{"id":10844,"date":"2013-02-23T12:52:27","date_gmt":"2013-02-23T11:52:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=10844"},"modified":"2013-02-23T12:52:27","modified_gmt":"2013-02-23T11:52:27","slug":"l%e2%80%99anno-della-fede-nella-vita-di-un-laico","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/l%e2%80%99anno-della-fede-nella-vita-di-un-laico\/","title":{"rendered":"L\u2019Anno della Fede nella vita di un laico"},"content":{"rendered":"<p><em>Conversazione con i giovani sacerdoti della diocesi di Roma<\/em><\/p>\n<p><em>Casa Bonus Pastor 14 gennaio 2013<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sar\u00e0 una conversazione sull\u2019esperienza, come mi \u00e8 stato richiesto.<\/p>\n<p>Dir\u00f2 che non mi piace il termine \u201claico\u201d e che io cerco di sostituirlo con \u201ccristiano comune\u201d. Spero di riuscire a chiarire questo punto linguistico.<\/p>\n<p>Affermer\u00f2 poi che non \u00e8 facile proporre ai cristiani comuni l\u2019Anno della Fede. Questa dell\u2019Anno della Fede mi appare come una grande idea di difficile attuazione. Non voglio n\u00e9 banalizzare n\u00e9 contestare, ma mettere in chiaro che c\u2019\u00e8 una distanza grande tra i programmi pastorali e la vita ordinaria del Popolo di Dio.<\/p>\n<p>Un primo uso positivo dell\u2019Anno potrebbe essere di coglierne l\u2019occasione per aiutare i cristiani comuni ad amare Benedetto XVI e la sua predicazione fortemente concentrata sull\u2019essenziale, e cio\u00e8 appunto sulla fede: i libri su Ges\u00f9, le encicliche sulla carit\u00e0 e sulla speranza, quella sulla fede che \u00e8 in preparazione; e ora appunto l\u2019Anno della Fede. Gi\u00e0 invitare i laici a leggere i libri del Papa su Ges\u00f9 potrebbe essere un modo per accostarli all\u2019argomento centrale della fede cristiana, che \u00e8 appunto la figura di Cristo.<\/p>\n<p>Venendo al merito di un anno dedicato a riscoprire e risvegliare la fede, dir\u00f2 qualcosa sull\u2019opportunit\u00e0 di aiutare i cristiani comuni a concentrare l\u2019attenzione sulla fede, che \u00e8 impresa come sapete difficilissima; richiamer\u00f2 poi l\u2019attenzione su tre aspetti dell\u2019atto di fede nella nostra epoca, suggerendo di prestarvi attenzione in quest\u2019Anno: la conversione di chi chiede il battesimo da adulto, l\u2019abbandono della fede da parte di chi fu credente, l\u2019ultima attestazione della fede che si d\u00e0 con la perseveranza di fronte alla morte.<\/p>\n<p>Laico non \u00e8 parola biblica e ha il duplice difetto di individuare il cristiano comune in opposizione al Clero e di avere assonanza \u2013 almeno in Europa \u2013 con il concetto di \u201cnon credente\u201d. Preferisco \u201ccristiano comune\u201d come traduzione della voce \u201cChristifidelis\u201d (cio\u00e8 cristiano) che \u00e8 nel Concilio e nel Codice di Diritto Canonico.<\/p>\n<p>Avevo 24 anni quando Paolo VI propose un primo Anno della Fede. Ero nella presidenza nazionale della Fuci, ricordo la difficolt\u00e0 a parlarne nei nostri gruppi. Ora siamo al secondo Anno della Fede: non sono pi\u00f9 ottimista di allora.<\/p>\n<p>Anno santo, Anno santo straordinario della redenzione, Anno mariano, Anno del Rosario, Anno dell\u2019Eucarestia, Anno del Sacerdozio\u2026 capisco queste indizioni come campagne di sensibilizzazione degli addetti ai lavori \u2013 intendo dire: dei responsabili delle attivit\u00e0 pastorali \u2013 ma con difficolt\u00e0 riesco a stabilire un ponte con la vita quotidiana dei cristiani comuni.<\/p>\n<p>Concentrare l\u2019attenzione sulla fede. La <em>Nota con indicazioni pastorali per l\u2019Anno della fede<\/em> pubblicata un anno fa affermava che \u201cl\u2019Anno della fede vuol contribuire a una rinnovata conversione al Signore Ges\u00f9 e alla riscoperta della fede, affinch\u00e9 tutti i membri della Chiesa siano testimoni credibili e gioiosi del Signore risorto, capaci di indicare alle tante persone in ricerca la porta della fede\u201d.<\/p>\n<p>Voi sapete meglio di me come i \u201cfedeli\u201d tendano a distrarsi dal cuore della fede e a porsi ogni sorta di problema devozionale, culturale, superstizioso, politico, immaginando con questo di impegnarsi in materia di fede. Mia esperienza nel gruppo biblico familiare. Suggerisco dunque un impegno catechetico e omiletico tendente a segnalare il proprio della fede: la figura di Cristo, i misteri centrali della fede, il Credo.<\/p>\n<p>Vi suggerisco \u2013 come promesso \u2013 tre spunti operativi che possono esservi di aiuto per sensibilizzare i cristiani comuni al tema della fede: a coglierne la centralit\u00e0, quanto meno. La conversione degli adulti, gli adulti che abbandonano la fede, la fede di fronte alla morte.<\/p>\n<p>Tratter\u00f2 pi\u00f9 a lungo il primo punto e sar\u00f2 breve sugli altri due.<\/p>\n<p>La conversione degli adulti. Ogni adulto che torna alla pratica dopo averla abbandonata. Ma soprattutto l\u2019adulto non battezzato che chiede il battesimo. In ambedue i casi dovremmo indagare le ragioni del ritorno alla fede, o della richiesta del battesimo. Essendo tra duemila e tremila ogni anno, in Italia, i battesimi degli adulti, io credo che disponiamo di un campo vastissimo di indagine su che cosa converta l\u2019uomo d\u2019oggi. Un campo inesplorato. Immagino che ognuno di voi possa averne avuto esperienza, o averla domani. Sicuramente tutti avrete esperienza del ritorno di chi abbandon\u00f2. Ebbene vi invito a concentrare su queste persone la vostra attenzione in quest\u2019anno e a prendere spunto da loro per parlare a tutti della fede.<\/p>\n<p>Che cosa attira alla fede, che cosa allontana dalla fede. Interrogare le persone. Provocare le persone a dirlo. Proporre le loro parole alla riflessione della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Sugli adulti che ricevono il battesimo ho poi un altro paio di idee che sempre offro alle comunit\u00e0 che vivono un tale evento ma che \u2013 con mia meraviglia \u2013 per lo pi\u00f9 risultano difficili a realizzare. La prima \u00e8 di accoglierli con una grande festa, i nuovi battezzati: alla \u201cfesta\u201d liturgica, che \u00e8 splendida, specie se i battesimi avvengono nella Veglia Pasquale, si dovrebbe accompagnare una festa conviviale: una parrocchia non ha motivo pi\u00f9 valido per organizzare le migliori tavolate. Darebbero ai nuovi arrivati una viva manifestazione dell\u2019accoglienza che meritano e segnalerebbero all\u2019interno e all\u2019esterno l\u2019importanza dell\u2019evento.<\/p>\n<p>L\u2019altra idea \u00e8 di aiutare i neobattezzati a \u201cfare famiglia\u201d nella comunit\u00e0. Come ci si preoccupa di istruire i \u201ccatecumeni\u201d sulla fede che intendono abbracciare, cos\u00ec dopo il battesimo si dovrebbe porre altrettanto impegno nell\u2019aiutarli a inserirsi nella vita parrocchiale e diocesana. Il parroco dovrebbe affidare i nuovi arrivati a uno o pi\u00f9 tutor [va riscoperto il ruolo dei padrini e delle madrine] con il compito di fargli vedere i luoghi e le attivit\u00e0 della famiglia ecclesiale, i servizi di carit\u00e0 che vi si svolgono, i gruppi biblici o d\u2019altro tipo che vi sono attivi; di farli incontrare con le persone e le famiglie che nella comunit\u00e0 hanno figura e ruolo. Questo \u201cinserimento\u201d non \u00e8 da pensare come un lavoro di mezza giornata ma di anni, come per anni \u00e8 andata avanti la preparazione al battesimo.<\/p>\n<p>Quando organizzai di mia iniziativa una festa in trattoria per due ragazzi che avevano chiesto il battesimo da maggiorenni, li sentii dire con stupore: \u201cPrima che ci chiamasse lei, sembrava che il nostro battesimo qui non interessasse a nessuno\u201d. Altri che ho intervistato occasionalmente mi hanno confessato la grande difficolt\u00e0 a riconoscere nella pratica quotidiana la comunit\u00e0 che era stata loro presentata nella catechesi: \u201cSolo dopo molto tempo ho scoperto \u2013 mi ha detto uno di loro \u2013 che c\u2019erano in una parrocchia vicina un centro della Caritas e un gruppo biblico nei quali mi sono poi inserito\u201d.<\/p>\n<p>Ho gi\u00e0 accennato all\u2019opportunit\u00e0 di proporre a chi abbandona la fede la stessa interrogazione che poniamo a chi l\u2019abbraccia, o la riscopre. Qui l\u2019operazione \u00e8 pi\u00f9 delicata, e anche pi\u00f9 dolorosa. Ma possiamo tentarla. Anch\u2019io come padre di famiglia mi sento dire dai figli \u201cpap\u00e0 io non ho la tua fede cieca\u201d.<\/p>\n<p>Infine la perseveranza di fronte alla morte. Riassumo il terribile argomento con questa battuta: credo che i miei figli \u2013 e in qualche modo i miei amici, credenti e no \u2013 riceveranno l\u2019ultima, decisiva mia testimonianza dal modo della mia morte. Se avr\u00f2 mostrato quel totale affidamento che \u00e8 nella natura della fede. Solo nella morte quell\u2019affidamento pu\u00f2 essere posto. Ed \u00e8 solo quell\u2019affidamento che contagia alla fede chi vi assiste.<\/p>\n<p>E dunque si tratta di onorare \u2013 in quest\u2019anno \u2013 e interrogare e narrare il modo di morire dei nostri fratelli nella fede.<\/p>\n<p>Dal modo in cui muore un cristiano nascono nuovi cristiani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conversazione con i giovani sacerdoti della diocesi di Roma Casa Bonus Pastor 14 gennaio 2013 &nbsp; Sar\u00e0 una conversazione sull\u2019esperienza, come mi \u00e8 stato richiesto. 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