{"id":1405,"date":"2009-04-27T10:34:41","date_gmt":"2009-04-27T08:34:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=1405"},"modified":"2012-09-08T11:19:32","modified_gmt":"2012-09-08T09:19:32","slug":"%e2%80%9cconversazioni-notturne%e2%80%9d-e-altri-testi","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/%e2%80%9cconversazioni-notturne%e2%80%9d-e-altri-testi\/","title":{"rendered":"\u201cConversazioni notturne\u201d e altri testi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Le provocazioni pi\u00f9 recenti del cardinale Martini<\/strong><br \/>\n<em>Parrocchia Santa Croce &#8211; Vinci, Firenze<br \/>\nPalazzina Uzielli &#8211; venerd\u00ec 16 gennaio 2009 \u2013 ore 21,00<\/em><\/p>\n<p>1. <strong>Il dono e il coraggio di essere cristiani in questo tempo: l&#8217;aiuto che ci viene dal cardinale Martini <\/strong><\/p>\n<p>Ero gi\u00e0 stato qui a Vinci qualche anno addietro e avevo un buon ricordo della vostra vivacit\u00e0 nel dibattito &#8211; si parlava della &#8220;purificazione della memoria&#8221; predicata da papa Wojtyla &#8211; e del modo persuasivo in cui il vostro parroco celebra l&#8217;Eucarestia.<\/p>\n<p>Sono stato dunque felice di questo secondo invito. E due volte felice per l&#8217;argomento: \u00e8 infatti un bell&#8217;argomento, quello che avete scelto, il messaggio sempre pi\u00f9 vivo che ci viene dal cardinale Carlo Maria Martini, e in particolare dal suo ultimo libro. Martini \u00e8 stato grande biblista e poi arcivescovo di Milano &#8211; per 22 anni: la stessa durata di Ambrogio &#8211; e cardinale di gran nome e ora fa giungere da Gerusalemme, dove si \u00e8 ritirato, una voce quanto mai stimolante: pi\u00f9 di quand&#8217;era biblista e vescovo e cardinale. Una voce che va al cuore dell&#8217;essere cristiani oggi e che ci aiuta nell&#8217;impresa della fede. Dalle sue parole ci viene un aiuto a credere.<\/p>\n<p>Dobbiamo fare attenzione per non sprecare questa occasione e il rischio di sprecarla \u00e8 pi\u00f9 che evidente, se ci lasciamo prendere dalla disputa suoi problemi di politica ecclesiastica che sono legati a questa grande figura di uomo di Chiesa: se davvero sia un antipapa, come vogliono farlo apparire alcuni; quanto sia in accordo e quanto in contrasto oggi con papa Ratzinger e ieri con papa Wojtyla; la sua critica all&#8217;enciclica &#8220;Humanae vitae&#8221;, la sua idea sul ruolo delle donne nella Chiesa, sul celibato, sull&#8217;ecumenismo. Non trascureremo nessuno dei problemi che vengono affrontati nel libro, ma non vogliamo farci distrarre dal suo contenuto essenziale: che \u00e8 un invito a rischiare la vita &#8211; cio\u00e8 a impegnare a fondo la propria vita, tutta la vita &#8211; per amore di Ges\u00f9. E&#8217; possibile in questo nostro tempo? Il cardinale risponde di s\u00ec e ci indica come. Questo \u00e8 il punto, il resto sono corollari.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>2. <strong>Partiamo dal &#8220;rischio della fede&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Il primo spunto lo prendo dal titolo del volume: <em>Conversazioni notturne a Gerusalemme. Sul rischio della fede<\/em><strong> <\/strong> (Mondadori 2008). Qui il pi\u00f9 importante \u00e8 il sottotitolo. C&#8217;\u00e8 nel titolo l&#8217;elemento della &#8220;notte&#8221;: &#8220;<em>Di notte le idee nascono pi\u00f9 facilmente che nella razionalit\u00e0 del giorno<\/em>&#8220;, dice il cardinale nella prefazione ricordando l&#8217;ambientazione delle conversazioni con il confratello gesuita Georg Sporschill e commenta con parola felice: &#8220;<em>Ci siamo avvicinati ai sogni<\/em>&#8221; (p. 3). Proveremo un poco anche noi a sognare stasera! E poi c&#8217;\u00e8 Gerusalemme: &#8220;<em>Gerusalemme \u00e8 la mia patria. Prima della patria eterna<\/em>&#8221; (p.76). Qui &#8220;Dio ci incalza con Ges\u00f9&#8221; (p.75), qui &#8220;le grandi e piccole cose assumono una dinamica divina&#8221; (p.76). Ma soprattutto veniamo a sentire che Gerusalemme \u00e8 un&#8217;immagine della fede con tutte le difficolt\u00e0&#8221; (ivi). Questo soprattutto ci interessa, perch\u00e9 noi ci interessiamo a Martini come padre e maestro nella fede.<\/p>\n<p>Dunque il titolo gi\u00e0 molto condensa. Ma il sottotitolo \u00e8 ancora pi\u00f9 capiente: &#8220;<em>Sul rischio della fede<\/em>&#8220;. Perch\u00e9 la fede \u00e8 un rischio, perch\u00e9 la fede va arrischiata: ricordate la scommessa di Pascal? E badate che si tratta di scommettere la vita!<\/p>\n<p>3. <strong>Che vuol dire &#8220;rischio della fede&#8221;?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;espressione Martini non la definisce e allora &#8211; per intenderla &#8211; io ho segnato tutte le volte che nel libro ricorre la parola rischio.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Ringrazio Dio per la libert\u00e0, con tutto il rischio che comporta<\/em>&#8221; dice a pagina 13. Il rischio della fede si basa sul rischio della libert\u00e0. E il cardinale sa &#8211; e con lui ogni genitore sa &#8211; &#8220;come [negli ultimi decenni] nella societ\u00e0 e anche nella Chiesa sia emersa una sconsiderata libert\u00e0&#8221; (p.103). Ci sono dunque pericoli e c&#8217;\u00e8 un rischio serio, ma non c&#8217;\u00e8 altra via per la fede: essa va giocata in questa condizione umana.<\/p>\n<p>Il rischio della libert\u00e0 \u00e8 il rischio di perdersi nella libert\u00e0. Ma nel libro c&#8217;\u00e8 anche il concetto di rischio come costo umano della fede: la fede \u00e8 un salto e tu lo fai e nulla ti assicura del risultato. A pagina 32 c&#8217;\u00e8 una profonda riflessione sul celibato inteso come un rischio. Egli dice che i sacerdoti e i religiosi scelgono di restare celibi per &#8220;seguire Ges\u00f9 nel suo celibato&#8221;, cio\u00e8 per &#8220;essere completamente liberi di servire Dio&#8221; e in tal modo &#8220;rischiano la vita per amor suo&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Rischiate qualcosa! Rischiate la vita<\/em>&#8221; \u00e8 l&#8217;appello ai giovani che formula a p. 63.<\/p>\n<p>Della crisi della Compagnia di Ges\u00f9 oggi in Europa dice: &#8220;<em>Essa deve osare farsi avanti e rischiare tutto. Deve avere coraggio<\/em>&#8221; (p. 81).<\/p>\n<p>4. <strong>&#8220;La fede \u00e8 il grande rischio della vita&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un altro testo recente del cardinale Martini che dice forse con maggiore chiarezza, in poche parole, tutto questa veduta della fede come rischio della vita: si tratta di un articolo apparso il maggio dell&#8217;anno scorso sulla rivista dei gesuiti statunitensi &#8220;America&#8221; e riportato nel testo originale italiano da &#8220;Avvenire&#8221; del 27 luglio scorso con il titolo &#8220;Quale cristianesimo nel mondo postmoderno&#8221;. Vi si diceva che forse la &#8220;situazione&#8221; del cristiano nel mondo postmoderno tutto considerato &#8220;\u00e8 migliore di quella che esisteva prima&#8221;, perch\u00e9 in questo mondo di &#8220;libert\u00e0 senza freni&#8221; il cristianesimo &#8220;ha la possibilit\u00e0 di mostrare meglio il suo carattere di sfida&#8221; e &#8220;la fede compresa come un rischio diventa pi\u00f9 attraente&#8221;. Quel &#8220;rischio&#8221; viene cos\u00ec descritto: &#8220;<em>La fede \u00e8 il grande rischio della vita. &#8216;Chi vorr\u00e0 salvare la propria vita, la perder\u00e0; ma chi perder\u00e0 la propria vita per causa mia, la trover\u00e0&#8217; (<\/em>Matteo <em>16, 25). Tutto deve essere dato via per Cristo e il suo Vangelo<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>5. <strong>Il &#8220;rischio&#8221; della fede si affronta con il &#8220;coraggio&#8221; della fede<\/strong><\/p>\n<p>Il libro \u00e8 per intero un invito al coraggio. Rivolto prima alle persone, ai giovani in particolare e poi anche alla comunit\u00e0 della Chiesa nel suo complesso.<\/p>\n<p>Al centro del volume c&#8217;\u00e8 un capitolo intitolato &#8220;Il coraggio di decidere&#8221;, che parte dalla considerazione della figura di Abramo: &#8220;<em>Dio lo invi\u00f2 nell&#8217;incertezza e Abramo part\u00ec. Ebbe il coraggio di decidere. Cos\u00ec divent\u00f2 la benedizione di molti. Ancor oggi, la sinagoga, la chiesa e la moschea vivono della sua audacia. Abramo \u00e8 il padre di tutti gli uomini che credono e hanno fiducia. Andiamo verso il futuro, la giovent\u00f9 in testa, e cerchiamo nuove strade per gli uomini. Insieme ad Abramo dico ai miei amici: coraggio! E ne auguro di pi\u00f9 a tutti noi nella Chiesa<\/em>&#8221; (p. 42).<\/p>\n<p>6. <strong>L&#8217;ultima prova: dire s\u00ec a Dio nella morte<\/strong><\/p>\n<p>Prima delle singole chiamate al coraggio che sono disseminate per il libro &#8211; e che vedremo pi\u00f9 avanti &#8211; dobbiamo trattare della chiamate centrale, che \u00e8 quella riguardante la morte: perch\u00e9 la morte \u00e8 la prova pi\u00f9 grande e dunque chiede il coraggio pi\u00f9 grande. Il coraggio di &#8220;affidarsi&#8221; al Signore. Perch\u00e9 le prove della fede &#8211; il &#8220;rischio&#8221; dice Martini &#8211; si superano con &#8220;l&#8217;affidamento al Signore&#8221; e dunque la morte, che \u00e8 la prova decisiva, richiede l&#8217;affidamento pi\u00f9 grande: &#8220;<em>Senza la morte non saremmo capaci di dedicarci completamente a Dio. Terremmo aperte delle uscite di sicurezza, non sarebbe vera dedizione. Nella morte, invece, siamo costretti a riporre la nostra speranza in Dio e a credere in lui. Nella morte spero di riuscire a dire questo s\u00ec a Dio<\/em>&#8221; (p. 10).<\/p>\n<p>In un altro testo recente &#8211; &#8220;Affidamento totale a Dio&#8221;, che tratta del &#8220;pensiero alla morte&#8221; di Paolo VI, apparso nel volume <em>Paolo VI uomo spirituale<\/em> e anticipato il 28 settembre scorso da <em>Avvenire<\/em> con il titolo &#8220;Meditazioni sulla morte&#8221; &#8211; quel pensiero il cardinale lo svolge cos\u00ec: &#8220;<em>La morte ci obbliga a fidarci totalmente di Dio (&#8230;) Ci\u00f2 che ci attende dopo la morte \u00e8 un mistero, che richiede da parte nostra un affidamento totale. Desideriamo essere con Ges\u00f9 e questo nostro desiderio lo esprimiamo a occhi chiusi, alla cieca, mettendoci in tutto nelle sue mani<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>7. <strong>&#8220;Dove ardono conflitti lo Spirito \u00e8 all&#8217;opera&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>La prima delle chiamate al coraggio che ci viene dal cardinale in queste conversazioni&#8221; potremmo intitolarla cos\u00ec: &#8220;Non avere paura del conflitto, della variet\u00e0, delle novit\u00e0, dell&#8217;incontro con mondi a te sconosciuti&#8221;. Questa formulazione riassuntiva \u00e8 mia, ma ecco una frase del cardinale: &#8220;<em>Io sono convinto che l\u00e0 dove ardono conflitti arde la fiamma, lo Spirito Santo \u00e8 all&#8217;opera<\/em>&#8221; (p. 3).<\/p>\n<p>Un&#8217;affermazione pi\u00f9 articolata della stessa idea la troviamo nell&#8217;articolo &#8211; citato sopra &#8211; per la rivista <em>America<\/em>:\u00a0 &#8220;<em>Non avere paura di ci\u00f2 che \u00e8 diverso o nuovo, ma consideralo come un dono di Dio. Prova a essere capace di ascoltare cose molto diverse da quelle che normalmente pensi, ma senza giudicare immediatamente chi parla. I giovani sono molto sensibili a un atteggiamento di ascolto senza pregiudizi<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che il conflitto, secondo il cardinale si dovrebbe temere la troppa quiete: &#8220;<em>Mi dicono che un tempo la giovent\u00f9 era pi\u00f9 combattiva e pi\u00f9 critica di oggi. Se la giovent\u00f9 \u00e8 diventata silenziosa, ci\u00f2 desta in me la preoccupazione che il suo cuore sia altrove, che non nutra pi\u00f9 alcun interesse per la Chiesa e il suo sviluppo, per le sue grandi missioni nel mondo. Se nella Chiesa regna troppa calma, se nella societ\u00e0 si diffonde a macchia d&#8217;olio una sensazione di saziet\u00e0, sento la nostalgia di Ges\u00f9 di lanciare sulla terra il fuoco ardente dell&#8217;entusiasmo<\/em>&#8221; (p. 44).<\/p>\n<p>Per &#8220;imparare a vivere la vastit\u00e0 dell&#8217;essere cattolico&#8221; Martini invita a cogliere dalla consuetudine con la Scrittura &#8220;l&#8217;ampiezza della visione di Dio&#8221;: &#8220;<em>Chi legge la Bibbia e ascolta Ges\u00f9 scoprir\u00e0 che lui si meraviglia della fede dei pagani. In un passo del Vangelo egli non propone come modello il sacerdote, bens\u00ec l&#8217;eretico, il samaritano. Quando pende dalla croce, accoglie in cielo il ladrone. Il migliore esempio \u00e8 Caino: Dio segna Caino per proteggerlo e far s\u00ec che nessuno possa ucciderlo. Ma prima Caino si \u00e8 macchiato di una colpa: ha ucciso suo fratello. Nella Bibbia, Dio ama gli stranieri, aiuta i deboli, vuole che soccorriamo e serviamo in diversi modi tutti gli uomini. L&#8217;uomo, invece, e anche la Chiesa corrono sempre il rischio di porsi come assoluti<\/em>&#8221; (p. 20).<\/p>\n<p>8. <strong>&#8220;La situazione della Chiesa esige delle decisioni&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Le chiamate al coraggio Martini le rivolge ai singoli, ai giovani, agli educatori e a tutti: perch\u00e9 &#8220;chi non prende decisioni si lascia sfuggire la vita&#8221; (p. 65). Ma quella chiamata l&#8217;indirizza anche &#8211; e specificamente, in pi\u00f9 passi del volume &#8211; alle persone che hanno autorit\u00e0 nella Chiesa: &#8220;<em>Oggi in Europa, specie in Europa occidentale, la situazione della Chiesa esige delle decisioni<\/em>&#8220;, leggiamo a p. 42. Il riferimento \u00e8 all&#8217;indebolimento del rapporto della Chiesa con i giovani: &#8220;<em>Manca la prossima generazione<\/em>&#8221; (ivi).<\/p>\n<p>Uno potrebbe obiettare: ma non ci sono le folle giovanili delle Giornate mondiali della giovent\u00f9? S\u00ec ci sono, ma non bastano, risponderebbe il cardinale. E io &#8211; che sono padre di ragazzi che hanno partecipato alle Giornate &#8211; dico che egli ha ragione. Bisogna muoversi, insiste Martini e argomenta che se Cristo tornasse &#8220;infonderebbe molto coraggio, perch\u00e9 oggi molte cose avvengono per paura&#8221; (p. 27).<\/p>\n<p>Innanzitutto &#8211; secondo Martini &#8211; occorrerebbe trovare il modo di &#8220;rendere indipendenti i cristiani&#8221; (p. 66), istruendoli a &#8220;vivere con la Bibbia&#8221; in modo di &#8220;trovare risposte personali a domande fondamentali&#8221; senza dipendere costantemente dall&#8217;autorit\u00e0: &#8220;<em>La parrocchia e la Grande Chiesa diventerebbero un contesto che procura stimoli e supporto, non necessariamente un magistero da cui il cristiano dovrebbe dipendere e che spesso prende a pretesto per allontanarsi<\/em>&#8221; (p. 66).<\/p>\n<p>Questo ideale del cristiano &#8220;indipendente&#8221; o &#8220;autonomo&#8221;, che \u00e8 &#8220;in grado di testimoniare in maniera convincente la sua fede anche davanti ad altri e saperne rispondere&#8221; (ivi), torna pi\u00f9 avanti nel volume, in riferimento a Ignazio di Loyola: &#8220;<em>Mediante gli esercizi, ha mostrato ai cristiani un modo per poter diventare persone autonome e capaci di giudicare in diretto rapporto con Dio<\/em>&#8221; (p. 82).<\/p>\n<p>9. <strong>Problemi che attendono &#8220;nuove risposte&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Metto qui &#8211; in rapida rassegna &#8211; le questioni discusse alle quali gi\u00e0 accennavo in apertura, che sono toccate dal cardinale nelle &#8220;conversazioni&#8221; e che hanno fornito ai media lo spunto pi\u00f9 frequente per parlare di questo volume.<\/p>\n<p>Il cardinale indica in pi\u00f9 di un passaggio &#8220;<em>il rapporto con la sessualit\u00e0 e la comunione per divorziati e risposati<\/em>&#8221; come &#8220;problemi&#8221; ai quali dare &#8220;nuove risposte&#8221; e che egli ebbe a suggerire ai cardinali, nel preconclave del 2005, in &#8220;preparazione all&#8217;elezione dell&#8217;ultimo papa&#8221; (p. 42).<\/p>\n<p>Dell&#8217;<em>Humanae vitae<\/em> tratta alle pp. 91-94, esprimendo l&#8217;opinione che &#8220;quasi quarant&#8217;anni di distanza potrebbero consentirci una nuova visione&#8221; e permetterci di &#8220;mostrare una via migliore&#8221;, formulata &#8220;in modo tale che alla responsabilit\u00e0 di chi ama spetti un ruolo importante e decisivo&#8221;.<\/p>\n<p>A proposito dell&#8217;Aids dice a p. 95 che &#8220;<em>anche l&#8217;ipotesi di consentire l&#8217;uso dei preservativi come male minore alle coppie che hanno contratto l&#8217;Hiv non \u00e8 sufficiente<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Quanto alla predicazione in materia sessuale osserva che &#8220;<em>in passato la Chiesa si \u00e8 forse pronunciata anche troppo intorno al sesto comandamento: talvolta sarebbe stato meglio tacere<\/em>&#8221; (p. 94). Si tratter\u00e0 dunque di &#8220;accompagnare&#8221; la maturazione dei giovani in questa materia &#8220;con benevolenza, interrogando e pregando&#8221; (p. 96), tenendo conto che &#8220;la Bibbia limita in modo evidente i messaggi sulla sessualit\u00e0&#8221; (p. 97).<\/p>\n<p>A p. 114 il cardinale usa di passaggio l&#8217;espressione &#8220;<em>accettazione dell&#8217;omosessualit\u00e0<\/em>&#8220;, mentre a p. 98 specifica: &#8220;Io propendo per una gerarchia di valori e non, in linea di principio, per una parit\u00e0 di diritti&#8221; tra coppie omosessuali ed eterosessuali. E chiede all&#8217;interlocutore che in questa materia gli sia concessa &#8220;la riservatezza e la discrezione che a mia volta chiedo alla Chiesa in tema di sessualit\u00e0&#8221;.\u00a0 In conclusione afferma che &#8220;<em>La Chiesa deve lavorare a una nuova cultura della sessualit\u00e0 e della relazione<\/em>&#8221; (p. 99).<\/p>\n<p>Quanto al celibato dei preti afferma che &#8220;<em>la possibilit\u00e0 di consacrare viri probati dovr\u00e0 in ogni caso essere discussa<\/em>&#8221; (p. 100).<\/p>\n<p>Sul ruolo delle donne &#8220;la nostra Chiesa \u00e8 un po&#8217; timida&#8221;. &#8220;<em>Non dobbiamo essere scontenti perch\u00e9 la Chiesa evangelica e quella anglicana ordinano donne<\/em>&#8221; e &#8220;tuttavia questo non \u00e8 un motivo per uniformare le diverse tradizioni&#8221; (pp.108s).<\/p>\n<p>10. <strong>Coraggio ma non &#8220;sconsiderata libert\u00e0&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;<em>S\u00ec, voglio una Chiesa aperta, una Chiesa che abbia le porte aperte alla giovent\u00f9, una Chiesa che guardi lontano<\/em>&#8221; e &#8220;<em>io confido nella radicalit\u00e0 della parola di Ges\u00f9 che dobbiamo tradurre nel nostro mondo<\/em>&#8221; (p. 109), ma questo non significa ignorare le difficolt\u00e0 di questo momento storico, dovute sia a chi si allontana dal Concilio, sia a chi rivendica una totale libert\u00e0: &#8220;<em>Vi \u00e8 un&#8217;indubbia tendenza a prendere le distanze dal Concilio. Il coraggio e le forze non sono pi\u00f9 grandi come a quell&#8217;epoca e subito dopo. Ed \u00e8 indubbio che nel primo periodo di apertura alcuni valori sono stati buttati a mare. La Chiesa si \u00e8 dunque indebolita [&#8230;] penso a quanti in questo periodo hanno abbandonato il sacerdozio, a come la Chiesa sia frequentata da un numero sempre minore di fedeli e a come nella societ\u00e0 e anche nella Chiesa sia emersa una sconsiderata libert\u00e0. E&#8217; comprensibile che soprattutto i vescovi e gli insegnanti conservatori vogliano limitare le manifestazioni di disgregazione e siano tentati di tornare ai vecchi tempi. Ci\u00f2 nonostante dobbiamo guardare avanti<\/em>&#8221; (p. 103).<\/p>\n<p>Questa pagina \u00e8 stata poco segnalata nelle recensioni, ma \u00e8 importante nell&#8217;economia del volume: essa chiarisce che il cardinale vede una difficolt\u00e0 in chi &#8220;prende le distanze&#8221; dal Concilio, ma anche in chi propugna una &#8220;sconsiderata libert\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>11. <strong>&#8220;Sii amico dei poveri&#8221; e &#8220;combatti il peccato del mondo&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec il cardinale descrive il rischio che si corre a dare corpo d&#8217;amore all&#8217;obbedienza della fede, cio\u00e8 a lottare contro le ingiustizie e le vessazioni di cui sono fatte oggetto le creature umane, in ogni parte del globo: &#8220;<em>Il peccato del mondo non deve essere minimizzato, n\u00e9 ricondotto a debolezze personali. Il peccato \u00e8 un appello a decidere. Chi \u00e8 pronto a lottare con Ges\u00f9 contro l&#8217;ingiustizia? Chi si spinge in questa lotta al punto di accettare, come Ges\u00f9, svantaggi, ingiurie e sofferenza? Il mondo reclama a gran voce giovani coraggiosi<\/em>&#8221; (p. 122).<\/p>\n<p>Quando all&#8217;espressione &#8220;peccato del mondo&#8221;, che Martini prende dalla predicazione di Giovanni il Battezzatore (&#8220;Ecco l&#8217;agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo&#8221;, Giovanni 1, 29), in altra pagina il cardinale afferma che &#8220;<em>sono &#8216;peccati del mondo&#8217; anche le catastrofi naturali che falciano migliaia di persone<\/em>&#8221; (p. 12). E ancora: &#8220;<em>Con &#8216;peccato del mondo&#8217; la Bibbia non si riferisce solo alle nostre colpe personali, bens\u00ec a tutte le ingiustizie e ai pesi che ereditiamo. Ges\u00f9 ci chiama a collaborare alla guarigione l\u00e0 dove l&#8217;ordine divino del mondo \u00e8 stato violato<\/em>&#8221; (p. 31).<\/p>\n<p>Questa calda prospettiva di impegno sociale Martini la presenta cos\u00ec nel testo gi\u00e0 citato comparso sulla rivista <em>America<\/em> e ripreso da <em>Avvenire<\/em>: &#8220;<em>Sii amico dei poveri. Metti i poveri al centro della tua vita perch\u00e9 essi sono gli amici di Ges\u00f9 che ha fatto di s\u00e9 stesso uno di loro<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Emblematico nella sua forza biblica \u00e8 questo passaggio: &#8220;<em>La ricchezza \u00e8 pericolosa: dobbiamo fare attenzione a usarla per la nostra felicit\u00e0 e per una maggiore giustizia, affinch\u00e8 non diventi un peso. Ges\u00f9 ha espresso questa concreta preoccupazione con le parole: &#8216;E&#8217; pi\u00f9 facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel Regno dei Cieli&#8217;<\/em>&#8221; (p. 13).<\/p>\n<p>12. <strong>Essere audaci nella preghiera<\/strong><\/p>\n<p>Termino tornando con la mia presentazione al cuore del messaggio che ci viene dal cardinale: &#8220;<em>Il rapporto con Ges\u00f9, che pu\u00f2 crescere in ogni cosa, \u00e8 per me la pi\u00f9 profonda fonte di senso, di gioia di vivere<\/em>&#8221; (p. 35).<\/p>\n<p>Alla domanda su che cosa chiederebbe a Ges\u00f9 se ne avesse la possibilit\u00e0, Martini risponde con mite audacia: &#8220;<em>Gli chiederei se in punto di morte mi verr\u00e0 a prendere, se mi accoglier\u00e0. In quei momenti difficili, nel distacco o in punto di morte, lo pregherei di inviarmi gli angeli, santi o amici che mi tengano la mano e mi aiutino a superare la mia paura<\/em>&#8221; (p. 11).<\/p>\n<p>Questo il suo invito alla preghiera audace: &#8220;<em>Con Dio possiamo anche lottare come Giacobbe, dubitare e combattere come Giobbe, piangere come Ges\u00f9 e le sue amiche Marta e Maria. Anche queste sono vie che conducono a Dio<\/em>&#8221; (p. 17).<\/p>\n<p>Infine l&#8217;audacia \u00e8 tutta giocata, di nuovo e sempre, in vista della propria morte e si fa audacia della fiducia, o dell&#8217;abbandono: &#8220;<em>Io parto dal principio che Dio non pretenda troppo da me: sa cosa possiamo sopportare. Forse in punto di morte qualcuno mi terr\u00e0 la mano. Mi auguro di riuscire a pregare<\/em>&#8221; (p. 36).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le provocazioni pi\u00f9 recenti del cardinale Martini Parrocchia Santa Croce &#8211; Vinci, Firenze Palazzina Uzielli &#8211; venerd\u00ec 16 gennaio 2009 \u2013 ore 21,00 1. Il dono e il coraggio di&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/%e2%80%9cconversazioni-notturne%e2%80%9d-e-altri-testi\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">\u201cConversazioni notturne\u201d e altri testi<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-1405","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1405","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1405"}],"version-history":[{"count":8,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1405\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9542,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1405\/revisions\/9542"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1405"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}