{"id":1061,"date":"2009-02-28T10:06:21","date_gmt":"2009-02-28T09:06:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=1061"},"modified":"2010-11-21T21:31:14","modified_gmt":"2010-11-21T21:31:14","slug":"il-concilio-nella-nostra-storia-presenza-del-vaticano-ii-nell%e2%80%99italia-di-oggi","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/il-concilio-nella-nostra-storia-presenza-del-vaticano-ii-nell%e2%80%99italia-di-oggi\/","title":{"rendered":"Il Concilio nella nostra storia: presenza del Vaticano II nell\u2019Italia di oggi"},"content":{"rendered":"<p>1. Proviamo a guardare al Concilio dall\u2019esterno e retrospettivamente, come lo pu\u00f2 vedere un uomo del nostro tempo. Non voglio dire un uomo della strada. Io sono un lavoratore della comunicazione, un addetto alla comunicazione. Rispetto all\u2019evento conciliare e rispetto alla vita interna della Chiesa sono un osservatore esterno, anche se personalmente partecipe. Quindi conservo un certo distacco.<br \/>\nA quarantacinque anni dall\u2019avvio del Concilio, a quarantadue anni dalla sua conclusione mi pongo la domanda: che cosa ha portato nella storia d\u2019Italia? Che mutamenti, che semi, che segni ha lasciato? E che cosa ha colto l\u2019umanit\u00e0 contemporanea di quel messaggio, di quell\u2019evento, di quei documenti? Le quattro generazioni che hanno sperimentato e recepito l\u2019evento conciliare che cosa hanno colto? Quali frutti sono venuti? Nel 1985, Giovanni Paolo II convoc\u00f2 un sinodo per fare il punto vent\u2019anni dopo. E questo sinodo defin\u00ec il Concilio \u201cmassima grazia del secolo ventesimo\u201d, definizione molto bella. Che frutti ha dato quella massima grazia? Mi sforzo di dare un\u2019immagine completa e tento di farlo con otto \u201csguardi\u201d o flash o immagini, dalla pi\u00f9 semplice alla pi\u00f9 complessa, dei diversi aspetti dell\u2019opera e del messaggio conciliare. E per ognuna di queste immagini cercher\u00f2 di dire che cosa \u00e8 andato bene., che cosa ha dato frutto, che cosa non lo ha dato o lo ha dato solo parziale o \u00e8 ancora da attendere. Come le novit\u00e0 conciliari sono state percepite dal nostro popolo, dalla comunit\u00e0 nazionale italiana? Non voglio dire solo dalla Chiesa, ma anche dai non-credenti, da coloro che guardano la Chiesa dall\u2019esterno come anche dall\u2019interno.<\/p>\n<p>2. Prima immagine: la pi\u00f9 semplice. <span style=\"text-decoration: underline;\">Il Concilio ha riformato la liturgia<\/span>. Ha girato gli altari, ha introdotto nelle celebrazioni le lingue parlate, ha rinnovato i riti, ha promosso le concelebrazioni. Questa \u00e8 la prima immagine che io colgo, la novit\u00e0 pi\u00f9 semplice, quella che hanno colto tutti e che non \u00e8 sfuggita a nessuno. Chi al tempo era gi\u00e0 adulto l\u2019ha vissuta come un evento straordinariamente forte, efficace. Alcuni hanno anche reagito con disappunto, con nostalgia del vecchio rito. Ma anche chi non era partecipe alla vita ecclesiale ha percepito che la Chiesa cambiava lingua: parlava le lingue moderne, modificava i suoi gesti liturgici. Sono stati modificati anche gli edifici storici. Se ne accorge chi vede in televisione la diretta di una messa domenicale, chi segue una celebrazione papale, chi accende il televisore magari durante la sede vacante, dopo la morte del papa e vede il vangelo posato sulla bara del papa, vede il vento che sfoglia il vangelo, sente proclamare il vangelo in italiano. Ecco, tutto questo \u00e8 nuovo e non \u00e8 sfuggito a nessuno. Che possiamo dire di questa prima immagine di grande mutamento, il pi\u00f9 semplice a cogliere? Certamente \u00e8 riuscito. Ora noi abbiamo la grande attualit\u00e0 del <em>motu proprio<\/em> con il quale il papa ha facilitato l\u2019uso del vecchio messale. Ebbene la pubblicazione di questo documento \u00e8 l\u2019occasione per riflettere. \u00c8 stata un\u2019occasione anche per una valutazione statistica: in Italia erano soltanto una trentina le celebrazioni secondo il vecchio rito autorizzate dal vescovo su domanda di gruppi di fedeli. Con la nuova normativa si prevede che possano essere il doppio: invece che trenta, potrebbero essere sessanta. Gli esperti non prevedono di pi\u00f9. Se si pensa che in Italia ogni domenica si celebrano oltre centomila messe, sessanta su centomila non hanno rilevanza statistica. La novit\u00e0 liturgica \u00e8 stata non soltanto ben percepita da tutti, anche all\u2019esterno della Chiesa, ma ha incontrato disappunto, disapprovazione, ha provocato nostalgie in pochissime persone. \u00c8 quindi uno degli elementi riusciti, almeno come fatto. La riforma liturgica ha avuto esito, con qualche sbandata, con qualche sbavatura, con qualche eccesso, ma nella sostanza con molta dignit\u00e0, con molta efficacia. Ha cambiato il nostro modo di pregare quotidiano e siamo, anche in Italia, abbastanza ben messi per poter accettare questa novit\u00e0.<\/p>\n<p>3. Seconda immagine di cambiamento. <span style=\"text-decoration: underline;\">Il Concilio ha modificato l\u2019immagine, la figura degli uomini di Chiesa<\/span>. Non voglio dire che ha modificato la Chiesa, che sarebbe un\u2019affermazione eccessiva; non voglio dire che ha modificato il ministero, le attivit\u00e0 degli uomini di Chiesa, il modo di esercitare la missione che gli uomini di Chiesa svolgono. Dico che ha modificato l\u2019immagine, come \u00e8 percepita. Per essere pi\u00f9 preciso: a seguito del Concilio \u00e8 profondamente cambiata l\u2019immagine papale. Questo \u00e8 facile ad analizzare. Ma anche \u00e8 cambiata la figura &#8211; qui immagine e figura si possono usare come sinonimi &#8211; del vescovo e del prete e anche del religioso. E sono sorte figure nuove: il diacono permanente, il lettore, l\u2019accolito. Non tutto \u00e8 stato consequenziale, non si \u00e8 coerentemente riformato tutto il settore dei ministeri. Tanti sinodi hanno chiesto a Giovanni Paolo II di rivedere le norme riguardanti i ministeri ordinati, lui per\u00f2 non lo ha fatto. Ha fatto leggere le donne nelle celebrazioni papali. Era un papa \u201cempirico\u201d, non modificava le regole e quindi le norme sui ministeri non sono cambiate. Le donne sono escluse formalmente dal ministero del lettorato, per\u00f2 ci sono di fatto. Quindi qui siamo in una situazione di mezzo, di passaggio in cui c\u2019\u00e8 una prassi diversa, ma le regole sono ancora quelle antiche. Tornando agli uomini di Chiesa &#8211; e gi\u00e0 l\u2019espressione \u201cuomini di Chiesa\u201d ci dice che la donna vi ha poco spazio &#8211; riconosciamo che la figura del papa, la figura del vescovo, la figura dei sacerdoti sono profondamente cambiate. Mi fermo un attimo su quella del papa. Abbiamo visto che i papi sono scesi dal loro trono, hanno abbandonato i flabelli, la corte, la sedia gestatoria. Il movimento va verso il liberarsi di quella pesante eredit\u00e0 simbolica, rituale, di apparato che, come c\u2019era attorno alla figura del papa, c\u2019era attorno alla figura del vescovo. I cardinali avevano 15 metri di coda! Tutte queste cose sono state sfrondate, liberate. Si \u00e8 andati all\u2019essenza: il papa oggi si comporta come un vescovo. Celebra. I papi non celebravano, assistevano alle celebrazioni. Ora celebra con il popolo. Il prima papa a celebrare con il popolo \u00e8 Paolo VI. Neanche Giovanni XXIII celebrava: all\u2019apertura e alla chiusura della prima sessione del Concilio celebrava un cardinale e lui assisteva, perch\u00e9 i papi non celebravano. \u00c8 cambiato tutto.<br \/>\nPoi il papa \u00e8 uscito dal Vaticano, \u00e8 andato per il mondo; \u00e8 andato persino a sciare, si \u00e8 lasciato fotografare sulla montagna, in abiti non pontificali, si \u00e8 curato negli ospedali. Prima, se il papa doveva essere operato, si montavano le sale operatorie in Vaticano. Vedete: sono cose che noi quasi non valutiamo, ci sembrano ovvie, eppure non lo sono. Pio XII non lo possiamo immaginare che va sciare o che viene fotografato in abiti borghesi. Non \u00e8 pensabile: ed \u00e8 subito prima del Concilio.<br \/>\nMa questi sono tutti aspetti piuttosto esterni. \u00c8 cambiata l\u2019immagine papale anche nell\u2019operare del papa: oggi egli \u00e8 meno il capo della Chiesa, il governo, \u00e8 minore la sua attivit\u00e0. Egli \u00e8 pi\u00f9 apostolo, va per il mondo, predica, incontra la gente, non governa la Chiesa a tavolino. E poi il papa recupera per intero la sua dimensione umana, cio\u00e8 il papa \u00e8 un polacco, \u00e8 un tedesco. Non si spersonalizza. Secondo la tradizione della controriforma tridentina il papa non era neanche pi\u00f9 neanche italiano, anche se erano tutti italiani. Pio XII quando riceveva i pellegrinaggi italiani diceva \u201cla vostra bella patria\u201d; lui non si considerava italiano, era il papa. Invece Wojtyla e Ratzinger si considerano potentemente polacco e tedesco. E questa \u00e8 una modifica profonda.<br \/>\nE mantengono le loro attitudini, le loro idiosincrasie, le loro passioni. Papa Wojtyla ha pubblicato poesie da papa. Non avveniva pi\u00f9 dal Quattrocento che un papa pubblicasse opere letterarie. Benedetto XVI pubblica libri di teologia. Lui \u00e8 un teologo e continua a fare il teologo, aveva iniziato un libro prima di diventare papa e da papa lo pubblica, adesso fa il secondo volume e dice \u201cognuno mi pu\u00f2 contraddire\u201d. Ecco, \u00e8 cambiata la figura papale: il papa si ricomprende come un cristiano chiamato ad un particolare ruolo. Non pi\u00f9 quell\u2019immagine staccata, angelica, bianca, irraggiungibile che era il papa della tradizione tridentina. Il papa \u00e8 sceso dal suo trono e non si torna indietro. Papa Ratzinger \u00e8 molto diverso da papa Wojtyla, ma come papa Wojtyla esprime le sue opinioni. Si muove da Joseph Ratzinger, non diventa completamente Benedetto XVI come invece i papi facevano nella tradizione prima del Concilio. Se non ci fosse stato il Vaticano II questo non sarebbe stato possibile: \u00e8 stata la valorizzazione della figura episcopale operata dal Vaticano II ed \u00e8 stata la scelta di papa Montini di firmare i documenti conciliari con la dicitura \u201cvescovo di Roma\u201d. Sono state queste premesse a portare i papi a riscoprire la loro dimensione episcopale: ad usare la mitria invece della tiara, ad avere la croce, il pastorale simile al pastorale del vescovo. Prima tutto questo non c\u2019era: il papa non aveva nulla, non aveva il pastorale e non aveva la croce, tranne quando apriva la porta santa o proclamava i dogmi. La croce astile, cio\u00e8 su un\u2019asta, che ora usa il papa \u00e8 il segno della sua acquisizione della funzione episcopale. Non tutto \u00e8 completo di questo mutamento, ma noi abbiamo capito in che direzione ci si muove, anche se \u00e8 appena agli inizi. \u00c8 stato significativo nella figura papale, un po\u2019 meno incisivo nella figura episcopale e sacerdotale; ma vediamo che \u00e8 avviata la ricomprensione dei ministeri ordinati come funzione del popolo di Dio, e non come casta separata, ruoli staccati e al di sopra della comunit\u00e0. E questo \u00e8 portato dal Concilio.<\/p>\n<p>4. Terza immagine. <span style=\"text-decoration: underline;\">Il Concilio ha spostato &#8211; nella percezione collettiva &#8211; la collocazione culturale, sociale e politica della Chiesa Cattolica<\/span>. Attenzione: nella percezione collettiva. Non voglio dire che ha spostato la posizione della Chiesa di fatto e sempre e in tutti i settori, ma nella percezione collettiva s\u00ec. La Chiesa era percepita globalmente come appartenente al blocco conservatore: magari non era giusto ma veniva percepita cos\u00ec. La Chiesa difendeva la propriet\u00e0 privata. Certo, difendeva anche i diritti dei lavoratori, ma nell\u2019opinione pubblica, collettivamente, globalmente era percepita come un\u2019alleata della propriet\u00e0, del blocco conservatore; percepita in atteggiamento di contrasto con molte acquisizioni delle societ\u00e0 democratiche e pluraliste. Questa percezione \u00e8 cambiata ed \u00e8 un frutto del Concilio.<br \/>\nRiassumo questo concetto con un\u2019istantanea: Giovanni Paolo II che il 14 novembre 2002 parla a Montecitorio alle Camere riunite. E\u2019 la prima volta che un papa visita il parlamento italiano, quindi non si pu\u00f2 fare un paragone. Neanche Paolo VI e quindi non sono possibili paragoni. Bene che succede? E\u2019 l\u2019ultima apparizione pubblica significativa di Giovanni Paolo II, che cammina col bastone, anche se poi incominciano a portarlo. Fa quattrocento metri con il suo bastone e poi tiene quel discorso cos\u00ec impegnato, cos\u00ec forte. Anche se la parola gli \u00e8 gi\u00e0 diventata faticosa, parla per pi\u00f9 di un\u2019ora con grande forza. Ebbene, la destra del nostro parlamento lo applaudiva sui temi della vita, della famiglia e della libert\u00e0 di educazione; e la sinistra lo applaudiva sui temi della giustizia, della pace, dell\u2019accoglienza degli stranieri e del segno di clemenza per i carcerati. Quella immagine del papa che parla a Montecitorio ci dice lo spostamento nella percezione collettiva prodotta dal Concilio: la Chiesa si \u00e8 spostata come collocazione culturale, sociale, politica. Apparteneva al blocco conservatore e si \u00e8 portata al centro. Per una serie di questioni sembra alleata della sinistra e per un\u2019altra serie di questioni sembra alleata della destra. Se nel nostro parlamento fosse potuto andare un papa prima del Concilio, probabilmente non sarebbe successo questo. Probabilmente non ci sarebbe stata questa equa ripartizione di applausi sui singoli temi e i papi non sono andati perch\u00e9 erano percepiti come appartenenti ad uno schieramento. Non perch\u00e9 il parlamento italiano fosse nemico del papa &#8211; c\u2019\u00e8 stata pure la grande maggioranza democristiana, per diversi anni -, ma perch\u00e9 la Chiesa era percepita come appartenente ad uno schieramento. Quando questa percezione \u00e8 cambiata, questo incontro \u00e8 potuto avvenire. Questo \u00e8 un frutto del Concilio. Altro elemento in cui si pu\u00f2 evidenziare lo spostamento della Chiesa nella percezione dell\u2019opinione pubblica sono i riconoscimenti sugli errori del passato che sono in parte nei documenti conciliari e che sono poi stati sviluppati da Giovanni Paolo II nella Giornata del Perdono giubilare. La Chiesa del Vaticano II non \u00e8 pi\u00f9 quella che resisteva alla scienza, quella che ricorreva al braccio secolare per avere sostegno nelle sue posizioni sulla scena pubblica,  quella che benediva gli eserciti schierati in battaglia, che discriminava i non-appartenenti alla propria compagine. E\u2019 una Chiesa che chiede perdono per quei comportamenti. Ecco: questo \u00e8 un riposizionamento.<\/p>\n<p>5. Quarta immagine. <span style=\"text-decoration: underline;\">Il Concilio ha proclamato &#8211; in mezzo a mille contrasti ma conclusivamente e con una certa forza &#8211; che i cristiani devono essere amici degli ebrei e ha avviato un cammino di riavvicinamento<\/span>. Questo in Italia lo percepiamo poco; non lo percepiamo abbastanza perch\u00e9 abbiamo una comunit\u00e0 ebraica antichissima ma minima, la comunit\u00e0 ebraica pi\u00f9 antica d\u2019Europa, ma una delle pi\u00f9 piccole. E lo percepiamo a livello intellettuale perch\u00e9 leggiamo, perch\u00e9 ci informiamo, ma quasi mai incontriamo ebrei nella nostra vita quotidiana. Per\u00f2 sappiamo che nel mondo di ebrei ce ne sono tanti e sappiamo che problema c\u2019\u00e8, quanto \u00e8 grande, quanto lo \u00e8 stato storicamente. Quando Giovanni Paolo II \u00e8 andato nella sinagoga di Roma, quando \u00e8 andato al Muro del Pianto a Gerusalemme nell\u2019anno 2000, quando ha chiesto perdono per il maltrattamento degli ebrei, tutta la nazione italiana si \u00e8 accorta di questo atteggiamento. Abbiamo visto il rabbino Toaff abbracciare il papa: senza il Concilio non avrebbe potuto avvenire, storicamente, questa immagine non esisteva. Il papa al Muro del Pianto ha pregato non assieme, ma nello stesso luogo e subito prima e subito dopo del rabbino e hanno pregato con un salmo ciascuno, cio\u00e8 con le stesse preghiere. Anche questo prima non era pensabile. Per rendere efficacemente questa situazione potrei citare due espressioni dialettali: una che riguarda il paese dove sono nato io, Recanati nella Marche, e una che riguarda il paese dove \u00e8 nata mia moglie, Nerviano in provincia di Milano, due luoghi ben distinti. A Nerviano in provincia di Milano per dire che una persona \u00e8 intrattabile, un poco di buono, un asociale, un pericoloso, si diceva che era un ebreo. Si diceva: \u201ce che sei? Un ebreo?\u201d. I genitori quando che non riuscivano a farsi intendere da un figlio, perch\u00e9 non andava pi\u00f9 a messa, dicevano: \u201cche sei? Ebreo?\u201d. Nelle Marche la cosa \u00e8 ancora pi\u00f9 forte. A Recanati, quando c\u2019\u00e8 la processione del Venerd\u00ec Santo &#8211; una processione in costume, molto tipica, molto tradizionale, ancora molto fastosa, che risale al Seicento &#8211; ci sono degli incappucciati che scortano Cristo che porta la croce e questi incappucciati sono chiamati <em>cangiudei<\/em> che vuol dire \u201ccani giudei\u201d. E <em>cangiudeo<\/em> nel linguaggio popolare vuol dire il cattivo, il perfido: \u201cL\u2019ha trattato come un cangiudeo\u201d, \u201cSi \u00e8 comportato come un cangiudeo\u201d. Neanche lo sanno le persone cosa dicono perch\u00e9 l\u00ec ebrei non ce ne sono, \u00e8 un\u2019immagine, diciamo, di teatro. Non \u00e8 antisemitismo, ma \u00e8 il retaggio di un atteggiamento di diffidenza, avversione, inimicizia. Il Concilio ha sgomberato il campo da questo.<\/p>\n<p>6. Quinta immagine del cambiamento. Ha voluto <span style=\"text-decoration: underline;\">il riavvicinamento tra Chiese cristiane e le altre religioni<\/span>. Anche questo in Italia lo vediamo poco. Perch\u00e8 in Italia di Chiese cristiane non cattoliche fino ad ora c\u2019erano solo i valdesi, i valdo-metodisti. Ma li si conosceva soltanto nelle valli valdesi, a Roma, a Milano, in altre grandi citt\u00e0 &#8211; a Firenze, a Bologna \u2013 e in qualche piccolissima comunit\u00e0. Nel resto del paese non c\u2019erano. Adesso, con l\u2019immigrazione dai paesi dell\u2019Est europeo, ci sono gli ortodossi e cominciamo a sentire il problema anche nella quotidianit\u00e0. Prima era un problema degli intellettuali, che avevano percepito come sul pianeta, al di fuori dell\u2019Italia, questa fosse una grande questione. Ora i cristiani cessano di combattersi, cercano di intendersi, cercano di avvicinarsi, di superare i contrasti del passato. Questo \u00e8 una conseguenza del Concilio. Quando vediamo i raduni ecumenici (magari in occasione dei viaggi papali nel mondo) oppure quando si riuniscono le Conferenze o le Assemblee del Consiglio Ecumenico delle Chiese e vediamo che sono rappresentate tutte le Chiese e ci sono gli orientali con quei loro copricapi caratteristici, ci sono i luterani, ci sono i calvinisti che ormai vestono in abiti non ecclesiastici e hanno anche le donne ministro. Oggi si fanno queste grandi riunioni e si prega insieme. Quando Giovanni Paolo II convocava le giornate di Assisi e c\u2019erano anche i non cristiani, tutti i cristiani pregavano finalmente insieme il Padre nostro. Non si era mai visto, non era mai avvenuto, non era mai stato possibile. E questo \u00e8 un frutto del Concilio. Pensate quale sarebbe oggi la nostra difficolt\u00e0 nell\u2019indebolimento che hanno tutte le Chiese nel nostro mondo, europeo ed occidentale, che si va allontanando dalla tradizione cristiana. Pensate che difficolt\u00e0 enorme avremmo se ancora stessimo a combatterci tra cattolici, ortodossi, luterani, calvinisti come abbiamo fatto per tanti secoli. Pensate alla provvidenzialit\u00e0 che questo combattimento sia stato sostanzialmente disinnescato proprio a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Quando Giovanni XXIII pensa al Concilio, non si percepiva la crisi cristiana che noi oggi abbiamo davanti agli occhi. Ebbene, se non si fossero fatti quei passi, se non si fosse disinnescata l\u2019inimicizia, oggi noi ci troveremmo a far fronte alla secolarizzazione essendo ancora divisi gli uni dagli altri e in lotta tra di noi. Ancora, pensate che cosa sarebbe il problema di incontrare e fare i conti con l\u2019Islam, un interlocutore cos\u00ec difficile, cos\u00ec aspro, intrattabile a volte, se il Concilio non ci avesse preparati ad interloquire, a parlare con tutti, anche con gli islamici; se avessimo mantenuto tutte le prevenzioni che avevamo prima e ci fossimo trovati con l\u2019Islam in casa essendo assolutamente impreparati, avendo ancora la mentalit\u00e0 dei secoli in cui eravamo lontani, quando ognuno stava a casa propria e loro pensavano il peggio di noi e noi il peggio di loro. Dico di pi\u00f9 e stringo questo ragionamento ad una data: la provvidenzialit\u00e0 che Giovanni Paolo II sia entrato in una moschea il 5 giugno del 2001, esattamente tre mesi prima dell\u201911 settembre. Dopo l\u201911 settembre probabilmente non sarebbe stato pi\u00f9 possibile, sarebbe stato percepito come un gesto provocatorio. Per fortuna questo papa profeta ci \u00e8 entrato prima, ha creato un precedente e cos\u00ec \u00e8 potuto andare in una moschea anche Benedetto XVI. Questa \u00e8 la Provvidenza che guida questi gesti e questi gesti non potevano avvenire senza il Vaticano II.<\/p>\n<p>7. Sesta immagine di mutamento. <span style=\"text-decoration: underline;\">Il Concilio ha voluto il dialogo con gli uomini di buona volont\u00e0 e ha creato i presupposti e le motivazioni perch\u00e9 i cristiani collaborassero con gli uomini di buona volont\u00e0 in un lavoro comune a difesa e promozione della pace<\/span>. Nell\u2019ultima marcia Perugia-Assisi c\u2019erano, secondo la mia stima, forse 40.000 persone. Sono tante, non pagate da nessuno, arrivate da tutta Italia. Benedetto XVI ha inviato un messaggio di saluto. Questa marcia \u00e8 fatta al 90% da cattolici: sono gli scout dell\u2019AGESCI, sono le ACLI, \u00e8 la Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio, sono le organizzazioni del volontariato, sono i giovani di Azione Cattolica. Ma poi si intreccia, in questa marcia, tutto il mondo laico, i Verdi, i radicali.<br \/>\nIo sono andato diverse volte a questa marcia, non per marciare, ma perch\u00e9 l\u00ec avvengono anche dei dibattiti, delle presentazioni, come un dibattito, organizzato dalle ACLI la sera prima della marcia, a quarant\u2019anni dalla <em>Popolorum Progressio<\/em>. Ebbene, un contesto di questo genere non era pensabile prima del Concilio. Nel 2003, quando c\u2019era la grande discussione per cercare di evitare la guerra all\u2019Iraq, Giovanni Paolo II gridava \u201cMai pi\u00f9 la guerra!\u201d. Ebbene, si tennero grandi manifestazioni per la pace in tutto il mondo: a Tokyo, a New York, a Londra, a Roma, pi\u00f9 volte lungo tutta quella primavera. E Giovanni Paolo II era contento di queste manifestazioni: le interpretava come un segno della maturazione della idea di pace tra i popoli, come un segno di speranza per il futuro. E quando indiceva le giornate di digiuno per la pace contro l\u2019ipotesi della guerra e dichiaravano di aderire anche non credenti, lui era contento e ringraziava quelli che avevano aderito. Questo atteggiamento di disponibilit\u00e0 a collaborare con gli uomini di buona volont\u00e0 nella promozione della pace \u00e8 un frutto della <em>Gaudium et Spes<\/em> in specie e del Concilio in generale.<\/p>\n<p>8. Settima immagine di novit\u00e0. <span style=\"text-decoration: underline;\">Il Concilio ha riconosciuto la libert\u00e0 religiosa<\/span>. Ho detto che si andava dalla cosa pi\u00f9 semplice, che era la novit\u00e0 liturgica, alle pi\u00f9 complesse. Bisogna porsi a livello universitario, ci vuole riflessione, bisogna essere informati, per capire bene cos\u2019\u00e8 la libert\u00e0 religiosa. Ora che ci scontriamo con l\u2019Islam iniziamo a capirlo perch\u00e9 vediamo cos\u2019\u00e8 la mancanza di libert\u00e0 religiosa, l\u2019oppressione nel campo della fede. Ma noi questi problemi li abbiamo superati e quindi per noi sono difficili da intendere. Riassumo con due frasi il cambiamento che c\u2019\u00e8 stato su questo tema. Nel Sillabo, un documento di Pio IX a met\u00e0 dell\u2019Ottocento, c\u2019\u00e8 scritto: \u201cSia anatema &#8211; cio\u00e8 sia scomunicato &#8211; chi afferma che si possa cambiare religione per seguire il convincimento personale\u201d. E Benedetto XVI, ricevendo l\u2019inter-parlamentare democratico-cristiano, afferma: \u201c\u00c8 un diritto fondamentale dell\u2019uomo quello di cambiare religione\u201d. Il contrario. Nell\u2019Ottocento la Chiesa resisteva all\u2019idea della libert\u00e0 religiosa e condannava il diritto di cambiare religione. Adesso la Chiesa che si scopre nella sua dimensione universale e che subisce l\u2019aggressione degli ind\u00f9 in India contro le conversioni al cattolicesimo e che subisce le <em>fatwa<\/em> islamiche contro la conversione di islamici al cristianesimo e al cattolicesimo, la Chiesa rivendica la libert\u00e0 di religione e scopre il valore della libert\u00e0 religiosa. Questo mutamento non era possibile senza il Vaticano II. Con il Concilio, la Chiesa Cattolica ha avviato quello che Joseph Ratzinger in un libro-intervista ha definito \u201cil grande balzo nel presente\u201d. Non lo ha completato: lo ha avviato. Quando noi ci stupiamo leggendo come si comportano gli islamici nei confronti di coloro che abbandonano la religione islamica e si convertono al cristianesimo, dobbiamo riflettere sul fatto che noi facevamo lo stesso: anche noi condannavamo l\u2019apostata, colui che abbandona la propria religione. Il cambiamento di atteggiamento \u00e8 venuto appunto dal Concilio con il documento sulla libert\u00e0 religiosa.<\/p>\n<p>9. Ultima immagine di cambiamento: la pi\u00f9 difficile a descrivere e anche quella meno riuscita. <span style=\"text-decoration: underline;\">Il Concilio ha promosso partecipazione e concertazione all\u2019interno della Chiesa<\/span>. Questo \u00e8 stato realizzato abbastanza: sono nati consigli, conferenze episcopali, sinodi, convegni, comitati. \u00c8 come se la convocazione del Concilio fatta da Giovanni XXIII non fosse mai cessata, come se la Chiesa fosse rimasta in stato di concilio permanente. I vescovi sono tornati a casa, per\u00f2 ogni tre anni si riuniscono i sinodi, le conferenze episcopali si radunano una o due volte all\u2019anno, nelle diocesi si fanno i sinodi locali. Bene, tutto questo lavorare, ricercare, studiare, discutere \u00e8 un prolungamento della convocazione conciliare. Io amo vederlo cos\u00ec. E lo vedo come un elemento di salute nella crisi che subisce il nome cristiano oggi nel nell\u2019Occidente sviluppato, un elemento di forza. Noi stiamo svegli sui problemi della fede, non ci acquietiamo. Questo \u00e8 un buon segno e lo si vede in tutta questa elaborazione. Ma questo \u00e8 anche il punto, tra gli otto, dove il risultato \u00e8 stato pi\u00f9 parziale, solo iniziale. Perch\u00e9 questa partecipazione e concertazione che parte dal Concilio avrebbe dovuto realizzare, dare corpo e consistenza fattuale alla pari dignit\u00e0 di tutti i battezzati affermata dal Concilio, affermata dal Vangelo, fondata sul Vangelo. \u201cUno solo \u00e8 il Signore e voi siete tutti fratelli\u201d dice Ges\u00f9. Il Vaticano II parla di pari dignit\u00e0 di tutti i membri della Chiesa: questa non \u00e8 stato realizzata, non \u00e8 ancora realizzata. Non voglio dire che non verr\u00e0 realizzata; no: \u00e8 ancora da realizzare. Se uno mi chiedesse dove il Concilio \u00e8 meno attuato io direi in questo punto. Per\u00f2 lo affermerei nel senso dei un impegno da portare avanti, non di sfiducia nella realizzabilit\u00e0. Il testo a cui faccio riferimento \u00e8: Lumen Gentium 32, \u201cUno solo \u00e8 dunque il popolo che Dio si \u00e8 scelto: un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Comune \u00e8 la dignit\u00e0 dei membri per la loro rigenerazione in Cristo, comune la grazia dei figli, comune la occasione alla perfezione. Una sola salvezza, una sola speranza e indivisa carit\u00e0\u2026 Vige fra tutti una vera uguaglianza riguardo alla dignit\u00e0 e all\u2019azione comune di tutti i fedeli nell\u2019edificare il corpo di Cristo\u201d. Ora io credo non ci sia bisogno di fare un lungo discorso per convenire che questo non \u00e8 realizzato. Queste parole erano dette con un\u2019intenzione molto chiara perch\u00e9 era una Chiesa a dominante clericale. \u00c8 mutata la figura degli uomini di Chiesa, ma al mutamento delle figure papale, episcopale e sacerdotale non si \u00e8 accompagnata un\u2019adeguata promozione del ruolo dei laici e in particolare delle donne. E quindi la situazione resta sbilanciata, fortemente sbilanciata.<br \/>\n\u00c8 vero per\u00f2 che dei passi di avvio sono stati fatti. Ne cito uno soltanto: il riconoscimento della santit\u00e0 degli sposati. Quando nel nuovo rito del Matrimonio si fa l\u2019invocazione dei santi, si invocano i santi sposati e quando si invocano i santi sposati: santa Rita da Cascia, santa Monica mamma di sant\u2019Agostino, santa Francesca Romana. Tutti santi antichi. Anche Tommaso Moro, che muore nel 1534, se ricordo bene, \u00e8 antico. Ma poi c\u2019\u00e8 Beretta Molla, santa contemporanea, il primo santo sposato dell\u2019epoca contemporanea. Tra Tommaso Moro e Gianna Beretta Molla non \u00e8 stato proclamato nessun santo sposato per mezzo millennio.<br \/>\nEcco che cosa intendo quando la pari dignit\u00e0 non \u00e8 riconosciuta, neanche la santit\u00e0: certamente il pi\u00f9 gran numero di santi erano sposati perch\u00e9 il 99% dei cristiani sono sposati. E la cura della famiglia, l\u2019amore dei coniugi, l\u2019amore per i figli, sono luoghi di santit\u00e0; ma questo non veniva riconosciuto perch\u00e9 non c\u2019era il riconoscimento della pari dignit\u00e0, perch\u00e9 si riteneva che la condizione del religioso, del sacerdote, del vescovo, del papa fosse una maggiore vicinanza alla perfezione &#8211; come si usava dire &#8211; e quindi i santi andavano cercati in quella direzione. A seguito del Concilio c\u2019\u00e8 voluto del tempo, ma le cose maturano. Giovanni Paolo II ha potuto proclamare una decina di beati sposati e poi infine una santa sposata. E alla proclamazione di Gianna Beretta Molla, a piazza San Pietro, era presente il marito ancora vivente. \u00c8 potuto avvenire questo straordinario evento. Cito soltanto questo aspetto per dire che il cammino si sta svolgendo. Su questo punto \u00e8 solo agli inizi, su altri punti ne \u00e8 stato fatto molto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. Proviamo a guardare al Concilio dall\u2019esterno e retrospettivamente, come lo pu\u00f2 vedere un uomo del nostro tempo. Non voglio dire un uomo della strada. 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