{"id":1544,"date":"2009-06-01T17:11:26","date_gmt":"2009-06-01T15:11:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=1544"},"modified":"2010-11-21T21:52:44","modified_gmt":"2010-11-21T21:52:44","slug":"%e2%80%9cil-rigogolo-del-vaticano%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/%e2%80%9cil-rigogolo-del-vaticano%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"\u201cIl Rigogolo del Vaticano\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>romanzo di Bruno Bartoloni <\/strong><br \/>\n<strong>presentato da Luigi Accattoli<\/strong><br \/>\n<em>Venerd\u00ec 29 maggio 2009 &#8211; ore 11,30 &#8211; Sala Stampa Estera<\/em><\/p>\n<p>IL SEGRETARIO EBREO DI PAPA IRENEO: cos\u00ec avevo intitolato un post dedicato al romanzo di Bruno il 15 dicembre 2009 nel mio blog. Ed \u00e8 su quel tono, dello scherzo linguistico, che condurr\u00f2 questa chiacchierata. A evitare di prenderci troppo sul serio e che io non mi improvvisi a critico letterario e che tu non abbia a diventare &#8211; qui e ora e per mia sentenza &#8211; un grande narratore.<\/p>\n<p>Ho letto con divertimento il tuo romanzo e ho preso appunti. Una serie di questi li ho rubricati sotto il titolo &#8220;felicit\u00e0 linguistica&#8221;. Parto da essi, poi dico qualcosa di pi\u00f9 generale sul tuo libro e infine ti pongo delle domande perch\u00e9 la narrazione \u00e8 anche autobiografica e in quella direzione tu scrivi le pagine pi\u00f9 serie, dove il lettore forse ha bisogno di qualche didascalia.<\/p>\n<p>Il tuo \u00e8 un libro di felicit\u00e0 linguistica e di felice manipolazione del mondo vaticano da parte di un vaticanista di lunghissimo corso che quel mondo lo conosce da vicino e lo guarda da lontano.<\/p>\n<p>FELICITA&#8217; LINGUISTICA, soprattutto. Voglio dire che tu ti diverti con la lingua, che \u00e8 il segno pi\u00f9 sicuro della scrittura creativa. E chiami a divertimento il lettore.<\/p>\n<p>Parto da un caso semplice. A p. 297 leggiamo: &#8220;<em>Trasecol\u00f2 Trof, anche se &#8216;trasecolare&#8217; e cio\u00e8 andare oltre il secolo, non si capisce bene cosa voglia dire<\/em>&#8220;. Se voi consultate il Battaglia, troverete tra le accezioni di &#8220;trasecolare&#8221; anche quella di &#8220;sentirsi trasportato in una realt\u00e0 diversa&#8221;, cio\u00e8 in un altro secolo. Perch\u00e9 &#8216;secolo&#8217; nell&#8217;italiano antiquato e letterario vuol dire anche il mondo, l&#8217;universo, il creato, la realt\u00e0 terrena.<\/p>\n<p>Il gioco etimologico \u00e8 frequente nella scrittura di Bruno. Ed \u00e8 quasi sempre divertente, leggero. &#8220;<em>L&#8217;acqua Paola, quella di Paolo V, che era poi quella che Traiano port\u00f2 da Vicarello per la via Trionfale e via Tiradiavoli &#8211; ed io pensavo allora che la tiravano proprio i diavoli<\/em>&#8221; (253): un&#8217;acqua tirata dai diavoli, non \u00e8 qualcosa?<\/p>\n<p>&#8220;<em>Gli veniva di fregarsi le mani dalla contentezza. Che strana parola &#8216;contentezza&#8217;, pens\u00f2. La prova chi si &#8216;contiene&#8217; nei limiti delle situazioni che trova. Per questo \u00e8 lieto<\/em>&#8221; (111): cos\u00ec pensa Trof-Bartoloni.<\/p>\n<p>BISMARK SPROSCIUTTATO. Ognuno di noi ha sentito le cento volte Bruno giocare con le parole. Ed ecco che nel libro egli gioca a ogni pagina: &#8220;<em>Sul muro<\/em> [sta dicendo della Casina della Radio Vaticana] <em>c&#8217;\u00e8 quell&#8217;impressionante faccione di Bismark sprosciuttato con i suoi baffoni devoti ai piedi di Papa Leone<\/em>&#8221; (252). Straordinari quei &#8220;baffoni devoti&#8221;, ma niente male neanche il &#8220;Bismark sprosciuttato&#8221;: l&#8217;intenderemo come chinato mostrando il sedere. E&#8217; un&#8217;invenzione di Bruno. Verga ha &#8220;improsciuttito&#8221; ma qui abbiamo di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Tante volte chiedendo a Bruno &#8220;come va&#8221; ci siamo sentiti arrivare una risposta inventiva, come quella di Trof\u00a0 a Gigino a p. 256: &#8220;<em>Il mondo, come si dice, va suppercome e trallall\u00e0<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Era l\u00ec che la nonna appariva nella sua abbondanza carnosa, sorridente, spumeggiante, tazzasbattende e nuda, anche d&#8217;inverno, a bilanciare la pressione<\/em>&#8221; (106): un quadro degno di Fellini.<\/p>\n<p>Bruno con le parole \u00e8 un sensitivo. Un modo di dire gli accende la fantasia: &#8220;<em>Le dico questo, perch\u00e9 \u00e8 inutile stare a menare il can per l&#8217;aia&#8221;, stava proseguendo Droitetronche. E Trof cerc\u00f2 d&#8217;immaginarselo saltellante per l&#8217;aia con l&#8217;aria furiosa dietro al famoso cane da bastonare<\/em>&#8221; (144).<\/p>\n<p>Ora faccio un&#8217;ultima citazione e con questa passo ad altro. La prendo da p. 116 e lo spunto \u00e8 culinario. Il nostro Bruno &#8211; gi\u00e0 lo sapevamo dalla vita &#8211; AMA I CIBI COME AMA LE PAROLE. In questo passo vengono portati in pagina gli &#8220;scalogni&#8221; da mangiare &#8220;crudi in insalata&#8221; e segue questa digressione: <em>&#8220;Da noi si dice che una cosa porta scalogna. Forse perch\u00e9 le streghe, con agli, cipolle e scalogni, con bulbi e radici interrate, ci facevano i filtri&#8221;, spiegava Trof\u00a0 a Werner (&#8230;) Ma parlarono anche di cose pi\u00f9 serie. Perfino di Dio: l&#8217;uomo \u00e8 un &#8220;animale capace di Dio&#8221;. E poi si chiesero perch\u00e9 gli ebrei abbiano dovuto pagare collettivamente cos\u00ec tanto nella Storia, anche quando poi individualmente non erano praticanti e magari neppure credenti. Trof cit\u00f2 Primo Levi, che Werner non conosceva: gli ebrei sono i testimoni della natura divina dell&#8217;uomo. Per questo saranno sempre perseguitati da chi odia l&#8217;uomo.<\/em><\/p>\n<p>Dalla notazione filologica sulla &#8220;scalogna&#8221; all&#8217;uomo che \u00e8 &#8220;capace di Dio&#8221; e al destino degli ebrei nella storia: qui c&#8217;\u00e8 dell&#8217;agilit\u00e0. Tutto questo libro godibilissimo \u00e8 intelaiato su pi\u00f9 registri ed \u00e8 anche &#8211; dicevo &#8211; autobiografico, di un&#8217;autobiografia a due filigrane: una ebraico-familiare e una vaticano-professionale.<\/p>\n<p>Bruno &#8211; ne parleremo poi con lui &#8211; \u00e8 figlio di un&#8217;ebrea tedesca e di un giornalista italo-argentino, \u00e8 cultore di vari sport, di arte culinaria e di erudizione storica romana, egli qui si narra nel protagonista del romanzo &#8211; Trof Argentino &#8211; che diventa segretario del papa e comprensibilmente trova gli abitatori del Vaticano un tantino &#8220;bloccati&#8221;. Nel racconto c&#8217;\u00e8 anche una parte drammatica che riguarda la storia tragica della FAMIGLIA DI TROF TRAVOLTA DALLA SHOAH. Nel romanzo come nella realt\u00e0, la mamma e i nonni paterni si erano fatti inutilmente battezzare per sfuggire alla persecuzione.<\/p>\n<p>E veniamo alla vicenda. Un interminabile conclave elegge un papa nero che sceglie di chiamarsi Ireneo, si prende un segretario ebreo, fa cardinale una suora, indice un concilio per grandi riforme e si dimette. Questi sono i commenti dei cardinali in concistoro al momento della &#8220;rinuncia&#8221; al pontificato: &#8220;<em>Ma che dice, Santo Padre! &#8211; O Dio mio, ci mancava anche questa! &#8211; Ho sentito bene? &#8211; Ma porcaccia miseria! &#8211; Shit! &#8211; Oh putain! &#8211; Uee, ma chiss&#8217;\u00e8 pazz! &#8211; Verdad, est\u00e0 loco, est\u00e0 loco!<\/em>&#8221;<\/p>\n<p>Spunti autobiografi sono dappertutto nel romanzo: &#8220;<em>Trof era cos\u00ec poco consapevole delle cose celesti da non nutrire alcuna forma di soggezione nei confronti dei simboli del divino. La spumeggiante Gloria del Bernini in fondo alla Basilica gli sembrava una gran frittata e lo Spirito Santo al suo interno un pollo svolazzante<\/em>&#8221; (43). &#8220;Trof parlava bene il francese, ma aveva pur sempre un bell&#8217;accento straniero che si aggiungeva al suo aspetto vagamente magrebino, certamente dovuto alle sue origini ebraiche&#8221; (110): quante volte abbiamo immaginato che Bruno fosse un berbero?<\/p>\n<p>Questo Trof SE NE VA IN GIRO IN SCOOTER PER L&#8217;EUROPA come Bruno per Roma. Con l&#8217;et\u00e0 gli arrivano &#8220;i primi capelli bianchi&#8221; ma conserva &#8220;i tratti del monello&#8221; (130). A p. 138 c&#8217;\u00e8 persino un personaggio che lo guarda &#8220;stringendo un occhio diffidente e interrogativo&#8221; e noi non possiamo fare a meno di pensare a Giovanni Paolo II nella foto in cui guarda in quel modo Bruno durante un viaggio aereo. Quando lo vanno a cercare in un rifugio spagnolo, sui Pirenei, dove vive una stagione allucinata e vogliono riportarlo a Roma, si chiede come mai abbiano pensato di &#8220;recuperare qualcuno al quale del Vaticano non era mai importato granch\u00e8, anche se ci era nato e vissuto&#8221; (189).<\/p>\n<p>Trovo &#8220;autobiografica&#8221; anche questa descrizione del materiale umano del mondo vaticano fatta da Trof: &#8220;<em>Il papa \u00e8 una brava persona. Veramente. Ma c&#8217;\u00e8 un sacco di gente insopportabile. Sono tutti bloccati in Vaticano. Non sono naturali. Come inamidati. Vivendo in questo ambiente ho cominciato a chiedermi se tutti, cardinali, vescovi, monsignori, insomma tutti, non abbiano bisogno di una famiglia e di sane preoccupazioni quotidiane da affrontare con affetti semplici e forti<\/em>&#8221; (287).<\/p>\n<p>Nel libro ci sono anche momenti di grande seriet\u00e0. Come \u00e8 seria, anzi drammatica, la ricerca che Trof conduce per lunghi capitoli degli eventi che avevano portato la sua mamma ebrea in un lager nazista, dov&#8217;era poi morta. A p. 185 risponde cos\u00ec a un amico che gli chiede &#8220;che stai facendo&#8221; in un momento in cui lo trova come assente dal mondo e dalla vita:\u00a0 &#8220;<em>Non so. Forse cerco Dio o forse l&#8217;ho trovato. Anzi devo averlo trovato perch\u00e9 mi parla, anche se non so bene cosa mi dice<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Anche a p. 287 si ragiona di Dio e Trof sentenzia: &#8220;I LAICI COME ME NON SONO DEI MISCREDENTI. Non \u00e8 vero. Al limite sono dei mal credenti. E quei pochi che non credono in Dio, vanno comunque rispettati. Ci vuole una gran fede e una grande forza per negare Dio&#8221;.<\/p>\n<p>Tra le seriet\u00e0 del volume andrebbe messa anche la scelta del nome Trof per il protagonista, che \u00e8 spiegata alle pagine 146-147, cos\u00ec come, sempre l\u00ec, \u00e8 detta l&#8217;origine del titolo del romanzo [a p. 101 si dice che il rigogolo \u00e8 un &#8220;bellissimo uccello&#8221;, che si chiama &#8220;Oriolus oriolus&#8221;]. Ma io ora non dico n\u00e9 l&#8217;una n\u00e9 l&#8217;altra.<\/p>\n<p>Nel libro dunque c&#8217;\u00e8 seriet\u00e0 e c&#8217;\u00e8 felicit\u00e0 linguistica. C&#8217;\u00e8 enciclopedia culinaria (115-116). Gusto enciclopedico ed etimologico. Passione per tipologie e figure femminili (116). Ci sono pagine elegiache (101) e gnomiche (112) e idilliche (115). Il meglio a mio parere \u00e8 nella fiera dei ricordi sul Vaticano di una volta, filtrati attraverso la vista incantata di un bambino. Ma uno non si stanca mai di leggere, anche quando si va sulle Alpi, in Francia, in Spagna. Capitolo dopo capitolo la seriet\u00e0 prende spessore, mentre la felicit\u00e0 linguistica non viene mai meno. Questo \u00e8 il suo pregio maggiore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>romanzo di Bruno Bartoloni presentato da Luigi Accattoli Venerd\u00ec 29 maggio 2009 &#8211; ore 11,30 &#8211; Sala Stampa Estera IL SEGRETARIO EBREO DI PAPA IRENEO: cos\u00ec avevo intitolato un post&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/%e2%80%9cil-rigogolo-del-vaticano%e2%80%9d\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">\u201cIl Rigogolo del Vaticano\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-1544","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1544","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1544"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1544\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5712,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1544\/revisions\/5712"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1544"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}