{"id":1675,"date":"2009-06-21T12:36:33","date_gmt":"2009-06-21T10:36:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=1675"},"modified":"2010-11-21T21:54:14","modified_gmt":"2010-11-21T21:54:14","slug":"come-parlare-dell%e2%80%99islam-in-presenza-di-islamici","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/come-parlare-dell%e2%80%99islam-in-presenza-di-islamici\/","title":{"rendered":"Come parlare dell\u2019Islam in presenza di islamici"},"content":{"rendered":"<p>Giornata dell&#8217;Arcidiocesi di Bologna<br \/>\nper gli insegnanti di religione<br \/>\n<em>Seminario Arcivescovile &#8211; piazza Bacchelli 4<\/em><br \/>\n<em>Luned\u00ec 22 giugno 2009 &#8211; ore 15,00<\/em><\/p>\n<p>Non sono un docente di religione n\u00e9 lo sono mai stato. E non sono neanche un arabista o altro esperto titolato a parlare di islam. Sono solo un giornalista che si \u00e8 applicato all&#8217;accoglienza degli islamici in Italia e che a tal fine ha condotto un&#8217;inchiesta per la rivista <em>Il Regno<\/em> poi confluita nel volume ISLAM. STORIE ITALIANE DI BUONA CONVIVENZA (EDB 2004). Quell&#8217;inchiesta comport\u00f2 il dialogo con tanti islamici e tocc\u00f2 spesso il tema dell&#8217;insegnamento della religione nella scuola. Basandomi su quanto mi insegn\u00f2 quel lavoro e avendo interpellato diversi insegnanti di religione che hanno avuto nelle loro classi alunni musulmani, formulo in quattro punti la sostanza della mia comunicazione.<br \/>\nPrimo: parlare con gli alunni musulmani prendendo l&#8217;iniziativa con approccio amichevole, da &#8220;fratelli&#8221; in Abramo.<br \/>\nSecondo: usare un linguaggio a loro comprensibile e da loro accettabile come lingua comune, privilegiando l&#8217;approccio culturale e storico.<br \/>\nTerzo: non evitare le questioni disputate ma porle rispettando le loro convinzioni anche quando non le possiamo condividere.<br \/>\nQuarto: sollecitare l&#8217;interlocutore musulmano a reagire alla nostra esposizione e a esporre ai compagni, se crede, la propria esperienza.<br \/>\nQuanto al parlare: formulo cos\u00ec, con voluta semplificazione del problema, la questione del dialogo. Se parlo di &#8220;dialogo con l&#8217;islam&#8221; iniziano subito le dispute e non arrivo neanche a dire il mio pensiero. Evito dunque quel termine &#8211; qui e altrove &#8211; e dico &#8220;parlare&#8221;.<br \/>\nLa prima spinta a parlare con immigrati islamici mi venne da un incontro in treno, sull&#8217;Eurocity Milano-Parigi, un sabato mattina di cinque o sei anni addietro. Leggevo il <em>Vangelo di Luca<\/em> e in faccia a me era seduto un tunisino che leggeva il Corano. Anzi, lo cantava sottovoce. Si chiamava Habib e mi raccont\u00f2 che lavorava a Milano e aveva la famiglia a Parigi. Stava tornando dalla moglie e dai figli, a fine settimana. &#8220;Mi piace l&#8217;Italia diceva &#8211; ma di pi\u00f9 la Francia, perch\u00e9 capisco il francese, che ho fatto a scuola, in Tunisia&#8221;. Gli dissi che parlava bene l&#8217;italiano: &#8220;Me lo dice tanti, ma io paura a parlare&#8221;. Ci raccontammo la vita, era contento di conversare. Ma disse: &#8220;Perch\u00e9 cominciato tu!&#8221; Io scesi a Torino Porta Susa e ci salutammo fraternamente. &#8220;Tu Vangelo e io Corano&#8221;, e rideva.<br \/>\nDopo l&#8217;incontro con Habib pensai che forse anche uno come me poteva fare qualcosa per l&#8217;avvicinamento ai cultori dell&#8217;autentico islam. Qualcosa che sa fare un giornalista e che non \u00e8 molto diverso da ci\u00f2 che sa fare un insegnante: intervistare e raccontare storie.<br \/>\nGirando per l&#8217;Italia, ho posto la domanda sull&#8217;islam e ho raccolto piccole vicende. Quando dicevo che andavo cercando il vero islam, mi riferivo a un&#8217;espressione del papa Giovanni Paolo II, che una volta aveva affermato l&#8217;intenzione della Chiesa cattolica di voler incontrare &#8220;<em>l&#8217;islam, l&#8217;autentico islam: l&#8217;islam che prega, che sa farsi solidale con chi \u00e8 nel bisogno&#8221;<\/em> (Astana, Kazakhstan, 24 settembre 2001).<\/p>\n<p><strong>Primo: parlare da amici dell&#8217;islam che prega<\/strong><br \/>\nTutti sappiamo le difficolt\u00e0 di quell&#8217;incontro. Io ho provato ad aiutarlo narrando i casi di buona convivenza: un insegnante di religione forse pu\u00f2 provarci applicando alla presentazione dell&#8217;islam lo spirito della buona convivenza.<br \/>\nHo provato a narrare la buona convivenza, invece degli scontri, non perch\u00e9 io sia un ingenuo, come mi sono sentito obiettare da diversi cui avevo chiesto segnalazioni di storie, ma perch\u00e9 gli scontri gi\u00e0 sono veicolati &#8211; e anche ingranditi &#8211; dal normale circuito dei media. Puntando dunque sulle storie positive non temevo di distorcere la realt\u00e0, ma speravo di contribuire a raddrizzarne la percezione.<br \/>\nDirei lo stesso per l&#8217;insegnante che provi a parlare dell&#8217;islam con parole e sentimenti che potrebbero incontrare gli alunni musulmani che avessero ad ascoltarlo: egli non lo far\u00e0 per buonismo e come io ho cercato di narrare la buona convivenza senza nascondere quella cattiva, cos\u00ec quell&#8217;insegnante di buona volont\u00e0 non nasconder\u00e0 agli alunni in generale e agli eventuali alunni islamici le questioni spinose del rapporto tra noi e il mondo musulmano.<br \/>\nConsidero la via della narrazione &#8211; purch\u00e8 obiettiva e critica &#8211; come un&#8217;ancora rispetto agli sbandamenti della polemica. Analogamente vedrei l&#8217;iniziativa di &#8220;parlare&#8221; dell&#8217;islam amichevolmente a scuola come un rimedio all&#8217;islamofobia montante che caratterizza la nostra vita pubblica.<br \/>\nLa via della cultura e della storia fornisce un buon terreno per un approccio sdrammatizzante. Ci sono state le guerre e le conquiste e le crociate, ma ci sono stati anche tanti esempi di convivenza e a volte il mondo islamico \u00e8 stato pi\u00f9 colto e anche pi\u00f9 tollerante del nostro; mentre\u00a0 in altri periodi \u00e8 avvenuto il contrario e oggi viviamo un incattivimento del rapporto che tutti dovremmo impegnarci a superare. Un giorno l&#8217;apostasia era condannata dagli uni e dagli altri, domani forse anche l&#8217;islam superer\u00e0 quella condanna. Una volta l&#8217;islam conquist\u00f2 con le armi forse met\u00e0 delle terre cristiane, mentre in un&#8217;epoca pi\u00f9 recente il mondo &#8220;cristiano&#8221; colonizz\u00f2 per intero quello musulmano, dal Marocco all&#8217;Indonesia: molte dunque le reciproche ferite e i risentimenti. Nel Medioevo comunit\u00e0 cristiane sono sopravvissute in ambiente musulmano (in Iran, Iraq, Siria, Egitto, Libano, Giordania, Palestina), seppure in condizione di sudditanza, mentre nessuna comunit\u00e0 musulmana \u00e8 sopravvissuta in ambiente cristiano. Un altro aiuto all&#8217;incontro potrebbe essere fornito dalla letteratura e dai mistici musulmani.<br \/>\nVenendo all&#8217;oggi, nel corso delle mie interviste sono venuto facendo delle scoperte conoscitive che mi hanno indotto a mutare idea su pi\u00f9 aspetti della questione islamica e che penso potrebbero essere utili a un insegnante di religione, che magari ne fa di analoghe nel contatto con alunni musulmani..<br \/>\nMetto per prima la facilit\u00e0 con cui i musulmani osservanti entrano nelle chiese, o vengono a contatto con i simboli del cristianesimo. Quella facilit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 frequente della nostra disponibilit\u00e0 a fare altrettanto. Dunque non temete, se li avete in classe, di coinvolgerli nella riflessione che state proponendo ai vostri alunni.<br \/>\nPer secondo segnalo il vero pudore di cui sono portatori, che arriva al timore dei corpi nudi e che noi quasi pi\u00f9 non capiamo. Ma dovremmo almeno provare a immaginare lo stordimento dell&#8217;immigrato che arriva su una nostra spiaggia e che fino ad allora &#8220;delle donne aveva visto soltanto gli occhi&#8221; (come raccontava uno dei miei intervistati). Tenete sempre conto che tra i vostri ragazzi avete anche questi, che hanno tali genitori e dunque portano con s\u00e9 quel pudore, che \u00e8 magari pi\u00f9 forte di quanto non ne siano consapevoli.<br \/>\nPer terza indico la vitalit\u00e0 con cui le donne musulmane si accostano al nostro modo di vivere: partono svantaggiate, ma vanno pi\u00f9 spedite degli uomini e meglio di loro apprezzano le nostre libert\u00e0. Forse le alunne musulmane vi porranno pi\u00f9 problemi degli alunni, o potrebbe essere che risultino pi\u00f9 ricettive della parola &#8220;diversa&#8221; che potreste dire loro.<\/p>\n<p><strong>Sono spesso interessati al cristianesimo<\/strong><br \/>\nInfine l&#8217;interesse dei veri musulmani per il cristianesimo, il &#8220;profeta Ges\u00f9&#8221;, la figura di Maria, la fede e la preghiera dei cristiani. Si manifesta sia a livello colto, sia nella quotidianit\u00e0, con il musulmano che interroga l&#8217;amico cristiano, o accetta di essere interrogato. Farete la scoperta che i ragazzi musulmani staranno attentissimi a quanto esporrete, di certo pi\u00f9 dei loro coetanei cristiani o indifferenti.<br \/>\nIl confronto ravvicinato con l&#8217;Islam &#8211; cui oggi siamo chiamati &#8211; credo ci aiuti a intendere la nostra situazione spirituale. Faccio un solo esempio: il musulmano che prega penser\u00e0 &#8211; e ci dir\u00e0 &#8211; che non trova nulla di cristiano in una citt\u00e0 come Roma (l&#8217;affermava uno dei miei intervistati). E lo dir\u00e0, innanzitutto, in riferimento alla mondanit\u00e0 degli addobbi pubblicitari e dell&#8217;abbigliamento giovanile. Noi l&#8217;inviteremo ad andare oltre la prima veduta e gli parleremo dei gruppi di preghiera, dei contemplativi, delle case di accoglienza, dei volontari della Caritas. E&#8217; importante che lui avverta questa presenza cristiana silenziosa, ma \u00e8 ugualmente importante che noi comprendiamo quella sua percezione del deserto religioso che caratterizza la nostra vita pubblica.<br \/>\nMa rientriamo in aula. Probabilmente avrete un alunno islamico che \u00e8 l\u00ec solo perch\u00e9 non ha alternative, ma non ha optato per la vostra ora. Sar\u00e0 interessatissimo a tutto quello che direte, perch\u00e9 si sente giudicato. Star\u00e0 pronto a difendersi dalle battute dei compagni, che gli tirano addosso Bin Laden, la condizione della donna nella poligamia e i terroristi suicidi a ogni pie&#8217; sospinto. Qui il problema sar\u00e0 contenere gli altri e aiutare il piccolo musulmano nella sua difesa. Ma anche motivarlo a interloquire fuori della polemica.<br \/>\nE&#8217; frequente anche il caso dell&#8217;alunno &#8211; o alunna &#8211; musulmano, o musulmana, che invece \u00e8 di piena seconda generazione, di carattere sveglio e vivamente orgoglioso della sua cultura e della sua fede. Egli accetter\u00e0 con entusiasmo di spiegare la sua religione e lo far\u00e0 con una fierezza che meraviglier\u00e0 i compagni.<br \/>\nAttenzione: potreste anche avere in classe un&#8217;alunna islamica che i genitori hanno iscritto all&#8217;ora di religione cattolica e che partecipa esattamente come gli altri, anche lei di seconda generazione, perfettamente integrata e che pensa &#8220;Prof, che palle l&#8217;islam!&#8221; Vi toccher\u00e0 dunque difendere il Profeta anche da questa sua piccola seguace secolarizzata, come gi\u00e0 dovevate difendere Ges\u00f9 da giovanissimi cristiani appena cresimati.<br \/>\nGeneralmente non dovreste trovare difficolt\u00e0 con le famiglie degli alunni musulmani, che a volte addirittura preferiscono che i loro figli seguano l&#8217;insegnamento cattolico piuttosto che crescano &#8220;senza religione&#8221;. Anche il presepe o altra forma di ricordo del Natale non provocher\u00e0 problemi. Pi\u00f9 delicata, e di molto, \u00e8 la presentazione della croce e della Pasqua: l&#8217;idea del Cristo che muore, essendo Dio, ripugna al buon musulmano. Anche l&#8217;Eucarestia \u00e8 un argomento spinoso, a motivo della divinit\u00e0 che si fa pane e soprattutto a motivo del vino, che l&#8217;islam condanna.<br \/>\nPer molti aspetti del raffronto culturale tra la fede cristiana e quella musulmana potr\u00e0 essere utile il riferimento alla terza fede abramica che \u00e8 quella ebraica. Per molti elementi ardui nel nostro contesto &#8211; circoncisione, divieti alimentari, norme di purit\u00e0 rituale, proibizione delle raffigurazioni del divino &#8211; sar\u00e0 utile far presente che le stesse regole o regole analoghe sono seguite dagli ebrei e che l&#8217;islam le ha prese da l\u00ec.<br \/>\nPi\u00f9 delicata \u00e8 la questione della posizione della donna: il fatto che fino a 50 anni addietro le nostre donne portassero un fazzoletto in testa, la presenza tutt&#8217;ora delle nostre suore con un vestimento similare, la variet\u00e0 della condizione femminile nei diversi paesi (con nazioni musulmane &#8211; Turchia, Pakistan, Bangladesh e Indonesia &#8211; che hanno eletto delle donne alle massime cariche, che noi in Italia mai abbiamo avuto) dovrebbero aiutare ad affrontarla con elasticit\u00e0.\u00a0 Ma ovviamente c&#8217;\u00e8 il nodo della poligamia, che va trattato con veracit\u00e0 e con delicatezza a un tempo, anche in rapporto alle alunne sia musulmane &#8211; che potrebbero restarne offese &#8211; sia non musulmane che potrebbero sentirsi motivate al disprezzo.<\/p>\n<p><strong>Distinguere sempre l&#8217;islam dall&#8217;islamismo<\/strong><br \/>\nSu come affrontare la pi\u00f9 scomoda delle questioni disputate, che \u00e8 quella del rapporto tra religione e violenza e che coinvolge il problema del terrorismo islamico, propongo di aver presenti quattro distinzioni: l&#8217;Islam che prega, il fondamentalismo islamico, l&#8217;islamismo politico e il terrorismo islamista.<br \/>\nL&#8217;Islam che prega va onorato.<br \/>\nIl fondamentalismo islamico va contrastato culturalmente.<br \/>\nL&#8217;islamismo politico va combattuto politicamente.<br \/>\nIl terrorismo islamista va prevenuto e represso, con l&#8217;intelligence e con le armi. Ma non con la guerra, che coinvolge i popoli e ingrossa la sfida del terrore: la incoraggia, la inasprisce, la moltiplica.<br \/>\nSecondo gli specialisti della materia il fondamentalismo islamico (al quale si imparentano l&#8217;islamismo politico e il terrorismo islamista) raggiunge il 15% circa dei musulmani che vivono sul pianeta. Per l&#8217;Italia <em>La civilt\u00e0 cattolica<\/em> (15 novembre 2003, p. 383) ritiene che esso &#8220;non superi probabilmente il 10-15% del totale&#8221;. Restringendosi alla componente &#8220;radicale&#8221;, che considera legittima la violenza &#8220;per imporre l&#8217;Islam&#8221;, Magdi Allam lo valuta &#8211; per l&#8217;Italia &#8211; al &#8220;tre-quattro per cento del totale&#8221; (stima fornita durante una puntata de <em>Il Grillo<\/em> di <em>Rai educational<\/em>, trasmessa il 2 aprile 2001). Nell&#8217;impresa di &#8220;parlare&#8221; con gli alunni musulmani che seguono le vostre lezioni potreste dunque partire dall&#8217;ipotesi che verosimilmente avrete a che fare, con almeno otto probabilit\u00e0 su dieci, con ragazzi che avvertono come pacifica l&#8217;ispirazione religiosa della propria famiglia e si sentono in imbarazzo per il fatto che la nostra cultura pubblica viva con tanto allarme la loro presenza tra noi.<br \/>\nHo conosciuto da vicino &#8211; e per tanti aspetti ho apprezzato &#8211; Oriana Fallaci, ma considero un errore il suo grido di battaglia contro l&#8217;Islam che &#8220;ha dichiarato guerra all&#8217;Occidente&#8221; (<em>La forza della ragione<\/em>, Rizzoli 2004, p.275): perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;islamismo che ha dichiarato quella guerra e non l&#8217;islam. E disapprovo il suo disprezzo della religiosit\u00e0 islamica, espresso per esempio in questo brano: &#8220;<em>Io sono atea, graziaddio. Irrimediabilmente atea. E non ho alcuna intenzione d&#8217;essere punita per questo da quei barbari che invece di lavorare e contribuire al miglioramento dell&#8217;umanit\u00e0 stanno sempre col sedere all&#8217;aria cio\u00e8 a pregare cinque volte al giorno&#8221;<\/em> (Oriana Fallaci, <em>La rabbia e l&#8217;orgoglio<\/em>, Rizzoli, Milano 2001, p. 79).<br \/>\nPer rapportarsi utilmente a un interlocutore, occorre cogliere il meglio della sua anima e il meglio dell&#8217;Islam \u00e8 la preghiera. Da questo punto di vista, la Fallaci \u00e8 la peggiore interprete della sfida che l&#8217;Islam pone all&#8217;Occidente. Voi potreste essere invece i migliori: o meglio, potreste trovarvi nella posizione migliore, in quanto docenti di religione, per &#8220;parlare&#8221; con gli alunni musulmani delle nostre scuole partendo da ci\u00f2 che loro hanno avuto di meglio dalla loro tradizione, che \u00e8 quella capacit\u00e0 di pregare cinque volte al giorno che sempre ci dovrebbe stupire. Noi che abbiamo avuto da Ges\u00f9 l&#8217;indicazione &#8220;pregate incessantemente&#8221; e che tanto poco &#8211; forse &#8211; lo facciamo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giornata dell&#8217;Arcidiocesi di Bologna per gli insegnanti di religione Seminario Arcivescovile &#8211; piazza Bacchelli 4 Luned\u00ec 22 giugno 2009 &#8211; ore 15,00 Non sono un docente di religione n\u00e9 lo&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/come-parlare-dell%e2%80%99islam-in-presenza-di-islamici\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Come parlare dell\u2019Islam in presenza di islamici<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-1675","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1675","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1675"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1675\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5715,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1675\/revisions\/5715"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1675"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}