{"id":1428,"date":"2009-05-03T10:48:43","date_gmt":"2009-05-03T08:48:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=1428"},"modified":"2010-11-21T21:50:46","modified_gmt":"2010-11-21T21:50:46","slug":"il-prete-visto-dalla-piazza","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/il-prete-visto-dalla-piazza\/","title":{"rendered":"Il prete visto dalla piazza"},"content":{"rendered":"<p><strong>Le attese dei vicini e dei lontani<\/strong><br \/>\n<strong><\/strong>Seminario regionale San Pio X di Chieti<br \/>\nVenerd\u00ec 24 aprile 2009<\/p>\n<p>Il prete lo puoi vedere in chiesa, sul sagrato, dalla piazza. In chiesa lo vede la comunit\u00e0 cristiana riunita in assemblea: ed \u00e8 gi\u00e0 un vedere plurimo e un&#8217;avventura. Perch\u00e9 tra le navate ci sono spesso persone che il prete non conosce e neanche immagina che cosa pensino di lui. O che cosa mai si aspettino: &#8220;Chi dice la gente che io sia?&#8221;<\/p>\n<p>Il sagrato \u00e8 un luogo di passaggio dalle navate al vasto mondo. Qui c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 gente: i mendicanti che non osano entrare nel tempio, chi si avvicina per leggere la targa turistica sulla chiesa come edificio storico, chi si ferma giusto il tempo di mangiare un gelato. Ma attenzione: anche chi esce dalla chiesa &#8211; o sta per entrare in essa &#8211; quand&#8217;\u00e8 sul sagrato \u00e8 un&#8217;altra persona: pi\u00f9 libera e magari pi\u00f9 esigente.<\/p>\n<p>La piazza \u00e8 il mondo. Il prete visto dalla piazza \u00e8 come lo vede chi passa e guarda da dove si trova, senza avvicinarsi e senza sentirsi coinvolto. Disimpegnatamente. E magari dice: ma guarda, ci sono ancora preti al mondo! Oppure \u00e8 qualcuno che aveva pensato di venire da te, ma quando ti vede cambia idea e se ne va con il suo segreto. Oppure per caso ti vede e per caso ti parla. E Dio sa che pu\u00f2 venire da una parola scambiata per caso.<\/p>\n<p>La piazza uno ti vede e resta l\u00e0, o l&#8217;attraversa e si avvicina, o se ne va. E magari neanche ti ha visto. La tua stessa postazione rispetto alla piazza pu\u00f2 offrire molte varianti. Getti un&#8217;occhiata gi\u00f9 in piazza dalla finestra prima di andare a letto. O ti affacci per controllare se ti hanno portato via l&#8217;automobile. Oppure hai una veduta frontale della piazza uscendo dalla chiesa e prendendoti il sole in faccia, ancora ben disposto dalla &#8220;preghiera universale&#8221; che hai appena recitato. Ma nella piazza puoi anche passare del buon tempo, nelle stagioni miti. Ci passeggi, ci vai a scambiare due chiacchiere &#8211; restando in piedi &#8211; con quelli del bar. O con le donne che escono dal market che \u00e8 a lato della chiesa.<\/p>\n<p>Sulla base della mia esperienza personale e familiare, delle mie inchieste giornalistiche e della mia frequentazione delle piazze reali e mediatiche, nonch\u00e9 degli ambienti dei preti &#8211; uno non fa il vaticanista indarno &#8211; provo a tracciare una tipologia narrativa di come tu prete possa essere guardato e spiato, mutamente interrogato, adulato e ingannato da chi passa o da chi sverna sulla piazza. Che si tratti di vicini o di lontani.<\/p>\n<p>In piazza &#8211; il pi\u00f9 delle volte sdraiato su una panchina &#8211; c&#8217;\u00e8 il barbone che ha rifiutato le scarpe &#8220;quasi nuove&#8221; che gli avevi mandato attraverso un volontario della Caritas . Gliel&#8217;ha semplicemente tirate dietro e ti ha fatto dire: &#8220;Le vuole nuove e vuole che gliele compri tu, numero 43&#8221;.<\/p>\n<p>Sulla piazza d\u00e0 la bottega del falegname motteggiatore che sempre attacca bottone per sostenere che &#8220;la Chiesa sbaglia ad andare a sinistra&#8221; e c&#8217;\u00e8 la libraia femminista che quando entri per cercare un libro ti rinfaccia &#8220;la posizione reazionaria del tuo principale&#8221;, che sarebbe il Papa. La potresti chiamare &#8220;Piazza del sicom\u00f2ro&#8221;: forse ambedue, falegname e libraia, aspettano che tu dica: &#8220;Zaccheo, oggi devo fermarmi a casa tua&#8221;.<\/p>\n<p>A giocare a carte davanti al &#8220;Bar del motociclista&#8221; c&#8217;\u00e8 spesso il marito di una catechista che \u00e8 sempre in chiesa quando c&#8217;\u00e8 lei ma non apre bocca, non fa la comunione, non fa l&#8217;offerta. E non ti parla mai. Di lui non conosci neanche gli occhi, perch\u00e9 in chiesa mette gli occhiali scuri. Al bar non porta occhiali ma tu non giochi a carte.<\/p>\n<p>Alle volte &#8211; mentre ti affacci sulla piazza a sistemare la bacheca portatile con gli avvisi e i ritagli di stampa &#8211; esce dalla banca un piccolo imprenditore che vedi anche in chiesa ma solo negli anniversari del matrimonio e della morte della moglie. Anche lui non si comunica e non ti parla. Tu sempre ti proponi di salutarlo, ma se ne va prima che la messa sia finita, subito dopo la benedizione. Se un giorno gli parlassi magari ti direbbe che non si sente degno e viene in chiesa solo in nome della moglie che &#8211; lei s\u00ec &#8211; era &#8220;degna&#8221;.<\/p>\n<p>Un giorno incroci nella piazza due tipi che in chiesa ci vengono spesso e restano in fondo, vicino alla porta. Per vederli bene, dal momento che non si avvicinano mai all&#8217;altare, una volta sei sceso a spargere l&#8217;acqua benedetta fin laggi\u00f9. Ma hai avuto l&#8217;impressione che avessero capito il tuo trucco e non l&#8217;hai fatto pi\u00f9. Ti chiedi che altro sistema potresti escogitare per avvicinarli nella piazza.<\/p>\n<p>Ieri verso sera hai visto per un momento a un angolo della piazza due fidanzatini che non vengono pi\u00f9 da quando &#8220;stanno insieme&#8221;. Prima venivano e facevano la comunione. Ora temono di doversi confessare e non saprebbero che dire: questa \u00e8 la tua prima interpretazione perch\u00e9 ben sai che oggi sono tanti i fidanzati che non sanno come confessarsi. Ma poi ti chiedi se non sia che ora, semplicemente, \u00a0credono di non avere pi\u00f9 motivo di venire perch\u00e9 non sono pi\u00f9 soli. Ci ragioni sopra e scopri che da te viene chi ha bisogno e chi ha un dolore. Per fortuna &#8211; ti dici &#8211; ci sono i matrimoni da celebrare, altrimenti quasi mai vedresti gente felice. Recuperi qualche punto pensando che succedeva cos\u00ec anche a Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Vai avanti e indietro ai margini del sagrato, con il breviario in mano, nell&#8217;ora della siesta, quando in piazza non c&#8217;\u00e8 nessuno. Ed ecco che incroci per un attimo lo sguardo di una donna a una finestra. Uno sguardo duro, di una che non viene pi\u00f9 alla messa da quando \u00e8 stata piantata dal marito. E&#8217; arrabbiata con il Signore e &#8211; pare &#8211; anche con te. Magari pensa, sbagliando, che ora non possa fare la comunione. Ti sono gi\u00e0 capitati dei casi. &#8220;Ma le pare giusto che si possa negare l&#8217;ostia a una come me?&#8221; Saresti felice di spiegare, ma lei non si avvicina e tu non hai il coraggio di cercarla.<\/p>\n<p>La domenica tra i banchi vedi sempre un uomo serio e fermo che viene in chiesa da solo perch\u00e9 la moglie &#8220;non ci crede&#8221;. Ed \u00e8 anche polemica con i preti: te l&#8217;hanno raccontato le catechiste. Un giorno gliene hai parlato e lui l&#8217;ha difesa: &#8220;Mia moglie fa del bene a chi ha bisogno&#8221;. Vorresti entrare in quel &#8220;bene&#8221;. La vedi qualche volta nella piazza e immagini che potresti dirle: &#8220;Vieni a cena domani a casa mia con tuo marito ch\u00e8 cucino io&#8221;. Ma come la prenderebbe?<\/p>\n<p>In piazza potresti incontrare quasi tutti i politici che in chiesa ci vengono soltanto il giorno della festa patronale. E tu durante quella celebrazione vorresti essere Ambrogio o Wojtyla per scuoterli come sarebbe necessario. Ma quelli in chiesa sono rigidi e muti come la statua di San Giorgio e a te le parole muoiono sulla bocca appena li vedi schierati &#8211; cos\u00ec muti &#8211; attorno al gonfalone del Comune. In piazza invece sono gioviali, ma l\u00e0 fuori sei tu che ti chiudi a riccio.<\/p>\n<p>&#8220;Si \u00e8 confessato con Ges\u00f9&#8221; ti dice incontrandoti in piazza la figlia del professore comunista che non hai potuto visitare quando si \u00e8 aggravato, perch\u00e9 l&#8217;avevano portato in una clinica lontana e l\u00e0 \u00e8 morto. Lui veniva in chiesa per i &#8220;sacramenti&#8221; dei familiari: battesimi, cresime e matrimoni. Lei non viene mai. Eppure da quella frase &#8211; &#8220;Si \u00e8 confessato con Ges\u00f9&#8221; &#8211; hai capito che sia lui sia lei sono a modo loro cristiani.<\/p>\n<p>Nell&#8217;epoca delle badanti ne hai conosciute tre che accompagnano a messa i loro assistiti la domenica. Una fa anche la comunione mentre tiene sottobraccio il vecchietto. Dalla faccia la diresti filippina. La rivedi in piazza quando c&#8217;\u00e8 il raduno delle colf, la domenica pomeriggio. Potresti chiederle di farti conoscere le sue compagne, di aiutarti a &#8220;inventare&#8221; un gruppo per i filippini che sono in citt\u00e0. Ma non sai deciderti: &#8220;E se mi chiede soldi come quella dell&#8217;anno scorso, che non me la staccavo pi\u00f9?&#8221;<\/p>\n<p>Per la piazza vedi passare quasi ogni giorno quella signora separata dal marito e convivente con un altro uomo che non \u00e8 suo marito, la quale non ti parla pi\u00f9 da quando le hai detto che non potevi darle l&#8217;ostia neanche il giorno in cui il figlio, che \u00e8 anche chierichetto, faceva la prima comunione. &#8220;Questa \u00e8 una crudelt\u00e0&#8221; ti rispose: &#8220;Che ne sapete voi preti dei figli?&#8221; Tu sai che ama molto quel figlio con cui ha un rapporto tribolato. Un giorno hai provato a salutarla, ma ha tirato dritto come se non ti avesse visto.<\/p>\n<p>In piedi in mezzo alla piazza &#8211; come fosse un monumento al Conte di Cavour &#8211; hai rivisto proprio ora dalla tua finestra quell&#8217;uomo sui quaranta che hai sposato ultimamente. Non aveva voluto inginocchiarsi durante il rito: &#8220;Io non ci credo e sono qui solo perch\u00e9 me lo ha chiesto lei&#8221;. Cos\u00ec dicendo aveva indicato la sposa con il gesto con cui si fa autostop. Per un momento dalla piazza guarda verso la chiesa con lo stesso sguardo di sfida con cui seguiva le tue mosse quando davi la comunione alla sua donna.<\/p>\n<p>Bighellona per la piazza anche il giovanotto down che viene in chiesa a tutti i funerali e poi si ferma sul sagrato a salutare i parenti del morto come fossero suoi conoscenti. E tu ci vedi un significato e lo benedici nel tuo cuore. Ma un giorno che gli hai parlato di Ges\u00f9 ti ha detto: &#8220;A te piacciono le torte di cioccolato? Me ne regali una?&#8221;<\/p>\n<p>La piazza \u00e8 un mondo e in esso c&#8217;\u00e8 anche un tipo che si avvicina a te deferente a ogni campagna elettorale e ti chiede un&#8217;indicazione per il voto e insiste, formulando in pi\u00f9 modi la richiesta, come fanno i giornalisti nelle conferenze stampa e come facevano gli antagonisti di Ges\u00f9: &#8220;Lo interrogavano per poterlo accusare&#8221;. Una volta gli hai risposto che non \u00e8 compito tuo dare indicazioni elettorali e quello ha replicato quasi offeso: &#8220;Questo non lo dica!&#8221; Quel giorno pensasti che lo spiazzo davanti alla tua chiesa &#8220;Piazza della Sinagoga di Cafarnao&#8221;.<\/p>\n<p>La tua piazza \u00e8 un mondo che confina con la tua parrocchia ed \u00e8 un confine che pu\u00f2 dividere il fratello dal fratello, come dice la Scrittura. C&#8217;\u00e8 infatti a volte nella piazza il fratello gemello e non credente di un parrocchiano assiduo e tu li confondi i due gemelli, che sono proprio uguali. Gli dici festante: &#8220;Giorgio vieni stasera all&#8217;incontro delle famiglie?&#8221; E lui duro: &#8220;Non sono io e non ho famiglia&#8221;. Un giorno \u00e8 venuto in chiesa con la mamma al posto del fratello credente che sempre l&#8217;accompagna &#8211; lei non cammina pi\u00f9 da sola &#8211; e al momento della comunione tu, nulla sospettando, hai fatto per dargli l&#8217;ostia e lui ti ha fermato con la mano aperta e alzata come a dire: &#8220;Non ti azzardare!&#8221;<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 anche &#8211; in piazza &#8211; chi ti cerca per parlare e basta, come nella canzone di Celentano: &#8220;Neanche un prete per chiacchierar&#8221;. Tu fingi di essere occupato e quello finge di non capire la tua fretta, come se volesse mettere alla prova la tua pazienza. A volte butta l\u00e0 qualche domanda apparentemente impegnata, ma in realt\u00e0 mondana come quella della samaritana: &#8220;Dobbiamo adorare Dio su questo monte o su quest&#8217;altro?&#8221; Un giorno ti ha chiesto: &#8220;I musulmani digiunano per un mese e lei quando digiuna?&#8221; Quel giorno ti sei detto che nel mezzo della tua piazza ci starebbe bene il Pozzo di Giacobbe.<\/p>\n<p>Ogni uscita nella piazza fornisce spunti alla tua conversazione con il Signore, che sempre pi\u00f9 spesso tendi a concludere con una lamentazione che inizia con le parole: &#8220;Qui nessuno sa chi tu sia Signore&#8221;.<\/p>\n<p>Gli potresti riferire ogni giorno nuovi spunti di un&#8217;attesa sconfinata che \u00e8 nel cuore dei tuoi piazzaioli, quasi tutta materiale e che a te pare evangelicamente male indirizzata. Non avere timori a parlargliene, egli gi\u00e0 conosce le inquietudini a corto raggio della maggioranza dei tuoi interlocutori:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0 Ti cercano per avere denaro, buoni pasto, un lavoro qualsiasi, un posto letto in ospedale.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0 Ti cercano per sfogarsi: &#8220;Mio figlio \u00e8 messo contro di me da mia moglie che \u00e8 fuggita da casa&#8221;.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0 Vorrebbero che tu mettessi pace nella loro famiglia: &#8220;I miei figli non mi parlano pi\u00f9&#8221;.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0 Ti raccontano visioni: &#8220;La Madonna mi ha detto che devo far sapere al Papa questo e quello&#8221;.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0 Insistono perch\u00e9 tu li accompagni a Medjugorje: &#8220;Da l\u00e0 viene un messaggio al giorno!&#8221;<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0 Giurano di avere a che fare con qualche posseduto: &#8220;Mio marito ha un diavolo ed \u00e8 diventato cattivo&#8221;.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0 Ti comunicano dubbi di fede: &#8220;Chiedo un miracolo per mio padre ma io non credo ai miracoli&#8221;.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0 Vorrebbero andare alla Sacra Rota per ogni crisi di coppia: &#8220;Se non \u00e8 nullo il matrimonio di mia figlia, allora non c&#8217;\u00e8 stato mai un matrimonio nullo&#8221;.<\/p>\n<p>Ci sono dei giorni in cui vorresti fuggire lontano dalla tua piazza. &#8220;Ma che parrocchia mi \u00e8 toccata?&#8221; \u00e8 la seconda lamentazione che svolgi nel dialogo con il Signore. Ma non ti \u00e8 difficile comprendere che la misera tipologia dei tuoi interlocutori \u00e8 la stessa dei Vangeli: figli che a 18 anni scappano di casa, donne che hanno avuto cinque mariti, fratelli che litigano per l&#8217;eredit\u00e0, devoti che invocano il fuoco dal cielo, tutti che chiedono segni.<\/p>\n<p>Provi a rileggere i Vangeli immaginando che Ges\u00f9 sia un parroco al quale ognuno pone il suo problema: &#8220;E&#8217; morto il mio unico figlio, non ho nessuno che mi getti in acqua, abbiamo solo cinque pesci, il minore dei miei ragazzi \u00e8 scappato di casa appena ha compiuto 18 anni&#8221;. In questo modo ti metti alla sua scuola e cerchi di imparare dalle sue risposte.<\/p>\n<p>Gli poni le domande che allora non si ponevano e che governano &#8211; espresse o sottintese &#8211; ogni tua conversazione con gli abitatori della piazza e la mandano inevitabilmente storta. O almeno cos\u00ec a te pare. Gli fai osservare che quelle domande nascono da granitiche convinzioni: che la Chiesa \u00e8 ricca, \u00e8 potente, fa politica, \u00e8 piena di misteri. Gli racconti del viaggiatore incontrato al bar che parlava di quei &#8220;misteri&#8221; e di te che provasti a dire: &#8220;Quella era la Chiesa di una volta&#8221; e di lui che replic\u00f2 cos\u00ec: &#8220;Mi dica allora, reverendo, come \u00e8 morto Papa Luciani!&#8221;<\/p>\n<p>Gli racconti anche le questioni nuove rispetto alla generazione precedente, che \u00e8 quella del tuo vescovo. Ora &#8211; gli spieghi &#8211; l&#8217;umanit\u00e0 circostante \u00e8 pi\u00f9 informata e anche pi\u00f9 colta, ma ignora quasi tutto ci\u00f2 che riguarda il Padre che \u00e8 nei Cieli. Spesso guarda al prete come a un ufo e fa fatica a prenderlo sul serio. Digli insomma che intorno alla tua parrocchia, che si fa sempre pi\u00f9 piccola, va crescendo un&#8217;umanit\u00e0 totalmente secolare, mezzo eretica e mezzo pagana. Si sono ristrette la Giudea e la Galilea e si sono dilatate le regioni dei cananei e dei samaritani, come si sono infittiti i passaggi dei greci, degli egiziani e dei romani.<\/p>\n<p>Mentre snoccioli la tua terza lamentazione &#8211; intitolata &#8220;Arrivasti a sera in un villaggio dei samaritani e non fosti ricevuto&#8221; &#8211; hai l&#8217;impressione di udire dalla bocca del Signore questa risposta, come in un sussurro: &#8220;<em>E&#8217; vero i samaritani non erano ospitali con me perch\u00e9 non sapevano che andavo da loro come amico, ma conobbi un samaritano che poteva insegnare la compassione ai leviti e ai sacerdoti e un giorno incontrai una samaritana che cap\u00ec al volo la mia predicazione, come anche alcuni romani che mostrarono una migliore fede che non i miei stessi discepoli. Divenni amico di una cananea e uno di Cirene mi aiut\u00f2 a portare la croce. Coraggio dunque con i tuoi pagani di ritorno e con gli immigrati che vengono dalla Grecia e dall&#8217;Egitto, gente che anch&#8217;io ho conosciuto e non mi trattarono male. Fatti coraggio e non deludere nessuno che vuole parlare con te. Ascoltali e non ti preoccupare di ci\u00f2 che potrai rispondere. Il mio spirito ti suggerir\u00e0 le risposte. E se non arriveranno, dirai semplicemente che non sai le risposte, ma che sei pronto a cercarle insieme a loro<\/em>&#8220;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le attese dei vicini e dei lontani Seminario regionale San Pio X di Chieti Venerd\u00ec 24 aprile 2009 Il prete lo puoi vedere in chiesa, sul sagrato, dalla piazza. 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