{"id":1694,"date":"2009-06-26T11:50:20","date_gmt":"2009-06-26T09:50:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=1694"},"modified":"2010-11-21T21:54:43","modified_gmt":"2010-11-21T21:54:43","slug":"i-pellegrinaggi-in-turchia-e-terra-santa-di-benedetto-xvi-%e2%80%93-nel-2006-e-nel-2009","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/i-pellegrinaggi-in-turchia-e-terra-santa-di-benedetto-xvi-%e2%80%93-nel-2006-e-nel-2009\/","title":{"rendered":"I pellegrinaggi in Turchia e Terra Santa di Benedetto XVI \u2013 nel 2006 e nel 2009"},"content":{"rendered":"<p><strong>CON PAPA RATZINGER A EFESO<br \/>\nNELLA CASA DI MARIA &#8211; NOVEMBRE 2006<\/strong><\/p>\n<p>Il viaggio del papa in Turchia (28 novembre-1\u00b0 dicembre 2006) ha avuto una forte eco nei media internazionali e presso l&#8217;ufficialit\u00e0 turca. Secondo la maggior parte degli osservatori ha posto la parola fine alla difficolt\u00e0 di rapporto con l&#8217;Islam, seguita all&#8217;incidente di Ratisbona (12 settembre). Due i gesti papali pi\u00f9 significativi: fa dichiarare dal portavoce &#8211; ad Ankara, il 28 novembre &#8211; che la Santa Sede &#8220;incoraggia&#8221; il cammino della Turchia per l&#8217;ingresso in UE e visita la Moschea blu di Istanbul il 30 novembre, raccogliendosi in preghiera su invito del mufti che l&#8217;accompagna. Ma c&#8217;\u00e8 dell&#8217;altro: l&#8217;incontro con le autorit\u00e0 dello Stato e i rappresentanti dell&#8217;islam ad Ankara; quello con la comunit\u00e0 cattolica, nelle due celebrazioni di Efeso, al santuario della Casa di Maria e di Istanbul, nella cattedrale dello Spirito Santo; soprattutto quello con il patriarca Bartolomeo, con il quale firma una dichiarazione congiunta.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Un paese emblematico&#8221;<\/strong><br \/>\nAll&#8217;udienza generale di mercoled\u00ec 6 dicembre, Benedetto XVI cos\u00ec riassume il significato pi\u00f9 ampio della visita: &#8220;<em>La Turchia \u00e8 un paese emblematico in riferimento alla grande sfida che si gioca oggi a livello mondiale: da una parte, cio\u00e8, occorre riscoprire la realt\u00e0 di Dio e la rilevanza pubblica della fede religiosa, e dall&#8217;altra assicurare che l&#8217;espressione di tale fede sia libera, priva di degenerazioni fondamentaliste, capace di ripudiare fermamente ogni forma di violenza. Ho pertanto avuto l&#8217;occasione propizia per rinnovare i miei sentimenti di stima nei confronti dei musulmani e della civilt\u00e0 islamica. Ho potuto, nel contempo, insistere sull&#8217;importanza che cristiani e musulmani si impegnino insieme per l&#8217;uomo, per la vita, per la pace e la giustizia, ribadendo che la distinzione tra la sfera civile e quella religiosa costituisce un valore e che lo stato deve assicurare al cittadino e alle comunit\u00e0 religiose l&#8217;effettiva libert\u00e0 di culto<\/em>&#8220;.<br \/>\nMano tesa alla Turchia per l&#8217;ingresso in Europa, rilancio del dialogo con l&#8217;Islam e richiesta di una piena libert\u00e0 religiosa per le minoranze cristiane sono tre fuochi della visita accesi gi\u00e0 il primo giorno. Il papa \u00ad- contrariamente ai timori della vigilia &#8211; viene accolto bene e ricambia la buona accoglienza rendendo onore agli ospiti con generosit\u00e0. Tiene due discorsi calorosi, uno ai responsabili del Dipartimento per gli affari religiosi e un altro al corpo diplomatico. \u00ab<em>I cristiani e i musulmani appartengono alla famiglia di quanti credono nell&#8217;unico Dio e che, secondo le rispettive tradizioni, fanno riferimento ad Abramo<\/em>\u00bb, dice nel primo. E nel secondo: \u00ab<em>Sono lieto di essere ospite della Turchia, giunto qui come amico e come apostolo del dialogo e della pace<\/em>\u00bb, a \u00ab<em>dire nuovamente tutta la mia stima per i musulmani<\/em>\u00bb.<br \/>\nPi\u00f9 in l\u00e0 di cos\u00ec con le parole forse non pu\u00f2 andare. Ma ci va con i fatti: durante il colloquio con il premier Erdogan chiarisce di non essere contrario all&#8217;ingresso della Turchia nell&#8217;UE. E non \u00e8 cosa da poco, stante la contrariet\u00e0 che aveva espresso da cardinale, un anno e mezzo prima dell&#8217;elezione a papa.<br \/>\nCos\u00ec il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, precisa la questione dopo che il premier turco ha riferito ai giornalisti l&#8217;assicurazione avuta dal papa (\u00abNoi non facciamo politica, mi ha detto il pontefice, ma desideriamo che la Turchia entri nella UE\u00bb): \u00ab<em>La Santa Sede non ha il potere n\u00e9 il compito specifico, politico, di intervenire sul punto preciso riguardante l&#8217;ingresso della Turchia nell&#8217;Unione europea. Non le compete. Tuttavia vede positivamente e incoraggia il cammino di dialogo e di avvicinamento e inserimento in Europa, sulla base di valori e principi comuni<\/em>\u00bb.<br \/>\nL&#8217;altro punto chiave della giornata \u00e8 la rivendicazione della libert\u00e0 religiosa, che in Turchia \u00e8 affermata dalla Costituzione laica, ma che di fatto mantiene ai margini le religioni diverse da quella musulmana. \u00ab<em>La libert\u00e0 di religione<\/em> &#8211; dice nel primo dei due discorsi &#8211; <em>garantita istituzionalmente ed effettivamente rispettata, costituisce per tutti i credenti la condizione necessaria per il loro leale contributo all&#8217;edificazione della societ\u00e0<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La Turchia nell&#8217;Unione europea<\/strong><br \/>\nMolto si \u00e8 discusso sulla reale portata del nuovo atteggiamento del papa e della Santa Sede sulla questione UE. La novit\u00e0 &#8211; rispetto alla neutralit\u00e0 tradizionale, pi\u00f9 volte affermata negli anni dal cardinale Angelo Sodano, ma soprattutto rispetto alla contrariet\u00e0 &#8220;personale&#8221; del cardinale Ratzinger &#8211; si \u00e8 fatta strada gradualmente, in dichiarazioni del vertice vaticano, alla vigilia del viaggio.<br \/>\n&#8220;Non risulta che la Santa Sede abbia espresso una posizione ufficiale&#8221; dichiara ad <em>Avvenire<\/em> l&#8217;arcivescovo Dominique Mamberti il 26 novembre: &#8220;Certo, la Santa Sede ritiene che, in caso di adesione, il paese debba rispondere a tutti i criteri politici convenuti al Vertice di Copenhagen del dicembre 2002 e, per quanto riguarda pi\u00f9 specificamente la libert\u00e0 religiosa, alle raccomandazioni contenute nella decisione relativa ai principi, alle priorit\u00e0 e alle condizioni contenuti nel partenariato per l&#8217;adesione della Turchia del 23 gennaio 2006&#8221;. Un&#8217;affermazione pi\u00f9 decisa fa quello stesso giorno il cardinale Tarcisio Bertone a <em>Tg2 dossier<\/em>: &#8220;L&#8217;auspicio \u00e8 che la Turchia possa veramente realizzare le condizioni poste dalla Comunit\u00e0 europea per l&#8217;accesso e per un&#8217;integrazione nella Comunit\u00e0&#8221;.<br \/>\nDalla contrariet\u00e0 del cardinale Ratzinger e dalla neutralit\u00e0 del cardinale Sodano si \u00e8 passati a un atteggiamento che &#8220;oscilla &#8211; per dirla con Sandro Magister, vaticanista dell&#8217;<em>Espresso<\/em> &#8211; tra la neutralit\u00e0 attiva e il favore condizionato&#8221;. A chiarimento del fatto che il cardinale Ratzinger era contrario, basti un passaggio di un discorso del 18 settembre 2004 agli operatori pastorali della diocesi di Velletri, riportato dal <em>Il Giornale del Popolo<\/em> di Lugano: &#8220;<em>Storicamente e culturalmente la Turchia ha poco da spartire con l&#8217;Europa: perci\u00f2 sarebbe un errore grande inglobarla nell&#8217;Unione Europea<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Preghiera nella Moschea blu<\/strong><br \/>\nSi sono fatte molte illazioni sulla genesi delle decisioni papali di esprimere favore all&#8217;aspirazione europea della Turchia e di vistare la Moschea blu: decisioni prese in contemporanea, tre o quattro giorni prima della visita e contraccambiate dal premier Erdogan con la disponibilit\u00e0 ad accogliere l&#8217;ospite all&#8217;aeroporto di Ankara, fino ad allora negata con l&#8217;alibi di un vertice NATO a Riga che si apriva proprio quel giorno. Al desiderio di rassicurare l&#8217;interlocutore dopo le polemiche seguite alla <em>lectio<\/em> di Ratisbona va aggiunto l&#8217;interesse del papa a dare un ascolto fattivo ai sei vescovi cattolici che vivono in Turchia, i quali all&#8217;unanimit\u00e0 si erano espressi a favore dell&#8217;ingresso del paese nell&#8217;UE e che per primi gli avevano proposto la visita alla Moschea.<br \/>\nLa visita alla Moschea \u00e8 avvenuta subito dopo quella a Santa Sofia. Al termine della presentazione del monumento da parte di una guida che parlava italiano, il Mufti di Istanbul rivolto alla Mecca ha invitato l&#8217;ospite a un momento di &#8220;raccoglimento&#8221;. Il papa si \u00e8 raccolto in visibile atteggiamento di preghiera, muto e senza gesti, con lieve e breve movimento delle labbra, almeno all&#8217;inizio. E in quell&#8217;atteggiamento \u00e8 restato pi\u00f9 a lungo del Mufti.<br \/>\nEgli stesso ha cos\u00ec interpretato il fatto, nel discorso all&#8217;udienza del 6 dicembre: &#8220;<em>Nell&#8217;ambito del dialogo interreligioso, la divina Provvidenza mi ha concesso di compiere, quasi alla fine del mio viaggio, un gesto inizialmente non previsto, e che si \u00e8 rivelato assai significativo: la visita alla celebre Moschea Blu di Istanbul. Sostando qualche minuto in raccoglimento in quel luogo di preghiera, mi sono rivolto all&#8217;unico Signore del cielo e della terra, Padre misericordioso dell&#8217;intera umanit\u00e0. Possano tutti i credenti riconoscersi sue creature e dare testimonianza di vera fraternit\u00e0!<\/em>&#8221;<\/p>\n<p><strong>L&#8217;abbraccio con Bartolomeo<\/strong><br \/>\nObiettivo primo della visita era originariamente l&#8217;incontro con il patriarca Bartolomeo, passato in secondo piano &#8211; sui media &#8211; a motivo delle polemiche islamiste che l&#8217;hanno preceduta ma anche a causa della mancanza di sostanziali novit\u00e0 nella dichiarazione comune sottoscritta al Fanar il 30 novembre.<br \/>\nSe la visita alla Moschea Blu ha posto Papa Ratzinger sulla scia di papa Wojtyla, che il 5 maggio del 2001 aveva visitato a Damasco la moschea degli Omayyadi, altrettanto evidente \u00e8 apparso il legame con il predecessore al termine della celebrazione della \u00abdivina liturgia\u00bb nella \u00abChiesa patriarcale di san Giorgio\u00bb, quando Benedetto XVI ha \u00abrinnovato\u00bb l&#8217;invito alle altre Chiese cristiane a discutere del papato: \u00ab<em>Il Papa Giovanni Paolo II fece l&#8217;invito a entrare in dialogo fraterno con lo scopo di identificare vie nelle quali il ministero petrino potrebbe essere oggi esercitato, pur rispettandone la natura e l&#8217; essenza, cos\u00ec da realizzare un servizio di amore riconosciuto dagli uni e dagli altri. \u00c8 mio desiderio oggi richiamare e rinnovare tale invito<\/em>\u00bb.<br \/>\nIl riferimento \u00e8 all&#8217;enciclica <em>Ut unum sint<\/em> (1995), pubblicata nel 1995, che al paragrafo 95 faceva quella proposta, ripetuta poi pi\u00f9 volte da Wojtyla. Il cardinale Ratzinger per incarico del papa polacco aveva poi presieduto un simposio teologico internazionale e una commissione curiale chiamati a studiare la questione, mostrando un buon coinvolgimento personale in tale lavoro. Ma da papa non ne aveva mai parlato pubblicamente.<br \/>\nLa dichiarazione comune \u00e8 decisa nel rilanciare l&#8217;impegno delle due Chiese sorelle \u00abnel cammino verso la piena unit\u00e0\u00bb, ma riflette la situazione di stallo seguita alla sospensione &#8211; durata sei anni &#8211; del \u00abdialogo teologico\u00bb con l&#8217;insieme dell&#8217;Ortodossia, che era iniziato con la venuta a Istanbul di Papa Wojtyla nel 1979 e che \u00e8 ripreso ultimamente con la sessione di Belgrado (Serbia) su <em>Conciliarit\u00e0 e autorit\u00e0 nella Chiesa<\/em>.<br \/>\nLa dichiarazione comune ha pure una parte rivolta al mondo, con parole solenni contro ogni giustificazione religiosa della violenza: \u00ab<em>Innanzitutto vogliamo affermare che l&#8217;uccisione di innocenti nel nome di Dio \u00e8 un&#8217;offesa a Lui e alla dignit\u00e0 umana. Tutti dobbiamo impegnarci per un rinnovato servizio all&#8217;uomo e per la difesa della vita umana, di ogni vita umana<\/em>\u00bb. Un altro passaggio della dichiarazione riguarda il futuro dell&#8217;Europa: \u00ab<em>Abbiamo valutato positivamente il cammino verso la formazione dell&#8217;Unione Europea. Gli attori di questa grande iniziativa non mancheranno di prendere in considerazione tutti gli aspetti che riguardano la persona umana e i suoi inalienabili diritti, soprattutto la libert\u00e0 religiosa, testimone e garante del rispetto di ogni altra libert\u00e0<\/em>\u00bb. Qui oltre che alla Turchia \u00e8 da leggere un riferimento alla Grecia, dove la Chiesa cattolica non trova ancora un pieno riconoscimento giuridico.<\/p>\n<p><strong>Incontro con la comunit\u00e0 cattolica<\/strong><br \/>\n\u00ab<em>Con questa visita ho voluto far sentire l&#8217;amore e la vicinanza spirituale non solo miei, ma della Chiesa universale alla comunit\u00e0 cristiana che qui, in Turchia, \u00e8 davvero una piccola minoranza e affronta ogni giorno non poche sfide e difficolt\u00e0, come attesta la bella testimonianza del sacerdote romano don Andrea Santoro, che mi piace ricordare anche in questa nostra celebrazione<\/em>\u00bb: cos\u00ec papa Ratzinger parla durante la messa celebrata al santuario della Casa di Maria, a Efeso, il 29 novembre, presenti un migliaio di persone, duecento delle quali musulmane.<br \/>\nLa seconda e ultima celebrazione in terra turca avviene nella chiesa di Santo Spirito, a Istanbul, davanti a 1.200 persone, presente il patriarca ortodosso Bartolomeo. All&#8217;omelia il papa ricorda la consegna data da Cristo ai suoi seguaci di \u00abannunciare il Vangelo fino ai confini della terra\u00bb e l&#8217;applica alla situazione dei pochi cattolici che vivono in Turchia (30.000 su 70 milioni), dicendo che talora \u00e8 necessario compiere \u00abun umile cammino di accompagnamento\u00bb con quelli che \u00abnon condividono la nostra fede ma che dichiarano di avere la fede di Abramo e che adorano con noi il Dio uno e misericordioso\u00bb. Parole che sembravano descrivere l&#8217;atteggiamento \u00abumile\u00bb con cui egli stesso, il papa, aveva accettato nella moschea l&#8217;invito del mufti a un momento di \u00abraccoglimento\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><br \/>\nda<em> Il Regno<\/em> 22\/2006<\/p>\n<p><strong>BENEDETTO IN TERRA SANTA &#8220;DA AMICO DEGLI ISRAELIANI<\/strong><br \/>\n<strong>E DEL POPOLO PALESTINESE&#8221; &#8211; MAGGIO 2009<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; riuscito a presentarsi come un interlocutore credibile sia in Israele sia in Palestina: \u00e8 questo il capolavoro compiuto da Benedetto XVI con il viaggio in Terra Santa dell&#8217;8-15 maggio 2009. &#8220;<em>Sono venuto a visitare questo Paese da amico degli israeliani, cos\u00ec come sono amico del popolo palestinese<\/em>&#8221; ha detto all&#8217;aeroporto di Tel Aviv ripartendo per Roma.<br \/>\nCome amico degli israeliani aveva ricordato &#8211; arrivando in Israele dalla Giordania, l&#8217;11 maggio &#8211; i &#8220;sei milioni di Ebrei vittime della Shoah&#8221; e a Yad Vashem sei ore pi\u00f9 tardi aveva detto che quelle sofferenze non devono mai essere &#8220;negate, sminuite o dimenticate&#8221;. Parlando il 12 maggio al Rabbinato di Gerusalemme aveva riaffermato &#8220;l&#8217;impegno irrevocabile della Chiesa cattolica per una autentica e durevole riconciliazione tra ebrei e cristiani&#8221;. Nel saluto finale all&#8217;aeroporto di Tel Aviv ha avuto questa espressione, pi\u00f9 forte che mai, in memoria di &#8220;cos\u00ec tanti ebrei &#8221; che &#8220;furono brutalmente sterminati sotto un regime senza Dio che propagava un&#8217;ideologia di antisemitismo e di odio&#8221;.<br \/>\nE c&#8217;era stata &#8211; sempre il 12 &#8211; la preghiera al Muro del Pianto, dove prima un rabbino in ebraico e poi Benedetto in latino avevano recitato il <em>Salmo 122<\/em> che dice: &#8220;Sia pace su Gerusalemme&#8221;. Facendosi ebreo con gli ebrei &#8211; sull&#8217;esempio dato dal Papa polacco il 26 marzo dell&#8217;anno 2000 &#8211; aveva lasciato una preghiera tra le fessure di quel Muro. In essa vi erano queste parole di fratellanza con i credenti dell&#8217;ebraismo: &#8220;<em>Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, ascolta il grido degli afflitti, degli impauriti, dei disperati, manda la Tua pace su questa Terra Santa, sul Medio Oriente, sull&#8217;intera famiglia umana<\/em>&#8220;.<br \/>\nCome amico dei palestinesi, Benedetto ha visitato il 13 maggio Betlemme, la loro capitale provvisoria e ha onorato il presidente dell&#8217;Autorit\u00e0 Palestinese Abu Mazen e la bandiera palestinese come fossero gi\u00e0 espressione dello Stato che non c&#8217;\u00e8 ancora ma per la cui realizzazione ha alzato la sua voce almeno cinque volte in quegli otto giorni. Queste forti parole le ha dette visitando un campo profughi localizzato\u00a0 a ridosso del &#8220;muro&#8221; di separazione: &#8220;<em>Incombente su di noi \u00e8 la dura consapevolezza del punto morto a cui sembrano essere giunti i contatti tra Israeliani e Palestinesi: il muro. In un mondo in cui le frontiere vengono sempre pi\u00f9 aperte, \u00e8 tragico vedere che vengono tuttora eretti dei muri<\/em>&#8220;<em>. <\/em><br \/>\nNel discorso di congedo dai Territori palestinesi il Papa ha espresso una richiesta esplicita di abbattimento del muro: &#8220;<em>Anche se i muri possono essere facilmente costruiti, noi tutti sappiamo che non durano per sempre. Essi possono essere abbattuti<\/em>&#8220;. Con altrettanta chiarezza, nel discorso al campo profughi aveva affermato che la sua richiesta di superamento del muro non era fatta contro gli israeliani: &#8220;<em>Quanto ardentemente preghiamo perch\u00e9 finiscano le ostilit\u00e0 che hanno causato l&#8217;erezione di questo muro!<\/em>&#8221;<br \/>\nPossiamo concludere che il coraggio del Papa &#8211; di andare pellegrino di pace tra popoli in guerra &#8211; \u00e8 stato premiato e gli otto giorni che ha passato tra Giordania, Israele e Territori palestinesi, con i gesti generosi e le parole calcolate che li hanno contrassegnati, costituiscono ora una risorsa a disposizione dei costruttori di pace. Ha trattato i due popoli rivali con pari rispetto e si \u00e8 chinato con trepidazione sui cristiani di quella terra, dilaniati dal conflitto altrui.<br \/>\nNon sono mancate le polemiche. Per esempio alcuni giornali israeliani l&#8217;hanno rimproverato perch\u00e9 nel discorso a Yad Vashem non ha nominato il nazismo e non ha chiesto &#8220;perdono&#8221;. Ma chi ha detto che il Papa deve esprimere &#8220;rammarico&#8221; a ogni cerimonia, o deve dare conto &#8211; come in una scheda storiografica &#8211; dello svolgimento della Shoah tutte le volte che la nomina? Dopo la visita ad Auschwitz &#8211; 28 maggio 2006 &#8211; erano gi\u00e0 risuonate analoghe proteste eppure quel gesto \u00e8 cresciuto da allora a oggi nella memoria collettiva come uno dei momenti maggiori del riavvicinamento tra cristiani ed ebrei. Quanto alla richiesta di perdono per il maltrattamento degli ebrei nella storia, Papa Benedetto l&#8217;aveva ripetuta &#8211; nel testo formulato da Giovanni Paolo nell&#8217;anno 2000 &#8211; il 12 marzo scorso, ricevendo una delegazione ebraica e proprio in vista del pellegrinaggio in Terra Santa.<br \/>\nLa tappa giordana con la visita a una moschea sabato 9 maggio \u00e8 stata significativa per il dialogo con l&#8217;islam: lo scambio di discorsi che con il principe Ghazi rester\u00e0 come il pi\u00f9 impegnativo che un Papa abbia mai avuto con un esponente musulmano.<br \/>\nPer la prima volta a questa mano tesa di un Vescovo di Roma &#8211; e ci\u00f2 avviene dai tempi di Paolo VI &#8211; ha risposto un interlocutore animato da altrettanta convinzione di pace. Il principe Ghazi, cugino del re di Giordania Abdallah II &#8211; e principale promotore della lettera dei 138 leader musulmani ai leaders cristiani &#8211; ha ringraziato il Papa per la visita alla moschea, &#8220;voluta per onorare i musulmani&#8221;. &#8220;In questa visita &#8211; ha detto con parole insolite in bocca a un uomo di fede islamica &#8211; vediamo un chiaro messaggio della necessit\u00e0 di armonia interreligiosa e mutuo rispetto nel mondo contemporaneo e anche la prova visibile della volont\u00e0 di Sua Santit\u00e0 di assumere personalmente un ruolo guida a questo proposito&#8221;.<br \/>\nIl principe Ghazi &#8211; con riferimento alle polemiche seguite alla lectio tenuta da Benedetto a Regensburg nel settembre del 2006 &#8211; ha lodato il Papa per il &#8220;rincrescimento&#8221; espresso in merito al &#8220;danno&#8221; che da quelle polemiche vennero ai musulmani e ha affermato l&#8217;urgenza che &#8220;i musulmani illustrino l&#8217;esempio del Profeta con opere virtuose, carit\u00e0, piet\u00e0 e buona volont\u00e0&#8221;.<br \/>\nQuesto prezioso interlocutore &#8211; che ha poco pi\u00f9 della met\u00e0 degli anni del Papa: 42 contro 82 &#8211; ha fatto infine un riconoscimento della schiettezza della predicazione papale che sarebbe gran cosa se fosse colta dai commentatori dei nostri giornali: &#8220;Il suo Pontificato \u00e8 caratterizzato dal coraggio morale di agire e di parlare secondo la propria coscienza, indipendentemente dalle mode del momento&#8221;.<br \/>\nVorrei anche dire qualcosa dell&#8217;aspetto spirituale del &#8220;pellegrinaggio&#8221;, quale si \u00e8 manifestato soprattutto nelle omelie tenute da Benedetto ad Amman, nella Valle di Josafat, a Betlemme e a Nazaret. Valga uno spunto, che prendo dalla seconda di queste omelie, quando per incoraggiare i cristiani di Terra Santa a non emigrare (come Giovanni Paolo II faceva con i polacchi degli anni difficili), ha usato questo argomento: &#8220;<em>Qui vi \u00e8 concessa l&#8217;opportunit\u00e0 di &#8216;toccare&#8217; le realt\u00e0 storiche che stanno alla base della nostra confessione di fede nel Figlio di Dio<\/em>&#8220;.<br \/>\nQuanto al gradimento degli interlocutori, converr\u00e0 lasciare da parte le voci polemiche e attenersi agli uomini rivestiti di responsabilit\u00e0: i presidenti Peres e Abu Mazen, nonch\u00e9 il rabbino Rosen hanno ringraziato il Papa per i suoi gesti e le sue parole. Come messaggio d&#8217;insieme ai due popoli pu\u00f2 infine valere questo passaggio del discorso di saluto al momento di ripartire per Roma: &#8220;<em>Non pi\u00f9 spargimento di sangue! Non pi\u00f9 scontri! Non pi\u00f9 terrorismo! Non pi\u00f9 guerra! Rompiamo il circolo vizioso della violenza. Sia universalmente riconosciuto che lo Stato di Israele ha il diritto di esistere e di godere pace e sicurezza entro confini internazionalmente riconosciuti. Sia ugualmente riconosciuto che il Popolo palestinese ha il diritto a una patria indipendente sovrana, a vivere con dignit\u00e0 e a viaggiare liberamente<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/p>\n<p>Possibile box:<br \/>\n<strong>Una preghiera mano nella mano<\/strong><br \/>\nTra i gesti e i simboli della settimana vissuta dal Papa in Tetta Santa non \u00e8 mancato l&#8217;elemento sorpresa della preghiera comune per la pace cantata da Benedetto e da tutti al termine dell&#8217;incontro con i &#8220;capi religiosi della Galilea&#8221;, gioved\u00ec 14 maggio a Nazaret. Benedetto che prende per mano i suoi vicini, un rabbino e un imam e si unisce al canto &#8220;Shalom Salam&#8221;, pace pace, resta come un&#8217;icona festosa di questo viaggio.<\/p>\n<p>da <em>Milizia Mariana<\/em> &#8211; luglio 2009<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CON PAPA RATZINGER A EFESO NELLA CASA DI MARIA &#8211; NOVEMBRE 2006 Il viaggio del papa in Turchia (28 novembre-1\u00b0 dicembre 2006) ha avuto una forte eco nei media internazionali&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/i-pellegrinaggi-in-turchia-e-terra-santa-di-benedetto-xvi-%e2%80%93-nel-2006-e-nel-2009\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">I pellegrinaggi in Turchia e Terra Santa di Benedetto XVI \u2013 nel 2006 e nel 2009<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-1694","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1694","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1694"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1694\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5716,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1694\/revisions\/5716"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1694"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}