{"id":15058,"date":"2014-10-20T15:50:50","date_gmt":"2014-10-20T13:50:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=15058"},"modified":"2014-10-20T15:50:50","modified_gmt":"2014-10-20T13:50:50","slug":"caino-e-segnato-dal-sangue-ma-non-perde-la-sua-dignita","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/caino-e-segnato-dal-sangue-ma-non-perde-la-sua-dignita\/","title":{"rendered":"Caino \u00e8 segnato dal sangue ma non perde la sua dignit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><i>Bari \u2013 convegno del Premio Castelli \u2013 10 ottobre 2014<\/i><\/p>\n<p><span style=\"color: #656565;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">Partiamo dal mito \u2013 o parabola \u2013 di Caino e Abele, rievocando le parole della Scrittura. Poi proveremo ad applicarne l\u2019insegnamento all\u2019umanit\u00e0 di oggi, avendo di mira la nostra interrogazione sulla colpa, sul reato e sulla pena. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #656565;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><b>Genesi 4, 8-15<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #656565;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">: <\/span><\/span><span style=\"color: #656565;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>Mentre erano in campagna, Caino alz\u00f2 la mano contro il fratello Abele e lo uccise.<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #656565;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>\u00a0<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #656565;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>Allora il Signore disse a Caino: \u201cDov&#8217;\u00e8 Abele, tuo fratello?\u201d. Egli rispose: \u201cNon lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?\u201d.<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #656565;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>\u00a0<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #656565;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>Riprese: \u201cChe hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #656565;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>\u00a0<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #656565;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>Ora sii maledetto, lontano dal suolo che ha aperto la bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano.<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #656565;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>\u00a0<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #656565;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>Quando lavorerai il suolo, esso non ti dar\u00e0 pi\u00f9 i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra\u201d.<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #656565;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>\u00a0<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #656565;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>Disse Caino al Signore: \u201cTroppo grande \u00e8 la mia colpa per ottenere perdono.<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #656565;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>\u00a0<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #656565;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e dovr\u00f2 nascondermi lontano da te; io sar\u00f2 ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrer\u00e0 mi uccider\u00e0\u201d.<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #656565;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>\u00a0<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #656565;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><i>Ma il Signore gli disse: \u201cEbbene, chiunque uccider\u00e0 Caino subir\u00e0 la vendetta sette volte!\u201d. Il Signore impose a Caino un segno, perch\u00e9 nessuno, incontrandolo, lo colpisse<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #656565;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">.<\/span><\/span><span style=\"color: #656565;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p><i>Caino alza la mano contro il fratello<\/i>: ogni uomo che uccide un uomo alza la mano contro il fratello \u2013 contro il fratello in umanit\u00e0. Questo oggi ci \u00e8 pi\u00f9 chiaro di ieri: il \u201cnon ucciderai\u201d vale per ogni uomo, non solo per quelli che ci sono prossimi.<\/p>\n<p><i>Ora sii maledetto<\/i>: non malediciamo pi\u00f9, sappiamo di non dover maledire nessuno, ma sappiamo anche che il sangue versato grida al cielo, oggi come sempre. E come sempre \u00e8 necessaria la sanzione del delitto, che \u00e8 anche un primo passo per il recupero del colpevole.<\/p>\n<p><i>Ramingo e fuggiasco sarai sulla terra<\/i>: \u00e8 il bando, l\u2019esilio, l\u2019ostracismo: la forma pi\u00f9 comune della pena nell\u2019antichit\u00e0; mentre il carcere, sconosciuto all\u2019umanit\u00e0 della Genesi, \u00e8 la forma oggi pi\u00f9 diffusa in cui tanti nostri simili che hanno alzato la mano contro i fratelli restano \u2013 non vanno \u2013 \u201craminghi e fuggiaschi sulla terra\u201d. L\u2019impegno a trovare alternative al carcere non deve far dimenticare la necessit\u00e0 della pena. \u201cColpa reato e pena\u201d: occorre non sottovalutare la seriet\u00e0 del titolo che ci siamo dati.<\/p>\n<p><i>Chiunque mi incontrer\u00e0 mi uccider\u00e0<\/i>: il colpevole avverte d\u2019essere esposto alla vendetta altrui. Il sangue che ha versato grida vendetta. Nel profondo questa seriet\u00e0 del caso \u2013 anche questo, soprattutto questo, \u00e8 un caso serio \u2013 vale oggi come sempre. Sappiamo bene, del resto, che il carcere spesso protegge dal linciaggio. Anche oggi, anche da noi.<\/p>\n<p><i>Il Signore impose a Caino un segno perch\u00e9 nessuno lo colpisse<\/i>: questo segno \u00e8 restato e ha avuto nei secoli un riconoscimento del suo carattere di salvavita del colpevole sempre pi\u00f9 vasto ma non ancora sufficiente. In quelle parole del Signore \u00e8 prefigurato il superamento della legge del taglione e della pena di morte, che invece non sono ancora affatto superati nel mondo globale.<\/p>\n<p>Trovo significativo che il movimento per l\u2019abolizione della pena di morte e per la moratoria mondiale delle sentenze capitali, promosso da persone non credenti, prenda titolo dalle parole della Genesi: \u201cNessuno tocchi Caino\u201d. Si tratta di una \u201clega internazionale\u201d che nasce a Bruxelles nel 1993 per iniziativa del Partito Radicale Italiano. Quella denominazione sta a dire che le parole della Genesi hanno innervato nei millenni le energie profuse da ogni generazione nel combattimento per l\u2019umanizzazione delle pene e segna tutt\u2019oggi l\u2019attuale dibattito su <i>colpa reato e pena<\/i>. \u201cNessuno tocchi Caino vuol dire giustizia senza vendetta\u201d si legge nell\u2019autopresentazione della lega.<\/p>\n<p>La lezione del primo Testamento ovviamente noi cristiani siamo chiamati a leggerla alla luce del secondo Testamento, cio\u00e8 alla luce della figura e della parola di Ges\u00f9 che dice molto di pi\u00f9 della non uccisione del colpevole. Dice di rispondere al male con il bene, di amare i nemici, di perdonare fino a settanta volte sette. Per una sapiente esposizione delle implicazioni simboliche, culturali e pratiche dell\u2019insegnamento biblico sulla colpa e la pena possiamo rifarci a tanti testi del cardinale Carlo Maria Martini (1927-2012), che pose molto impegno, fin dalla giovinezza e per tutti gli anni del ministero episcopale a Milano, nel visitare i carcerati e nella riflessione sulla dignit\u00e0 del colpevole: li troviamo raccolti in due volumi Mondadori, uno intitolato <i>Sulla giustizia<\/i> (che \u00e8 del 1999) e un altro <i>Non \u00e8 giustizia. La colpa, il carcere e la Parola di Dio<\/i> (2003).<\/p>\n<p>Il secondo di questi volumi ha un\u2019introduzione del docente di diritto penale della Cattolica di Milano Luciano Eusebi, che in questo convegno parla dopo di me e che ha accompagnato negli anni la ricerca del cardinale Martini su questa frontiera che gli uomini di Chiesa hanno poco frequentato in passato. Eusebi ha riassunto a sua volta la propria proposta interpretativa del cammino ebraico cristiano sull\u2019arduo terreno della pena e della colpa nel volume <i>La Chiesa e il problema della pena. Sulla risposta al negativo come sfida giuridica e teologica<\/i>, pubblicato all\u2019inizio di quest\u2019anno con l\u2019editore La Scuola.<\/p>\n<p>Grande impegno su questi temi ha posto il Papa Giovanni Paolo II, di cui resta memorabile il <i>Messaggio per il Giubileo nelle carceri<\/i> del 9 luglio 2000. Un impegno ancora pi\u00f9 frequente dedica oggi a carceri e carcerati Papa Francesco, del quale pure intendo segnalare un testo maestro: <i>Lettera ai partecipanti al XIX Congresso internazionale di Diritto penale<\/i>, del 7 giugno 2014. Tratta della relazione della comunit\u00e0 umana con il colpevole alla luce delle icone bibliche (cos\u00ec le avrebbe chiamate Martini) del Buon Samaritano, del Buon Ladrone e del Buon Pastore. Scrive il Papa che il Signore \u201cha insegnato a poco a poco\u201d al suo popolo che \u201cesiste una asimmetria necessaria tra delitto e castigo, per cui a un occhio o a un dente rotto non si rimedia rompendone un altro. Si tratta di rendere giustizia alla vittima, non di giustiziare l\u2019aggressore\u201d; e si dovrebbe fare \u201ctutto il possibile per correggere, migliorare ed educare l\u2019uomo a maturare in tutte le sue forme, perch\u00e9 non si scoraggi, faccia fronte al danno causato e riesca a rilanciare la sua vita senza essere schiacciato dal peso delle sue miserie\u201d.<\/p>\n<p>Tra tutti gli insegnamenti veicolati dalla storia di Caino e Abele, ora mi limito a svolgerne uno, che pongo a elemento centrale della considerazione ebraico-cristiana della colpa e della pena: la colpa non cancella la dignit\u00e0 del colpevole, non lo esclude dalla comunit\u00e0 umana, non lo priva dei suoi diritti fondamentali e dunque inalienabili, non ne muta l\u2019identit\u00e0 da immagine di Dio a operatore del male, da uomo in delinquente e cio\u00e8 non lo fissa in una nuova identit\u00e0.<\/p>\n<p>Da questo insegnamento basilare della tradizione ebraico-cristiana potremmo trarre spunti di animazione e di arricchimento per molti capitoli della nostra attuale ricerca di una via pi\u00f9 umana nel rimedio alle devianze sociali e pi\u00f9 ampiamente al negativo che insidia la convivenza umana sulla terra.<\/p>\n<p><i>Per l\u2019impegno a ottenere una moratoria universale nell\u2019applicazione della pena di morte<\/i>, in vista di una sua completa abolizione su tutto il pianeta. Impegno che ha la sua fondazione \u2013 appunto \u2013 nella Genesi e che non dev\u2019essere assolutamente da considerare appannaggio dei movimenti radicali: dopo una lunga e complessa evoluzione storica, oggi anche le Chiese cristiane sono su questa posizione. Vi sono arrivati prima gli altri, ma noi cristiani \u2013 seguaci di un messia messo a morte con un processo politico \u2013 dovremmo starvi, infine, pi\u00f9 convintamente di tutti.<\/p>\n<p><i>Per l\u2019aspirazione a un effettivo superamento \u2013 ovunque nel mondo \u2013 della pena dell\u2019ergastolo<\/i>, che ci appare oggi lesiva del rispetto della persona umana in misura equivalente, in linea di principio, con la pena di morte, in quanto com\u2019essa considera irrecuperabile il reo e ritiene inefficace ogni pedagogia carceraria che si proponga di far valere la finalit\u00e0 educativa della pena \u2013 dal momento che questa rieducazione nel caso dell\u2019ergastolo viene a essere considerata per definizione senza termine, ovvero senza meta: \u201cFine pena mai\u201d.<\/p>\n<p><i>Per ogni battaglia mirante all\u2019umanizzazione del sistema carcerario<\/i>. Il rispetto della dignit\u00e0 umana esige un trattamento del detenuto dignitoso e umano. Quanto siamo lontani da questo, in Italia, ce lo ricorda periodicamente l\u2019Unione Europea con le sue censure.<\/p>\n<p><a name=\"_GoBack\"><\/a><i>Per la ricerca di pene alternative al carcere<\/i>. Che dovrebbe condurci a ritenere il carcere una misura estrema e di emergenza, da limitare il pi\u00f9 possibile e da non concepire mai come sistema sanzionatorio autosufficiente, che realizza in pienezza la sua funzione isolando gli asociali dalla societ\u00e0, mentre la via regale e unica al vero recupero dell\u2019asociale \u00e8 quella della socializzazione. Qui il fronte dell\u2019impegno \u00e8 amplissimo, perch\u00e9 gli esperti della materia ci segnalano come la popolazione carceraria ai nostri giorni vada invece aumentando, ovunque nel mondo e da noi.<\/p>\n<p>Per l\u2019impegno \u2013 che caratterizza gli ambienti associativi che danno vita al Premio Castelli e che hanno promosso questo convegno \u2013 a realizzare un pi\u00f9 diffuso e capillare rapporto tra carcere e societ\u00e0 e in particolare tra il mondo del volontariato sociale e l\u2019universo carcerario. Unica via, in definitiva, per dare piena attuazione al fine rieducativo della pena, perch\u00e9 essa consenta un reale cammino di risocializzazione e sia davvero \u201cuna cura \/ che salvi insieme assassino e citt\u00e0\u201d (David Maria Turoldo).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bari \u2013 convegno del Premio Castelli \u2013 10 ottobre 2014 Partiamo dal mito \u2013 o parabola \u2013 di Caino e Abele, rievocando le parole della Scrittura. 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