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	<title>Commenti a: Il divorzio di Veronica e l&#8217;eredità di Gianni</title>
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		<title>Di: Cherubino</title>
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		<dc:creator>Cherubino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 18:58:59 +0000</pubDate>
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		<description>meno male che quella della vecchia e della nova non la dicono i mariti...</description>
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		<title>Di: tonizzo</title>
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		<dc:creator>tonizzo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 00:03:59 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;b&gt;Clodine&lt;/b&gt;, intanto grazie a te. Davvero questa cosa non la sapevo. Ricambio con &quot;il Papocchio&quot; di Renzo Arbore, anche se non sono certo allo stesso livello.

&lt;b&gt;Luigi&lt;/b&gt;, c&#039;eri quasi. &quot;Sant&#039;Andrea porta la notizia: che il 6 festeggia Nicola...&quot; così via. La nova in questo caso è intesa proprio come new, notizia, nuova.

Attenzione: nuovo calabroquiz. E&#039; uso per San Nicola incitare i bambini a lasciare la pantofola davanti al caminetto. Ma, a qualsiasi costo, devono invocare il Santo con &lt;i&gt;&quot;Santu Nicola Santu Nicola, pigghia la vecchia e dammi la nova&quot;&lt;/i&gt;. Detta frase si applica anche nel caso di caduta di denti. Chi traduce correttamente vedrà che San Nicola, come coi bimbi, non sarà affatto avaro di dolciumi e regalini. Aggiungo che negli anni &#039;80 San Nicola regalava 10.000 lire per un dentino, oggi le quotazioni mi parlano di un 5-10 euro scarsi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><b>Clodine</b>, intanto grazie a te. Davvero questa cosa non la sapevo. Ricambio con &#8220;il Papocchio&#8221; di Renzo Arbore, anche se non sono certo allo stesso livello.</p>
<p><b>Luigi</b>, c&#8217;eri quasi. &#8220;Sant&#8217;Andrea porta la notizia: che il 6 festeggia Nicola&#8230;&#8221; così via. La nova in questo caso è intesa proprio come new, notizia, nuova.</p>
<p>Attenzione: nuovo calabroquiz. E&#8217; uso per San Nicola incitare i bambini a lasciare la pantofola davanti al caminetto. Ma, a qualsiasi costo, devono invocare il Santo con <i>&#8220;Santu Nicola Santu Nicola, pigghia la vecchia e dammi la nova&#8221;</i>. Detta frase si applica anche nel caso di caduta di denti. Chi traduce correttamente vedrà che San Nicola, come coi bimbi, non sarà affatto avaro di dolciumi e regalini. Aggiungo che negli anni &#8216;80 San Nicola regalava 10.000 lire per un dentino, oggi le quotazioni mi parlano di un 5-10 euro scarsi.</p>
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		<title>Di: Luigi Accattoli</title>
		<link>http://www.luigiaccattoli.it/blog/?p=2813&#038;cpage=2#comment-51471</link>
		<dc:creator>Luigi Accattoli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 22:46:42 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;Tonizzo &lt;/strong&gt;vado matto per le traduzioni: &quot;Sant&#039;Andrea (che si festeggia il 30 novembre) porta la nuova mesata, dove San Nicola ha la festa il 6, Maria Immacolata l&#039;8, Santa Lucia il 13 e il Messia il 25&quot;. Ho gtradotto giusto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tonizzo </strong>vado matto per le traduzioni: &#8220;Sant&#8217;Andrea (che si festeggia il 30 novembre) porta la nuova mesata, dove San Nicola ha la festa il 6, Maria Immacolata l&#8217;8, Santa Lucia il 13 e il Messia il 25&#8243;. Ho gtradotto giusto?</p>
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		<title>Di: Cherubino</title>
		<link>http://www.luigiaccattoli.it/blog/?p=2813&#038;cpage=2#comment-51464</link>
		<dc:creator>Cherubino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 20:51:42 +0000</pubDate>
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		<description>grazie, tonizzo, quella calabrese non la sapevo, è carina. Quanto alla Reggia non so se sai che ci hanno girato alcune scene di Guerre Stellari... mi chiedo ad Arcore quale film potevano ambientare... (qualche ipotesi ce l&#039;ho, ma non la dico...)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie, tonizzo, quella calabrese non la sapevo, è carina. Quanto alla Reggia non so se sai che ci hanno girato alcune scene di Guerre Stellari&#8230; mi chiedo ad Arcore quale film potevano ambientare&#8230; (qualche ipotesi ce l&#8217;ho, ma non la dico&#8230;)</p>
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		<title>Di: tonizzo</title>
		<link>http://www.luigiaccattoli.it/blog/?p=2813&#038;cpage=2#comment-51446</link>
		<dc:creator>tonizzo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 10:41:13 +0000</pubDate>
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		<description>Cherubì, manco sanno come si scrive &quot;Reggia di Caserta&quot;. Un simbolo di cultura e classe che trema la terra.
Comunque, vi dedico questa filastrocca calabrese datasi la giornata: chi riesce a tradurla vince un invito a cena del sottoscritto. Nel senso che vengo io a mangiare da voi.

&lt;i&gt;Andrea porta la nova: ca u 6 è di Nicola, l&#039;8 di Maria, &#039;u 13 di Lucia e &#039;u 25 d&#039;u Messia. &lt;/i&gt;

Buon Avvento!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cherubì, manco sanno come si scrive &#8220;Reggia di Caserta&#8221;. Un simbolo di cultura e classe che trema la terra.<br />
Comunque, vi dedico questa filastrocca calabrese datasi la giornata: chi riesce a tradurla vince un invito a cena del sottoscritto. Nel senso che vengo io a mangiare da voi.</p>
<p><i>Andrea porta la nova: ca u 6 è di Nicola, l&#8217;8 di Maria, &#8216;u 13 di Lucia e &#8216;u 25 d&#8217;u Messia. </i></p>
<p>Buon Avvento!</p>
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		<title>Di: Cherubino</title>
		<link>http://www.luigiaccattoli.it/blog/?p=2813&#038;cpage=2#comment-51441</link>
		<dc:creator>Cherubino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 08:32:46 +0000</pubDate>
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		<description>bè, alla Reggia di Caserta ci farei un pensierino... sai che invidia ad Arcore !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bè, alla Reggia di Caserta ci farei un pensierino&#8230; sai che invidia ad Arcore !</p>
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		<title>Di: tonizzo</title>
		<link>http://www.luigiaccattoli.it/blog/?p=2813&#038;cpage=2#comment-51439</link>
		<dc:creator>tonizzo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 22:55:24 +0000</pubDate>
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		<description>Raffaele, tu dici cose perfettamente dotate di buon senso. Se però non fossimo in Italia. Perché qua ahimé come vedi la portineria, più o meno alta, è regola. Veronica, prima odiata e poi fatta santa dalla sinistra per le lettere su Repubblica, è una donna che si è servita dei nemici del marito per alzare la voce e scatenare questo putiferio per i suoi interessi. Ed è vergognoso che si parli di SETTE MILIARDI, lo ripeto per chi si fosse sintonizzato ora, del vecchio conio, come assegno di mantenimento MENSILE. Che si deve manutenere, la Reggia di Caserta?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Raffaele, tu dici cose perfettamente dotate di buon senso. Se però non fossimo in Italia. Perché qua ahimé come vedi la portineria, più o meno alta, è regola. Veronica, prima odiata e poi fatta santa dalla sinistra per le lettere su Repubblica, è una donna che si è servita dei nemici del marito per alzare la voce e scatenare questo putiferio per i suoi interessi. Ed è vergognoso che si parli di SETTE MILIARDI, lo ripeto per chi si fosse sintonizzato ora, del vecchio conio, come assegno di mantenimento MENSILE. Che si deve manutenere, la Reggia di Caserta?</p>
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		<title>Di: raffaele.savigni</title>
		<link>http://www.luigiaccattoli.it/blog/?p=2813&#038;cpage=2#comment-51431</link>
		<dc:creator>raffaele.savigni</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 17:50:46 +0000</pubDate>
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		<description>Condivido l&#039;indignmazione. Mi inmdigna il comportamento di Berlusconi (che pensa di poter comprare tutto); ma mi indigna anche il comportamento della signora Veronica, che è stata presentata da taluni quasi come un&#039;eroina solo perché, dopo tanto tempo e tante umiliazioni, ha trovato il coraggio di chiedere il divorzio da un marito che la tradiva da tempo. Salvo poi &quot;monetizzare&quot; il tutto... Non avrebbe mostrato più dignità accontentandosi di vivere dei proven ti delle azioni che possiede? E la signora Maria Laqtella, giornalista dei pettegolezzi, non aveva meglio da fare che scrivere un libro su di lei? Che squallore!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido l&#8217;indignmazione. Mi inmdigna il comportamento di Berlusconi (che pensa di poter comprare tutto); ma mi indigna anche il comportamento della signora Veronica, che è stata presentata da taluni quasi come un&#8217;eroina solo perché, dopo tanto tempo e tante umiliazioni, ha trovato il coraggio di chiedere il divorzio da un marito che la tradiva da tempo. Salvo poi &#8220;monetizzare&#8221; il tutto&#8230; Non avrebbe mostrato più dignità accontentandosi di vivere dei proven ti delle azioni che possiede? E la signora Maria Laqtella, giornalista dei pettegolezzi, non aveva meglio da fare che scrivere un libro su di lei? Che squallore!</p>
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		<title>Di: lycopodium</title>
		<link>http://www.luigiaccattoli.it/blog/?p=2813&#038;cpage=2#comment-51419</link>
		<dc:creator>lycopodium</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 12:18:33 +0000</pubDate>
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		<description>Dai commenti al link proposto: &quot;Malachia 1,11 ha il singolare sia nel testo ebraico che nella versione greca, mentre il plurale, ma guarda un po&#039;, compare nella Nuova Riveduta dei Valdesi... &quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dai commenti al link proposto: &#8220;Malachia 1,11 ha il singolare sia nel testo ebraico che nella versione greca, mentre il plurale, ma guarda un po&#8217;, compare nella Nuova Riveduta dei Valdesi&#8230; &#8220;</p>
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		<title>Di: Cherubino</title>
		<link>http://www.luigiaccattoli.it/blog/?p=2813&#038;cpage=2#comment-51416</link>
		<dc:creator>Cherubino</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 11:59:34 +0000</pubDate>
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		<description>ringrazio a mia volta Luigi per il documento di Betori e Lycopodium per l&#039;ulteriore commento (che mostra anche come cercando di ascoltarsi a vicenda si progredisca nella verità).
Condivido sul fatto che non sempre la traduzione è perfetta e talvolta è poco felice. Condivido anche sull&#039;assenza del termine &quot;Maligno&quot;, che per esempio nel Padre Nostro andrebbe rafforzata (&quot;a Malo&quot;).
Il punto però mi sembra un altro: il rapporto tra testo scritto e predicazione, tradizione orale. Noi viviamo in una sovranità della scrittura (anche se viviamo un ritorno dell&#039;oralità, anzi di una nuova forma di oralità, cfr. Ong), e questo ci fa dimenticare che il testo scritto vive solo nel lettore e riceve il suo senso nella comunità dei parlanti. Esso, specie quello biblico, è destinato alla proclamazione, alla lectio e alla condivisione. Vive del commento, dell&#039;esegesi che non è solo studio scientifico ma vera interazione con il significato e con la vita che di esso si nutre e che esso genera, in un rapporto circolare.
Allora si capisce che qualsiasi traduzione della Sacra Scrittura, anche quella latina, e persino l&#039;originale ebraico o greco, non possono fermarsi alla lettura individuale, ma ricevono senso dallo Spirito Santo che parla attraverso il munus docendi della Chiesa che passa per ogni sacerdote che &quot;spezza&quot; la Parola e ogni fedele che la incarna nelle opere di questa vita.
Perchè infatti, a cosa serve dire ricchezza o mammona, se le parole non sono conversione e non producono frutti di fede, speranza e carità ?
Gesù era decisamente preoccupato di ciò. Infatti disse una delle più belle parabole: &quot;colui che ASCOLTA la mia parola, MA non la mette in pratica è come un uomo che ha fondato la sua casa sulla sabbia...&quot;.
Quindi il primo passo è l&#039;ascoltare, non solo individuale, ma dalla viva voce del predicatore (fides ex audito) inviato dalla Chiesa. Il secondo è &quot;mangiare quel libro&quot; come Geremia perchè divenga &quot;profezia&quot; (da pro femì, parlare per), parola profetica sulle nostre labbra e azione profetica nella vita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ringrazio a mia volta Luigi per il documento di Betori e Lycopodium per l&#8217;ulteriore commento (che mostra anche come cercando di ascoltarsi a vicenda si progredisca nella verità).<br />
Condivido sul fatto che non sempre la traduzione è perfetta e talvolta è poco felice. Condivido anche sull&#8217;assenza del termine &#8220;Maligno&#8221;, che per esempio nel Padre Nostro andrebbe rafforzata (&#8220;a Malo&#8221;).<br />
Il punto però mi sembra un altro: il rapporto tra testo scritto e predicazione, tradizione orale. Noi viviamo in una sovranità della scrittura (anche se viviamo un ritorno dell&#8217;oralità, anzi di una nuova forma di oralità, cfr. Ong), e questo ci fa dimenticare che il testo scritto vive solo nel lettore e riceve il suo senso nella comunità dei parlanti. Esso, specie quello biblico, è destinato alla proclamazione, alla lectio e alla condivisione. Vive del commento, dell&#8217;esegesi che non è solo studio scientifico ma vera interazione con il significato e con la vita che di esso si nutre e che esso genera, in un rapporto circolare.<br />
Allora si capisce che qualsiasi traduzione della Sacra Scrittura, anche quella latina, e persino l&#8217;originale ebraico o greco, non possono fermarsi alla lettura individuale, ma ricevono senso dallo Spirito Santo che parla attraverso il munus docendi della Chiesa che passa per ogni sacerdote che &#8220;spezza&#8221; la Parola e ogni fedele che la incarna nelle opere di questa vita.<br />
Perchè infatti, a cosa serve dire ricchezza o mammona, se le parole non sono conversione e non producono frutti di fede, speranza e carità ?<br />
Gesù era decisamente preoccupato di ciò. Infatti disse una delle più belle parabole: &#8220;colui che ASCOLTA la mia parola, MA non la mette in pratica è come un uomo che ha fondato la sua casa sulla sabbia&#8230;&#8221;.<br />
Quindi il primo passo è l&#8217;ascoltare, non solo individuale, ma dalla viva voce del predicatore (fides ex audito) inviato dalla Chiesa. Il secondo è &#8220;mangiare quel libro&#8221; come Geremia perchè divenga &#8220;profezia&#8221; (da pro femì, parlare per), parola profetica sulle nostre labbra e azione profetica nella vita.</p>
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