{"id":17658,"date":"2016-03-08T09:37:07","date_gmt":"2016-03-08T08:37:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=17658"},"modified":"2016-03-08T09:48:55","modified_gmt":"2016-03-08T08:48:55","slug":"le-opere-di-misericordia-corporale-nel-mondo-doggi","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/le-opere-di-misericordia-corporale-nel-mondo-doggi\/","title":{"rendered":"Le opere di misericordia corporale nel mondo d\u2019oggi"},"content":{"rendered":"<p><i>Conferenza di Luigi Accattoli<\/i><\/p>\n<p><i>Parrocchia del Cristo Risorto \u2013 Padova 26 febbraio 2016 \u2013 ore 21.00<\/i><\/p>\n<p>Nel Messaggio per la Quaresima 2016 Papa Francesco tratta delle \u201copere di misericordia nel cammino giubilare\u201d e afferma che <i>mediante le opere di misericordia corporale tocchiamo la carne del Cristo nei fratelli e nelle sorelle che sono nel bisogno<\/i>.<\/p>\n<p>Stasera le tratteremo dunque \u2013 queste opere \u2013 secondo la chiave suggerita dal Papa: vedendole come gesti con i quali tocchiamo Cristo nella sua carne, cio\u00e8 nella sua umanit\u00e0. Facendosi uomo egli si \u00e8 calato in ogni umanit\u00e0. Da qui la verit\u00e0 delle parole che abbiamo appena letto in Matteo 25: <i>Avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere<\/i>.<\/p>\n<p>Le tratteremo seguendo l\u2019elenco che abbiamo imparato al catechismo e nominandole secondo la formulazione che ne ha dato il Papa nella bolla giubilare \u201cMisericordiae Vultus\u201d, dove le nomina insieme alle opere di misericordia spirituale, al paragrafo 14: <i>Riscopriamo le opere di\u00a0misericordia corporale: dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti. E non dimentichiamo le opere di\u00a0misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti.<\/i><\/p>\n<p>Le tratteremo cercando di interpretarle, di \u201ctradurle\u201d, nel concreto della vita di oggi, dove ognuna di esse comporta applicazioni fino a ieri sconosciute. Papa Francesco \u00e8 un maestro di questa attualizzazione, che svolge abitualmente con i gesti che accompagnano la sua predicazione e che propone specificamente in questo tempo giubilare con i \u201cVenerd\u00ec della misericordia\u201d, cio\u00e8 con le visite a persone che sono nel bisogno che compir\u00e0 un venerd\u00ec al mese lungo l\u2019Anno Santo.<\/p>\n<p>Il 15 gennaio ha visitato una \u201cCasa di riposo per anziani\u201d e una \u201cCasa per malati in stato vegetativo\u201d e proprio oggi, qualche ora fa, ha incontrato i 55 ospiti di una \u201cComunit\u00e0 terapeutica\u201d per il recupero dei tossicodipendenti fondata da don Mario Picchi e che si trova a Castel Gandolfo: ecco tre opere che la tradizione non conosceva. Fino a ieri non c\u2019erano la droga e i malati in stato vegetativo, fino all\u2019altro ieri non c\u2019erano le case di risposo.<\/p>\n<ol>\n<li><b>Dare da mangiare agli affamati<\/b><\/li>\n<li><b>Dare da bere agli assetati<\/b><\/li>\n<\/ol>\n<p>Metto insieme i due soccorsi primari ai bisognosi: mangiare e bere. Oggi la fame e la sete sono drammi del Sud del mondo, che arrivano tra noi con i profughi e gli immigrati \u2013 e per aiutarci a fare fronte a questa sfida epocale ci \u00e8 stato dato un Papa del Sud del mondo.<\/p>\n<p><a name=\"_GoBack\"><\/a> La Chiesa dei poveri che gi\u00e0 si affaccia nelle parole di Giovanni XXIII (1962) e la sequela del \u201cCristo povero\u201d che fa capolino al paragrafo 41 della costituzione conciliare <i>Lumen Gentium<\/i> (1964); la scelta dei poveri compiuta dalla Conferenza degli episcopati latino-americani a Medellin (1968): da quelle premesse e sorgenti \u00e8 venuto una rinnovata esperienza ecclesiale, anche martiriale, dell\u2019imitazione del Cristo povero che ha portato all\u2019elezione del Papa argentino. Dal Papa argentino \u00e8 venuta la <i>Laudato si\u2019<\/i> (2016) che tratta insieme del grido della terra e dei poveri del pianeta che si trovano privati di cibo e di acqua.<\/p>\n<p>Dare da bere: in certe situazioni anche un bicchiere d\u2019acqua \u00e8 opera di misericordia. Dice Ges\u00f9 in Matteo 10: <i>C<\/i><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\"><i>hi avr\u00e0 dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli non perder\u00e0 la sua ricompensa<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\">. Cos\u00ec in antico, ma anche ieri con i deportati della seconda guerra mondiale e di ogni aggressione bellica e oggi con i migranti sui barconi ai quali vengono lanciate taniche d\u2019acqua dagli elicotteri e con quelli che attraversano i deserti e che persone misericordiose riforniscono d\u2019acqua con vari espedienti.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\">Ma io che posso fare? Sgombriamo subito il campo da questa obiezione che viene suggerita dalla pigrizia e dal perbenismo, e che vale per tutte le sette opere: io devo fare \u2013 e se non posso fare di persona, aiuter\u00f2 chi fa. Trattare con un barbone ulceroso che non si vuole curare richiede qualche preparazione, ma io posso segnalare il suo bisogno, procurare il contatto con l\u2019ambulatorio, accompagnare in automobile il barbone e il suo soccorritore. Portarlo a un ricovero e dire all\u2019albergatore: <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\"><i>Abbi cura di lui; ci\u00f2 che spenderai in pi\u00f9 te lo pagher\u00f2 al mio ritorno<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\">Nel fare \u2013 poi \u2013 o nell\u2019aiuto a chi fa, dovremmo attenerci ad alcuni criteri minimi perch\u00e9 sia un\u2019opera e non un gioco, o un passatempo a nostro conforto psicologico. Ne indico tre.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\">Primo: che si tratti di qualcosa che costa, che vale, che chiede tempo; e non di qualcosa di superfluo. Dare un euro al mendicante, portare i vestiti usati in parrocchia, comprare le rose al venditore che va per ristoranti non sono opere. Per intendere che cosa vale e che cosa no, possiamo prendere a misura il tempo che gli dedichiamo e il lavoro che potremmo svolgere in esso: da un\u2019ora a una giornata, tanto per intenderci. Sotto l\u2019ora di tempo non potremo chiamarla \u201copera\u201d. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\">Secondo: che sia una via di avvicinamento al bisognoso, un\u2019occasione di contatto, se possibile di conoscenza, di coinvolgimento. Dice Francesco: <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\"><i>Quando fai l\u2019elemosina guardi negli occhi, tocchi la mano, chiedi il nome di colui al quale fai l\u2019elemosina? Se non lo hai toccato non lo hai incontrato<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\">. Potresti chiedergli se ha dei figli, da dove viene, di che altro avrebbe bisogno, se crede in Dio, se prega, se pu\u00f2 pregare con te.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\">Terzo: fin dove arrivare, quanti aiutare? Non porsi regole facilmente osservabili ma seguire un criterio di progressivo avvicinamento all\u2019ideale evangelico: <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\"><i>Siate misericordiosi come il Padre vostro \u00e8 misericordioso<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\"> (Luca 6, 36). Oggi qualcosa pi\u00f9 di ieri. Quest\u2019anno un passo in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno scorso. <\/span><\/span><\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Vestire gli ignudi<\/b><\/span><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\">Vediamo nei telegiornali il profugo e il naufrago coperti con giacche e giubbotti dai soccorritori, che in casi estremi se ne spogliano per coprire chi esce bagnato dall\u2019acqua.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\">Con l\u2019arrivo tra noi di tanti profughi e immigrati siamo tornati a sperimentare il bisogno del vestimento: a vederlo con gli occhi a fargli fronte. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\">Altra attualit\u00e0 di quest\u2019opera: in tante parrocchie e centri Caritas sono stati realizzati dei \u201cservizi docce\u201d dove si offre ai senzatetto sia la possibilit\u00e0 di lavarsi, sia un cambio di biancheria.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\">Il Papa a San Pietro, al margine del Colonnato di destra, ha fatto realizzare una barbieria, oltre al servizio docce. E l\u2019ha fatta realizzare all\u2019elemosiniere: l\u2019elemosina deve farsi creativa.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\">Non limitiamoci dunque a portare i vestiti usati ai centri di raccolta: quello \u00e8 piuttosto un gesto utile a noi che abbiamo gli armadi pieni. Lo faremo, ma sapendo che non costa e non \u00e8 un\u2019opera. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\">Offriamoci di lavorare nel dispensario. In questo degli abiti come in quello dei cibi. Diamo una mano per risistemare quei vestiti, per distribuirli. Conversiamo con chi viene a cercarli. Facciamo domande che mirino alla vita, oltre la scelta del giusto capo di vestiario. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\">Facciamo in modo che si sentano liberi e rispettati nel diritto di scegliere l\u2019indumento o il cibo che preferiscono. Che abbiano la possibilit\u00e0 di specchiarsi quando provano un abito. Che possano provarne pi\u00f9 d\u2019uno.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\">Se avremo pazienza con il povero almeno quanta ne ha un commesso di un negozio con il cliente, o un cameriere di un ristorante, allora possiamo dire che la nostra \u00e8 un\u2019opera e che stiamo \u201cvestendo\u201d gli ignudi, o \u201csfamando\u201d gli affamati. <\/span><\/span><\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Accogliere i forestieri<\/b><\/span><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u201c<span style=\"font-size: large;\">Ospitare i pellegrini\u201d si diceva una volta quand\u2019era raro che arrivasse tra noi uno sconosciuto.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u201c<span style=\"font-size: large;\">Ospitare i rifugiati\u201d \u00e8 il titolo che abbiamo dato, nella mia parrocchia romana, al gruppo che abbiamo costituito per aiutare il parroco a dare attuazione all\u2019impegno chiesto dal Papa di accogliere una famiglia di rifugiati. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\">Le forme e le parole sono tante ma la realt\u00e0 \u00e8 una: dare un ricovero a chi \u00e8 senza casa e spesso anche senza patria.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\">Ogni cristiano dovrebbe ingegnarsi a trovare un suo ruolo nella risposta a questa sfida epocale. Ci sono da adattare dei locali, c\u2019\u00e8 bisogno di un elettricista, di un idraulico, di un falegname, di un imbianchino. Si devono raccogliere fondi. Questi ospiti devono essere accolti materialmente ma anche familiarmente: c\u2019\u00e8 bisogno di chi parli la loro lingua, di chi li aiuti ad apprendere la nostra lingua, di chi si occupi dei bambini e dei malati che sono tra loro.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: large;\">Il gruppo che si \u00e8 costituito nella mia parrocchia si \u00e8 anche impegnato a invitare queste persone nelle case il sabato e la domenica, per aiutarle ad ambientarsi, per farle sentire in famiglia. <\/span><\/span><\/p>\n<p>Per farle sentire in famiglia occorre rispondere anche a qualche aspettativa che non sia solo materiale e di prima necessit\u00e0. Il Papa ha invitato i senzatetto a visitare la Sistina, ha offerto loro un concerto e uno spettacolo teatrale, una gita a Torino per la Sindone.<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><b>Assistere gli ammalati<\/b><\/li>\n<\/ol>\n<p>Quest\u2019opera era detta anche \u201ccurare gli infermi\u201d: cambia la dicitura perch\u00e9 ora gli infermi li cura il sistema sanitario nazionale.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 anche chi \u00e8 senza assistenza e ci sono ora anche nelle nostre citt\u00e0 dei dispensari farmaceutici dove medici volontari curano immigrati \u2013 magari clandestini \u2013 che sono senza assistenza medica e ovviamente senza denaro.<\/p>\n<p>Possiamo indicare tre livelli, o tappe, di quest\u2019opera: quella familiare, dell\u2019assistere in casa propria anziani e malati e la chiameremo \u201copera di misericordia familiare\u201d; quella dell\u2019assistenza, o anche visita, o compagnia offerta al malato e all\u2019anziano nel suo domicilio; infine quella del volontariato ospedaliero, o presso comunit\u00e0 di accoglienza per malati o loro familiari.<\/p>\n<p>E\u2019 una fascia di bisogni e di possibili risposte molto ampia e varia: dalla conversazione con l\u2019anziano solo all\u2019assistenza dei malati di Aids, all\u2019accompagnamento dei tossici sulla via del riscatto, all\u2019accoglienza dei malati psichici dimessi dagli ospedali.<\/p>\n<p>Il Papa oggi 26 febbraio, come dicevo, \u00e8 andato dai tossici: possiamo assimilarli ai malati.<\/p>\n<p>Questo dei malati e dei sofferenti a loro assimilabili \u00e8 un settore di esercizio della carit\u00e0 che non ha confini e che abbisogna di ogni apporto. La Chiesa come ospedale da campo, dice Francesco per aiutarci a intendere l\u2019attesa dell\u2019umanit\u00e0 bisognosa.<\/p>\n<p>Ma uno che non ha preparazione, che ha solo buona volont\u00e0 e del tempo a disposizione, poniamo perch\u00e9 \u00e8 in pensione, che potrebbe fare? Inizier\u00e0 dalle persone che ha intorno. Un anziano solo che abita a pochi metri da casa tua. Gli fai visita. L\u2019aiuti a uscire. Gli leggi un libro. L\u2019accompagni in libreria o al cinema. Tieni i contatti con il medico o il parroco. L\u2019accompagni in chiesa o sei l\u00ec con lui quando il diacono gli porta l\u2019Eucarestia. Fai con lui la comunione. Fai famiglia con chi non ha famiglia.<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li><b>Visitare i carcerati<\/b><\/li>\n<\/ol>\n<p>Quest\u2019opera di misericordia oggi \u00e8 quasi impossibile. Rispetto al tempo di Ges\u00f9, \u00e8 verosimile \u2013 anzi \u00e8 certo \u2013 che oggi le carceri siano migliori per ogni aspetto tranne che per questo: allora uno poteva visitare chi era in carcere, altrimenti Ges\u00f9 non avrebbe detto <i>ero in carcere e mi avete visitato<\/i>, mentre oggi l\u2019impresa \u00e8 fuori dalla portata di un comune cittadino.<\/p>\n<p>Aiutavo un ragazzo che \u00e8 finito in carcere per la droga e mi sono reso conto di quanto sia difficile fare visita a un carcerato. \u201cHa gi\u00e0 avuto tre visite in un mese e non pu\u00f2 averne un\u2019altra\u201d. \u201cLei non \u00e8 un parente e non \u00e8 neanche assistente sociale\u201d. \u201cPer una ragione disciplinare gli sono state bloccate le visite\u201d.<\/p>\n<p>Da quella minima esperienza \u00e8 nato un mio impegno duraturo con le carceri: sono nella giuria di un premio di scrittura per detenuti, il \u201cPremio Castelli\u201d promosso dalla Societ\u00e0 di San Vincenzo de\u2019 Paoli, che una volta all\u2019anno mi porta in un carcere per la premiazione; e che lungo l\u2019anno mi impegna a leggere e valutare insieme agli altri giurati 200-300 lavori che ci vengono inviati dai concorrenti.<\/p>\n<p>Per questa via ho qualche conoscenza del mondo carcerario e in base a essa affermo che se non sei un volontario delle carceri abilitato come tale a fare visita ai detenuti, o a partecipare a qualche programma che li coinvolga, puoi adoperarti al sostegno dei volontari che dispongono di tale abilitazione. E procurerai denaro, libri, materiale didattico, vestiti e cibi per le loro attivit\u00e0 e le loro feste. Puoi anche offrirti di tenere una corrispondenza epistolare con un detenuto.<\/p>\n<p>Ci sono tante esigenze nelle carceri alle quali dare risposta e pi\u00f9 ancora ce ne sono per il dopo carcere: chi esce dal carcere e non ha una famiglia, non ha un ambiente. Anche per quest\u2019opera di misericordia post-carceraria esistono comunit\u00e0 e gruppi di volontariato con i quali collaborare.<\/p>\n<ol start=\"7\">\n<li><b>Seppellire i morti<\/b><\/li>\n<\/ol>\n<p>Questa \u00e8 l\u2019opera di misericordia che oggi risulta pi\u00f9 fuori epoca, almeno nel senso diretto del prendere un morto e scavargli una fossa piantandovi sopra una croce. Da quando Napoleone ha regolamentato le sepolture, al cittadino non \u00e8 data facolt\u00e0 di seppellire nessuno.<\/p>\n<p>Vi sono ovviamente situazioni straordinarie. E\u2019 divenuto famoso un falegname di Lampedusa che fa bare e croci per seppellire i corpi dei migranti restituiti dalle onde. E tutti abbiamo visto il corpo di un bambino iracheno \u2013 Aylan Kurdi \u2013 raccolto su una spiaggia turca da un militare, e altri casi simili.<\/p>\n<p>Ma nell\u2019ordinario, che possiamo fare in obbedienza a quest\u2019opera di misericordia?<\/p>\n<p>Stare sempre dalla parte dei seppellitori e di chi \u2013 nel mondo \u2013 si batte per onorare di sepoltura i morti. Quando sentiamo che \u00e8 troppo costoso recuperare i morti che sono dentro una nave affondata, poniamo. O quando nasce una polemica sul diritto degli immigrati a essere accolti nei nostri cimiteri e si propone per loro una sistemazione alternativa. O quando c\u2019\u00e8 da affrontare una spesa per riportare uno di questi morti al suo paese, dalla sua gente.<\/p>\n<p>Aiutare i giovani e i bambini a intendere il culto dei morti che \u00e8 proprio del cristianesimo.<\/p>\n<p>Se non possiamo partecipare a un funerale, proporre ai parenti del defunto una visita di gruppo alla sua tomba, o la partecipazione comunitaria \u2013 noi e loro \u2013 a una messa in memoria di quel parente o amico.<\/p>\n<p>Fare il possibile per essere presenti alle esequie di persone che non hanno accompagnatori nel loro ultimo viaggio. No ai funerali ai quali si va per farsi vedere. S\u00ec a quelli ai quali non va nessuno.<\/p>\n<p>Nella preghiera tradizionale per i morti c\u2019era sempre quella \u201cper i morti di cui non si ricorda nessuno\u201d: quella preghiera la possiamo attualizzare cos\u00ec: curandoci dei morti e delle tombe dimenticate.<\/p>\n<p><b>Conclusione<\/b><\/p>\n<p>Concludo con una riflessione sulla parabola evangelica del giudizio finale: <i>Avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere<\/i>. In essa i \u201cgiusti\u201d dicono <i>Signore quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare?<\/i> Sembrerebbe cio\u00e8 che il merito di quell\u2019opera non sia legato alla fede cristiana, tant\u2019\u00e8 che l\u2019acquisisce chi non sa di Cristo. Ovvero: ci viene detto che tocca la carne di Cristo anche chi opera il bene senza pensare a Dio. Vuol dire che dobbiamo restare su questo piano del soccorso materiale, o siamo chiamati a un completamento in Cristo di quell\u2019opera?<\/p>\n<p>Il soccorso per solidariet\u00e0 da uomo a uomo \u2013 <i>Un samaritano che passava di l\u00e0 lo vide e ne ebbe compassione<\/i> \u2013 \u00e8 sufficiente e salva anche chi non sa di Cristo. Ma noi che sappiamo, dovremmo condurre quell\u2019opera in modo che essa possa culminare nell\u2019invocazione del nome del Signore, ogni volta che ci\u00f2 sia possibile.<\/p>\n<p><i>Il cristiano sa quando \u00e8 tempo di parlare di Dio e quando \u00e8 giusto tacere di Lui e lasciar parlare solamente l\u2019amore. Egli sa che Dio \u00e8 amore (cfr\u00a01 Gv\u00a04, 8) e si rende presente proprio nei momenti in cui nient\u2019altro viene fatto fuorch\u00e9 amare<\/i>: cos\u00ec Benedetto XVI nell\u2019enciclica \u201cDeus caritas est\u201d (2006) al paragrafo 31.<\/p>\n<p>Ci \u00e8 dunque lecito e anche doveroso chiedere a colui che soccorriamo se crede, se prega e se accetta di pregare con noi. Ma se questo non ci \u00e8 dato, perch\u00e9 colui \u00e8 ateo, o professa un\u2019altra religione, o non parla nessuna lingua da noi conosciuta, la nostra opera sar\u00e0 comunque piena avendo espresso misericordia e dunque avendo gi\u00e0, a suo modo, detto il nome di Dio. Nome che appunto \u00e8 misericordia, cio\u00e8 amore.<\/p>\n<p><i>Il nome di Dio \u00e8 Misericordia<\/i> \u00e8 il titolo del volumetto di Papa Francesco con Andrea Tornielli pubblicato un mese fa dall\u2019editore Piemme. Titolo che \u00e8 preso da un testo di Papa Benedetto, che Francesco cita a pagina 23. Un prestito di parole che sta a dire la continuit\u00e0 essenziale tra i due Papi, pur in tanta diversit\u00e0 di parola e di azione: continuit\u00e0 tra la teologia dell\u2019amore di Benedetto e la pastorale della misericordia di Francesco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conferenza di Luigi Accattoli Parrocchia del Cristo Risorto \u2013 Padova 26 febbraio 2016 \u2013 ore 21.00 Nel Messaggio per la Quaresima 2016 Papa Francesco tratta delle \u201copere di misericordia nel&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/le-opere-di-misericordia-corporale-nel-mondo-doggi\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Le opere di misericordia corporale nel mondo d\u2019oggi<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-17658","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/17658","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17658"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/17658\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17665,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/17658\/revisions\/17665"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17658"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}