{"id":14424,"date":"2014-06-30T16:06:24","date_gmt":"2014-06-30T14:06:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=14424"},"modified":"2014-06-30T16:06:24","modified_gmt":"2014-06-30T14:06:24","slug":"ho-messo-dellamore-in-tutto-questo","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/ho-messo-dellamore-in-tutto-questo\/","title":{"rendered":"\u201cHo messo dell\u2019amore in tutto questo\u201d"},"content":{"rendered":"<p><i>Presentazione dell\u2019antologia di testi di don Mario Albertini <\/i><\/p>\n<p><i>Presso \u201cCasa del Padre\u201d \u2013 via Fogazzaro 28 \u2013 Vittorio Veneto<\/i><\/p>\n<p><i>Sabato 28 giugno 2014 \u2013 ore 09.30-11.00<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Don Ermanno Crestani, Giovanni Benzoni e io avevamo un debito nei confronti di don Mario e l\u2019abbiamo soddisfatto con la realizzazione di questa bella antologia che oggi presentiamo: bella per i testi suoi che la compongono, che non \u00e8 stato difficile mettere insieme per dare un\u2019idea del suo lascito di scrittore. Divido in sei momenti la mia presentazione: a illustrazione del titolo che abbiamo dato al volume, a segnalazione del contenuto delle quattro parti nelle quali l\u2019abbiamo organato, a dimostrazione della qualit\u00e0 della scrittura di don Mario. Non abbiamo fatto un\u2019antologia <i>in memoriam<\/i>, ma uno strumento per conoscere un autore valido, che ha dato un\u2019attestazione della sua umanit\u00e0 in una lingua capace di parlare a tutti.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0\u00a0\u00a0 1. Il titolo dell\u2019antologia<\/b><\/p>\n<p>Abbiamo dato al volume il titolo <i>Ho messo dell\u2019amore in tutto questo<\/i>, prendendolo dal testo di apertura, \u201cUno sguardo alla mia vita\u201d, dove quest\u2019espressione ricorre tre volte con leggere varianti: \u201c<i>S\u00ec, nella mia vita ci ho messo dell\u2019amore: per svolgere i miei impegni, per coltivare le relazioni che ne deriva\u00advano, per voler bene nelle nuove amicizie<\/i>\u201d (pagina 20)<i>.<\/i> Ci pare che quelle parole dicano bene il calore, l\u2019impegno, la fede che furono suoi.<\/p>\n<p>Don Mario \u00e8 stato un custode operoso dei suoi scritti redatti nei decenni. E\u2019 venuto aggiornandoli e correggendoli fino agli ultimi giorni. Una delle revisioni ha la data \u201c13 marzo 2013 giorno dell\u2019elezione di Papa Francesco\u201d. Un\u2019altra \u201cmaggio 2013\u201d. E lui muore il 26 giugno.<\/p>\n<p>Si tratta di parabole e divagazioni personali, dialoghi con Dio, discussioni con gli scrittori pi\u00f9 amati, omelie e lezioni tenute all\u2019Universit\u00e0 della terza Et\u00e0 o in occasioni diocesane, commenti biblici e liturgici, diari di viaggi, narrazioni autobiografiche, poesie e prose poetiche: don Mario scrive molto nella lunga vita ma non pubblica nulla, tranne rari articoli su riviste e un opuscolo per l\u2019<i>Anno della Fede<\/i> che viene diffuso come allegato al settimanale <i>L\u2019Azione<\/i> nel 2012, con il titolo <i>Le invenzioni dell\u2019amore di Dio<\/i>. Si tratta di un fruibilissimo commento al\u00a0<i>Simbolo degli Apostoli<\/i>, solido nei contenuti e creativo nella resa linguistica. Baster\u00e0 porre mente alla parola \u201cinvenzioni\u201d che qui sta per \u201cmeraviglie\u201d e che don Mario genialmente prende da San Girolamo, facendo un uso nuovo di una voce antica.<\/p>\n<p>Non cercava editori ma per decenni era venuto diffondendo tra gli amici alcuni piccoli testi stampati a sue spese che anche noi tre curatori dell\u2019antologia avevamo avuto dalle sue mani, o ci erano arrivati per posta; ma molti di pi\u00f9 ne ha lasciati nel computer. Eredi avventurati di quella cesta \u2013 come l\u2019abbiamo chiamata \u2013 ci siamo impegnati e deliziati a leggere, vedendo crescere a ogni pagina il nostro comune apprezzamento e guidati dalla felicit\u00e0 di questa esperienza di lettori abbiamo scelto i dieci testi che compongono il volume con il doppio criterio della felicit\u00e0 di scrittura e della rilevanza dei temi.<\/p>\n<p>Li abbiamo poi ripartiti in quattro sezioni per fornire al lettore una mappa che l\u2019aiuti a muoversi in quel vivaio che don Mario ritoccava in continuit\u00e0 ma per il quale non ha mai progettato una presentazione d\u2019insieme. Oltre al pubblicato, vi sarebbe molto altro che meriterebbe d\u2019essere conosciuto: materiali per altri due o tre volumi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>2. Testi autobiografici.<\/b><\/p>\n<p>La pi\u00f9 immediatamente fruibile delle quattro parti \u00e8 la prima: riporta due testi autobiografici che permettono una presa diretta con l\u2019autore, che era riservatissimo di carattere ma che in queste pagine si confida a cuore aperto e con precisione di riferimenti a persone e ambienti frequentati. \u201c<i>Voglio dare uno sguardo alla mia vita, raccontandomela<\/i>\u201d (p. 16) \u00e8 l\u2019accattivante attacco del primo dei due testi. Cio\u00e8 raccontandola a me stesso. E\u2019 il pudore di chi svolge in perpetuo una prova di voce nella camera della sua anima, affacciandosi poco nel mondo. \u201cScrivo per conto mio\u201d mi disse una volta in risposta alla domanda su che stesse facendo.<\/p>\n<p>In uno dei testi al quale teneva molto, <i>La messa per la vita <\/i>(novembre 2009), don Mario qualifica la sua modalit\u00e0 comunicativa con la parola \u201csoliloquio\u201d: \u201c<i>Quelle qui raccolte sono brevi riflessioni con lo stile del soliloquio<\/i>\u201d. Dopo aver letto quanto potevo ho concluso che scrivendo per s\u00e9 don Mario ha scritto per tutti.<\/p>\n<p>Il testo autobiografico \u201cUno sguardo alla mia vita\u201d non l\u2019aveva mai diffuso ed \u00e8 stata una scoperta anche per noi tre. Eccone un brano di toccante sincerit\u00e0 e levit\u00e0:<\/p>\n<p>\u201c<i>A parte la \u2018cotta\u2019 da diciottenne cui ho accennato, nel periodo della mia attivit\u00e0 tra gli studenti di Vittorio V., a trent\u2019anni, s\u00ec, mi sono innamorato. Di una studentessa universitaria, che sono certo provasse dell\u2019affetto per me, ma con la quale non scambiai n\u00e9 una parola n\u00e9 un gesto che lo esprimesse esplicitamente. C\u2019era l\u2019occasione di incontrarci con una certa frequenza (in circostanze in cui c\u2019era sempre la presenza di altri), e io ne ero contento, e vedevo che anche lei m\u2019incontrava volentieri. Credo di aver provato tutti gli alti e bassi che provano gl\u2019innamorati: l\u2019ansia dell\u2019attesa e la gioia dell\u2019incontro, un po\u2019 di gelosia, ma soprattutto la sofferenza di saperlo un amore impossibile<\/i>\u201d (p- 21).<\/p>\n<p>Quest\u2019uomo cos\u00ec lineare nell\u2019obbedienza alla vocazione di prete e cos\u00ec amabile nell\u2019approccio quotidiano ebbe ad affrontare una lunga depressione, a riprova che il male oscuro non fa eccezione di persone. Nel testamento, che \u00e8 del 2005, d\u00e0 conto di quella dura stagione: \u201c<i>Mentre scrivo, il Signore permette che io stia vivendo un tempo di prova spirituale: buio nella fede, e un senso di vuoto e inutilit\u00e0<\/i>\u201d (p. 36). Queste parole sono nel secondo dei testi autobiografici che abbiamo riportato e ci aiutano a cogliere l\u2019importanza che quegli anni di forte sofferenza hanno avuto per la vicenda spirituale di don Mario e anche per la maturazione della sua vocazione di scrittore, che dopo quegli anni \u2013 si direbbe \u2013 non ha pi\u00f9 reticenze.<\/p>\n<p>Fu durante quel periodo che confidando a un amico il suo \u201csenso di inutilit\u00e0\u201d riguardo a tutto quanto aveva fatto in vita, si sent\u00ec chiedere: \u201cQuello che hai fatto per me e per gli altri, \u00e8 stato per amore?\u201d (p- 37). Fu in risposta a quella domanda che don Mario raccont\u00f2 a se stesso la sua vita e concluse che ci aveva messo dell\u2019amore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>3. A colloquio con gli autori pi\u00f9 amati<\/b><\/p>\n<p>Nella parte seconda abbiamo pubblicato due testi di presentazione di scrittori: don Mario era un appassionato di molte letterature, in particolare della letteratura russa e della letteratura fantastica.<\/p>\n<p>\u201c<i>Mi piace scrivere, ma chi legger\u00e0 quello che scrivo?<\/i>\u201d Queste parole me le disse avendo io lodato la felicit\u00e0 di comunicazione del libretto \u201cDivagazioni\u201d che \u00e8 il primo dei testi di questa parte dell\u2019antologia. \u201cSono contento che ti piaccia\u201d mi disse con la misura che lo caratterizzava.<\/p>\n<p>Ero convinto \u2013 e lo sono ancora \u2013 che quel libretto fosse un capolavoro di divulgazione letteraria e mi offrii di aiutarlo a cercare un editore. Mi lasci\u00f2 fare e interpellai uno che aveva pubblicato miei volumi, ma la proposta fu respinta. La lettera che scrisse per accompagnare l\u2019invio del testo all\u2019editore ci dice il suo animo su questo fronte che l\u2019attirava e che temeva: \u201c<i>Ho steso e fotocopiato queste pagine per i miei amici, che le hanno gradite, e pensano che sarebbe cosa buona diffonderle a una cerchia pi\u00f9 larga. Adesso veda lei se sono proprio pubblicabili: non nego che mi piacerebbe, tuttavia non ci far\u00f2 una malattia se la risposta \u00e8 no<\/i>\u201d.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>4. A colloquio con Dio<\/b><\/p>\n<p>Nella parte terza dedicata a scritti di dialogo con Dio abbiamo riportato quattro testi che hanno fin dai titoli la forma dialogata: il pi\u00f9 felice, nella tonalit\u00e0 linguistica, \u00e8 il primo dei quattro titoli, che suona: \u201c<i>Vieni, Signore, discutiamo<\/i>\u201d (p. 102).<\/p>\n<p>I primi tre dei quattro testi di questa sezione costituiscono una trilogia che don Mario considerava centrale nella sua ricerca. Li aveva raccolti in una cartellina con il titolo d\u2019insieme: \u201c<i>Preghiera. Dialogo con Dio<\/i>\u201d (p. 101). Eccolo dunque che prima parla con se stesso e poi parla a Dio e infine con Dio, e in quest\u2019impresa realizza il meglio della sua scrittura.<\/p>\n<p>Chi parla con Dio, infatti, parla con tutti e don Mario non nasconde \u2013 in questi scritti pi\u00f9 maturi \u2013 l\u2019ambizione a una destinazione vasta dei suoi dialoghi interiori, dei suoi soliloqui, delle sue preghiere dialogate. Ecco una pagina in cui quest\u2019ambizione \u00e8 pi\u00f9 che chiara nel tono stesso del dettato:<\/p>\n<p>\u201c<i>Non sappiamo parlare con propriet\u00e0 di Dio, ma possiamo parlare con lui, e le due strade di questo rapporto sono la preghiera e l\u2019esperienza. La preghiera \u00e8 infatti parlare con Dio; non solo a Dio, ma con lui, in un dialogo che coinvolge tutto il nostro essere e tutti e tutto. E l\u2019esperienza nella fede. Fare esperienza di Dio non vuol dire provare una particolare sensibilit\u00e0, ma accorgersi del passaggio della sua bont\u00e0, della sua sapienza, del suo amore, nella nostra vita. \u00c8 capire che Dio si \u00e8 fatto presente a me<\/i>\u201d (p. 183).<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>5. In cerca di Dio Padre<\/b><\/p>\n<p>Nella parte quarta \u2013 \u201cIn ricerca di Dio Padre\u201d \u2013 c\u2019\u00e8 un testo di forte pensiero, intitolato \u201c<i>Di fronte al mistero dell\u2019amore che \u00e8 Dio<\/i>\u201d titolo che \u00e8 spiegato alle pagine 181s); e c\u2019\u00e8 un avvincente commento al \u201cPadre Nostro\u201d.<\/p>\n<p>Nella sua comprensione della fede, Dio \u00e8 un padre al quale siamo invitati a dare del \u201ctu\u201d e a non tacere ogni nostro turbamento o esigenza, compresa quella della sua manifestazione: \u201c<i>Dicendo \u2018sia santificato il tuo nome\u2019 gli diciamo: tocca a te manifestarti come Padre! Certo, come e quando vorrai tu, ma manifestati!<\/i>\u201d (cos\u00ec nel citato commento al <i>Padre nostro<\/i>, alla p. 235).<\/p>\n<p>La passione per il Padre nostro gli veniva dalla \u201cspiritualit\u00e0 del Padre\u201d che \u00e8 propria dell\u2019Unione Sacerdotale di San Raffaele Arcangelo, della quale faceva parte. Conviene leggere una delle pagine pi\u00f9 dense di quante compongono l\u2019antologia, nella quale don Mario stringe in un paragrafo l\u2019intero poema della paternit\u00e0 divina che ha contemplato nei decenni della vita:<\/p>\n<p>\u201c<i>Ges\u00f9 ci rivela tutta l\u2019opera di Dio per l\u2019umanit\u00e0 come azione di Padre: tutto il Vangelo \u00e8 graduale rivelazione della paternit\u00e0 di Dio. Fin dall\u2019inizio, nel discorso della montagna, Ges\u00f9 parla del \u00abPadre vostro che sta nei cieli e che vede nel nascosto\u00bb e insegna a pregare \u00abPadre nostro!\u00bb (Mt 6) \u2013 per arrivare alla preghiera sacerdotale (Gv 15-17): \u00e8 tutta una rivelazione della paternit\u00e0 divina. Per questa rivelazione, noi possiamo ripensare a tutto quello che \u00e8 detto di Dio nell\u2019Antico e nel Nuovo Testamento, sotto il colore della paternit\u00e0: l\u2019eternit\u00e0 di Dio \u00e8 l\u2019eternit\u00e0 di Uno che da sempre \u00e8 Padre (cfr. Ef 1); l\u2019onnipotenza di Dio \u00e8 l\u2019onnipotenza di Uno che mette questa onnipotenza a servizio della sua paternit\u00e0; l\u2019infinit\u00e0 di Dio \u00e8 la grandezza senza misura di un cuore di Padre. Tutte le propriet\u00e0 che possiamo intuire in Dio assumono questo volto paterno, cos\u00ec che possiamo concludere: Dio in se stesso non pu\u00f2 essere che Padre<\/i>\u201d (p. 185).<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>6. Lo scrittore Albertini<\/b><\/p>\n<p>Sono tante le corde che quest\u2019uomo sapiente ha saputo toccare con una scrittura asciutta e fresca, saporosa di vita. Ne abbiamo avuto una riprova nelle citazioni che sono venuto proponendo.<\/p>\n<p>Aveva da dire e infine ha detto vincendo il naturale riserbo. Anche chi l\u2019aveva conosciuto, e aveva letto qualcuno dei suoi libretti, come noi curatori dell\u2019antologia, leggendolo pi\u00f9 ampiamente ha avuto l\u2019impressione di scoprirlo. Sapevamo della sua vocazione a comunicare ma non conoscevamo il frutto grande di essa, maturato nel riserbo e nel conflitto con un carattere schivo fino all\u2019eccesso e nel conflitto \u2013 infine \u2013 con la depressione che l\u2019affin\u00f2 come metallo nel crogiuolo e gli don\u00f2 una piena libert\u00e0 di parola.<\/p>\n<p>Possiamo concludere che il nostro don Mario non \u00e8 stato solo un uomo raro per cultura e modestia, che ha lasciato un ricordo vivo in ogni ambiente dove \u00e8 vissuto e dove ha lavorato, ma \u00e8 stato anche un artista della parola.<\/p>\n<p>Forse il pi\u00f9 felice dei suoi testi, come felicit\u00e0 di scrittura, \u00e8 il volumetto \u201cGrazie, Signore\u201d, che \u00e8 del 2009 e che pu\u00f2 essere letto nella terza sezione dell\u2019antologia. Sapeva di avere scritto un piccolo capolavoro comunicativo: in un passaggio del testo autobiografico che apre l\u2019antologia (vedilo a pagina 32) qualifica questo scritto come \u201cmolto spontaneo\u201d. Conviene che da esso io prenda qualche frammento come riprova definitiva di quella libert\u00e0 e spontaneit\u00e0 comunicativa.<\/p>\n<p>Ecco come ci comunica la sua festa davanti agli occhi dei piccoli, che si direbbe abbia amato di pi\u00f9 avendo deciso di non averne: \u201c<i>La bimbetta, quando mi sono chinato su di lei, mi ha fatto una vivace smorfia mentre i suoi occhietti sprizzavano allegria<\/i>\u201d (<i>Il sorriso di un bambino<\/i>, p. 173).<\/p>\n<p>Ecco \u2013 sempre l\u00ec \u2013 una lode a Dio per le bellezze del creato in una pagina intitolata \u201cL\u2019arcobaleno\u201d: \u201c<i>Un forte temporale, molta pioggia: le nubi hanno reso oscuro questo pomeriggio estivo. Ma verso il tramonto velati raggi di sole hanno fatto capolino, e a oriente danno origine a un amplissimo arcobaleno. Fenomeno che ancora una volta ammiro con rinnovato stupore: \u201cOsserva l\u2019arcobaleno, e benedici colui che l\u2019ha fatto, \u00e8 bellissimo nel suo splendore (Sir 43,12). Grazie, Signore, che hai inventato l\u2019arcobaleno, e che oggi me lo hai fatto nuovamente ammirare<\/i>\u201d (p. 172). Ricordate che nel titolo di uno degli opuscoli c\u2019era l\u2019espressione \u201cLe invenzioni dell\u2019amore di Dio\u201d? Tra quelle invenzioni c\u2019\u00e8 l\u2019arcobaleno.<\/p>\n<p>Nello stesso libretto c\u2019\u00e8 un delizioso dialogo con una nipotina che gli disegna un gatto: \u201c<i>Come lo vuoi? In piedi o accovacciato? \u2013 Accovacciato<\/i>\u201d (<i>Il disegno del gatto<\/i>, p. 178). Concorda con una bambina il disegno di un gatto e discute con Dio del mistero del male.<\/p>\n<p>Don Mario conosceva la forza della sua scrittura: l\u2019avverti in quella singolare felicit\u00e0 che viene dalla lettura di pagine riuscite, quando intuisci che lo stesso autore deve aver sentito, scrivendo, la riuscita delle proprie parole. Ma c\u2019\u00e8 anche un luogo dove afferma \u2013 guardando alla sua opera di scrittore \u2013 di essere riuscito a dire quanto gli premeva: \u201c<i>La rilettura di queste pagine mi conferma che in esse ho detto qualcosa di me, dei miei problemi, della mia ricerca, e che forse vi \u00e8 in esse anche un \u2018granellino\u2019 di fede<\/i>\u201d (p. 32).<\/p>\n<p>Torno \u2013 in chiusura \u2013 alle parole che abbiamo posto a titolo del volume: \u201cHo messo dell\u2019amore in tutto questo\u201d, che attestano la serenit\u00e0 recuperata dopo la prova. Ed \u00e8 bello scoprire che quel recupero della quiete dopo la tempesta egli l\u2019abbia ottenuto anche praticando l\u2019amata scrittura e riuscendo a comunicare con essa una serenit\u00e0 provata, cio\u00e8 passata per la prova, che \u00e8 il meglio che si possa comunicare con la parola sulla terra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentazione dell\u2019antologia di testi di don Mario Albertini Presso \u201cCasa del Padre\u201d \u2013 via Fogazzaro 28 \u2013 Vittorio Veneto Sabato 28 giugno 2014 \u2013 ore 09.30-11.00 &nbsp; Don Ermanno Crestani,&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/ho-messo-dellamore-in-tutto-questo\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">\u201cHo messo dell\u2019amore in tutto questo\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-14424","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/14424","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14424"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/14424\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14425,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/14424\/revisions\/14425"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14424"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}