{"id":15172,"date":"2014-11-09T17:01:54","date_gmt":"2014-11-09T16:01:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=15172"},"modified":"2014-11-09T17:01:54","modified_gmt":"2014-11-09T16:01:54","slug":"silvio-dissegna-e-la-santita-bambina","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/7-la-vita-e-mutata-ma-non-e-tolta\/b-il-santo-e-colui-che-acconsente-alla-morte\/silvio-dissegna-e-la-santita-bambina\/","title":{"rendered":"Silvio Dissegna e la santit\u00e0 bambina"},"content":{"rendered":"<p>Silvio Dissegna(1967-1979) \u2013 di cui sono state riconosciute le \u201cvirt\u00f9 eroiche\u201d l\u20198 novembre 2014 &#8211; \u00e8 un bambino di 12 anni che muore di tumore alle ossa. Il male l\u2019ha costretto a letto per due anni, l\u2019ha portato sette volte a Parigi, l\u2019ha reso cieco e quasi sordo. Ma non gli ha mai tolto la speranza in Ges\u00f9. Nelle ultime settimane di vita i genitori lo trovano a canticchiare una canzone di sua invenzione, che riassume la sua via crucis e la sua attesa del Signore. L\u2019imparano pure loro e la trascrivono. La riporto in questo capitolo perch\u00e9 anche cantare in casa \u00e8 preghiera pubblica:<\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>Sono nato e sono contento,<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>sono cresciuto e ho molto giocato;<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>a scuola andavo;<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>mi piaceva molto studiare<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>e avevo molti amici!<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>All\u2019improvviso, un dolore acuto alla gamba<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>e da tanti medici mi avete portato.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>A Parigi mi avete condotto,<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>per me era un martirio <\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>e ho sempre sopportato. <\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>Cieco sono diventato <\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>e non vi ho pi\u00f9 visti:<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>solo pi\u00f9 sentiti<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>e ora non vi sento pi\u00f9!<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>Aspetto sempre il buon Ges\u00f9<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>che dal Cielo mi venga a prendere,<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>perch\u00e9 non ne posso pi\u00f9.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Silvio \u00e8 nato e vissuto nella Borgata Becchio di Poirino (Torino). La sua malattia &#8211; osteosarcoma alla gamba sinistra &#8211; \u00e8 stata un\u2019ininterrotta preghiera pubblica, con i familiari, gli amici sacerdoti, i medici. L\u20198 febbraio 1995 il cardinale Giovanni Saldarini ha aperto la causa di beatificazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Questa preghiera in forma di canzone mi \u00e8 sembrata pi\u00f9 sua di ogni altra espressione raccolta e trascritta dai familiari. Ve ne sono di toccanti. Ecco alcune che mi hanno fatto piangere. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">La terza volta che lo portano a Parigi: <i>Pap\u00e0, il tuo Silvio cade per la terza volta sotto la croce<\/i>. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Il paragone con Ges\u00f9 \u00e8 continuo ed entra anche nel dialogo diretto: <i>Signore Ges\u00f9, io soffro come quando tu trasportavi la croce ed eri picchiato. Io sono qui nel mio letto con tanto male: le mie sofferenze le unisco alle tue. Stammi vicino, Ges\u00f9<\/i>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Ancora: <i>Prendimi con te, Ges\u00f9! Sono stanco di soffrire!<\/i>\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Dopo la comunione: <i>Ges\u00f9, io credo che tu mi vuoi bene&#8230; Ges\u00f9, io credo che tu mi vuoi bene!<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">E\u2019 presto consapevole che il suo male \u00e8 senza guarigione: <i>Io voglio sapere la verit\u00e0! Tanto lo so che devo morire, perch\u00e9 ho sempre pi\u00f9 male e peggioro di giorno in giorno<\/i>. E anche: <i>Pap\u00e0, telefona alla mamma e dille che Silvio muore<\/i>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Quando scopre di essere cieco: <i>Mamma, come \u00e8 brutto non vedere pi\u00f9 il sole, la luce, le piante, i fiori, ma soprattutto non vedere pi\u00f9 te, pap\u00e0, Carlo!<\/i>. Carlo \u00e8 il fratello pi\u00f9 piccolo. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">La notte vuol restare solo, se il dolore ha una pausa e vuole che la mamma torni nel suo letto: <i>Devo restare solo con Ges\u00f9, parlargli a lungo, dirgli tutto quello che ho dentro il cuore<\/i>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Ecco un grido di sconforto: <i>Mamma, fai qualcosa per me, voglio rimanere con voi, vi ho sempre voluto bene! Fate qualcosa al vostro Silvio, ho tanto male!<\/i>\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019ultima sera parla cos\u00ec ai familiari:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>Grazie, Carlo, che sei venuto a salutarmi<\/i>;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>Mamma, vieni qui vicino, dammi la mano<\/i>;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>Mamma, pap\u00e0!<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Silvio <\/b><\/i><i>me l\u2019ha segnalato don Silvio Cora, il pi\u00f9 fecondo tra i miei suggeritori di fatti di Vangelo e lo inserii nel volume Cerco fatti di Vangelo pubblicato dalla SEI nel 1995. I testi che riporto qui sono nell\u2019opuscolo curato da Paolo Risso, \u201cUn gigante di 12 anni: Silvio (1967-1979)\u201d, Comitato \u201cAmici di Silvio\u201d, Chieri 1995 la canzone \u00e8 a p. 24). Don Antonio Bellezza-Prinsi ha scritto nel 1980 una biografia che \u00e8 stata ristampata due volte: \u201cSilvio, ovvero morire di cancro a dodici anni\u201d (Bigliardi, Chieri-Torino). <\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">La nota che segue &#8211; sulla \u201csantit\u00e0 bambina\u201d &#8211; l\u2019ho scritta l\u20198 novembre per il \u201cCorriere della Sera\u201d che non la pot\u00e8 pubblicare per cambio pagina dell\u2019ultimo momento:<\/span><\/p>\n<p>Arriva un altro santo bambino: Silvio Dissegna\u00a0(1967-1979), torinese, morto a 12 anni di tumore alle ossa, avendo vissuto il dramma della malattia con l\u2019incanto di un bimbo e la forza di un mistico. Nel 2000 Giovanni Paolo II pellegrino a Fatima proclam\u00f2 beati i \u201cpastorelli\u201d e veggenti Francisco e Giacinta Marto, morti di Spagnola a 10 e 9 anni, nel 1918 e nel 1920.<\/p>\n<p>Fu in vista di quella proclamazione che a met\u00e0 degli anni \u201990, per sollecitazione del Papa polacco, si fece in Vaticano un simposium sulla santit\u00e0 dei fanciulli. Se la santit\u00e0 \u00e8 un dono, nessuno pu\u00f2 esserne pi\u00f9 degno di un bambino, fu la risposta dei teologi al Papa che procedette senza indugio a quella beatificazione alla quale molto teneva. Ma non \u00e8 solo Giovanni Paolo II ad aver decisamente abbassato l\u2019et\u00e0 dei beati e dei santi: gi\u00e0 Pio XII aveva proclamato prima beata e poi santa nel 1947 e nel 1950 Maria Goretti , uccisa prima del compimento dei 12 anni.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 giovane candidata alla santit\u00e0 \u00e8 attualmente una bambina di Roma: Antonietta Meo (detta Nennolina), morta a 7 anni nel 1937. Il decreto di riconoscimento delle \u201cvirt\u00f9 eroiche\u201d di Nennolina \u00e8 stato approvato da Benedetto XVI nel 2007. Se sia Nennolina sia Silvio arriveranno alla beatificazione \u2013 \u00e8 necessario il riconoscimento di un miracolo \u2013 avremo queste punte di santit\u00e0 bambina: Nennolina 7 anni, Giacinta 9, Francisco 10, Maria Goretti 11, Silvio Dissegna 12.<\/p>\n<p>Allo stesso riconoscimento \u00e8 arrivato ieri Silvio Dissegna. Nelle ultime settimane di vita Silvio era divenuto cieco e cos\u00ec si trov\u00f2 a parlarne alla mamma: \u00a0\u201cMamma, come \u00e8 brutto non vedere pi\u00f9 il sole, la luce, le piante, i fiori, ma soprattutto non vedere pi\u00f9 te, pap\u00e0, Carlo!\u201d Carlo \u00e8 il fratello pi\u00f9 piccolo. La notte voleva restare solo, se il dolore gli dava un momento di tregua e voleva che la mamma tornasse nel suo letto: \u201cDevo restare solo con Ges\u00f9, parlargli a lungo, dirgli tutto quello che ho dentro il cuore\u201d.<\/p>\n<p><b>Luigi Accattoli<\/b><\/p>\n<p>[novembre 2014]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Silvio Dissegna(1967-1979) \u2013 di cui sono state riconosciute le \u201cvirt\u00f9 eroiche\u201d l\u20198 novembre 2014 &#8211; \u00e8 un bambino di 12 anni che muore di tumore alle ossa. 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