{"id":14393,"date":"2014-06-28T11:38:05","date_gmt":"2014-06-28T09:38:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=14393"},"modified":"2014-06-30T15:56:36","modified_gmt":"2014-06-30T13:56:36","slug":"scrivendo-per-se-ha-scritto-per-tutti","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/scrivendo-per-se-ha-scritto-per-tutti\/","title":{"rendered":"Prefazione"},"content":{"rendered":"<p>Scrivendo per s\u00e9 ha scritto per tutti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Aveva da dire e infine ha detto vincendo il naturale riserbo: noi che fummo con don Mario Albertini in varie stagioni \u2013 e che dunque sapevamo della sua vocazione a comunicare \u2013 cos\u00ec l\u2019abbiamo riscoperto in pienezza con la lettura intensiva dei suoi testi, che in parte ignoravamo, condotta per settimane in vista di questa pubblicazione. Una chiamata a dire affinata nel conflitto con un carattere schivo e che si \u00e8 espressa di preferenza nella conversazione amicale e nella scrittura, coltivata con intensit\u00e0 negli ultimi anni. Della conversazione sapevamo, la scrittura solo ora l\u2019abbiamo conosciuta per intero.<\/p>\n<p>Parabole, dialoghi con Dio, discussioni con gli scrittori pi\u00f9 amati: don Mario scrive molto nella lunga vita, attiva sempre. Nel computer ha lasciato testi rivisti fino all\u2019ultimo. Una delle revisioni ha la data \u201c13 marzo 2013 giorno dell\u2019elezione di Papa Francesco\u201d. Un\u2019altra \u201cmaggio 2013\u201d.<\/p>\n<p>Era consapevole della forza della sua scrittura e della bont\u00e0 di quanto era venuto ruminando nella vita. Non aveva mai cercato un editore ma sapeva \u2013 sperava \u2013 che qualcuno avrebbe letto le sue pagine: ed ecco questa antologia che vuole rispondere a quella speranza e offrire il miele di una lunga fatica a chi ebbe la fortuna di incontrarlo e a chi desideri riscoprirlo nella ricchezza dei suoi doni di parola e di vita.<\/p>\n<p>Si tratta di decine e decine di testi che in questa antologia \u2013 che ne riporta dieci \u2013 saranno via via nominati e inquadrati da don Ermanno Crestani nelle <b>introduzioni alle quattro sezioni<\/b>, al fine di chiarire da quale orto siano stati colti i frutti con i quali abbiamo imbandito la tavola. Nella <b>postfazione<\/b> Giovanni Benzoni dar\u00e0 qualche ragguaglio di quanto qui non \u00e8 entrato.<\/p>\n<p>Scrive moltissimo il nostro don Mario ma egli davvero \u00e8 autore di un solo volume che potremmo chiamare \u201cLibro dei soliloqui e dei dialoghi\u201d: esso contiene anche testi pi\u00f9 costruiti, come omelie, lezioni, piccoli saggi; ma generalmente si tratta di brevi narrazioni o riflessioni, che potremmo anche chiamare parabole, una per pagina o poco pi\u00f9, che prendono spunto da una frase d\u2019autore o da un versetto di un Salmo, da uno spettacolo naturale, da un ricordo. La pagina \u00e8 costruita per lo pi\u00f9 in forma di soliloquio e c\u2019\u00e8 almeno un caso, nella prefazione al libretto <i>La messa per la vita <\/i>(novembre 2009), in cui don Mario evoca questa modalit\u00e0 comunicativa: \u201cQuelle qui raccolte sono brevi riflessioni con lo stile del soliloquio\u201d. Quando passa dalla singola parabola al libretto prevale invece la forma dialogata e spesso sono \u201cdialoghi con il Signore\u201d: hanno questa forma i quattro opuscoli che riportiamo della terza sezione dell\u2019antologia.<\/p>\n<p>Chi parla con Dio parla con tutti e infatti don Mario non nasconde \u2013 nei testi pi\u00f9 maturi \u2013 l\u2019ambizione a una destinazione vasta dei suoi dialoghi interiori e dei suoi soliloqui, anche se mette nei titoli o sottotitoli parole come \u201criflessioni\u201d, \u201cappunti\u201d, \u201cdivagazioni\u201d, \u201cintuizioni e tracce\u201d. A volte scrive \u201cbrevi riflessioni\u201d, oppure \u201csemplici riflessioni\u201d. Persino lo scritto con cui accompagna il testamento lo intitola \u201cUltime riflessioni\u201d (lo trovi nella prima sezione di questa antologia). Egli in verit\u00e0 sapeva che scrivendo per s\u00e9 scrive va per tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>La sua festa davanti agli occhi dei bimbi<\/b><\/p>\n<p>Come invito alla lettura dell\u2019antologia propongo due immagini: una del don Mario affabulatore, che conobbi quando giocava con i miei figli piccoli; l\u2019altra del cercatore di Dio, che scoprii ascoltando le sue omelie. Sia l\u2019affabulatore sia l\u2019omileta li ho poi ritrovati, in progress, nei libretti che m\u2019inviava negli anni \u2013 sette ne ebbi per posta, con l\u2019indirizzo scritto di suo pugno sulla busta \u2013 e li ho infine conosciuti a tutto tondo nel corpus degli scritti.<\/p>\n<p>Incontrai don Mario a Roma nel 1966 da studente della Fuci (era uno degli assistenti centrali) e l\u2019ho sempre amato per la creativa capacit\u00e0 di pensare la fede e di cercare le parole per dirla. E\u2019 stato nella giovinezza il mio confessore. Ci legava la comune sensibilit\u00e0 per la letteratura fantastica, nonch\u00e9 l\u2019ammirazione per Aldo Moro e per Paolo VI. Apprezzava che io fossi al \u201cCorriere della Sera\u201d: \u201cQuando me l\u2019hanno detto ero cos\u00ec contento che ridevo con me stesso\u201d, ebbe a confidarmi.<\/p>\n<p>La sorpresa pi\u00f9 godibile, nelle case degli amici, erano i momenti liberi nei quali giocava con i nostri figli, lui apparentemente cos\u00ec severo. Raccontava storie, intrecciava dialoghi e indovinelli. C\u2019era poi l\u2019omelia delle liturgie domestiche a calamitare l\u2019attenzione sulla sua capacit\u00e0 di parola. Parola discreta e puntuale, biblica, saporosa di vita. Cos\u00ec come condita di buon sale era la sua conversazione a tavola, amabile e sempre critica e mai amara. Ho conosciuto qualcosa del suo piacere di camminare nelle citt\u00e0 e sui monti, di quello di guidare l\u2019automobile. In occasione della mia ultima visita a Vittorio Veneto, alla fine del 2011, volle ancora portarmi al treno guidando e stava per compiere gli 86 anni.<\/p>\n<p>Del suo felice rapporto con i bambini mi ha poi parlato don Crestani, raccontandomi che da chierico faceva catechismo a Sant\u2019Andrea, l\u2019antica pieve (del \u2018300) dove torner\u00e0 a predicare per vent\u2019anni dopo il rientro da Roma: gi\u00e0 allora era cercato dai piccoli, perch\u00e9 avviava la lezione con una favola o un racconto. E c\u2019\u00e8 una foto che lo ritrae con loro in abiti da messa, timido e arguto come poi lo conobbi e come mi \u00e8 restato negli occhi.<\/p>\n<p>Quest\u2019uomo cos\u00ec lineare nell\u2019obbedienza alla vocazione di prete e cos\u00ec amabile nell\u2019approccio quotidiano ebbe ad affrontare una lunga depressione, a riprova che il male oscuro non fa eccezione di persone. Nel testamento, che \u00e8 del 2005, d\u00e0 conto di quella dura stagione: \u201cMentre scrivo, il Signore permette che io stia vivendo un tempo di prova spirituale: buio nella fede, e un senso di vuoto e inutilit\u00e0; sono riconoscente proprio a chi \u2013 forse senza rendersene conto \u2013 con la sua amicizia mi d\u00e0 serenit\u00e0. Voglio dire anche qui un grazie al mio Angelo Custode; mia madre mi ha insegnato ad affidarmi a lui, di cui ho sempre sentito la protezione\u201d.<\/p>\n<p>Segnalo la severit\u00e0 del riferimento alla prova che stava vivendo \u2013 \u201cbuio nella fede\u201d \u2013 espressa insieme alla gratitudine verso gli amici e verso l\u2019angelo custode: sono i due registri della sua vita e della sua scrittura, la severit\u00e0 e la tenerezza, che l\u2019aiutavano a discutere con l\u2019ospite pi\u00f9 esigente e a giocare con i bambini.<\/p>\n<p>Nel volumetto \u201cGrazie, Signore\u201d (che \u00e8 del 2009 e che pu\u00f2 essere letto qui, nella terza sezione dell\u2019antologia) dice la sua festa davanti agli occhi dei piccoli, che si direbbe abbia amato di pi\u00f9 avendo deciso di non averne: \u201cLa bimbetta, quando mi sono chinato su di lei, mi ha fatto una vivace smorfia mentre i suoi occhietti sprizzavano allegria\u201d (<i>Il sorriso di un bambino<\/i>). Nello stesso libretto c\u2019\u00e8 un delizioso dialogo con una nipotina che gli disegna un gatto: \u201cCome lo vuoi? In piedi o accovacciato? \u2013 Accovacciato\u201d (<i>Il disegno del gatto<\/i>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Alla ricerca della paternit\u00e0 di Dio<\/b><\/p>\n<p>Concorda con una bambina il disegno di un gatto e discute con Dio del mistero del male. Ma anche nei \u201cdialoghi con Dio\u201d egli usa molte corde che vanno dalla confidenza all\u2019audacia. Mi esort\u00f2 a formulare cos\u00ec, con affidamento e con forza, la mia preghiera in occasione di un grave lutto ed \u00e8 un\u2019indicazione che guida l\u2019intera sua interpretazione del <i>Padre nostro<\/i> (che l\u2019antologia riporta nella sezione quarta).<\/p>\n<p>Nella sua comprensione della fede cristiana, Dio \u00e8 un padre al quale siamo invitati a dare del \u201ctu\u201d e a non tacere ogni nostro turbamento o esigenza, compresa quella della sua manifestazione: \u201cDicendo \u2018sia santificato il tuo nome\u2019 gli diciamo: tocca a te manifestarti come Padre! Certo, come e quando vorrai tu, ma manifestati!\u201d (cos\u00ec nel citato commento al <i>Padre nostro<\/i>).<\/p>\n<p>La passione per il Padre nostro \u2013 che ognuno di noi, in Fuci, ha conosciuto \u2013 gli veniva dalla \u201cspiritualit\u00e0 del Padre\u201d che \u00e8 propria dell\u2019Unione Sacerdotale di San Raffaele Arcangelo, della quale faceva parte. Una spiritualit\u00e0 ispirata ai testi e all\u2019esempio del fondatore, padre Gioachino Rossetto dei Servi di Maria (1880-1935), che pone a ideale \u201cun contemplativo riconoscimento della paternit\u00e0 di Dio Padre e una presa di coscienza del rapporto filiale con Lui\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCi incontriamo periodicamente \u2013 si legge in un testo dell\u2019Unione \u2013 per momenti di scambio e sostegno spirituale, pastorale e fraterno. Mettiamo al centro l\u2019Eucaristia, fonte e culmine della nostra spiritualit\u00e0 e della nostra attivit\u00e0, impegnandoci a vivere tutta la vita come una Messa, e praticando la fraternit\u00e0 e la comunione dei beni\u201d. Chi ha frequentato don Mario sa quanto questa scuola l\u2019abbia segnato e come essa costituisse l\u2019opzione centrale della sua esistenza.<\/p>\n<p>La spiritualit\u00e0 del Padre l\u2019aiuta a presentare in letizia la fede cristiana, della quale pure avverte l\u2019aspetto drammatico: \u201cLe invenzioni dell&#8217;amore di Dio sono le verit\u00e0 di fede che richiamiamo nel Credo: Dio \u00e8 amore e inventa tutta una storia di interventi che sono altrettante occasioni (modalit\u00e0) di comunicazione della propria volont\u00e0 di amore\u201d scrive per esempio nell\u2019opuscolo<i> Le invenzioni dell\u2019amore di Dio<\/i>\u00a0(2012) che \u00e8 un fruibilissimo commento al\u00a0Simbolo degli Apostoli. Per intendere la sua intenzione di offrire una presentazione della fede in spirito di gratitudine, baster\u00e0 porre mente alla parola \u201cinvenzioni\u201d che qui sta per \u201cmeraviglie\u201d e che don Mario genialmente prende da San Girolamo, facendo un uso nuovo di una voce antica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a name=\"_GoBack\"><\/a> \u201c<b>Chi legger\u00e0 quello che scrivo?\u201d<\/b><\/p>\n<p>Don Mario amava scrivere e conosceva la forza della sua scrittura, ma non l\u2019ha mai piegata alla necessit\u00e0 di pubblicare: e infatti possiamo dire che non ha mai pubblicato nulla, almeno nel senso commerciale del termine. \u201cScrivo per conto mio\u201d mi diceva nel 2009. E ancora: \u201cMi piace scrivere, ma chi legger\u00e0 quello che scrivo?\u201d Queste parole le disse avendo io lodato la felicit\u00e0 di comunicazione del libretto \u201cDivagazioni\u201d che in questa antologia riportiamo nella sezione 2. Gli avevo detto che la sua scrittura era asciutta e fresca e mi aveva detto ridendo: \u201cSono contento che ti piaccia\u201d.<\/p>\n<p>Ero convinto \u2013 e lo sono ancora \u2013 che quel libretto fosse un capolavoro di divulgazione letteraria e mi offrii di aiutarlo a cercare un editore. Mi lasci\u00f2 fare e interpellai uno che aveva pubblicato miei volumi, ma la proposta fu respinta. La lettera che scrisse per accompagnare l\u2019invio del testo ci dice il suo animo su questo fronte che l\u2019attirava e che temeva: \u201cHo il coraggio di inviarle l\u2019unito fascicolo perch\u00e9 Luigi Accattoli me l\u2019ha suggerito dopo aver parlato con lei. Ho steso e fotocopiato queste pagine per i miei amici, che le hanno gradite, e pensano che sarebbe cosa buona diffonderle a una cerchia pi\u00f9 larga. Adesso veda lei se sono proprio pubblicabili: non nego che mi piacerebbe, tuttavia non ci far\u00f2 una malattia se la risposta \u00e8 no. Per il caso di una risposta positiva, una prefazione dello stesso Accattoli mi sarebbe gradita\u201d.<\/p>\n<p>Questa lettera ha la data 12 novembre 2006. Il \u201cno\u201d dell\u2019editore \u2013 \u201cnon \u00e8 roba che si venda\u201d \u2013 dispiacque pi\u00f9 a me che a lui. L\u2019incoraggiai a continuare a scrivere e mi disse che l\u2019avrebbe fatto ma \u201cdipender\u00e0 dall\u2019ispirazione\u201d. Ora, seppure dopo di lui, qualcosa di quello che aveva sperato si realizza, quanto alla pubblicazione e persino riguardo alla mia prefazione. Ora una cerchia pi\u00f9 vasta potr\u00e0 ascoltarne la voce e fruire di una comunicazione che \u00e8 avvenuta sempre e solo per \u201cispirazione\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Guida alla lettura dell\u2019antologia<\/b><\/p>\n<p>Don Ermanno Crestani, Giovanni Benzoni ed io abbiamo scelto i dieci testi che qui pubblichiamo con il doppio criterio della felicit\u00e0 di scrittura e della rilevanza dei temi. Per esempio nella sezione 2 abbiamo messo \u201cDivagazioni\u201d per la scrittura e \u201cPerch\u00e9 la sofferenza\u201d per il contenuto. Come nei musei sono poche le opere esposte rispetto a quelle contenute nei depositi, cos\u00ec i nostri dieci testi vanno letti tenendo presente il vivo bosco dal quale sono stati tagliati.<\/p>\n<p>Abbiamo ideato le quattro sezioni per offrire al lettore una traccia che l\u2019aiuti a muoversi in quel vivaio che don Mario ritoccava in continuit\u00e0 ma per il quale non ha mai progettato una presentazione d\u2019insieme. Oltre al pubblicato, vi sarebbe molto altro che meriterebbe di d\u2019essere conosciuto: materiali per altri due o tre volumi. E\u2019 stata ventilata la possibilit\u00e0 di pubblicare una raccolta delle omelie. L\u2019Unione sacerdotale San Raffaele Arcangelo ha deciso di realizzare un sito internet, <i>www.istitutosanraffaele.it<\/i>, riservando in esso una pagina intitolata a \u201cDon Mario Albertini\u201d che renda accessibili tutti i testi che ha lasciato.<\/p>\n<p>L\u2019impegno di don Mario scrittore si estendeva ad altri ambiti rispetto a quelli che abbiamo preso in esame per questa antologia, tanti essendo gli ambienti nei quali ha lavorato e anche scritto: noi fucini ricordiamo gli articoli che firmava per il quindicinale <i>Ricerca<\/i>. Il sito potr\u00e0 accogliere quanto si riuscir\u00e0 a recuperare.<\/p>\n<p>Vasto \u00e8 l\u2019insieme dei files con omelie: il ciclo completo degli anni A B C per le domeniche e le feste, con molti doppioni per le feste pi\u00f9 importanti; ci sono inoltre una trentina di omelie per confratelli, sorelle del ramo femminile dell\u2019Unione e amici defunti. Per tutta la sua vita da prete fu un omileta apprezzato, ma il corpus delle omelie l\u2019ha sistemato nella memoria del computer nel triennio 2008-2010.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 vasto \u2013 per contenuto in battute \u2013 \u00e8 il settore degli scritti sui Vangeli e sul Nuovo Testamento: disponiamo di files intitolati <i>Atti cc 1-10<\/i>, <i>Filippesi<\/i>, <i>Efesini<\/i>, <i>1Giovanni<\/i>, <i>Alla scuola di Ges\u00f9<\/i>, <i>Beati<\/i>, <i>Dacci oggi<\/i>. Sono testi maturati nei decenni, rivisti e sistemati negli anni 2004-2008.<\/p>\n<p>Vi sono ancora suoi lavori su temi di liturgia e di piet\u00e0: <i>La Messa per la vita<\/i> (2 redazioni: 1999, 2008), <i>Piccolo catechismo liturgico<\/i>, <i>La via della Croce<\/i>, <i>Il Rosario<\/i>. E diari dei viaggi in Russia (1963, 1967, 1993) e in America Latina (Brasile 1968, Cile e Per\u00f9 1987).<\/p>\n<p>Infine dir\u00f2 del titolo che abbiamo dato al volume: <i>Ho messo dell\u2019amore in tutto questo<\/i>, che \u00e8 preso dal testo di apertura dell\u2019antologia, \u201cUno sguardo alla mia vita\u201d, dove quest\u2019espressione ricorre tre volte con leggere varianti: \u201cS\u00ec, nella mia vita ci ho messo dell\u2019amore: per svolgere i miei impegni, per coltivare le relazioni che ne deriva\u001fvano, per voler bene nelle nuove amicizie\u201d<i>.<\/i><\/p>\n<p>Sono stato felice di leggere che all\u2019indomani della depressione il mio \u2013 il nostro \u2013 don Mario abbia potuto scrivere righe cos\u00ec intense, cos\u00ec grate. Quelle parole ce lo restituiscono \u2013 dopo la tempesta \u2013 come un fratello che molto ha vissuto avendo sempre a criterio la \u201cpaternit\u00e0 di Dio\u201d e la fraternit\u00e0 con gli uomini; dedicando ogni giorno della vita a intendere e a far conoscere \u201cla verit\u00e0 pi\u00f9 bella e importante\u201d, come la chiama in quello stesso testo autobiografico: che \u201cDio mi ama perch\u00e9 lui \u00e8 l\u2019Amore\u201d. Questo \u00e8 stato il suo modo di essere apostolo, cio\u00e8 di farsi tutto a tutti senza invadere nessuno, neanche per un momento.<\/p>\n<p><b>Luigi Accattoli<\/b><\/p>\n<p>www.luigiaccattoli.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrivendo per s\u00e9 ha scritto per tutti &nbsp; Aveva da dire e infine ha detto vincendo il naturale riserbo: noi che fummo con don Mario Albertini in varie stagioni \u2013&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/scrivendo-per-se-ha-scritto-per-tutti\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Prefazione<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-14393","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/14393","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14393"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/14393\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14419,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/14393\/revisions\/14419"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14393"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}