{"id":17711,"date":"2016-03-14T10:53:07","date_gmt":"2016-03-14T09:53:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=17711"},"modified":"2016-03-14T10:53:07","modified_gmt":"2016-03-14T09:53:07","slug":"puo-capitare-che-un-libro-nasca-in-questo-strano-modo","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/prefazioni-e-capitoli\/puo-capitare-che-un-libro-nasca-in-questo-strano-modo\/","title":{"rendered":"Pu\u00f2 capitare che un libro nasca in questo strano modo"},"content":{"rendered":"<p><i>Un giorno Paola ha scoperto il computer e non si \u00e8 pi\u00f9 fermata: da quella scoperta \u00e8 nato questo libro. L\u2019abbiamo scritto insieme scambiando per tre anni laboriose e-mail.<\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i>Ma conviene dire subito chi sia Paola Olzer, che appena nata [a Pergine Valsugana, nel 1949] pesa meno di un chilo e dopo la nascita la sua fragilit\u00e0 sembra accentuarsi invece di ridursi e infine si scopre che \u00e8 la tetraparesi spastica ad averla afferrata e a tenerla stretta fin da quando vide la luce. La costringer\u00e0 a quattordici operazioni e all\u2019uso della carrozzina.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i>La prima mossa per questo libretto fu sua: \u201cLuigi, grazie di essere nella mia vita. Mi devi aiutare a fare un libro mettendo insieme alcune pagine dei miei quaderni\u201d. Mi ha mandato i quaderni, che erano diari. Li ho letti e le ho proposto di sviluppare le pagine in cui raccontava un pellegrinaggio in Terra Santa che aveva fatto nel 2011 e quelle di una Via Crucis legata a quel pellegrinaggio. Lei ha accettato.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i>A questi due capitoli di partenza si sono poi aggiunti i testi di un terzo capitolo di suo ricordo e dialogo con una decina di amici, e un quarto composto da una vivissima memoria di \u201cmamma Gemma\u201d, la mamma di Paola, che narra le vicende della famiglia, dove Paola ha portato lo scompiglio e i doni che la caratterizzano. A premessa di ogni capitolo dir\u00f2 come sono state pensate e come sono cresciute quelle pagine. Qui dico come \u00e8 nato il tutto.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i>Il computer innanzitutto. Io sono un raccoglitore di storie di vita e tra i miei personaggi ve ne sono un buon numero che hanno vinto in parte la loro disabilit\u00e0 con l\u2019aiuto di uno strumento digitale: per parlare, per scrivere, per leggere (ovvero: per ascoltare la lettura di testi che non possono leggere con gli occhi), per camminare e per tante altre imprese, ma prima di tutto per comunicare. Ne parlai a Paola che subito disse: \u201cNon riuscir\u00f2 mai a usare un computer, le mie mani non ne sono capaci\u201d. <\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i>Paola \u00e8 testarda, ma anch\u2019io lo sono. L\u2019informai che avevo visto usare il computer a persone molto pi\u00f9 deboli di lei nell\u2019uso delle mani. Lei scriveva con la penna e dunque le sarebbe stato molto pi\u00f9 facile \u2013 le dicevo \u2013 scrivere con il computer. Infine mi ha ascoltato e ora ne \u00e8 felice.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i>Da tempo \u2013 mi ha confidato \u2013 si veniva accorgendo di una certa rigidit\u00e0 alle mani che le provocava una difficolt\u00e0 crescente nella scrittura. Sapeva che la sua malattia l\u2019avrebbe condotta a questo punto ma non voleva perdere i contatti epistolari con gli amici lontani: ed \u00e8 questa intenzione che l\u2019ha indotta a prendere sul serio il mio suggerimento del computer. <\/i><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-size: large;\"><i>Non sapevo come muovermi\u201d, mi ha raccontato Paola: \u201cUna possibile soluzione pratica mi \u00e8 stata segnalata da padre Mario Borghi e da due amici bresciani, Nicoletta e Gianfranco. Mi hanno informato che a Brescia opera la cooperativa onlus Nikolajewka che accoglie e assiste persone con disabilit\u00e0 motorie, e che ha ideato un laboratorio di informatica facilitante. Non ho esitato un attimo. Si trattava di trascorrere alcune settimane presso la struttura di Brescia, lontana dalla famiglia e dal mio ambiente abituale ma ne valeva la pena! Ho affrontato l\u2019impegno determinata e ostinata, perch\u00e9 la posta in gioco era troppo importante\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i>Nei primi mesi del 2013 Paola parte per Brescia. Riprende contatto con alcuni amici del passato, in particolare \u201cun gruppo di persone conosciute ai Pavoniani in tempi giovanili\u201d. Saranno loro che si alterneranno a tenerle compagnia e a darle qualche aiuto nei momenti liberi dallo studio dell\u2019informatica. \u201cIn realt\u00e0 \u2013 mi dice \u2013 i momenti liberi sono stati pochi perch\u00e9 mi sono esercitata, ho sbagliato, corretto e ripassato, riprovato, corretto e riscritto, si pu\u00f2 dire, per tutto il tempo\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-size: large;\"><i>I risultati di tante ore di applicazione \u2013 conclude Paola \u2013 si sono visti: nell\u2019arco di due anni sono riuscita a raggiungere tutti gli obiettivi e ora utilizzo molte funzioni del computer. Posso comunicare tramite mail o skipe con i miei amici lontani e mi diverto a inviare e ricevere foto e brani musicali.\u00a0L\u2019insegnante, Paola Bertelli, mi dedicava un\u2019ora al mattino a giorni alterni, io ho sempre utilizzato il mio pc portatile, un \u2018Asus con windows 8\u2019 munito di alcuni programmi facilitatori della scrittura\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i>Ho riferito in dettaglio la vicenda di Paola con il computer perch\u00e9 sono convinto che quella tra la disabilit\u00e0 e il digitale sia una frontiera straordinaria, decisiva per le possibilit\u00e0 dell\u2019umano nella nostra epoca. Noi oggi stiamo infatti vivendo un ampliamento delle risorse dell\u2019uomo proprio attraverso l\u2019accoglienza e l\u2019inclusione dei disabili, anche con l\u2019aiuto del digitale, nelle ordinarie attivit\u00e0 sociali.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i>Non avveniva in altre epoche. E forse \u00e8 questa la ragione pi\u00f9 forte per amare la nostra epoca. Il fatto che mai, in nessun tempo, il disabile sia stato accolto e aiutato come nel nostro, lo vedo come un dono dello Spirito, che provo a segnalare con alcune parole evangeliche che si addicono a Paola, lettrice dei Vangeli. Ges\u00f9 per indicare il carattere messianico della sua predicazione dice: \u201cI ciechi ricuperano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati e i sordi odono\u201d. Ebbene, intorno a noi, oggi avviene qualcosa di messianico: ci sono storpi che camminano grazie alla tecnologia, lebbrosi mondati grazie alla medicina, muti che parlano grazie ai sintetizzatori vocali, o che comunicano grazie ai computer, sordi che odono. Domani avremo la possibilit\u00e0 di dare per via digitale la vista ai ciechi: ci sono esprimenti promettenti in quella direzione.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i>Tra le persone disabili con cui sono in corrispondenza c\u2019\u00e8 una coppia di ciechi totali dalla nascita, sposati tra loro, i quali usano normalmente il computer e corrispondono con me e rispondono alle interviste. Sono in corrispondenza con una persona completamente paralizzata tranne i piedi, la quale mi scrive con i piedi, cio\u00e8 scrive al computer con i pollici dei due piedi e io giocando con i visitatori del mio blog, dove racconto queste storie, mi sono trovato a dire: ecco una persona che scrive benissimo con i piedi, mentre tanti \u201cscrivono con i piedi\u201d pur avendo le mani che si muovono.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i>Si pu\u00f2 comunicare attraverso il computer con il battito delle ciglia: ci sono persone che oggi \u2013 pur essendo del tutto bloccate tranne gli occhi \u2013 riescono a scrivere in questo modo davvero miracoloso. Questo non poteva avvenire fino a quindici anni fa, e avviene nel nostro oggi.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i>Paola sa bene queste cose ed \u00e8 grata \u2013 ne parla nel libretto \u2013 a ogni invenzione e a ogni persona che vada incontro alla sua e all\u2019altrui disabilit\u00e0. Nel racconto del pellegrinaggio torna a ogni pagina la segnalazione del ruolo che hanno avuto in esso la particolare carrozzina che le permetteva di accedere ai luoghi scomodi, nonch\u00e9 l\u2019aiuto che le veniva dalle tre persone che in quei giorni si curavano di lei. <\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i>La gratitudine per ogni aiuto caratterizza anche gli altri capitoli del libretto, ma \u00e8 nella Via Crucis che ci sono le parole pi\u00f9 vive di Paola sulla disabilit\u00e0. Una che \u00e8 nel commento alla terza stazione, quella della condanna di Ges\u00f9 pronunciata dal Sinedrio, \u00e8 consegnata a queste parole generose: \u201cTante volte la disabilit\u00e0 \u00e8 vissuta come una condanna che non si comprende, perch\u00e9 non riusciamo a farla entrare nella nostra piccola testa\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i>Un\u2019altra parola di Paola sulla disabilit\u00e0, ancora pi\u00f9 generosa, \u00e8 nella preghiera finale della Via Crucis, che chiude il commento alla quattordicesima stazione: \u201cPer me ti chiedo un aiuto speciale: a intendere, con il cuore, qualcosa che con la testa so da tanto tempo, e cio\u00e8 che la disabilit\u00e0 non \u00e8 la fine del mondo, poich\u00e9 quaggi\u00f9 nel mondo un poco disabili lo siamo tutti, come tutti siamo peccatori, solo che neppure a noi stessi lo vogliamo confessare. Nella nostra piccolezza di creature per superbia o per vilt\u00e0 non arriviamo quasi mai ad ammettere, come tu ci hai insegnato, che siamo servi inutili\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i>Quella pagina \u00e8 stata forse la pi\u00f9 impegnativa per noi due, cio\u00e8 per Paola e me: per capire l\u2019uno quello che diceva l\u2019altra, cio\u00e8 per comprenderci tra noi e per capire insieme qualcosa della disabilit\u00e0 che \u00e8 argomento per il quale non basta una vita.<\/i><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-size: large;\"><i>Guarda che il libro \u00e8 tuo\u201d, le dicevo io reagendo a una sua prima affermazione troppo breve per poter essere compresa dal lettore non motivato, o non preparato: \u201cDevi decidere tu se vuoi dire davvero che siamo tutti un po\u2019 disabili e se lo dici lo devi spiegare, o devi aiutarmi a spiegarlo\u201d. <\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i>Lei di rimando: \u201cLuigi come non ti \u00e8 chiaro che siamo tutti disabili, ma non vogliamo ammetterlo per superbia? Cio\u00e8 per lo stesso motivo di tutti i peccati?\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i>Insistevo che non era affatto chiaro, ma che mi pareva importante dirlo e dirlo bene. \u201cRiscrivilo tu, mi fido di te\u201d ha detto pi\u00f9 d\u2019una volta, in reazione alle bozze che le mandavo. E io a chiedere: \u201cVuoi dire che tutti abbiamo bisogno degli altri ma non vogliamo dipendere da nessuno?\u201d<\/i><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-size: large;\"><i>Voglio dire anche questo ma non solo. C\u2019\u00e8 in pi\u00f9 quel fatto del peccato di superbia che ti dicevo. Spiega anche quello\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-size: large;\"><i>No, Paola. Non posso spiegare io, il libro \u00e8 tuo. Devi aiutarmi a capire se vuoi parlare della disabilit\u00e0 tua e di tanti, o se stai ragionando del limite che caratterizza l\u2019umano\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-size: large;\"><i>Voglio dire tutt\u2019e due le cose, che non vogliamo ammettere che siamo servi inutili e peccatori\u201d, ha detto infine, sempre per posta elettronica. E cos\u00ec io ho realizzato la formulazione che ho riportato sopra e lei ha concluso: \u201cVa bene quello che hai scritto, mettilo in quel modo. Il libro \u00e8 di tutti e due\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i>Ed \u00e8 cos\u00ec che Paola c\u2019\u00e8 in ogni pagina e quasi in ogni pagina ci sono anch\u2019io. A spiegazione di molti passaggi si potrebbero mettere in nota le e-mail che ci siamo scambiati, ma sarebbe una noia. Basti questo racconto su come abbiamo lavorato e buona lettura, nostro caro lettore, chiunque tu sia.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i>Qui scopri la fatica di una persona che si \u00e8 trovata a vivere nella lotta ogni giorno dei suoi anni e ogni ora dei suoi giorni e scopri la rara gioia e la molta preghiera che accompagna quella lotta. Trovi anche qualche mia parola che aiuta il racconto di quella fatica e lotta e preghiera. <\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i>Forse puoi unirti per qualche tratto a noi. Lo schema aperto del libretto pu\u00f2 suggerire a chi legge un analogo accompagnamento di altre fatiche e gioie. Perch\u00e9, come si diceva e si dir\u00e0 \u2013 forse meglio \u2013 pi\u00f9 avanti, tutti siamo in qualche modo dei disabili e l\u2019incontro con un disabile narrante pu\u00f2 aiutarci a capirlo. Pu\u00f2 aiutare ognuno a capire se stesso.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><i><b>Luigi Accattoli<\/b><\/i><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un giorno Paola ha scoperto il computer e non si \u00e8 pi\u00f9 fermata: da quella scoperta \u00e8 nato questo libro. L\u2019abbiamo scritto insieme scambiando per tre anni laboriose e-mail. 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