{"id":1054,"date":"2009-02-18T16:59:27","date_gmt":"2009-02-18T15:59:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=1054"},"modified":"2009-02-18T16:59:27","modified_gmt":"2009-02-18T15:59:27","slug":"nipoti-che-nascono-e-figli-che-convivono","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/nipoti-che-nascono-e-figli-che-convivono\/","title":{"rendered":"Nipoti che nascono e figli che convivono"},"content":{"rendered":"<p>La figlia pi\u00f9 grande \u2013 Agnese \u2013 ci ha detto che avr\u00e0 presto un bambino. L\u2019ha detto con una certa solennit\u00e0, facendo in modo che fossimo tutti presenti e con il tono di chi fa una sorpresa. Anzi un regalo. Come un dono inaspettato il suo annuncio \u00e8 stato preso da tutti.<br \/>\nUn\u2019altra coppia giovane il bambino l\u2019ha appena avuto e il nonno \u2013 mio coetaneo \u2013 racconta la stessa emozione dei due ragazzi nel dare la notizia e \u2013 poi \u2013 la festosa partecipazione di tutti, nel giro giovanile, a quella nascita. \u201cVanno a vederlo e ci tornano pi\u00f9 volte, non finiscono di parlarne: e che sar\u00e0 mai?\u201d dice meravigliato.<\/p>\n<p><strong>Oggi si fa pi\u00f9 festa <\/strong><br \/>\n<strong>quando arriva un bambino<\/strong><br \/>\nNon c\u2019\u00e8 soltanto pi\u00f9 trepidazione \u2013 oggi \u2013 nei giovani genitori che danno la notizia, ma anche pi\u00f9 festa in quelli che la ricevono. Agnese racconta che c\u2019\u00e8 qualcuno che si commuove in modo inaspettato. Un\u2019amica ha pianto e le ha detto: \u201cTra tante notizie brutte, eccone finalmente una bella!\u201d<br \/>\nIo di figli ne ho avuti cinque e quel coetaneo che dicevo quattro, ma ci pare che non mettevamo tanto impegno nel dare la notizia di una vita nascente e nel festeggiarne l\u2019arrivo. Si direbbe che la nuova generazione faccia meno figli, ma ponga pi\u00f9 attenzione a essi. Forse non c\u2019\u00e8 perdita nel mutamento.<br \/>\nLa figlia che sar\u00e0 madre non \u00e8 sposata, ma \u00e8 accasata, come si sarebbe detto un tempo. Da due anni \u00e8 andata a vivere con il fidanzato, convinti ambedue che il matrimonio non aggiunga nulla alla decisione di unire le loro vite, e di metterne al mondo altre.<br \/>\nDa quella decisione sono venute sofferenze e discussioni. Sofferenze, mi pare, solo per noi genitori. E discussioni quiete, sapendo ognuno che le parole non avrebbero mutato il sentire altrui. Attenti dunque a tenerle su un registro basso. Il confronto sulle scelte di vita, del resto, durava \u2013 o incubava \u2013 da una decina d\u2019anni.<br \/>\nLa decisione di andare a vivere in coppia non era stata formalizzata in alcun modo. C\u2019era stato appena l\u2019annuncio di un fatto: \u201cVi ripeto per la terza volta che io entro il mese mi trasferisco da Paolo\u201d. Ne era venuta, come si dice, una coppia di fatto, cos\u00ec come ora ne vengono due genitori di fatto.<br \/>\nI fatti ci sono tutti. Mancano, almeno a met\u00e0, la formula e il rito.<br \/>\nC\u2019\u00e8 la coppia, intesa a una sua stabilit\u00e0. C\u2019\u00e8 la decisione condivisa d\u2019avere il figlio e l\u2019impegno a fargli spazio nella vita di coppia.<br \/>\nMa i due fatti \u2013 della coppia e del figlio \u2013 ricevono un diverso trattamento: si dice molto sul figlio, non si dice nulla sulla coppia. Quasi il contrario, mi parrebbe, rispetto alla tradizione, quando si festeggiava la costituzione della coppia e si dava come per scontato l\u2019arrivo dei figli.<br \/>\nSi direbbe che siano state cassate le parole \u201cio prendo te\u201d e l\u2019impegno a una fedelt\u00e0 duratura, \u201cnella gioia e nel dolore\u201d, per \u201ctutti i giorni della mia vita\u201d. Magari quel sentimento c\u2019\u00e8, o quantomeno \u00e8 invocato, ma non viene affermato. Manca un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 davanti alla comunit\u00e0. La si vuole anzi evitare, avvertendola forse come eccessiva, o almeno ridondante. Di certo come invasiva del privato.<\/p>\n<p><strong>Cade il rito della coppia <\/strong><br \/>\n<strong>resta quello del generare<\/strong><br \/>\nMolto viene meno dunque \u2013 rispetto a ieri \u2013 sul fronte della costituzione della coppia. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9, dicevo, sulla decisione d\u2019avere il figlio e sull\u2019annuncio del suo arrivo. Si direbbe che la dimensione sociale del patto \u2013 con qualcosa delle formule e dei riti che l\u2019accompagnavano \u2013 si sia spostata dalla scelta del partner alla decisione di mettere al mondo un figlio.<br \/>\nLa scelta del partner \u00e8 stata ricondotta al privato, deritualizzata e resa manifestamente provvisoria, sperimentale, ripetibile. La decisione del figlio \u00e8 stata invece caricata di significati aggiuntivi, almeno rispetto a ieri, quando toccava a essa di restare confinata nella sfera fattuale e privata.<br \/>\nQuei significati aggiuntivi non sono nuovi, si capisce, ma oggi vengono espressi in modo nuovo e comunicati con messaggi pur sempre privati, ma chiaramente finalizzati a raggiungere l\u2019insieme dei mondi vitali in cui i due sono inseriti, come a supplire \u2013 in parte, ma per una parte forse sostanziale \u2013 all\u2019esilit\u00e0 di significato precedentemente attribuito alla costituzione della coppia.<br \/>\nL\u2019annuncio del figlio viene a dare proiezione sociale a una convivenza che fino ad allora era intesa come fatto privato e ne segnala l\u2019intenzione a durare nel tempo. Almeno a una durata media, necessaria per l\u2019accompagnamento del bambino all\u2019et\u00e0 adulta.<br \/>\nQuant\u2019\u00e8 importante la comprensione di come comunicano gli uomini e le donne, tra loro e con la comunit\u00e0 di appartenenza! Ponendo mente alle novit\u00e0 della comunicazione, possiamo intendere qualcosa dei fatti nuovi che avvengono nel profondo.<\/p>\n<p><strong>Cercano innanzitutto <\/strong><br \/>\n<strong>la verit\u00e0 dei sentimenti<\/strong><br \/>\nComunicazione a parte, anche per quello che riguarda la fattualit\u00e0 della coppia mi pare di avvertire \u2013 nel comportamento dei nostri figli secolarizzati \u2013 qualche spostamento di accenti, rispetto alla generazione dei padri. Di nuovo cogliamo un calo di intensit\u00e0 nella costituzione della vita a due e un rafforzamento nella decisione per il figlio.<br \/>\nSi cerca di pi\u00f9 l\u2019autenticit\u00e0 dei sentimenti, come \u00e8 chiaro, rispetto a ogni intenzionalit\u00e0 su di essi. Li si vorrebbe ricondurre per intero al privato e al presente. Ma al momento del figlio il legame dei due sperimenta come un vistoso arricchimento di significati sia privati che pubblici. Ed ecco che l\u2019uomo, impegnandosi nella decisione comune per il figlio, si vincola al suo riconoscimento e anche a una sua presa in carico quotidiana che poteva essere puramente sottintesa \u2013 e magari pi\u00f9 facilmente elusa \u2013 nel rapporto tradizionale.<br \/>\nForse \u00e8 questo il significato complessivo dei mutamenti per quanto riguarda la fattualit\u00e0 della coppia: si persegue di meno la durata, ma si investe di pi\u00f9 nella corresponsabilit\u00e0 parentale.<br \/>\nE dal punto di vista cristiano, che c\u2019\u00e8 da dire? Qui la sfida \u2013 io credo \u2013 si fa seria.<br \/>\nQuando affermavo, sopra, che i fatti ci sono tutti \u2013 in questo travaglio dei nostri figli che si avviano a diventare padri e madri \u2013 pur nella mancanza, o nella nuova articolazione delle formule e dei riti, intendevo i fatti che sono nelle nostre mani. Perch\u00e9 tende a venire meno, anche nei ragazzi che hanno avuto un\u2019educazione cristiana, il raccordo di quel travaglio con l\u2019esperienza della fede.<br \/>\nSi tratta di un raccordo che risultava problematico anche per la generazione dei padri e delle madri che ora si avviano a divenire nonni. Ma che noi compivamo in un atteggiamento di obbedienza alla tradizione, che a suo modo era anche un affidamento, un qualcosa che somigliava, per analogia, all\u2019obbedienza di fede. Ed era comunque un fatto. Un fatto che ci inseriva in una tradizione, alla quale davamo continuit\u00e0, chiedendo a un tempo d\u2019esserne sostenuti.<\/p>\n<p><strong>\u201cGenerare genitori<\/strong><br \/>\n<strong>\u00e8 pi\u00f9 grande\u201d<\/strong><br \/>\nI nostri ragazzi secolarizzati momentaneamente accantonano il matrimonio e intenzionalmente separano quel che resta del loro cristianesimo dalla propria esperienza della coppia e del figlio.<br \/>\nQuesti ragazzi pregano quando sono con noi, anche se \u2013 forse \u2013 non pregano pi\u00f9 da soli.<br \/>\nE\u2019 certo che da soli non praticano pi\u00f9, ma partecipano volentieri a iniziative del tipo <em>Pizza e Vangelo<\/em> (\u00e8 una lettura familiare del libro di Luca, cui invitano cugini, fidanzati e coetanei), cio\u00e8 si fanno la domanda sulla figura di Ges\u00f9. Ma sono ben decisi a sottoporre a verifica ogni cosa ricevuta.<br \/>\nPraticamente verificano tutto e al momento \u2013 e in maggioranza \u2013 non appaiono disponibili a <em>obbedire<\/em> a nulla di quanto hanno ricevuto, in forza del solo fatto d\u2019averlo ricevuto. Non a caso qualcuno di loro si apparenta, quando esce a manifestare, a quelli che hanno scelto di chiamarsi <em>disobbedienti<\/em>.<br \/>\nCome nell\u2019amore, anche nella fede a verit\u00e0 del sentimento \u00e8 il loro unico faro. A esso si tengono aggrappati.<br \/>\nMi resta da dire i sentimenti con cui attendo il figlio di mia figlia: che sono belli e grandi, pur nella novit\u00e0 certo sorprendente della costellazione che vedo salire all\u2019orizzonte.<br \/>\nPrendo in prestito da Enrico Peyretti le parole per dirli in breve, quei sentimenti: <em>Generare fu grande \/ ci rese pari ai genitori \/ aver generato genitori \u00e8 pi\u00f9 grande \/ ci rende pari agli antenati<\/em>.<br \/>\nAmo le foto in cui sono con tutti i figli. Mi piace averli intorno alla tavola. \u201cPap\u00e0, ti senti un patriarca?\u201d mi chiedono argute le ragazze. Penso che tutto \u2013 della vita \u2013 mi piacer\u00e0 di pi\u00f9 quando avr\u00f2 avuto i nipoti.<br \/>\nVedere i figli dei figli \u00e8 il dono pi\u00f9 grande, dopo quello della paternit\u00e0. Ti provoca a un nuovo allargamento dell\u2019anima. Ed \u00e8 un raggiungimento che si compie nella totale gratuit\u00e0: ti avviene.<br \/>\nQuando diventi padre, sei attore dell\u2019evento. Esso ti supera, ma tu lo conduci.<\/p>\n<p><strong>Un figlio lo fai <\/strong><br \/>\n<strong>un nipote invece lo ricevi<\/strong><br \/>\nQuando invece nasce un figlio a tua figlia, tu semplicemente ricevi. Una condizione forse migliore per lasciarsi guidare a un mutamento del cuore, senza troppa resistenza.<br \/>\nTutto ci\u00f2 pu\u00f2 essere detto con semplicit\u00e0. \u201cMi piace, ne sono entusiasta\u201d ha risposto Adriano Sofri \u2013 dal triste carcere di Pisa \u2013 a una domanda sul diventare nonno, che gli sta capitando ora, alla mia stessa et\u00e0.<br \/>\n\u201cGener\u00f2 figli e figlie\u201d ripete la <em>Genesi<\/em> di ciascuno dei patriarchi. Quel titolo di merito non muta per il fatto che i figli d\u2019oggi dicono diversamente ci\u00f2 che fanno, o forse semplicemente posticipano il matrimonio.<br \/>\nDunque i miei sentimenti rendono onore ai fatti, pur nel mutamento dei riti e delle formule. E chiedono allo Spirito le parole per attestare alla nuova generazione che la benedizione del Signore \u00e8 su ogni uomo e ogni donna che si amano e \u2013 in obbedienza all\u2019amore \u2013 si aprono all\u2019accoglienza della vita nascente.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli  <\/strong><br \/>\nDa <em>Il Regno<\/em> 12\/2004<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La figlia pi\u00f9 grande \u2013 Agnese \u2013 ci ha detto che avr\u00e0 presto un bambino. 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