{"id":11777,"date":"2013-05-25T11:16:24","date_gmt":"2013-05-25T09:16:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=11777"},"modified":"2013-05-25T22:38:29","modified_gmt":"2013-05-25T20:38:29","slug":"giuseppe-puglisi-%c2%abmorire-per-dei-nemici-e-ancora-piu-difficile%c2%bb","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/nuovi-martiri\/c-martiri-della-giustizia\/giuseppe-puglisi-%c2%abmorire-per-dei-nemici-e-ancora-piu-difficile%c2%bb\/","title":{"rendered":"Giuseppe Puglisi: \u00abMorire per dei nemici \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: small;\">Giuseppe, prete di Palermo, ucciso dalla mafia la notte del 15 settembre 1993 mentre rientra a casa e sta per aprire la porta. Proclamato beato con il titolo di martire il 25 maggio 2013.<\/span><\/p>\n<p><span><span style=\"font-size: small;\">Fu trovato con le braccia come incrociate sul petto. Sapeva che cosa l\u2019aspettava e forse ha avuto il tempo di un\u2019ultima preghiera con il corpo. Oppure \u00e8 stato l\u2019uomo che gli ha sparato a incrociargli le braccia sul petto: forse un gesto di rispetto per il primo sacerdote ucciso dalla mafia. Non il primo in assoluto, ma il primo ucciso in quanto sacerdote: per togliere di mezzo uno che sottraeva i giovani alla mafia e per dare un avvertimento alla Chiesa.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span style=\"font-size: small;\">Parroco nel quartiere Brancaccio, che \u00e8 ad alta densit\u00e0 mafiosa, don Puglisi aveva concentrato i suoi sforzi sull\u2019educazione dei ragazzi e dei giovani, per essi si era imbarcato nell\u2019impresa del \u201cCentro Padre Nostro\u201d, per il quale aveva avuto un aiuto diretto &#8211; anche finanziario &#8211; dal cardinale Pappalardo. Guidava personalmente i suoi ragazzi, in massa, alle manifestazioni in memoria di Falcone e Borsellino. Per la mafia dunque la sfida era grande. La gente della parrocchia e del centro aperto da don Puglisi avevano ricevuto intimidazioni e minacce, c\u2019erano stati furgoni e porte incendiati. In un\u2019intervista al \u201cGiornale di Sicilia\u201d uscita il 26 luglio 1993, cos\u00ec don Puglisi reagiva alle minacce mafiose: <\/span><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span><span style=\"font-size: small;\"><span><em>Spero che i protagonisti delle intimidazioni cambino modo di pensare e tornino alla ragionevolezza. Si affianchino a noi per chiedere alle istituzioni ci\u00f2 che \u00e8 indispensabile per la vita civile del quartiere. E\u2019 la questura a dire che a Brancaccio vivono parecchie famiglie a rischio, bambini che sono a un passo dal diventare come il fratello maggiore, la sorella, i genitori. Stavamo tentando di strapparli a questo destino, di comunicare loro valori nuovi rispetto a quelli trasmessi dalla strada: perch\u00e9 fermarci? Chi usa la violenza non \u00e8 un uomo, chiediamo a chi ci ostacola di riappropriarsi dell\u2019umanit\u00e0\u201d.<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span style=\"font-size: small;\"><span>Qui Puglisi anticipa le ragioni del suo martirio. User\u00e0 le stesse parole un anno pi\u00f9 tardi il procuratore Giancarlo Caselli per commentare l\u2019incriminazione dei boss di Brancaccio, Giuseppe e Filippo Graviano, come mandanti dell\u2019uccisione di don Puglisi: <\/span><span><em>\u201cL\u2019hanno ucciso soprattutto perch\u00e9 toglieva i ragazzi dalla strada e li strappava a Cosa nostra. E\u2019 questa la sua colpa: aver voluto sottrarre ai boss i loro quadri potenziali, erodere il loro retroterra. Un impegno sociale e civile che non \u00e8 stato tollerato perch\u00e9 faceva venir meno un humus molto fertile\u201d.<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span style=\"font-size: small;\">Ed ecco alcune parole cristiane fondamentali, che risuonavano nella predicazione di don Puglisi, come sono consegnate agli appunti di alcune lezioni che teneva ai giovani nei campi estivi organizzati dalla parrocchia:<\/span><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span><span style=\"font-size: small;\"><span><em>La persecuzione perch\u00e9 seguaci di Cristo non \u00e8 solo un fatto di altri tempi ma anche dei giorni nostri (&#8230;) E\u2019 difficilissimo morire per un amico, ma morire per dei nemici \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile. Cristo per\u00f2 \u00e8 morto per noi quando ancora eravamo suoi nemici (&#8230;)<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span><span style=\"font-size: small;\"><span><em>Ges\u00f9 ama tutte le persone che incontra, fosse anche il suo peggior nemico. Una delle sue ultime parole \u00e8 stato il perdono per quelli che lo avevano inchiodato sulla croce (&#8230;)<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span><span style=\"font-size: small;\"><span><em>Testimoniare Cristo pu\u00f2 anche diventare martirio. E, se andiamo all\u2019etimologia greca, vediamo che il martire in quella lingua \u00e8 proprio il testimone. Dalla testimonianza al martirio il passo \u00e8 breve, anzi \u00e8 proprio il martirio che d\u00e0 valore alla testimonianza (&#8230;)<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span><span style=\"font-size: small;\"><span><em>Venti, sessanta, cento anni&#8230; la vita. A che serve se sbagliamo direzione? Ci\u00f2 che importa \u00e8 incontrare Cristo, vivere con lui, annunciare il suo amore che salva. Portare speranza e non dimenticare che tutti, ciascuno al proprio posto, anche pagando di persona, siamo i costruttori di un mondo nuovo\u201d.<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span style=\"font-size: small;\">Compiva gli anni, don Pino, quel 15 settembre in cui gli spararono: 56 anni. Questi appunti sono della seconda met\u00e0 degli anni ottanta. Essi ci dicono quanto fosse matura e serena la scelta evangelica di don Puglisi: la concentrazione sull\u2019essenziale, riconducendo tutto a Cristo, senza dimenticare mai i fratelli. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span style=\"font-size: small;\"><span>Sulla disponibilit\u00e0 a dare la vita i biografi hanno raccolto molte frasi dette ai collaboratori nelle ultime settimane, quando la sua azione pubblica si era fatta pi\u00f9 decisa, quasi in risposta all\u2019infittirsi delle intimidazioni: <\/span><span><em>\u201cIl massimo che possono farmi \u00e8 ammazzarmi. E allora? Non me ne importa niente se mi ammazzano. Io non ho moglie e figli\u201d.<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span style=\"font-size: small;\"><span>Un primo sostanziale riconoscimento del martirio di Puglisi venne in tempi rapidi dall\u2019arcivescovo di Palermo Salvatore Pappalardo e da Giovanni Paolo II. Il Papa polacco lo nomin\u00f2 tre volte, durante la visita a Catania e a Siracusa del 4-6 novembre 1994 e in occasione del \u201csecondo convegno ecclesiale nazionale\u201d che si \u00e8 tenuto a Palermo nel novembre del 1995. A Catania ha messo il suo nome in un elenco di santi e beati siciliani: <\/span><span><em>\u201cPenso anche a don Giuseppe Puglisi, coraggioso testimone della verit\u00e0 del Vangelo\u201d.<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span style=\"font-size: small;\"><span>Tra le numerose testimonianze rese da Pappalardo, amico e arcivescovo di don Puglisi, riporto questa che fa riferimento all\u2019attestato papale: <\/span><span><em>\u00abE\u2019 molto significativo che tra i grandi testimoni della fede, di una fede che arriva al martirio in Sicilia, il Papa abbia ricordato anche il nostro don Giuseppe Puglisi \u201ccoraggioso testimone della fede\u201d. Io sono stato molto grato al Papa, gliel\u2019ho anche detto, per questa grande sensibilit\u00e0, per questo accenno che lui ha voluto fare e che a noi fa comprendere come questa figura luminosa di Puglisi la dobbiamo tenere come un segno, in alto, per ispirarci alla sua azione e alla sua spiritualit\u00e0\u00bb <\/em><\/span><span>(intervista ad \u201cAvvenire\u201d, 11 novembre 1994).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span style=\"font-size: small;\"><span>All\u2019omelia della messa di commiato, il cardinale aveva detto queste parole, forse ancora pi\u00f9 impegnative: <\/span><span><em>\u201cPadre Puglisi \u00e8 morto per aver avuto fame e sete di giustizia divina e umana. E\u2019 morto per questa sete di cose giuste. Niente lo ha fermato: n\u00e9 morte, n\u00e8 vita, n\u00e8 presente, n\u00e8 futuro&#8230; Niente e nessuno ha potuto impedire il suo grande amore per Dio che diventava, come dev\u2019essere per ogni cristiano, interesse, solidariet\u00e0, servizio per quanti hanno bisogno di essere aiutati nel corpo e nello spirito\u201d.<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span style=\"font-size: small;\">La mafia siciliana avrebbe messo le bombe che il 29 luglio 1993 danneggiarono le chiese romane di San Giovanni e San Giorgio al Velabro e avrebbe ucciso don Puglisi per dare un avvertimento alla Chiesa, dopo il monito del Papa ai mafiosi, pronunciato il 9 maggio ad Agrigento: lo hanno raccontato i pentiti ai giudici e lo dichiara alla stampa il 14 luglio 1994 il procuratore capo di Roma Michele Coiro, annunciando otto ordini di custodia cautelare. Secondo i pentiti gli obiettivi da colpire &#8211; in risposta all\u2019ondata di arresti di boss latitanti, tra i quali Tot\u00f2 Riina &#8211; erano i funzionari dello Stato, la Chiesa e la stampa. Ricordato il monito del Papa ai mafiosi, il procuratore afferma: \u201cA questo contesto sono legati gli attentati a piazza San Giovanni e a via San Giorgio al Velabro, poi proseguiti con l\u2019uccisione di padre Pugliesi\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span><span style=\"font-size: small;\">Il magistrato Pier Luigi Vigna (che indagava su una serie di attentati mafiosi) disse il 4 marzo 1995 che Don Pino Puglisi, a suo giudizio, fu colpito perch\u00e9\u201a con la sua attivit\u00e0 pastorale \u201ccontendeva territorio alla mafia\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span><span style=\"font-size: small;\"><span><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>Francesco Deliziosi, \u201c3P. Padre Pino Puglisi. La vita e la pastorale del prete ucciso dalla mafia\u201d, Paoline, Milano 1994, pp. 214, lire 15.000. In occasione della beatificazione \u00e8 uscito un nuovo volume del deliziosi, &#8220;Pino Puglisi il prete che fece tremare la mafia con un sorriso&#8221; (Rizzoli 2013), che documenta come le sentenze dei tribunali e le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia siano state decisive per la causa di canonizzazione. Francesco Anfossi, \u201cPuglisi: un piccolo prete tra i grandi boss\u201d, Edizioni Paoline, Milano 1994. Sempre di Anfossi, &#8220;E li guard\u00f2 negli occhi&#8221;, San Paolo 2013. Vincenzo Bertolone, arcivescovo di Catanzaro e postulatore della causa nella sua fase finale, tratta anche del rapporto Chiesa-mafia: &#8220;Padre Pino Puglisi beato. Profeta e martire&#8221; (San Paolo 2013). Francesco Palazzo \u2013 Augusto Cavadi \u2013 Rosaria Cascio, <\/strong><\/span><\/span><span><span style=\"font-size: x-small;\"><em><strong>Beato tra i mafiosi. Don Puglisi: storia, metodo, teologia<\/strong><\/em><\/span><\/span><span><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>, Di Girolamo Editore, Palermo 2013, 199 pagine, 15.00 euro.<\/p>\n<p>La dichiarazione di Giancarlo Caselli che riporto nel mio profilo \u00e8 in Deliziosi \u201c3P\u201d, cit,, p.179. Sempre da questo volume, capitolo \u201cLa parola a padre Pino\u201d, pp. 81-91, sono prese le citazioni dai suoi scritti; l\u2019ultimo brano \u00e8 a p. 80. Ivi anche, pp. 21s le battute sull\u2019eventualit\u00e0 di essere ucciso. Le parole del cardinale all\u2019omelia della messa di commiato, ivi a p.189. <\/strong><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span><span style=\"font-size: small;\"><span><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>[maggio 2013]<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe, prete di Palermo, ucciso dalla mafia la notte del 15 settembre 1993 mentre rientra a casa e sta per aprire la porta. 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