{"id":13386,"date":"2014-01-18T17:06:22","date_gmt":"2014-01-18T16:06:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=13386"},"modified":"2014-01-18T17:07:59","modified_gmt":"2014-01-18T16:07:59","slug":"esulto-quando-papa-francesco-si-appella-alla-liberta","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/articoli-del-corriere-della-sera\/esulto-quando-papa-francesco-si-appella-alla-liberta\/","title":{"rendered":"Esulto quando Papa Francesco si appella alla libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Stavolta inneggio alla libert\u00e0 del cristiano com\u2019\u00e8 onorata da Francesco. Trattavo il mese scorso di quanto trovo d&#8217;inaspettato nel papa nuovo e davo come primo elemento la sua allergia alle ideologie, comprese quelle cristiane. Annunciavo come secondo elemento al suo continuo appello alla libert\u00e0, che rivendica per s\u00e9 e rispetta negli altri, fino a qualificare come inaccettabile \u201cl\u2019ingerenza spirituale nella vita personale\u201d, che in altra occasione ha indicato come \u201cmolestia spirituale\u201d. Credo che siano queste a oggi le sue parole pi\u00f9 audaci, senza precedenti nella lingua dei papi.<br \/>\nAvevo gi\u00e0 abbozzato la mia divagazione, quand\u2019\u00e8 arrivata l&#8217;Evangelii gaudium che nelle sue 223 pagine \u2013 \u00e8 il documento papale pi\u00f9 lungo ch\u2019io conosca: 49.095 parole contro le 18.283 della Lumen Fidei \u2013 ha quindici volte il sostantivo libert\u00e0. Eccolo nel passo pi\u00f9 impegnativo: \u201cLa centralit\u00e0 del kerygma richiede alcune caratteristiche dell\u2019annuncio che oggi sono necessarie in ogni luogo: che esprima l\u2019amore salvifico di Dio previo all\u2019obbligazione morale e religiosa, che non imponga la verit\u00e0 e che faccia appello alla libert\u00e0, che possieda qualche nota di gioia, stimolo, vitalit\u00e0, e un\u2019armoniosa completezza che non riduca la predicazione a poche dottrine a volte pi\u00f9 filosofiche che evangeliche\u201d (paragrafo 165). Un annuncio che fa appello alla libert\u00e0 e dunque \u201caccoglie e non condanna\u201d (ivi).<\/p>\n<p>Libero verso il papa emerito<br \/>\ne verso tutti i papi<br \/>\nIn un altro passo Francesco riconduce la libert\u00e0 dei discepoli a quella della Parola che li suscita: \u201cLa Chiesa deve accettare questa libert\u00e0 inafferrabile della Parola, che \u00e8 efficace a suo modo, e in forme molto diverse, tali da sfuggire spesso le nostre previsioni e rompere i nostri schemi\u201d (22). Poco prima richiama anche alla libert\u00e0 del seme che cresce da s\u00e9, all\u2019insaputa del seminatore.<br \/>\nLibert\u00e0 della Parola, d\u2019accordo: ma un papa non deve richiamare alla disciplina delle parole? Francesco afferma che la libert\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 importante di ogni disciplina: \u201cIn seno alla Chiesa vi sono innumerevoli questioni intorno alle quali si ricerca e si riflette con grande libert\u00e0\u201d (40), una libert\u00e0 che \u201cmeglio\u201d manifesta la \u201cinesauribile ricchezza del Vangelo\u201d, anche se va di traverso a \u201cquanti sognano una dottrina monolitica difesa da tutti senza sfumature\u201d (ivi).<br \/>\nNon solo \u00e8 libera la Parola che ci genera alla fede ma libero \u00e8 anche lo Spirito che ci conduce: \u201cNon c\u2019\u00e8 maggior libert\u00e0 che quella di lasciarsi portare dallo Spirito, rinunciando a calcolare e a controllare tutto, e permettere che Egli ci illumini, ci guidi, ci orienti, ci spinga dove Lui desidera\u201d (280).<br \/>\nPer cogliere l\u2019intera innovazione bergogliana sulla frontiera della libert\u00e0 dovremmo richiamare le libert\u00e0 che si prende nelle sue attivit\u00e0, come appaia libero da rubriche e protocolli, verso il papa emerito, verso tutti i papi. Una libert\u00e0 che gli viene dalla lunga esercitazione all\u2019indifferenza ignaziana: cio\u00e8 a considerare \u201cindifferente\u201d ogni circostanza che non riguardi Dio. Una libert\u00e0 che \u00e8 un\u2019alleata del suo programma innovatore. Ma qui mi tengo ai testi.<\/p>\n<p>L\u2019ingerenza spirituale<br \/>\nnon \u00e8 possibile<br \/>\nEcco l\u2019affermazione principe del criterio di non ingerenza spirituale, che \u00e8 nell\u2019intervista alle riviste dei Gesuiti (19 settembre 2013): \u201cDurante il volo di ritorno da Rio de Janeiro ho detto che, se una persona omosessuale \u00e8 di buona volont\u00e0 ed \u00e8 in cerca di Dio, io non sono nessuno per giudicarla [\u2026]. La religione ha il diritto di esprimere la propria opinione a servizio della gente, ma Dio nella creazione ci ha resi liberi: l\u2019ingerenza spirituale nella vita personale non \u00e8 possibile\u201d.<br \/>\nA pagina 107 de\u00a0Il cielo e la terra\u00a0(volume del cardinale Bergoglio in dialogo con il rabbino Abrahan Skorka, Mondadori 2013) c\u2019\u00e8 un passo parallelo pi\u00f9 ampio, che aiuta a intendere questo concetto dell\u2019ingerenza spirituale: \u201cLa religione ha il diritto di esprimere la propria opinione, poich\u00e9 \u00e8 al servizio della gente. E se qualcuno mi chiede un consiglio, ho il diritto di darglielo. Non ho il diritto di intromettermi nella vita privata di nessuno, certo. Se nella creazione Dio ha corso il rischio di renderci liberi, chi sono io per intromettermi? [\u2026] Dio ci ha lasciato addirittura la libert\u00e0 di peccare. Occorre parlare con chiarezza dei valori, dei limiti, dei comandamenti, certo, ma\u00a0l\u2019ingerenza spirituale, pastorale, non \u00e8 consentita\u201d.<br \/>\nSempre in quel volume c\u2019\u00e8 una pagina (la 23s) sul rapporto del credente con l\u2019ateo che prefigura l\u2019intervista a Scalfari: \u201cQuando mi trovo con degli atei, condivido le problematiche umane, ma non propongo subito il problema di Dio, a meno che non siano loro a chiedermelo [\u2026]. Non affronto il rapporto con un ateo per fare proselitismo, lo rispetto e mi mostro per quello che sono. Non gli direi mai che la sua vita \u00e8 condannata, perch\u00e9 sono convinto di non avere il diritto di giudicare l\u2019onest\u00e0 di quella persona\u201d. <\/p>\n<p>Un lavaggio di cervello<br \/>\ndi tipo teologale<br \/>\nIl no alla \u201cmolestia spirituale\u201d Francesco l\u2019ha affermato il 21 ottobre 2013 parlando alla plenaria del Consiglio delle comunicazioni sociali : \u201cIn questo tempo noi abbiamo una grande tentazione nella Chiesa, che \u00e8 l\u2019\u201cacoso\u201d [parola spagnola che significa molestare] spirituale: manipolare le coscienze; un lavaggio di cervello teologale, che alla fine ti porta a un incontro con Cristo puramente nominalistico, non con la persona di Cristo vivo\u201d.<br \/>\nLa prima avvertenza nel leggere questi testi di Jorge-Francesco credo debba andare alla parola \u201clibert\u00e0\u201d e ai suoi derivati: Dio ci ha resi liberi, libert\u00e0 di peccare. Libert\u00e0 \u00e8 parola poco amata nella Chiesa. Sovrabbonda nelle Lettere di Paolo e Ges\u00f9 aveva gi\u00e0 detto tutto con il motto \u201cla verit\u00e0 vi far\u00e0 liberi\u201d. Ambrogio non aveva timore di andare avanti su quella linea: \u201cUbi fides ibi libertas\u201d. Ma poi Lutero scrisse il libello \u201cDella libert\u00e0 del cristiano\u201d (1520) e quella parola fu posta a domicilio coatto nella Chiesa di Roma: non doveva lasciare le pagine della Scrittura senza una specifica autorizzazione e senza essere accompagnata da una numerosa scorta di glosse latine e volgari. La revisione del processo che aveva portato a quel provvedimento \u2013 avviata dal Vaticano II \u2013 non \u00e8 ancora terminata. Il Concilio ha fatto sua l\u2019espressione \u201clibert\u00e0 religiosa\u201d che gi\u00e0 era stata condannata ma a mezzo secolo di distanza non si finisce di discutere su quel provvidenziale recupero. Forse Francesco sta avviando una nuova tappa di riconciliazione della Chiesa con la libert\u00e0, dopo quella conciliare. <\/p>\n<p>E\u2019 tanto bella<br \/>\nquesta libert\u00e0 dei figli<br \/>\nEgli pronuncia spesso la parola \u201clibert\u00e0\u201d nelle omelie del mattino e una volta \u2013 il 4 luglio 2013 \u2013 ne ha tenuta una che \u00e8 stata tutta una celebrazione della libert\u00e0 come \u201ctratto caratteristico\u201d dell\u2019identit\u00e0 cristiana: \u201cE\u2019 tanto bella questa libert\u00e0 dei figli, perch\u00e9 il figlio \u00e8 a casa\u201d. L\u2019espressione che gli \u00e8 pi\u00f9 cara \u00e8 quella della \u201clibert\u00e0 dei figli\u201d e la passione con cui la evoca mi ricorda la cara figura di Giovanni XXIII che l\u20198 dicembre 1962 \u2013 avevo 19 anni \u2013 mi capit\u00f2 di vedere in una diretta televisiva in bianco e nero che batteva quattro volte il piede, calzato con scarpette di raso, quando pronunciava le parole: \u201cSancta libertas filiorum Dei\u201d, chiudendo la prima sessione del Concilio e rivendicandone l\u2019attestazione di libero dibattito che ne era venuta.<br \/>\nSull\u2019accettazione di chi la pensa diversamente c\u2019\u00e8 un passo utile nel volume intervista El Jesuita (tradotto in Italia da Salani-Corriere della Sera con il titolo Il nuovo Papa si presenta: la citazione \u00e8 a p. 76): \u201cSe non si ammette che nella societ\u00e0 ci siano persone con opinioni diverse dalle nostre, se non addirittura contrarie, e non le rispettiamo, non preghiamo per loro, non le salveremo mai nel nostro cuore\u201d.<br \/>\nL\u2019accettazione dell\u2019altro persino nei suoi peccati \u00e8 affermata anche in un altro testo, riportato ora nel volume E\u2019 l\u2019amore che apre gli occhi (Rizzoli 2013, p. 56): \u201cDi fronte all\u2019emergere, con sempre maggiore frequenza, di ogni tipo di intolleranze e divisioni nei rapporti tra gli individui e tra i popoli, siamo chiamati a vivere e a insegnare il valore del rispetto, l\u2019amore che va oltre ogni differenza, il significato della condizione di figlio di Dio propria di ogni essere umano, l\u2019accettazione delle sue idee, dei suoi sentimenti, comportamenti e persino peccati, quali che siano\u201d.<\/p>\n<p>Cristiani insicuri<br \/>\ndella propria fede<br \/>\nSpesso Francesco deplora il mancato rispetto delle opinioni altrui, da parte di credenti \u201crigidi\u201d, che a suo parere allontana invece di convertire. Ecco come l\u2019ha fatto l\u20198 maggio 2013 nell\u2019omelia al Santa Marta: \u201cUn cristiano deve annunziare Ges\u00f9 Cristo in una maniera che Ges\u00f9 Cristo venga accettato, ricevuto, non rifiutato [\u2026]. Ma adesso \u00e8 un buon tempo nella vita della Chiesa: questi ultimi 50 anni, 60 anni sono un bel tempo, perch\u00e9 io ricordo quando bambino si sentiva nelle famiglie cattoliche, nella mia: \u2018No, a casa loro non possiamo andare, perch\u00e9 non sono sposati per la Chiesa\u2019. Era come un&#8217;esclusione. O perch\u00e9 sono socialisti o atei, non possiamo andare. C\u2019era come una difesa della fede, ma con i muri: il Signore ha fatto dei ponti. I cristiani che hanno paura di fare ponti e preferiscono costruire muri sono cristiani non sicuri della propria fede\u201d.<br \/>\nCon papa Francesco uno come me respira. Respirava gi\u00e0 \u2013 o quantomeno riteneva di respirare \u2013 nella libert\u00e0 della Parola e dello Spirito, ma ora respira anche nell\u2019accompagnamento del suo vescovo: io vivo a Roma. Ed \u00e8 confortante vedere che quelle sue parole dei primi mesi, che onorano come dono di Dio la sua e l\u2019altrui libert\u00e0, sono coerenti con quanto diceva da arcivescovo di Buenos Aires e sono ora confermate in un testo magisteriale qual \u00e8 l\u2019Evangelii gaudium.<br \/>\nLuigi Accattoli<br \/>\nIl Regno attualit\u00e0 22\/2013<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stavolta inneggio alla libert\u00e0 del cristiano com\u2019\u00e8 onorata da Francesco. Trattavo il mese scorso di quanto trovo d&#8217;inaspettato nel papa nuovo e davo come primo elemento la sua allergia alle&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/articoli-del-corriere-della-sera\/esulto-quando-papa-francesco-si-appella-alla-liberta\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Esulto quando Papa Francesco si appella alla libert\u00e0<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":7661,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-13386","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/13386","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13386"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/13386\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13387,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/13386\/revisions\/13387"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7661"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13386"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}