante” – e restando una “roccia” anche quando fu spogliato di tutto – ha aperto nel mondo d’oggi vie di predicazione del Vangelo che sembravano chiuse in maniera “irreversibile”; ha aiutato i cristiani a “non avere paura di dirsi cristiani” e ha rivendicato al cristianesimo quell’orientamento al futuro e quella “carica di speranza” che sembrava fossero stati “ceduti” alle ideologie secolari: sono le parole più vive dell’omelia di Benedetto XVI per la messa di beatificazione del predecessore. Qui la puoi leggere intera. Nei primi tre commenti i passi per i quali batto le mani a papa Benedetto.
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