{"id":1601,"date":"2009-06-14T15:42:58","date_gmt":"2009-06-14T13:42:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=1601"},"modified":"2010-11-21T21:53:43","modified_gmt":"2010-11-21T21:53:43","slug":"attualita-della-costituzione-italiana-a-sessant%e2%80%99anni-dalla-promulgazione","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/attualita-della-costituzione-italiana-a-sessant%e2%80%99anni-dalla-promulgazione\/","title":{"rendered":"Attualit\u00e0 della Costituzione italiana a sessant\u2019anni dalla promulgazione"},"content":{"rendered":"<p>Lezione a chiusura del corso annuale della Scuola di formazione socio-politica della Diocesi di Porto-Santa Rufina<\/p>\n<p><em>Parrocchia del Sacro Cuore &#8211; Via dei Fiordalisi 14 &#8211; <\/em>LADISPOLI<br \/>\n<em>Gioved\u00ec 11 giugno 2009 &#8211; ore 21,00<\/em><\/p>\n<p>Sono contento di questo incontro che mi \u00e8 stato chiesto forse con un eccesso di fiducia nella mia attitudine a trattare un tema cos\u00ec alto, ma che ha stimolato &#8211; direi anzi provocato &#8211; la mia volont\u00e0 di affrontarlo con il massimo di impegno, come prova del cittadino e cristiano che io sono a dire il proprio convincimento in una materia ineludibile per chiunque. Non ho competenze specifiche per parlare della Costituzione, se non quella che spetta appunto a ogni cittadino. Ed essendo questa una sede ecclesiale, a essa si aggiunge l&#8217;attitudine del cristiano a rendere conto di come la sua vocazione incontri quella del cittadino nello specifico di questo patto di cittadinanza &#8211; cos\u00ec mi piace chiamare la nostra Costituzione.<\/p>\n<p><strong>Bellezza e grandezza dei primi dodici articoli<\/strong><\/p>\n<p>Parto da una rassegna sommaria e antologica dei dodici articoli che aprono la Costituzione e che vanno sotto il nome di &#8220;Principi fondamentali&#8221;.\u00a0 Sono i pi\u00f9 importanti dell&#8217;intero testo. E&#8217; soprattutto in riferimento a essi che don Giuseppe Dossetti, che fu tra i costituenti, poi sacerdote e monaco, ebbe a dire che &#8220;la Costituzione repubblicana \u00e8 un frutto particolarmente positivo e felice della civilt\u00e0 occidentale&#8221; (<em>Lezione<\/em> tenuta all&#8217;Universit\u00e0 di Parma il 26 aprile 1995).<\/p>\n<p>Alle volte si ironizza sull&#8217;articolo 1: &#8220;<em>L&#8217;Italia \u00e8 una Repubblica democratica, fondata sul lavoro<\/em>&#8220;. Ma il vero significato di quella &#8220;fondazione&#8221; sul lavoro l&#8217;intendiamo bene se leggiamo, insieme al primo, l&#8217;articolo 4: &#8220;<em>La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Se ricordiamo come si batteva Giovanni Paolo II per il diritto al lavoro, in Polonia, in Italia e dappertutto &#8211; e se guardiamo all&#8217;insistenza con cui Benedetto XVI torna su questo argomento, ora ora a Cassino (il 24 maggio), ma gi\u00e0 tante volte da Roma &#8211; ecco che ci rendiamo conto dell&#8217;attualit\u00e0 di quelle parole: &#8220;Diritto al lavoro&#8221;!<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un&#8217;altra parola, tra quelle dei &#8220;principi fondamentali&#8221; che ci richiama al Papa polacco, che \u00e8 stato per 26 anni e mezzo vescovo di Roma: \u00e8 la parola solidariet\u00e0. La troviamo nell&#8217;articolo 2: &#8220;<em>La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell&#8217;uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalit\u00e0, e richiede l&#8217;adempimento dei doveri inderogabili di solidariet\u00e0 politica, economica e sociale<\/em>&#8220;. Qualcuno avr\u00e0 magari pensato &#8211; negli anni dei rivolgimenti polacchi e di Solidarnosc &#8211; che il motto &#8220;solidariet\u00e0&#8221; venisse a noi dalla Polonia, invece l&#8217;avevamo gi\u00e0 nella Costituzione.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo 3 \u00e8 quello che pi\u00f9 mi raggiunge: &#8220;<em>Tutti i cittadini hanno pari dignit\u00e0 sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. \u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese<\/em>&#8220;. Il senso forte, storico e umanistico di questo articolo del nostro patto di cittadinanza sta nel proiettarla &#8211; questa cittadinanza &#8211; verso l&#8217;acquisizione di una parit\u00e0 sostanziale, oltre a quella formale che era gi\u00e0 nello Statuto albertino.<\/p>\n<p>Non vi dispiacer\u00e0 se provo a illustrare l&#8217;importanza dell&#8217;articolo 3 con un richiamo a don Lorenzo Milani di cui abbiamo da poco ricordato il quarantennale della morte. C&#8217;\u00e8 un bambino, un contadinello, Luciano, che per raggiungere Barbiana, dove don Lorenzo tiene la sua scuola, deve attraversare il Fosso del Fatino dove non c&#8217;\u00e8 il ponte e una volta ci cade dentro e rischia di affogare. Allora il prete e i suoi ragazzi si rivolgono al sindaco di Vicchio di Mugello perch\u00e9 faccia costruire il ponte, e lo fanno appellandosi a questo articolo della Costituzione: &#8220;La Repubblica rimuove gli ostacoli&#8221; (la storia \u00e8 narrata da Michele Gesualdi nel libretto <em>Il ponte di Luciano a Barbiana<\/em>, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze 2008). Gli ostacoli all&#8217;uguaglianza tra i cittadini: il principio di uguaglianza! Parole straordinarie dove il respiro cristiano \u00e8 evidente: &#8220;Uno solo \u00e8 il maestro e voi siete tutti fratelli&#8221;, dice Ges\u00f9 nel Vangelo.<\/p>\n<p><strong>Non solo attuale ma proiettata in avanti<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Attualit\u00e0 della Costituzione&#8221; dice il nostro titolo: \u00e8 attuale nei suoi elementi &#8220;fondamentali&#8221;, i quali anzi ci proiettano in avanti perch\u00e9 non \u00e8 ancora attuato il diritto al lavoro &#8211; n\u00e9 mai si riuscir\u00e0 ad attuarlo pienamente &#8211; e perch\u00e9 non \u00e8 ancora attuata, n\u00e9 mai lo sar\u00e0 del tutto, la rimozione degli ostacoli per la parit\u00e0 dei cittadini: pensiamo agli ostacoli che ancora restano in materia di diritto allo studio e di diritto alla salute. Di certo mai si attueranno totalmente tali diritti e neanche gli altri affermati nel &#8220;patto&#8221;: ma il patto c&#8217;\u00e8 ed \u00e8 stabilito in esso, con efficacia, un &#8220;principio di non appagamento e di mutamento dell&#8217;esistente&#8221;, come diceva Aldo Moro che fu tra i padri costituenti.<\/p>\n<p>Ed eccoci alla libert\u00e0 religiosa, che la nostra Costituzione tratta in maniera preminente rispetto a ogni altra libert\u00e0, affermandola agli articoli 7 e 8: &#8220;<em>Tutte le confessioni religiose sono\u00a0 egualmente libere davanti alla legge<\/em>&#8220;. Affermazione che poi riceve corpo dall&#8217;articolo 19: &#8220;<em>Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purch\u00e9 non si tratti di riti contrari al buon costume<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Dal principio della libert\u00e0 religiosa viene il riconoscimento dei <em>Patti Lateranensi<\/em> affermato all&#8217;articolo 7 e la previsione di <em>Intese con le confessioni religiose diverse dalla cattolica<\/em> all&#8217;articolo 8. Ne sono state attuate cinque di tali intese, in sessant&#8217;anni: le troviamo nella dichiarazione dei redditi, al rigo che dice &#8220;Scelta per la destinazione dell&#8217;8 per mille dell&#8217;Irpef&#8221; (<em>Unione Chiese cristiane avventiste del 7\u00b0 giorno<\/em>, <em>Assemblee di Dio in Italia<\/em>, <em>Unione delle Chiese metodiste e valdesi<\/em>, <em>Chiesa evangelica luterana in Italia<\/em>, <em>Unione comunit\u00e0 ebraiche italiane<\/em>). Il panorama multi-confessionale di oggi pone in risalto la preveggenza dei costituenti. Quando avremo un&#8217;intesa con la comunit\u00e0 musulmana ci sar\u00e0 pi\u00f9 chiarezza sui loro diritti e meno paura dentro di noi.<\/p>\n<p>L&#8217;accoglienza dello straniero perseguitato la troviamo all&#8217;articolo 10: &#8220;<em>Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l&#8217;effettivo esercizio delle libert\u00e0 democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d&#8217;asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge<\/em>&#8220;. Oggi a mio parere andrebbe riconosciuto &#8211; in linea di principio &#8211; un analogo diritto anche a chi cerca scampo dalla fame, come gi\u00e0 i nostri padri quando in gran numero emigrarono verso le Americhe, l&#8217;Australia, l&#8217;Europa settentrionale. Un diritto ovviamente da regolamentare, ma innanzitutto da riconoscere. E sarebbe anche bene che ci fosse il &#8220;diritto alla vita&#8221;, che nella nostra Costituzione non \u00e8 detto e c&#8217;\u00e8 invece nella Dichiarazione universale dei diritti dell&#8217;uomo, che \u00e8 del 1948 come la nostra Carta.<\/p>\n<p>Cito ancora solo un altro articolo per dire l&#8217;attualit\u00e0 del nostro patto, l&#8217;11\u00b0: &#8220;<em>L&#8217;Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libert\u00e0 degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parit\u00e0 con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranit\u00e0 necessarie a un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Ma la nostra Costituzione ci appare attuale anche in riferimento al dibattito sulle nuove frontiere ideologiche ed etiche. Baster\u00e0 pensare all&#8217;articolo 29 sulla famiglia: &#8220;<em>La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come societ\u00e0 naturale fondata sul matrimonio<\/em>&#8220;. O all&#8217;articolo 32 sulle cure mediche: &#8220;<em>La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell&#8217;individuo e interesse della collettivit\u00e0, e garantisce cure gratuite agli indigenti<\/em>. <em>Nessuno pu\u00f2 essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non pu\u00f2 in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana<\/em>&#8220;. Immaginate come ci troveremmo mal messi senza questo articolo nel mezzo delle dispute di oggi sul &#8220;fine vita&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Una Carta nata da forti esperienze storiche<\/strong><\/p>\n<p>Alla base del forte sentimento di rispetto della persona umana e dello sguardo lungo dei costituenti su quanto si andava preparando nel mondo vi erano le tragiche esperienze della dittatura e della guerra, da cui l&#8217;Italia usciva in quel momento e l&#8217;ampliamento planetario di orizzonti verso i popoli emergenti che si andava delineando: in contemporanea alla nostra Costituzione, nascono lo Stato di Israele, la Repubblica popolare cinese, la Repubblica federale dell&#8217;India, solo per nominare i casi pi\u00f9 significativi. E alla fine del 1948, che \u00e8 l&#8217;anno di entrata in vigore della Costituzione, l&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite proclama la &#8220;Dichiarazione universale dei diritti dell&#8217;uomo&#8221;.<\/p>\n<p>Dall&#8217;esperienza della dittatura viene la cura estrema per la garanzia delle libert\u00e0 che caratterizza la nostra Carta. E anche quell&#8217;accenno all&#8217;accoglienza dello straniero perseguitato che abbiamo appena visto. Nonch\u00e9 il rispetto &#8220;in ogni caso&#8221; della &#8220;persona umana&#8221;. Dall&#8217;esperienza del conflitto mondiale viene il &#8220;ripudio della guerra&#8221;, dall&#8217;avvio delle rinnovate Nazioni Unite viene l&#8217;adesione di principio a progetti di governance sovrannazionale.<\/p>\n<p>Quelle grandi esperienze avevano anche favorito l&#8217;incontro tra le diverse componenti ideali che si trovarono rappresentate nell&#8217;Assemblea costituente. Nessuna di esse prevaleva sulle altre. Dunque fu necessario il compromesso e la mediazione. Dovremmo sempre ricordare &#8211; ogni volta che siamo assaliti dalla tentazione del decisionismo unilaterale &#8211; che il nostro patto \u00e8 cos\u00ec bello anche perch\u00e9 \u00e8 un patto tra diversi.<\/p>\n<p><strong>Un testo votato con largo consenso: oltre l&#8217;80%<\/strong><\/p>\n<p>Conviene fare una breve memoria narrativa dei fatti. Il 2 giugno 1946 &#8211; a un anno dalla fine della guerra sul nostro suolo &#8211; si tengono insieme il referendum sulla forma istituzionale dello Stato e le elezioni per l&#8217;Assemblea costituente.<\/p>\n<p>Dopo aver eletto il Capo provvisorio dello Stato &#8211; che fu il liberale Enrico De Nicola &#8211; l&#8217;Assemblea inizi\u00f2 il proprio lavoro. Fu eletta una commissione di 75 deputati, incaricati di preparare un &#8220;progetto&#8221;. Il progetto fu presentato all&#8217;assemblea il 31 gennaio del 1947, l&#8217;assemblea ci lavor\u00f2, articolo per articolo lungo tutto il 1947, la vot\u00f2 definitivamente il 22 dicembre, fu promulgata il 27 dicembre ed entr\u00f2 in vigore il 1\u00b0 gennaio 1948.<\/p>\n<p>Ecco dunque un elemento di memoria narrativa che \u00e8 bene rendere visiva e simbolica: i padri costituenti elaborano la nostra Costituzione lungo l&#8217;intero 1947: tra i grandi anni della nostra storia recente, ci va messo questo, in primissima posizione.\u00a0 Diremo dunque che il meglio dell&#8217;Italia lungo quell&#8217;anno, a met\u00e0 del XX\u00b0 secolo, all&#8217;indomani della Seconda guerra mondiale,\u00a0 decise il patto di cittadinanza che avrebbe retto le sorti del nostro popolo per molti decenni e forse per secoli.<\/p>\n<p>E diremo che la convergenza degli italiani nell&#8217;approvazione di quel patto \u00e8 attestata da due fatti altamente simbolici: che il testo sia stato approvato da pi\u00f9 dell&#8217;80\u00b0 dell&#8217;assemblea [con 453 voti favorevoli su 552: 82%]<strong> <\/strong>e che esso porti la firma di tre personaggi &#8211; De Nicola, Terracini, De Gasperi &#8211; che bene rappresentano le tre grandi correnti o tradizioni ideali che pi\u00f9 avevano influito nella sua elaborazione. Enrico De Nicola, capo provvisorio dello Stato, rappresentava la tradizione liberale. Umberto Terracini &#8211; presidente dell&#8217;Assemblea costituente e fondatore con Gramsci e Togliatti del Partito comunista italiano nato nel 1921 dal Partito socialista &#8211; rappresentava la tradizione socialista e comunista. Alcide De Gasperi &#8211; presidente del Consiglio e leader prima del Partito popolare e poi della Dc &#8211; quella cattolica.<\/p>\n<p>Per i cattolici &#8211; qui siamo in una sede ecclesiale &#8211; ci dovrebbe essere anche una ragione affettiva di attaccamento alla Costituzione a motivo delle grandi figure cristiane che lavorarono alla sua preparazione: De Gasperi, l&#8217;abbiamo gi\u00e0 nominato; Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti, Aldo Moro, Costantino Mortati, Igino Giordani. Un giorno tutti e sei potrebbero essere venerati come santi e Moro anche come martire. Ma tra i &#8220;padri&#8221; c&#8217;erano anche molti &#8220;giusti&#8221;, o uomini di buona volont\u00e0, che pure ricordiamo con gratitudine: Piero Calamandrei, Giuseppe Di Vittorio, Luigi Einaudi, Amintore Fanfani, Vittorio Foa, Giovanni Gronchi, Nilde Jotti, Ugo La Malfa, Giovanni Leone, Pietro Nenni, Vittorio Emanuele Orlando, Ferruccio Parri, Sandro Pertini, Giuseppe Saragat, Oscar Luigi Scalfaro, Ignazio Silone, Palmiro Togliatti.<\/p>\n<p><strong>Cinque punti da aggiornare <\/strong><\/p>\n<p>Quando fu votata la Costituzione non c&#8217;erano ancora le Regioni, che per\u00f2 venivano previste &#8211; non c&#8217;era la parit\u00e0 tra uomo e donna che sar\u00e0 poi sancita da nuovi ordinamenti del diritto familiare e dei pubblici uffici &#8211; non era normato il referendum popolare, che poi divenne effettivo &#8211; non c&#8217;era lo statuto dei lavoratori &#8211; si prevedeva di pi\u00f9 di quanto non fosse gi\u00e0 normato riguardo ai diritti della difesa nel processo penale: nei decenni seguenti molto di questo che era stato previsto \u00e8 stato realizzato.<\/p>\n<p>Ma ancora molto \u00e8 da realizzare! E a volte il dettato costituzionale &#8211; per quanto riguarda la seconda parte del testo: quella intitolata &#8220;Ordinamento della Repubblica&#8221; &#8211; risulta inadeguato ai problemi che si sono manifestati nel frattempo. Oggi \u00e8 presente un convincimento vasto e trasversale agli schieramenti politici sulla necessit\u00e0 di alcune modifiche. Ne indico cinque: stabilit\u00e0 dell&#8217;esecutivo, potenziamento dei poteri del Presidente del Consiglio, superamento del bicameralismo ripetitivo, riduzione del numero dei parlamentari, potenziamento delle regioni con l&#8217;introduzione di elementi di federalismo. Dove c&#8217;\u00e8 convergenza, si realizzi la convergenza e dove c&#8217;\u00e8 contrasto si soprassieda! Cos\u00ec si sarebbero comportati i costituenti.<\/p>\n<p>Abbiamo avuto invece &#8211; in questi ultimi otto anni &#8211; due riforme della Costituzione, avvenute ambedue con i voti della sola maggioranza parlamentare che le proponeva. Ambedue fortemente legate a scadenze elettorali, perseguite cio\u00e8 anche in base a obiettivi contingenti di lotta politica. Due riforme dunque non riflettenti lo spirito unitario con cui la Costituzione era stata elaborata. Per fortuna solo la prima delle due, che fu di minima entit\u00e0, \u00e8 andata a effetto, risultando &#8220;confermata&#8221; dal successivo referendum, anche se fino a oggi non attuata, mentre la seconda &#8211; molto pi\u00f9 impegnativa nei contenuti &#8211; non ha superato la prova referendaria.<\/p>\n<p>La prima riforma fu approvata dal Centro Sinistra nel 2001 &#8211; riguardava il solo titolo quinto della seconda parte (<em>Le regioni, le provincie, i comuni<\/em>) &#8211; ed \u00e8 stata confermata dal referendum che si tenne nell&#8217;ottobre di quello stesso anno. La seconda fu approvata nel 2005 dal Centro Destra &#8211; riguardava tutti i titoli della seconda parte, dal <em>Parlamento<\/em> al <em>Presidente della Repubblica<\/em>, al <em>Governo<\/em>, alla <em>Magisratura<\/em>, agli <em>Enti locali<\/em>, alle <em>Garanzie Costituzionali<\/em>; con revisione di 53 articoli su 80 e inserimento di tre nuovi &#8211; fu respinta dal referendum confermativo con una maggioranza dei votanti che raggiunse il 64%.<\/p>\n<p>Circa la procedura da seguire per una riforma della Costituzione, l&#8217;art. 138 ha mostrato che quella prevista consente la realizzazione delle riforme, ma non \u00e8 in grado di garantirne il carattere condiviso e, con esso, il mantenimento di quell&#8217;accordo trasversale agli schieramenti che caratterizz\u00f2 la nascita della Costituzione. Il fatto che a contraddire lo spirito di condivisione siano stati ambedue i poli segnala l&#8217;urgenza di battersi perch\u00e9 siano evitate altre forzature e perch\u00e9 le riforme costituzionali siano condivise, come fu condivisa l&#8217;elaborazione del testo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lezione a chiusura del corso annuale della Scuola di formazione socio-politica della Diocesi di Porto-Santa Rufina Parrocchia del Sacro Cuore &#8211; Via dei Fiordalisi 14 &#8211; LADISPOLI Gioved\u00ec 11 giugno&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/attualita-della-costituzione-italiana-a-sessant%e2%80%99anni-dalla-promulgazione\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Attualit\u00e0 della Costituzione italiana a sessant\u2019anni dalla promulgazione<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-1601","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1601","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1601"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1601\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5714,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1601\/revisions\/5714"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1601"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}