{"id":17694,"date":"2016-03-11T16:02:23","date_gmt":"2016-03-11T15:02:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=17694"},"modified":"2016-03-11T16:02:23","modified_gmt":"2016-03-11T15:02:23","slug":"il-concilio-nella-nostra-storia-presenza-del-vaticano-ii-nellitalia-di-oggi","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/il-concilio-nella-nostra-storia-presenza-del-vaticano-ii-nellitalia-di-oggi\/","title":{"rendered":"Il Concilio nella nostra storia: presenza del Vaticano II nell\u2019Italia di oggi"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Frosinone \u2013 Parrocchia del Sacro Cuore<\/i><\/p>\n<p><i>Venerd\u00ec 11 dicembre 2015 \u2013 ore 18.00<\/i><\/p>\n<p>Proviamo a guardare al Concilio dall\u2019esterno, come lo pu\u00f2 vedere un uomo del nostro tempo. Io sono un operatore della comunicazione in campo laico e rispetto alla vita interna della Chiesa sono un osservatore esterno, anche se personalmente partecipe. Quindi conservo un certo distacco.<\/p>\n<p>A cinquant\u2019anni dalla conclusione del Concilio, mi pongo la domanda: che cosa ha portato nella storia d\u2019Italia? Che mutamenti, che semi, che segni ha lasciato? E che cosa ha colto l\u2019umanit\u00e0 contemporanea di quel messaggio, di quell\u2019evento, di quei documenti? Le cinque generazioni che hanno sperimentato e recepito l\u2019evento conciliare che cosa hanno colto? Nel 1985 Giovanni Paolo II convoc\u00f2 un Sinodo per fare il punto a vent\u2019anni dall\u2019evento. E questo Sinodo defin\u00ec il Concilio \u201cmassima grazia del secolo ventesimo\u201d: che frutti ha dato quella massima grazia? Mi sforzo di dare un\u2019immagine completa e tento di farlo con otto \u201cimmagini\u201d dell\u2019opera conciliare, dalla pi\u00f9 semplice alla pi\u00f9 complessa. Per ognuna di queste immagini cercher\u00f2 di dire che cosa \u00e8 andato bene, che cosa ha dato frutto, che cosa non lo ha dato, o lo ha dato solo parziale. Come le novit\u00e0 conciliari sono state percepite dal nostro popolo? Come le riprende oggi Papa Francesco?<\/p>\n<p><b>Prima immagine: il Concilio ha riformato la liturgia<\/b>. Ha girato gli altari, ha introdotto nelle celebrazioni le lingue parlate, ha rinnovato i riti, ha promosso le concelebrazioni. Questa \u00e8 la prima immagine che io colgo, la novit\u00e0 pi\u00f9 semplice, che non \u00e8 sfuggita a nessuno. Chi al tempo era gi\u00e0 adulto l\u2019ha vissuta come un evento forte. Alcuni hanno reagito con disappunto, per nostalgia del vecchio rito. Ma anche chi non era partecipe alla vita ecclesiale ha percepito che la Chiesa cambiava: parlava le lingue moderne, modificava i gesti liturgici. Sono stati modificati anche gli edifici: uno di voi mi ha detto che questa chiesa fu la prima, in Frosinone, a girare l\u2019altare. Se ne accorge \u2013 della novit\u00e0 liturgica \u2013 chi vede in televisione la diretta di una messa domenicale, o Papale. Che possiamo dire di questa prima immagine di grande mutamento? Certamente \u00e8 riuscito. Papa Benedetto nel 2007 ha facilitato l\u2019uso del messale di prima del Concilio, quello in latino e con il vecchio rito. L\u2019introduzione di quella parziale modifica della riforma conciliare, nel senso di una sua revisione critica, \u00e8 stata un\u2019occasione per una valutazione statistica: prima del \u201cmotu proprio\u201d di Papa Ratzinger in Italia erano una trentina le celebrazioni secondo il vecchio rito. Con la nuova normativa si stima che siano raddoppiate. Se si pensa che in Italia ogni domenica si celebrano oltre centomila messe, sessanta su centomila non hanno rilevanza statistica. La novit\u00e0 liturgica \u00e8 stata non soltanto ben percepita da tutti, anche all\u2019esterno della Chiesa, ma ha provocato disappunto in poche persone. Papa Francesco il 7 marzo scorso ha festeggiato il 50\u00b0 della prima messa in italiano, affermando che l\u2019introduzione delle lingue parlate nella liturgia \u00e8 stato \u201cun gesto coraggioso\u201d e \u201cnon si pu\u00f2 andare indietro\u201d su questa strada dell\u2019avvicinamento al popolo di Dio: \u201cchi va indietro sbaglia\u201d. Conclusione: la riforma liturgica ha cambiato il nostro modo di pregare quotidiano.<\/p>\n<p><b>Seconda immagine:\u00a0il Concilio ha modificato la figura degli uomini di Chiesa<\/b>. Non voglio dire che ha modificato la Chiesa, che sarebbe un\u2019affermazione eccessiva; dico che ha modificato la figura, l\u2019immagine secondo cui la Chiesa \u00e8 percepita nei suoi rappresentanti. A seguito del Concilio \u00e8 cambiata l\u2019immagine Papale. Questo \u00e8 facile ad analizzare. Ma anche \u00e8 cambiata la figura \u2013 qui immagine e figura si possono usare come sinonimi \u2013 del vescovo e del prete e del religioso. E sono sorte figure nuove: il diacono permanente, il lettore, l\u2019accolito. Non tutto \u00e8 stato consequenziale, non si \u00e8 coerentemente riformato tutto il settore dei ministeri. Pi\u00f9 di un Sinodo ha chiesto ai Papi del dopo-concilio di rivedere le norme riguardanti i ministeri ordinati, loro per\u00f2 non l\u2019hanno fatto. Hanno ammesso le donne a leggere nelle celebrazioni Papali: le donne sono escluse formalmente dal ministero del lettorato, per\u00f2 l\u2019esercitano di fatto. Leggono davanti al Papa come leggono in tutte le chiese. Quindi qui siamo in una situazione di passaggio in cui c\u2019\u00e8 una prassi nuova, ma le regole sono ancora quelle antiche. Tornando agli uomini di Chiesa \u2013 e gi\u00e0 l\u2019espressione \u201cuomini di Chiesa\u201d ci dice che la donna vi ha poco spazio \u2013 riconosciamo che la figura del Papa, la figura del vescovo, la figura dei sacerdoti sono mutate. Abbiamo visto che i Papi sono scesi dal trono, hanno abbandonato la sedia gestatoria. I cardinali avevano 15 metri di coda! Tutte queste cose sono state sfrondate. Si \u00e8 andati all\u2019essenza: il Papa oggi si comporta come un vescovo. Francesco ha tolto ogni segno di rosso nell\u2019abbigliamento papale: quel rosso che invece \u00e8 restato nell\u2019abbigliamento di cardinali e vescovi e monsignori. I Papi non celebravano, assistevano alle celebrazioni. Ora celebrano con il popolo. Il prima Papa a celebrare con il popolo \u00e8 Paolo VI. Poi il Papa \u00e8 uscito dal Vaticano, \u00e8 andato per il mondo; \u00e8 andato persino a sciare, si \u00e8 lasciato fotografare sulla montagna, in abiti non pontificali, si \u00e8 curato negli ospedali. Prima, se il Papa doveva essere operato, si montavano le sale operatorie in Vaticano. \u00c8 cambiata l\u2019immagine Papale anche nell\u2019operare del Papa: oggi egli \u00e8 meno il capo della Chiesa ed \u00e8 pi\u00f9 apostolo. E poi il Papa recupera per intero la sua dimensione umana, cio\u00e8 il Papa \u00e8 un polacco, \u00e8 un tedesco, \u00e8 un argentino. Non si spersonalizza. Secondo la tradizione della controriforma tridentina il Papa non era neanche pi\u00f9 italiano, anche se erano tutti italiani. Pio XII quando riceveva i pellegrinaggi italiani diceva \u201cla vostra bella patria\u201d; lui non si considerava italiano, era il Papa. I Papi oggi mantengono le loro attitudini, le loro idiosincrasie, le loro passioni. Papa Wojtyla ha pubblicato poesie da Papa. Non avveniva pi\u00f9 dal Quattrocento che un Papa pubblicasse opere letterarie. Benedetto XVI pubblicava libri di teologia e diceva \u201cognuno mi pu\u00f2 contraddire\u201d. Francesco d\u00e0 interviste a ripetizione e accetta ancora di pi\u00f9 d\u2019essere contraddetto. Ecco, \u00e8 cambiata la figura papale: il Papa si ricomprende come un cristiano chiamato ad un particolare ruolo. Se non ci fosse stato il Vaticano II questo non sarebbe stato possibile. Non tutto \u00e8 completo di questo mutamento, ma noi abbiamo capito in che direzione ci si muove, anche se \u00e8 appena agli inizi. \u00c8 stato significativo nella figura Papale, un po\u2019 meno incisivo nella figura episcopale e sacerdotale; ma vediamo che \u00e8 avviata la ricomprensione dei ministeri ordinati come funzione del popolo di Dio, e non come casta separata, ruoli staccati e al di sopra della comunit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Terza immagine:\u00a0il Concilio ha spostato \u2013 nella percezione collettiva \u2013 la collocazione culturale, sociale e politica della Chiesa Cattolica<\/b>. Non voglio dire che ha spostato la posizione della Chiesa di fatto e sempre e in tutti i settori, ma nella percezione collettiva s\u00ec. La Chiesa era percepita globalmente come appartenente al blocco conservatore: magari non era giusto ma veniva percepita cos\u00ec. La Chiesa difendeva la propriet\u00e0 privata. Certo, difendeva anche i diritti dei lavoratori, ma nell\u2019opinione pubblica, collettivamente, globalmente era percepita come un\u2019alleata della propriet\u00e0, del blocco conservatore; percepita in atteggiamento di contrasto con molte acquisizioni delle societ\u00e0 democratiche e pluraliste. Questa percezione \u00e8 cambiata ed \u00e8 un frutto del Concilio. Riassumo questo concetto con un\u2019istantanea: Giovanni Paolo II che il 14 novembre 2002 parla a Montecitorio alle Camere riunite. E\u2019 la prima volta che un Papa visita il parlamento italiano, quindi non si pu\u00f2 fare un paragone. Ebbene, la destra del nostro Parlamento lo applaudiva sui temi della vita, della famiglia e della libert\u00e0 di educazione; e la sinistra lo applaudiva sui temi della giustizia, della pace, dell\u2019accoglienza degli stranieri e del segno di clemenza per i carcerati. Quella immagine del Papa che parla a Montecitorio ci dice lo spostamento nella percezione collettiva prodotta dal Concilio: apparteneva al blocco conservatore e si \u00e8 portata al centro. Per una serie di questioni oggi sembra alleata della sinistra e per un\u2019altra serie di questioni sembra alleata della destra. Se nel nostro Parlamento fosse potuto andare un Papa prima del Concilio, probabilmente non ci sarebbe stata questa equa ripartizione di applausi sui singoli temi e i papi non sono andati prima anche perch\u00e9 erano percepiti come appartenenti ad uno schieramento. Oggi Francesco telefona a Pannella, Scalfari dichiara che destina alla Chiesa Cattolica l\u20198 per mille, Salvini polemizza con Francesco sull\u2019accoglienza dei profughi. Altro elemento in cui si pu\u00f2 evidenziare lo spostamento della Chiesa nella percezione dell\u2019opinione pubblica sono i riconoscimenti degli errori del passato che sono in parte nei documenti conciliari e che sono stati poi sviluppati da Giovanni Paolo II nella Giornata del Perdono giubilare, il 12 marzo 2000. La Chiesa del Vaticano II non \u00e8 pi\u00f9 quella che resisteva alla scienza, quella che ricorreva al braccio secolare per avere sostegno nelle sue posizioni sulla scena pubblica, quella che discriminava i non-appartenenti alla propria compagine. E\u2019 una Chiesa che chiede perdono per quei comportamenti. Anche questo \u00e8 un riposizionamento.<\/p>\n<p><b>Quarta immagine: il Concilio ha proclamato che i cristiani devono essere amici degli ebrei e ha avviato un cammino di riavvicinamento<\/b>. Questo in Italia lo percepiamo poco perch\u00e9 abbiamo una comunit\u00e0 ebraica antichissima ma minima: la comunit\u00e0 ebraica pi\u00f9 antica d\u2019Europa, ma una delle pi\u00f9 piccole. Lo percepiamo a livello intellettuale perch\u00e9 leggiamo, perch\u00e9 ci informiamo, ma quasi mai incontriamo ebrei nella vita quotidiana. Per\u00f2 sappiamo che nel mondo di ebrei ce ne sono e sappiamo che problema c\u2019\u00e8, quanto \u00e8 grande, quanto lo \u00e8 stato storicamente. Quando Giovanni Paolo II \u00e8 andato nella sinagoga di Roma, quando \u00e8 andato al Muro del Pianto a Gerusalemme nell\u2019anno 2000, quando ha chiesto perdono per il maltrattamento degli ebrei, tutta la nazione italiana si \u00e8 accorta di questo nuovo atteggiamento. Abbiamo visto il rabbino Toaff abbracciare il Papa: senza il Concilio non avrebbe potuto avvenire, storicamente, questa immagine non esisteva. I papi al Muro del Pianto \u2013 dopo Giovanni Paolo vi sono andati Benedetto e Francesco \u2013 hanno pregato non assieme, ma nello stesso luogo e subito prima e subito dopo dei rabbini e hanno pregato con i Salmi, cio\u00e8 con le stesse preghiere usate dai rabbini. Anche questo prima non era pensabile. Per rendere efficacemente questa situazione potrei citare due espressioni dialettali: una del paese dove sono nato io, Recanati nella Marche, e una del paese dove \u00e8 nata mia moglie, Nerviano in provincia di Milano, due luoghi ben distinti. A Nerviano per dire che una persona \u00e8 intrattabile, un poco di buono, un asociale, si dice: \u201cE che, sei Ebreo?\u201d. A Recanati, quando si fa la processione del Venerd\u00ec Santo detta del \u201cCristo morto\u201d ci sono degli incappucciati che scortano Cristo che porta la croce e questi incappucciati sono chiamati cangiudei che vuol dire \u201ccani giudei\u201d. E\u00a0cangiudeo\u00a0nel linguaggio popolare vuol dire il cattivo, il perfido: \u201cSi \u00e8 comportato come un cangiudeo\u201d. Neanche lo sanno le persone che cosa dicono perch\u00e9 l\u00ec ebrei non ce ne sono, \u00e8 un\u2019immagine, diciamo, di teatro. Non \u00e8 antisemitismo, ma \u00e8 il retaggio di un atteggiamento di diffidenza, avversione, inimicizia. Il Concilio ha sgomberato il campo da questo.<\/p>\n<p><b>Quinta immagine del cambiamento: il Concilio ha voluto\u00a0il riavvicinamento tra Chiese cristiane e le altre religioni.<\/b> Anche questo in Italia lo vediamo poco. Perch\u00e9 in Italia di Chiese cristiane non cattoliche fino a ora c\u2019erano solo i Valdesi, i Valdo-metodisti come suona l\u2019attuale denominazione. Ma li si conosceva soltanto nelle Valli Valdesi, a Roma, a Milano, in altre grandi citt\u00e0. Nel resto del paese non c\u2019erano. Adesso, con l\u2019immigrazione dai paesi dell\u2019Est europeo, ci sono gli ortodossi, pi\u00f9 numerosi, e cominciamo ad avvertirne la presenza nella quotidianit\u00e0. Prima era un problema degli intellettuali, che avevano percepito come sul pianeta, al di fuori dell\u2019Italia, questa fosse una grande questione. Ora i cristiani cessano di combattersi, cercano di intendersi, di superare i contrasti del passato. Questa per noi cattolici \u00e8 una conseguenza del Concilio. Quando vediamo i raduni ecumenici (magari in occasione dei viaggi papali nel mondo) oppure quando si riuniscono le Conferenze o le Assemblee del Consiglio Ecumenico delle Chiese e vediamo gli orientali con quei loro copricapi caratteristici, i luterani, i calvinisti che ormai vestono in abiti non ecclesiastici e hanno anche le donne ministro. Oggi si fanno queste grandi riunioni e si prega insieme. Quando Giovanni Paolo II e Benedetto convocavano le giornate di Assisi e c\u2019erano anche i non cristiani, tutti i cristiani pregavano finalmente insieme il Padre Nostro. Non si era mai visto, non era mai stato possibile. E questo \u00e8 un frutto del Concilio. Pensate quale sarebbe oggi la nostra difficolt\u00e0 nell\u2019indebolimento che sperimentano tutte le Chiese nel nostro mondo, europeo ed occidentale, che si va allontanando dalla tradizione cristiana, se ancora stessimo a combatterci tra cattolici, ortodossi, luterani, calvinisti come abbiamo fatto per tanti secoli. Pensate alla provvidenzialit\u00e0 che questo combattimento sia stato disinnescato proprio a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Quando Giovanni XXIII pensa al Concilio, non si percepiva la crisi cristiana che noi oggi abbiamo davanti agli occhi. Ebbene, se non si fossero fatti quei passi, se non si fosse disinnescata l\u2019inimicizia, oggi noi ci troveremmo a far fronte alla secolarizzazione essendo ancora divisi gli uni dagli altri e in lotta tra di noi. Ancora, pensate che cosa sarebbe il problema di fare i conti con l\u2019Islam, un interlocutore cos\u00ec difficile, se il Concilio non ci avesse preparati ad interloquire, a parlare con tutti; se avessimo mantenuto tutte le prevenzioni che avevamo prima e ci fossimo trovati con l\u2019Islam in casa essendo assolutamente impreparati, avendo ancora la mentalit\u00e0 dei secoli in cui eravamo lontani, quando ognuno stava a casa propria e loro pensavano il peggio di noi e noi il peggio di loro. Dico di pi\u00f9 e stringo questo ragionamento ad una data: la provvidenzialit\u00e0 che Giovanni Paolo II sia entrato in una moschea il 5 giugno del 2001, tre mesi prima dell\u201911 settembre. Dopo l\u201911 settembre probabilmente non sarebbe stato pi\u00f9 possibile, sarebbe stato percepito come un gesto provocatorio. Per fortuna questo Papa profeta ci \u00e8 entrato prima, ha creato un precedente e cos\u00ec sono potuto andare nelle moschee anche Benedetto e Francesco.<\/p>\n<p><b>Sesta immagine:\u00a0il Concilio ha voluto il dialogo con gli uomini di buona volont\u00e0<\/b>. Ha creato i presupposti e le motivazioni perch\u00e9 i cattolici collaborassero con i non credenti in un lavoro comune a promozione dell\u2019uomo e della pace. All\u2019ultima marcia Perugia-Assisi c\u2019erano, secondo la mia stima, forse 40.000 persone. Sono tante, non pagate da nessuno, arrivate da tutta Italia. Francesco ha inviato un messaggio di saluto. Questa marcia \u00e8 fatta al 90% da cattolici: sono gli scout dell\u2019AGESCI, sono le ACLI, \u00e8 la Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio, sono le organizzazioni del volontariato, sono i giovani di Azione Cattolica. Ma poi si intreccia, in questa marcia, tutto il mondo laico, i Verdi, i radicali. Io sono andato diverse volte a questa marcia, non per marciare, ma perch\u00e9 l\u00ec avvengono dei dibattiti, per esempio uno organizzato a Perugia dalle ACLI la sera prima della marcia, a quarant\u2019anni dalla \u201cPopolorum Progressio\u201d, nel 2007. Ebbene, un contesto di questo genere non era pensabile prima del Concilio. Nel 2003, quando c\u2019era la grande discussione per cercare di evitare la guerra all\u2019Iraq, Giovanni Paolo II gridava \u201cMai pi\u00f9 la guerra!\u201d. Ebbene, si tennero grandi manifestazioni per la pace in tutto il mondo: a Tokyo, a New York, a Londra, a Roma, pi\u00f9 volte lungo tutta quella primavera. E Giovanni Paolo II era contento di quelle manifestazioni: le interpretava come un segno della maturazione dell\u2019idea di pace tra i popoli. E quando indiceva le giornate di digiuno per la pace contro l\u2019ipotesi della guerra e dichiaravano di aderire anche non credenti, lui era contento e ringraziava quelli che avevano aderito. Analogamente si \u00e8 rivolto a tutti Francesco con la giornata di preghiera e digiuno per la pace in Siria, nel 2013 e con l\u2019enciclica <i>Laudato si\u2019<\/i> dove \u00e8 scritto: \u201cVoglio rivolgermi a ogni persona che abita questo pianeta\u201d. L\u2019atteggiamento di disponibilit\u00e0 a collaborare con gli uomini di buona volont\u00e0 nella promozione della pace \u00e8 un frutto della\u00a0<i>Gaudium et Spes<\/i>\u00a0in specie e del Concilio in generale.<\/p>\n<p><b>Settima immagine di novit\u00e0: il Concilio ha riconosciuto la libert\u00e0 religiosa<\/b>. Ho detto che si andava dalla cosa pi\u00f9 semplice, che era la novit\u00e0 liturgica, alle pi\u00f9 complesse. Bisogna porsi a livello universitario, ci vuole riflessione, bisogna essere informati, per capire bene cos\u2019\u00e8 la libert\u00e0 religiosa. Ora che ci scontriamo con l\u2019Islam iniziamo a capirlo perch\u00e9 vediamo cos\u2019\u00e8 la mancanza di libert\u00e0 religiosa, l\u2019oppressione nel campo della fede. Ma noi questi problemi li abbiamo superati e quindi per noi sono difficili da intendere. Riassumo con due frasi il cambiamento che c\u2019\u00e8 stato su questo tema. Nel <i>Sillabo<\/i> di Pio IX (1864) \u00e8 condannata la proposizione n. XV che suona: \u201cOgni uomo \u00e8 libero di abbracciare e professare quella religione che, guidato dal lume della ragione, ciascuno avr\u00e0 ritenuto vera\u201d. E Benedetto XVI, ricevendo il 21 settembre 2007 i partecipanti a un Incontro promosso dall\u2019Internazionale Democratica di Centro e Democratico Cristiana (IDC) afferma: \u201cL\u2019esercizio della libert\u00e0 religiosa comprende anche il diritto di cambiare religione, che va garantito non soltanto giuridicamente, bens\u00ec pure nella pratica quotidiana\u201d. Il contrario, dunque. Nell\u2019Ottocento la Chiesa resisteva all\u2019idea della libert\u00e0 religiosa e condannava il diritto di cambiare religione. Adesso la Chiesa che si scopre nella sua dimensione universale e che subisce l\u2019aggressione degli ind\u00f9 in India contro le conversioni al cattolicesimo e le\u00a0fatwa\u00a0islamiche, la Chiesa oggi rivendica la libert\u00e0 di religione e ne scopre il valore. Con il Concilio, la Chiesa Cattolica ha avviato quello che Joseph Ratzinger in un libro-intervista ha definito \u201cil grande balzo nel presente\u201d. Non lo ha completato: lo ha avviato. Quando noi ci stupiamo leggendo come si comportano gli islamici nei confronti dei correligionari che si convertono al cristianesimo, dobbiamo riflettere sul fatto che noi facevamo lo stesso: anche noi condannavamo l\u2019apostata. Il cambiamento di atteggiamento \u00e8 venuto appunto dal Concilio con il documento sulla libert\u00e0 religiosa.<\/p>\n<p><b>Ultima immagine di cambiamento: il Concilio ha promosso partecipazione e concertazione all\u2019interno della Chiesa.<\/b> Qualche passo \u00e8 stato realizzato: sono nati consigli, conferenze episcopali, sinodi, convegni, comitati. \u00c8 come se la convocazione del Concilio fatta da Giovanni XXIII non fosse mai cessata, come se la Chiesa fosse rimasta in stato di concilio permanente. I vescovi sono tornati a casa, per\u00f2 ogni tre anni si riuniscono i sinodi, le conferenze episcopali si radunano una o due volte all\u2019anno, nelle diocesi si fanno i sinodi locali. Bene, tutto questo lavorare, ricercare, studiare, discutere \u00e8 un prolungamento della convocazione conciliare. Amo vederlo cos\u00ec. E lo vedo come un elemento di salute nella crisi che subisce il nome cristiano oggi nel nell\u2019Occidente sviluppato, un elemento di forza. Noi stiamo svegli sui problemi della fede, non ci acquietiamo. Ma questo \u00e8 anche il punto, tra i miei otto, dove il risultato \u00e8 stato pi\u00f9 parziale, solo iniziale. Perch\u00e9 questa partecipazione e concertazione che parte dal Concilio avrebbe dovuto realizzare, dare corpo e consistenza fattuale alla pari dignit\u00e0 di tutti i battezzati affermata dal Concilio, fondata sul Vangelo. \u201cUno solo \u00e8 il Signore e voi siete tutti fratelli\u201d dice Ges\u00f9. Il Vaticano II parla di pari dignit\u00e0 di tutti i membri della Chiesa: questa non \u00e8 stata realizzata, non \u00e8 ancora realizzata. Non voglio dire che non verr\u00e0 realizzata; no: voglio dire che \u00e8 ancora da realizzare. Il testo a cui faccio riferimento \u00e8 <i>Lumen Gentium 32<\/i>: \u201cVige fra tutti una vera uguaglianza riguardo alla dignit\u00e0 e all\u2019azione comune di tutti i fedeli nell\u2019edificare il corpo di Cristo\u201d. Ora io credo non ci sia bisogno di fare un lungo discorso per convenire che questo non \u00e8 realizzato. \u00c8 mutata la figura degli uomini di Chiesa, ma al mutamento delle figure papale, episcopale e sacerdotale non si \u00e8 accompagnata un\u2019adeguata promozione del ruolo dei laici e in particolare delle donne. E quindi la situazione resta sbilanciata. \u00c8 vero per\u00f2 che dei passi di avvio sono stati fatti. Ne cito uno: il riconoscimento della santit\u00e0 degli sposati. Quando nel nuovo rito del Matrimonio si fa l\u2019invocazione dei santi, si invocano i santi sposati: Rita da Cascia, Monica mamma di Agostino, Francesca Romana, Tommaso Moro: tutti santi antichi. Ma ultimamente in quelle litanie sono entrati Gianna Beretta Molla e, l\u2019ottobre scorso, Ludovico Martin (1823-1894) e\u00a0Maria Azelia Gu\u00e9rin\u00a0(1831-1877), \u201cconiugi\u201d: cio\u00e8 i genitori di Teresa di Lisieux, la prima coppia di santi dell\u2019epoca moderna. Prima, per mezzo millennio, tra Tommaso Moro e Gianna Beretta Molla, non ci fu nessun riconoscimento di santi sposati. Ecco che cosa intendo quando dico che la pari dignit\u00e0 non \u00e8 riconosciuta: il pi\u00f9 gran numero di santi, in ogni epoca, erano sposati; ma questo non veniva riconosciuto perch\u00e9 non c\u2019era il riconoscimento della pari dignit\u00e0, perch\u00e9 si riteneva che la condizione del religioso, del sacerdote, del vescovo, del Papa fosse di maggiore vicinanza alla perfezione \u2013 come si usava dire \u2013 e quindi i santi andavano cercati in quella direzione. Ma i santi sposati c\u2019erano in antico e ora stanno tornando, grazie al Concilio.<\/p>\n<p><b>Concludo <\/b>segnalando le parole con cui Francesco marted\u00ec scorso, otto dicembre, ha rievocato l\u2019attualit\u00e0 del Concilio durante la celebrazione per l\u2019aperura della Porta Santa del Giubileo della Misericordia: \u201c<i>Oggi,\u00a0qui a Roma e in tutte le diocesi del mondo, varcando la Porta Santa vogliamo anche ricordare un\u2019altra porta che, cinquant\u2019anni fa, i Padri del\u00a0Concilio Vaticano II\u00a0spalancarono verso il mondo [\u2026]. In primo luogo il Concilio \u00e8 stato un incontro. Un vero\u00a0incontro tra la Chiesa e gli uomini del nostro tempo. Un incontro segnato dalla forza dello Spirito che spingeva la sua Chiesa ad uscire dalle secche che per molti anni l\u2019avevano rinchiusa in s\u00e9 stessa, per riprendere con entusiasmo il cammino missionario. Era la ripresa di un percorso per andare incontro ad ogni uomo l\u00e0 dove vive: nella sua citt\u00e0, nella sua casa, nel luogo di lavoro, dovunque c\u2019\u00e8 una persona, l\u00e0 la Chiesa \u00e8 chiamata a raggiungerla per portare la gioia del Vangelo e portare la misericordia e il perdono di Dio. Una spinta missionaria, dunque, che dopo questi decenni riprendiamo con la stessa forza e lo stesso entusiasmo<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Parole che segnalano un atteggiamento di \u201cripresa\u201d del lascito conciliare che ha riflessi anche nel programma riformatore che Francesco ha messo in cantiere. Papa Bergoglio segna una rinnovata attualit\u00e0 del Vaticano II nella nostra storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Frosinone \u2013 Parrocchia del Sacro Cuore Venerd\u00ec 11 dicembre 2015 \u2013 ore 18.00 Proviamo a guardare al Concilio dall\u2019esterno, come lo pu\u00f2 vedere un uomo del nostro tempo. Io&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/il-concilio-nella-nostra-storia-presenza-del-vaticano-ii-nellitalia-di-oggi\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Il Concilio nella nostra storia: presenza del Vaticano II nell\u2019Italia di oggi<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-17694","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/17694","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17694"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/17694\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17696,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/17694\/revisions\/17696"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17694"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}