{"id":12136,"date":"2013-07-09T13:03:38","date_gmt":"2013-07-09T11:03:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=12136"},"modified":"2013-07-09T13:03:38","modified_gmt":"2013-07-09T11:03:38","slug":"francesco-a-lampedusa-gesti-segni-parole","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/articoli-del-corriere-della-sera\/francesco-a-lampedusa-gesti-segni-parole\/","title":{"rendered":"Francesco a Lampedusa. Gesti segni parole"},"content":{"rendered":"<p><em>Pubblicato dal \u201cCorriere della Sera\u201d del 9 luglio 2013<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CITTA\u2019 DEL VATICANO \u2013 Una croce e un calice ricavati dalle carrette del mare, l\u2019altare poggiato su una barca, le parole tragiche di Caino, di Erode e del \u201cMiserere\u201d: \u00e8 vasto il repertorio di segni, gesti e immagini ai quali ha fatto ricorso Francesco per prendere di petto la coscienza del mondo e intimargli di piangere i morti di nessuno come morti di tutti.<\/p>\n<p>La chiamata al pentimento \u00e8 stata insistente: sei volte Francesco ha pronunciato la parola \u201cpianto\u201d e quattro volte il verbo \u201cpiangere\u201d. Quattro volte ha detto \u201csangue\u201d, cinque volte \u201cresponsabile\u201d, \u201cresponsabili\u201d e \u201cresponsabilit\u00e0\u201d. Come un \u201cpadre del deserto\u201d, come un mistico medievale, come un convertito dalle mondanit\u00e0 di ogni tempo ha invocato la \u201ccapacit\u00e0\u201d e il dono delle lacrime: \u201cD<span style=\"color: #000000;\">omandiamo al Signore la grazia di piangere sulla nostra indifferenza\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L\u2019interrogazione centrale dell\u2019omelia \u2013 \u201cChi ha pianto oggi nel mondo?\u201d \u2013 \u00e8 probabile che resti nella storia dei Papi con quel carattere di unicit\u00e0 con cui vi sono restati il saluto alla luna di Giovanni XXIII \u2013 \u201cSi direbbe che <\/span>persino la luna, osservatela in alto, si \u00e8 affrettata stasera a guardare questo spettacolo<span style=\"color: #000000;\">\u201d (11 ottobre 1962) \u2013 e il \u201cNon abbiate paura\u201d di Papa Wojtyla: \u201cAprite, anzi spalancate la porta a Cristo\u201d (22 ottobre 1978). <\/span><\/p>\n<p>Il rito di ieri ha avuto una specie di \u201cingresso processionale\u201d dal mare, sul quale il Papa era uscito su un\u2019imbarcazione per gettare in acqua, dopo averla benedetta, una corona di fiori bianchi e gialli \u2013 i colori della Sede Romana \u2013 in memoria degli annegati che mai ebbero una tomba e fiori su di essa: si dice siano ventimila quelli inghiottiti dalle onde quand\u2019erano in vista dell\u2019isola. Al rientro, sceso dalla barca, Francesco si \u00e8 voltato a guardare il mare: un\u2019occhiata che richiamava \u2013 a chi ne era stato spettatore \u2013 lo sguardo che Papa Wojtyla rivolse all\u2019Oceano dall\u2019imbarco degli schiavi nell\u2019isola di Gor\u00e8e (22 febbraio 1992). Da laggi\u00f9 partivano nei secoli innumerevoli sventurati, qua ne arrivano oggi altrettanti.<\/p>\n<p>Il Papa ha poi indossato i paramenti violacei della liturgia penitenziale elencata dal Messale romano sotto il titolo di \u201cMessa per la remissione dei peccati\u201d. Il viola \u00e8 il colore della Quaresima ed era la prima domenica di Quaresima quando Papa Wojtyla il 12 marzo dell\u2019anno 2000 pronunci\u00f2 in San Pietro la sua epocale richiesta di perdono: la quinta delle sette invocazioni aveva riguardato anche i \u201ccomportamenti\u201d lesivi dei diritti degli immigrati. \u201cI<span style=\"color: #000000;\">n questa Liturgia, che \u00e8 una Liturgia di penitenza, chiediamo perdono\u201d, ha detto ieri Francesco con il tono dolente che fu in quell\u2019occasione sulla bocca di Giovanni Paolo II.<\/span><\/p>\n<p>L\u2019omelia di ieri era mirata a scuotere gli uditori, cio\u00e8 l\u2019intera umanit\u00e0: \u201cVorrei proporre alcune parole che provochino la coscienza di tutti\u201d. Quattro volte il Papa a nome proprio e di tutti ha invocato \u201cperdono\u201d. Queste invocazioni erano state preparate dal canto del Miserere\u201d, cio\u00e8 del <em>Salmo 50<\/em> che dice: \u201cPiet\u00e0 di me, o Dio, nel tuo amore\u201d. Il canto era stato intercalato dall\u2019invocazione \u201cPerdonaci, Signore, abbiamo peccato\u201d.<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La sobriet\u00e0 del rito era stata definita \u201cestrema\u201d, alla viglia, in una sua nota dal Maestro delle cerimonie Guido Marini. E se era possibile il Papa l\u2019ha resa ancora pi\u00f9 drastica, con il tono della voce pi\u00f9 basso e monocorde che mai ed evitando le abituali chiamate della folla a interagire con lui. All\u2019inizio dell\u2019omelia neanche ha detto, come d\u2019abitudine, \u201cfratelli e sorelle\u201d ma \u00e8 partito in <\/span><span style=\"color: #000000;\"><em>medias res<\/em><\/span><span style=\"color: #000000;\"> \u2013 cio\u00e8 senza preamboli \u2013 con un riferimento alle cronache venute ultimamente da Lampedusa: \u201cImmigrati morti in mare\u201d sono state le sue prime parole, che ha detto di aver preso dai \u201ctitoli dei giornali\u201d. Quasi che dire \u201cfratelli e sorelle\u201d fosse inopportuno, in un giorno di lutto. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">A met\u00e0 dell\u2019omelia Francesco ha citato il Manzoni \u2013 \u201cRitorna la figura dell\u2019Innominato\u201d \u2013 per dire che oggi siamo un po\u2019 tutti \u201cinnominati, responsabili senza nome e senza volto\u201d. Da antico docente di letteratura spagnola ha richiamato poi una commedia di Lope de Vega per dire al mondo che di fronte alla morte dei disperati del mare tutti ci poniamo nell\u2019atteggiamento degli abitanti della citt\u00e0 di<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\"><em>Fuente Ovejuna<\/em><\/span><span style=\"color: #000000;\"> che alla domanda \u201cchi abbia ucciso il governatore\u201d rispondono al magistrato: <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00ab<\/span><span style=\"color: #000000;\"><em>Fuente Ovejuna<\/em><\/span><span style=\"color: #000000;\">, Signore\u00bb. Cio\u00e8 \u201ctutti e nessuno\u201d, ha commentato. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Le uscite dell\u2019immaginifico Bergoglio, lettore di Borges, ieri sono state due e ambedue legate alla parola \u201cbenessere\u201d: il benessere che porta \u201call\u2019anestesia del cuore\u201d e che \u201cci fa vivere in bolle di sapone\u201d. Fino alla metafora naif e surreale del Re Erode che \u201csemina morte per difendere il proprio benessere, la propria bolla di sapone\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Infine gli arredi usati nel rito.<\/span> Si sa che Bergoglio li vuole spogli, ma forse la spoliazione di ieri \u00e8 destinata a restare ineguagliata. Non aveva portato con s\u00e9 nessuna delle due \u201cferule\u201d (croci pastorali) che usa in Vaticano: quella con il crocifisso avuta da Paolo VI e l\u2019altra istoriata di Benedetto, ma ne impugnava una di legno con i colori bianco e azzurro della barca da cui \u00e8 stata tratta. \u00abNel braccio orizzontale \u2013 aveva spiegato Marini \u2013 sono incisi due pesci, mentre in quello verticale vi sono cinque pani, per richiamare il brano evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci \u00bb.<\/p>\n<p>Anche il calice, l\u2019altare e l\u2019ambone \u2013 cio\u00e8 il leggio: ornato con il timone di un\u2019imbarcazione \u2013 erano di legno, il calice provvisto all\u2019interno, come prescrivono i canoni, di una coppa d\u2019argento. Oggetti tutti realizzati da un falegname di Lampedusa, Franco Tuccio.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/p>\n<p>www.luigiaccattoli.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato dal \u201cCorriere della Sera\u201d del 9 luglio 2013 &nbsp; CITTA\u2019 DEL VATICANO \u2013 Una croce e un calice ricavati dalle carrette del mare, l\u2019altare poggiato su una barca, le&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/articoli-del-corriere-della-sera\/francesco-a-lampedusa-gesti-segni-parole\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Francesco a Lampedusa. 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