{"id":1044,"date":"2009-02-10T10:38:35","date_gmt":"2009-02-10T09:38:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=1044"},"modified":"2010-11-21T21:30:21","modified_gmt":"2010-11-21T21:30:21","slug":"l%e2%80%99inno-dell%e2%80%99apostolo-paolo-alla-carita-attualizzato-da-un-giornalista","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/l%e2%80%99inno-dell%e2%80%99apostolo-paolo-alla-carita-attualizzato-da-un-giornalista\/","title":{"rendered":"L&#8217;inno dell&#8217;apostolo Paolo alla carit\u00e0 attualizzato da un giornalista"},"content":{"rendered":"<p><em>Castelvenere \u2013 sabato 7 febbraio 2009<\/em><\/p>\n<p><em>1 Corinti 13, 1-13<\/em><\/p>\n<p><em>1 Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carit\u00e0, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. 2 E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede cos\u00ec da trasportare le montagne, ma non avessi la carit\u00e0, non sono nulla. 3 E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carit\u00e0, niente mi giova. 4 La carit\u00e0 \u00e8 paziente, \u00e8 benigna la carit\u00e0; non \u00e8 invidiosa la carit\u00e0, non si vanta, non si gonfia, 5 non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, 6 non gode dell`ingiustizia, ma si compiace della verit\u00e0. 7 Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. 8 La carit\u00e0 non avr\u00e0 mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesser\u00e0 e la scienza svanir\u00e0. 9 La nostra conoscenza \u00e8 imperfetta e imperfetta la nostra profezia. 10 Ma quando verr\u00e0 ci\u00f2 che \u00e8 perfetto, quello che \u00e8 imperfetto scomparir\u00e0. 11 Quand`ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ci\u00f2 che era da bambino l`ho abbandonato. 12 Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscer\u00f2 perfettamente, come anch`io sono conosciuto. 13 Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carit\u00e0; ma di tutte pi\u00f9 grande \u00e8 la carit\u00e0!<\/em><\/p>\n<p>Non faremo una lettura esegetica: non \u00e8 affar mio. Faremo una lettura da cristiani comuni. Qui abbiamo il vescovo e il parroco, che potrebbero dirci di pi\u00f9. Noi cristiani comuni facciamo una lettura dal punto di vista dell\u2019uomo d\u2019oggi, nella sua lingua media e nella sua media cultura. Ci chiediamo a che cosa penserebbe oggi l\u2019apostolo Paolo dicendo \u201cla carit\u00e0 \u00e8 paziente, \u00e8 benigna\u201d. Allora ammaestrava i cristiani di Corinto che si cavavano gli occhi animatamente gareggiando per la leadership della comunit\u00e0, oggi magari sarebbe colpito dalla sfida tra cristiani che si vituperano con altrettanta animazione a invettive in crociate: \u201cvoi di destra, voi di sinistra\u2026\u201d. Sarebbe colpito da questo e da molto altro. Proviamo a chiederci da cosa, seguendo l\u2019inno parola per parola.  Per gente semplice quale noi siamo l\u2019inno alla carit\u00e0 \u00e8 un testo centrale del Nuovo Testamento, come il <em>Simposio<\/em> di Platone, con il suo elogio dell\u2019eros, \u00e8 un testo centrale dell\u2019umanesimo greco. E come l\u2019enciclica <em>Deus caritas est<\/em> di papa Benedetto \u00e8 un testo centrale per il cristianesimo di oggi. E come le parole di Teresa di Lisieux <em>\u201cNel cuore della Chiesa mia madre io voglio essere l\u2019amore\u201d<\/em> sono un dono capitale per ognuno di noi. Teresa e Benedetto ci dicono insieme l\u2019attualit\u00e0 dell\u2019inno di Paolo.<\/p>\n<p>L\u2019inno, come si dice a scuola, lo possiamo dividere in tre parti. E\u2019 detto \u201cinno\u201d perch\u00e8 ha l\u2019afflato di un canto, di una poesia. E\u2019 uno dei testi in cui Paolo si fa poeta.<br \/>\nChiameremo la <em>prima parte<\/em>: il primato della carit\u00e0, versetti 1-3.<br \/>\nLa <em>seconda<\/em> la chiameremo: natura e opere della carit\u00e0, versetti 4-7.<br \/>\nLa <em>terza<\/em>: la carit\u00e0 dura per sempre, ovvero l\u2019eternit\u00e0 dell\u2019amore, versetti 8-13.<br \/>\nSiamo probabilmente nel 53 dopo Cristo quando Paolo scrive la <em>Prima lettera ai Corinti<\/em>: cio\u00e8 appena venti o quindici anni dopo che i primi cristiani hanno fatto l\u2019esperienza della morte e della resurrezione di Cristo. Prima della redazione dei Vangeli. In questa lettera \u00e8 la narrazione dell\u2019ultima cena, la prima che sia giunta a noi (capitolo 11).<br \/>\nIncredibile tempismo di Paolo. L\u2019Anno Paolino ci provoca a riflettere sulla posizione principe di Paolo nel Nuovo Testamento.<br \/>\nIn questa lettera Paolo parla a una comunit\u00e0 cristiana con forti divisioni interne, simile alla Chiesa di oggi; inserita in una societ\u00e0 libertaria, che amava ostentare l\u2019attrazione dei corpi, proprio come la nostra. Tra i cristiani di Corinto c\u2019\u00e8 \u201cuno che convive con la moglie di suo padre\u201d (5, 1). E\u2019 in questa lettera che Paolo dice: <em>\u201cSono io che vi ho generato in Cristo Ges\u00f9 mediante il Vangelo\u201d<\/em> (4, 15). E\u2019 qui che leggiamo le parole consolanti per ogni coppia cristiana: <em>\u201cIl marito non credente viene reso santo dalla moglie credente e la moglie non credente viene resa santa dal marito credente\u201d<\/em> (7, 14).  Qui ancora leggiamo: <em>\u201cMi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno\u201d <\/em>(9, 22). E\u2019 qui il motto <em>\u201cSe Cristo non \u00e8 risorto, vuota \u00e8 allora la nostra predicazione\u201d <\/em>(15, 14). Nel vasto mondo di questa lettera vi \u00e8 come un culmine, che \u00e8 il nostro inno alla carit\u00e0. Esso sgorga dal cuore di Paolo in risposta alla diatriba di quella rissosa comunit\u00e0, lacerata dalla contesa tra i portatori dei carismi di maggiore richiamo: il dono delle lingue, quello delle guarigioni, quello dei miracoli, quello della conoscenza, quello della profezia.  Di fronte a tale contesa Paolo dice: \u201cdesiderate i carismi pi\u00f9 grandi\u201d e subito aggiunge che il pi\u00f9 grande \u00e8 l\u2019amore, \u201cla via pi\u00f9 sublime\u201d (12, 31).<\/p>\n<p><em>1 Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carit\u00e0, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.<\/em><\/p>\n<p>Che cos\u2019\u00e8 questa \u201ccarit\u00e0\u201d di cui parla, dopo aver detto \u201cvi mostrer\u00f2 la via pi\u00f9 sublime\u201d? E\u2019 un dono, \u00e8 una via, ma \u00e8 anche molto di pi\u00f9: \u00e8 l\u2019amore, \u00e8 Dio. Il Dio di Ges\u00f9 Cristo che un\u2019altra \u201clettera\u201d del Nuovo Testamento, la Prima di Giovanni, qualifica come \u201camore\u201d: <em>\u201cDio \u00e8 amore: chi sta nell\u2019amore dimora in Dio e Dio dimora in lui\u201d <\/em>(4, 16).<br \/>\nDobbiamo dunque dire \u201ccarit\u00e0\u201d, o dobbiamo dire \u201camore\u201d? La parola dei testi originali greci \u00e8 la stessa: \u201cagape\u201d. Noi useremo ambedue le parole italiane, ma diciamo subito che per sentire la forza piena di questo inno, il trasporto con cui esso erompe dal cuore di Paolo, \u00e8 utile provare a leggerlo mettendo la parola \u201camore\u201d dove la traduzione della CEI mette \u201ccarit\u00e0\u201d. Perch\u00e8 nella cultura nostra \u201ccarit\u00e0\u201d e \u201camore\u201d non sono la stessa cosa.<br \/>\n\u201cSe anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli\u201d: cio\u00e8 ogni linguaggio, anche quelli sconosciuti agli umani. Mi viene in mente Tolkien, l\u2019autore de <em>Il Signore degli anelli<\/em>, che fa parlare stregoni e orchetti, hobbit e nani, elfi e kent, uomini selvaggi e troll e ha la bellissima espressione: <em>\u201cTutte le stirpi dotate di parola\u201d<\/em>. Ecco dunque, in linguaggio d\u2019oggi, \u201cle lingue degli uomini e degli angeli\u201d.<\/p>\n<p><em>2 E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede cos\u00ec da trasportare le montagne, ma non avessi la carit\u00e0, non sono nulla.<\/em><\/p>\n<p>La carit\u00e0 vale pi\u00f9 della profezia, pi\u00f9 della conoscenza e pi\u00f9 della fede, addirittura pi\u00f9 dei miracoli. Qui per certo occorre sostare.  Per capire bene.<br \/>\nLa fede non \u00e8 al di sopra di tutto? No, ci dice Paolo, al di sopra c\u2019\u00e8 la carit\u00e0, cio\u00e8 l\u2019amore, cio\u00e8 Dio. E se anche la fede fosse clamorosamente grande, da operare segni straordinari, non eguaglierebbe comunque l\u2019amore.<br \/>\nPerch\u00e9 la fede mi porta a Dio, mi congiunge al Signore; l\u2019amore invece \u00e8 Dio: ecco perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 in alto.<br \/>\nEd ecco perch\u00e9 \u00e8 meglio leggere \u201camore\u201d dove \u00e8 scritto \u201ccarit\u00e0\u201d.<br \/>\nMa possiamo usare la stessa parola per dire Dio (Dio \u00e8 amore) e per dire il dono che ci viene da Dio (Dio ci dona il suo amore) e per dire infine che quel dono siamo chiamati a trasmetterlo ai fratelli (amare gli altri come Dio li ha amati)? Possiamo: questa \u00e8 la meraviglia cristiana!<br \/>\nC\u2019\u00e8 come un\u2019attrazione, una calamita che ci destina, ci chiama, ci attrae verso Dio per questa via \u201csublime\u201d: egli che \u00e8 amore viene a noi con il suo amore e ci insegna ad amare. Purch\u00e8 noi accettiamo di aprirgli il cuore, di fargli spazio. Di obbedire all\u2019amore. L\u2019amore obbedisce all\u2019amore.<\/p>\n<p><em>3 E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carit\u00e0, niente mi giova.<\/em><\/p>\n<p>E\u2019 forse il versetto pi\u00f9 importante per noi, la chiave a noi dedicata per permetterci di entrare in questo grande testo cristiano. Una chiave dedicata a noi uomini e donne dell\u2019inizio del terzo millennio, che siamo sensibilissimi all\u2019amore e sensibili alla carit\u00e0 ma tendiamo a ridurla alla beneficienza. Attenzione dunque: la carit\u00e0 non \u00e8 la Caritas! Non la possiamo ridurre al solo soccorso del bisognoso.<br \/>\nQui pi\u00f9 che mai diviene chiaro che non basta tradurre \u201ccarit\u00e0\u201d, ma bisogna arrivare a tradurre \u201camore\u201d.<br \/>\nEcco come il papa nell\u2019enciclica \u201cDeus Caritas est\u201d segnala questo punto decisivo: <em>\u201cSan Paolo, nel suo inno alla carit\u00e0 (cfr 1Cor 13) ci insegna che la carit\u00e0 \u00e8 sempre pi\u00f9 che semplice attivit\u00e0: &#8216;Se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per essere bruciato, ma non avessi la carit\u00e0, niente mi giova&#8217;. Questo inno deve essere la Magna Carta dell\u2019intero servizio ecclesiale; in esso sono riassunte tutte le riflessioni che nel corso di questa Lettera enciclica, ho svolto sull\u2019amore\u201d <\/em>(34).<br \/>\nChiediamoci \u2013 proviamo a chiederci \u2013 che cosa mancherebbe, che cosa potrebbe mancare in una donazione di tutte le proprie sostanze e addirittura della propria vita fatta senza \u201cla carit\u00e0\u201d. Ci riesce difficile intenderlo, ed \u00e8 naturale perch\u00e9 si sta parlando indirettamente di Dio e Dio \u00e8 pur sempre di suo inconoscibile, nonostante la conoscenza \u201cper speculum\u201d che ce ne ha fornita il Cristo. Qui \u2013 come in altri passi dell\u2019inno \u2013 avvertiamo che Paolo ci parla per paradossi, per iperboli. Per dirci qualcosa che propriamente non si pu\u00f2 dire.<br \/>\nPer un tentativo di comprensione ascoltiamo ancora il papa: <em>\u201cL\u2019azione pratica resta insufficiente se in essa non si rende percepibile l\u2019amore per l\u2019uomo, un amore che si nutre dell&#8217;incontro con Cristo. L&#8217;intima partecipazione personale al bisogno e alla sofferenza dell\u2019altro diventa cos\u00ec un partecipargli me stesso: perch\u00e9 il dono non umilii l\u2019altro, devo dargli non soltanto qualcosa di mio ma me stesso, devo essere presente nel dono come persona\u201d <\/em>(ivi).<\/p>\n<p><em>4 La carit\u00e0 \u00e8 paziente, \u00e8 benigna la carit\u00e0; non \u00e8 invidiosa la carit\u00e0, non si vanta, non si gonfia, 5 non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, 6 non gode dell`ingiustizia, ma si compiace della verit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Nella seconda parte dell\u2019inno Paolo con linguaggio discorsivo e quasi narrativo \u2013 non definitorio: Dio non pu\u00f2 essere definito \u2013 ci indica 15 note o caratteristiche dell\u2019amore: \u00e8 come una cascata di attributi di crescente intensit\u00e0, a indicare qualcosa che supera ogni immaginazione \u2013 appunto perch\u00e9 \u00e8 Dio, in definitiva, al centro dell\u2019inno e non semplicemente un carisma o una virt\u00f9. Osserva il cardinale Martini (nel volume <em>L\u2019Utopia alla prova di una comunit\u00e0<\/em>, Piemme 1998, p. 129) che sette delle note sono positive e otto negative e anche le positive \u201crichiedono un patire pi\u00f9 che un agire\u201d. Forse \u2013 ipotizza Martini \u2013 Paolo vuole segnalarci che \u201camare non significa fare qualcosa per gli altri, come si pensa abitualmente, ma piuttosto sopportare gli altri come sono\u201d (ivi). \u201cSopportare\u201d dice, ma io direi accettare, accogliere: un poco come fanno i genitori con i figli, che non li sopportano ma li accolgono. Torneremo su questa pietra di paragone dell\u2019amore oblativo che \u00e8 quello materno-paterno.<br \/>\nIl modello in questa elencazione \u00e8 la figura di Ges\u00f9 che tutto sopporta \u2013 per amore \u2013 fino alla croce. E a sua volta il comportamento di Cristo rinvia al Padre \u201cricco di misericordia\u201d.<br \/>\n<em>La carit\u00e0 \u00e8 paziente<\/em> come l\u2019amore dei genitori che si alzano anche dieci volte la notte per il bambino che piange;<br \/>\n<em>\u00e8 benigna la carit\u00e0<\/em>: cio\u00e8 benevola e benefica secondo l\u2019insegnamento di Cristo che passa beneficando quanti incontra \u2013 dunque fa festa se viene ritirata una scomunica;<br \/>\n<em>non \u00e8 invidiosa la carit\u00e0<\/em>: per esempio non dice al papa da sinistra \u201cma quante concessioni stai facendo ai tradizionalisti\u201d \u2013 ovvero, da destra: \u201cstai sopportando troppo gli abusi dei novatori\u201d;<br \/>\n<em>non si vanta<\/em>: qui faccio un esempio in positivo: gli italiani hanno molto operato durante l\u2019occupazione nazista per salvare gli ebrei; mi sono occupato a lungo della materia e non ho mai trovato uno dei salvatori che abbia menato vanto del gesto compiuto;<br \/>\n<em>non si gonfia<\/em>: si gonfia invece chi giudica gli altri cristiani con commiserazione: \u201cvoi di sinistra\u201d non siete a difesa della vita, \u201cvoi di destra\u201d non volete l\u2019accoglienza dello straniero; e chi \u00e8 di centro si gonfia magari due volte: \u201cma che cristiani siete voi di sinistra e voi di destra, che dimenticate questo e quello? Noi di centro invece\u2026\u201d;<br \/>\n<em>non manca di rispetto<\/em>: possiamo dire che non siamo d\u2019accordo con il pap\u00e0 di Eluana senza mancargli di rispetto come fa per esempio chi lo definisce \u201cassassino\u201d;<br \/>\n<em>non cerca il suo interesse<\/em>: perch\u00e9 cerca l\u2019interesse di Cristo e di tutti in Cristo, evitando ogni movimento teso a occupare i primi posti nella vita della comunit\u00e0;<br \/>\n<em>non si adira <\/em>come chi dice \u201cha esagerato e ora gliela facciamo pagare\u201d, parole che vengono lanciate a chi si azzarda a uscire dal coro, in ogni direzione;<br \/>\n<em>non tiene conto del male ricevuto<\/em>: il comportamento di \u201cmisericordia\u201d del papa verso i vescovi lefebvriani, due dei quali l\u2019avevano persino accusato di eresia;<br \/>\n<em>non gode dell`ingiustizia<\/em>: quando vediamo un ladruncolo che viene ucciso per \u201ceccesso di difesa\u201d \u2013 ecco quella \u00e8 un\u2019ingiustizia \u2013 di essa non possiamo compiacerci;<br \/>\n<em>ma si compiace della verit\u00e0<\/em>: anche quando non coincide con la nostra opinione, perch\u00e9 Dio \u00e8 verit\u00e0 e chi dice la verit\u00e0 parla a nome di tutti (avesse anche a toccare argomenti spinosi, come il comportamento dei cattolici in tangentopoli o quello dei preti pedofili).<\/p>\n<p><em>7 Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutto copre<\/em>: anche la mancanza di documenti dell\u2019immigrato clandestino, come certamente faranno i medici cristiani nonostante la norma che \u00e8 stata introdotta con il pacchetto sicurezza e che li autorizza alla delazione.<br \/>\n<em>Tutto crede<\/em>: anche le giustificazioni di comportamenti apparentemente ingiustificabili, proprio come fanno i genitori con i figli, tanto che la loro testimonianza non vale in tribunale.<br \/>\n<em>Tutto spera<\/em>: anche il risveglio di Eluana, per la quale proprio oggi \u00e8 stato interrotto il sostentamento nutrizionale.<br \/>\n<em>Tutto sopporta<\/em>: nella <em>2Timoteo<\/em> 2, 10 Paolo dice \u201ctutto sopporto per amore degli eletti\u201d \u2013 pensate a una donna abbandonata dal marito che non sparla di lui con i figli: che cio\u00e8 sopporta il tradimento per non trasmettere veleno ai figli che ama.<br \/>\nQueste quattro assolutizzazioni o \u201ctotalit\u00e0\u201d ci dicono quanto sia esigente l\u2019amore cristiano. Ecco una considerazione di papa Benedetto che ci ha proposto il 26 novembre scorso, in una delle catechesi dedicate all\u2019Anno paolino, con riferimento al nostro inno: <em>\u201cL\u2019amore cristiano \u00e8 quanto mai esigente poich\u00e9 sgorga dall\u2019amore totale di Cristo per noi: quell\u2019amore che ci reclama, ci accoglie, ci abbraccia, ci sostiene, sino a tormentarci, poich\u00e9 costringe ciascuno a non vivere pi\u00f9 per se stesso, chiuso nel proprio egoismo, ma per \u2018Colui che \u00e8 morto e risorto per noi\u2019 (cfr 2 Cor 5,15). L\u2019amore di Cristo ci fa essere in Lui quella creatura nuova (cfr 2 Cor 5,17) che entra a far parte del suo Corpo mistico che \u00e8 la Chiesa\u201d<\/em>.<br \/>\nAttualizzo per chi \u00e8 padre o madre: essere cristiani vuol dire tendere ad avere con ogni persona che incontriamo la stessa \u201cbenevolenza\u201d che abbiamo verso i nostri figli.<\/p>\n<p><em>8 La carit\u00e0 non avr\u00e0 mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesser\u00e0 e la scienza svanir\u00e0. 9 La nostra conoscenza \u00e8 imperfetta e imperfetta la nostra profezia. 10 Ma quando verr\u00e0 ci\u00f2 che \u00e8 perfetto, quello che \u00e8 imperfetto scomparir\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Poich\u00e9 l\u2019amore \u00e8 divino, anzi \u00e8 Dio stesso, esso non avr\u00e0 mai fine: non pu\u00f2 finire e rester\u00e0 quando ogni altra realt\u00e0 sar\u00e0 finita. Cio\u00e8 avr\u00e0 raggiunto il suo fine. Cio\u00e8 sar\u00e0 ricapitolata in Dio. Insomma, alla fine ci sar\u00e0 solo l\u2019amore. Dio sar\u00e0 tutto in tutti e tutto sar\u00e0 in Dio. Cio\u00e8 tutto sar\u00e0 amore.<br \/>\nIo qui vedrei un argomento per la salvezza finale d\u2019ogni creatura. Ma lasciamo questo ai teologi.<br \/>\nL\u2019intenzione di Paolo \u00e8 di indurre i litigiosi cristiani di Corinto a mirare in alto, lasciando le dispute su che cosa valga di pi\u00f9, la profezia o le lingue. Egli dice: badate che tutto questo per cui vi combattete finir\u00e0 e intanto nella vostra diatriba sacrificate l\u2019amore, che mai finir\u00e0!<br \/>\nPotremmo applicare il richiamo di Paolo alla grande disputa che divide oggi i cristiani: se privilegiare la solidariet\u00e0 sociale, la pace, l\u2019accoglienza degli stranieri; o la difesa della famiglia, della vita e della libert\u00e0 educativa. Paolo ci direbbe: tutto questo finisce, cercate piuttosto l\u2019amore che \u201cnon avr\u00e0 mai fine\u201d.<br \/>\nNon \u00e8 lo stare a sinistra o a destra che fa la differenza, ma il fatto che vi si stia o non vi si stia in nome dell\u2019amore, cio\u00e8 per amare. Gli schieramenti politici sono modalit\u00e0 per prendersi cura della costruzione della societ\u00e0, ragionevolmente tutte valide, purch\u00e9 perseguite nell\u2019amore! E c\u2019\u00e8 una riprova per sapere se lo si fa con amore o no: non ci muove l\u2019amore se il richiamo ai valori cristiani lo svolgiamo per prevalere sui cristiani di altri schieramenti invece che per convincere della loro bont\u00e0 chi cristiano non \u00e8.<\/p>\n<p><em>11 Quand`ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ci\u00f2 che era da bambino l`ho abbandonato. 12 Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscer\u00f2 perfettamente, come anch`io sono conosciuto.<\/em><\/p>\n<p>Qui Paolo ci invita a guardare alla nostra vita cristiana come a una crescita nell\u2019avvicinamento al Signore, fino a quando lo vedremo \u201cfaccia a faccia\u201d. E ci incoraggia anche, a non perderci d\u2019animo di fronte alle difficolt\u00e0 che incontriamo nella politica, nelle professioni, nell\u2019educazione dei figli, nella partecipazione alla vita della Chiesa, perch\u00e9 in un certo senso l\u2019amore non pu\u00f2 essere sconfitto, essendo eterno. Esso <em>\u201cvince sempre anche se al momento questo non appare: ci\u00f2 che si \u00e8 fatto con amore e per amore non avr\u00e0 mai fine, anche se in questo mondo non viene riconosciuto\u201d<\/em> (Carlo Maria Martini, <em>l.c.<\/em>, p. 131).<br \/>\nPotremmo applicare questo spunto sull\u2019amore che non va mai perduto, che capitalizza in Dio, alla fatica e anche ai fallimenti di noi genitori: quanto avremo dato ai figli in denaro e case e libri e fatica e libert\u00e0 e severit\u00e0, tutto finir\u00e0, ma rester\u00e0 solo l\u2019amore che gli avremo trasmesso; e quello rester\u00e0 oltre ogni fallimento nostro e oltre ogni ribellione loro.<br \/>\nLo possiamo applicare \u2013 questo spunto dell\u2019amore che non si perde \u2013 anche alle persone che amano senza essere riamate, o che continuano ad amare chi non \u00e8 pi\u00f9 sulla terra: il loro amore non va perduto.<\/p>\n<p><em>13 Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carit\u00e0; ma di tutte pi\u00f9 grande \u00e8 la carit\u00e0!<\/em><\/p>\n<p>E\u2019 come se Paolo dai tumultuosi e petulanti cristiani di Corinto sentisse venire l\u2019obiezione che anche la fede e la speranza non si perdono e durano. Ed ecco la sua risposta: quando saremo in Dio cesseranno anche la fede e la speranza, ma sempre rester\u00e0 l\u2019amore e dunque esso \u00e8 pi\u00f9 grande. Perch\u00e9 viene da Dio, perch\u00e9 \u00e8 Dio. E perch\u00e9 Dio \u00e8 all\u2019inizio e alla fine, alfa e omega.<br \/>\nIn conclusione  di nuovo ci affidiamo all\u2019insegnamento del papa e in particolare a queste parole dell\u2019enciclica <em>Deus caritas est <\/em>che dovremmo memorizzare: <em>\u201cL\u2019amore \u00e8 la luce \u2013 in fondo l\u2019unica \u2013 che rischiara sempre di nuovo un mondo buio e ci d\u00e0 il coraggio di vivere e di agire. L\u2019amore \u00e8 possibile, e noi siamo in grado di praticarlo perch\u00e9 creati ad immagine e somiglianza di Dio. Vivere l\u2019amore e in questo modo far entrare la luce di Dio nel mondo, ecco ci\u00f2 a cui vorrei invitare con la presente enciclica\u201d <\/em>(n. 39).<br \/>\nOgni uomo \u00e8 capace di amore, anche il non credente. E l\u2019amore \u00e8 frequente e lo Spirito lo suscita dove vuole. A noi il compito di accompagnare quel soffio, di accoglierlo in noi, di risvegliarne la percezione nei nostri contemporanei e di affidarci con fiducia alla sua  pedagogia. <em>\u201cL\u2019amore cresce attraverso l\u2019amore\u201d <\/em>dice ancora Benedetto nella sua enciclica (n. 18) fino alla pienezza finale in Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Castelvenere \u2013 sabato 7 febbraio 2009 1 Corinti 13, 1-13 1 Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carit\u00e0, sono come un bronzo&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/l%e2%80%99inno-dell%e2%80%99apostolo-paolo-alla-carita-attualizzato-da-un-giornalista\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">L&#8217;inno dell&#8217;apostolo Paolo alla carit\u00e0 attualizzato da un giornalista<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-1044","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1044","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1044"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1044\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5694,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1044\/revisions\/5694"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1044"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}