In difesa di Tommaso Stenico
Io difendo tutti e dunque difendo Tommaso Stenico, il capo-ufficio della Congregazione per il clero che un video pirata ha inchiodato come prete-omosessuale-della curia-romana. Primo argomento della mia difesa: chi è senza peccato scagli le pietre. A me questo compito non spetterà mai, so io perchè. Secondo argomento: gli sono amico, ha partecipato a mie tragedie, io ora partecipo alla sua. Un poco alla cieca certo, ma consapevole di quello che faccio. Sono quasi sicuro che non verrà creduto e verrà radiato. E ancor più questa quasi certezza mi muove a essergli solidale. Egli sostiene d’aver preso quell’appuntamento per indagare su come vengono adescati i preti nella piazza gay. Gli credo perchè se voleva trovarsi un partner che bisogno aveva di specificare che era un prete? Doveva invece dirlo se voleva studiare le mosse di chi – secondo la sua veduta – “punta” i preti. Io non credo che vi sia un complotto contro i preti per danneggiare la Chiesa smascherandoli sul comportamento sessuale. Io credo che sia quasi inevitabile la debolezza del clero – come di ognuno – sul sesso e mi pare che Giovanni Boccaccio basti a documentare che in epoca cristianissima quella debolezza era lampante. La mia gente campagnola delle Marche su una cosa era arcisicura: che il prete insidiava donne e ragazzi. Dunque non credo ai complotti, ma non faccio nessuna difficoltà ad ammettere che vi abbia potuto credere un monsignore della Curia: li frequento da più di trent’anni e so qualcosa di quanto siano creduli e increduli. Dicevo che propendo a pensare che non gli crederanno e lo cacceranno. Diranno a se stessi: se l’ha fatto per libidine va cacciato; se l’ha fatto per studiare ecc. va cacciato lo stesso perchè ha danneggiato la Chiesa. Ma a me sta a cuore l’uomo e la sua sofferenza e dunque difendo l’indifendibile. “Forse era ver ma non però credibile” dice l’Ariosto (I, 56) di Angelica che asseriva d’aver conservato “il fior virginal” pur avendo percorso vasti continenti, dal Catai alla Spagna. Io di Tommaso Stenico dico: quello che afferma non appare credibile, ma forse è vero.
Gianluca scrive,
14 ottobre 2007 @ 0:02
Gigi, già che ci sei, allora difendi anche me: sono stato accusato da alcuni “illuminati” di aver dato il nome del Monsignore in pasto alla stampa senza alcun rispetto per la sua persona…ma in fondo credo solo di aver fatto il mio lavoro.
Sai bene che la notizia riguardante Monsignor Stenico circolava da giorni ed io mi sono sempre rifiutato di pubblicarla, benchè mi fosse valsa un’esclusiva.
Quello che penso sulla vicenda l’ho scritto nell’editoriale di Petrus che riporto in coda a questo commento.
Aggiungo solo una cosa: bisogna pregare per Monsignor Stenico, che sia “colpevole” o innocente, necessita delle nostre preghiere. L’ho sentito qualche ora fa al telefono ed era molto provato. Davanti al dolore umano, non mi faccio troppe domande e rammento a me stesso che sono un grandissimo peccatore.
Ecco l’editoriale:
CITTA’ DEL VATICANO – Il Direttore di un quotidiano, sia esso di carta stampata o Internet, ha il dovere di assumersi delle responsabilità. E’ toccato a me, quindi, comunicare già martedì scorso a Monsignor Tommaso Stenico che la sua collaborazione con “Petrus” (che era gratuita e si basava sul fatto che avevamo avuto il suo consenso a pubblicare gli editoriali riportati nel suo blog) era sospesa a causa del suo coinvolgimento nell’inchiesta giornalistica condotta dalla trasmissione “Exit” de “La7”. Un coinvolgimento palese considerato che malgrado il camuffamento del viso e della voce, anche in Vaticano, i suoi stessi superiori, lo hanno riconosciuto e identificato in quel sacerdote che, ripreso da una telecamera nascosta, incurante dei pericoli ed irrispettoso del luogo e dell’abito che indossava, portava nel suo ufficio un giovane conosciuto in una chat room a luci rosse per tentare di consumare un rapporto sadomaso che poi – grazie a Dio – non c’è stato. Monsignor Stenico sostiene che si trattava di un esperimento, che è stata una leggerezza e che il suo era solo il tentativo di scrivere un libro per denunciare l’omosessualità nel clero. Sospendiamo il giudizio: solo lui conosce la realtà dei fatti. Ma ancora oggi, più forti che mai, risuonano nella nostra mente le parole dell’allora Cardinale Joseph Ratzinger alle meditazioni per la Via Crucis del 2005: “Signore, la tua Chiesa è una barca che affonda…quanta sporcizia nella tua Chiesa!”. Dunque, non è nostra intenzione insediare tribunali mediatici ed emettere sentenze; anche perché ben sappiamo che un giorno saremo giudicati con lo stesso rigore, o la stessa misericordia, con cui abbiamo giudicato in vita. Ma lo stesso Monsignor Stenico converrà con noi sul fatto che – se le cose stanno diversamente da quanto lui sostiene – sia stato oltremodo scandaloso, vergognoso, ignobile, blasfemo, demoniaco che abbia tentato di consumare un rapporto sessuale – lui che ha fatto promessa di castità – non solo tra le pareti che lo hanno chiamato a santificarsi per il bene della Chiesa, ma addirittura nel luogo simbolo della Cristianità, il Vaticano, laddove Pietro è andato incontro al martirio e da dove continua a parlarci ogni giorno per bocca dei suoi Sommi successori. «Mundamini, qui fertis vasa Domini» – Purificatevi, voi che portate i vasi sacri del Signore: queste parole del profeta Isaia (Is. LII, 11) tornano alla mente come un monito e come un richiamo alla santità richiesta a quanti sono insigniti dell’Ordine sacro. Un monito che nell’antico Pontificale veniva rivolto dal Vescovo all’ordinando Diacono, ricordandogli che se sino ad allora non aveva saputo essere «ab omni illecebra carnis alienus», estraneo ad ogni peccato della carne, lo diventasse almeno a partire da quel momento, visto che nel sacro ministero quell’uomo diventa cooperatore della Consacrazione, della quale sarà poi protagonista nel Sacerdozio. Eppure in quelle stesse tremende parole del Pontificale si trova una luce di grande umanità: la consapevolezza che il Sacerdote è pur sempre un uomo, ferito come tutti dal vulnus del peccato originale e come tutti sottoposto alle seduzioni del mondo, della carne e del demonio. La liturgia glielo fa ripetere molte volte: più il suo ministero richiede la potenza divina, più il ministro si confessa «indignus», chiedendo a Dio di sopperire alle miserie della natura umana con la Sua grazia. È quella stessa umanità che sa condurre al confessionale anche i Sacerdoti, i Vescovi, i Principi della Chiesa e lo stesso Romano Pontefice, poiché nessuno è esente da colpa sinché è pellegrino in questa valle di lacrime. Il riconoscersi peccatori non dev’essere inteso tuttavia come una sterile presa d’atto di uno stato di colpa, quasi a voler legittimare le proprie cadute o addirittura ad attribuirne la responsabilità a Colui che pur volendoci santi ci ha lasciato alla mercé delle tentazioni: l’atto umile del «mea culpa» ed il ricorso fiducioso all’aiuto di Dio dev’essere sprone a migliorarsi, a crescere nella santità, ad evitare le occasioni di peccato e ad espiare nella preghiera e nella penitenza le colpe passate. Vivere costantemente al cospetto della Maestà divina e sotto lo sguardo benigno della nostra santissima Madre, «Auxilium Christianorum», è certamente uno dei modi più efficaci per essere veramente «ab omni illecebra carnis alienus». La società profana – che ama gli scandali degli ecclesiastici solo perché tramite questi può screditare la Chiesa a cui essi appartengono – ha uno sguardo orizzontale, privo di pietà ed estremamente disumano: si scoprono le miserie del singolo sperando che colpendo quest’ultimo si possa colpire anche l’istituzione ch’egli rappresenta. Non si vuole aiutare il ministro indegno: al contrario si sfruttano le sue colpe per accusare di indegnità l’intero Ordine sacerdotale. Quando le squallide vicende emerse a seguito del video sui preti omosessuali trasmesso nel corso del programma Exit su La7 lo scorso 1° Ottobre hanno permesso di riconoscere un nostro collaboratore – quasi due settimane orsono – noi non abbiamo gettato in pasto all’opinione pubblica le sue colpe: abbiamo invece interrotto la sua collaborazione, in attesa di un pronunciamento dell’Autorità ecclesiastica, che si è mossa immediatamente e senza aspettare che la notizia trapelasse sui giornali. Crediamo di aver agito secondo coscienza, tutelando il nome di “Petrus” e dando modo al sacerdote chiamato in causa di difendersi nelle sedi opportune. Sarà un regolare processo disciplinare o canonico a fare giustizia, non la piazza. Noi non amiamo gli scandali, e che sia colpevole o no, preghiamo per Monsignor Stenico; perchè se è accusato ingiustamente, è una vittima innocente; e se è caduto in tentazione, resta pur sempre un fratello in Cristo da amare.
FABRICIANUS scrive,
14 ottobre 2007 @ 0:05
Sono garantista e quindi sul caso singolo non mi esprimo con delle sentenze…Che poi spetteranno solo ai Tribunali ecclesiastici e a nessun altro…
Sono però un pò sconcertato e amareggiato…Le notizie di scandali all’interno della Chiesa, veri o presunti, stanno diventando un pò troppi…Ne sto soffrendo…
Mi consola un pò il fatto che l’attuale Papa se ne fosse già accorto nel 2005, quando da Cardinale scrisse i commenti alla VIA CRUCIS….
Cosa fare però?
AIUTACI SIGNORE IN QUESTO MOMENTO DI FORTE SMARRIMENTO, RIVOLGI A NOI LO SGUARDO, DONACI SACERDOTI SANTI, TESTIMONI DEL TUO AMORE. NON ABBANDONARCI, SIGNORE GESU’, IN QUEST’ORA, UN PO’ BUIA.
Syriacus scrive,
14 ottobre 2007 @ 0:06
“Dicevo che propendo a pensare che non gli crederanno e lo cacceranno. Diranno a se stessi: se l’ha fatto per libidine va cacciato; se l’ha fatto per studiare ecc. va cacciato lo stesso perchè ha danneggiato la Chiesa.”
Oggi pensandoci sù, sono arrivato alle medesime conclusioni.
Syriacus scrive,
14 ottobre 2007 @ 0:21
“Ma a me sta a cuore l’uomo e la sua sofferenza e dunque difendo l’indifendibile. “Forse era ver ma non però credibile” dice l’Ariosto (I, 56) di Angelica che asseriva d’aver conservato “il fior virginal” pur avendo percorso vasti continenti, dal Catai alla Spagna. Io di Tommaso Stenico dico: quello che afferma non appare credibile, ma forse è vero.”
Luigi, ti dirò questa mia: oggi, scorrendo il curriculum vitae di Tommaso Stenico, mi sono detto che tutto sommato, vista l’ampia parte che ‘la psicologia’ sensu lato ha occupato nella sua formazione, le spiegazioni (o giustificazioni che dir si voglia) che lui ha poi fornito, siano da ritenere a mio modestissimo avviso un pò più credibili che quelle di un qualsiasi ecclesiastico di carriera implicato in un identico caso. Vedendo il ricco percorso da lui compiuto, e poi leggendo la sua breve autoapologia, ho pensato: le cose potrebbero essere dopotutto compatibili, non inventate ad hoc a posteriori. A certi potrà sembrare ‘contorto’ (“Forse era ver ma non però credibile”), ma a me non tanto..
cogitor scrive,
14 ottobre 2007 @ 6:18
Lungi dal voler giustiziare mediaticamete una persona (prete o laico che dir si voglia) a mio parere Tommaso Stenico ha adottato una desueta e contorta strategia per indagare su come vengono adescati i preti nella piazza gay! E poi, una persona che svolge un servizio di una certa responsabilità in Vaticano non avrebbe dovuto prima confrontarsi (anche per – come si dice in gergo – mettere un “ferro dietro la porta”!) con uno dei suoi superiori? “Prudenti come i serpenti e semplici come le colombe” ci viene ricordato nel Vangelo di Matteo!!! Sono assolutamente daccordo con Gianluca sulla necessaria opportunità di pregare per tutti i nostri sacerdoti. Non credo esista un modo migliore per arginare i commenti (più o meno veritieri e obiettivamente fondati) che riguardano il clero. Ci preme davvero convergere tutto nella preghiera e fare nostra la preoccupazione di Santa Teresa di Gesù Bambino, che già “centoventi anni fa” costatava in alcuni sacerdoti, non senza dolersene, debolezze e fragilità. Ne riporto di seguito la citazione relativa al viaggio che la giovane carmelitana svolse in Italia nel 1887.
«Pregare per i peccatori mi avvinceva, ma pregare per le anime dei sacerdoti, che credevo più pure del cristallo, mi sembrava strano!… Ah! In Italia ho capito la mia vocazione: non era un andare troppo lontano per avere una conoscenza così utile… Per un mese ho vissuto con molti sacerdoti santi e ho capito che, se la loro sublime dignità li innalza al di sopra degli angeli, ciò non toglie che siano uomini deboli e fragili… Se dei sacerdoti santi, che Gesù chiama nel suo Vangelo: “Il sale della terra” mostrano con il loro comportamento di aver un bisogno estremo di preghiere, cosa bisogna dire di quelli che sono tiepidi? Non ha detto Gesù anche: “Se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà rendere salato?” O Madre! Che bella la vocazione che ha per scopo di conservare il sale destinato alle anime! Questa è la vocazione del Carmelo, poiché l’unico fine delle nostre preghiere e dei nostri sacrifici è d’essere l’apostola degli apostoli, pregare per loro mentre evangelizzano le anime con le parole e soprattutto con gli esempi…» (Teresa di Lisieux).
Un cordialissimo abbraccio
Michelangelo
Luisa scrive,
14 ottobre 2007 @ 8:36
Non avrò la vostra stessa indulgenza. Riporto qui quello che ho già scritto sul blog di Raffaella e cioè che, se Mons. S. voleva infiltrare gli ambienti omosessuali, doveva informarne i suoi superiori e ottenere la loro autorizzazione.
La riflessione è di mio marito e mi sembra di una logica imparabile.
La difesa adottata è più che improbabile.
Non spetta certo a me condannare l`uomo, ma mi sento di poter dire che con il suo comportamento Mons. S. porta un grave danno alla Chiesa.
E contrariamente a Syriacus, quando ho visto i suoi differenti diplomi in psicologia, psicopedagogia, e psicoterapia, mi sono detta che le sue conoscenze delle dinamiche relazionali e dei fenomeni consci e inconsci, potevano averlo portato a farne un uso non sempre positivo, a danno suo e di quelli che avvicinava.
Leggo anche che Mons. è Prelato d`onore di Sua Santità, e altre cariche onorifiche, l`uomo è dunque ambizioso e senza dubbio competente nel suo campo e sembra ispirare fiducia a chi gli confida diversi compiti anche di insegnamento nei seminari.
È possibile che dietro questa facciata irreprensibile , vi sia l`ombra di un mondo poco raccomandabile ,vissuto nel segreto, ma questo solo Mons. S. lo sa ,e con lui coloro che lo hanno avvicinato.
In ogni caso mi sembra poter dire che Mons. Stenico era molto sicuro di lui, talmente sicuro da fare entrare “il suo compagno di giochi”in Vaticano, non concordo con chi lo dice ingenuo o incosciente, direi tutto il contrario.
Come ha potuto fare entrare questa persona all`interno delle mure vaticane?
Temo che abbiamo sollevato solo un angolo di un velo steso su una vicenda squallida.
In questo momento penso a Papa Benedetto e alla sofferenza che deve sentire, davanti a questi tradimenti e colpi portati alla sua Barca.
Non ci resta che pregare, pregare e ancora pregare .
Francesco73 scrive,
14 ottobre 2007 @ 10:29
Sono garantista anche io.
Però, Luigi, ho visto il video e se fossi un giudice vaticano non mi persuaderei della motivazione addotta da don Tommaso.
Mi spiace.
Quanto al “complotto” contro la Chiesa, ci sarà pure.
Ma proprio perchè frequenti l’ambiente da trent’anni, sai certamente che c’è un tipo di “sporcizia” che non deriva solo dalla debolezza dei singoli.
C’è un tipo di sporcizia che è favorita implicitamente dal sistema, dall’ipocrisia, dalla fraternità che spesso si traduce solo in complicità.
Dal “chi è senza peccato scagli la prima pietra” che diventa tante volte un comodo alibi psicologico.
Uno dei preti intervistati da La7 dice una cosa che mi ha molto colpito, e che mi è parsa molto vera: “La Chiesa non ti chiede niente, basta che tu non dica niente”.
Ecco, è questo l’impasto che sta dietro a vicende così.
Io spero che Stenico sia giudicato equamente, e in ogni caso non auspico per lui alcuna punizione. Figuriamoci.
Ma che ci siano alcune cose “ambientali” che non funzionano mi pare lampante, e faremmo bene ad ammetterlo senza remore.
amedeo1 scrive,
14 ottobre 2007 @ 11:07
Francamente quello che non mi convince di questa vicenda è il fatto che mons. S. abbia contattato un giovane e non un sacerdote.
Se avesse voluto compiere un’indagine illustrativa del fenomeno dell’omosessualità nella Chiesa, perchè ha “accettato” di incontrare un giovane e non un sacerdote o un seminarista?
Voleva forse percepire il feed back del fenomeno omosesssualità nella Chiesa, dalla voce di una persona esterna?
A me la vicenda appare piuttosto sabbiosa, opaca.
Mi sembra tanto che siano stati già montati impianto accusatorio e difensivo, almeno a livello mediatico.
Sono dispiaciuto e deluso. Personalmente preoccupato.
Ciò nonostante rispetto ogni persona, ma non eventuali falsificazioni della verità.
Il tempo aiuterà a capirci di più. O forse no!
Luisa scrive,
14 ottobre 2007 @ 11:22
Leggo sul “Giornale”, che Mons. Stenico a prova della sua innocenza dice che ha ricevuto la persona nel suo ufficio e non nel suo appartamento!
Ma scherziamo?
Avrei preferito leggere una parola di scusa e rammarico per essersi servito del suo ufficio all`interno del Vaticano per una sua iniziativa personale e privata , della quale i suoi superiori non erano al corrente e che è per lo meno discutibile.
L`appartamento privato era il solo luogo adatto per un` iniziativa privata.
Mettersi al sicuro dietro le mura vaticane, servirsi del luogo di lavoro per inizaitive di questo genere mi lascia perplessa e anche inquieta sull`apparente orgoglio, arroganza e mancanza di rispetto di certi abitanti dei luoghi.
Feynman82 scrive,
14 ottobre 2007 @ 11:42
Bellssimo l’editoriale di Petrus di Gianluca. Così bello che vorrei riportarlo per intero sul mio blog (se mi è permesso).
Bellssima anche la preghiera di FABRICIANUS. A cui aggiungo questa che sento nascere da dentro:
SIGNORE, DONACI SACERDOTI CON GLI SCARPONI FERRATI E LE MANI IN PASTA, PRONTI A TUTTO, SCAFATI AD OGNI DEBOLEZZA UMANA. RENDI I SACERDOTI, UOMINI PIENI DI DEBOLEZZE, CAPACI DI RESISTERE AD OGNI DEBOLEZZA E, COME PIETRO, SE CADUTI, IN GRADO DI RIALZARSI PERCHE ACCOLTI DAL TUO SGUARDO DI MISERICOIRDIA. DONACI SACERDOTI SANTI, SACREDOTI VERI, SACERDOTI INNAMORATI DI TE
Andrea
Gianluca scrive,
14 ottobre 2007 @ 12:41
Feynman82,
sarebbe per me un onore se tu riportassi il mio editoriale sul tuo blog:-)
Grazie di cuore
Gianluca
Leonardo scrive,
14 ottobre 2007 @ 13:00
Caro Luigi,
se lei è amico di don Stenico fa bene a pensarla così. Amica veritas sed magis amicus Plato sembra anche a me un buon correttivo alla presunzione implicita nel contraddetto. Se trovassi un amico a letto con mia moglie e mi giurasse che non è come sembra, sarebbe bello e nobile credergli. In fondo tutto è possibile.
Io però don Stenico non lo conosco, anzi prima di questa vicenda non sapevo neanche chi fosse; ho solo visto su Youtube il video che lo riguarda e mi pare che sia quasi impossibile interpretarlo come lui adesso vorrebbe. L’atteggiamento del prete, in quel filmato, non è affatto quello di chi sta indagando: semmai è l’altro che fa domande, cerca di saperne di più.
Sul fatto che il ‘buon popolo cristiano’ abbia sempre avuto dei dubbi sulla castità dei suoi sacerdoti, sono d’accordo (un mio amico prete diceva che “ogni sacerdote che si rispetti deve avere qualche chiacchiera sul suo conto”, altrimenti vuol dire che la gente non lo considera proprio nulla!), però è diverso da quello che si sta verificando oggi. Primo perché certe cose allora venivano raccolte da un contesto che aveva la consapevolezza cattolica della differenza tra debolezza soggettiva degli uomini di chiesa e valore oggettivo della chiesa sacramento di salvezza. Secondo perché non c’era il lavoro sporco dei giornali, della televisione, di internet. Terzo e più importante di tutto perché c’era il senso del peccato
Quello che è sconvolgente nei filmani in questione, a mio parere, è la tranquillità con cui quei preti, in primis don Stenico, pensano di poter continuare ad essere dei buoni preti, pur facendo quello che fanno.
raffaele.savigni scrive,
14 ottobre 2007 @ 13:55
Credo anch’io che si debba anzitutto pregare: ma non mi sembra credibile l’autodifesa di mons. Stenico. Trovo inaccettabile anche la strumentalizzazione che dell’episodio è stata fatta da qualcuno sul sito “Petrus”, al fine di attaccare la Chiesa postconciliare, i preti progressisti, il presunto permissivismo dei Seminari, l’uso del computer e di Internet da parte dei seminaristi e chi più ne ha più ne metta.
matteo scrive,
14 ottobre 2007 @ 14:21
Mons. Tommaso Stenico
uno dei sacerdoti ripreso dalla candid camera di Exit-La 7, Lui stesso confessa di essersi fatto “Ladro tra i ladri”.
Ormai che è stato scoperto, gli rimane solo di attaccare la lobby gay
lui anche psicologo….,
psicologo di che?
il tipico sacerdote gay nascosto velato, a se stesso soprattutto, che fa sesso occasionale che poi ha bisogno di dimenticare subito quello che ha fatto per ritornare in pace con se stesso.
E’ uno psicologo?
Gli si dovrebbe dire: medico cura te stesso, cerca di essere onesto almeno con te stesso.
sei stato così imbecille da andare su candid camera. Sii uomo e accettane le conseguenze.
Invece no.
attaccato alla sua poltrona/potere, nella sacra congregazione per il clero, che prestigio!
e la terra crolla sotto i piedi, perchè?
Perchè si sta scoprendo che è un uomo come tutti gli altri,
Magari si era dimenticato che il suo sacerdozio ministeriale era al servizio di tutto il popolo di Dio, non era un potere da esercitare dalle “sacre?” stanze del vaticano.
Che ipocriti che siete tutti che lo difendete,
come se in vaticano non si facesse sesso e persino sesso occasionale,
sono secoli che si fa, e per quello che consta alla mia conoscenza reale si è sempre fatto dacche’ c’èra il beato giovanni Paolo II, che di tutto si è interessato, viaggiando per tutto il mondo e lasciando la gestione interna della Chiesa nelle mani di accaparratori di potere, Monsignori o cardinali che fossero, e che oggi rivestono ben alte responsabilità…….
Ipocriti e sepolcri imbiancati, direbbe nostro Signore Gesù Cristo,
tutti a urlare contro il sesso,
mentre preti, vescovi e cardinali lo fanno, ma
l’importante è condannare ufficialmente,
povera la mia Chiesa,
che ha bisogno di urlare scandalo
con le travi nei propri occhi.
Comunque, niente di nuovo, c’erano i nazisti gay che lo erano di nascosto, mentre di giorno mandavano ebrei, zingari e omosessuali nei campi di concetramento a diventare cenere.
La dinamica psicologica è la stessa di mons. Stenico.
Fare sesso in clandestinità, e condannare ufficialmente, lo fanno anche tanti padri di famiglia cattolicissimi quando si fermano davanti i trans o i marchettari di valle giulia.
matteo
Luisa scrive,
14 ottobre 2007 @ 15:02
Penso che purtroppo il permissivismo nei seminari , non è un attacco gratuito alla Chiesa post conciliare. Già il termine “postconciliare” mi da i nervi come se esistesse una Chiesa anteconciliare e una postconciliare. La Chiesa è una , il CV II non è l`inizio di una nuova Chiesa ! O meglio non avrebbe dovuto esserlo.
Penso che nell`articolo di Pietro Siffi su Petrus…
http://www.papanews.it/dettaglio_approfondimenti.asp?IdNews=3501
….vi siano argomenti sui quali almeno riflettere e non solo spazzare via con un tono sprezzante.
Mi vengono per esempio in mente quei prelati, seduti davanti a me sul sagrato di San Pietro il giorno della Messa per il compleanno di Papa Benedetto, e che, aspettando l`inizio della Santa Messa, discutendo fra di loro, hanno fra l`altro detto, che uno dei problemi maggiori oggi nei seminari è la disciplina, che questi giovani seminaristi arrivano con la testa già piena delle loro idee ,che hanno delle idee già chiare su tutto e che non vogliono sentir parlare di ubbidienza.
Beh non è bene ascoltare le conversazioni altrui…ma il tono delle loro voci lo permetteva…
L`articolo di Siffi mi sembra contenire delle riflessioni molto saggie e delle descrizioni di situazioni che sono sotto gli occhi di tutti, inutile negarle, poi ognuno ne tira le conclusioni che vuole.
Tante, troppe cose vengano a galla questi ultimi tempi, e mi pare ,ma è una mia opinione personale, che alla base di tanti scandali o situazioni in margine, si trova la qualità ,diciamo insufficiente, dell`istruzione che i futuri sacerdoti ricevono in seminario e innazitutto la mancanza di rigore nell`esaminare e poi accettare i candidati, futuri preti.
Leonardo scrive,
14 ottobre 2007 @ 15:30
Ho letto l’articolo segnalato da Luisa e mi sembra in gran parte condivisibile. Fare così non risolverebbe il problema del clero, ma certo aiuterebbe.
Luigi Accattoli scrive,
14 ottobre 2007 @ 16:11
La discussioner su Stenico ha portato a noi due nuovi amici: Amedeo1 e Matteo. Il mio benvenuto ad ambedue, grato come sempre a chi legge e lascia un commento. Non ho capito bene l’argomentazione di Matteo, che pare anche includermi in una brutta categoria: “Che ipocriti che siete tutti che lo difendete”. Ma non importa, chi si azzarda a parlare nella rete mette in conto ogni contraddizione. Luigi
matteo scrive,
14 ottobre 2007 @ 18:23
Cara Luisa,
l’unico modo per farti rendere conto che quanto stai affermando sui seminari è una grossa bufala, è farti entrare in SEMINARIO ma la mia Chiesa non lo permette alle donne, allora farai bene, avendo il problema di verificare de visu di non attenerti alle chiacchiere di persone che devono perdere il tempo sul sagrato di s.Pietro e dare aria alle bocche.
Cara Luisa, certi problemi nel mondo sacerdotale sono SEMPRE esistiti, non sono cominciati nel 1964,
ma da quando esiste l’uomo.
Mi sento abbastanza stufo di sentire se solite baggianate sui seminari.
I seminari sono ancora oggi luogo di formazione al sacerdozio,
e dacchè ne ho esperienza, i superiori non hanno la palla di vetro per vedere cosa verrà fuori dall’animo o dalla psiche di un sacerdote, si’, perchè molto spesso, si arriva al sacerdozio, perfettamente sinceri e sicuri della propria fedeltà.
La maggior parte delle problematiche viene fuori sempre tempo dopo.
Ora vi scandalizzate per questo.
Ma io quando ero piccolo, nei paesini, eeeeh come si sapevano dei preti che avevano la donna, e non erano chiacchiere, erano preti maturi, e correvano gli anni 1966 in poi….
quindi non rompiamo le scatole al concilio per favore,
conosco sacerdoti da preconcilio che nel chiuso della loro privacy la sessualità ehhhh!
i film che si cominciavano a fare negli anni 60, 70, tipo la moglie del prete, rispecchiava la realtà, che fino a quel momento era sottoposta a censura morale, cioè non se ne doveva mai parlare,
quindi era raro che se ne parlasse e che apparisse sulla stampa, la lunga mano dei vescovi riusciva a far mettere a tacere tutto quanto era possibile.
Vi prego ripassatevi un po di storia, o comincerò a sentirmi davvero vecchio visto che riesco ancora a RICORDARE.
matteo
Luisa scrive,
14 ottobre 2007 @ 19:09
Solo per informazione ,e la mia rabbia non fa che aumentare, fate un pò un giretto sulla rete e vedrete che la brillante idea (chiamiamola così) di Stenico è ripresa all`estero con delizia dai più grandi media, che non hanno nemmeno più bisogno di andare alla pesca di notizie stucchevoli per discreditare la Chiesa, i preti stessi offono loro tutto il materiale necessario.
“Le Monde”, “Le Figaro”, le televisioni riprendono la notizia. Stenico stesso rilascia interviste a destra e a sinistra continuando così la sua cavalcata solitaria senza minimamente rispettare il dovere di discrezione.
Si è ritirato nel silenzio solo il brevissimo tempo necessario per costruire il suo sistema di difesa…attaccare, occupando lo spazio.
Per non parlare del “divertente” don Sante che sta diventando una vedette di Buona domenica in mezzo a donne semi nude…
Desidero solo riportare qui alcune parole pronunciate da Benedetto XVI prima della recita dell`Angelus :
“In verità, la lebbra che realmente deturpa l’uomo e la società è il peccato; sono l’orgoglio e l’egoismo che generano nell’animo umano indifferenza, odio e violenza”.
forzajoseph scrive,
14 ottobre 2007 @ 19:15
Convocare un omosessuale conosciuto in chat nel proprio ufficio vaticano per sgominare la lobby antiecclesiale degli omosessuali? Curioso direi. Almeno quanto la giustificazione fornita dal sig. Onofri (il papà del piccolo Tommy, come certamente ricorderete) quando nel suo computer vennero trovate centinaia di foto di carattere pedo-pornografico: “stavo conducendo un’inchiesta tutta mia sulla pedofilia, per incastrare quei maiali”. Bah.
Santità, venerato Papa, ci pensi lei. Se sarà accertata la dramaatica veridicità delle accuse mosse al mons., la reprimenda sia durissima, o nessuno sarà più disposto ad ascoltare con cuore docile e non prevenuto il suo altissimo magistero. Penserebbero che cane non morde cane, e che un grande rigore è richiesto solo ad extra, quando invece dentro le mura si pò fare ciò che si vuole.
E poi, dott. Accattoli, si renderà conto anche lei che troppe cose non tornano nella memoria difensiva del monsignore. Che comunque rimane un povero cristo. Proprio come il sig. Onofri.
Leonardo scrive,
14 ottobre 2007 @ 19:18
Matteo ci informa che il peccato originale esisteva anche prima. Grazie, ma lo sapevamo. Il punto è se avere abbandonato, o quasi, tutti quegli accorgimenti, quelle cautele, quegli strumenti che prima si adoperavano per tenere lontane le tentazioni o per rendere meno agevole il cedervi sia stato opportuno o no. Luisa, io e qualcun altro cominciamo a pensare di no.
A margine, una riflessione sulla figura del prete: chiamato ad una vocazione sublime (e umanamente impossibile), il prete quando si perde diventa ridicolo, grottesco. Dalla tragedia alla farsa il passo è brevissimo. Questi poveri preti che si danno in pasto alla televisione nemmeno si accorgono di diventare subito i clown del mondo.
Syriacus scrive,
14 ottobre 2007 @ 19:20
“E contrariamente a Syriacus, quando ho visto i suoi differenti diplomi in psicologia, psicopedagogia, e psicoterapia, mi sono detta che le sue conoscenze delle dinamiche relazionali e dei fenomeni consci e inconsci, potevano averlo portato a farne un uso non sempre positivo, a danno suo e di quelli che avvicinava.”
Luisa, anch’io mi sono subito detto “che le sue conoscenze delle dinamiche relazionali e dei fenomeni consci e inconsci, potevano averlo portato a farne un uso non sempre positivo, a danno suo e di quelli che avvicinava”, ma non avevo ancora letto le sue dichiarazioni di “discolpa” . Dopo aver sentito la versione dei fatti di Mons. Stenico, per quanto possa apparire maldestra, ho un pò (un pò, nel senso di usare una cautelativa presunzione d’innocenza e non di più) rivisto le mie posizioni iniziali assolutamente identiche a quelle di Luisa.
Conosco un poco lo/gli “ambientino/i” (per sentito dire soprattutto, ma anche un poco di persona, ahimè) e non mi stupirei davvero più di niente. (Dopo uno “scandalo iniziale”, di fronte al quale rimani incredulo, poi crederesti virtualmente a tutto: ecco quel misto di credulità e incredulità -anche tipica degli ambienti omosex, aggiungo- cui ha accennato Luigi) .
(Annoto, forse troppo sibillino, che Mons. Guido Marini è stata un’ottima scelta anche per motivi che i più ignorano, non solo liturgici, ma anche di condotta personale. E qui non aggiungo altro.)
Quanto a quello che dice Matteo sugli ecclesiastici e seminari pre-Vaticano II, concordo in buona parte, anche se non tenderei a generalizzare. ( Di ricordi diretti o indiretti ne possiamo avere tutti: come mi disse ad esempio un vecchio sacerdote che mi fu amico nella sua ultima vecchiaia, in certi suoi sapidi racconti ‘di costume’ sui vecchi tempi andati: nei bagni “i seminaristi ce li mandavano singolarmente, perchè ‘i superiori sapevano’…”
) Voglio dire: una cosa è essere disincantati, un’altra è dare giudizi negativi a priori.
Ricordo comuqnue una notevole uscita di Padre Giacomo Grasso, domenicano “ribelle” genovese, che sentii nel ‘94 ad una conferenza: più o meno disse che certo, nel ‘400 forse la gran parte dei genovesi compiva atti omosessuali quando imbarcati sulle navi, “però almeno, allora, sapevano che peccavano” .
Syriacus scrive,
14 ottobre 2007 @ 19:29
Luisa ha giustamente ricordato l’allarmante espansione a macchia d’olio dell’affaire Stenico all’astero: vorrei solo annotare che ho notato che non pochi reports definiscono Mons. Stenico non solo un sacerdote prelato, ma anche un vescovo. Un facile e bell’errore, che però discredita contestualmente anche i successori degli apostoli. (Sembra quasi un involontario “Crepi Sansone, etc…” ) .
Syriacus scrive,
14 ottobre 2007 @ 19:54
Raffaele Savigni dice che qualcuno vuole “attaccare la Chiesa postconciliare, i preti progressisti, il presunto permissivismo dei Seminari, l’uso del computer e di Internet da parte dei seminaristi e chi più ne ha più ne metta.”
Può essere, però;: qualcuno ancora si ricorda come venne messa fine pochi anni fa ad un tipo seminario diocesano, per dirla così, “con forti tendenze pre-conciliari”, a suo tempo, in Austria?
A St. Poelten, regnante in controverso ‘ultraconservatore’ Kurt Krenn, vennero trovati su computer di seminaristi innumerrevoli immagini pornografiche, e financo pedopornografiche. (Che furono la cigliegina sulla torta di una spirale di accuse/confessioni/indizi che portarono alla temporanea chiusura , e succesiva ‘normalizzazione’ del seminario e della diocesi, con nomina di Mons.Kung, dell’opus Dei, decisamente più moderato.)
Ai tempi di Krenn, prima dello scandalo, il seminario aveva numerosissimi ingressi, e probabilmente molti di questi erano seminaristi giudicati “psicologicamente immaturi” in altri posti. (A volte però, si è abusato e si abusa di questi giudizi d’immaturità, includendo in essa, anche l’”eccessivo” attaccamento a devozioni e discipline tradizionali o una mancanza di criticità verso insegnamenti ritenuti propri del passato -ma ancora pienamente accettati dal Magistero.)
Quando seppi della cosa, non potei fare a meno di pensare al caso -non molto tempo prima- del Cardinal Groer (altro controverso ‘ultraconservatore’ caduto in disgrazia , ma per la sua condotta personale del lontano passato).
Leggettevi, ad esempio:
http://en.wikipedia.org/wiki/Kurt_Krenn
matteo scrive,
14 ottobre 2007 @ 19:56
Il punto è se avere abbandonato, o quasi, tutti quegli accorgimenti, quelle cautele, quegli strumenti che prima si adoperavano per tenere lontane le tentazioni o per rendere meno agevole il cedervi sia stato opportuno o no
Leonardo ma di che stai parlando?
sei stato in seminario?
senno si rischia di fare un pour parler
Syriacus scrive,
14 ottobre 2007 @ 20:01
Scusi Matteo: solo per chiarezza e fuori da ogni polemica:
1) Lei è stato in semimario (Immagino di sì. Se sì: che ricordi degni di nota ha sull’argomento?)
2) Che modello di Seminario (se alcuno) gradirebbe, all’inizio del XXI secolo?
3) Che figura di Sacerdote ritiene quelo più consona a Vangelo e Tradizione?
4) Lei è favorevole all’abolizione del celibato ecclesiatico?
5) varie ed eventuali (ad libitum)
matteo scrive,
14 ottobre 2007 @ 20:13
per chiarezza:
il mio modello è il Seminario Romano Maggiore, i cui responsabili si sono sempre mostrati all’altezza dei compiti affidati dal vescovo di Roma, e a cui il Vescovo di Roma si reca ogni anno a condividere la mensa, e li raccoglie anche attorno a se all’inizio dell’anno accademico/seminaristico.
Mio caro, non so a che modelli concreti, ti riferisci, io conosco modelli concreti in carne e ossa, sempre capaci di rispondere al proprio ministero nonostante le difficoltà della vita, e qui mi ricordo di miei amici carissimi, d. josè, d. Giuseppe, d. pino, e non finirei più. Sono fantastici preti che danno la vita per il vangelo.
Relativamente al celibato ecclesiastico non capisco dove vuoi parare.
Nella Chiesa cattolica il problema non esiste.
Forse sarebbe giusto riflettere che nel sacerdozio comune di tutti i battezzati, dovremmo essere più vicini ai sacerdoti ministeriali, perchè siano in totale servizio nell’unico nostro Cormo Mistico di Cristo
Syriacus scrive,
14 ottobre 2007 @ 20:36
Matteo “mio caro”: non “voglio parare” da nessuna parte, e non ho in mente chissà quali “modelli” astratti… Le avevo solo rivolto -gentilmente- qualche semplice domanda, di cui ho avuto sostanzialmente risposta, e Le sono grato di ciò.
Cordialità, S.
Syriacus scrive,
14 ottobre 2007 @ 20:47
Come la vede, oggi , Allen:
http://ncrcafe.org/node/1374
Luisa scrive,
14 ottobre 2007 @ 20:59
Quando Matteo parla dei suoi “amici carissimi” parlando di sacerdoti, resto un pò perplessa. Forse Matteo è lui stesso sacerdote o seminarista, forse sarà una questione di generazione, di educazione,non lo so, ma a mio umile avviso, un sacerdote non può e non deve essere ” amico” dei suoi fedeli.
Non posso considerare mio amico,la mia guida spirituale, alla stessa stregua di Caio o Sempronio miei altri carissimi amici.
Poi bisogna ancora intendersi sul significato o il senso dato a ” amico”.
Se non vado errata, ma forse anche questo è cambiato, il sacerdote è “alter Christus” ,con questa coscienza egli dovrebbe comportarsi e con questa coscienza essere avvicinato dai fedeli .La familiarità, quella vicinanza così simbolizzata da quel “tu” dato come un “laissez- passer” per facilitare non so quale confidenza mi pare fuori luogo quando la persona che ho di fronte è un sacerdote.
Il problema è che sovente sono i sacerdoti stessi …a sollecitare questa familiarità, forse utile e necessaria in certi casi, forse il prete può dare del “tu” a dei giovani, ma non il contrario. Credo che anche con il più umile, il più povero ,l`ultimo degli ultimi, il “lei” mi sembra una marca di rispetto che mette la giusta distanza.
Sto scrivendo delle cose assurde? Sono completamente fuori tempo?
O quello che scrivo ha ancora un senso?
Poi non bisogna generalizzare, un sacerdote che è fortemente radicato nella fede e nella preghiera, maturo e consapevole della sua missione e di essere “alter Christus” potrà più facilmente vivere una certa familiarità con i fedeli senza correre i rischi ad essa collegati.
matteo scrive,
14 ottobre 2007 @ 21:20
Luisa,
scusami,
presso l’università Lateranense o Gregoriana si tengono dei corsi universitari anche per laici, ti consiglio caldamente di approfittarne,
la conoscenza di Cristo non si fa per emozioni o per intuizioni, o per sentito dire.
C’è una conoscenza maturata nel tempo sulla comprensione del Sacerdozio ministeriale e sul Sacerdozio dei Battezati.
Conviene chiarirsi le idee.
Se vuoi ti consiglio caldamente l’università dei Gesuiti.
Poi sicuramente riusciremo a capirci meglio quando parliamo di SACERDOZIO
che non è ALTER ma agisce IN PERSONA CHRISTI.
Poi ti posso consigliare tutta una bibliografia che fa capo a Cencini e Manenti, rispettabili Sacerdoti e docenti universitari che hanno affrontato la tematica della realtà psicologica nei cristiani e nei chiamati in modo particolare e sulla loro capacità e maturità nell’interagire.
Conviene fare un po di esperienza sui banchi di studio
ciao
Alessandro Canelli scrive,
14 ottobre 2007 @ 21:25
Celibato: di sicuro la sua assenza non ha impedito episodi di abusi di diverso tipo nella Chiesa Anglicana, mal gestiti dai responsabili di quella chiesa al pari di quelli che tanto scandalo hanno creato in quella Cattolica in USA e Irlanda.
Certo è che il posto di fiducia attira il male intenzionato: dal professore all’allenatore di calcio.
Eufemia Budicin scrive,
14 ottobre 2007 @ 21:29
Sesso, sesso e sesso. L’Abbé Pierre rilascia un’ intervista a quel furbastro di Lenoir, in cui sostanzialmente dice che ha potuto fare quello che ha fatto perchè non ha messo su famiglia, ma solo la confessione di aver fornicato rimane nei titoli.E poi a valanga la BBC, don Sante, Stenico e non so quanti altri. Anche in Germania Lehmann ha preso a pretesto un caso di pedofilia per attaccare il ratzingheriano Muller. Ormai smantellare il celibato sembra il problema più importante per noi.D’altronde anche Hummes, appena nominato a capo del clero, era sembrato possibilista. Ora non so se c’è una regia occulta, al’interno della Chiesa stessa, o se siamo tutti voyeurs.
maioba scrive,
14 ottobre 2007 @ 21:29
Ricorda Luisa: Gesù ha detto “vi ho chiamati amici”. Se un prete è alter Christus o agisce in persona Christi (comunque la pensiate) non può non ricordare queste parole di Cristo ai suoi discepoli.
P. Thimoty Radcliffe O.P., qualche anno fa ha scritto di non temere nella vita di un prete le “amicizie particolari”, ma semmai le “inimicizie particolari”.
Francamente non ho molto tempo per criticare mons. Stenico, né per applaudirlo. Ho tanto da fare in parrocchia…
Per me è un problema che riguarda la sua coscienza e i suoi superiori.
Bene fa il sig.Luigi a restargli amico, anche nel momento del dubbio e della incomprensione (che è il più faticoso per un’amicizia): troppi sono anche in quell’ambito coloro che cancellano un amico persino dalla loro rubrica telefonica per non “contaminarsi”…
C’è tanta ipocrisia in Vaticano come altrove, tutti sapete fare citazioni storiche che richiamano a fatti “sempre accaduti”… E allora dov’è il problema?
Vi scandalizzate se uno ha peccato, se un sacerdote dalle mani consacrate ha peccato?
Mi spiace, ma rischiamo di avere un’idea sacrale del sacerdozio, proprio quella che Gesù ha abolito (vedi il vangelo di oggi).
Secoli di impostazione canonistica e controversistica del ministero ordinato hanno portato purtroppo a queste difficoltà.
Scusate la confusione,
Marco don
matteo scrive,
14 ottobre 2007 @ 21:45
Condivido la riflessione di don Marco, faccio fatica ad accettare quel che mi appare una ipocrisia di un uomo pubblico che si faceva forza di una morale, particolarmente “oggettiva” per dirla in modo soft con le parole di un mio vecchio insegnante di teologia, certo Padre Lio (Laterano)
Luisa scrive,
14 ottobre 2007 @ 21:57
Ti ringrazio Matteo ,per i tuoi consigli ,mi sembra capire che mi consideri un`ignorante in materia religiosa e hai probabilmente ragione …!
Matteo, io di diplomi ne ho pieni i cassetti, anche in uno dei campi da te citati, e anche se mi piace sempre imparare, non condivido la tua maniera di considerare il cammino per conoscere Cristo. Mi sembra intuire che secondo te ,io conoscerei Cristo per emozione, intuizione e sentito dire , farei confusioni , mi fai la lezione e mi suggerisci di ritornare sui banchi di scuola….credimi non ti ho aspettato per questo…è tutta una vita che studio umilmente , cerco di capire e imparare .
A leggerti si direbbe che ho avuto pessimi insegnanti e guide spirituali !
Non desidero giustificarmi , ti lascio libero della tua opinione ed io resto libera di perseverare nella mia libera opinione sulla missione del sacerdote.
FABRICIANUS scrive,
14 ottobre 2007 @ 22:09
Grazie a Feynman82 per i complimenti rivolti alla mia Preghiera.
Visti i tempi difficili, se Luigi è d’accordo, vorrei invitare tutti alla Recita del Rosario in un giorno e in un’ora che Luigi vorrà. Così, dalle nostre case e dalle nostre Città, anche se non siamo fisicamente vicini, il Signore ascolterà la Preghiera di questa “Comunità Cristiana del web”. Una Preghiera per tutti i Sacerdoti e per la Chiesa. Luigi, che ne dice?
FABRICIANUS scrive,
14 ottobre 2007 @ 22:16
X Gianluca B.: Molto interessante e, da apprezzare, il suo Editoriale
Gianluca scrive,
14 ottobre 2007 @ 22:27
Grazie di cuore, FABRICIANUS, per i complimenti relativi all’editoriale.
Io raccolgo subito la sua proposta di recitare collettivamente il Rosario nella stessa ora: io domani inizierò alle 16.00, mi faccia sapere se Le va bene.
Un saluto di cuore
A matteo: Lei conosce evidentemente molto poco Luisa…e comunque non mi risulta che i primi discepoli abbiano frequentato corsi universitari o seminari per amare Cristo.
Che c’è di male, infatti, nell’amare Cristo con il cuore prima ancora che con il cervello?
A Luisa: chi ti conosce, sa della tua cultura e del tuo amore per il Papa…in te si combinano bene entrambe queste miscele…so che non ti farai condizionare da nessun professorino di teologia dell’ultima ora.
Un carissimo saluto a tutti
Gianluca
Luisa scrive,
14 ottobre 2007 @ 22:32
Caro Fabricianus, la ringrazio per la sua iniziativa, se Luigi sarà d`accordo, pregherò con voi .
Mi piace chiudere il mio computer e questa giornata particolarmente “agitata”,con la perspettiva di riunirci tutti in preghiera. Grazie!
Luca Grasselli scrive,
15 ottobre 2007 @ 0:09
Non processiamolo qui, né per condannarlo né per assolverlo. Preghiamo per lui, per la Chiesa, per le persone implicate, da qualunque lato, in queste storie.
matteo scrive,
15 ottobre 2007 @ 5:34
A Gianluca,
con il suo principio
non c’è bisogno di frequentare nè seminari, nè università
per diventare sacerdoti.
per amare e conoscere Cristo non c’è bisogno!
stiamo freschi!
Ognuno è libero di dire tutto quel che vuole,
beata contraddizione!
Per ognuno vale ciò che fa più comodo.
E poi ci fregiamo dell’appellativo di cristiani.
Coerenza, coerenza!
Luisa scrive,
15 ottobre 2007 @ 8:02
Caro Gianluca, grazie!
Pregherò con te questa sera alle 16h, sarebbe bello che Luigi ci dicesse che cosa pensa dell`iniziativa di Fabricianus…forse la sera sarebbe un migliore orario per chi lavora o studia.
Sai, siccome sono una che è abituata all`introspezione e alla riflessione,la frase di Matteo che pensa che i laici ( che la pensano come me) dovrebbero ritornare sui banchi di scuola per conoscere Cristo…mi è trottata per la testa!
Non che fossi d`accordo con lui,ma ho sorriso sulla coincidenza, perchè a Roma, all`uscita di una chiesa c`erano dei fogli che descrivevano dei corsi per laici, mi sono interessata….poi li ho riposti…Ginevra-Roma, anche con Easy jet tutte le settimane….
Certo che avrei cercato dei corsi presso l`Università della Santa Croce o una tenuta dai Legionari di Cristo….e qui immagino Matteo scuotere la testa…
Ma in ogni caso non avrei preso dei corsi per “conoscere Cristo” ma per approfondire le mie conoscenze sulla storia del cristianesimo, sto seguendo con attenzione e riconoscenza le catechesi di Benedetto XVI, sugli Apostoli prima ( ho comperato il libro a Roma) e ora sui Padri della Chiesa.Le parole del Santo Padre nutrono non solo il mio intelletto, ma come sempre riscaldano il mio cuore rinviandomi alla mia vita di tutti i giorni!
Immagino Matteo ,giovane seminarista, e mi fa pensare a me quando giovane studentessa o fresca diplomata. sapevo tutto meglio degli altri e distribuivo lezioni gratuite ..spesso non richieste…poi l`età ha contribuito a rendermi molto più umile e più vado in là con l`età e più mi rendo conto che quello che so è una piccolissima goccia nell`oceano di tutto quello che non so!
Un fraterno pensiero, Luisa
FrancescoColafemmina scrive,
15 ottobre 2007 @ 8:44
Salve a tutti! Leggendo i commenti non posso fare a meno di notare una certa avversione rispetto alle argomentazioni indignate di Matteo. Forse i suoi toni sono molto netti, ma questo cattolicesimo all’acqua di rose, buonista e tollerante sino all’autodistruzione sinceramente non lo capisco. Credo che senza voler giudicare l’uomo, noi stiamo giudicando il comportamento di un ecclesiastico. Non siamo stati noi ad obbligarlo ai voti di castità, povertà e ubbidienza, perciò pur senza essere chiamati a rinfacciargli un po’ di coerenza, ci nasce spontaneo un moto di indignazione, di sdegno vedendo un Monsignore che addirittura cerca non un semplice incontro per una prestazione sessuale ma addirittura vuole avere un rapporto sadomaso! La sua psiche credo sia gravemente danneggiata dai suoi stessi studi. E poi l’avete visto tutti salutare il ragazzo dicendo “quanto sei bono” e mettendogli una mano sul posteriore! Quindi le sue giustificazioni sono a mio parere risibili e codarde, ma di una codardia che umanamente ciascuno di noi (e mi metto io in prima linea) vive in momenti gravissimi della propria vita. L’assurdità poi è che tutto sia accaduto proprio in Vaticano.
Perciò visto che il fatto è venuto alla luce dobbiamo solo ringraziare il Santo Padre e tutti coloro che vivendo la Chiesa attivamente e con senso di giustizia hanno permesso di rivelare nome e cognome del soggetto. Ciò lungi dal voler essere un incipit di caccia alle streghe dovrebbe essere per tutti (laici e chierici) un invito alla coerenza tra le nostre vite e ciò in cui crediamo, anche se la coerenza può portare il cristiano a profonde contraddizioni rispetto alla sua volontà e ai suoi desideri. E’ una brutta storia che ci deve far riflettere sulla miseria profonda di un’umanità assediata da forze disgreganti e da riflessi ed echi di vuoto e nullità dilaganti che penetrano nelle nostre vite grazie al maligno.
In fondo è la Chiesa stessa ad aver attratto gli sguardi maligni ed infami su se stessa! Il Cristianesimo è sempre stato “scandaloso” per la mondanità paganeggiante, proprio perchè predica la rinuncia e la temperanza. Chi di noi è temperante davvero? Pochi, i più si sforzano soltanto di esserlo. Ma la Chiesa è fermissima su questo punto che è il centro dell’insegnamento di Cristo, perciò è anche logico che debba essere coerente dinanzi al mondo. E la coerenza parte da ognuno di noi per arrivare ai Sacri Palazzi.
Comunque sia ricordando il messaggio di LaSalette affidiamoci tutti alla protezione benevola di Maria. In fondo tutti siamo assetati di amore ma capita a volte di trasformare questa sete in qualcosa di osceno e ripugnante…sennò d’altra parte il Diavolo che esisterebbe a fare?
il moralista scrive,
15 ottobre 2007 @ 9:17
Beh…… caro Luigi difendo la tua posizione di amico, perchè intuisco sia un’amicizia nella Verità. In ogni caso, infatti, il tuo amico avrà umanamente bisogno di te in questo frangente. E questo è bene.
Nonostante ciò resto molto perplesso sui fatti e sulla difesa di mons. Stenico (tra l’altro ebbi modo di vedere in diretta la famigerata puntata di Exit, su La7). Alcune note, se volete (e se potete):
- troverete l’osservazione ingenua, ripetitiva e qualunquista, ma leggo e rileggo i nostri commenti su questo blog e quando di arrriva a “cose toste” in pochi si riesce a rimetterci di fronte a Cristo, ancor meno a citarlo… Papi, cardinali, tonacati di ogni genere, santi di ogni specie, encicliche (anche in bozza) documenti paludati… tutto diventa in sè sacro, legiferante, quasi intoccabile. Ma al “tribunale” che solo conta facciamo forse fatica a metterci di fronte. Tribunale di fronte al quale siamo tuttti uguali, come figli di fronte al Padre.
- in occasione di quella puntata di Exit, ho trovato scorretto (seppur pienamente “in stile”), mandare a prendere botte in prima linea “in rappresentanza della Cei” (così ha sostenuto credibilmente la conduttrice) il prof. Cantelmi, che peraltro continuava a ripetere di rappresentare solo se stesso e il suo essere cristiano… Diciamo che i laici a volte fanno comodo…
- sui seminari. Anche io ho conoscenza, indiretta, di quello Romano. Premetto per inciso che (pur essendo un cristiano normalmente e fastidiosamente etichettato come “progressista”) ritengo il celibato dei preti un grande dono da difendere. Detto ciò, credo che finchè prevale l’ansia di produrre numeri e colletti bianchi (e prevale, vero Matteo?), sarà difficile sondare in profondità la vocazione e la maturità umana dei futuri preti… Meglio una Chiesa con meno preti ma felici (e magari più matrimoni felici e più laici responsabilizzati, anche nella liturgia) che una Chiesa fatta di uomini e donne ligi (più o meno) ma tristi e insoddisfatte, e zepppa zeppa di preti… che magari poi becchi in p.zza s. PIetro o in chat a fare altro…
ps. non ricordo chi qui sia grande fan del card. Siri… Ieri ne ho letta una sua sul povero Moro che mi ha fatto davvero infuriare…
MassimoModena scrive,
15 ottobre 2007 @ 9:49
La vicenda di questo prete mi ha intristito parecchio. I credenti non hanno bisogno di ricchi prelati che folleggiano fra i gay, o che mangiano da Fortunato al Pantheon, e che si occupano di potere e denaro… di carriera e altro. Il popolo di Dio ha bisogno di presbiteri COERENTI e fedeli al Vangelo, punto.
Le giustificazioni per questo personaggio non esistono: nessuno infatti ha mai obbligato chicchessia (omosessuale o meno) a fare il prete. Una volta però che uno ha fatto questa scelta deve conformarsi al Magistero. Un clero protagonista di episodi di pedofilia, di corruzione… ma come puo’ erigersi a magistero morale per i cristiani?
L’episodio in se’ è boccaccesco, con una candid camera più adatta ai viali con le prostitute e gli allegri clienti della notte… Davvero il tutto è triste e miserabile. Crediamo che il Papa debba fare pulizia con decisione, e senza pietà, perchè ne va della credibilità di questa istituzione.
Luigi Accattoli scrive,
15 ottobre 2007 @ 10:38
Da Alessandro M. ricevo questo messaggio:
Io molti anni fa quando ero un ragazzo ancora minorenne internato in un istituto dove ho passato quasi tutta la mia vita per problemi famigliari accettai per leggerezza convenienza e cattiveria di diventare il boy di un prete dell’istituto poi di un secondo suo amico di fuori e poi di altri preti una volta uscito da lì , preti che bazzicavano il giro dei ragazzi prostituti dove mi trovai aggregato non avendo voglia di fare il garzone tipografo mestiere imparato nell’istituto, e tra questi c’era c chi era efebofilo chi omosessuale , chi masochista, chi guardone, chi blasfemo. Nessuno mi era fedele ma fedelmente mi cercavano quando erano in crisi di astinenza, per tutti interpretavo il ruolo che mi veniva chiesto naturalmente mi passavano del denaro mi pagavano l’affitto dell’appartamentino l’auto e tanti piccoli capricci finche a un certo punto cambiato spacciatore come si dice (incontrai verso i 30 anni una donna matura che mi aiutò a tirarmi fuori da quel pozzo e un orientamento sessuale più maturo e dunque ritrovare fiducia in me stesso e la passione per il lavoro che avevo abbandonato e ho ripreso in mano la mia vita. Ora sono sposato ho due figli e una mia azienda con dipendenti. Ho anche Internet Ebbene tra questi miei “clienti benefattori preti “di quel tempo un paio sono diventate altè personalità in vaticano, uno è Nunzio Apostolico gli altri manco so che fine hanno fatto. MI FA SCHIFO sentire uno di questi due prelati che mi ossessionava allora per avere sempre più sesso oggi grida al complotto contro la Chiesa e condanna gli omosessuali! Proprio lui che è omosessuale fino alla punta dei capelli. Lo sa caro giornalista che mi viene voglia di prendere carta e penna e scrivere le mie memorie? Se lo facessi mi creda la Chiesa Vaticana chiuderebbe bottega . Glielo giuro. Alessandro
raffaele.savigni scrive,
15 ottobre 2007 @ 10:48
Purtroppo chi urla più forte contro gli altri (penso ad esempio a don Gelmini, che peraltro rimane innocente sino a prova contraria) spesso ha qualche scheletro nell’armadio.Secondo me Alessandro M. farebbe bene a raccontare tutto (nomi compresi) in confessionale ad un prete, che potrà dargli qualche consiglio (anche se capisco che a questo punto non si fiderà più dei preti…).
Luigi Accattoli scrive,
15 ottobre 2007 @ 11:09
Il mio benvenuto a Francesco Colafemmina, Massimo Modena e Alessandro M. E’ sempre una meraviglia, per me, vedere la carica dei miei bloggers!
A Fabricianus e agli altri che si sono associati alla sua chiamata alla preghiera: fate pure senza che io ne debba prendere l’iniziativa. Luigi
Feynman82 scrive,
15 ottobre 2007 @ 11:33
Bellissima l’idea di FABRICIANUS e di GIANLUCA. Mi associo e la rilancio (insieme all’editoriale di Gianlcua) appena riesco sul mio blog, di modo da coinvolgere anche altri amici. Vi pregherei di metterci anche, nelle intenzioni, un mio caro amico sacerdote genovese che sta passando pure un brutto momento, un po’ tipo don Tommaso.
Per collegarmi infine a quanto scritto da ALESSANDRO M, anche io so di certi giri in Vaticano non buoni… preghiamo, preghiamo preghiamo!
Andrea
Luisa scrive,
15 ottobre 2007 @ 12:31
Tutte queste accuse coraggiosamente anonime mi lasciano uno strano gusto acido-amaro.
Oggi tutti conoscono chi un monsignore , chi un nunzio e più ne ho più ne metto, tutti omosessuali se non pedofili, o al minimo con una o più donne nel loro letto!
Sembrerebbe ad ascoltare costoro che la Chiesa sia un covo di persone che vivono nel peccato e la menzogna . Che vi siano persone indegne di esercitare il ministero sacerdotale mi pare più che evidente,che ve ne siano anche all`interno del Vaticano inutile negarlo, ma dobbiamo stare qui a fare una gara a chi ha l`informazione più “croustillante” stuzzichevole o scandalosa ?
È veramente così che pensiamo aiutare e servire la Chiesa?
Se qualcuno ha un`informazione seria che ne informi l`autorità competente, direi anche che sarebbe un suo dovere,ma perchè venire a gettare queste accuse anonimamente su un blog? Vi pare si ail luogo adatto?
Se qualcuno ama la Chiesa la risposta mi pare evidente!
E se pensassimo a tutti quei preti ,che sono la stragrande maggioranza, che giorno dopo giorno, pregano, vivono il loro sacerdozio con impegno, serietà, discrezione, umiltà, forse talvolta con un sentimento di sacrificio, ma che restano fedeli ai voti che hanno pronunciato, sacerdoti che non gridano sui tetti, che non sono afflitti da protagonismo acuto, che restano anonimi ,ma presenti per i loro fedeli, che vivono il loro ministero in unione con Cristo e fedeli al vescovo di Roma.
Preghiamo per loro, hanno bisogno del nostro sostegno, del nostro rispetto e di tutta la nostra stima.
il moralista scrive,
15 ottobre 2007 @ 12:56
… Luisa, scusa, quali sarebbero “tutte” queste accuse coraggiosamente anonime? Ti riferisci ad Alessandro M.? Mi pare che sia una sola ma tristemente circostanziata… anche io farei difficoltà a dire nome e cognome pubblicamente se fossi stato oggetto di simili abusi. è questo il motivo per cui tanti casi del genere restano nell’ombra…
In ogni caso temo che chi sta cominciando a “sparlare” in giro dei preti e della Chiesa così scandalosamente, in molti casi abbia provato a rispettare le gerarchie o le giuste vie interne, almeno solo per amore di Chiesa, pensa tu… ma non è stato ascoltato, se non peggio.
Detesto la retorica de “la maggioranza dei giusti” e dei “pochi casi isolati”. Chi si ricorda il Buon pastore e quelle 99 pecore lasciate nel deserto (!) per cercare quell’una sola smarrita?
Bene, anzi benissimo, quindi, la preghiera per i sacerdoti e la Chiesa tutta. Ma non basta.
Cosa fa più scandalo – per noi cristiani – in questo caso? Far emergere gli abusi (nei modi che questo tempo consente, pur applicandovi lucidità e discernimento) o perpetrarli? Quale delle due cose merita di più quella terribile “macina da mulino” evocata da Gesù stesso…? Nessuna, per me, se non fosse che ci pensa già abbastanza la coscienza.
Senza contare l’Inferno in cui nel nostro titubare e coprire lasciamo già ora sia “le vittime” che “i carnefici”: vite comunque lacerate ma pure perdute alla Speranza, se non vengono almeno individuate e strappate al peccato…
Cosa stiamo davvero difendendo? Cosa pensiamo di salvare? L’esistenza futura della Chiesa? Guardate, non ce n’è bisogno. Già fatto, 2mila anni fa.
Francesco73 scrive,
15 ottobre 2007 @ 13:18
Luigi, amici, ma non vedete che anche il dibattito tra noi è incompleto?
Come pretendiamo che i preti e i prelati facciano l’indispensabile, difficile e dolorosissima pulizia in casa propria se noi per primi divaghiamo?
Emergono questi scandali (sempre di più, e secondo me un pò perchè sono aumentati i fatti ma un pò anche perchè oggi si hanno meno remore di segreto, in tutte le cose), e noi ci ostiniamo a dire che sono casi isolati, debolezze dei singoli, oppure immaginiamo complotti, o diamo la colpa ai seminari, ora troppo permissivi e aperti, ora troppo repressivi e quindi potenzialmente devianti.
Oppure tendiamo a dare risposte devote, più che lucide, mentre l’approccio a una organizzazione anche umana e comunque complessa come la Chiesa richiede sì il respiro della fede ma anche la lucidità del realismo, lo sguardo umano di chi sa valutare una realtà istituzionale e le sue storture implicite.
Allora vi chiedo: si tratta di mele marce? Si tratta ora di pregare?
Oppure dobbiamo prendere coscienza che nel sistema ecclesiastico qualcosa non va, che in tanti casi le persone sono come indotte a tirare fuori il peggio, che la misura alta della vita sacerdotale è in tanti casi contraddetta da mediocrità, ipocrisia, menzogna anche verso sè stessi, senso di potere?
Quale meccanismo dell’ingranaggio non funziona?
Ora non mi rispondete coi santi e i testimoni, vi prego.
Ne conosco tanti, ma il loro esempio viene tutti i giorni offuscato da casi provati di vergogna sacerdotale.
Che facciamo di fronte a questo, oltre a pregare?
Luisa scrive,
15 ottobre 2007 @ 13:42
Non mi sembra aver detto che bisogna tacere anzi ho detto che è dovere, di denunciare chi si rende colpevole di atti criminali, ma non attraverso un blog o un giornale. Mi dispiace ma non ho per abitudine di dare credito a denuncie anonime, anche quando sembrano farcite di dettagli. È un mio principio .
Fai un giro sulla rete e vedrai quanti sono quelli che conoscono o hanno conosciuto preti pedofili o omosesssuali…è un bel tiro al bersaglio!
Sono assolutamente d`accordo con te, gli abusi devono essere denunciati , la tolleranza deve essere 0, questa è la volontà chiaramente espressa da Benedetto XVI, ma l`amore per la Chiesa deve anche suggerire la via scelta per queste denuncie .
Chi sceglie di farle pubblicamente, mi sembra piuttosto cadere nel triste tranello del protagonismo,così in auge oggi nei media, interviste sui giornali o alla tv con luci abbassate per facilitare la confidenza, tutto per esaltare le emozioni ,quelle dell`intervistato e quelle del pubblico. Quanta sofferenza che risale a galla, per qualche minuto di notorietà, quanta solitudine poi , l`impressione di essere stato solo il giocattolo di giornalisti o animatori(trici) in cerca di audience, e la sofferenza che lungi dall`essere alleviata è sempre presente e si è forse amplificata .
La sola via ,in presenza di casi di abusi commessi da preti,è quella di rivolgersi alle autorità competenti, un diritto e un dovere.
O vogliamo cadere in una caccia alle streghe o in una strana forma di inquisizione dei tempi moderni?
tonizzo scrive,
15 ottobre 2007 @ 13:49
Un’intervista? “In questo momento no, perché credo ce ne siano in giro troppe”. Come si sente in questi giorni? “Mi sembra una domanda ovvia: come chi sa di essere nel vero e di portare un po’ di croce”. E’ quello che monsignor Tommaso Stenico, il prelato finito nel mirino della trasmissione Exit di La7, dichiara al quotidiano online Affaritaliani.it
http://canali.libero.it/affaritaliani/cronache/stenico1510.htm
Davide1975 scrive,
15 ottobre 2007 @ 14:19
Tutta questa storia a me riempie di profonda tristezza. L’unico lato bello della vicenda è la leale amicizia che il nostro Accattoli manifesta nei confronti di don Stenico. Non è cosa da poco: in genere chi cade in disgrazia rimane sempre senza amici. Complimenti a Luigi quindi.
Per il resto non entro nello specifico, ma ritengo che la gerarchia ecclesiastica debba mettersi in testa di fare una lucida e chiara riflessione sul rapporto fede / sesso e su quello celibato ecclesiastico / affettività, intendendo per sesso e affettività sia le relazioni sentimentali tra eterosessuali che tra omosessuali.
Fino a quando questo discernimento non avverrà, tutti i richiami che la Chiesa fa sulla sfera sessuale dei suoi fedeli continueranno ad essere vissuti dai più (silenziosamente o palesemente poco importa) come prescrizioni e dogmi inaccettabili.
Leonardo scrive,
15 ottobre 2007 @ 14:23
Per Matteo, che non capisce di che cosa sto parlando, posso solo ripetere che una disciplina più severa, uno stile di vita più sobrio ed austero, una serie di cautele che una volta si avevano, probabilmente non garantiscono e non preservano da nulla, ma certo possono aiutare. Il cardinale Siri (a proposito, sono io uno dei suoi estimatori) paventava che dall’abbandono della veste talare sarebbe derivata ogni sorte di mali: allora ridevamo di quelle preoccupazioni, oggi un po’ meno (poi non è che ne proponga il ripristino … per quanto …). Faceva ridere che i colloqui privati di un sacerdote con giovani donne (o giovani uomini si dovrebbe aggiungere) si consigliasse di svolgerli con la porta aperta, che le donne si confessassero solo in confessionale … Ad un certo punto tutto faceva ridere e di tutto si rideva: ricordo di un giovane ausiliare di Bologna, poi vescovo di una diocesi del nord, che d’estate ad un campo usava una racchetta da tennis per ‘adempiere’ scherzosamente (beffardamente, direi) alla norma, fungendo da grata del confessionale. Tutto molto moderno, spiritoso, accattivante e … conciliare. Via tutto quel ciarpame stantio … dietro al quale del resto si peccava lo stesso. Va bene. Adesso però la domanda è: le cose sono migliorate?
Aggiungo altri due esempi, diversissimi e non pertinenti al tema: le crisi familiari, gli adulteri, le violenze c’erano anche una volta, però sfasciare una famiglia era più difficile perché esisteva tutta una serie di ‘remore’ sociali che vi si opponeva. Le abbiamo eliminate tutte, in nome della libertà e della lotta all’ipocrisia, e ora le famiglie si sfasciano in cinque minuti, letteralmente. È meglio?
I consumatori di pornografia ci sono sempre stati, ma procurarsela era un po’ difficile. Ad un certo punto è sembrato che la battaglia per avere le riviste pornografiche in tutte le edicole, accanto al Corrierino dei piccoli, fosse una grande battaglia di civiltà, e dagli a quei bacchettoni che vi si opponevano. Ma almeno uno doveva uscire di casa e (forse) vergognarsi un po’ davanti all’edicolante. Internet ti scarica in casa tutta la merda pornografica che vuoi, e difatti, a quanto pare, la pornodipendenza è in fortissimo aumento. È meglio?
Tutto qui.
tonizzo scrive,
15 ottobre 2007 @ 14:31
Leonardo, non sono d’accordo. Se ti vuoi rovinare basta andare in un night o in una discoteca, altro che internet e pornografia. La Rete è uno strumento: ci sono quelli come me e te che si incontrano su questo blog, e ci sono quelli che vanno alla ricerca di siti porno. Se ci vanno è perché c’è chi glieli offre. E vietarglielo non servirebbe a niente: bisogna spiegare a chi si serve di Internet che è uno strumento. Non è la Rete che genera la pornografia, è quello che ci mette l’uomo. In un tubo come questo ci passa di tutto: dall’acqua minerale a quelle reflue.
Però non condivido il ragionamento: succede tutto questo perché il Concilio ha allentato i costumi dei sacerdoti. Se sei prete e ci credi, ci dai dentro e basta. Talare o meno. Con molta stima.
Luigi Accattoli scrive,
15 ottobre 2007 @ 14:44
Da Adelindo Giuliani ricevo questo messaggio:
Una breve considerazione su mons. Stenico e il suo caso pietoso.
Lo cacceranno, lo allontaneranno… Lo allontaneranno dal Vaticano, non credo che lo riducano allo stato laicale. Del resto (prendo per buona la sua versione dei fatti) mettersi a fare lo Sherlock Holmes a sproposito, in maniera gosì delicata e – diciamolo – sudicia, all’insaputa dei superiori, è causa sufficiente e abbondante per essere rimossi dall’ufficio di curia. Lo allontaneranno, dunque. E allora? Siamo certi che sia una disgrazia e non un’ottima occasione per tornare a fare il prete? Siamo certi che uscire dal mondo impomatato e ovattato delle dignità prelatizie (tanto ambìte quanto vuote di contenuto), delle autovetture con autista SCV, della benzina a prezzo ridotto di 1/3 e dei servizi sanitari privilegiati del FAS, delle comparsate audiovideo, delle frequentazioni col patriziato e col notabilato romano, delle passeggiate serali in borghese per le vie del centro non sia un dono di Dio per dar modo e tempo a un prete di salvarsi l’anima? Oggi mons. Stenico ha un’ottima occasione per dimostrare la sua innocenza: uscire dal circo mediatico e tornare a fare il prete in una parrocchia della sua diocesi, o nell’incarico che il suo ordinario vorrà affidargli. Mi risulta che sia nato in Trentino, ma incardinato in diocesi laziale (perché?!) Quale che sia la sua diocesi, ci torni e parli con franchezza con i suoi superiori. Le sue azioni future, l’esercizio della prudenza e dell’obbedienza saranno la sua migliore dichiarazione di innocenza. Cordialmente AG
Mattia scrive,
15 ottobre 2007 @ 14:45
“Ma non dobbiamo pensare anche a quanto Cristo debba soffrire nella sua stessa Chiesa? A quante volte si abusa del santo sacramento della sua presenza, in quale vuoto e cattiveria del cuore spesso egli entra! Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di lui! Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote! Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza! [...]Tutto ciò è presente nella sua passione. Il tradimento dei discepoli, la ricezione indegna del suo Corpo e del suo Sangue è certamente il più grande dolore del Redentore, quello che gli trafigge il cuore. Non ci rimane altro che rivolgergli, dal più profondo dell’animo, il grido: Kyrie, eleison – Signore, salvaci (cfr. Mt 8, 25).”
Luigi Accattoli scrive,
15 ottobre 2007 @ 16:00
Il mio benvenuto ad Adelindo Giuliani! E’ verissimo che si può fare il prete ovunque, come ovunque si può essere uomo. Ma la taccia di adescatore di ragazzi non l’aiuterebbe all’inserimento nella nuova realtà. Non le pare? Luigi
Luisa scrive,
15 ottobre 2007 @ 16:05
Vorrei segnalare a tutti coloro che sono interessati che domani sera alle 21 h con Raffaella , e molti amici, reciteremo il Rosario per i nostri sacerdoti e la nostra amata ,santa Chiesa.
Spero di tutto cuore che saremo in molti in comunione attraverso la preghiera mariana!
Feynman82 scrive,
15 ottobre 2007 @ 18:34
Detto fatto!
Ho scritto or ora il post in cui ri-lancio questa iniziativa della preghiera per i sacerdoti.
Se qualcuno vuole aggiungere qualche intenzione e/o considerazione è libero di farlo.
http://feynman82.spaces.live.com/blog/cns!A37930DCE4E3EADF!2882.entry
Cordiali saluti
Andrea Macco
FABRICIANUS scrive,
15 ottobre 2007 @ 18:35
Sono sincero: Per alcuni fatti riguardanti gli scandali con protagonisti gli ecclesiastici non ho più parole…Mi limito solo a dire che nei miei anni di adolescenza/ prima gioventù non ho mai incontrato Sacerdoti che tentassero di rivolgermi proposte indecenti… E, vi assicuro che di Preti ne ho conosciuti e ne conosco abbastanza. Detto questo, esprimo però la mia solidarietà a chi è stato vittima di abusi da parte del Clero
Come Luisa, ritengo comunque che la strada giusta sia quella della denuncia alle Autorità competenti…
Ringraziando coloro che hanno accettato la proposta del Rosario, io lo reciterò Mercoledì mattina alle 08.00(purtroppo non posso domani sera, in comunione con Luisa, Raffaella e il suo blog).
X Gianluca: Domani(Martedì, alle 16), potrò recitare solo una AVE MARIA, ma saremo in due…e, “dove due o tre sono riuniti nel Mio nome, Io sarò con loro”.
La decisione della Recita del Rosario, nasce da una convinzione molto semplice: Nei momenti più duri si ricorre a Maria Santissima, lei che ha vinto il dragone, così mi insegnava mia nonna (deceduta il giorno dell’Esaltazione della Croce). Scusate, Io di mia nonna e della Fede dei semplici mi fido.
Il Rosario sia anche occasione per chiedere perdono dei nostri peccati.
Ho visto che molti chiedono concretamente cosa fare di fronte tali scandali, oltre la Preghiera e la Devozione. Io non ho risposte, ma penso che Il Santo Padre ce le abbia.
Un caro saluto a tutti. F.
FABRICIANUS scrive,
15 ottobre 2007 @ 18:37
Grazie a Feynman82, per aver ripreso nel suo blog l’iniziativa della Preghiera.
Luisa scrive,
15 ottobre 2007 @ 19:46
Grazie Andrea , saremo in tanti domani sera uniti nella preghiera, senza frontiere che dividono ma uniti nell`amore con Cristo e per Cristo, per la Sua Chiesa , domandiamo a Maria Santissima di vegliare sui sacerdoti , sulla Chiesa e su noi tutti!
MassimoModena scrive,
15 ottobre 2007 @ 21:54
Anzichè un Rosario per Stenico dovreste dire un Rosario per tutti noi catechisti che ci dobbiamo sopportare le battutine di 14enni cresimandi che (purtroppo o per fortuna?) leggono il giornale e vedono la televisione… Abbiamo un bel da insegnare, da prepararci con il Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992. Un bel da convincere fra ‘kenosis’ e ‘parusìa’ se poi riceviamo questi begli “esempi” da certa Curia: no amici non preghero’ proprio per Stenico, nienteaffatto.
Se ne deve andare e con lui tutti quanti disonorano quella veste sacra, dimenticando che – con il loro ministero – rappresentano Nostro Signore e le sue piaghe.
FABRICIANUS scrive,
15 ottobre 2007 @ 22:14
Egregio MassimoModena, certo che pregheremo per tutti i Catechisti…So bene cosa significhi sopportare le battutine dei 14enni…essendo Catechista anch’io.
Un caro saluto. F.
Luisa scrive,
15 ottobre 2007 @ 22:17
Forse Massimo , se non vuole pregare per Stenico, nessuno glielo chiede, e arrivo anche a capirlo, potrebbe pregare con noi per la Chiesa , per i sacerdoti.
Quello che lei scrive ,mi rattrista, e prova purtroppo, se ce n`era bisogno, la realtà del male fatto da Stenico e con lui da altri sacerdoti che hanno dimenticato di esserlo.
Spero di tutto cuore, che domani sera lei si unirà a noi, con le intenzioni che saranno le sue, io penserò anche ai catechisti. Grazie per la sua testimonianza.
matteo scrive,
15 ottobre 2007 @ 22:44
Leonardo scrive:
[Per Matteo, che non capisce di che cosa sto parlando, posso solo ripetere che una disciplina più severa, uno stile di vita più sobrio ed austero, una serie di cautele che una volta si avevano, probabilmente non garantiscono e non preservano da nulla, ma certo possono aiutare.]
avevano la stessa idea i vescovi Krenn e Groer,
peccato che nei loro armadi avevano scheletri……. omosessuali….. e Giovanni Paolo II ha dovuto fare marcia indietro.
La storia non è una opinione.
O anche quella è una storia di oscura orchestrazione contro la Chiesa?
Le cose sono molto più semplici di certe menate mentali.
Stranamente dietro ogni “disciplina severa” c’è sempre qualcuno che sta nascondendo qualcosa….. e la storia insegna abbondantemente.
E poi volgiamo mettere?
Con la disciplina è più facile censurare, facendo in modo che non si sappia quello che accade ugualmente.
Grazie per la comprensione
fabrizio scrive,
16 ottobre 2007 @ 9:12
questo pomeriggio anche io sarò con voi.
Fabrizio
Leonardo scrive,
16 ottobre 2007 @ 11:48
Va bene, allora accontentiamo Matteo: un maggiore lassismo, uno stile di vita gaudente e rilassato e nessuna cautela ci saranno di aiuto …. un momento: ma è proprio quello che abbiamo fatto negli ultimi trenta/quarant’anni … ah, ma allora qui ci stiamo a fare delle seghe mentali, in realtà non c’è nessun problema e le cose vanno come meglio non si potrebbe.
Più in generale: noto che molti sostenitori del ‘radicalismo evangelico’ sui temi sociali (opzione per i poveri, pacifismo ecc.) diventano molto liberali quando si tratta di morale sessuale (esattamente all’opposto di quanto la chiesa faceva, o piuttosto era accusata di fare, una volta: massima severità sul de sexto e accomodamenti sul resto).
Putroppo Gesù (non il papa, né la ‘chiesa preconciliare’ o tridentina, o medievale o quel che volete voi: proprio Gesù) su questo punto è terribile. La sua morale sessuale è inverosimile, stratosferica, umanamente assurda … dite come volete: Mt 5,28 sta lì, bello chiaro, e ci inchioda tutti (a me perlomeno mi inchioda). Che facciamo?
Luisa scrive,
16 ottobre 2007 @ 12:46
Avendo un po di tempo mi sono ripassata tutti i commenti e mi sono imbattuta nel commento di maioba :
“Vi scandalizzate se uno ha peccato, se un sacerdote dalle mani consacrate ha peccato?
Mi spiace, ma rischiamo di avere un’idea sacrale del sacerdozio, proprio quella che Gesù ha abolito (vedi il vangelo di oggi).
Secoli di impostazione canonistica e controversistica del ministero ordinato hanno portato purtroppo a queste difficoltà.”
No so come questo commento sul momento non ha attirato la mia attenzione, ma oggi leggendolo, ho spalancato gli occhi, ho riletto e spero di tutto cuore non aver capito bene, perchè maioba è un sacerdote, vie-parroco in Sardegna.
Se ho ben capito per don Marco, il sacerdozio non è sacro, non è un sacramento.
Se leggo il CCC al 322 e seguenti leggo che l`ordine è “il Sacramento grazie al quale la missione affidata da Cristo ai suoi Apostoli continua ad essere esercitata nella Chiesa sino alla fine dei tempi”. Penso che don Marco è stato consacrato attraverso l `Ordinazione.
Ora leggo che secondo don Marco ,Gesù avrebbe soppresso l`idea sacrale del sacerdozio e qui non solo non capisco ma ancora sono inquieta nel caso avessi capito, perchè appunto don Marco è un sacerdote con carica di anime e immagino anche incaricato di istruire i giovani della sua parrocchia con il catechismo.
Se mi legge, don Marco, per favore mi dica che non ho capito niente, che ho interpretato male le sue parole ! Grazie!
il moralista scrive,
16 ottobre 2007 @ 16:25
in questo blog mi sforzo di capire le intenzioni e le ragioni altrui, ma a volte cari Leonardo e Luisa, voi date la sensazione di usare il pregiudizio come criterio di valutazione, i due “don” o “semidon” qui incriminati risponderanno da par loro, ma:
a) non capisco quando un sacerdote per voi è sacro… è sacro solo quando vi dà ragione o dà ragione alle vostre convinzioni? Perchè in altre occasioni sembrate vedere una Chiesa fatta solo di ottimi “tonaconi” integerrimi e intoccabili… dei veri dèi… Dio è un’altra cosa. In specie, il Dio di Gesù Cristo.
b) caro Leonardo, anche tu dovresti essere sostenitore del “radicalismo evangelico” che, in altri termini significa essere cristiani… O non sei cristiano? Il radicalismo evangelico è molto “semplice”: un Dio che si fa uomo (perchè? incredibile!), muore/si fa ammazzare su una croce (incredibile alla seconda) e risorge (icredibile alla +infinito!).
Io credo, e so, che l’adulterio (anche immaginato) sia un peccato, tanto quanto gli altri (nonostante l’opzione tra i poveri mi sembri ovvia, come pure il rifiuto della logica della guerra)… e allora? questo mi impedisce di guardare con la lucida misericordia del Padre gli uomini e le situazioni?
Luisa scrive,
16 ottobre 2007 @ 16:48
Moralista, a mia volta di non capirla…la sua reazione è….stupefacente…, per lei domandare ad un sacerdote che sembra affermare che il sacerdozio non è un sacramento sarebbe un pregiudizio ?
Per non parlare del suo giudizio e non pregiudizio su Leonardo e me….le dico subito ,è per me un onore essere da lei giudicata insieme a Leonardo che stimo particolarmente !
Un sacerdote non è sacro per me o non per me …questa affermazione è talmente ridicola che non necessita nessuna risposta….legga il catechismo ai punti citati e vedrà che la mia domanda si giustifica …..o il catechismo è un optional? Un compendio di pregiudizi ?
Comunque vedo che ho dovuto,senza volerlo, toccare un tasto sensibile perchè lei reagisca in una maniera così disproporzionata e aggressiva !
Don Marco, se mi legge….mi può rispondere ?
il moralista scrive,
16 ottobre 2007 @ 17:03
… beh, mi pare chiaro che qualsiasi obiezione per lei/te è un’aggressione…(mentre le sue/tue opinioni sono sempre “leggere e amene costatazioni”…?). Sproporzionato poi a cosa? Boh…
Tanto più che nessuno (don Marco) ha mai affermato che il sacredozio non è un sacramento ma, ed è cosa diversa, che non bisogna “sacralizzare/divinizzare” la figura del sacerdote…
anche io (anche lei/tu) che sono battezzato, comunicato, cresimato e sposato, sono ben 4 sacramenti in uno (pensi)… ma non per questo le persone devono rischiare l’errore di “sacralizzarmi”… rischio che evidentemente lei non correrà mai nei miei confronti
…
Infine, io ho fatto solo delle domande. Mi piacerebbe che lei e Leonardo rispondeste alla domande, in particolare quelle implicite al punto b).
Grazie.
Luisa scrive,
16 ottobre 2007 @ 17:34
“Si rischia di avere “un`idea sacrale del sacerdozio”( Don Marco dixit)….e non del sacerdote, Moralista.
è così facile non capirsi !
Per me le parole sono importanti, ed in questo caso lo sono particolarmente, perchè se ho capito bene, ma spero di no, siamo in presenza di una nuova concezione del sacerdozio….
Io per esempio, ma non penso essere la sola…. ho un`idea sacrale del sacerdozio, è un Sacramento. E il sacerdote un uomo consacrato, un Pastore.
Ma forse è il mio povero italiano a giocarmi brutti scherzi
E lei mi conosce proprio poco per pensare che considero le obiezioni, qualsiasi obiezione, come un`agressività…si rilegga e veda se la sua era un`obiezione calma ,posata o leggermente agressiva !
Leonardo scrive,
16 ottobre 2007 @ 17:53
Caro moralista (temo che il soprannome non sia così autoironico come l’avevo voluto pensare), la mia risposta è altrettanto semplice: ho solo voluto far notare la contraddizione che mi pare di notare in molti (non dico in lei, non la conosco) che su certi argomenti si appellano al vangelo “sine glossa” ma sulla morale sessuale accusano la chiesa di essere insopportabilmente rigida e disumana. L’insegnamento della chiesa in materia sessuale è criticato da quasi tutti, sbeffeggiato da molti, praticato ahimé da pochissimi, è da tempo oggetto di un attacco pesantissimo e l’enfatizzazione mediatica di vicende di umana miseria come questa di don Stenico, serve a insinuare (o piuttosto a ribadire) la convinzione dell’assurdità di una morale che i preti per primi non seguirebbero.
Eppure è l’insegnamento di Cristo.
Mi vengono in mente quei versi di Eliot: “Perché gli uomini dovrebbero amare la chiesa? Essa è dura quando vorrebbero essere teneri, e dura là dove vorrebbero durezza”.
il moralista scrive,
16 ottobre 2007 @ 21:38
X Luisa: credo che la lingua e le sue sottigliezze possano in effeti non aiutare. Se sono apparso aggressivo, non era affatto mia intenzione.
x Leonardo: “moralista” non è autoironico… ma non parliamo de miei narcisismi internettaro. In quanto all’insegnamento della Chiesa in materia sessuale, quello attualmente vigente è il portato di un’enciclica “sanguinosissima”, su cui anche Paolo VI ebbe diverse titubanze… ma è un lunghiiiissssimo argomento.
grazie
matteo scrive,
16 ottobre 2007 @ 22:09
leggendo in particolare quancuno che crede di essere più cattolico degli altri, mi veniva in mente:
“Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé:
O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini,
ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano.
Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo:
O Dio, abbi pietà di me peccatore.
(mi viene difficile aggiungere altro!)
matteo scrive,
16 ottobre 2007 @ 22:13
Leonardo scrive:
[Va bene, allora accontentiamo Matteo: un maggiore lassismo, uno stile di vita gaudente e rilassato e nessuna cautela ci saranno di aiuto …. un momento: ma è proprio quello che abbiamo fatto negli ultimi trenta/quarant’anni … ah, ma allora qui ci stiamo a fare delle seghe mentali, in realtà non c’è nessun problema e le cose vanno come meglio non si potrebbe.]
Mi farebbe piacere sapere quando ho affermato quello che tu stai dicendo!!!!
Non mi sembra molto onesto e nella carità appropriare a me espressioni che io non ho mai affermato.
Mi fa riflettere su quanto ci confrontiamo nella verità e nella carità, e quanto sia presente Gesù Cristo come modello nei nostri confronti.
Se dall’albero vedo i frutti!!!!!
Feynman82 scrive,
17 ottobre 2007 @ 10:58
Porto i saluti e la preghiera di mons. Bagnasco che ho visto ieri sera alla proiezione del filmato “Credo” sul pontificatodi Giovanni Paolo II (molto suggestivo, con le arie sacre di Andrea Bocelli inframezzate da parole molto significative del grande Papa). Mons. Bagansco ha raccomandato molto di pregare per la Chiesa….
Andrea
maioba scrive,
17 ottobre 2007 @ 11:57
Cara Luisa, dire che il Gesù ha abolito la visione sacrale del sacerdozio (che in lingua ecclesiale si chiama ministero ordinato), non significa assolutamente dire che non è un sacramento, ma significa semplicemente dire che il sacerdozio cattolico è essenzialmente diverso dal sacerdozio del primo testamento e dal sacerdozio di qualunque altra religione.
Se leggiamo il Rituale dell’ordinazione, subito nell’introduzione si dice che il sacerdozio è per il servizio, non per se stessi, configura a Cristo Sommo ed eterno sacerdote in quanto si è fatto uomo.
Nessun libro del Nuovo Testamento parla di Cristo coem sacerdote, perchè egli era un LAICO, non appartenendo alla tribù di Levi. Ciò detto, solo al Lettera agli Ebrei parla di Cristo come sacerdote (qui ci vorrebbe un intero trattato), per dire sostanzialmente che il Figlio di Dio si è fatto uomo per portare gli uomini a Dio, non per separare alcuni da tutti gli altri.
il ministro ordinato perpetua questa missione di Cristo, attraverso la predicazione e i sacramenti.
Certo che conta anche la sua vita morale, ma l’uomo non si “angelizza” quando viene ordinato presbitero, quando cioè viene eletto, scelto, “separato” per portare il popolo ad unità, non attraverso se stesso, ma attraverso Cristo.
E’ chiaro che tutti pretendiamo coerenza dai sacerdoti (anche io che lo sono), ma lungi da noi pensare che i sacerdoti non debbano mai sbagliare.
La lettera agli ebrei dice che il sommo sacerdote è preso tra gli uomini per le cose che riguardano Dio, ed è anche egli rivestito di debolezza, e perciò è in grado di comprednere la debolezza altrui, perchè anche lui è fatto di carne.
Questo non è un alibi per il lassismo, ma è un principio antropologico che non si può saltare.
Siamo uomini, soggetti all’umana debolezza.
Abusare del proprio ministero, strumentalizzandolo per altri fini è un discorso.
Ma sbagliare deve esserci consentito, altrimenti diventeremmo superbi (già io lo sono abbastanza!).
L’attuale teologia del ministero risente spesso dell’epoca post-tridentina, quando la situazione storica richiedeva urgentemente che fosse mostrata la necessità del ministero (che i protestanti contestavano), anche con un apparato esterno (pensi al Barocco, anche nella liturgia).
Ma appartiene ad un’epoca, non può essere perpetuata monoliticamente!
Questo – forse – vuol dire che noi abbiamo un’idea sacrale del sacerdozio che Cristo aveva guardacaso abolito, abolendo tutte le distinzioni tra puro e impuro (caratterizzanti invece del sacerdozio levitico).
Non è una commistione di ascro e profano, ma una dialettica molto più articolata rispetto ad una semplice e sbrigativa seoparazione (tra clero e laici, tempio piazza, Dio e uomo): perchè il Verbo si è fatto carne, e l’incarnazione è il criterio primo e ultimo della nostra fede (Cristo Alfa e Omega).
Non so se sono stato confusionario.
Per questo vi chiedo di non gridare troppo allo scandalo per Stenico: d’altronde non è un pedofilo, per cui se anche fosse successo qualcosa, sarebbe stato fra adulti consenzienti. Questa distiznione ogni tanto qua e là è sfuggita a molti dei nostri interlocutori.
saludus.
Marco don
Luisa scrive,
17 ottobre 2007 @ 13:35
Grazie veramente per la sua risposta don Marco.
Purtroppo non sono teologa per poter eventualmente discutere con lei. Per me le cose sono “semplici”, leggo il catechismo e mi conformo a quello che leggo…e cioè che l`Ordine è un Sacramento, che l`unico sacerdozio di Cristo è reso presente dal sacerdozio ministeriale (CCC324) e che “l`unzione dello Spirito segna il presbitero con un carattere spirituale indelebile, lo configura a Cristo sacerdote e lo rende capace di agire nel Nome di Cristo Capo (CCC328).
Grande missione e grande e bella responsabilità, chiaramente non immagino che i sacerdoti siano perfetti, il Papa ha sovente parlato dell`umana debolezza e ha anche indicato le condizioni necessarie perchè questa conformazione a Cristo Sommo sacerdote sia possibile per i consacrati.
Non riesco troppo a seguirla nella fine del suo discorso …. “je suis larguée” come si direbbe da noi. Ma la ringrazio per aver preso il tempo di rispondermi.
Quanto alla permissione di sbagliare…..poi dipende dagli sbagli….mi permetta di pensare che un rapporto omosessuale ( o eterosessuale) fra due adulti di cui uno sarebbe prete….sarebbe uno sbaglio non da poco …O mi sbaglio?
matteo scrive,
17 ottobre 2007 @ 20:24
x don Marco (maioba),
ho apprezzato la tua esposizione molto chiara,
ma perchè ho l’impressione,
che non hanno voglia di ascoltare?….
come dire:
hanno occhi e non vedono,
hanno orecchie e non ascoltano….
Mi addolora!
Ognuno continua dritto per la sua strada…
mi sembra un dialogo tra sordi!
matteo
Luisa scrive,
17 ottobre 2007 @ 20:54
Matteo… Matteo….si può ascoltare e non necessariamente essere d`accordo su tutto ! Non credi ?
O credi che sotto le dita di don Marco sulla tastiera escano solo verità assolute che se non seguiamo fanno di noi degli stolti, ciechi e sordi?
Suvvia…sono sicura che don Marco non è di questo avviso.
MassimoModena scrive,
17 ottobre 2007 @ 23:20
Credo che, allo stato attuale, il marcio nella Chiesa sia pervasivo. Pare accertato – da fonte FBI – che nel decennio 1991/2001 circa 285 preti cattolici siano stati inquisiti per fatti gravi di pedofilia; gli omosessuali fra i sacerdoti sono molto presenti (si vedano le indagini di Marco Politi e tante altre inchieste, nonchè testimonianze). Io prego solo perchè il Santo Padre Benedetto XVI abbia il coraggio di “fare pulizia” una volta per tutte. Io mi sento profondamente in crisi: come credente. Io non mi sento più di andare avanti a testa alta con questi fatti così gravi che succedono.
Ci sono molti ragazzi e uomini omosessuali che fanno un duro percorso di fede e coerenza… un cammino spirituale per la continenza e la castità. Ce ne sono. E da parte della Curia Vaticana l’esempio qual’è? Si pagano marchette per nottate a base di sesso e droga. Anche Cardinali! Ne abbiamo avuti diversi esempi, riportati dalla cronaca. E dal testo “I millenari” edito da Kaos una diecina di anni or sono.
Io non mi sento più di portare avanti e di difendere un Magistero che viene proposto da queste persone. Occorre un LAVACRO, un novello Savonarola. Minimo. Così non possiamo più andare avanti.
Preghiamo tutti insieme il prossimo Natale del Signore; per il rinnovamento e la pulizia nella Chiesa Cattolica.
Luigi Accattoli scrive,
18 ottobre 2007 @ 7:29
Caro Massimo non credo che il marcio oggi sia più vasto di ieri, forse è solo più conosciuto. L’FBI e Kaos sono fonti caotiche. Ma che vi sia bisogno di un lavacro e della preghiera è certo. Con un’aggiunta: i preti non sono così importanti come dicono di essere. Luigi
maioba scrive,
18 ottobre 2007 @ 11:42
Bravo signor Luigi, concordo in pieno: sembra che la santità delal Chiesa dipenda dai suoi sacerdoti e non da Dio Padre fonte di ogni santità.
Cara Luisa: ha perfettamente ragione sul fatto che dalla mia tastiera non escono verità infallibili che chi legge debba ritenere per dogmi.
Tuttavia la comprensione del ministero sacerdotale dipende anche tanto dalla visione storica di duemila anni. Non tutto quello che ci è stato tramandato è eterno e immutabile, anzi: è vero proprio il contrario.
Non pretendo che crediate a ciò che dico, ma una giusta comprensione del ministero ordinato – lo ripeto – esige che si approfondisca ciò cche dice il CCC: mi creda che non è sufficiente.
Saludus,
Marco don
PS: stia tranquilla, Luisa: le mie catechesi e le mie omelie sono ortodossissime!
Luisa scrive,
18 ottobre 2007 @ 11:58
Grazie don Marco….è vero confesso umilmente… che la sua visione del sacerdozio, o almeno quello che ho creduto capirne….mi sembrava un pò a maglie larghe , elastiche….
adso scrive,
18 ottobre 2007 @ 16:04
Un saluto a tutti i partecipanti a questo forum!
Sono nuovo ma ho letto tutti i commenti precedenti che mi sembrano molto buoni, alcuni provocatori, altri molto autorevoli e comunque stimolanti per le nostre riflessioni e considerazioni.
Al di là del fatto contingente accaduto a mons. Stenico, sui quali molteplici aspetti potremmo scrivere fiumi di parole, mi interessa porre una domanda: quando io, laico, vengo a conoscenza della omosessualità di un sacerdote che ha responsabilità parrocchiali, quali doveri ho nei confronti della situazione e del mio essere cristiano? Devo mettere al corrente della situazione qualcuno? Devo avvisare qualche responsabile superiore, che so il vescovo? Devo stare zitto?
Sia chiaro: non intendo nè processare nè giudicare, ma davvero il comportamento concreto da tenere non lo conosco. Lungi da me il crocifiggere qualcuno, lo sputare sentenze e nemmeno voglio scagliare una pietra addosso al “colpevole”. Ma cosa è meglio che faccia trovandomi in questa situazione?
Luigi Accattoli scrive,
18 ottobre 2007 @ 16:27
Il mio benvenuto ad Adso! Luigi
matteo scrive,
18 ottobre 2007 @ 19:22
Pensando ad Adso, mi viene il parallelo:
quando io, laico, vengo a conoscenza della omosessualità/bisessualità di un padre di famiglia cristiano e magari impegnato in parrocchia che ha una responsabilità nei confronti della sua moglie e dei suoi figlioli, e nella sua comunità parrocchiale, quali doveri ho nei confronti della situazione e del mio essere cristiano? Devo mettere al corrente della situazione qualcuno? Devo avvisare qualche responsabile, che so la moglie, il parroco, il vescovo? Devo stare zitto?
Cosa è meglio che faccia trovandomi in questa situazione?
Certo viene da domandarmi se questo uomo sta infettando con la sua malattia, quanti ha intorno? se non sia il caso che questa persona non venga immediatamente messa ai margini del consesso civile e non venga più messo in condizioni di nuocere? magari è anche sieropositivo, o forse ha anche l’aids, la società ha il dovere di fare qualcosa.
Luisa scrive,
18 ottobre 2007 @ 22:04
Quanto è spiritoso Matteo..le viene spontaneo esserlo….o prende dei corsi ?
MassimoModena scrive,
18 ottobre 2007 @ 23:19
Caro Adso,
nel caso tu venga a parte di fatti di grave indegnità ed immoralita di un sacerdote è tuo preciso DOVERE di cristiano segnalarlo all’ordinario diocesano del luogo che si dovrà adoperare per indagare ed eventualmente rimuovere quel presbitero.
“Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. Non dobbiamo avere paura della verità.
Tanti preti hanno fatto del male, e parecchio. I cattolici li segnalino alle autorità competenti, faranno il bene della Chiesa e della società tutta. Beninteso di fronte a fatti CERTI, non al pettegolezzo di un tossico malvissuto scappato da una comunità terapeutica in cui era agli arresti domiciliari.
picchio scrive,
18 ottobre 2007 @ 23:52
7 anni fa andai dal mio Vescovo per chiedergli il motivo della sua inazione nei confronti di un parroco che praticamente portava avanti, di fronte a tutti ,una relazione con una donna. Sapevo che ne era già a conoscenza. Mi rispose: “è molto fragile dal punto di vista affettivo, ma è un bravo prete. Scrive libri, predica bene e ha portato tanta gente a Gesù.”
Con scandalo di molti in diocesi fu anche scelto come testimonial per 8 per mille.
Passano gli anni e il parroco è diventato papà di un bimbo che ora ha tre anni. Il vescovo sapeva anche questo fin dalla nascita del bimbo, ma lo ha continuato a coprire per tre anni.
A maggio il prete chiede un periodo di aspettativa per pensare al suo futuro.
Forse tornerà a fare il parroco forse no. Essendo un prete famoso, ne hanno parlato tutti i giornali, che pure ignoravano la vastità dello scandalo. Tanta gente, fuori dalla diocesi, è rimasta delusa, nonostante tutti pensino solo ad un istante di debolezza del prete e non immaginino 7 anni di convivenza con il placet dell’ordinario.
Non esistono solo i preti omosessuali e purtroppo anche i vescovi hanno le loro colpe.
matteo scrive,
19 ottobre 2007 @ 6:38
x Luisa:
[Quanto è spiritoso Matteo..le viene spontaneo esserlo….o prende dei corsi ?]
No, non sono spiritoso affatto, sono molto serio in questo caso, ed indignarsi non serve a molto, perchè nascondere la testa sotto la sabbia? Si ha paura che la problematica non è solo di preti “non sposati” ma anche di padri di famiglia? Si provi a stare in ASCOLTO, e si sarà capaci di udire!
x massimomodena:
[di fronte a fatti CERTI, non al pettegolezzo di un tossico malvissuto scappato da una comunità terapeutica in cui era agli arresti domiciliari.]
Immagino che hai la certezza assoluta di quello che affermi! Che si tratti di un fatto isolato relativo ad un tossico vendicativo!!!! Hai fonti personali? oltre alla carta stampata?
A me da fonti personali, non risulta essere un fatto isolato, ma un dato che si è protratto nel tempo, e che già da molto se ne parlava da parte di chi era oggetto di attenzione ma sempre in ambiti “professionali”, mai aveva tracimato sulla stampa come è accaduto negli ultimi tempi forse anche a causa delle umane disperazioni di essere persone-oggetto oltre che schiavi della droga.
Certo, fa un male boia, quando ci vengono toccati dei miti!
matteo scrive,
19 ottobre 2007 @ 7:34
Ci sono preti che mi scandalizzano?
Finchè la mia fede
è basata sul comportamento dei preti!
Ma quando la mia fede ha come fondamento Gesù, crocifisso, morto e risorto,
sento che è importante la mia testimonianza come cristiano e sacerdote in virtu’ del battesimo ricevuto.
Io nel battesimo sono stato chiamato
a rispondere del mio rapporto con Cristo nella Comunità dei Cristiani.
Gli uomini, e tutta la Chiesa è già stata salvata da Cristo con la sua immolazione nella morte e con la primizia della resurrezione,
Non ci sono “i chiamati a salvare la Chiesa”,
ci sono i chiamati ad essere imitatori di Cristo, come Cristo lo è stato del Padre,
il resto è pruderie
a cui purtoppo anche io sono tentato!
Luisa scrive,
19 ottobre 2007 @ 8:07
Dunque non mi sbagliavo, Matteo, lei è sacerdote.
Mi potrebbe spiegare che cosa intende per “pruderie” ?
Come vede, stento ad entrare iun certo linguaggio che sembra mettere dei bemols là dove non mi sembra dovrebbero essercene.
Un pò di pazienza dunque .
Pruderie,sarebbe per lei “scandalizzarsi” davanti a preti che rompono i loro voti? Se considera la parola “scandalizzarsi” troppo forte, prendiamone un`altra, “indignarsi” è senza dubbio ancora troppo forte ,ma almeno “stupirsi”, ” non “essere d`accordo”, “trovare inaccettabile”….”temere”…mi dica lei che cosa renderebbe ai suoi occhi ,accettabile la reazione di un cattolico che vede ,ha sotto i suoi occhi un (dei…) preti che rompono i loro voti, che con il loro comportamento, “danno scandalo” ?
Fra questi cattolici potrebbero esserci dei genitori, può capire che una mamma, un papà, possano essere inquieti se vengono a sapere, con certezza, che il prete a chi affida suo(a) figlio(a), per il catechismo, ma forse anche per delle vacanze, è un omosessuale ? O anche un eterosessuale che ama la “carne” sopratutto quando è giovane e fresca?
Sarebbe per lei far prova di pruderia , scandalizzarsi, dvanti alle debolezze umane di un sacerdote quando con le sue debolezze trascina, coinvolge, rovina degli innocenti ?
Ha ragione tutti noi cristiani siamo chiamati ad imitare Cristo, tutti abbiamo vocazione alla santità….forse i sacerdoti un po più di tutti gli altri.
Se poi ho travisato quello che lei voleva dire….mi aspetto ad un bello”copiato-incollato” che mi corrigerà !
Luigi Accattoli scrive,
19 ottobre 2007 @ 8:55
Ho detto sopra che i preti “non sono così importanti” e chiarisco l’idea, che può tornare utile al dibattito su che fare davanti a un comportamento scandalizzante di un sacerdote. So benissimo che i preti sono importantissimi nella nostra Chiesa che è ancora a dominante clericale. In altra epoca erano arrivati a identificarsi con la Chiesa, tant’è che il diritto canonico quasi solo di loro trattava. Ma la tendenza in atto nell’epoca contemporanea – l’attestano le nuove figure di santità, la storia dell’Azione cattolica, i movimenti ecclesiali, i documenti del Vaticano II e la teologia che l’ha accompagnato – è al recupero del protagonismo dei cristiani comuni e al ridimensionamento del ruolo sacerdotale, che sempre più dovrebbe stringersi al momento sacramentale. Questa prospettiva tra l’altro permetterebbe di far fronte senza angoscia alla diminuzione numerica del clero e anche agli scandali che si manifestano nella sua compagine. Luigi
Luisa scrive,
19 ottobre 2007 @ 11:04
Vorrei solo riportare qui parte dell`omelia pronunciata da Benedetto XVI il 13aprile 2006 durante la Santa Messa del Crisma, ero presente,e ricordo ancora l`emozione profonda, (..e non sono sacerdote…) che mi aveva pervaso sentendo quelle parole.
“…
Riflettiamo perciò nuovamente sui segni nei quali il Sacramento ci è stato donato. Al centro c’è il gesto antichissimo dell’imposizione delle mani, col quale Egli ha preso possesso di me dicendomi: “Tu mi appartieni”. Ma con ciò ha anche detto: “Tu stai sotto la protezione delle mie mani. Tu stai sotto la protezione del mio cuore. Tu sei custodito nel cavo delle mie mani e proprio così ti trovi nella vastità del mio amore. Rimani nello spazio delle mie mani e dammi le tue”.
Ricordiamo poi che le nostre mani sono state unte con l’olio che è il segno dello Spirito Santo e della sua forza. Perché proprio le mani? La mano dell’uomo è lo strumento del suo agire, è il simbolo della sua capacità di affrontare il mondo, appunto di “prenderlo in mano”. Il Signore ci ha imposto le mani e vuole ora le nostre mani affinché, nel mondo, diventino le sue. Vuole che non siano più strumenti per prendere le cose, gli uomini, il mondo per noi, per ridurlo in nostro possesso, ma che invece trasmettano il suo tocco divino, ponendosi a servizio del suo amore. Vuole che siano strumenti del servire e quindi espressione della missione dell’intera persona che si fa garante di Lui e lo porta agli uomini. Se le mani dell’uomo rappresentano simbolicamente le sue facoltà e, generalmente, la tecnica come potere di disporre del mondo, allora le mani unte devono essere un segno della sua capacità di donare, della creatività nel plasmare il mondo con l’amore – e per questo, senz’altro, abbiamo bisogno dello Spirito Santo. Nell’Antico Testamento l’unzione è segno dell’assunzione in servizio: il re, il profeta, il sacerdote fa e dona più di quello che deriva da lui stesso. In un certo qual modo è espropriato di sé in funzione di un servizio, nel quale si mette a disposizione di uno più grande di lui. Se Gesù si presenta oggi nel Vangelo come l’Unto di Dio, il Cristo, allora questo vuol proprio dire che Egli agisce per missione del Padre e nell’unità con lo Spirito Santo e che, in questo modo, dona al mondo una nuova regalità, un nuovo sacerdozio, un nuovo modo d’essere profeta, che non cerca se stesso, ma vive per Colui, in vista del quale il mondo è stato creato. Mettiamo le nostre mani oggi nuovamente a sua disposizione e preghiamolo di prenderci sempre di nuovo per mano e di guidarci.
Nel gesto sacramentale dell’imposizione delle mani da parte del Vescovo è stato il Signore stesso ad imporci le mani. Questo segno sacramentale riassume un intero percorso esistenziale. Una volta, come i primi discepoli, abbiamo incontrato il Signore e sentito la sua parola: “Seguimi!” Forse inizialmente lo abbiamo seguito in modo un po’ malsicuro, volgendoci indietro e chiedendoci se la strada fosse veramente la nostra. E in qualche punto del cammino abbiamo forse fatto l’esperienza di Pietro dopo la pesca miracolosa, siamo cioè rimasti spaventati per la sua grandezza, la grandezza del compito e per l’insufficienza della nostra povera persona, così da volerci tirare indietro: “Signore, allontanati da me che sono un peccatore!” (Lc 5,
Ma poi Egli, con grande bontà, ci ha preso per mano, ci ha tratti a sé e ci ha detto: “Non temere! Io sono con te. Non ti lascio, tu non lasciare me!” E più di una volta ad ognuno di noi è forse accaduta la stessa cosa che a Pietro quando, camminando sulle acque incontro al Signore, improvvisamente si è accorto che l’acqua non lo sosteneva e che stava per affondare. E come Pietro abbiamo gridato: “Signore, salvami!” (Mt, 14, 30). Vedendo tutto l’infuriare degli elementi, come potevamo passare le acque rumoreggianti e spumeggianti del secolo scorso e dello scorso millennio? Ma allora abbiamo guardato verso di Lui … ed Egli ci ha afferrati per la mano e ci ha dato un nuovo “peso specifico”: la leggerezza che deriva dalla fede e che ci attrae verso l’alto. E poi ci dà la mano che sostiene e porta. Egli ci sostiene. Fissiamo sempre di nuovo il nostro sguardo su di Lui e stendiamo le mani verso di Lui. Lasciamo che la sua mano ci prenda, e allora non affonderemo, ma serviremo la vita che è più forte della morte, e l’amore che è più forte dell’odio. La fede in Gesù, Figlio del Dio vivente, è il mezzo grazie al quale sempre di nuovo afferriamo la mano di Gesù e mediante il quale Egli prende le nostre mani e ci guida. Una mia preghiera preferita è la domanda che la liturgia ci mette sulle labbra prima della Comunione: “…non permettere che sia mai separato da te”. Chiediamo di non cadere mai fuori della comunione col suo Corpo, con Cristo stesso, di non cadere mai fuori del mistero eucaristico. Chiediamo che Egli non lasci mai la nostra mano…
Il Signore ha posto la sua mano su di noi. Il significato di tale gesto lo ha espresso nelle parole: “Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi” (Gv 15, 15). Non vi chiamo più servi, ma amici: in queste parole si potrebbe addirittura vedere l’istituzione del sacerdozio. Il Signore ci rende suoi amici: ci affida tutto; ci affida se stesso, così che possiamo parlare con il suo Io – in persona Christi capitis. Che fiducia! Egli si è davvero consegnato nelle nostre mani. I segni essenziali dell’Ordinazione sacerdotale sono in fondo tutti manifestazioni di quella parola: l’imposizione delle mani; la consegna del libro – della sua parola che Egli affida a noi; la consegna del calice col quale ci trasmette il suo mistero più profondo e personale. Di tutto ciò fa parte anche il potere di assolvere: Ci fa partecipare anche alla sua consapevolezza riguardo alla miseria del peccato e a tutta l’oscurità del mondo e ci dà la chiave nelle mani per riaprire la porta verso la casa del Padre. Non vi chiamo più servi ma amici. È questo il significato profondo dell’essere sacerdote: diventare amico di Gesù Cristo. Per questa amicizia dobbiamo impegnarci ogni giorno di nuovo. Amicizia significa comunanza nel pensare e nel volere. In questa comunione di pensiero con Gesù dobbiamo esercitarci, ci dice san Paolo nella Lettera ai Filippesi (cfr 2, 2-5). E questa comunione di pensiero non è una cosa solamente intellettuale, ma è comunanza dei sentimenti e del volere e quindi anche dell’agire. Ciò significa che dobbiamo conoscere Gesù in modo sempre più personale, ascoltandolo, vivendo insieme con Lui, trattenendoci presso di Lui. Ascoltarlo – nella lectio divina, cioè leggendo la Sacra Scrittura in un modo non accademico, ma spirituale; così impariamo ad incontrare il Gesù presente che ci parla. Dobbiamo ragionare e riflettere sulle sue parole e sul suo agire davanti a Lui e con Lui. La lettura della Sacra Scrittura è preghiera, deve essere preghiera – deve emergere dalla preghiera e condurre alla preghiera. Gli evangelisti ci dicono che il Signore ripetutamente – per notti intere – si ritirava “sul monte” per pregare da solo. Di questo “monte” abbiamo bisogno anche noi: è l’altura interiore che dobbiamo scalare, il monte della preghiera. Solo così si sviluppa l’amicizia. Solo così possiamo svolgere il nostro servizio sacerdotale, solo così possiamo portare Cristo e il suo Vangelo agli uomini. Il semplice attivismo può essere persino eroico. Ma l’agire esterno, in fin dei conti, resta senza frutto e perde efficacia, se non nasce dalla profonda intima comunione con Cristo. Il tempo che impegniamo per questo è davvero tempo di attività pastorale, di un’attività autenticamente pastorale. Il sacerdote deve essere soprattutto un uomo di preghiera. Il mondo nel suo attivismo frenetico perde spesso l’orientamento. Il suo agire e le sue capacità diventano distruttive, se vengono meno le forze della preghiera, dalle quali scaturiscono le acque della vita capaci di fecondare la terra arida.
Non vi chiamo più servi, ma amici. Il nucleo del sacerdozio è l’essere amici di Gesù Cristo. Solo così possiamo parlare veramente in persona Christi, anche se la nostra interiore lontananza da Cristo non può compromettere la validità del Sacramento. Essere amico di Gesù, essere sacerdote significa essere uomo di preghiera. Così lo riconosciamo e usciamo dall’ignoranza dei semplici servi. Così impariamo a vivere, a soffrire e ad agire con Lui e per Lui. L’amicizia con Gesù è per antonomasia sempre amicizia con i suoi. Possiamo essere amici di Gesù soltanto nella comunione con il Cristo intero, con il capo e il corpo; nella vite rigogliosa della Chiesa animata dal suo Signore. Solo in essa la Sacra Scrittura è, grazie al Signore, Parola viva ed attuale. Senza il vivente soggetto della Chiesa che abbraccia le età, la Bibbia si frantuma in scritti spesso eterogenei e diventa così un libro del passato. Essa è eloquente nel presente soltanto là dove c’è la “Presenza” – là dove Cristo resta in permanenza contemporaneo a noi: nel corpo della sua Chiesa.
Essere sacerdote significa diventare amico di Gesù Cristo, e questo sempre di più con tutta la nostra esistenza. Il mondo ha bisogno di Dio – non di un qualsiasi dio, ma del Dio di Gesù Cristo, del Dio che si è fatto carne e sangue, che ci ha amati fino a morire per noi, che è risorto e ha creato in se stesso uno spazio per l’uomo. Questo Dio deve vivere in noi e noi in Lui. È questa la nostra chiamata sacerdotale: solo così il nostro agire da sacerdoti può portare frutti. Vorrei concludere questa omelia con una parola di Andrea Santoro, di quel sacerdote della Diocesi di Roma che è stato assassinato a Trebisonda mentre pregava; il Cardinale Cè l’ha comunicata a noi durante gli Esercizi spirituali. La parola dice: “Sono qui per abitare in mezzo a questa gente e permettere a Gesù di farlo prestandogli la mia carne… Si diventa capaci di salvezza solo offrendo la propria carne. Il male del mondo va portato e il dolore va condiviso, assorbendolo nella propria carne fino in fondo come ha fatto Gesù”. Gesù ha assunto la nostra carne. Diamogli noi la nostra, in questo modo Egli può venire nel mondo e trasformarlo. Amen!
Luisa scrive,
19 ottobre 2007 @ 11:10
Non so da dove viene quella faccina divertita …non è certo opera mia….mistero!
Luisa scrive,
19 ottobre 2007 @ 13:49
Ricordo anche la magnifica descrizione dei “consigli evangelici” durante l`omelia ai
– Vespri Mariani con i Sacerdoti, i Religiosi, i Diaconi e i Seminaristi nella Basilica del Santuario di Mariazell (8 settembre 2007).
Cosiccome l `omelia durante
– la Santa Messa del Crisma il 05.04.2007 ,
nella quale il Santo Padre fra l`altro descrive il simbolismo degli abiti liturgici.
Una perla di questa magnifica e preziosa collana che è il Magistero di Benedetto XVI…..se posso esprimermi così ! .
maioba scrive,
19 ottobre 2007 @ 15:14
Cara Luisa,
ti dico solo questo.
Non assolutizziamo il valore del sacerdozio, come dice bene sig. Luigi.
Non c’è differenza fra me, sacerdote celibe di rito latino romano e un mio confratello sposato, con otto figli di rito latino greco.
Nessuna differenza, credimi.
Sta poi alla preparazione e alla spiritualità di ciascuno l’essere più o meno a servizio di Dio e dei fratelli.
Non facciamo del sacerdozio cattolico un idolo per favore: te lo dice uno che è prete anche – non solo! – perchè ha visto ed ammirato l’esempio di altri preti, e li considera esempi viventi di santità.
Fraternamente,
Marco don
Luisa scrive,
19 ottobre 2007 @ 16:04
Ma c`è forse una differenza fra lei sacerdote celibe di rito latino che rispetta e onora il voto di castità e un suo confratello di rito latino che non lo rispetta. O anche su questo ho “tout faux” ?
Che cosa vuol dire non assolutizzare il valore del sacerdozio?
Bisogna relativizzarlo? Pure lui?
Io leggo le omelie di Benedetto XVI e vi trovo descritto il carattere sacro del vostro ministero, in maniera chiara .
Papa Benedetto rispondendo ai sacerdoti di Belluno-Feltre ha fra l`altro detto :
“Mi sembra che questo sia uno dei risultati importanti e positivi del Concilio: la corresponsabilità di tutta la parrocchia: non è più soltanto il parroco che deve vivificare tutto, ma, poiché tutti siamo parrocchia, tutti dobbiamo collaborare ed aiutare, affinché il parroco non rimanga isolato sopra come coordinatore, ma si trovi realmente come pastore affiancato in questi lavori comuni nei quali, insieme, si realizza e si vive la parrocchia. Direi quindi che – da una parte – questo coordinamento e questa responsabilità vitale di tutta la parrocchia e – dall’altra parte – la vita sacramentale e di annuncio come centro della vita parrocchiale potrebbero consentire anche oggi, in circostanze certamente più difficili, di essere il parroco che non conosce forse tutti per nome, come il Signore ci dice del Buon Pastore, ma conosce realmente le sue pecorelle ed è realmente il pastore che le chiama e che le guida.”
Mi sembra che non si parli del valore del sacerdozio ma della maniera di esercitarlo , due cose ben distinte.
matteo scrive,
19 ottobre 2007 @ 18:25
mio buon don Marco,
ecco, dunque i risultati dell’assolutizzazione del sacerdozio ministeriale,
non c’è nulla da fare,
il sacerdote come trait-d’union tra Dio e l’uomo diviene in qualche modo
egli stesso un “DIVINO”,
dimentichi e tacendo della responsabilità che ogni cristiano, battezzato, ha nella Chiesa e nella società, testimone del risorto!
Tutto continua a poggiare sulle spalle del Sacerdote,
e vedo come appositamente qui, taluni iscritti, tacciono coscientemente, del valore del sacerdozio acquisito dal battesimo.
Non si discute.
Non ha valore.
Il Cristiano esiste in dipendenza del Sacerdote ministro,
senza di lui non esiste,
eppure,
una nazione asiatica e’ stata evangelizzata da cristiani battezzati cattolici e non avevano la possibilità di Sacerdoti ministri.
Con il battesimo io immediatamente entro nel sacerdozio di Cristo e sono sacerdote.
Fuori dall’Italia, l’impegno dei cristiani battezzati, è estremamente visibile, (Germania, Francia) le diocesi hanno nel loro organico cristiani battezzati che portano avanti le varie responsabilità, una volta solo appannaggio dei Sacerdoti ministri.
Da noi in Italia, ogni volta che si deve parlare di fede, alla radio, in tv, in qualsiasi consesso, si chiama il sacerdote ministro, negli altri paesi, sono cristiani battezzati laici, che vanno dire la realtà della fede in Cristo.
Il Sacerdote, celebra l’Eucarestia, Confessa, è un amministratore dei sacramenti, è un uomo battezzato, che ha amici, emozioni da condividere, è un uomo che come ogni cristiano si relaziona a Dio, ma anche agli uomini perchè e’ uomo.
Invece in tanti sentono la necessità di mettere a tacere la sua umanità con tutte le conseguenze.
Tutti siamo sacerdoti,
tutti siamo chiamati a motivare la propria fede,
la PROPRIA fede, maturata attraverso la s.Scrittura, I Padri, La Tradizione,
maturata attraverso l’esperienza quotidiana
“Cristo, nei giorni della sua vita terrena pur essendo Figlio, imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì “(Eb 5,7-9).
Quello che trovo straordinario, è che nessuno parla del proprio sacerdozio battesimale, come lo vive, come lo sta esercitando, quale testimonianza sta dando.
Al contrario, sono in tanti a pontificare sulle modalità di esercitare il sacerdozio ministeriale.
Gli italiani, un popolo di arbitri, di commissari tecnici, di giudici, di papi?
Luisa scrive,
19 ottobre 2007 @ 19:00
Matteo, il Papa stava pontificando nelle omelie o discorsi che ho citato?
Leggendola mi sembra di assistere ad uno strano mondo in bianco e nero da una parte quelli che hanno capito,che sanno, che sono depositari della verità evangelica, veri testimoni, e dall`altra quelli che sono attaccati ad una visione fossilizzata del sacerdozio che dipendono come dei neonati o degli disabili dal sacerdote omnipotente….ciechi…sordi…con gli occhi fissi sul catechismo pure lui obsoleto.
Mah….un pò manicheana come concezione.
En passant…. nessuno mette a tacere l`umanità del sacerdote…si rilegga Benedetto XVI, che ha avuto parole molto umane di comprensione e amore.
Quanto poi al ruolo dei laici in Francia,in Germania o in Svizzera ,situazione che conosco particolarmente bene ,inutile aprire il dibattito ma mi diverte constatare la visione idilliaca che lei ne ha !
matteo scrive,
19 ottobre 2007 @ 19:47
Mia cara Luisa,
non ho assolutamente una visione idilliaca,
In Germania i preti scarseggiano,
le chiese vengono chiuse e vendute,
i laici si devono rimboccare le maniche,
alla faccia di visione idilliaca.
L’europa del nord sta vivendo queste problematiche,
problematiche che toccheranno anche all’Italia,
come ci stiamo preparando?
Come tutta la Chiesa-Popolo di Dio si sta preparando?
I Laici battezzati si stanno rimboccando le maniche? o chiacchierano sui preti?
Luisa scrive,
20 ottobre 2007 @ 8:26
Ancora una volta Matteo non si può leggere il mondo in nero e bianco.
Per es. da una parte i laici che si rimboccano le maniche e dall`altra quelli che chiacchierano sui preti.
Prescindendo che purtroppo sono i preti stessi ad offrirsi tristemente alle chiacchiere mediatiche e popolari , si può essere laici attivi , avere un`opinione sui preti ,o piuttosto sul comportamento di certi preti, ed esprimerla anche se questa opinione è diversa dalla sua.
Quanto all`esempio straniero, vi sono effettivamente molte buone volontà e altrettanti abusi e derive.
Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Io preferisco concentrarmi sulle buone volontà ma non posso far finta di non vedere l`altro lato della medaglia.
L`esempio olandese…lo mettiamo dove nel bicchiere mezzo pieno (di buone volontà) o mezzo vuoto?
La ringrazio per questo scambio interessante ma per quel che mi concerne mi fermo qui, le auguro tanta gioia nel suo sacerdozio.
matteo scrive,
20 ottobre 2007 @ 10:39
Mi dispiace, che ci sia chi ha un bisogno esasperato di focalizzare sui preti,
Diversamente io ho un bisogno molto forte di focalizzare sui cristiani battezzati,
in cui ciascuno ha una sua specifica responsabilità, nel testimoniare Cristo e la Sua obbedienza al Padre.
Ma mi rendo conto che parlare di preti è più appassionante, fa più audience, anche tra i sedicenti cristiani, e poi se, se ne può parlare in negativo, perchè no, è un po come il gossip !
Eppoi, interessante, pensare alle esperienze delle Chiese cattoliche negli altri paesi (stranieri!) quasi come un dato in negativo !!!!
Che bella immagine di Chiesa che alcuni vogliono avere.
Per fortuna che a me rimane l’immagine di Cristo nell’uomo, tutto l’uomo,
anche quando sono i due ladroni appesi al fianco del Maestro morente.
Ammetto la mia fatica e i miei limiti.
E che il Signore abbia pietà di me.
adso scrive,
20 ottobre 2007 @ 20:28
Caro Matteo,
mi spiace leggere la tua risposta con questo tono…
Ripeto che non era mia intenzione nè crocifiggere, nè processare, ma, per amore di chiarezza nei riguardi delle situazioni che sentiamo e vediamo (non giudichiamo…!) una linea da tenere ci dovrà pure essere.
Io sottolineo la mia intenzione di NON GIUDICARE, anche perchè questa Chiesa la amo in tutte le sue sfaccettature, ma si deve pur capire come ci si deve comportare, o no? O ci limitiamo a dar pareri contrastanti e a dare sfogo a dialettiche sui forum quando queste cose accadono? Non si tratta di capire chi è il colpevole e chi l’accusatore, si tratta di fare in modo che cose simili, se possibile, non accadano.
il moralista scrive,
23 ottobre 2007 @ 9:29
con mia somma sorpresa noto che il dibattito qui è andato avanti… allora mi riaffaccio solo per felicitarmi delle posizioni dei due sacredoti che sono intervenuti (oltre che della chiara nota di Luigi che abbraccio in pieno)…
è un tempo, questo, di transizione in cui abbiamo una grande occasione: riscoprire e dare spazio ai carismi dei vari sacramenti (nel mio caso, oltre ovviamente al Battesimo, in specie al matrimonio sempre più oggetto di posizioni illustri ma sempre meno soggeto di pastorale, liturgia e azione sociale nella chiesa).
Infine, ribadisco una mia convinzione: i preti, anche e soprattutto i preti “degli scandali” hanno urgente bisogno di laici cristiani innamorati di Cristo, liberi nella fede e, se è il caso, nel matrimonio che scelgono ogni giorno.
E non, perdonatemi, lo dico con umiltà e affetto (perchp conosco le mie povertà) di “paurosi baciapile e baciatonache”.
matteo scrive,
23 ottobre 2007 @ 11:42
La Chiesa esiste, in quanto esiste tutto il popolo di Dio,
se consistesse nella sola Gerarchia,
non sarebbe più Chiesa,
questo ci differenzia, per esempio, dagli islamici.
Cristo è venuto per portare il Regno del Padre che è qui in mezzo a noi,
ciascun cristiano è chiamato a trasmettere la fede in Cristo, impegno che ci viene dal battesimo,
questo non è un lavoro per soli preti,
ma per tutti i battezzati,
che poi nella storia abbia fatto comodo ad un certo potere clericale, per dominare,
questo è altro affare,
ma non giustifica affatto noi cristiani, dallo starcene con le mani in mano, ad aspettare che i preti si diano da fare,
vecchia mentalità di tanta parte del ‘900.
Trovo, per esempio, che il matrimonio, sacramento, non vada vissuto solo all’interno della coppia/famiglia, ma nella Comunità, in quanto dono in cui i Ministri sono gli stessi sposi, per tutta la Comunità, essi stessi sacerdoti del sacramento, in cui Cristo è sacramento di donazione, comunione l’uno per l’altro, e comunione di unità nel popolo di Dio.
Chi vive questa realtà sa benissimo quanto è importante, e anche quanto è faticoso, ma la visione finale è sempre la resurrezione.