{"id":1281,"date":"2009-04-04T12:15:27","date_gmt":"2009-04-04T11:15:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=1281"},"modified":"2010-11-21T21:37:34","modified_gmt":"2010-11-21T21:37:34","slug":"oltre-la-morte-l%e2%80%99orizzonte-di-una-vita-nuova","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/oltre-la-morte-l%e2%80%99orizzonte-di-una-vita-nuova\/","title":{"rendered":"Oltre la morte. L\u2019orizzonte di una vita nuova"},"content":{"rendered":"<p>Per la serie \u201cNascere e morire nella Bibbia\u201d<br \/>\na cura del Centro di studi biblici di Sacile<br \/>\n<em>Sala Capitanio in Palazzo Carli Gioved\u00ec 2 aprile 2009 \u2013 ore 20,30<\/em><\/p>\n<p>Ho iniziato a meditare in vista di questo incontro all\u2019inizio della Quaresima, quando ho preso le ceneri nella Cappella Giulia di Santa Maria Maggiore, luogo dove spontanea viene l\u2019invocazione della vita oltre la morte essendo quella Cappella \u2013 che \u00e8 di Michelangelo \u2013 dominata dall\u2019idea del Giudizio visivamente richiamata dagli angeli con le trombe mirate ai punti cardinali. Il celebrante us\u00f2 la formula tradizionale: \u201cRic\u00f2rdati che sei polvere e in polvere tornerai\u201d. Mi sono detto: partir\u00f2 da queste \u201cceneri\u201d quando parler\u00f2 a Sacile.<\/p>\n<p>L\u2019uomo medievale aveva bisogno di ricordare che era \u201cpolvere\u201d, noi invece facciamo difficolt\u00e0 a ricordare che siamo chiamati a una nuova vita oltre la morte. Il sentimento della finitudine ci \u00e8 spontaneo. Quello della vita eterna ci ammutolisce. Ma io ora sono chiamato a rompere questo silenzio. Mi conforta il fatto di essere stato chiamato non come biblista, che non sono, ma come un comune lettore della Bibbia che comunica la sua traccia di lettura agli altri lettori.<\/p>\n<p>Affronter\u00f2 il grande argomento in due tempi: con il primo richiamer\u00f2 gli elementi essenziali della fede biblica sulla resurrezione della carne e sulla vita eterna, con il secondo mi fermer\u00f2 su alcuni testi ai quali sono abituato a ricorrere nella mia preghiera quando mi trovo alle prese con l\u2019esperienza della morte. Prima dunque il quadro di insieme e poi la scelta personale.<\/p>\n<p><strong>Credo la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verr\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Sono le ultime due affermazioni del <em>Credo <\/em>che recitiamo la domenica in chiesa. Vediamo che cosa \u201cafferma\u201d la nostra fede con l\u2019una e con l\u2019altra. Da dove ci viene innanzitutto la fede biblica nella resurrezione della carne? Viene da lontano. Essa \u00e8 gi\u00e0 esplicita nel tardo giudaismo.<\/p>\n<p>Nel secondo Libro dei Maccabei \u2013 che risale al secondo secolo prima di Cristo \u2013 vi sono queste due menzioni di tale fede: \u00ab<em>Il Re del mondo, dopo che saremo morti per le sue leggi, ci risusciter\u00e0 a vita nuova ed eterna<\/em>\u00bb (7,9); \u00ab<em>\u00c8 bello morire a causa degli uomini, per attendere da Dio l&#8217;adempimento delle speranze di essere da lui di nuovo risuscitati<\/em>\u00bb (7,14).<\/p>\n<p>Incerta nei secoli precedenti, la fede nella resurrezione \u00e8 dominante nell\u2019ebraismo del tempo di Ges\u00f9, che l\u2019afferma con totale sicurezza nella disputa con i sadducei, che la negavano: \u201c<em>A riguardo poi dei morti che devono risorgere, non avete letto nel libro di Mos\u00e8, a proposito del roveto, come Dio gli parl\u00f2 dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e di Giacobbe? Non \u00e8 un Dio dei morti ma dei viventi! Voi siete in grande errore<\/em>\u201d (<em>Marco<\/em> 12, 26 e 27).<\/p>\n<p>L\u2019apporto proprio di Ges\u00f9 \u00e8 che egli lega la fede nella resurrezione alla sua stessa persona: \u201c<em>Ges\u00f9 le disse: \u2018Tuo fratello risusciter\u00e0\u2019. Gli rispose Marta: \u2018So che risusciter\u00e0 nell`ultimo giorno\u2019. Ges\u00f9 le disse: \u2018Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivr\u00e0; chiunque vive e crede in me, non morr\u00e0 in eterno\u2019 <\/em>\u201d (<em>Giovanni<\/em> 11, 23-26)<\/p>\n<p>Il legame tra il Cristo e il mistero della resurrezione sar\u00e0 accolto e tenuto come centrale dai cristiani di tutti i tempi. Essere testimone di Cristo \u00e8 essere \u00abtestimone della sua risurrezione\u00bb (<em>Atti <\/em> 1,22), aver \u00abmangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti\u00bb (ivi 10,41), o aver accolto l\u2019attestazione di coloro che mangiarono e bevvero. La speranza cristiana nella resurrezione \u00e8 dettata dagli incontri con Cristo risorto. \u201cNoi risusciteremo come lui, con lui, per mezzo di lui\u201d afferma il Catechismo della Chiesa cattolica al paragrafo 995.<\/p>\n<p>Dobbiamo contemplare la resurrezione di Cristo per intendere la nostra: \u00ab<em>Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io!<\/em>\u00bb dice il risorto in <em> Luca <\/em>24,39. Dunque risorgeremo con il nostro corpo. Ma sar\u00e0 un corpo \u201ctrasfigurato in corpo glorioso\u201d (<em>Filippesi<\/em> 3, 21) e in \u00abcorpo spirituale\u00bb (<em>1 Corinti <\/em> 15,44),  perch\u00e9 \u201c\u00e8 necessario che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilit\u00e0 e questo corpo mortale si vesta di immortalit\u00e0\u00bb (ivi 15, 53).<\/p>\n<p><strong>Quelle cose che occhio non vide n\u00e9 orecchio ud\u00ec<\/strong><\/p>\n<p>In che cosa consiste la \u201cvita nuova\u201d dei risorti in Cristo? Qui siamo nell\u2019indicibile. Nelle \u201cprofondit\u00e0 di Dio\u201d come dice Paolo nel secondo capitolo della Prima lettera ai Corinti. La fede della Chiesa non ci dice nulla sul \u201ccome\u201d della resurrezione e parimenti non ci informa sul \u201cche cosa\u201d della nuova vita.<\/p>\n<p>Ci mette anzi in guardia dalla pretesa di avere tali risposte: \u00ab<em>Quelle cose che occhio non vide, n\u00e9 orecchio ud\u00ec, n\u00e9 mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano<\/em>\u00bb (<em>1 Corinti <\/em>2,9). E ancora: \u201c<em>Di queste cose noi parliamo, non con un linguaggio suggerito dalla sapienza umana, ma insegnato dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali<\/em>\u201d (ivi 2, 13).<\/p>\n<p>Come possiamo intendere oggi questo \u201clinguaggio insegnato dallo Spirito\u201d? Pragmaticamente io l\u2019intendo come amorevole accoglienza delle parole che ci furono donate, senza aspirare a cavarne risposte di \u201csapienza umana\u201d. Oggi ci \u00e8 chiaro che del \u201cCielo\u201d \u2013 dove vedremo Dio \u201ccos\u00ec come egli \u00e8\u201d (<em>1 Giovanni<\/em> 3, 2) e dove staremo con lui \u201cfaccia a faccia\u201d (<em>1 Corinti<\/em> 13, 12) \u2013 la Scrittura ci parla per immagini: <em>vita, luce, pace, banchetto di nozze, unione sponsale, vino del Regno, casa del Padre, Gerusalemme celeste, paradiso, cieli nuovi e terra nuova<\/em>.<\/p>\n<p>Sempre con linguaggio figurato ci viene detto che nella Gerusalemme celeste Dio avr\u00e0 la sua \u201ctenda\u201d in mezzo agli uomini: \u201c<em>Egli abiter\u00e0 con loro (\u2026) e terger\u00e0 ogni lacrima dai loro occhi; non ci sar\u00e0 pi\u00f9 la morte, n\u00e9 lutto, n\u00e9 lamento, n\u00e9 affanno perch\u00e9 le cose di prima sono passate<\/em>\u201d (<em>Apocalisse <\/em>21,4).<\/p>\n<p>Il linguaggio \u201cinsegnato dallo Spirito\u201d ci informa infine che non soltanto l\u2019umanit\u00e0 sar\u00e0 rinnovata, ma anche il cosmo: \u201c<em>La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti \u00e8 stata sottomessa alla caducit\u00e0 &#8211; non per suo volere, ma per volere di colui che l`ha sottomessa &#8211; e<br \/>\nnutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavit\u00f9 della corruzione, per entrare nella libert\u00e0 della gloria dei figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non \u00e8 la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l`adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Poich\u00e9 nella speranza noi siamo stati salvati<\/em>\u201d (<em>Romani<\/em> 8, 19-24).<\/p>\n<p><strong>Dio non ha creato la morte<\/strong><\/p>\n<p>Fin qui il prospetto biblico della nostra fede sulla \u201cvita nuova\u201d che ci attende \u201coltre la morte\u201d. Ed eccoci alla seconda parte, pi\u00f9 personale, della mia riflessione nella quale ci fermeremo un poco su cinque passi della Scrittura che io \u2013 nella mia esperienza di riflessione e di preghiera, come anche di conversazione con gli altri credenti \u2013 ho trovato di maggiore aiuto a pensare il nostro destino oltre la morte e anche di consolazione, nell\u2019attesa del ritrovamento delle persone che ci hanno lasciato.<\/p>\n<p>Il primo brano \u00e8 del libro della <em>Sapienza<\/em> 1, 13-15: \u201c<em>Dio non ha creato la morte \/e non gode per la rovina dei viventi. \/ Egli infatti ha creato tutto per l\u2019esistenza: \/ le creature del mondo sono sane, \/ in esse non c\u2019\u00e8 veleno di morte, \/ n\u00e9 gli inferi regnano sulla terra, \/ perch\u00e9 la giustizia \u00e8 immortale<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Sappiamo come nella cultura moderna si sia fatta dominante l\u2019obiezione a Dio che si fa forte del nostro destino di morte: perch\u00e9 la sofferenza e la morte \u2013 somma di tutte le sofferenze \u2013 se Dio \u00e8 vita? E come pu\u00f2 essere buono se ha creato la morte?<\/p>\n<p>Noi siamo in difficolt\u00e0 a rispondere a noi stessi \u2013 prima che sulla scena pubblica \u2013 perch\u00e9 la nostra tradizione spirituale, non sempre e non sufficientemente biblica, ci condiziona fin dal linguaggio e quasi ci spinge a pensare che tutto viene da Dio: \u201cnon si muove foglia che Dio non voglia\u201d. E dunque se muore una mamma che ha bambini piccoli, \u00e8 Dio che ha voluto cos\u00ec! Se fa naufragio un barcone con trecento clandestini a bordo, se una scuola cade per terremoto sui bambini e le maestre\u2026<\/p>\n<p>Questo \u00e8 profondamente errato, non \u00e8 biblico.  Dio non ha creato la morte, non l\u2019ha voluta e non la vuole per nessuno. Non \u00e8 lui a deciderla. Essa \u00e8 entrata nel mondo \u201cper l\u2019invidia del diavolo\u201d, dice ancora la Sapienza nel secondo capitolo al versetto 22.<\/p>\n<p>Il diavolo, cio\u00e8 \u201cil nemico\u201d come hanno altre traduzioni. Il serpente della Genesi, il tormentatore di Giobbe, il Satana delle tentazioni di Ges\u00f9 e quello che entra in Giuda alla vigilia della passione, la Bestia dell\u2019Apocalisse. E\u2019 l\u2019avversario \u201cantico\u201d che ha introdotto la morte nella creazione, che tutta era stata voluta da Dio \u201csana\u201d e \u201cper l\u2019esistenza\u201d. Nei testi biblici l\u2019avversario \u2013 che \u00e8 \u201comicida fin dall\u2019inizio\u201d (<em>Giovanni<\/em> 8, 44) \u2013 arriva a essere identificato con la morte, tant\u2019\u00e8 che in Paolo leggiamo che \u201cl\u2019ultimo nemico a essere annientato sar\u00e0 la morte\u201d (<em>1Corinti<\/em> 15, 26).<\/p>\n<p>Il \u201cnemico\u201d che introduce la morte nella creazione \u00e8 grande mistero, cos\u00ec grande da spaventare e dunque \u00e8 forte la tentazione di tacitarlo, oggi pi\u00f9 che mai. I credenti tradizionali lo tacitano con un\u2019idea scolastica del \u201cpeccato originale\u201d che viene lavato con il battesimo, come se la narrazione della Genesi e la verit\u00e0 che essa contiene bastassero a spiegare tutto; mentre quelli innovatori tendono a tacitarlo parlando esclusivamente della bont\u00e0 della creazione e dell\u2019uomo, cos\u00ec che non ci sarebbe pi\u00f9 nulla da spiegare. Occorre un recupero conseguente del dramma del male e del peccato e della morte \u2013 massimo tra i mali e tra i peccati \u2013 che il nemico ha introdotto tra noi e in noi. Dramma che fa drammatica la veduta cristiana della storia e la realt\u00e0 del nostro passaggio in essa. Verremo recuperati alla vita \u2013 e sar\u00e0 una \u201cvita nuova\u201d \u2013 dopo che su di noi avr\u00e0 trionfato l\u2019avversario portandoci alla morte.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un percorso che possiamo svolgere qui e ora. Ma \u00e8 possibile indicare la direzione in cui potremmo affrontarlo da lettori della Bibbia: le parabole del Giudizio che troviamo nei Vangeli (bisogner\u00e0 pure intendere in qualche modo il \u201cvia da me maledetti\u201d che esse contengono) e la figura della Bestia dell\u2019Apocalisse e la lotta dell\u2019Agnello con la Bestia, che \u00e8 sempre nell\u2019Apocalisse \u2013 libro che oggi leggiamo cos\u00ec poco e meno ancora intendiamo. L\u2019 \u201cira dell\u2019agnello\u201d (<em>Apocalisse<\/em> 6, 16) che libera l\u2019umanit\u00e0 dall\u2019incubo della Bestia dovrebbe essere un testo da mandare a memoria e da mettere a base della nostra invocazione in ogni esperienza del male, del peccato e della morte.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 tu lo riavessi in eterno<\/strong><\/p>\n<p>Vediamo ora altri tre brani, dal Libro dei Maccabei e da Paolo, tra i pi\u00f9 rispondenti alle domande che ci affollano l\u2019anima quando pensiamo al \u201cmondo che verr\u00e0\u201d. Essi ci assicurano sul ricongiungimento con le persone che ci hanno lasciato. Perch\u00e9 \u00e8 vero che non dobbiamo porre domande carnali a un linguaggio che viene dallo Spirito, ma non c\u2019\u00e8 motivo di dubitare della consolazione e dell\u2019aiuto a credere che pu\u00f2 venirci dalla Scrittura in una materia cos\u00ec decisiva.<\/p>\n<p>Il primo testo \u00e8 in <em>2 Maccabei<\/em> 7, 29 dove la mamma dei sette fratelli Maccabei, mandati a morte dal re pagano perch\u00e9 rifiutano di mangiare carne di maiale, cos\u00ec incoraggia il pi\u00f9 piccolo dei figli a resistere al persecutore: <em> \u201cNon temere questo carnefice ma, mostrandoti degno dei tuoi fratelli, accetta la morte, perch\u00e9 io ti possa riavere insieme con i tuoi fratelli nel giorno della misericordia\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Paolo in <em>2 Corinti<\/em> 4, 14 esorta quelli di Corinto a credere nella resurrezione, precisando che in essa li ritrover\u00e0: \u201c<em>Siamo convinti che colui che ha risuscitato il Signore Ges\u00f9, risusciter\u00e0 anche noi con Ges\u00f9, e ci porr\u00e0 accanto a lui insieme con voi<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Sempre Paolo scrive a <em>Filemone<\/em> (15) che avr\u00e0 con s\u00e9 in eterno lo schiavo Onesimo, ora che \u00e8 divenuto cristiano come il padrone: \u201c<em>Forse per questo<br \/>\n\u00e8 stato separato da te per un momento, perch\u00e9 tu lo riavessi in eterno<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Quando ascoltiamo questo linguaggio in bocca a cristiani di oggi dubitiamo di esso, quasi si trattasse di un cedimento alle nostre debolezze. Credo invece che<br \/>\nquelle rassicurazioni bibliche vadano accolte anche oggi e pienamente come suonano. Della \u201cvita del mondo che verr\u00e0\u201d quasi solo questo sappiamo, per quanto attiene al resto dell\u2019umanit\u00e0 e dunque questo elemento dovremmo averlo caro.<\/p>\n<p><strong>Oggi sarai con me nel paradiso<\/strong><\/p>\n<p>In questa riflessione personale sui testi biblici riguardanti la \u201cnuova vita\u201d, abbiamo svolto una considerazione severa nei confronti del linguaggio tradizionale, che riferisce la morte alla volont\u00e0 di Dio; ma abbiamo anche condiviso, testi alla mano, la speranza nel ricongiungimento con quanti abbiamo conosciuto nella vita.<\/p>\n<p>Ora vediamo l\u2019ultimo e il pi\u00f9 caro \u2013 per me \u2013 tra i testi biblici che ho raccolto per questa conversazione, sempre nell\u2019ordine dell\u2019aiuto a credere e della compagnia in cui ci ritroveremo nel Regno: si tratta delle parole che Ges\u00f9 dice dalla croce al ladrone che gli chiede di ricordarlo quando sar\u00e0 nel Regno: \u201c<em>Oggi con me sarai nel paradiso<\/em>\u201d (<em>Luca<\/em> 23, 43).<\/p>\n<p>Anche queste parole ci incoraggiano all\u2019uso del linguaggio tradizionale sull\u2019attesa del Cielo e del Paradiso. Della \u201cvita nuova\u201d \u2013 dicevo sopra \u2013 quasi nulla sappiamo. \u201cOcchio non vide, n\u00e9 orecchio ud\u00ec\u201d. Essa \u00e8 nascosta nelle \u201cprofondit\u00e0 di Dio\u201d. Ma ci \u00e8 stato detto che essa \u00e8 stata preparata per noi, che in essa lo vedremo \u201cfaccia a faccia\u201d e in essa ritroveremo chi fu con noi in questa vita.<\/p>\n<p>Termino con la preghiera detta \u201craccomandazione del morente\u201d, che \u00e8 proposta dal Rito romano dell\u2019unzione degli infermi e che bene riassume quanto abbiamo ascoltato nei testi ispirati che ho richiamato: \u00ab<em>Parti, anima cristiana, da questo mondo, nel nome di Dio Padre onnipotente che ti ha creato, nel nome di Ges\u00f9 Cristo, Figlio del Dio vivo, che \u00e8 morto per te sulla croce, nel nome dello Spirito Santo, che ti \u00e8 stato dato in dono; la tua dimora sia oggi nella pace della santa Gerusalemme, con la Vergine Maria, Madre di Dio, con san Giuseppe, con tutti gli angeli e i santi. [&#8230;] Tu possa tornare al tuo Creatore, che ti ha formato dalla polvere della terra. Quando lascerai questa vita, ti venga incontro la Vergine Maria con gli angeli e i santi. [&#8230;] Mite e festoso ti appaia il volto di Cristo e possa tu contemplarlo per tutti i secoli in eterno<\/em>\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la serie \u201cNascere e morire nella Bibbia\u201d a cura del Centro di studi biblici di Sacile Sala Capitanio in Palazzo Carli Gioved\u00ec 2 aprile 2009 \u2013 ore 20,30 Ho&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/oltre-la-morte-l%e2%80%99orizzonte-di-una-vita-nuova\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Oltre la morte. 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