{"id":10757,"date":"2013-02-12T10:09:18","date_gmt":"2013-02-12T09:09:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=10757"},"modified":"2013-02-13T19:53:08","modified_gmt":"2013-02-13T18:53:08","slug":"fermo-immagine-di-benedetto-nel-giorno-della-%e2%80%9crinuncia%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/articoli-del-corriere-della-sera\/fermo-immagine-di-benedetto-nel-giorno-della-%e2%80%9crinuncia%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Fermo immagine di Benedetto nel giorno della \u201crinuncia\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em>Articolo pubblicato dal\u201d Corriere della Sera\u201d del 13 febbraio 2013 alle pagine 8 e 9 con il titolo: \u201cLa lotta agli scandali del Papa teologo nel solco di Wojtyla. Al centro dottrina e spinta alla moralizzazione\u201d<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quello di Benedetto XVI passer\u00e0 alla storia come un Pontificato di forte concentrazione sull\u2019essenziale della fede ma legato a doppio filo \u2013 per quanto riguarda le linee di governo \u2013 a quello del predecessore, con il quale il cardinale Ratzinger aveva collaborato per 23 anni e che da Papa ha rapidamente proclamato beato (1\u00b0 maggio del 2011). E\u2019 stato uno scrupoloso continuatore del predecessore in tutte i principali settori dell\u2019attivit\u00e0 papale, ma con tre correzioni: maggiore attenzione alla tradizione e alla dottrina, spinta alla moralizzazione interna, minore intervento nei problemi sociali e internazionali.<\/p>\n<p>Non ha fatto riforme di portata generale ma ha svolto un magistero dottrinale di grande rilievo, ponendo al centro di esso la figura di Ges\u00f9 e il problema della fede. Non si potr\u00e0 dimenticare che la sua prima enciclica era intitolata <em>Deus Caritas Est<\/em> (\u201cDio \u00e8 amore\u201d) e l\u2019ultima sua iniziativa \u00e8 stata l\u2019indizione di un \u201canno della fede\u201d, che sar\u00e0 concluso del successore il prossimo autunno.<\/p>\n<p>Fu eletto il 19 aprile del 2005 da un Conclave rapidissimo, di soli quattro scrutini, dominato \u2013 pare \u2013 dall\u2019interrogativo su chi potesse prendere sulle sue spalle l\u2019impressionante eredit\u00e0 di Giovanni Paolo II. Gi\u00e0 dalla scelta del nome si intu\u00ec che voleva fuoriuscire dalla sequenza dei Papi conciliari (Giovanni, Paolo e i due Giovanni Paolo) ma senza inserirsi in quella dei Papi di nome Pio, come a smarcarsi sia da chi lo volesse ascrivere alla filiera continuista, sia da chi si fosse aspettato che la potesse contestare.<\/p>\n<p>Nei suoi otto anni da Papa, non completi, Benedetto ha avviato una grande opera di pulizia in materia di scandali sessuali e di finanze vaticane, non \u00e8 riuscito invece a riportare il buon ordine nella Curia Romana, la terza tra le crisi che si sono ingrossate sotto il suo Pontificato.<\/p>\n<p>Lo scandalo della pedofilia del clero aveva gi\u00e0 rumoreggiato lungo gli ultimi anni del Pontificato wojtyliano ma ha raggiunto una violenza straordinaria nel triennio 2008-2010 e qui \u2013 per unanime riconoscimento \u2013 il colpo di barra del Papa teologo \u00e8 stato deciso ed efficace: ha riformato le procedure processuali rendendole pi\u00f9 severe, ha chiamato a penitenza l\u2019intera Chiesa e le singole comunit\u00e0 nazionali (esemplare \u00e8 risultata la lettera ai cattolici irlandesi del marzo del 2010), ha incontrato personalmente una decina di volte, in vari paesi e a Roma, gruppi di vittime. Specie quest\u2019ultimo gesto rimarr\u00e0 come un lascito evangelico valido per il domani.<\/p>\n<p>La riforma del comparto finanziario della Santa Sede non \u00e8 stata altrettanto efficace, o comunque non ha dato ancora tutti i suoi frutti: le nuove leggi sono state promulgate nel dicembre del 2010, sono state apprezzate dagli osservatori esterni, ma sono state parzialmente contestate all\u2019interno, e applicate forse con troppa lentezza. Lo IOR continua a tornare nelle cronache senza riuscire a scrollarsi di dosso tutti i sospetti.<\/p>\n<p>Nel governo della Curia \u00e8 da vedere la maggiore debolezza del Pontificato. Forse per troppa fiducia del Papa nel segretario di Stato, il cardinale Bertone, scelto per l\u2019ottima consuetudine personale ma che non ha saputo \u2013 o voluto \u2013 conquistarsi il favore, forse indispensabile seppure frenante, dell\u2019ambiente diplomatico vaticano al quale era estraneo per formazione. La vicenda del \u201ccorvo\u201d \u00e8 stata solo l\u2019emergenza esterna di un malessere interno molto diffuso.<\/p>\n<p>Nelle relazioni con le altre chiese cristiane, con gli ebrei e con le varie religioni, come nella predicazione della pace, Benedetto ha continuato l\u2019opera del predecessore quasi senza cambiamenti, tranne che per quanto riguarda la Comunione anglicana: qui ha disposto una possibilit\u00e0 ampia di passaggio alla Chiesa Cattolica da parte di anglicani scontenti delle riforme (principalmente l\u2019ammissione delle donne al sacerdozio e all\u2019episcopato) che quella Comunione sta attuando.<\/p>\n<p>Con un documento del novembre del 2009 Papa Ratzinger ha stabilito che vescovi e preti anglicani che vogliono passare alla Chiesa Cattolica, magari portando con s\u00e9 gruppi di fedeli, possono farlo mantenendo i propri libri liturgici e ogni propria normativa e venendo a costituire degli \u201cordinariati\u201d a capo dei quali possono essere messi anche sacerdoti sposati: questi vengono riordinati secondo il rito cattolico ma continuano \u2013 se sposati \u2013 a vivere nel matrimonio pur essendo associati a un ruolo di responsabilit\u00e0 e di ministero che \u00e8 in tutto analogo a quello che nel resto della Chiesa Cattolica svolgono i vescovi. Una riforma, questa, che \u00e8 un bel lascito ai successori, se vorranno mettere mano alla questione del celibato e prevedere \u2013 poniamo \u2013 l\u2019ordinazione di uomini sposati, nella permanenza della legge del celibato come via ordinaria.<\/p>\n<p>Altra mossa audace e controversa: Benedetto ha tentato di riportare nella piena comunione i tradizionalisti che seguono il vescovo Lefebvre, facendo concessioni in materia liturgica e disciplinare ma il tentativo \u00e8 restato a met\u00e0. Il \u201cmotu proprio\u201d che autorizza l\u2019uso dell\u2019antico messale preconciliare in latino \u00e8 del luglio del 2007, mentre all\u2019inizio del 2009 il Papa ha tolto la scomunica ai quattro vescovi lefebvriani che erano stati ordinati \u201csenza mandato\u201d da Lefebvre nel 1988. Nonostante questi passi, la riconciliazione ancora non si \u00e8 realizzata e l\u2019ambiente lefebvriano ha continuato a considerare \u201cmodernista\u201d e \u201ctroppo legato al Vaticano II\u201d Papa Ratzinger.<\/p>\n<p>In ogni campo si \u00e8 mosso con maggiore prudenza rispetto all\u2019ardimento missionario del predecessore, ma in nessuno ne ha sconfessato l\u2019opera. Seguendo le sue orme ha visitato sinagoghe (\u00e8 stato per esempio in quella di Colonia nel 2005 e in quella di Roma nel 2011) e moschee (la Moschea Blu di Istanbul nel 2006, la moschea Al-Hussein Bin Talal di Amman nel maggio del 2009), ha fatto il missionario per il mondo (24 sono stati i viaggi fuori d\u2019Italia) e ha convocato le religioni ad Assisi per la pace nell\u2019ottobre del 2011, compiendosi i 25 anni della \u201cgiornata\u201d indetta da Papa Wojtyla.<\/p>\n<p>Un discorso di Benedetto a Regensburg nel settembre del 2006, nel quale citando un autore medievale aveva echeggiato una drastica critica al \u201cprofeta Maometto\u201d in materia di fede e violenza, aveva fatto temere un abbandono della via del dialogo con l\u2019Islam, ma fu sufficiente il viaggio in Turchia del novembre successivo per riannodare i fili. Anche con l\u2019Ebraismo non sono manati i momenti turbolenti, ma complessivamente il rapporto \u00e8 continuato sulla stessa linea maestra ereditata dal predecessore: come gi\u00e0 Giovanni Paolo ha visitato il campo di Auschwitz nel maggio del 2006 e come lui ha pregato al Muro del Pianto di Gerusalemme nel maggio del 2009.<\/p>\n<p>\u201cCerco di restare me stesso\u201d aveva detto in un\u2019intervista alle reti televisive tedesche nell\u2019agosto del 2006, cio\u00e8 a 16 mesi dall&#8217;elezione: e in questo \u00e8 riuscito senza farsi condizionare dall\u2019ombra del predecessore, continuando a scrivere l\u2019opera su \u201cGes\u00f9 di Nazaret\u201d che aveva iniziato da cardinale (il primo volume \u00e8 del 2007, il secondo del 2011 e il terzo del novembre scorso), e infine dimettendosi.<\/p>\n<p>E\u2019 restato l\u2019uomo che era: un professore desideroso di tornare agli studi e deciso a portare a termine un lavoro iniziato, un uomo di fede che si sente chiamato a porre a tutti \u2013 in un mondo sempre pi\u00f9 frastornato \u2013 la questione della fede. Con parole accorate aveva parlato nel dicembre del 2011 della \u201ccrisi della Chiesa in Europa\u201d che viene da una \u201ccrisi della fede\u201d, arrivando a descriverla con le parole \u201cstanchezza\u201d e \u201ctedio dell\u2019essere cristiani\u201d. Qui \u2013 pi\u00f9 che in voci di oscure malattie \u2013 va cercata la prima ragione della sua stanchezza e dell\u2019aspetto preoccupato che sempre pi\u00f9 \u00e8 venuto caratterizzandolo negli ultimi tempi.<\/p>\n<p>Una decisione \u2013 quella della \u201crinuncia al Pontificato\u201d \u2013 che \u00e8 un atto di libert\u00e0 rispetto a una tradizione di secoli. Per sottrarsi al peso di quella tradizione era necessaria una personalit\u00e0 indipendente, un uomo realmente appartenente \u2013 come formazione culturale \u2013 alla modernit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\">www.luigiaccattoli.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo pubblicato dal\u201d Corriere della Sera\u201d del 13 febbraio 2013 alle pagine 8 e 9 con il titolo: \u201cLa lotta agli scandali del Papa teologo nel solco di Wojtyla. Al&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/articoli-del-corriere-della-sera\/fermo-immagine-di-benedetto-nel-giorno-della-%e2%80%9crinuncia%e2%80%9d\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Fermo immagine di Benedetto nel giorno della \u201crinuncia\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":7661,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-10757","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10757","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10757"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10757\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10763,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10757\/revisions\/10763"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7661"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10757"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}