{"id":10070,"date":"2012-11-01T10:22:16","date_gmt":"2012-11-01T09:22:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=10070"},"modified":"2012-11-01T10:22:16","modified_gmt":"2012-11-01T09:22:16","slug":"luigi-di-liegro-ovvero-la-scelta-dei-poveri-nella-roma-del-duemila","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/11-il-genio-della-carita\/luigi-di-liegro-ovvero-la-scelta-dei-poveri-nella-roma-del-duemila\/","title":{"rendered":"Luigi Di Liegro ovvero la scelta dei poveri nella Roma del Duemila"},"content":{"rendered":"<p>Don Luigi Di Liegro (1928-1979) \u00e8 stato un apostolo dei poveri e il migliore maestro della Caritas italiana insieme a don Giovanni Nervo. Un poco l\u2019ho conosciuto e un poco l\u2019ho studiato, trovando sempre motivo di gratitudine a ogni incontro con lui. Lo ricordo come un amico pronto a rispondere alle domande \u2013 per quanto indiscrete \u2013 del giornalista o alla segnalazione di una necessit\u00e0. Con la sua opera ha mostrato che cosa possa essere la scelta dei poveri nella Roma del Duemila.<\/p>\n<p>L\u2019ho conosciuto nei giorni del convegno del febbraio del 1974 sulle \u00abattese di carit\u00e0 e di giustizia nella citt\u00e0 di Roma\u00bb: di quell\u2019impresa \u2013 primo segno di protagonismo della Chiesa locale romana, fino ad allora oscurata dall\u2019ombrello curiale \u2013 fu il principale artefice, accanto al cardinale Poletti.<\/p>\n<p>Venni a Roma per intervistarlo, come inviato della rivista \u00abIl Regno\u00bb. La sorpresa fu la sua schiettezza: il convegno aveva provocato un terribile scompiglio nel mondo cattolico romano, i democristiani accusavano Poletti e Di Liegro di aver fatto il gioco dei comunisti calcando le mani sui \u00abmali di Roma\u00bb. In quello scompiglio, don Luigi non si nascondeva. Faceva nomi, raccontava tutto. Non aveva paura. Il cardinale Poletti lo proteggeva, come poi l\u2019ha protetto \u2013 nella sostanza, e per altri sei anni \u2013 il cardinale Ruini.<\/p>\n<p>Quando Poletti gli affid\u00f2 la Caritas (non fu una sua scelta, ma non la sent\u00ec come un allontanamento dalle stanze delle decisioni), questa sua capacit\u00e0 di parlare e agire con schiettezza ebbe come un\u2019esplosione. Attorno a lui \u2013 cos\u00ec asciutto, cos\u00ec diretto, cos\u00ec lontano dalla retorica \u2013 fior\u00ec il volontariato. I giovani erano attratti dall\u2019esempio prima che dalla parola.<\/p>\n<p>Querele, aggressioni verbali, campagne di stampa non lo toccavano. Non solo soccorreva i bisognosi \u2013 persino portandoli a casa sua, quando non c\u2019era altra via \u2013 ma si indignava per le ingiustizie, combatteva per superarle.<\/p>\n<p>Figlio di un emigrato che ave va tentato di entrare da clandestino negli Usa perch\u00e8 clandestino, la scelta dei poveri l\u2019aveva nel sangue. Per 17 anni direttore della Caritas diocesana, \u00e8 stato il primo a occuparsi dei malati di Aids a Roma con la casa di accoglienza di Villa Glori. Il primo a portare la Caritas nelle carceri. A prendere in affidamento i detenuti ammessi alle misure alternative alla detenzione. A inventare gli ostelli e le mense, a condurre memorabili battaglie \u2013 di soccorso e politiche \u2013 per l\u2019accoglienza dei nomadi e degli immigrati.<\/p>\n<p>Fece storia, nel 1988, un\u2019assemblea di un comitato di quartiere, ai Parioli, in cui difese l\u2019iniziativa di aprire \u2013 proprio in quel quartiere bene di Roma \u2013 una casa famiglia per malati di Aids. Fu insultato e quasi aggredito. E lui a spiegare che soccorrere i malati era un aiuto alla comunit\u00e0, non un attentato alla sicurezza pubblica.<\/p>\n<p>A ragione \u00e8 stato definito dai media \u00abprete di frontiera\u00bb, \u00abbuon samaritano degli esclusi\u00bb. Chi lo conosceva ha avuto modo di segnalare al grande pubblico l\u2019aspetto per lui pi\u00f9 vivo dell\u2019amico scomparso.<\/p>\n<p>\u00abEra un uomo molto limpido, un realista visionario. Ho voluto che battezzasse mia figlia, nella convinzione che potesse trasmetterle un po\u2019 della sua sovrabbondante grazia\u00bb (Consuelo Corradi, sociologa).<\/p>\n<p>\u00abHo sempre riconosciuto in lui un\u2019anima evangelica\u00bb (don Virgilio Colmegna, direttore della Caritas ambrosiana).<\/p>\n<p>\u00abHo visto fare pi\u00f9 cose a lui, in dieci anni, di quante io ne abbia potute soltanto sognare in tutta una vita di brigatista\u00bb (Valerio Morucci).<\/p>\n<p>\u00abE\u2019 stato un prete scomodo, come scomodi sono i poveri\u00bb (don Giovanni Nervo, gi\u00e0 direttore nazionale Caritas).<\/p>\n<p>\u00abCapiva i poveri perch\u00e8 viveva la povert\u00e0\u00bb (don Elvio Damoli, direttore nazionale Caritas succeduto a Nervo).<\/p>\n<p>\u00abE\u2019 stato la coscienza critica dei cristiani di Roma e della citt\u00e0\u00bb (Andrea Riccardi).<\/p>\n<p>\u00abUn sacerdote che, con totale dedizione della propria vita, ha servito Cristo nei poveri\u00bb (cardinale Ruini).<\/p>\n<p>Il Papa ne ha ricordato \u00abil coraggioso e instancabile ministero a favore dei poveri e degli emarginati\u00bb.<\/p>\n<p>I media dunque l\u2019hanno capito, la Chiesa l\u2019ha sostenuto, pur tra i conflitti. Il cardinale Ruini non sempre ne ha condiviso le scelte, mai per\u00f2 l\u2019ha sconfessato e nell\u2019omelia di commiato ha lodato la \u00abduplice dimensione\u00bb della sua carit\u00e0: quella con cui \u00absi prendeva cura diretta e immediata delle persone\u00bb e quella per cui tendeva a \u00abrimuovere le cause della povert\u00e0 e dell\u2019ingiustizia\u00bb.<\/p>\n<p>La sua opera \u00e8 immensa, forse nessuno quanto lui ha contribuito a mutare il volto della Chiesa di Roma, negli ultimi venticinque anni del secolo scorso: ha creato sette centri di assistenza sanitaria, sei servizi per gli immigrati, quattro centri per i giovani e i minori, quattro per i malati di Aids, tre per i carcerati, quattro mense, sette centri di ascolto e di prima accoglienza, una fondazione antiusura, quattro cooperative di solidariet\u00e0 sociale, tre associazioni di volontariato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Maurilio Guasco, Carit\u00e0 e giustizia. Don Luigi Di Liegro (1928-1997), Il Mulino, Bologna 2012, pp.337, euro 25. Una mia presentazione di questo volume pu\u00f2 essere letta qui: <\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=10050\">http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=10050<\/a>. Testi di don Luigi sono citati in questi miei post: <a href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?p=10033\">http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?p=10033<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?p=10056\">http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?p=10056<\/a>.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>[Ottobre 2012] <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Don Luigi Di Liegro (1928-1979) \u00e8 stato un apostolo dei poveri e il migliore maestro della Caritas italiana insieme a don Giovanni Nervo. 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