{"id":10846,"date":"2013-02-23T12:53:38","date_gmt":"2013-02-23T11:53:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=10846"},"modified":"2013-02-23T12:53:38","modified_gmt":"2013-02-23T11:53:38","slug":"i-mass-media-sulla-fede-di-fronte-alla-sofferenza-e-alla-morte","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/i-mass-media-sulla-fede-di-fronte-alla-sofferenza-e-alla-morte\/","title":{"rendered":"I mass-media sulla fede di fronte alla sofferenza e alla morte"},"content":{"rendered":"<p><strong>Tavola rotonda al seminario della Lateranense su <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cLa fede nasce dall\u2019ascolto della Croce\u201d \u2013 14 febbraio 2013<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fede sofferenza e morte sono temi ostici ai media. L\u2019informazione commerciale teme la <em>gravitas<\/em> di questi temi. A meno che non li possa trasformare in spettacolo.<\/p>\n<p>Ma quando le circostanze favoriscono l\u2019ascolto \u2013 notoriet\u00e0 delle persone coinvolte, novit\u00e0 o straordinariet\u00e0 dell\u2019evento, semplicit\u00e0 del messaggio \u2013 allora il risultato \u00e8 grande e forse si pu\u00f2 formulare questa massima: nessun fatto induce i media alla considerazione della fede cristiana quanto l\u2019accettazione della sofferenza e della morte.<\/p>\n<p>Esemplarit\u00e0 in questo delle figure di Giovanni XXIII, Padre Pio da Pietrelcina, Madre Teresa di Calcutta, Giovanni Paolo II, Carlo Maria Martini. I media hanno dato grande rilievo al loro modo di affrontare la malattia e la morte. E vi hanno visto un\u2019apologia della fede.<\/p>\n<p>Mi fermo innanzitutto sull\u2019attestazione della fede offerta nell\u2019ultima stagione da Giovanni Paolo II e su come l\u2019hanno narrata i media.<\/p>\n<p>La testimonianza di accettazione della sofferenza, che egli d\u00e0 in questa stagione della vecchiaia e delle malattie, \u00e8 forse l\u2019aspetto del Pontificato meglio compreso dalle folle. La data simbolo di tale attestazione \u00e8 il 25 marzo 2005, che fu l\u2019ultimo Venerd\u00ec Santo della sua vita. Il Papa partecipa in collegamento video alla \u00abVia Crucis\u00bb che si svolge al Colosseo, guidata dal cardinale Camillo Ruini, con testi scritti dal cardinale Joseph Ratzinger. Sui maxischermi piazzati tra il Colosseo e il Palatino appare \u2013 a ogni stazione \u2013 l\u2019immagine del Papa inginocchiato nella cappella privata, ripreso di spalle o di lato, che segue \u2013 curvo e silenzioso \u2013 lo svolgimento del rito attraverso la diretta televisiva, guardando verso un grande schermo piatto, collocato sul davanti dell\u2019altare. In rispondenza all\u2019ultima stazione lo si vede che tiene un crocifisso tra le mani tremanti, con il Cristo rivolto verso di s\u00e8. Ha inviato un saluto ai partecipanti alla \u201cVia Crucis\u201d, che viene letto dal cardinale Ruini: \u00abOffro le mie sofferenze, perch\u00e9 il disegno di Dio si compia e la sua parola cammini fra le genti\u00bb. Parole che suonano come un ultimo messaggio. In 26 anni e mezzo di Pontificato ha speso ogni energia, fisica, mentale e di cuore perch\u00e9 \u201cil disegno di Dio si compia e la sua parola cammini fra le genti\u201d. Ora il suo corpo non risponde pi\u00f9 ai comandi, la malattia lo priva della parola e quasi del gesto, pu\u00f2 offrire soltanto il patimento. Questa spoliazione \u00e8 maturata lentamente lungo l\u2019ultima stagione, \u00e8 stata narrata efficacemente dai media, quel racconto ha realmente portato il suo messaggio in tutto il mondo e \u2013 qui da noi \u2013 in ogni casa e a ogni persona. Credo di non aver visto altra comunicazione cristiana pi\u00f9 efficace, almeno quanto a diffusione, nella mia esperienza di operatore dei media.<\/p>\n<p>Allargando il campo di osservazione provo a rispondere alla domanda su come la testimonianza dell\u2019accettazione della sofferenza costituisca una forte provocazione alla fede per l\u2019uomo d\u2019oggi. Baso le mie affermazioni \u2013 oltre che sulle inchieste riguardanti il vissuto evangelico che ho condotto negli anni e che sono consegnate ai tre volumi intitolati \u201cCerco fatti di Vangelo\u201d (SEI e poi EDB) \u2013 su due piccoli studi recenti che ho condotto per la rivista \u201cCommunio\u201d sulle conversioni a Cristo nell\u2019Italia di oggi (1\/2011) e per la rivista \u201cIl Regno\u201d (12\/2011) sulle conversioni attirate dalla santit\u00e0 diffusiva di Giovanni Paolo II.<\/p>\n<p>Senza entrare nel dettaglio, dir\u00f2 che vi sono attestazioni di chi (brigatista o bandito: da Cavallina a Cavallero) si dice convertito dalle parole di Ges\u00f9 sul perdono, o dal perdono ricevuto in carcere dai familiari delle vittime; e di chi narra di essere partito, nel suo cammino di scoperta della fede, dalle parole \u201cbeati i poveri\u201d o dal soccorso avuto dai cristiani nel momento del pi\u00f9 forte abbandono (morenti di Aids, per esempio).<\/p>\n<p>Nessuno dice di essere stato convertito dalla lettura di un\u2019enciclica di Giovanni Paolo II ma molti fanno riferimento alle parole evangeliche e ai gesti a esse ispirati che sono venuti da lui: ha perdonato l\u2019attentatore, ha chiesto perdono per le colpe dei cristiani, ha abbracciato malati di Aids e prostitute, ha predicato fino ai confini della terra, ha rivolto moniti ai mafiosi, ha dato attestazione di perseveranza nella malattia, ha affrontato la morte a viso aperto. Colpisce in particolare il gran numero di coloro che si dicono \u201ctoccati\u201d dalla testimonianza offerta dal Papa sofferente nell\u2019avvicinamento alla morte.<\/p>\n<p>Un elemento \u2013 un\u2019immagine \u2013 centrale della \u201cgloria crucis\u201d vissuta da Giovanni Paolo II fu richiamato recentemente, giusto un anno addietro, dal cardinale Carlo Maria Martini poco prima di trovarsi anche lui costretto al silenzio. Sul\u00a0\u201cCorriere della Sera\u201d [giornale per il quale tenne gli ultimi due anni una rubrica mensile di risposta ai lettori] del 26 febbraio 2012 cos\u00ec risponde a chi l\u2019interrogava sul condizionamento del Parkinson che gli stava togliendo la parola: \u201c<em>Mi trovo in una condizione che non \u00e8 ancora di totale afonia. Grazie all\u2019aiuto di terapisti e con l\u2019ausilio di mezzi tecnologici posso ancora comunicare, seppur con molta fatica. Non riesco quindi a descrivere bene ci\u00f2 che sto vivendo, se un chiudersi della comunicazione verbale o lo sforzo di parlare ancora malgrado tutto. Non ho paura del silenzio. Mi vado chiedendo tuttavia cosa voglia dirmi il Signore con questa crescente difficolt\u00e0 che da un lato sto combattendo, dall\u2019altro sto accettando. Invoco il patrocinio di Papa Wojtyla, perch\u00e9 il suo gesto pi\u00f9 umano fu quello di battere il pugno sul tavolo quel giorno in cui ebbe l\u2019evidenza di non poter pi\u00f9 comunicare a voce con la gente. Lui sa quanto sia faticoso non poter esprimere verbalmente ci\u00f2 che si ha nel cuore. Sono ancora, quindi, in viaggio e come in ogni viaggio vedo e sperimento cose nuove. Sento che si tratta di una condizione che apre a orizzonti misteriosi<\/em>\u201c. Ecco un altro caso, accanto a quello di Papa Wojtyla, di efficace comunicazione mediatica dell\u2019esperienza cristiana della sofferenza e della morte collegate alla fede.<\/p>\n<p>Esempi convincenti di diffusione della parola cristiana attraverso i media in collegamento con la sofferenza e la morte sono le notizie di martirio. Oggi gli <em>Acta martirum<\/em> passano per la Rete: un tempo gli \u201cacta\u201d erano lettere con cui le comunit\u00e0 cristiane colpite dalla persecuzione comunicavano alle Chiese sorelle le proprie \u201cglorie\u201d, cio\u00e8 le palme conseguite dai propri figli nell\u2019offerta del sangue. Oggi per prima arriva \u2013 e arriva a tutti, non solo ai cristiani \u2013 la comunicazione mediatica dei fatti di martirio e delle parole dei cristiani che testimoniano la fede con la vita: i sette trappisti di Thiberine, Annalena Tonelli, don Andrea Santoro, il vescovo Luigi Padovese, il ministro pakistano Shahbaz<strong> <\/strong>Bhatti\u2026 \u00a0I media danno grande rilievo alla narrazione delle loro vicende. E si potrebbe aggiungere, per l\u2019Italia, i nomi di don Pino Puglisi e di Edoardo Focherini, ultimamente riconosciuti come martiri da due appositi decreti della Congregazione per le Cause dei Santi. I primi martiri italiani della nostra et\u00e0: il primo martire di mafia e il primo martire dell\u2019aiuto agli ebrei. Ne abbiamo molti altri, di ambedue le schiere. Quando li avremo messi in onore nella Chiesa, anche i media potranno interessarsene.<\/p>\n<p>Qui viene l\u2019ultimo punto della mia riflessione: nel suo approccio ai media, la comunit\u00e0 ecclesiale dovrebbe procedere con maggiore fiducia nella validit\u00e0 dei propri testimoni. Meno discorsi e pi\u00f9 storie di vita. A partire dai martiri, passando poi alle grandi testimonianze \u2013 di accettazione della sofferenza e della morte \u2013 offerte dai \u201cconfessori\u201d della fede. Per arrivare alla testimonianza ordinaria o quotidiana: in ogni citt\u00e0, in ogni parrocchia, in ogni gruppo o movimento ecclesiale vi sono i testimoni.<\/p>\n<p>Porli in onore, in evidenza, all\u2019interno della comunit\u00e0 dei credenti potrebbe costituire la via privilegiata per proporre al mondo mediatico le parole, i contenuti e la questione della fede.<\/p>\n<p>Sopra ho accennato alle attestazioni offerte \u2013 di fronte alla sofferenza \u2013 da grandi figure cristiane del nostro tempo. Ma ovviamente non dobbiamo fermarci ai grandi. Guardando pi\u00f9 ampiamente dir\u00f2 che tra le storie di conversione da me raccolte \u00e8 frequente il riconoscimento dell\u2019influsso esercitato dai cristiani comuni che affrontano serenamente la morte. E talora quell\u2019influsso valica i confini della comunit\u00e0 e si fa missionario tra i non credenti.<\/p>\n<p>Citer\u00f2 un esempio che mi sembra parlante: riguarda un\u2019infermiera di Montebelluna, Treviso, che si chiama Alessandra Mattiazzi, che potremmo dire convertita dalla \u201cserenit\u00e0 contagiante dei morenti\u201d. \u201c<em>Ho scelto la fede<\/em> \u2013 ha raccontato al quotidiano <em>Avvenire<\/em> del 14 aprile 2001, in occasione del battesimo chiesto a 24 anni, essendo stata \u201cstata educata dai genitori in un clima di agnosticismo\u201d \u2013 <em>quando ho capito perch\u00e9 tanti malati che assistevo andavano incontro alla morte per nulla angosciati, anzi con una serenit\u00e0 contagiante. Ora il mio sogno \u00e8 di poter realizzare una famiglia e di poter educare i figli alla gioia che deriva dalla fede<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Narrare l\u2019esperienza dei cristiani comuni \u00e8 arduo per i media, che gi\u00e0 con qualche fatica \u2013 quando si tratta della sofferenza e della morte \u2013 si adattano a raccontare quella dei personaggi che \u201cbucano lo schermo\u201d. E\u2019 qui, credo, che dovrebbe farsi pi\u00f9 attento, pi\u00f9 creativo e se possibile pi\u00f9 efficace il magistero della comunit\u00e0 cristiana nei confronti degli operatori e dei fruitori dei media: quanto pi\u00f9 le attestazioni della fede davanti al dolore saranno poste in onore all\u2019interno della comunit\u00e0 ecclesiale, tanto pi\u00f9 efficace e ampio sar\u00e0 il contagio che essa potr\u00e0 esercitare nei confronti del mondo dei media perch\u00e9 si faccia comunicatore ad extra di quelle attestazioni.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/p>\n<p>www.luigiaccattoli.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tavola rotonda al seminario della Lateranense su \u201cLa fede nasce dall\u2019ascolto della Croce\u201d \u2013 14 febbraio 2013 &nbsp; Fede sofferenza e morte sono temi ostici ai media. L\u2019informazione commerciale teme&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/i-mass-media-sulla-fede-di-fronte-alla-sofferenza-e-alla-morte\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">I mass-media sulla fede di fronte alla sofferenza e alla morte<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-10846","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10846","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10846"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10846\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10847,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/10846\/revisions\/10847"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10846"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}