{"id":1053,"date":"2009-02-18T16:55:16","date_gmt":"2009-02-18T15:55:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=1053"},"modified":"2009-02-18T17:01:18","modified_gmt":"2009-02-18T16:01:18","slug":"le-coppie-di-fatto-e-l%e2%80%99attesa-di-una-nuova-misericordia","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/le-coppie-di-fatto-e-l%e2%80%99attesa-di-una-nuova-misericordia\/","title":{"rendered":"Le coppie di fatto e l\u2019attesa di una nuova misericordia"},"content":{"rendered":"<p>Francesca Romana, figlia di cari amici, si sposa nella chiesa di Santa Prisca sull\u2019Aventino, un sabato di sole ottobrino e quanti l\u2019hanno vista crescere si incantano a guardarla, come sempre avviene. Ma stavolta con un sentimento diverso dall\u2019abituale perch\u00e9 i matrimoni si sono fatti rari e questo ha qualcosa di speciale, nel giro romano al quale anch\u2019io e i miei figli apparteniamo.<br \/>\nLa sposa si \u00e8 vestita di bianco e tra lei e Roberto c\u2019\u00e8 Marta, la bimba che hanno avuto tre anni addietro. In piedi lungo le pareti ci sono un centinaio di amici degli sposi, molti dei quali vivono in coppia ma quasi tutti senza matrimonio e alcuni circolano per la chiesa, dietro ai loro bimbi che corrono qua e l\u00e0. Sedute ai banchi ci sono le tenaci nonne della sposa e un altro centinaio di amici dei genitori degli sposi, timidamente fiduciosi che la bellezza di quanto avviene contagi i ragazzi che riempiono la chiesa.<br \/>\nCom\u2019\u00e8 avvenuto in fretta il trapasso da un\u2019umanit\u00e0 che incentrava sul matrimonio i riti della maggiore et\u00e0 e del distacco dai genitori a quest\u2019altra che si stacca pi\u00f9 tardi e quasi senza accorgersene, andando a convivere un poco per volta, ma d\u00e0 importanza soprattutto all\u2019arrivo dei figli e si sposa, se si sposa, quando matura il libero convincimento.<\/p>\n<p><strong>Al matrimonio <\/strong><br \/>\n<strong>in piena libert\u00e0<\/strong><br \/>\nPerch\u00e9 tutto oggi deve avvenire nell\u2019autenticit\u00e0 e in piena rispondenza tra ci\u00f2 che si sente e ci\u00f2 che si fa. Su questo chi potrebbe dargli torto?<br \/>\nDon Maurizio, prete scout (Francesca Romana \u00e8 animatrice dell\u2019AGESCI), pone la gi\u00e0 provvida e oggi lunare domanda: \u201cSiete venuti a celebrare il matrimonio senza alcuna costrizione, in piena libert\u00e0 e consapevoli del significato della vostra decisione?\u201d I genitori presenti ruminano sul fatto che da giovani avevano combattuto per quella \u201clibert\u00e0\u201d ed ecco che i loro figli quasi non sanno che farne. Davvero l\u2019umanit\u00e0 non riesce a sciogliere un nodo senza intrecciarne un altro.<br \/>\nSi direbbe che i nostri ragazzi secolarizzati per essere sicuri della piena libert\u00e0 aspettino a decidere quando pi\u00f9 nessuno si aspetta che lo facciano.<br \/>\nAbbiamo ascoltato la nuova formula del matrimonio: \u201cIo Roberto accolgo te, Francesca, come mia sposa\u201d. A me piaceva di pi\u00f9 \u201cprendo te\u201d. \u201cMa guarda che cosa mi viene in mente!\u201d mi sono detto pieno di gratitudine per la decisione di quei due ragazzi. Mi sono sempre piaciuti i matrimoni, anche quelli degli sconosciuti ma credo di non aver mai amato due sposi quanto Francesca e Roberto, come se si sposassero a nome della loro generazione.<br \/>\nUna gratitudine somigliante come goccia d\u2019acqua a quella che \u2013 alla preghiera dei fedeli \u2013 ha espresso Angelo, il pap\u00e0 della sposa, con questa intenzione che poi mi ha mandato per e-mail:<br \/>\n<em>Insieme con voi, cari amici che avete voluto condividere con noi questa giornata cos\u00ec bella e illuminata dal sole, vorrei pregare il Signore per il cammino che Francesca Romana, Roberto e Marta cominciano oggi in modo nuovo, insieme e senza perdere la propria individualit\u00e0. Un cammino che speriamo lungo, gioioso e ricco di frutti. <\/em><br \/>\n<em> <\/em><br \/>\n<strong><em>      Aperti <\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>      alle cose nuove<\/em><\/strong><br \/>\n<em>   Anche dinnanzi alle difficolt\u00e0 \u2013 perch\u00e9 tutte le realt\u00e0 importanti della nostra vita sono difficili \u2013 vivano con creativit\u00e0, fantasia e nella fiducia: meritandola e offrendola generosamente. Abbiano l\u2019esperienza della tua amicizia. Siano aperti alle cose nuove, all\u2019inedito con cui tu, o Signore, continui ogni giorno la creazione e prepari cieli nuovi e terre nuove. Si lascino guidare da una sana inquietudine e dallo spirito di ricerca attraverso il quale tu ci solleciti a non addormentarci, stanchi o pigri, ai margini della strada che dobbiamo percorrere.<\/em><br \/>\n<em>   Cerchino la tua Parola, scritta nel Libro e nascosta nei segni dei tempi e nella vita degli uomini: la Parola \u00e8 il dono pi\u00f9 importante, \u00e8 Dio stesso che si rivela (altro che le apparizioni, i messaggi, i miracoli, le leggi o i documenti&#8230;). <\/em><br \/>\n<em>   Nella societ\u00e0 dominata dal frastuono degli interessi egoistici e dei media asserviti al potere, siano attenti a riconoscerti e ascoltarti nel sussurro del vento leggero, nelle voci deboli e incerte. Non si tratta di una scelta minimalista, ma di una resistenza forte, talvolta eroica, perch\u00e9 non si ascolta la Parola se non si resiste al potere, ai soldi, alle apparenze, alle comodit\u00e0; e se non si crede che un mondo diverso, e migliore, \u00e8 possibile. Questo \u00e8, in fondo, il programma delle beatitudini.<\/em><br \/>\n<em>   Francesca Romana e Roberto vogliano sempre accogliersi l\u2019un l\u2019altro, alimentando e reinventando il loro amore ogni giorno e sappiano farsi prossimo di quanti incontreranno sulla loro strada, cominciando naturalmente da Marta. <\/em><br \/>\n<em>   Aiutali, o Signore, a comprendere in profondit\u00e0 che cosa significa amare l\u2019altro, gli altri come se stessi; e Dio al di sopra di tutto. <\/em><br \/>\n<em>   L\u2019amore, infatti, \u00e8 l\u2019unica cosa che conta veramente.<\/em><br \/>\n<em>   Trovino modo di migliorare un poco il mondo in cui vivono, riducendone l\u2019inquinamento di volgarit\u00e0 e di stupidit\u00e0; siano operatori di giustizia, di fraternit\u00e0 e di pace; e, giunti alla meta, siano diventati veramente come tu li hai immaginati fin dalla creazione dell\u2019universo.  <\/em><br \/>\n<em>   Tutte questo che invochiamo per loro vorremmo che tu lo concedessi anche a ciascuno di noi. Per questo ti preghiamo.<\/em><\/p>\n<p><strong>Le nozze sono scese <\/strong><br \/>\n<strong>al minimo storico<\/strong><br \/>\nFrancesca Romana e Roberto hanno fatto il matrimonio concordatario e il prete scout alla fine ha \u201cdato lettura\u201d degli \u201carticoli del Codice civile\u201d. Irene, invece, altra figlia d\u2019amici, si \u00e8 sposata in comune prima della nascita del bambino e Martina e Agnese, tutte sui trent\u2019anni, hanno fatto figli senza sposarsi affatto e questa \u00e8 anche \u2013 fino a oggi \u2013 la scelta di tante altre, presenti e no quel giorno a Santa Prisca.<br \/>\nDel resto la caduta dei matrimoni ce la raccontano le statistiche. Il rapporto ISTAT appena diffuso dice che nel 2004 sono riprese le nascite, che hanno fatto registrare 1,33 figli per donna (il tasso pi\u00f9 alto degli ultimi 15 anni), mentre i matrimoni sono al minimo storico: 250 mila contro i 312 mila del 1999. Nello stesso periodo i matrimoni religiosi sono scesi dal 79% al 68%.<br \/>\nSe queste novit\u00e0 non le cogli soltanto da una schermata del sito ISTAT, ma le vedi sulle facce delle giovani mamme con figli che in una chiesa partecipano a un rito di matrimonio, e sei il padre di una di loro, davvero hai la sensazione di un trapasso d\u2019epoca.<br \/>\nPerch\u00e9 il punto \u00e8 questo: i nostri figli e le nostre figlie che temono il matrimonio sono veri pap\u00e0 e vere mamme, spesso decisi ad avere pi\u00f9 di un figlio e magari \u00e8 proprio in funzione dei figli che alcuni si decidono alle nozze.<br \/>\nE\u2019 quanto hanno fatto \u2013 con il solo rito civile \u2013 Irene e Francesco, cinque mesi prima che nascesse Enrico e dopo un anno di convivenza. \u201c<em>Quando abbiamo deciso di metterci insieme<\/em> \u2013 racconta Irene \u2013 <em>Francesco era pi\u00f9 favorevole di me al matrimonio, io invece non ci pensavo e gliene ho fatto perdere la voglia. Ma quando siamo passati a vivere nella stessa casa sono stata io a parlarne. La prima finalit\u00e0 era quella di consolidare la nostra unione, poi veniva l\u2019intenzione di preparare una situazione pi\u00f9 sicura al bambino che stava arrivando. Ma in sostanza l\u2019abbiamo fatto per noi, come un momento bello, anche simbolico e di festa, perch\u00e9 la coabitazione era avvenuta quasi senza dirlo\u201d. <\/em><br \/>\nIl pap\u00e0 di Irene, Pasquale, commenta con grata ironia l\u2019evento tanto atteso: \u201c<em>Non ho potuto portarla all\u2019altare, ma almeno l\u2019ho accompagnata alla scrivania<\/em>\u201d.<br \/>\nCome Pasquale, come Angelo e come me, c\u2019\u00e8 un\u2019altra amica, di nome Pia, travolta dalla nonnitudine e sorpresa dalla difficolt\u00e0 dei figli al matrimonio. A lei \u00e8 capitato di diventare nonna ai Caraibi, dove la figlia Martina e il suo uomo vivono su una barca. Lui fa lo skipper per gli amanti della vela e si spostano da un\u2019isola all\u2019altra come nomadi del mare.<br \/>\nPia \u2013 che viene come me dalle campagne marchigiane \u2013 in vicinanza del parto \u00e8 partita risoluta per la Martinica, ha inseguito aerei, ha parlato lingue che non sapeva. E\u2019 tornata contenta e non solo perch\u00e9 il bimbo \u00e8 bellissimo ma \u201cperch\u00e9 ho visto che sono veramente genitori, si preoccupano del bambino\u201d.<br \/>\nPu\u00f2 bastare di meno per avvertire che un intero patrimonio emotivo si trasmette alle nuove generazioni per vie che non sappiamo e di colpo lo ritroviamo intero dove non sospettavamo che fosse arrivato. Basta che Matilde, compiendo 18 anni, ci dica una sera che \u00e8 in pensiero per Federico, che \u00e8 in giro in automobile da solo.<br \/>\nDice Pia: \u201c<em>Fanno troppe imprese nuove e temo che si smarriscano. Per\u00f2 vedo anche che sanno fare a meno di tante cose, pi\u00f9 di me. Questa capacit\u00e0 io l\u2019ammiro<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Non si sposano <\/strong><br \/>\n<strong>ma sono veri genitori<\/strong><br \/>\nIl bambino nato alla Martinica si chiama Coray, che nella lingua del posto significa \u201ccorallo\u201d. Un nome che viene dall\u2019emozione dei genitori alla vista di una barriera corallifera. Il nome non veicola sempre un\u2019emozione della coppia generante? Fu cos\u00ec che Isacco e Rebecca \u2013 che sentiva i figli che \u201csi urtavano nel suo seno\u201d \u2013 inventarono il nome del primogenito: \u201cUsc\u00ec il primo, rossiccio e fu chiamato Esa\u00f9\u201d (<em>Genesi<\/em> 25, 25).<br \/>\nCerto quella scelta della vita in mare \u2013 \u201c<em>Ma come potete pensare di tenere un bambino su una barca<\/em>?\u201d \u2013 l\u2019aveva contrariata non poco: \u201c<em>Mi sono ricreduta quando mi hanno confidato che il bambino l\u2019hanno voluto e ora dicono che vogliono dargli una sorellina in modo che crescano insieme. Ho capito che si pu\u00f2 stare insieme e si pu\u00f2 essere genitori in modo nuovo ma sempre serio<\/em>\u201d.<br \/>\nUn padre che si interroga ogni giorno sulla costellazione che sta sorgendo pu\u00f2 dire una parola alla Chiesa, in vista di una nuova misericordia? Come pensiamo di attirare questi ragazzi al matrimonio, se facciamo battaglie contro le coppie di fatto?<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><br \/>\nDa <em>Il Regno<\/em> 20\/2005<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesca Romana, figlia di cari amici, si sposa nella chiesa di Santa Prisca sull\u2019Aventino, un sabato di sole ottobrino e quanti l\u2019hanno vista crescere si incantano a guardarla, come sempre&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/le-coppie-di-fatto-e-l%e2%80%99attesa-di-una-nuova-misericordia\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Le coppie di fatto e l\u2019attesa di una nuova misericordia<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":9,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-1053","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1053","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1053"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1053\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1053"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}