{"id":1087,"date":"2009-03-15T12:25:20","date_gmt":"2009-03-15T11:25:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=1087"},"modified":"2009-03-19T13:11:36","modified_gmt":"2009-03-19T12:11:36","slug":"linformazione-originale-sempre-meno-originale-sempre-piu-vittima-dellaudience","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/interviste\/linformazione-originale-sempre-meno-originale-sempre-piu-vittima-dellaudience\/","title":{"rendered":"L&#8217;informazione religiosa, sempre meno originale, sempre pi\u00f9 vittima dell&#8217;audience"},"content":{"rendered":"<p>ADISTA 19-21 FEBBRAIO 2009<\/p>\n<p>34850. <strong>ROMA-ADISTA<\/strong>. \u201cHo appreso l\u2019arte di cercare e narrare storie di vita, che \u00e8 un modo di amare l\u2019uomo\u201d: cos\u00ec Luigi Accattoli ha descritto i suoi trent\u2019anni di carriera giornalistica, divisi fra i due maggiori quotidiani italiani, <em>la Repubblica<\/em>, di cui \u00e8 stato vaticanista tra il 1976 e il 1981, e poi il <em>Corriere della Sera<\/em>, sulle cui pagine ha scritto fino a poche settimane fa. Dal gennaio 2009 Accattoli ha lasciato anche il quotidiano di via Solferino, ma il pensionamento non coincide con l\u2019abbandono della sua attivit\u00e0 di attento osservatore delle vicende vaticane. Il suo <em>blog<\/em> (<a href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/\" target=\"_blank\">http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/<\/a>), continuamente aggiornato, \u00e8 un punto di riferimento per moltissime persone che vogliono discutere a partire dai brevi interventi dell\u2019autore, spesso centrati su questioni religiose e di fede, ma non di rado frutto di suggestioni estemporanee e racconti della vita quotidiana. Accattoli \u00e8 inoltre autore di numerosi libri, fra i quali <em>Cerco fatti di Vangelo. Inchiesta di fine millennio sui cristiani d\u2019Italia<\/em> (SEI, 1995), <em>Io non mi vergogno del Vangelo. Dieci provocazioni per la vita quotidiana del cristiano comune <\/em>(EDB 1999), <em>Giovanni Paolo. La prima biografia completa<\/em> (San Paolo Editore, 2006). Adista ha approfittato di questa nuova fase che si apre nella sua carriera per sollecitare alcune riflessioni sullo stato del rapporto fra Chiesa e informazione religiosa. <em>(Emilio Carnevali)<\/em><\/p>\n<p><strong>Lei ha alle spalle un trentennio di lavoro come vaticanista dei due principali quotidiani italiani. A suo avviso come \u00e8 cambiata, nel corso di questo periodo, l\u2019informazione religiosa sui media italiani?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 migliorata nella resa giornalistica, \u00e8 peggiorata per la libert\u00e0 di iniziativa degli operatori. Ambedue le modifiche dipendono dall\u2019affermazione incontrastata \u2013 nei media commerciali \u2013 del modello americano che pone come criterio di gestione sempre prevalente l\u2019<em>audience<\/em> e il profitto pubblicitario. Il mutamento \u00e8 avvenuto nella seconda met\u00e0 degli anni Ottanta, con l\u2019esplosione del mercato pubblicitario. L\u2019informazione religiosa ha seguito il destino degli altri settori informativi, con l\u2019aggravante dell\u2019essere, quella religiosa, una notizia debole \u2013 dal punto di vista commerciale \u2013 e dunque destinata a volare per prima, come gli stracci. Oggi anche questo comparto, come ogni altro, \u00e8 pi\u00f9 attraente, pi\u00f9 tempestivo, pi\u00f9 competitivo rispetto al passato: ed \u00e8 ci\u00f2 che indico come miglioramento della resa giornalistica. Ma \u00e8 tutto schiacciato sull\u2019attualit\u00e0 selezionata dalle grandi agenzie internazionali. Se prima il nostro lavoro era per un terzo lasciato all\u2019iniziativa individuale, ora lo \u00e8 solo per un decimo. Ne escono mortificate la cultura e la libert\u00e0. Un altro cambiamento \u2013 e questo \u00e8 forse positivo \u2013 riguarda la modifica della griglia interpretativa dei fatti religiosi che guida le decisioni dei direttori e degli <em>staff<\/em> redazionali, che \u00e8 passata dalla dominante politico-ideologica alla dominante commerciale. L\u2019ottica commerciale \u00e8 tendenzialmente pi\u00f9 superficiale e meno rispettosa dello specifico religioso, ma \u00e8 anche pi\u00f9 trasgressiva e meno influenzabile per via istituzionale. Questo \u00e8 dunque un fattore che recupera qualcosa della libert\u00e0 che si \u00e8 persa per il mutamento principale che ho detto prima.<\/p>\n<p><strong>Per molti osservatori uno dei grandi problemi dell\u2019in-formazione religiosa in Italia \u00e8 lo smisurato spazio concesso alle posizioni del papa (e agli esponenti della gerarchia) a discapito delle realt\u00e0 di base, del laicato e dei tanti religiosi e religiose che esprimono un\u2019idea di Chiesa e di fede spesso diversa da quella dei vertici, o comunque in grado di offrire un quadro pi\u00f9 pluralistico del cattolicesimo italiano. \u00c8 d\u2019accordo con questa opinione? E quali sono le ragioni, oltre a quelle \u201cstrutturali\u201d cui ha fatto cenno, che ne sono alla base? Di chi, eventualmente, le responsabilit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 vero purtroppo: stando ai <em>media<\/em>, oggi, come e pi\u00f9 di ieri, abbiamo \u201cun grande papa in un grande vuoto\u201d. Cos\u00ec diceva Achille Ardig\u00f2 per la situazione della Chiesa nella realt\u00e0 e cos\u00ec io credo si possa dire per la Chiesa riflessa dai <em>media<\/em>. \u00c8 stato sempre cos\u00ec, nella sostanza. Ma \u00e8 vero che se il papa \u00e8 stato sempre grande, ora si pu\u00f2 dire che il vuoto \u00e8 pi\u00f9 vuoto di prima. Spiego questa rarefazione del vuoto con il calo dell\u2019autonomia degli operatori, di cui ho detto. Le direzioni e gli <em>staff<\/em> hanno sempre puntato sul papa con identica determinazione lungo tutti i trentatr\u00e9 anni del mio lavoro in trincea, ma una volta potevamo riequilibrare qualcosa con quel margine di iniziativa che ora \u00e8 ridotto ai minimi termini. Stante questa veduta del fenomeno, non ha senso individuare le responsabilit\u00e0: sono tutte nella modifica del sistema dei <em>media<\/em>, che \u00e8 passato da sovvenzionato a commerciale: e non per tutti gli aspetti si \u00e8 trattato di una modifica in negativo. Forse si pu\u00f2 azzardare l\u2019ipotesi che i colleghi pi\u00f9 giovani siano meno sensibili all\u2019elemento ecumenico e di base per quella mortificazione della libert\u00e0 e della cultura cui avevo accennato. E forse si pu\u00f2 dire anche che la stessa Chiesa oggi segnala di meno la propria interna pluriformit\u00e0. Questo vale di sicuro per la Cei: la stagione ruiniana ha avuto molti meriti ma ha penalizzato le ali. \u201cCoperti al centro\u201d \u00e8 stata la direttiva per oltre vent\u2019anni.<\/p>\n<p><strong>Esiste secondo lei un problema di conformismo e di acquiescenza al Vaticano da parte di chi si occupa di informazione religiosa anche nei media laici?<\/strong><\/p>\n<p>Esiste. Ma era maggiore in passato &#8211; quando la dominante di valutazione delle notizie era quella ideologico-politica &#8211; e non \u00e8 il guaio peggiore. Se il difetto maggiore dell\u2019informa-zione religiosa \u00e8 l\u2019attenzione squilibratamente incentrata sul papa \u2013 io condivido questa valutazione \u2013 sar\u00e0 ben arduo immaginare che ci\u00f2 avvenga per acquiescenza a indicazioni che vengono da l\u00e0: la mia esperienza dice che in almeno una met\u00e0 delle circostanze in quegli uffici farebbero di tutto pur di ottenere dai media un abbassamento dell\u2019attenzione. La divulgazione di notizie scomode in luglio e agosto, o di sabato e di domenica, \u00e8 spia di quel vano desiderio.<\/p>\n<p><strong>Comparata con quella del suo predecessore, la strategia comunicativa di questo papa appare disastrosa. In pochi anni si sono succedute molte gaffes che hanno scatenato polemiche a livello planetario cui sono seguite, regolarmente, tardive e goffe retromarce o comunque tentativi di aggiustamento. Da esperto di comunicazione, qual \u00e8 secondo lei la ragione di tutti questi errori? <\/strong><\/p>\n<p>Non sarei cos\u00ec tranciante rispetto al passato. Che potremmo dire della strategia comunicativa regnante Paolo VI, a proposito, poniamo, dell\u2019<em>Humanae Vitae<\/em>, che fu pubblicata a fine luglio sperando nella disattenzione dei <em>media<\/em>, i quali invece non avendo altro da scrivere praticamente sbranarono il papa? O del modo in cui furono \u201cgestiti\u201d sotto Giovanni Paolo i tre anni del caso Ior-Ambrosiano? Da tecnico della materia trovo una sola specificit\u00e0 comunicativa di questo pontificato rispetto al precedente, che per\u00f2 non \u00e8 detto che vada sempre letta negativamente e proprio ai fini della comunicazione: abbiamo a che fare con un papa solista, che ha pur sempre una Curia \u2013 anzi: la stessa Curia di prima \u2013 ma non ha pi\u00f9 quella specie di corte che avevano i papi precedenti e che intralciava e condizionava, ma anche aiutava a prevedere, predisporre e accompagnare gli atti papali. Da questo punto di vista si \u00e8 tornati alla solitudine di Pio XII che mangiava da solo e infatti per lo pi\u00f9 anche Benedetto XVI mangia da solo. Direi che lo sbocco a delta della comunicazione mediatica che si attuava con papa Wojtyla aiutava a predisporre il terreno per una ricezione articolata e relativamente flessibile delle grandi iniziative da parte degli operatori dei media, mentre lo sbocco a estuario che \u00e8 proprio di papa Ratzinger predispone a esiti senza rete: o va molto bene grazie agli effetti sorpresa e univocit\u00e0, o va molto male perch\u00e9 la mancanza di concertazione impedisce di tener conto di eventuali controindicazioni.<\/p>\n<p><strong>Condivide l\u2019opinione espressa da molti &#8211; laici e cattolici -secondo la quale il pontificato di Benedetto XVI abbia segnato una svolta reazionaria nel cammino della Chiesa post-conciliare?<\/strong><\/p>\n<p>No. Ritengo che sia lo stesso cammino di applicazione frenata e difensiva del Vaticano II che era stato impostato nella seconda met\u00e0 del pontificato montiniano, che fu poi sostanzialmente confermato e prolungato dal pontificato wojtyliano e i cui portatori hanno scelto nel Conclave del 2005 di affidarne il terzo tempo a chi era stato chiamato a responsabilit\u00e0 gerarchiche da papa Montini e che papa Wojtyla aveva voluto come suo principale collaboratore per 23 anni. Che la linea sia la stessa si pu\u00f2 vedere dalla conduzione dei Sinodi, dalle nomine episcopali, dai contenuti delle encicliche, dalle iniziative ecumeniche e interreligiose. Nei casi in cui si nota un cambiamento si tratta di novit\u00e0 tra loro bilanciate: abbiamo una stretta in campo liturgico che si accompagna a un alleggerimento dei richiami in materia di morale sessuale; c\u2019\u00e8 una riduzione in quantit\u00e0 ed enfasi della predicazione della pace che va insieme a una maggiore concentrazione nell\u2019annuncio della fede e nella presentazione della figura di Ges\u00f9. Ma sono dettagli: la linea \u00e8 la stessa. Direi che il secondo tempo di papa Montini ha fatto scuola a tre papi.<\/p>\n<p><strong>Che cosa si augura per la Chiesa nei prossimi anni?<\/strong><\/p>\n<p>La crescita di una reale tolleranza interna che permetta qualche riforma e una ripresa di iniziativa nel campo ecumenico e in quello della pace. A met\u00e0 del pontificato montiniano, nel biennio 1967-1968, si sceglie di frenare sulle riforme e le iniziative ad extra che sembravano mettere a rischio l\u2019unit\u00e0 della comunione cattolica e ci si dedica alla preservazione della coesione sostanziale, dottrinale e giuridica. Hanno la stessa logica le scelte missionarie di papa Wojtyla e quelle catechetiche di papa Ratzinger: distogliere l\u2019attenzione dalle questioni disputate proponendo obiettivi pi\u00f9 alti. Ma la crescita della tolleranza e della reciproca accettazione tra le diverse componenti \u00e8 lenta e i papi vengono a trovarsi con le mani legate. Se ci fossero meno accanimento e meno contrapposizioni i nostri papi, tutti ottimamente intenzionati, potrebbero fare di pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ADISTA 19-21 FEBBRAIO 2009 34850. ROMA-ADISTA. \u201cHo appreso l\u2019arte di cercare e narrare storie di vita, che \u00e8 un modo di amare l\u2019uomo\u201d: cos\u00ec Luigi Accattoli ha descritto i suoi&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/interviste\/linformazione-originale-sempre-meno-originale-sempre-piu-vittima-dellaudience\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">L&#8217;informazione religiosa, sempre meno originale, sempre pi\u00f9 vittima dell&#8217;audience<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":7,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-1087","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1087","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1087"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1087\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1178,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1087\/revisions\/1178"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1087"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}