{"id":16814,"date":"2015-08-13T11:56:55","date_gmt":"2015-08-13T09:56:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=16814"},"modified":"2015-08-13T11:56:55","modified_gmt":"2015-08-13T09:56:55","slug":"ho-provato-cinque-volte-ad-ascoltare-il-gay-che-cerca-dio","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/ho-provato-cinque-volte-ad-ascoltare-il-gay-che-cerca-dio\/","title":{"rendered":"Ho provato cinque volte ad ascoltare il gay che cerca Dio"},"content":{"rendered":"<p>Eccomi alla seconda riflessione sulle veglie di preghiera degli omosessuali. La prima aveva al centro la domanda di uno di loro: \u201cSecondo te, io che figlio sono?\u201d Questa gira intorno a un\u2019altra sua interrogazione: \u201cTu che sai di me?\u201d Ho chiesto in privato e attraverso il blog a persone omosessuali di raccontarsi e qui riporto abbreviate cinque narrazioni.<\/p>\n<p>Concluder\u00f2 con un accenno a due testi, nati da loro e dal contatto con loro: il primo si intitola <i>Proposte per il Sinodo dei vescovi<\/i> ed \u00e8 a cura del \u201cComitato organizzatore del terzo Forum italiano cristiani LGBT [lesbian,\u00a0gay,\u00a0bisexual and\u00a0transgender]\u201d e ha la data del 15 settembre 2014; il secondo, <i>Accompagnare spiritualmente persone omosessuali credenti<\/i> \u00e8 stato redatto a uso interno dai partecipanti al Corso di formazione per operatori pastorali che si \u00e8 concluso il 17-19 aprile 2015 a Galloro, nell\u2019ambito della ricerca esperienziale sulle \u201cfrontiere esistenziali\u201d promossa da un gruppo di gesuiti. Il primo lo trovi nel portale dei <i>Cristiani LGBT<\/i>, il secondo \u00e8 inedito.<\/p>\n<p><b>Il Signore non pu\u00f2 non essere <\/b><\/p>\n<p><b>nell\u2019amore che provo<\/b><\/p>\n<p>La prima storia \u00e8 di una donna che nel mio blog si firma Dialogica: \u201cSono lesbica e cattolica e da alcuni anni sono tra gli organizzatori delle Veglie per le vittime dell\u2019omofobia nella mia citt\u00e0. Negli ultimi tempi ho scoperto che la posizione intransigente, grazie a Dio, non \u00e8 l\u2019unica nella Chiesa. Il Signore non pu\u00f2 non essere nell\u2019amore che posso provare per un\u2019altra donna n\u00e9 pu\u00f2 essere assente quando lo invoco.<\/p>\n<p>\u201cOccorre un ripensamento sereno su cosa sia l\u2019omosessualit\u00e0: non si pu\u00f2 continuare a dire che l\u2019omosessualit\u00e0 non esiste, o \u2018il tuo non \u00e8 amore\u2019, o escludere dal volontariato in parrocchia. Io ho smesso di fare volontariato di mia volont\u00e0. Volevo cercare un luogo pi\u00f9 accogliente e l\u2019ho trovato in un gruppo di omosessuali credenti. Il gruppo d\u00e0 la possibilit\u00e0 di entrare in contatto con persone anche consacrate che possono aiutare la persona a migliorare il proprio rapporto con Dio e talvolta a sentirsi di nuovo chiesa in cammino\u201d.<\/p>\n<p>Simile \u00e8 il percorso di un altro visitatore del blog che si firma Simone83: \u201cRicordo un intervento di un prete qualche tempo fa che sul tema dell\u2019omosessualit\u00e0 disse: il loro non \u00e8 amore. Rabbrividii davanti a quelle parole. Certo \u00e8 sempre facile ricondurre gli omosessuali alle macchiette edonistiche che la televisione ci propina, ma la realt\u00e0 \u00e8 fatta di persone che nella quotidianit\u00e0 della vita cercano, come tutti, di essere felici. Inquadriamo questo sentimento nel matrimonio? Non \u00e8 necessario: il matrimonio come sacramento \u00e8 un istituto ben definito e quindi \u00e8 impossibile modificarlo. Ma questo non toglie che si possa\/debba dare a quelle persone un riconoscimento del loro amore e, perch\u00e9 no, benedirlo.<\/p>\n<p>\u201cNon basta dire che la Chiesa chiede agli omosessuali l\u2019astinenza come la chiede a tutte le persone non sposate, perch\u00e9 le persone eterosessuali se s\u2019innamorano possono sposarsi. La Chiesa sta finalmente capendo e riconoscendo che anche gli omosessuali possono amare. E\u2019 mai possibile che il Signore non dimori in un amore puro e vero come quello che io so provare? Io so cosa c\u2019\u00e8 nel mio cuore e cosa Dio in esso vedr\u00e0 e questo mi basta\u201d.<\/p>\n<p><b>Segni inequivocabili <\/b><\/p>\n<p><b>che il Padre si cura di me<\/b><\/p>\n<p>Cinzia ha risposto in privato alla mia domanda. \u201cMi barcameno tra lavoro, cura della mamma, varie faccende pratiche della vita e la fidanzata o compagna o come cavolo la si voglia denominare: la donna che amo insomma. Siamo due signorine non pi\u00f9 giovani, viaggiamo tra i 40 e i 50, non siamo mai state al Pride. A volte c\u2019\u00e8 tempo per fare l\u2019amore ed \u00e8 un momento di grande comunione che ti fa superare la solitudine a cui siamo spesso confinate. Noi, quelli denominati gay e lesbiche, siamo talmente abituati a sopravvivere cambiando maschera in base agli ambiti in cui ci muoviamo che non sappiamo neppure di farlo.<\/p>\n<p>\u201cIo ho speso 40 anni della mia vita per arrivare a dirmi che la relazione in cui potevo gioire era con una donna: met\u00e0 della vita trascorsa per sfuggire all\u2019autoannientamento. Ora che l\u2019et\u00e0 inizia a declinare, certo posso dire di aver raggiunto una qualche serenit\u00e0. Un po\u2019 nervosa s\u00ec, ma mi do da fare, sono lavoratrice, vivo con semplicit\u00e0. Per tanti anni ho avuto paura della condanna di Dio tanto da arrivare a non dormire la notte pensando all\u2019inadeguatezza dei miei istinti rispetto alla sua volont\u00e0. Poi sono guarita: ho semplicemente capito che non era quella la sua volont\u00e0. Oggi scorgo segni inequivocabili che il Padre si prende cura di me\u201d.<\/p>\n<p>Angela nel blog e in privato racconta che si \u00e8 sempre sentita \u201c<span style=\"color: #353535;\"><span style=\"font-size: large;\">diversa\u201d da quelli che aveva intorno: \u201cMi azzuffavo con gli altri bambini e avevo la meglio grazie al mio fisico mascolino. Le bambine le trovavo noiose ma mi affascinavano per la loro dolcezza. Non capivo quello che provavo ma temevo a parlarne con gli altri. Finch\u00e9 una volta, in un film, sentii quella parola: lesbica. Che cosa vuol dire? chiesi a mia mamma, che rispose: \u00e8 una brutta malattia. E se io lo fossi? La risposta mi gel\u00f2: mi daresti un dolore grandissimo. <\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #353535;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Navigando nella Rete <\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #353535;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>ho scoperto Gionata<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #353535;\">\u201c<span style=\"font-size: large;\">Tenni il mio terribile segreto finch\u00e9 a 20 anni ho conosciuto una lesbica e siamo state insieme due anni. A quel punto fui costretta a dirlo. Per mia madre fu uno shock, tanto che and\u00f2 in menopausa a 40 anni. Ma quella ragazza abusava di alcool e droghe e si comportava come una puttana e quando finalmente tornai libera pensai: che diamine, essere lesbica vuol dire questo? Non voglio pi\u00f9 saperne! Mi riavvicinai alla fede e pensai: se sono obbligata alla vita casta tanto vale prendere i voti. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #353535;\">\u201c<span style=\"font-size: large;\">Entrai in un ordine religioso e vi stetti sei mesi. Mi sentivo come un topo in trappola e compresi che per fare quella vita ci vuole una vera vocazione, non pu\u00f2 essere una scelta obbligata, come non pu\u00f2 esserlo la castit\u00e0. Ma anche fuori ero dilaniata: non mi riconoscevo tra le persone omosessuali a causa della fede, non mi sentivo accettata dalla Chiesa in quanto lesbica. Un giorno, presa da tristezza, digito su internet \u2018fede e omosessualit\u00e0\u2019 e compare il portale di Gionata. Dunque non ero l\u2019unica schizzata che si dibatteva tra il suo Dio e la sua natura, eravamo in tanti, in tutto il mondo, ad affrontare ogni giorno i miei stessi problemi. Ho compiuto un lavoro su me stessa e ora sono convinta che Dio ama tutto ci\u00f2 che ha creato e mi ama cos\u00ec come sono. E anche io amo il mio Creatore con tutto il cuore e amo me stessa cos\u00ec come sono\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p>Manuel76 si racconta sul blog e mi appare il pi\u00f9 sereno tra i miei interlocutori: \u201cl\u2019argomento mi attraversa, \u00e8 una parte di me\u201d dice con schiettezza ma non ha bisogno di battagliare. Argomenta con qualche distacco: \u201cSe oltre a non aver paura dei legami tra persone dello stesso sesso si riuscisse a valorizzare l\u2019unione tra due persone per rilanciare il matrimonio tra uomo e donna? Non potrebbe essere uno stimolo? Un parroco di una chiesa vicina alla mia sta promuovendo una merenda (un paio d\u2019ore pomeridiane conviviali un sabato al mese) per fare incontrare le coppie di generazioni diverse, in modo che si conoscano e possano parlarsi e confrontare difficolt\u00e0 e gioie della vita di ogni giorno.<\/p>\n<p><b>Ho lottato per essere normale <\/b><\/p>\n<p><b>ma non lo sono<\/b><\/p>\n<p>\u201cSe la presenza di Dio passasse anche attraverso la richiesta di una unione tra persone dello stesso sesso che si vogliono impegnare l\u2019uno per l\u2019altro? La carica emotiva e i ragionamenti che stanno alla base di persone che chiedono di potere avere una unione e di potere vivere uno per l\u2019altro non possono essere uno stimolo per chi questa possibilit\u00e0 ce l\u2019ha gi\u00e0 e non ne capisce la ricchezza? La presenza di persone omosessuali che di figli non ne hanno (e di conseguenza hanno meno impegno familiare) non pu\u00f2 essere una ricchezza per una parrocchia che, forse, si sta buttando via?<\/p>\n<p>\u201cHo lottato per anni nella mia vita per essere \u2018normale\u2019 ma non lo sono. Non ho storie strazianti, ma solo in cuore la cicatrice di chi non \u00e8 come gli altri. Non penso che il mondo debba venirci incontro, non abbiamo problemi di deambulazione. Ma l\u2019abbattimento di alcune barriere culturali non toglie nulla alla famiglia e men che meno alla fertilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>I miei interlocutori non vanno al Gay Pride, non rivendicano il matrimonio. Argomentano sulla chiamata coatta al celibato e sull\u2019interpretazione dei passi biblici che nominano l\u2019omosessualit\u00e0. \u00c8 lo stesso atteggiamento di interlocuzione con la comunit\u00e0 ecclesiale che ho trovato nelle citate \u201cproposte\u201d per il Sinodo e nel foglio di Galloro.<\/p>\n<p>Ecco un brano di quest\u2019ultimo: \u201cL\u2019accompagnamento in questa specifica situazione di frontiera deve muoversi in due direzioni: verso la persona omosessuale nel suo cammino spirituale ed ecclesiale, verso la comunit\u00e0 ecclesiale perch\u00e9 possa diventare pi\u00f9 accogliente e inclusiva\u201d. Qui a parlare sono uomini e donne di Chiesa che hanno intrecciato un rapporto di accoglienza con persone e gruppi omosessuali.<\/p>\n<p><b>L\u2019et\u00e0 m\u2019aiuta <\/b><\/p>\n<p><b>a guardarli come figli<\/b><\/p>\n<p>Il primo dei due documenti \u00e8 invece espressione diretta di \u201cpersone omosessuali e transessuali cristiane che per la prima volta hanno lavorato insieme con la volont\u00e0 di passare dall\u2019attesa alla partecipazione\u201d. Eccone un brano: \u201cSperiamo in una comunit\u00e0 ecclesiale che insegni alle famiglie a essere luogo di accoglienza e di sostegno ai figli omosessuali e che esplicitamente rigetti approcci tesi a cambiare l\u2019orientamento sessuale\u201d.<\/p>\n<p>Trovo un significato nella ricerca di Dio da parte di questi amici e sono felice di trovarlo. Un significato per me che potrebbe valere per la comunit\u00e0. Non tutto comprendo ma sempre ascolto. L\u2019et\u00e0 m\u2019aiuta a guardarli come figli. Torner\u00f2 sull\u2019argomento per dire quello che ho imparato dai colloqui. Invito a intrecciarli senza immaginare che spettino ad altri.<\/p>\n<p><b>Luigi Accattoli<\/b><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\">www.luigiaccattoli.it<\/a><\/p>\n<p>Da <i>Il Regno<\/i> 7\/2015, pp. 503-504<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eccomi alla seconda riflessione sulle veglie di preghiera degli omosessuali. 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