{"id":10260,"date":"2012-11-30T11:05:51","date_gmt":"2012-11-30T10:05:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=10260"},"modified":"2012-11-30T11:05:51","modified_gmt":"2012-11-30T10:05:51","slug":"%e2%80%9cbenedicimi%e2%80%9d-chiede-il-morente-al-mendicante-la-benedizione-come-liturgia-quotidiana-del-cristiano-comune","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/%e2%80%9cbenedicimi%e2%80%9d-chiede-il-morente-al-mendicante-la-benedizione-come-liturgia-quotidiana-del-cristiano-comune\/","title":{"rendered":"\u201cBenedicimi\u201d chiede il morente al mendicante &#8211; La benedizione come liturgia quotidiana del cristiano comune"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Un morente vede un mendicante, lo benedice e vuole esserne benedetto. Un prete chiede la benedizione all\u2019infermiera che l\u2019assiste. Una brasiliana trovandosi a un colloquio drammatico con il vescovo gli chiede di benedirla e gli d\u00e0 la sua benedizione. Un anziano amico che veniva dalla Germania, in occasione dell\u2019ultima venuta mi disse: \u201cPorta al papa la mia benedizione\u201d. Vado a fare visita a un collega morente e ai saluti gli dico: \u201cDammi la tua benedizione\u201d e gli do la mia.<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sono del parere che vada rimessa in onore la \u201cbenedizione\u201d come liturgia quotidiana del cristiano comune: non solo quella dei genitori ai figli, gi\u00e0 frequente e oggi rara, ma ogni benedizione da persona a persona, nella coppia e in ogni relazione, compresi i figli che benedicono i genitori o il cristiano comune che benedice un consacrato. Comprese le relazioni della blogsfera.<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Benedire cio\u00e8 invocare <\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>il Signore su qualcuno<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questa convinzione mi \u00e8 cresciuta dentro narrando i \u201cfatti di Vangelo\u201d e scoprendo come tanti cristiani pratichino anche oggi la \u201cbenedizione\u201d e spesso in forme nuove rispetto allo schema ripetitivo che ci viene dalla tradizione familiare: \u201cPap\u00e0 dammi la benedizione\u201d diceva il figlio e il padre rispondeva: \u201cDio ti benedica\u201d. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Riprendo i racconti abbozzati in apertura e ne aggiungo altri somiglianti. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il malato grave e il mendicante: si tratta di Stefano Bellan<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, di Casale Monferrato, che muore per tumore a diciannove anni nel 2005 appena rientrato da Lourdes. Animatore dell\u2019oratorio, Stefano vive da cristiano consapevole la veloce evoluzione della malattia. Narrando il viaggio a Lourdes, il pap\u00e0 Luciano che l\u2019aveva accompagnato ricorda che nel tragitto dalla Grotta all\u2019albergo <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>\u201c<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Stefano vide un mendicante, mi fece fermare: digli che lo benedico e che voglio la sua benedizione\u201d (dalle pagine 53s del volumetto <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Stefano Bellan. Il fiore reciso di Porta Milano<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, Portalupi Editore, Casale Monferrato 2009).<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Benedire qualcuno significa invocare su di lui la \u201cbenedizione\u201d del Signore. Chi \u00e8 vicino a morire e compie quell\u2019avvicinamento sulle orme di Cristo ha chiaro quale sia la \u201cbenedizione\u201d pi\u00f9 preziosa: quella di chi meglio assomiglia al Signore. Da qui la scoperta della valenza evangelica del mendicante. E in che cosa egli, il malato, potr\u00e0 ricambiare quel dono sacramentale se non invocando a sua volta sul mendicante la divina benedizione?<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il secondo fatto, che attesta un\u2019analoga intuizione da parte di una persone semplice che apprende dalla vita, riguarda il vescovo trentino Guido Zendron, missionario in Brasile (<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Vescovo di Paulo Afonso \u2013 Bahia)<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">: investe con la sua automobile un uomo in bicicletta che muore sul colpo. Il fatto avviene senza responsabilit\u00e0 da parte del vescovo che tuttavia l\u2019avverte come \u201cingiusto\u201d e cos\u00ec in una lettera del 18 giugno 2010 al settimanale <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Vita Trentina<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> narra la conclusione della conversazione con colei che aveva reso vedova: \u201cA<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">bbiamo pianto insieme, ma dopo aver chiesto la mia benedizione lei stessa ha voluto darmi la sua. \u00c9 il riconoscimento che alla radice della vita e della morte, alla radice di tutte le circostanze, non c`\u00e8 il caso, ma un disegno buono del nostro Dio ricco in misericordia\u201d. <\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Porta la mia benedizione <\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>a Giovanni Paolo II\u201d<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il vecchio amico che veniva dalla Germania si chiamava Klaus H. Arntz: \u00e8 venuto l\u2019ultima volta nell\u2019anno 2.000. Era un uomo del diritto e della finanza e veniva a Roma una volta all\u2019anno \u2013 intorno a Pentecoste \u2013 per \u201caggiornamento\u201d. Qualcuno gli aveva suggerito di parlare con me per avere un aiuto a interpretare ci\u00f2 che avveniva in Vaticano. Quell\u2019ultima volta il Parkinson l\u2019aveva costretto all\u2019uso del bastone: \u201cSe cado cado in piedi\u201d, mi disse al momento di salutarci. \u201cSei cristiano Klaus?\u201d gli ho chiesto. \u201cCerto che lo sono. Quando incontri il papa digli che lo benedico\u201d. Io poco dopo vidi il papa ma non sapevo come dargli la benedizione di Klaus. Tutti chiedono la benedizione del \u201cSanto Padre\u201d, Klaus invece gliela dava: cio\u00e8 invocava il Signore perch\u00e9 lo proteggesse. Un\u2019azione appropriata. Ma come dirla? Non la sappiamo dire perch\u00e9 abbiamo fatto della benedizione un gesto rituale ed ecclesiastico. La prima volta che mi trovai vicino a Giovanni Paolo \u2013 che era stanco e piegato su se stesso, a ogni evidenza bisognoso di benedizione \u2013 dissi a mezza voce: \u201cSantit\u00e0 Klaus H. Arntz la benedice\u201d. \u201cGrazie\u201d mormor\u00f2 il papa tirando su un occhio. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel condurre la mia indagine sulle benedizioni ho chiesto aiuto \u2013 come faccio spesso \u2013 ai visitatori del mio blog e uno di essi, che si firma Mattlar (Matteo Lariccia), mi ha segnalato un altro caso di qualcuno che benedice un papa: don Andrea Santoro nella lettera privata al Papa Benedetto XVI, pubblicata dopo il suo martirio: \u201cSantit\u00e0, mi unisco a queste tre donne (la lettera \u00e8 preceduta da uno scritto di tre donne georgiane che chiedono al papa di andare a Trabzon in occasione della visita in Turchia del 2006, ndr) per invitarla davvero da noi (\u2026). La saluto e la ringrazio di tutto. I suoi libri mi sono stati di nutrimento durante i miei studi di teologia. Mi benedica. E che Dio benedica e assista anche lei\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Gli risposi che benedire <\/strong><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>era compito dei preti<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">In un\u2019altra lettera \u2013 questa indirizzata agli amici \u2013 don Andrea motiva cos\u00ec la benedizione da cristiano a cristiano, siano o no le nostre mani consacrate: \u201cOgni \u201ccristiano\u201d, come dice il nome, ha in s\u00e9 lo \u201cspirito di Cristo\u201d perch\u00e9 partecipa della sua \u201cunzione\u201d, che lo consacra figlio di Dio e portatore della salvezza di Cristo. Per questo i genitori possono benedire i figli, i membri di una comunit\u00e0 possono benedire i propri fratelli e tutti possiamo benedirci a vicenda, invocando gli uni sugli altri la grazia di Dio e la potenza dello Spirito Santo\u201d (<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Lettere dalla Turchia<\/em><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, Citt\u00e0 Nuova, Roma 2006, p. 18s).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Qui \u00e8 l\u2019infermiera che cura per anni un prete a narrare come un giorno sia stata richiesta di benedirlo: \u201cGli\u00a0risposi che dare le benedizioni era compito dei preti (\u2026). Quando don Lorenzo \u00e8 morto, ripensando a quella richiesta, ho capito. Ho capito che dobbiamo essere benedizione gli uni per gli altri. Io mi sono sentita benedetta da lui, che \u00e8 stato per me, nel tempo della malattia, un padre e un saggio consigliere\u201d (cos\u00ec Letizia Regazzoni a pagina 178 del volume di Arturo Bellini, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Don Lorenzo Mazzola, il gusto della parola. Appunti per una biografia<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, Editore\u00a0Gamba, Verdello 2012).<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Accennavo in apertura a un caso capitato a me con il collega Domenico Del Rio quando gli feci visita per l\u2019ultima volta al Gemelli e parlammo per tre ore con i toni espliciti del commiato. Mimmo era sereno e spesso sorridente. Gli ho detto: <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>\u00abPosso tornare\u00bb.<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> Mi ha risposto: <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>\u00abQuesto era l\u2019ultimo saluto\u00bb. \u00abAllora dammi la tua benedizione\u00bb,<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> gli ho detto e l\u2019ha fatto con un gesto della mano. Sulla porta mi sono fermato a salutarlo con la mano e gli ho detto: <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>\u00abAddio Mimmo, anch\u2019io ti benedico\u00bb.<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> Ha ricambiato il gesto della mano, visibilmente contento e ha ripetuto: <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>\u00abSaluta tutti\u00bb.<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Quand\u2019\u00e8 un ebreo <\/strong><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>a benedire un prete<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Altro mio caso con il vescovo Alberto Ablondi, dimissionario da tempo e con Parkinson avanzato. Nell\u2019ultimo incontro \u2013 era il 2010, l\u2019anno della sua morte \u2013 non riuscivo a capire che cosa mi dicesse dalla sedia a rotelle, agitato e balbettante. In forza dell\u2019antica amicizia gli presi il viso tra le mani e gli dissi lentamente: \u201cScenda su di te, vescovo Alberto, la benedizione del Signore\u201d. Poi gli presi le mani per tenerle ferme, mi inginocchiai davanti alle ruote della sedia, posi quelle mani indocili sulla mia testa e gli dissi guardandolo negli occhi: \u201cGrazie della tua benedizione\u201d. Era raggiante. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il mendicante, il sofferente, il morente sono ministri privilegiati della benedizione. Questa intuizione \u00e8 anche nel <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Diario di un curato di campagna<\/em><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> di George Bernanos, in questo passo che \u00e8 stato segnalato anche nel blog: <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00ab<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u2018Vi prego di benedirmi\u2019, ho continuato (\u2026). Eravamo sulla soglia della porta. \u2018Tu sei in pena\u2019, m\u2019ha risposto. \u2018Tocca a te benedirmi.\u2019 E ha preso la mia mano nella sua, l\u2019ha alzata rapidamente sino alla sua fronte, e se n\u2019\u00e8 andato<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00bb (Edizione Oscar Mondadori 1984, p. 216)<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ci pu\u00f2 essere benedizione anche tra persone di diversa fede. Ecco un prete che la chiede a un ebreo: \u00e8 di Ferrara, si chiama don Giovanni <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Camarlinghi<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> e l\u2019ebreo \u2013 Giorgio Bianchini \u2013 \u00e8 anch\u2019egli ferrarese. Chiamato alle armi nel 1915 il giovane Giorgio era andato dal rabbino che gli aveva imposto le mani e aveva <\/span><\/span><em><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">pronunciato la preghiera che nel Benedizionale degli ebrei il\u00a0nonno recita alla partenza del nipote e che dice all\u2019incirca:\u00a0\u201cAngelo di Dio tu\u00a0condottier\u00a0del viver mio, guidalo e portalo tu sul sentier della virt\u00f9\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel <\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">1985 don Giovanni dovendo cambiare parrocchia va a salutare l\u2019amico ebreo novantenne alla casa di riposo e gli chiede una benedizione.\u00a0Giorgio commosso e lusingato mette la kippah, pone le mani sulla testa del prete e gli ripropone la benedizione che il rabbino aveva un tempo invocato su di lui: \u201cAngelo di Dio tu\u00a0condottier\u00a0del viver mio, guidalo e portalo tu sul sentier della virt\u00f9\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Benedite <\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>coloro che maledicono\u201d<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Vedi lettore quanto territorio siamo venuti ispezionando raccontando questa e quella benedizione dei nostri giorni. Torner\u00f2 sull\u2019argomento, ch\u00e9 c\u2019\u00e8 altro da dire. C\u2019\u00e8 il Benedizionale della CEI, che \u00e8 una miniera e andrebbe esplorata. E c\u2019\u00e8 la pratica della benedizione dei genitori ai figli, che ha una quantit\u00e0 di modi tradizionali e rinnovati. Ci sono le benedizioni negli epistolari, da Leopardi ai condannati a morte della resistenza, ad Aldo Moro e a Ingrid Betancourt nelle lettere dal carcere delle Brigate Rosse e dalla giungla delle Farcas. E le benedizioni che ognuno di noi pu\u00f2 dare \u2013 e d\u00e0 \u2013 a rimedio delle maledizioni che vede scagliate intorno: \u201cBenedite coloro che maledicono\u201d. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Da <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Il Regno<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> 20\/2012<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un morente vede un mendicante, lo benedice e vuole esserne benedetto. Un prete chiede la benedizione all\u2019infermiera che l\u2019assiste. Una brasiliana trovandosi a un colloquio drammatico con il vescovo gli&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/%e2%80%9cbenedicimi%e2%80%9d-chiede-il-morente-al-mendicante-la-benedizione-come-liturgia-quotidiana-del-cristiano-comune\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">\u201cBenedicimi\u201d chiede il morente al mendicante &#8211; La benedizione come liturgia quotidiana del cristiano comune<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":9,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-10260","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10260","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10260"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10260\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10261,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10260\/revisions\/10261"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10260"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}