{"id":13192,"date":"2013-12-14T19:48:28","date_gmt":"2013-12-14T18:48:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=13192"},"modified":"2013-12-14T19:48:28","modified_gmt":"2013-12-14T18:48:28","slug":"presentazione-del-libro-invisibili-eroi-di-cecilia-vedana","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/presentazione-del-libro-invisibili-eroi-di-cecilia-vedana\/","title":{"rendered":"Presentazione del libro \u201cInvisibili eroi\u201d di Cecilia Vedana"},"content":{"rendered":"<p>Presentazione del libro<br \/>\n\u201cInvisibili eroi\u201d di Cecilia Vedana<br \/>\n[Ed. L\u2019Erudita, Roma 2013, pp. 113, euro 12.00] <\/p>\n<p>organizzata dalla FIDAF \u2013 via Livenza 6 \u2013 Roma<br \/>\nnel corso di un appuntamento in memoria del titolo di \u201cDottore in Scienze Agrarie\u201d<br \/>\nattribuito a Giovanni Paolo II dall\u2019Accademia polacca delle Scienze Agrarie<br \/>\n27 novembre 2013 \u2013 ore 17, 30<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un incontro a pi\u00f9 temi e dunque dir\u00f2 tre parole: una sul Papa polacco e l\u2019agricoltura, un\u2019altra sulla \u201csantit\u00e0 diffusiva\u201d di Karol Wojtyla, una terza sul libro che presentiamo.<\/p>\n<p>Il Papa polacco e l\u2019agricoltura<br \/>\nPensando a Giovanni Paolo II in rapporto al lavoro dei campi mi viene alla mente la pagina 71 del libretto autobiografico Dono e mistero. Nel 50\u00b0 del mio sacerdozio [Libreria Editrice Vaticana 1996] nella quale narra l\u2019arrivo nella parrocchia contadina alla quale fu inviato subito dopo l\u2019ordinazione: \u00abCamminavo tra campi di grano con le messi in parte gi\u00e0 mietute, in parte ancora ondeggianti al vento. Quando finalmente giunsi nel territorio della parrocchia di Niegowic mi inginocchiai e baciai la terra. Avevo imparato questo gesto da San Giovanni Maria Vianney\u00bb.<br \/>\nI campi di grano tornano pi\u00f9 volte nelle sue memorie e nelle poesie. In una poesia c\u2019\u00e8 questa veduta campestre, che certamente deve qualcosa \u2013 per quel grano che si fonde con la luce \u2013 al Van Gogh meno tormentato, quello innamorato dei campi della Provenza: \u00abQuando penso \u201cpatria\u201d odo ancora il fruscio della falce \/ che tocca un muro di grano \/ divenuto tutt\u2019uno con la luce abbagliante del cielo\u00bb (K. Wojtyla, Il sapore del pane. Poesie, Libreria Editrice Vaticana 1979, p. 120). Quel \u201cmuro di grano\u201d nel dialetto della campagna marchigiana tra Recanati e Osimo, nella quale sono nato, \u00e8 chiamata \u201cfitta\u201d e mi fa pensare a come sia stato coeso nei secoli l\u2019immaginario popolare tra la Polonia, le Marche, la Provenza. E oltre.<br \/>\nPi\u00f9 tardi, chiamato a Cracovia per occuparsi dei giovani, il giovane Wojtyla fonda un gruppo che denomina \u00abSrodowisko\u00bb [ambiente], per mettere i ragazzi a contatto con la natura, che considera un canale privilegiato per arrivare a Dio: \u00abSole e stelle, acqua ed aria, piante ed animali \u2013 dir\u00e0 il 27 maggio 1984 a pi\u00f9 di cinquemila giovani durante la visita pastorale a Viterbo \u2013 sono doni con cui Dio ha reso confortevole e bella la dimora che nel suo amore ha preparato all\u2019uomo sulla terra\u00bb.<\/p>\n<p>La santit\u00e0 diffusiva di Giovanni Paolo II<br \/>\nNel volumetto di Cecilia Vedana, dove una decina dei 27 racconti hanno il Papa polacco sullo sfondo, Giovanni Paolo ci viene incontro come figura archetipa o comunque simbolica fatta oggetto di una qualche attenzione da parte della pi\u00f9 diversa umanit\u00e0: e cos\u00ec \u00e8 stato per tanti \u2013 oso affermare \u2013 nella realt\u00e0 dei decenni a cavallo del XX\u00b0 e XXI\u00b0 secolo, per persone dei pi\u00f9 diversi paesi e delle pi\u00f9 varie condizioni che sono state ridestate alla fede, o quantomeno alla speranza, dalla testimonianza umana e cristiana di questo Papa. Il suo specifico \u00e8 stato di essersi presentato al mondo come un uomo pienamente appartenente alla sua epoca eppure pienamente capace di mettersi in Dio.<br \/>\nIn occasione della proclamazione a beato di Giovanni Paolo II \u2013 che il prossimo 27 aprile sar\u00e0 proclamato santo \u2013 ebbi a condurre un\u2019indagine sull\u2019irradiazione della sua \u201csantit\u00e0 diffusiva\u201d, o santit\u00e0 \u201cche converte\u201d, come conclusi con il chiamarla [Convertiti da Karol. Inchiesta sulla santit\u00e0 diffusiva del beato Wojtyla, \u201cIl Regno attualit\u00e0\u201d\u00a012\/2011], raccogliendo una quarantina di testimonianze di persone che nella sua figura, nella sua predicazione, nella sua reazione alla sofferenza avevano trovato un aiuto a vivere o a credere. Non credenti o cristiani dubbiosi, non praticanti, conviventi, divorziati risposati e altri\u00a0sono stati raggiunti in qualche modo dalla sua \u201csantit\u00e0\u201d; e questa stessa attrazione in definitiva attesta \u2013 per via di intuizione d\u2019artista \u2013 la nostra Cecilia nelle storie che gli dedica e delle quali sono protagoniste venditrici di fragole al mercato di Cracovia, ragazzi, mamme e bambini, sposi polacchi, funzionari di partito che per un momento della loro vita spensierata o tribolata si voltano verso di lui. <\/p>\n<p>Il segreto \u00e8 nella \u201cparola scambiata\u201d<br \/>\nIl terzo spunto di questa mia divagazione \u00e8 pi\u00f9 complesso e riguarda la scrittura di Cecilia, ovvero il tipo umano, l\u2019idea d\u2019umanit\u00e0 che la sua arte narrativa tende a comunicare. Il segreto di questa scrittura lo chiamo \u201cparola scambiata\u201d. Lo faccio in analogia al motto \u201cParola data\u201d che l\u2019arabista francese Louis Massignon (1883-1962) ha posto a titolo di una raccolta di saggi [tradotti in italiano da Adelphi nel 1962: un libro che sarebbe bene leggessero i denigratori dell\u2019islam] dove nella fedelt\u00e0 alla \u201cparola data\u201d egli individua un basilare riconoscimento d\u2019umanit\u00e0 tra gli appartenenti alle religioni monoteistiche e \u2013 in definitiva \u2013 all\u2019intera specie umana.<br \/>\nIn similitudine alla sintesi dell\u2019umano individuata da Massignon, noi potremmo indicare una chiave di lettura di Invisibili eroi nella parola offerta e scambiata \u2013 o solo desiderata, o rimpianta \u2013 dai suoi personaggi. Essi spesso affidano al commercio della parola la pi\u00f9 preziosa, la prima e l\u2019ultima carit\u00e0 di cui sono capaci, o della quale sono in attesa.<br \/>\nTra i 27 racconti quello emblematico della parola scambiata \u2013 cio\u00e8 giocato tutto, imperniato su di essa \u2013 \u00e8 \u201cIl cappotto\u201d (pp. 78ss), dove la spessa estraneit\u00e0 tra Mohammed e Bepi, fatta di secoli e di denaro, si scioglie nelle parole che si scambiano in una sera di neve ghiacciata, in una \u201ccitt\u00e0 sul Piave\u201d che intuiamo sia la Belluno dove Cecilia \u00e8 nata: \u201cParlano tra uomini, come solo tra uomini accade\u201d (p. 82). Lo scambio del \u201ccappotto verde\u201d di Bepi e dei \u201ccalzini grigi\u201d che Mohammed va vendendo segue e prolunga quello scambio di parole.<br \/>\nOppure a pagina 93s dove una \u201cmamma canguro\u201d \u2013 una turista tedesca che ha il bimbo nel marsupio \u2013 strappa infine una parola amica a Sara, ostinata a piangere la sua tristezza che non vuole parole: \u201cE\u2019 ora che ti scaldi la pappa\u201d.<br \/>\nArina che dice solo \u201cmi dispiace molto\u201d al \u201cmatto di piazza San Polo\u201d e con quelle poche sillabe lo consola nella sua infelicit\u00e0 divenuta pazzia, che blocca ogni parola in chi l\u2019incontra (48). Nessuno pu\u00f2 dire che cosa possa venire da una parola scambiata tra gli umani.<br \/>\nA pagina 43 c\u2019\u00e8 un dialogo a gesti \u2013 che si faranno parola \u2013 attraverso i vetri dell\u2019auto sotto la pioggia, in una Berlino di tutti i muri, tra una figlia senza padre e un padre senza figlia le cui storie si direbbe combacino come le due parti di una moneta spezzata. Quante vite che si spezzano \u2013 cio\u00e8 si separano \u2013 anche in citt\u00e0 senza muri armati e divisori, e sotto piogge meno metaforiche.<br \/>\nA pagina 58 c\u2019\u00e8 la domanda azzardata da cui nasce un matrimonio di periferia, umile ma capace di unire due solitudini e forse di salvarle. Ma \u00e8 tutto il volumetto che pu\u00f2 essere letto seguendo questo il filo dello scambio di parole. Dalle bambine ammutolite per l\u2019emozione che infine a pagina 20 riescono a gridare \u201cviva il Papa\u201d (qui \u00e8 un tocco autobiografico, confessa l\u2019autrice di questo omaggio a Giovanni Paolo), al ragazzo dello sbarco a Lampedusa che non conosce una sola parola di italiano e a pagina 70 saluta con un \u201cok\u201d che \u201cspunta tra le sue dita stanche\u201d i coetanei che l\u2019osservano sbarcare, ammassati ai bordi di una piazzetta che d\u00e0 sul molo.<br \/>\nA pagina 53 c\u2019\u00e8 forse la pi\u00f9 preziosa di queste sillabe scambiate ed \u00e8 una parola non detta, di un impiegato di Banca che infine si ripromette di conversare con il portiere dell\u2019agenzia in cui lavora, al quale nessuno \u2013 e neanche lui \u2013 rivolge mai la parola, ma quando Giuseppe Maria fa per avvicinarglisi al ritorno dal fine-settimana lui, il portiere Gildo, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, forse \u00e8 morto, forse momentaneamente assente, forse andato in pensione, non viene chiarito, ma \u00e8 chiaro come tante occasioni d\u2019umanit\u00e0 noi le perdiamo senza avvedercene; questo io credo ci voglia dire cristianamente la nostra scrittrice: \u201cS\u00ec, questa volta si sarebbe fermato. Avrebbe scambiato due parole con lui\u201d.<br \/>\nCos\u00ec ho letto i racconti di Cecilia, alla ricerca di una parola amica, un segno dell\u2019umano dato e ricevuto. Con gratuit\u00e0 e gratitudine. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentazione del libro \u201cInvisibili eroi\u201d di Cecilia Vedana [Ed. L\u2019Erudita, Roma 2013, pp. 113, euro 12.00] organizzata dalla FIDAF \u2013 via Livenza 6 \u2013 Roma nel corso di un appuntamento&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/presentazione-del-libro-invisibili-eroi-di-cecilia-vedana\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Presentazione del libro \u201cInvisibili eroi\u201d di Cecilia Vedana<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-13192","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/13192","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13192"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/13192\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13193,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/13192\/revisions\/13193"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13192"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}