{"id":16883,"date":"2015-09-05T19:58:20","date_gmt":"2015-09-05T17:58:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=16883"},"modified":"2015-09-05T19:58:20","modified_gmt":"2015-09-05T17:58:20","slug":"le-nomine-sono-buone-ma-le-riforme-sono-lente","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/interviste\/le-nomine-sono-buone-ma-le-riforme-sono-lente\/","title":{"rendered":"Le nomine sono buone  ma le riforme sono lente"},"content":{"rendered":"<p><i>Risposte di Luigi Accattoli a un questionario di \u201cMicromega\u201d<\/i><\/p>\n<p><i>inviate in data 4 giugno 2015<\/i><\/p>\n<p><b>Il papa si \u00e8 proposto di rinnovare profondamente gli assetti di potere finanziari e della curia. Su un fronte come sull\u2019altro per\u00f2, nonostante parecchi segnali di \u201cbuona volont\u00e0\u201d, ancora non sembra vi siano stati cambiamenti davvero rilevanti. Come valuta l\u2019azione di questo pontefice nell\u2019intervenire concretamente, nelle nomine come nelle riforme, sulle contraddizioni che ancora caratterizzano la struttura ecclesiastica?<\/b><\/p>\n<p>Le nomine sono buone, le riforme sono lente. Tra le nomine cambiamento vi sono le scelte del segretario di Stato Parolin, del segretario della Cei Galantino, dei tre cardinalati italiani fuori cordata assegnati agli arcivescovi di Perugia, Ancona, Agrigento. Altro si potrebbe segnalare nella curia e fuori, ma questo \u00e8 il tenore. Come iniziativa a met\u00e0 tra le nomine e le riforme vi \u00e8 la costituzione del gruppo dei nove cardinali che assistono il papa nel governo: insieme ai due sinodi sulla famiglia, \u00e8 la novit\u00e0 istituzionale pi\u00f9 rilevante dei primi due anni di pontificato. Ma \u00e8 vero che le riforme procedono lentamente. Credo per due motivi: perch\u00e9 si tratta di strutture con radicamento plurisecolare che non sopportano mutamenti affrettati, ma anche perch\u00e9 l\u2019uomo Bergoglio non ha sensibilit\u00e0 giuridica e istituzionale. E\u2019 un comunicatore del Vangelo, non un governatore di apparati. Le riforme arriveranno, l\u2019uomo \u00e8 attrezzato e tenace. Ma non sono la sua priorit\u00e0, che \u00e8 quella dell\u2019uscita missionaria. Inoltre arrivando tardi rischieranno di deludere anche quando saranno buone.<\/p>\n<p><b>Molti teologi, intellettuali, preti e religiosi della chiesa conciliare e progressista hanno recentemente firmato un appello per difendere il papa dagli attacchi mossi a loro avviso da autorevoli esponenti e poteri della conservazione che agiscono contro Francesco a livello ecclesiale come nella sfera mondana. Se \u00e8 vero che lo stile di Francesco risulta indigesto al settore pi\u00f9 tradizionalista delle gerarchie, non sarebbe tuttavia un atto di coerenza da parte di questo papa la riabilitazione di tutti coloro che hanno variamente subito la censura, l\u2019emarginazione, addirittura la sanzione canonica da parte della chiesa, sotto i pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI?<\/b><\/p>\n<p>La riabilitazione dei censurati dai predecessori \u2013 di \u201ctutti\u201d i censurati \u2013 non figura tra i metodi di governo dei papi. Il coordinamento unitario della vita di un organismo cos\u00ec complesso come la comunione cattolica non prevede rottamazioni e ribaltamenti, ma spostamenti lenti, modifiche graduali, sostituzioni singole da attuare alle scadenze naturali. Giustamente Francesco non mira a fare i conti con il passato. Semmai qualche conto lo aggiusta indirettamente, guardando avanti, come nel caso della beatificazione di Romero. Quanto agli appelli in difesa del papa, li vedo come un segno di nervosismo di chi \u00e8 gi\u00e0 deluso dalla lentezza bergogliana e li ritengo ininfluenti quanto quelli contro il papa, che pure vi sono. I papi hanno sempre avuto sostenitori e oppositori. Quanto sta avvenendo \u00e8 nella fisiologia di un governo unico di una societ\u00e0 complessa e delle reazioni che provoca quando azzarda un movimento innovatore.<\/p>\n<p><b>Il sinodo non si \u00e8 finora espresso su nessuna delle questioni cruciali che riguardano la famiglia, i divorziati risposati, le unioni gay. Ed \u00e8 evidente che le resistenze al rinnovamento che si sono manifestate in modo talvolta maggioritario nella prima fase, giocheranno un ruolo di freno anche nella seconda. Non ritiene che il papa potrebbe (analogamente a quanto fece Paolo VI con l\u2019<\/b><i><b>Humanae vitae<\/b><\/i><b> ma in evidente diversa direzione) esprimersi attraverso un\u2019enciclica su tematiche che sono ormai divenute di prepotente urgenza?<\/b><\/p>\n<p>Non prevedo che lo faccia e mi auguro che non lo faccia. Le resistenze al rinnovamento sono legittime e vanno superate \u2013 se sono superabili e da superare: nel caso del sinodo io ritengo che lo siano \u2013 secondo le modalit\u00e0 proprie della vita ecclesiale. La Chiesa di Roma ha bisogno di una conduzione pi\u00f9 collegiale della propria vita interna e un papa che avochi a s\u00e9 una qualunque questione primaria su cui vi sia dibattito aperto verrebbe a porre un atto contrario alla maturazione di quella sinodalit\u00e0. Credo che il Sinodo ordinario del prossimo ottobre voter\u00e0 orientamenti innovatori su tutto l\u2019arco della tematica familiare e mi auguro che il papa promulghi ci\u00f2 che il Sinodo avr\u00e0 approvato. Mi aspetto decisioni sostanzialmente rispondenti alle sollecitazioni venute dal papa in questi due anni, anche se pi\u00f9 prudenti nella formulazione.<\/p>\n<p><b>La lotta alle posizioni di rendita e ai privilegi ecclesiastici, che Francesco ha con diverse dichiarazioni mostrato di voler fare propria, non dovrebbe accompagnarsi ad atti concreti, come la rinuncia ad alcuni degli innumerevoli privilegi concordatari di cui godono la chiesa ed il Vaticano nel nostro Paese? Ad esempio l\u20198 per mille, l\u2019esenzione o la riduzione di alcune tassazioni, le rendite che derivano dalle speculazioni immobiliari (specie nell\u2019emergenza abitativa e in quella dell\u2019accoglienza di senzatetto e migranti che caratterizzano la nostra epoca)&#8230;<\/b><\/p>\n<p>Personalmente sarei felice di tali \u201catti concreti\u201d ma non li prevedo. La \u201criforma della Chiesa in uscita missionaria\u201d perseguita da Francesco (e cos\u00ec formulata al paragrafo 17 dell\u2019esortazione \u201cLa gioia del Vangelo\u201d) comporta decisioni di quel tipo ma ritengo che Bergoglio le consideri e le attenda come una conseguenza sistemica della riforma, non come passi da compiere d\u2019imperio.<\/p>\n<p><b>Rispetto al ruolo dei laici e della donne nella chiesa, in cosa vede visibili e reali cambiamenti nell\u2019azione di questo pontificato? E\u2019 possibile che il sacerdozio femminile resti un tab\u00f9, un rifiuto catafratto proprio mentre la chiesa anglicana, la meno distante da quella cattolica tra le Chiese riformate, ha consacrato una donna addirittura <\/b><i><b>vescovo<\/b><\/i><b>?<\/b><\/p>\n<p>Per ora abbiamo avuto novit\u00e0 minimali, che forse sarebbero maturate sotto qualsiasi papa: le donne nella \u201cCommissione teologica internazionale\u201d sono passate da due a cinque, per la prima volta una donna \u00e8 stata nominata rettore di un\u2019universit\u00e0 pontificia, nelle commissioni curiali di nuova costituzione i laici e i chierici iniziano a operare su un piano di parit\u00e0. Per avere qualche maggiore segno \u00e8 necessario attendere le riforme. C\u2019\u00e8 un impegno del Papa a inserire le donne \u201cdove si prendono le decisioni\u201d (\u201cLa gioia del Vangelo\u201d 104) e sono convinto che lo far\u00e0. Sul sacerdozio femminile invece non ci saranno novit\u00e0: l\u2019ha detto e cos\u00ec sar\u00e0.<\/p>\n<p><b>Come valuta l\u2019episodio avvenuto alcuni mesi fa sotto questo pontificato della scomunica di Martha Heizer, presidente di \u201cNoi Siamo Chiesa\u201d internazionale ed Ehemann Gert, suo marito, per aver celebrato l\u2019eucarestia nella propria casa, assieme alla loro comunit\u00e0 ma senza la presenza di un prete? Non sarebbe stato opportuno che il papa che predica una chiesa aperta, tollerante, inclusiva, fermasse questo provvedimento, anche in considerazione del fatto che \u201cNoi Siamo Chiesa\u201d \u00e8 in prima fila in molti paesi del mondo su temi \u201cspinosi\u201d ed attuali come il celibato presbiterale, il sacerdozio femminile, la collegialit\u00e0, i divorziati risposati, i gay, la povert\u00e0, il contrasto alla pedofilia tra il clero?<\/b><\/p>\n<p>Do la stessa risposta che davo sopra per il sacerdozio femminile: non \u00e8 ragionevole immaginare che un papa \u2013 e dunque anche questo papa \u2013 contraddica dall\u2019oggi al domani una decisione che i predecessori hanno posto come \u201cdefinitiva\u201d: lo fece Wojtyla appena due decenni addietro, con la lettera apostolica \u201cOrdinatio sacerdotalis\u201d che \u00e8 del 1994.<\/p>\n<p><b>A proposito del tema della pedofilia nella chiesa, oltre al giusto e sacrosanto contrasto ai preti pedofili ed al loro allontanamento e denuncia alle autorit\u00e0 civili (che per\u00f2 in Italia la Cei non ha reso obbligatorio per i vescovi), non sarebbe necessario un profondo ripensamento della formazione dei preti e dell\u2019istituzione del seminario? Su questo fronte ritiene che il papa stia agendo o agir\u00e0 nel prossimo futuro?<\/b><\/p>\n<p>Condivido la necessit\u00e0 del ripensamento, immagino che anche il papa la condivida ma al momento non vedo segni premonitori di un intervento rinnovatore. In particolare reputo ragionevole che si arrivi in tempi rapidi all\u2019ordinazione di uomini sposati, come c\u2019erano nella Chiesa antica e come ci sono nelle comunit\u00e0 cattoliche di rito orientale. Il doppio binario del clero celibe e del clero sposato aiuterebbe a realizzare una revisione dei metodi formativi, liberando i vescovi dall\u2019attuale spinta a ordinare chiunque si presenti stante la scarsit\u00e0 dei candidati. Mi aspetto \u2013 ma non nell\u2019immediato \u2013 che Bergoglio avvii in tutta la Chiesa latina, forse partendo dal Brasile che \u00e8 il paese con la massima penuria di preti, la sperimentazione dell\u2019ammissione degli sposati al sacerdozio, gi\u00e0 autorizzata da Papa Ratzinger per gli ordinariati ex anglicani.<\/p>\n<p><b>Papa Francesco ha dichiarato ripetutamente di voler dialogare con il mondo ateo senza intenti di \u201cproselitismo\u201d, e di voler rispettare le regole della democrazia pluralista. Come si conciliano queste affermazioni con la reiterata pretesa che le leggi degli Stati sovrani, che riguardano tutti i cittadini, debbano continuare a essere modellate sulla morale della Chiesa cattolica in questioni cruciali come l\u2019eutanasia, quando perfino in seno alla Chiesa voci autorevolissime (da ultimo Hans K\u00fcng) hanno sostenuto la liceit\u00e0 dell\u2019eutanasia e in taluni casi addirittura il suo carattere peculiarmente cristiano?<\/b><\/p>\n<p>Francesco non ha mai affermato la \u201cpretesa\u201d che le leggi degli Stati debbano essere modellate sulla morale cattolica. Non l\u2019ha mai fatto neanche per la via indiretta del richiamo ai parlamentari cattolici che fu battuta dai predecessori: ed \u00e8 qui da vedere la pi\u00f9 importante tra le sue innovazioni nel rapporto Chiesa-mondo. Interpretare come una pretesa impositiva l\u2019espressione del proprio convincimento mi pare abusivo: equivarrebbe a negare ogni possibilit\u00e0 di intervento in materia di orientamenti morali da parte di soggetti associati. A questa stregua anche \u201cMicromega\u201d \u2013 che esprime volentieri i propri convincimenti, proprio come fa il papa \u2013 potrebbe essere accusata di proiettare una sua \u201cpretesa\u201d sulle leggi. Che si tratti di una proiezione ideologica invece che teologica non costituirebbe, io credo, una diversit\u00e0 legittimante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Risposte di Luigi Accattoli a un questionario di \u201cMicromega\u201d inviate in data 4 giugno 2015 Il papa si \u00e8 proposto di rinnovare profondamente gli assetti di potere finanziari e della&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/interviste\/le-nomine-sono-buone-ma-le-riforme-sono-lente\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Le nomine sono buone  ma le riforme sono lente<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":7,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-16883","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/16883","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16883"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/16883\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16884,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/16883\/revisions\/16884"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16883"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}