{"id":15483,"date":"2014-12-24T17:18:16","date_gmt":"2014-12-24T16:18:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=15483"},"modified":"2014-12-24T17:18:16","modified_gmt":"2014-12-24T16:18:16","slug":"una-chiesa-povera-per-i-poveri-torna-la-grammatica-della-poverta-2","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/una-chiesa-povera-per-i-poveri-torna-la-grammatica-della-poverta-2\/","title":{"rendered":"\u201cUna Chiesa povera per i poveri\u201d. Torna la grammatica della povert\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><i>Incontro della Formazione permanente del Clero<\/i><\/p>\n<p><i>Luned\u00ec 10 novembre 2014 \u2013 ore 09.30<\/i><\/p>\n<p><i>Centro pastorale Arnoldo Onisto \u2013 via Borgo Santa Lucia 51<\/i><\/p>\n<p>Il tema della povert\u00e0 \u00e8 centrale nella predicazione di Papa Bergoglio e con quello della misericordia costituisce l\u2019asse portante del programma pontificale, che cos\u00ec formulo: realizzare una riforma missionaria della Chiesa che la ponga in grado di incontrare ogni povert\u00e0 e ogni periferia per portare a esse il Vangelo della misericordia.<\/p>\n<p>Svolgo l\u2019argomento in tre tappe: la trattazione della \u201cChiesa povera\u201d nella <i>Gioia del Vangelo<\/i>, che cosa troviamo in altri testi del Papa e del cardinale Bergoglio, da dove gli venga la scelta dei poveri.<\/p>\n<p><b>Nell\u2019esortazione \u201cLa gioia del Vangelo\u201d<\/b><\/p>\n<p>\u201cL\u2019inclusione sociale dei poveri\u201d \u00e8 il titolo della seconda parte del capitolo 4 della <i>Gioia del Vangelo.<\/i> Prende 31 paragrafi: dal 186 al 216. L\u2019impostazione \u00e8 cristologica: \u201c<i>Dalla nostra fede in Cristo fattosi povero, e sempre vicino ai poveri e agli esclusi, deriva la preoccupazione per lo sviluppo integrale dei pi\u00f9 abbandonati della societ\u00e0<\/i>\u201d (186).<\/p>\n<p>Richiama la dottrina sociale della Chiesa sulla \u201cfunzione sociale della propriet\u00e0\u201d e la \u201cdestinazione universale dei beni\u201d, afferma che si tratta di \u201crealt\u00e0 anteriori alla propriet\u00e0 privata\u201d (189). Svolge \u201cl\u2019imperativo di ascoltare il grido dei poveri\u201d in ogni sua implicazione (193) e insiste sulla rilevanza biblica ed ecclesiologica di quell\u2019ascolto: \u201c<i>E\u2019 un messaggio cos\u00ec chiaro, cos\u00ec diretto, cos\u00ec semplice ed eloquente, che nessuna ermeneutica ecclesiale ha il diritto di relativizzarlo [\u2026].Non preoccupiamoci solo di non cadere in errori dottrinali, ma anche di essere fedeli a questo cammino luminoso di vita e di sapienza<\/i>\u201d (194).<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il cuore della trattazione: \u201c<i>Per la Chiesa l\u2019opzione per i poveri \u00e8 una categoria teologica prima che culturale, sociologica, politica o filosofica. Dio concede loro \u00abla sua prima misericordia\u00bb.<\/i><span style=\"font-family: BookmanOldStyle, serif;\"><span style=\"font-size: xx-small;\">163<\/span><\/span><i> Questa preferenza divina ha delle conseguenze nella vita di fede di tutti i cristiani, chiamati ad avere \u00abgli stessi sentimenti di Ges\u00f9\u00bb (Fil 2,5). Ispirata da essa, la Chiesa ha fatto una opzione per i poveri intesa come una \u00abforma speciale di primazia nell\u2019esercizio della carit\u00e0 cristiana, della quale d\u00e0 testimonianza tutta la tradizione della Chiesa\u00bb.<\/i><span style=\"font-family: BookmanOldStyle, serif;\"><span style=\"font-size: xx-small;\">164<\/span><\/span><i> Questa opzione \u2013 insegnava Benedetto XVI \u2013 \u00ab\u00e8 implicita nella fede cristologica in quel Dio che si \u00e8 fatto povero per noi, per arricchirci mediante la sua povert\u00e0\u00bb.<\/i><span style=\"font-family: BookmanOldStyle, serif;\"><span style=\"font-size: xx-small;\">165<\/span><\/span><i> Per questo desidero una Chiesa povera per i poveri. Essi hanno molto da insegnarci. Oltre a partecipare del sensus fidei, con le proprie sofferenze conoscono il Cristo sofferente. E\u2019 necessario che tutti ci lasciamo evangelizzare da loro. La nuova evangelizzazione \u00e8 un invito a riconoscere la forza salvifica delle loro esistenze e a porle al centro del cammino della Chiesa. Siamo chiamati a scoprire Cristo in loro, a prestare ad essi la nostra voce nelle loro cause, ma anche ad essere loro amici, ad ascoltarli, a comprenderli e ad accogliere la misteriosa sapienza che Dio vuole comunicarci attraverso di loro<\/i>\u201d (198).<\/p>\n<p>Le tre citazioni di cui viene fornita la fonte alle note 163, 164 e 165 sono dei Papi Wojtyla (<i>Omelia a Santo Domingo<\/i>, 11 ottobre 1984; <i>Sollicitudo rei socialis<\/i>, 30 dicembre 1987) e Benedetto (<i>Discorso alla Conferenza di Aparecida<\/i>, 13 maggio 2007): testi fondanti per il contenuto e particolarmente coinvolgenti per il Papa argentino essendo stati proposti dai predecessori \u2013 in due dei tre casi \u2013 in riferimento all\u2019America Latina.<\/p>\n<p>Lo svolgimento delle implicazioni della scelta dei poveri nella <i>Gioia del Vangelo<\/i> \u00e8 serrato. Essa comporta \u201cun\u2019attenzione rivolta all\u2019altro\u201d (166), che sar\u00e0 innanzitutto \u201cun\u2019attenzione spirituale [\u2026] privilegiata e prioritaria\u201d (200). Viene poi \u201cla necessit\u00e0 di risolvere le cause strutturali della povert\u00e0\u201d e di non fermarsi ai \u201cpiani assistenziali\u201d, che sono \u201crisposte provvisorie\u201d: \u201c<i>Finch\u00e9 non si risolveranno radicalmente i problemi dei poveri, rinunciando all\u2019autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria e aggredendo le cause strutturali della inequit\u00e0, non si risolveranno i problemi del mondo e in definitiva nessun problema<\/i>\u201d (202).<\/p>\n<p>In queste parole \u00e8 tangibile, vivissimo il coinvolgimento personale dell\u2019uomo Bergoglio: \u201cinequit\u00e0\u201d \u00e8 una parola inventata, con trasferimento forzoso dallo spagnolo \u201cinequidad\u201d all\u2019italiano. Un neologismo che connota insieme disuguaglianza e ingiustizia, e vale dunque come ingiusta disuguaglianza. C\u2019\u00e8 inoltre \u2013 in quel brano \u2013 una tonalit\u00e0 utopica che \u00e8 tipica degli appelli sociali del Papa argentino (\u201crisolvere radicalmente i problemi dei poveri\u201d).<\/p>\n<p>Deciso \u00e8 Francesco nell\u2019affermare la rilevanza della scelta dei poveri sia in riferimento alla situazione umana sul pianeta, sia verso la Chiesa. Per la situazione umana arriva a postulare \u2013 come gi\u00e0 tutti i Papi recenti, da Giovanni XXIII a Benedetto XVI \u2013 un governo mondiale dell\u2019economia: \u201c<i>Se realmente vogliamo raggiungere una sana economia mondiale, c&#8217;\u00e8 bisogno in questa fase storica di un modo pi\u00f9 efficiente di interazione che, fatta salva la sovranit\u00e0 delle nazioni, assicuri il benessere economico di tutti i Paesi e non solo di pochi<\/i>\u201d (206).<\/p>\n<p>Alla Chiesa dice che rischia la dissoluzione se non porta la scelta dei poveri all\u2019intera sua conseguenza: \u201c<i>Qualsiasi comunit\u00e0 della Chiesa, nella misura in cui pretenda di stare tranquilla senza occuparsi creativamente e cooperare con efficacia affinch\u00e9 i poveri vivano con dignit\u00e0 e per l\u2019inclusione di tutti, correr\u00e0 anche il rischio della dissoluzione, bench\u00e9 parli di temi sociali o critichi i governi<\/i>\u201d (207).<\/p>\n<p><b>Altri testi del Papa e del cardinale Bergoglio<\/b><\/p>\n<p>A chi ha consuetudine con gli scritti del cardinale Bergoglio vengono in mente decine di testi che potrebbero aiutare la comprensione di queste affermazioni. La ribalta ecclesiale riservata ai poveri egli una volta la formul\u00f2 cos\u00ec, con riferimento all\u2019affermazione di Giovanni Paolo II sull\u2019uomo come \u201cprima e principale via della Chiesa\u201d: \u201cL\u2019uomo, e in particolare i poveri, sono esattamente il cammino della Chiesa, perch\u00e9 \u00e8 stato il cammino di Ges\u00f9 Cristo\u201d (<i>Solo l\u2019amore ci pu\u00f2 salvare<\/i>, Lev 2013, p. 113).<\/p>\n<p>\u201cNon devono esserci poveri\u201d aveva affermato nel volume <i>Il cielo e la terra<\/i>. Che \u00e8 del 2010 (vedi la citazione alla pagina 157 dell\u2019edizione italiana, Mondadori 2013). Un\u2019affermazione che ha la tonalit\u00e0 utopica e quasi mitica che gi\u00e0 abbiamo incontrato nello scorrere <i>La gioia del Vangelo<\/i>, dove diceva che \u201cfinch\u00e8 non si risolveranno radicalmente i problemi dei poveri\u2026\u201d (paragrafo 202 che ho citato sopra).<\/p>\n<p>Nella veduta di Papa Francesco \u2013 come gi\u00e0 in quella del gesuita e del vescovo Bergoglio \u2013 la sfida della povert\u00e0 chiede innanzitutto d\u2019essere accolta nella propria esperienza di vita. Ecco come ne parla in una conversazione del 7 giugno 2013 con gli alunni delle scuole dei Gesuiti: \u201c<i>La povert\u00e0, oggi, \u00e8 un grido. Tutti noi dobbiamo pensare se possiamo diventare un po\u2019 pi\u00f9 poveri<\/i>\u201d. E con i \u201cgiovani in cammino vocazionale\u201d, il 6 luglio 2013 in piazza San Pietro: \u201c<i>A me fa male quando vedo un prete o una suora con la macchina ultimo modello: ma non si pu\u00f2! Io credo che la macchina sia necessaria perch\u00e9 si deve fare tanto lavoro, ma prendete una pi\u00f9 umile<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Non propone il distacco dai beni solo alle persone, come si \u00e8 sempre fatto, ma anche alle istituzioni: \u201cI conventi vuoti non sono nostri, sono per la carne di Cristo che sono i rifugiati\u201d, afferma il 10 settembre 2013 in visita al Centro Arrupe di Roma. In altra occasione \u2013 parlando alla Caritas internationalis, il 16 maggio 2013 \u2013 accenna alla possibilit\u00e0 di vendere i beni della Chiesa per dare cibo ai poveri:\u00a0\u201cSan Giovanni Crisostomo lo diceva chiaramente: ti preoccupi di adornare la Chiesa e non il corpo di Cristo che ha fame\u201d.<\/p>\n<p>Ma attenzione: la scelta dei poveri non dev\u2019essere \u201cescludente\u201d n\u00e9 \u201cesclusiva\u201d. \u201c<i>Prima di tutto \u00e8 andare ai poveri. Ma il Vangelo \u00e8 per tutti. Dobbiamo andare anche nelle frontiere della cultura. Questo di andare verso i poveri non significa che dobbiamo diventare pauperisti, una sorta di barboni spirituali<\/i>\u201d (17 giugno 2013).<\/p>\n<p>Una severa messa in guardia dal rischio di una Chiesa ricca la rivolge il 14 agosto 2014 ai vescovi della Corea: \u201c<i>C\u2019\u00e8 un pericolo che viene nei momenti di prosperit\u00e0: \u00e8 il pericolo che la comunit\u00e0 cristiana si \u2018socializzi\u2019, cio\u00e8 che perda quella dimensione mistica, che perda la capacit\u00e0 di celebrare il mistero e si trasformi in un\u2019organizzazione spirituale, cristiana, con valori cristiani, ma senza lievito profetico. L\u00ec si \u00e8 persa la funzione che hanno i poveri nella Chiesa [\u2026]. E questo fino al punto di trasformarsi in una comunit\u00e0 di classe media, nella quale i poveri arrivano a provare anche vergogna: hanno vergogna di entrare. Non \u00e8 una Chiesa povera per i poveri, ma una Chiesa ricca per i ricchi, o una Chiesa di classe media per i benestanti<\/i>\u201d.<\/p>\n<p><b>Da dove gli venga la scelta dei poveri<\/b><\/p>\n<p>E\u2019 una storia da scrivere. Segnalo i piloni che la reggono.<\/p>\n<p>Giovanni XXIII che nel radiomessaggio dell\u201911 settembre 1962, a un mese dall\u2019avvio del Vaticano II, afferma che \u201cin faccia ai paesi sottosviluppati la Chiesa si presenta quale \u00e8 e vuol essere, come la Chiesa di tutti e particolarmente la Chiesa dei poveri\u201d.<\/p>\n<p>La costituzione conciliare <i>Lumen Gentium<\/i> che \u201criconosce nei poveri e nei sofferenti l\u2019immagine del fondatore della Chiesa, povero e sofferente\u201d (8,3).<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa di un gruppo di vescovi che in margine al Concilio promosse l\u2019approfondimento del tema della \u201cpovert\u00e0 della Chiesa\u201d. Aveva tra le sue guide il cardinale Giacomo Lercaro e il \u201cperito\u201d don Giuseppe Dossetti.<\/p>\n<p>Gli episcopati dell\u2019America Latina che riuniti a Medellin, in Colombia, nel 1968 affermano la \u201copzione preferenziale per i poveri\u201d: una scelta epocale che avr\u00e0 un vasto riscontro martiriale e trover\u00e0 conferma nelle conferenze di Puebla (1979), di Santo Domingo (1992) e di Aparecida (2007).<\/p>\n<p>Si dovrebbe poi ricostruire il sentiero stretto ma chiaramente tracciato percorso dal gesuita Bergoglio nei decenni seguenti alla conferenza di Puebla del 1979, alla quale partecipa in quanto superiore provinciale dei Gesuiti dell\u2019Argentina.<\/p>\n<p>Da provinciale dell\u2019Argentina \u00e8 membro nel 1974 alla XXXIIa Congregazione generale della Compagnia di Ges\u00f9, che interpreta l\u2019opzione per i poveri di matrice latino-americana come \u201cscelta decisiva\u201d per la fede e per la giustizia che sono \u201cindivise nel Vangelo\u201d.<\/p>\n<p>Divenuto prima vescovo ausiliare (1992), poi coadiutore (1997) e infine arcivescovo di Buenos Aires (1998) applica alla pastorale della metropoli argentina quelle due scelte fondanti degli episcopati latino-americani e della Compagnia di Ges\u00f9 che aveva contribuito a formulare.<\/p>\n<p>Relatore al Sinodo del 2001 sulla figura del vescovo, nella \u201crelatio post disceptationem\u201d tratta ampiamente di come il vescovo debba farsi \u201cpovero per il Regno\u201d, \u201camante dei poveri\u201d e \u201cprofeta di giustizia\u201d, perseguendo in tutto una coerente testimonianza di \u201cradicalismo evangelico\u201d in modo che \u201cla sua semplicit\u00e0 e austerit\u00e0 di vita gli conferiscano una completa libert\u00e0 in Dio\u201d (paragrafi 12, 23, 35). Nel paragrafo 35 di quel testo chiave per intendere la regola di vita di Papa Bergoglio, torna quella tonalit\u00e0 utopica nell\u2019indicare i poveri come chiave interpretativa della situazione umana, che ho gi\u00e0 segnalato a proposito della \u201cGioia del Vangelo\u201d e del volume <i>Il cielo e la terra<\/i>: \u201cSe non c\u2019\u00e8 speranza per in poveri non ve ne sar\u00e0 neppure per i ricchi\u201d.<\/p>\n<p>Ad Aparecida, in Brasile, nel 2007 il cardinale Bergoglio ha l\u2019incarico di presiedere il comitato di redazione del documento finale. In esso il paragrafo 8 riformula \u201cl\u2019opzione preferenziale per i poveri e gli esclusi\u201d a partire dal fatto che \u201cCristo si \u00e8 fatto povero per arricchirci con la sua povert\u00e0\u201d e aggiorna la categoria della povert\u00e0, con il riconoscimento di \u201cnuovi volti dei poveri\u201d: i disoccupati, i migranti, gli abbandonati, i malati, gli anziani, i sieropositivi, i tossicodipendenti.<\/p>\n<p>Nel documento di Aparecida ricorre 7 volte la parola \u201cperiferie\u201d cara a papa Bergoglio, 21 volte l\u2019espressione \u201copzione per i poveri\u201d, che in 13 casi \u00e8 detta \u201copzione preferenziale per i poveri\u201d. In un caso, al paragrafo 446, suona: \u201copzione preferenziale ed evangelica per i poveri\u201d. La forza dell\u2019annuncio kerigmatico, la necessit\u00e0 che esso abbia priorit\u00e0 su ogni altro tema della predicazione, l\u2019urgenza di passare da una pastorale di conservazione a una pastorale missionaria \u2013 che oggi sono tre parole d\u2019ordine bergogliane \u2013 sono affermate ai paragrafi 274, 361, 370.<\/p>\n<p>Nelle congregazioni generali del preconclave il cardinale Bergoglio aveva di fatto svolto un ruolo di ambasciatore delle comunit\u00e0 cattoliche latino-americane quando aveva invitato i confratelli a cercare un papa che aiutasse la Chiesa \u201ca uscire da se stessa verso le periferie\u201d dell\u2019umanit\u00e0, dove sono \u201ctutte le miserie\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<i>Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri<\/i>\u201d \u00e8 divenuto di fatto il motto del Pontificato, essendo stato pronunciato da Francesco in un incontro con noi giornalisti il 16 marzo 2013, tre giorni dopo l\u2019elezione.<\/p>\n<p>In quella stessa occasione riferisce le parole che il cardinale brasiliano Claudio Hummes \u2013 \u201cun grande amico\u201d \u2013 ebbe a dirgli nella Sistina, al momento dell\u2019applauso al 77\u00b0 voto, abbracciandolo e baciandolo: \u201cNon ti dimentichi dei poveri\u201d. \u201cNon dimentichiamo i poveri\u201d \u00e8 intitolato un capitolo del volume del cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga <i>Il coraggio di prendere il largo<\/i> (LEV 208): si ritiene che Maradiaga e Hummes abbiano avuto parte nella tessitura della candidatura Bergoglio. E\u2019 vasto il convincimento che nell\u2019elezione di Francesco sia da vedere il segno di una coralit\u00e0 latino americana: \u201cIl suo nome \u00e8 cominciato ad apparire fin dalle Congregazioni generali, soprattutto fra alcuni cardinali latino americani\u201d ha detto il 21 marzo al Tg2 il cardinale brasiliano Damasceno Assis.<\/p>\n<p>Concludo con un richiamo alla matrice biblica del monito del cardinale Hummes al Papa latino-americano appena eletto: \u201cNon ti dimentichi dei poveri\u201d. Essa \u00e8 cos\u00ec segnalata da Francesco al paragrafo 195 della <i>Gioia del Vangelo<\/i>: \u201c<i>Quando san Paolo si rec\u00f2 dagli Apostoli a Gerusalemme per discernere se stava correndo o aveva corso invano (cfr Gal 2,2), il criterio chiave di autenticit\u00e0 che gli indicarono fu che non si dimenticasse dei poveri (cfr Gal 2,10)<\/i>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incontro della Formazione permanente del Clero Luned\u00ec 10 novembre 2014 \u2013 ore 09.30 Centro pastorale Arnoldo Onisto \u2013 via Borgo Santa Lucia 51 Il tema della povert\u00e0 \u00e8 centrale nella&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/una-chiesa-povera-per-i-poveri-torna-la-grammatica-della-poverta-2\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">\u201cUna Chiesa povera per i poveri\u201d. 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