{"id":1179,"date":"2009-03-20T10:25:20","date_gmt":"2009-03-20T09:25:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=1179"},"modified":"2009-03-20T10:25:20","modified_gmt":"2009-03-20T09:25:20","slug":"%e2%80%9cla-carita-e-magnanima%e2%80%9d-se-paolo-scrivesse-oggi-ai-corinti","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/%e2%80%9cla-carita-e-magnanima%e2%80%9d-se-paolo-scrivesse-oggi-ai-corinti\/","title":{"rendered":"\u201cLa carit\u00e0 \u00e8 magnanima\u201d. Se Paolo scrivesse oggi ai Corinti"},"content":{"rendered":"<p>A che penserebbe oggi l\u2019apostolo Paolo dicendo \u201cla carit\u00e0 \u00e8 magnanima\u201d? Era un richiamo ai cristiani di Corinto che circa il 53 dopo Cristo si cavavano gli occhi animatamente gareggiando per fazioni allo stato nascente: \u201cIo sono di Apollo, io sono di Paolo\u201d. Proprio come noi che diciamo \u201co con Biffi o con Martini\u201d.<br \/>\nCento pensieri pungenti come questo mi sono venuti preparando una conferenza per l\u2019anno paolino intitolata <em>L\u2019inno di Paolo alla carit\u00e0 attualizzato da un giornalista<\/em> che ho tenuto a Castelvenere (Benevento) su invito del parroco Filippo Figliola e del vescovo di Cerreto Sannita Michele De Rosa. E\u2019 normale che a un giornalista vengano idee a girandola se appena si avventura in quella miniera di suggestioni che \u00e8 il capitolo 13 della <em>Prima lettera ai Corinti<\/em>. A intendere qualcosa di pi\u00f9 della fiorente e incasinata comunit\u00e0 di Corinto, amatissima da Paolo, mi ha aiutato un\u2019amica del blog, Claudia Leo, che ha avuto occasione di studiarla e che ringrazio.<\/p>\n<p><strong>Erano appena battezzati <\/strong><br \/>\n<strong>e gi\u00e0 sdottoravano<\/strong><br \/>\nQui Paolo parla a una comunit\u00e0 scossa da entusiasmo carismatico e divisioni, inserita in una societ\u00e0 libertaria che ostentava l\u2019attrazione dei corpi proprio come la nostra. Tra loro c\u2019\u00e8 \u201cuno che convive con la moglie di suo padre\u201d (5, 1). Nelle assemblee volano accuse di eresia, c\u2019\u00e8 chi mescola riti pagani e cristiani e chi nega la resurrezione. La variet\u00e0 dei carismi non edifica ma divide.<br \/>\nErano appena battezzati quei cristianucci di Corinto, pi\u00f9 o meno come Magdi Cristiano Allam, e gi\u00e0 battagliavano su questioni grandiose: se valesse di pi\u00f9 dare i beni ai poveri o fare miracoli. Ed ecco l\u2019appassionato richiamo di Paolo: tutto questo per cui vi combattete finir\u00e0 e intanto nella vostra diatriba sacrificate l\u2019amore, che solo d\u00e0 valore al resto e mai finir\u00e0.<br \/>\nLa prima scossa il lettore d\u2019oggi la sente al verso 2 dell\u2019inno che \u00e8 forse il pi\u00f9 grande canto d\u2019amore del cristianesimo:<br \/>\n<em>Se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carit\u00e0, non sarei nulla.<\/em><br \/>\nLa disputa sulla fede e sulla carit\u00e0 ci prende oggi pi\u00f9 che mai. C\u2019\u00e8 chi svende tutto in nome del primato della carit\u00e0 e c\u2019\u00e8 chi quel primato lo mette in discussione perch\u00e9 attenta alla \u201cverit\u00e0\u201d.<br \/>\nLa fede non \u00e8 al di sopra di tutto? No, ci dice Paolo e ci assicura che se anche la fede fosse clamorosamente grande, da operare segni straordinari, non eguaglierebbe l\u2019amore, che \u00e8 Dio: ecco perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 in alto. Ed ecco perch\u00e9 \u00e8 meglio leggere \u201camore\u201d dove \u00e8 scritto \u201ccarit\u00e0\u201d: in greco \u201cagape\u201d.<br \/>\nIl versetto 3 \u00e8 ancora pi\u00f9 spiazzante:<br \/>\n<em>E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carit\u00e0, a nulla mi servirebbe. <\/em><br \/>\nQui c\u2019\u00e8 un allarme per noi che siamo sensibilissimi all\u2019amore ma tendiamo a farne un sentimento e siamo sensibili alla carit\u00e0 ma l\u2019intendiamo come beneficienza. La carit\u00e0 non \u00e8 la Caritas e non la possiamo ridurre al soccorso del bisognoso. Qui diviene chiaro che non basta tradurre \u201ccarit\u00e0\u201d, ma bisogna arrivare a tradurre \u201camore\u201d.<br \/>\nElaborati i primi due traumi, entriamo affascinati e guardinghi nella vivente foresta dell\u2019inno che a partire dal versetto 4 canta a una a una le bellezze dell\u2019amore.<br \/>\n<em>La carit\u00e0 \u00e8 magnanima<\/em>: ha il cuore grande, accoglie tutti e fa festa se cade una scomunica. Non si chiude nei movimenti o nei piccoli gruppi.<br \/>\n<em>Benevola \u00e8 la carit\u00e0<\/em>: cio\u00e8 benigna e benefica secondo l\u2019insegnamento di Cristo che passava beneficando tutti.<br \/>\n<em>Non \u00e8 invidiosa<\/em>: non dice al papa \u201cconcedi troppo ai tradizionalisti\u201d ; oppure: \u201ctolleri gli abusi della nuova liturgia\u201d.<br \/>\n<em>Non si vanta<\/em>: qui mi viene un esempio in positivo, quello degli italiani che hanno soccorso gli ebrei nel 1943-45. Ho letto le storie di tanti e non ne ho mai trovato uno che si vantasse del rischio che aveva corso.<br \/>\n<em> <\/em><br \/>\n<strong>Quella lotta di sempre <\/strong><br \/>\n<strong>per la prima fila nell\u2019Aula Nervi<\/strong><br \/>\n<em>Non si gonfia d\u2019orgoglio <\/em>come chi dice \u201cvoi di sinistra non difendete la vita, voi di destra non accogliete lo straniero\u201d. Chi \u00e8 poi di centro si pu\u00f2 gonfiare due volte e questa \u00e8 un\u2019operazione che anche a me \u2013 che non sono proprio di centro \u2013 riesce benissimo: \u201cMa che cristiani siete voi dei due poli?\u201d<br \/>\n<em>Non manca di rispetto<\/em>: possiamo dire che non siamo d\u2019accordo con il pap\u00e0 di Eluana senza chiamarlo \u201cassassino\u201d.<br \/>\n<em>Non cerca il proprio interesse<\/em>: perch\u00e9 cerca l\u2019interesse di Cristo \u2013 che \u00e8 quello di tutti \u2013 ed evita ogni mossa per occupare la prima fila nell\u2019Aula Nervi o per accumulare pergamene gratulatorie.<br \/>\n<em>Non si adira<\/em> come chi dice \u201cquel Messori\u201d o \u201cquel Melloni\u201d hanno esagerato \u201ce ora gliela facciamo pagare\u201d, parole che vengono lanciate a chi esce dal coro, sia a Corinto sia a Milano.<br \/>\n<em>Non tiene conto del male ricevuto<\/em> come il papa teologo che perdona i vescovi lefebvriani, due dei quali \u2013 Bernard Tissier De Mallerais e Richard Williamson \u2013 l\u2019avevano accusato di eresia.<br \/>\n<em>Non gode dell`ingiustizia<\/em>: quando un ladruncolo viene ucciso per \u201ceccesso di difesa\u201d e diciamo \u201cgli sta bene\u201d. O vediamo un potente finire sui giornali per intercettazioni di telefonate sconvenienti ma che non contengono notizie di reato.<br \/>\n<em>Si rallegra della verit\u00e0<\/em>: anche quando non rispecchia la nostra opinione o tocca argomenti spinosi, come la presenza di cattolici in tangentopoli e i preti pedofili.<br \/>\n<em>Tutto scusa: <\/em>anche l\u2019immigrato clandestino, come faranno i medici cristiani nonostante la nuova norma che li autorizza alla delazione. <\/p>\n<p><strong>Il cristiano tutto spera <\/strong><br \/>\n<strong>anche il risveglio di Eluana<\/strong><br \/>\n<em>Tutto crede<\/em>: comprese le giustificazioni di comportamenti apparentemente ingiustificabili, come fanno i genitori con i figli, tanto che la loro testimonianza non vale in tribunale.<br \/>\n<em>Tutto spera: <\/em>anche il risveglio di Eluana e fino all\u2019ultimo giorno. Anche il ritorno dei figli alla messa domenicale.<br \/>\n<em>Tutto sopporta<\/em>: penso a una donna abbandonata dal marito che non sparla di lui con i figli.<br \/>\nDa genitore applicherei tutto l\u2019inno di Paolo agli atteggiamenti delle madri e dei padri. Non c\u2019\u00e8 esperienza pi\u00f9 diffusa dell\u2019amore. E arrivo a pensare che per essere cristiano dovrei tendere ad avere con ogni persona la stessa \u201cbenevolenza\u201d che ho verso i figli.<br \/>\nAnche l\u2019intonazione perdonante che domina l\u2019inno mi pare meglio comprensibile se la proiettiamo sulle piccole e grandi avventure dell\u2019amore genitoriale. Carlo Maria Martini (nel volume <em>L\u2019Utopia alla prova di una comunit\u00e0<\/em>, Piemme 1998, p. 129) osserva che otto delle 15 \u201cnote\u201d della carit\u00e0 elencate da Paolo sono in negativo e anche le altre \u201crichiedono un patire pi\u00f9 che un agire\u201d. Forse \u2013 ipotizza Martini \u2013 Paolo vuole segnalarci che \u201camare non significa fare qualcosa per gli altri, come si pensa abitualmente, ma piuttosto sopportare gli altri come sono\u201d. Dice \u201csopportare\u201d ma io direi accettare, accogliere: come appunto fanno i genitori con i figli, che li accettano come sono. Non finirei di proporre l\u2019amore materno-paterno come pietra di paragone dell\u2019amore oblativo che \u00e8 l\u2019<em>agape<\/em>.<\/p>\n<p><strong>La profezia, le lingue <\/strong><br \/>\n<strong>e i valori non negoziabili<\/strong><br \/>\nIl versetto 8 mi riscuote da questa considerazione imbambolata:<br \/>\n<em>La carit\u00e0 non avr\u00e0 mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesser\u00e0 e la conoscenza svanir\u00e0.<\/em><br \/>\nMai si perde l\u2019amore e anzi alla fine trionfer\u00e0. E non solo l\u2019amore che \u00e8 Dio ma anche \u2013 in lui \u2013 ogni nostro sentimento dettato dall\u2019amore. In un certo senso l\u2019amore \u201c<em>vince sempre anche se al momento questo non appare: ci\u00f2 che si \u00e8 fatto con amore e per amore non avr\u00e0 mai fine, anche se in questo mondo non viene riconosciuto<\/em>\u201d (Martini, <em>l.c.<\/em>, p. 131).<br \/>\nPer esempio: quanto avremo dato ai figli in denaro e libri e tempo e libert\u00e0 e severit\u00e0, tutto potr\u00e0 essere da loro contraddetto \u2013 \u201cnon mi hai mai dato un capretto\u201d \u2013 e tutto comunque un giorno finir\u00e0, ma rester\u00e0 l\u2019amore che gli avremo trasmesso.<br \/>\nLa possiamo applicare \u2013 questa idea dell\u2019amore che non si perde e capitalizza in Dio \u2013 anche alle persone che amano senza essere riamate, o che continuano ad amare chi non \u00e8 pi\u00f9 sulla terra.<br \/>\nN\u00e9 voglio restringere l\u2019inno paolino alla prospettiva familiare e interpersonale. Indicando \u201cla via pi\u00f9 sublime\u201d dell\u2019amore (12, 31) l\u2019intenzione di Paolo \u00e8 certamente sociale. Egli vorrebbe indurre i litigiosi cristiani di Corinto e di oggi a mirare in alto nella loro vita comunitaria, lasciando le dispute su che cosa valga di pi\u00f9, la profezia o le lingue, o se i \u201cvalori non negoziabili\u201d siano solo \u201cquei tre\u201d. E mira a ottenere quell\u2019effetto non per autorit\u00e0 ma per attrazione, cantando le meraviglie dell\u2019amore.<br \/>\nPassiamo la vita a chiederci se dovremmo privilegiare la solidariet\u00e0, la pace e l\u2019accoglienza degli stranieri; o la difesa della famiglia, della vita e della libert\u00e0 educativa. Paolo direbbe: tutto questo finisce, cercate l\u2019amore che \u201cnon avr\u00e0 mai fine\u201d. Affermerebbe \u2013 immagino \u2013 che non \u00e8 lo stare a sinistra o a destra che fa la differenza, ma il fatto che vi si stia o non vi si stia in nome dell\u2019amore. C\u2019\u00e8 una prova per sapere se lo facciamo per amore: se il richiamo ai valori cristiani lo svolgiamo per convincere della loro bont\u00e0 chi cristiano non \u00e8 e non per darli in testa ai cristiani dell\u2019altro schieramenti. <\/p>\n<p><strong>\u201cIo voglio essere l\u2019amore\u201d <\/strong><br \/>\n<strong>diceva la piccola Teresa<\/strong><br \/>\nEccoci alla conclusione folgorante dell\u2019inno:<br \/>\n<em>Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carit\u00e0. Ma la pi\u00f9 grande di tutte \u00e8 la carit\u00e0!<\/em><br \/>\nE\u2019 come se Paolo dai petulanti cristiani di Corinto sentisse venire l\u2019obiezione che anche la fede e la speranza non si perdono. Concede che cos\u00ec \u00e8 ma insiste sulla priorit\u00e0 dell\u2019amore che \u00e8 Dio. Una priorit\u00e0 che oggi \u00e8 affermata dall\u2019enciclica <em>Deus caritas est<\/em> (al n. 34 pone l\u2019inno di Paolo a \u201cMagna Carta dell\u2019intero servizio ecclesiale\u201d) e gi\u00e0 ieri lo era nelle parole di Teresa di Lisieux: \u201c<em>Nel cuore della Chiesa mia madre io voglio essere l\u2019amore<\/em>\u201d. Teresa e Benedetto ci dicono insieme l\u2019attualit\u00e0 dell\u2019inno di Paolo.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><br \/>\nda <em>Il Regno<\/em> 4\/2009<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A che penserebbe oggi l\u2019apostolo Paolo dicendo \u201cla carit\u00e0 \u00e8 magnanima\u201d? Era un richiamo ai cristiani di Corinto che circa il 53 dopo Cristo si cavavano gli occhi animatamente gareggiando&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/%e2%80%9cla-carita-e-magnanima%e2%80%9d-se-paolo-scrivesse-oggi-ai-corinti\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">\u201cLa carit\u00e0 \u00e8 magnanima\u201d. Se Paolo scrivesse oggi ai Corinti<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":9,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-1179","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1179","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1179"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1179\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1180,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1179\/revisions\/1180"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}