{"id":15841,"date":"2015-02-26T19:35:59","date_gmt":"2015-02-26T18:35:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=15841"},"modified":"2015-02-26T19:35:59","modified_gmt":"2015-02-26T18:35:59","slug":"colla-rodano-mazzolari-e-barsotti","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/colla-rodano-mazzolari-e-barsotti\/","title":{"rendered":"Colla Rodano Mazzolari e Barsotti"},"content":{"rendered":"<p><b>Cos\u00ec li ho ritrovati a Vicenza a fine novembre<\/b><\/p>\n<p>Quattro cristiani mi sono venuti al cuore tutti insieme, a me noti ma anche nuovi: Colla, Rodano, Mazzolari, Barsotti. E\u2019 avvenuto il 27 novembre a Vicenza: qui dico come fu e con quale mio sconquasso.<\/p>\n<p>Sono stato alla scuola di Franco Rodano (1920-1983) negli anni 1970-1971. Nel 1973-1974 ho avuto tra le mani le carte di don Primo Mazzolari (1890-1959), aiutando io il padre Bergamaschi a mettere insieme il <i>Diario 1905-1929 <\/i>[EDB 1974] del parroco di Bozzolo. A partire dalla fine degli anni \u201880 ho frequentato Rienzo Colla (1921-2009) che nel 1996 pubblic\u00f2 nella Locusta un mio libretto intitolato <i>Cento preghiere italiane di fine millennio<\/i>. Di Barsotti sono da sempre lettore. Avevo dunque un\u2019amicizia di decenni con i quattro, eppure \u00e8 stato un vivo sole ascoltare loro parole nuove nella giornata vicentina [<i>Rienzo Colla editore per conto di Dio<\/i>, organizzata dalla Biblioteca Bertoliana e dalla Caritas quali esecutrici testamentarie dell\u2019editore] e in particolare una lettera di Colla a Mazzolari su Rodano colpito da \u201cinterdetto\u201d per l\u2019adesione al Pci dopo lo scioglimento della Sinistra Cristiana (1945):<\/p>\n<p>\u201c<b>Parla con disagio <\/b><\/p>\n<p><b>dell\u2019interdetto\u201d<\/b><\/p>\n<p>\u00ab<i>Vedo talora Franco Rodano il quale si trova in particolare sofferenza [\u2026]. Egli dice che non vuol sottomettersi perch\u00e9 convinto \u2013 in coscienza \u2013 di rendere cos\u00ec un pi\u00f9 utile servizio alla fede cattolica. Insiste nel dire che vuole andare fino in fondo, non tanto per dimostrare ai cattolici che si pu\u00f2 essere cattolici e comunisti, quanto per dire ai comunisti che un cattolico pu\u00f2 esser comunista. Con me parla liberamente e non nasconde le sue critiche nei riguardi del Pci ciononostante pensa che di fronte alla scristianizzazione della base del partito e al risorgere in seno al medesimo dei gruppi anticristiani, il suo dovere sia di restare [\u2026]. Che cosa si deve fare? A me pare ancora un buon cattolico\u2026 Parla con disagio dell\u2019interdetto, soprattutto perch\u00e9 sente la mancanza dei sacramenti: prega per\u00f2 molto [\u2026]. Prega con lui anche tu. Egli ti ricorda con simpatia anche se non condivide in pieno \u2013 e si capisce \u2013 il tuo orientamento attuale\u2026 Ti vorrebbe forse pi\u00f9\u2026 eretico<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p>Questa lettera \u00e8 del 24 maggio 1949 ed \u00e8 conservata nell\u2019Archivio Mazzolari di Bozzolo. E\u2019 stata proposta nella giornata vicentina da Giorgio Vecchio, che sta riordinando quell\u2019archivio e che ha offerto ai convegnisti alcune primizie, ricordando anche la risposta di Mazzolari a Colla che gi\u00e0 conoscevamo dal volumetto della Locusta <i>Lettere a un amico<\/i> (1976):<\/p>\n<p>\u00ab<i>T\u2019assicuro che prego molto per lui [Rodano], come per quanti soffrono in esilio [\u2026]. Forse anche il buon Rodano ha troppa fretta. Chi crede non ha fretta. E ricordagli, se puoi, che solo rimanendo nella Casa, si fa camminare la Casa<\/i>\u00bb.<\/p>\n<p>\u201c<b>Nel periodo clandestino <\/b><\/p>\n<p><b>ero anch\u2019io del movimento\u201d<\/b><\/p>\n<p>La vicenda dell\u2019interdetto \u00e8 documentata da Marcello Must\u00e8 in <i>Franco Rodano. Critica delle ideologie e ricerca della laicit\u00e0 <\/i>(Il Mulino 1993): il 10 dicembre 1947 un decreto della Congregazione del Concilio dichiara che Rodano sar\u00e0 interdetto se non ritratter\u00e0 il contenuto di un articolo pubblicato su <i>Rinascita<\/i> (\u201cLe condizioni economiche del clero\u201d, settembre 1947). Rodano risponde il 1\u00b0 gennaio 1948 che in coscienza non gli \u00e8 possibile ritrattare.\u00a0Il 17-18 gennaio 1949 l\u2019<i>Osservatore Romano<\/i> rende nota la pena. Si tratt\u00f2 di un interdetto personale (canone 2275 del Codice del 1917) che imped\u00ec a Rodano la fruizione dei sacramenti per un decennio e dal quale sar\u00e0 liberato da Giovanni XXIII.<\/p>\n<p>Giovanni Tassani \u2013 che conobbe Rodano e Colla e che ha curato per La Locusta il volumetto di Rodano <i>Lettere dalla Valnerina<\/i> (1986) \u2013 mi ha fatto conoscere un altro inedito di Colla su Rodano interdetto: una lettera del 3 giugno 1949 al gesuita Giuliano Prosperini, gi\u00e0 educatore di Franco nella Congregazione Mariana, conservata nell\u2019Archivio Rodano: \u201cPurtroppo non posso darle buone notizie del nostro amico. Io lo conosco dal periodo clandestino (allora ero anch\u2019io del movimento\u2026) e l\u2019ho rivisto spesso anche dopo l\u2019entrata ufficiale nel Pci: oggi mi pare lontanissimo da una sottomissione [\u2026]. Bisognerebbe essergli tanto vicino con tatto e intelligenza. Perch\u00e9 a me nonostante tutto \u2013 ma forse \u00e8 la mia debolezza \u2013 sembra ancora un cattolico\u201d.<\/p>\n<p>La riservatezza di Rienzo \u00e8 proverbiale tra chi lo conobbe e le sue vicende fino a oggi sono conosciute solo per squarci ma la giornata vicentina ha lasciato intendere che presto ne sapremo di pi\u00f9. I curatori del suo archivio, da lui affidato alla Biblioteca Bertoliana, stanno riordinando il vastissimo carteggio dal quale apprenderemo molto, in particolare dalle lettere dei corrispondenti che Rienzo conservava, mentre non teneva \u2013 se non in casi eccezionali \u2013 la minuta delle sue lettere, che ci si propone di rintracciare negli archivi di quelli che gli scrivevano. Nell\u2019archivio mazzolariano di Bozzolo, ma anche in quello della rivista \u201cIl Gallo\u201d e in quello di don Divo Barsotti \u2013 dei quali si \u00e8 parlato nella giornata vicentina \u2013 e chiss\u00e0 in quanti altri.<\/p>\n<p>\u201c<b>Per sopportare lo schianto <\/b><\/p>\n<p><b>della mia vocazione\u201d<\/b><\/p>\n<p>Dal carteggio con Mazzolari e Barsotti veniamo a conoscere meglio la tribolata vicenda dell\u2019aspirazione di Rienzo a farsi prete, che ha coltivato almeno per un quindicennio: dal 1945 al 1959. Dall\u2019anno in cui stabilisce un rapporto serrato con Mazzolari all\u2019anno della morte di Mazzolari. Forse era pensando a Mazzolari che Colla aspirava a fare il prete.<\/p>\n<p>I curatori dell\u2019archivio di Colla hanno rintracciato la minuta di due lettere di Rienzo al vescovo di Vicenza Carlo Zinato riguardanti la sua \u201cordinazione\u201d. La prima e di pi\u00f9 contenuto \u00e8 del 2 ottobre 1955, motivata dalla comunicazione che non sar\u00e0 ordinato prete: \u201c<i>Prima di intrattenermi sui motivi del vostro apprezzamento sulla mia vocazione, mi permetto di fare a V.E. la breve storia di essa. Quando ne avvertii il primo richiamo, avevo venticinque anni, possedevo la laurea in lettere, e un\u2019occupazione che oltre il pane mi assicurava l\u2019avvenire. Se il Signore mi ha dato la forza di rinunciare ad ogni cosa per chiedere di poter servire Dio e la Chiesa, nessun motivo umano pu\u00f2 aver suggerito e guidato la mia decisione [\u2026]. Consapevole della mia estrema povert\u00e0 spirituale, m\u2019inchino al vostro giudizio [\u2026], ma ho bisogno di chiarire personalmente qualche particolare, onde rendere ancora pi\u00f9 chiara la vostra decisione e pi\u00f9 sopportabile per me stesso lo schianto della mia vocazione<\/i>\u201d. Il vescovo non riteneva affidabile un aspirante prete che gli aveva procurato noie con la Curia romana pubblicando testi di Mazzolari.<\/p>\n<p>Paolo Marangon \u2013 che ha avuto una buona consuetudine con l\u2019ultimo Rienzo Colla \u2013 ha riferito nella giornata vicentina un paio di confidenze dell\u2019amico editore relative al conflitto con il vescovo Zinato: \u201cMi ha detto pi\u00f9 volte che in definitiva era stato un bene per lui non diventare prete, altrimenti forse non avrebbe potuto essere se stesso. Mi ha detto anche che quando il vescovo si offr\u00ec di rifondergli la spesa del libro di Mazzolari che aveva fatto bloccare [<i>La parola che non passa<\/i>, 1954] egli \u2013 Rienzo \u2013 l\u2019interruppe dicendo: quei soldi li tenga lei perch\u00e9 sono soldi dei poveri\u201d.<\/p>\n<p>Poco dopo il no del vescovo all\u2019ordinazione, Rienzo entra in contatto con don Divo Barsotti (1914-2006) che si trova a Firenze, prima a Monte Senario e poi a Settignano. Sino a ieri si sapeva poco del legame tra i due che fu forte, ebbe il carattere di un sodalizio spirituale, con periodi di presenza di Rienzo negli \u201ceremi\u201d barsottiani negli anni 1956-1957; e dur\u00f2 fino alla morte di Barsotti: avevamo i nove volumetti di con Divo pubblicati dalla Locusta tra il 1958 e il 1998 (\u00e8 l\u2019autore pi\u00f9 presente nel catalogo dell\u2019editrice dopo Mazzolari) e le dieci lettere che Rienzo aveva pubblicato nel volumetto <i>Lettere alla Locusta<\/i> (1992) insieme a quelle degli altri suoi autori e amici. Nella giornata vicentina Agostino Ziino, direttore dell\u2019Archivio Barsotti, ha dato una vasta informazione sui soggiorni di Colla a Settignano e sul loro carteggio: 156 testi di don Divo e 6 di Colla.<\/p>\n<p>\u201c<b>E\u2019 necessario marcire sotterra?\u201d <\/b><\/p>\n<p><b>chiedeva don Divo<\/b><\/p>\n<p>Il sostegno tra don Divo e Rienzo \u00e8 reciproco, trovandosi ambedue tribolati dalle autorit\u00e0 della Chiesa. Don Divo \u2013 quando il Sant\u2019Ufficio fa ritirare dal commercio i suoi due volumi \u201cIl Dio di Abramo\u201d e \u201cLoquere Domine\u201d \u2013 scrive a Rienzo: \u201cSono anch\u2019io in una grande tribolazione. Ti prego di non parlare. Meno si parla e meglio \u00e8 \u2013 non solo per te e per me ma per coloro che ci amano e ci seguono \u2013 dobbiamo evitare di parlare sia in bene che in male con tutti\u201d (lettera del 9 gennaio 1958). Sei mesi pi\u00f9 tardi temendo una nuova censura don Divo, sempre scrivendo a Rienzo che sta pubblicando il suo volumetto <i>Pellegrino in Terra Santa<\/i>, cos\u00ec prega e protesta: \u201c\u00c8 necessario proprio morire, marcire sotterra? Ho paura. Dimmi qualcosa e prega anche tu per me\u201d (lettera del 20 giugno 1958).<\/p>\n<p>E\u2019 un gran fatto per me la sofferenza di questi quattro cristiani per la libert\u00e0 che pochi anni dopo ci sarebbe venuta dal Vaticano II. Libert\u00e0 per Rodano di stare nel Pci, libert\u00e0 per Mazzolari e Barsotti di predicare per intero il Vangelo, libert\u00e0 per Colla di pubblicare Mazzolari e Barsotti. Dir\u00e0 Paolo VI a un gruppo di bozzolesi il 1\u00b0 maggio 1970: \u201cMazzolari aveva il passo troppo lungo e noi si stentava a stargli dietro. Cos\u00ec ha sofferto lui e abbiamo sofferto noi. Questo \u00e8 il destino dei profeti\u201d. Lo stesso avrebbe potuto dire di Barsotti: ambedue, Barsotti e Mazzolari, l\u2019arcivescovo Montini li aveva chiamati a predicare la Missione di Milano nel 1957. Con loro aveva chiamato <em>Balducci<\/em><i>, <\/i>Fabbretti, <em>Turoldo,<\/em> Vivarelli<em> e tutti gi\u00e0 erano o sarebbero divenuti autori della Locusta, che \u00e8 cibo dei profeti. <\/em><\/p>\n<p><b>Luigi Accattoli<\/b><\/p>\n<p>Da \u201cIl Regno\u201d 22\/2014<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u00ec li ho ritrovati a Vicenza a fine novembre Quattro cristiani mi sono venuti al cuore tutti insieme, a me noti ma anche nuovi: Colla, Rodano, Mazzolari, Barsotti. 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