{"id":10047,"date":"2012-10-28T17:44:13","date_gmt":"2012-10-28T16:44:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=10047"},"modified":"2012-10-28T17:44:13","modified_gmt":"2012-10-28T16:44:13","slug":"in-memoria-del-cardinale-martini-e-della-sua-liberta-di-parola","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/in-memoria-del-cardinale-martini-e-della-sua-liberta-di-parola\/","title":{"rendered":"In memoria del cardinale Martini e della sua libert\u00e0 di parola"},"content":{"rendered":"<p>\u00abL\u2019unico che non ci ha fatto la predica \u00e8 stato il cardinale Martini\u00bb dissero due dei miei figli che nell\u2019agosto del 1993 partecipavano alla Giornata mondiale della giovent\u00f9 di Denver (Stati Uniti). E\u2019 con lo sguardo distaccato dei figli, ovvero della gente interessata alla fede ma non alle diatribe ecclesiastiche, che qui voglio ricordare Martini in questi giorni dopo la sua morte che attraverso con trepidazione.<\/p>\n<p>Non mi considero un martiniano pur avendogli voluto bene e ritengo una perdita per tutti ridurne l\u2019eredit\u00e0 alla disputa sulle riforme. La trepidazione che dicevo non \u00e8 legata a quella disputa ma a una sua affermazione di pochi mesi addietro, quando confid\u00f2 in risposta a un lettore del<em> Corsera<\/em> che non vi sono \u201crimedi facili\u201d alla paura della morte, che il cristiano \u00e8 chiamato ad affrontare nel \u201ctotale abbandono di s\u00e9 che costituisce la sostanza della fede\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201cVolevo darle <\/strong><\/p>\n<p><strong>il mio abbraccio di fratello\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Vivo con emozione questi giorni perch\u00e9 in essi Carlo Maria ha potuto finalmente giocare quell\u2019ultima carta e lo ha fatto \u2013 \u00e8 inevitabile che sia cos\u00ec \u2013 a nome di tutti e questo \u00e8 un fatto straordinario. Non \u00e8 poco, \u00e8 tanto. Vale comunque pi\u00f9 di tutto il resto.<\/p>\n<p>Aveva detto nel volume <em>Conversazioni notturne a Gerusalemme <\/em>(Mondadori 2008): \u201c<em>Senza la morte non saremmo capaci di dedicarci completamente a Dio. Terremmo aperte delle uscite di sicurezza, non sarebbe vera dedizione. Nella morte, invece, siamo costretti a riporre la nostra speranza in Dio e a credere in lui. Nella morte spero di riuscire a dire questo s\u00ec a Dio<\/em>\u201d (p. 10).<\/p>\n<p>Egli appena ora ha detto quel s\u00ec. \u201c<em>Volevo darle il mio abbraccio di fratello<\/em>\u201d mi disse incontrandomi nel 1990 dopo un lutto. Oggi io nella trepidazione ricambio quell\u2019abbraccio.<\/p>\n<p>Scoprii Martini negli ultimi anni \u201960 quand\u2019era professore all\u2019Istituto biblico e io ero un ragazzo della Fuci e l\u2019ascoltavo a Roma e nelle settimane teologiche di Camaldoli. I contatti si sono infittiti dopo la sua chiamata a successore dei santi Ambrogio e Carlo. Come vaticanista della \u201cRepubblica\u201d e poi del \u201cCorriere della Sera\u201d l\u2019ho incontrato a Milano e a Roma e in varie parti del mondo, gli ho fatto domande nelle conferenze stampa e interviste, sono stato ospite alla sua mensa. Due volte (nel 1991 e nel 2000) mi ha chiamato a proporgli \u2013 davanti a un pubblico di giornalisti \u2013 alcune \u00a0\u201cprovocazioni\u201d: una volta sulle \u201ccose ultime\u201d e un\u2019altra sul rapporto tra Chiesa e media.<\/p>\n<p>Dal primo di tali incontri venne un dossier del <em>Regno<\/em> 14\/1991 intitolato <em>Come parlare delle realt\u00e0 ultime<\/em>. Richiamo il suo invito sapiente che \u00e8 l\u00ec documentato \u2013 in particolare alla pagina 480 \u2013 a \u201ccogliere l\u2019implicito escatologico che c\u2019\u00e8 nella carit\u00e0\u201d. Con Enzo Biagi mi \u00e8 toccato parlare al cardinale Martini quando venne in visita al <em>Corsera<\/em>, in via Solferino, per la festa di Francesco di Sales \u2013 patrono dei giornalisti \u2013 nell\u2019anno 2000. Afferm\u00f2 allora che i media sono per la Chiesa \u201cuna spina nella carne\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quella sua passione <\/strong><\/p>\n<p><strong>per le \u201ctempeste di cervelli\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Mai l\u2019ho sentito dire \u201cevitiamo questo argomento\u201d, sia durante le interviste sia nella preparazione di quegli incontri pubblici. A volte svolgeva riflessioni forti che poco venivano colte a motivo del tono privo di ogni retorica con cui le proponeva. Cito un incontro al Circolo della Stampa, a Milano, nel 1981, quando l\u2019udii affermare che \u201cnon c\u2019\u00e8 nessun elemento della rivelazione neotestamentaria che ci garantisca della durata della fede fino alla seconda venuta di Cristo\u201d. Il salone era gremito. Io ero in piedi accanto a Giuseppe Lazzati e ricordo lo sguardo che scambiammo all\u2019udire quelle parole.<\/p>\n<p>Due volte mi ha chiamato \u2013 insieme a una ventina di ospiti della pi\u00f9 diversa esperienza \u2013 per avere suggerimenti in ordine a due delle lettere pastorali che hanno fatto epoca: quella sui media intitolata <em>Il lembo del mantello<\/em> (1991) e quella sulla \u201cfine dei tempi\u201d intitolata <em>Sto alla porta e busso<\/em> (1992). Chiamava quegli incontri \u201cbrainstorming\u201d, tempeste di cervelli e chiedeva che ognuno degli ospiti dicesse la sua in libert\u00e0.<\/p>\n<p>In occasione del secondo di questi appuntamenti ebbi con lui un colloquio privato durante il quale accenn\u00f2 \u2013 con serenit\u00e0 \u2013 alla critica che riceveva riguardo al presunto suo sbilanciamento sulla Parola di Dio a danno del governo dell\u2019arcidiocesi: \u201cCon nove dita io voglio perseguire l\u2019annuncio del Vangelo e con uno tutto il resto\u201d. Gli chiesi come vedeva l\u2019obiezione delle troppe parole del magistero di oggi: \u201cSe guardo ad Ambrogio e ad Agostino, non trovo affatto che noi, vescovi di oggi, parliamo troppo. La parola \u00e8 necessaria per la guida della comunit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec mi invit\u00f2 a dialogare con i vescovi della Lombardia in vista di un documento collettivo sulla famiglia (1999): \u201c<em>Lei che ha figli ci parli della loro difficolt\u00e0 a essere cristiani<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nessuno tra i cardinali <\/strong><\/p>\n<p><strong>parla con tanta schiettezza<\/strong><\/p>\n<p>Il 21 agosto 1997 mi sono trovato tra lui e il cardinale Ruini a un pranzo ufficiale, a Parigi, al quale l\u2019ambasciatore Vento aveva invitato vescovi e giornalisti venuti dall\u2019Italia per la Giornata mondiale della giovent\u00f9. Ruini appena seduti mi disse \u201ccomplimenti per il suo articolo sul <em>Corriere della Sera<\/em> di oggi\u201d. Martini mi chiese se avessi scritto qualcosa di \u201cquesto appuntamento\u201d e gli dissi che era quasi una settimana che ne scrivevo: \u201cQui a Parigi non leggo i giornali, ho appena il tempo di preparare le catechesi che mi hanno assegnato\u201d si giustific\u00f2 e mi chiese di aiutarlo a \u201ctrovare qualche parola per parlare a questi ragazzi che nei confronti della fede mi pare vivano l\u2019attrazione e le titubanze del giovane ricco del Vangelo\u201d.<\/p>\n<p>Quel suo metodo di andare disarmato verso l\u2019interlocutore egli l\u2019ha adottato in ogni occasione pubblica e privata, sia che parlasse in un carcere, o a una congregazione di cardinali, o nel Duomo di Milano, o ai lettori del <em>Corsera<\/em> con la rubrica mensile degli ultimi tre anni, o a un gruppo di parkinsoniani.<\/p>\n<p>Nessuno tra i cardinali, lungo gli ultimi trent\u2019anni, ha parlato con altrettanta schiettezza dell\u2019insufficienza delle risposte tradizionali alla fuga dei giovani dalla pratica religiosa, alla crisi del clero, alla nuova cultura sessuale e omosessuale, alle \u00a0possibilit\u00e0 biomediche che si fanno strada ogni giorno.<\/p>\n<p>Ricordo una \u201clettera ai sinodali\u201d dell\u2019arcidiocesi di Milano del maggio 1994, che riconosceva i \u201cmolti doni\u201d venuti dal Sinodo ambrosiano ma affermava che \u201cun po\u2019 pi\u00f9 di vento dello Spirito\u201d non avrebbe \u201cfatto male\u201d. In genere i vescovi trattengono il gregge, Martini invece l\u2019esortava \u201ca novit\u00e0 coraggiose\u201d e a godere in pienezza della \u201clibert\u00e0 del Vangelo\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Qualche provvida imprudenza <\/strong><\/p>\n<p><strong>tra le sue affermazioni<\/strong><\/p>\n<p>Dicevo che non mi considero un martiniano. Tant\u2019\u00e8 che in pi\u00f9 occasioni mi sono trovato in un qualche disaccordo con lui. Negli ultimi tempi mi pareva di avvertire delle imprudenze \u2013 forse provvide imprudenze \u2013 nelle sue affermazioni. Dalla studio della Bibbia aveva appreso una sapienza molteplice nell\u2019uso delle parole. Per una vita si era adoperato a cavarne un insegnamento che potesse essere accolto da tutti, nel quale non vi fosse nessun inciampo umano. Era la via della prudenza, che nella conversazione con un giornalista, com\u2019era quella sua con me, si concretizzava nella ricerca della parola giusta per dire un concetto arduo, una proposta audace. Ma con il pensionamento alla via della prudenza aveva sostituito la via della schiettezza, questa \u00e8 almeno la mia impressione.<\/p>\n<p>Anche su papa Benedetto, al quale pure lo legava un bel rapporto di reciproca stima, in pi\u00f9 di un\u2019occasione la sua parola suon\u00f2 libera. Quando osserv\u00f2 che a Regensburg sull\u2019islam il papa teologo aveva parlato pi\u00f9 da professore che da papa, quando disse solo in negativo della messa secondo il vecchio rito, quando espresse scetticismo sull\u2019inquadramento storico del Vangelo di Giovanni che Ratzinger-Benedetto abbozza nel primo volume su Ges\u00f9, quando rivendic\u00f2 la benefica esistenza di un \u201crelativismo cristiano\u201d.<\/p>\n<p>Ma sul papa gli era facile trovare le parole giuste, nel senso di improntate comunque a rispetto. In altre occasioni invece la sua schiettezza diveniva iperbole e si faceva oggettivamente provocatrice. Nelle \u201cconversazioni notturne\u201d esprime gratitudine alle fughe in avanti degli anglicani sull\u2019ordinazione delle donne, in esse come nel dialogo con il chirurgo Marino e in altri dialoghi ad extra esce dal discernimento linguistico che l\u2019ha sempre caratterizzato e parla con una libert\u00e0 che si fa totale nell\u2019ultima intervista: \u201c<em>Io consiglio al papa e ai vescovi di cercare dodici persone fuori dalle righe per i posti direzionali<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Parlava fuori dalla Chiesa <\/strong><\/p>\n<p><strong>e anche fuori da questo tempo<\/strong><\/p>\n<p>Si dice che durante l\u2019ultima congregazione generale del pre-Conclave del 2005, avendo gi\u00e0 svolto due interventi orali e avendo dell\u2019altro da dire, abbia consegnato alla segreteria un testo scritto e io mi sento di scommettere che anche ad esso egli abbia affidato qualche parola azzardata. Forse lo consegn\u00f2 quel testo \u2013 che al momento non poteva essere letto da nessuno \u2013 a futuro memoria. Ecco com\u2019era fatto il nostro cardinale: parlava fuori dal linguaggio di scuola, fuori dalla Chiesa, persino fuori dal suo tempo. Ed \u00e8 in questo spirito che \u00e8 arrivato ad affermare \u2013 nell\u2019intervista dell\u20198 agosto 2012, venendogli meno la voce \u2013 che \u201cla Chiesa \u00e8 rimasta indietro di duecento anni\u201d.<\/p>\n<p>Se qualcosa di imprudente sopraggiunge con la morte in una mente formata sulla filologia del Nuovo Testamento esso merita di essere compreso. Martini \u00e8 stato un uomo scomodo anche per i sostenitori. In quelle parole che i suoi amici avrebbero volentieri tolto o moderato c\u2019\u00e8 qualcosa del suo segreto, la capacit\u00e0 di parlare oltre i confini e magari oltre la contemporaneit\u00e0. C\u2019\u00e8 la spia di una libert\u00e0 di parola unica nella Chiesa di oggi.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da <em>Il Regno <\/em>16\/2012<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abL\u2019unico che non ci ha fatto la predica \u00e8 stato il cardinale Martini\u00bb dissero due dei miei figli che nell\u2019agosto del 1993 partecipavano alla Giornata mondiale della giovent\u00f9 di Denver&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/in-memoria-del-cardinale-martini-e-della-sua-liberta-di-parola\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">In memoria del cardinale Martini e della sua libert\u00e0 di parola<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":9,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-10047","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10047","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10047"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10047\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10048,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10047\/revisions\/10048"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10047"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}