{"id":18968,"date":"2016-11-27T16:35:54","date_gmt":"2016-11-27T15:35:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=18968"},"modified":"2016-12-02T11:26:31","modified_gmt":"2016-12-02T10:26:31","slug":"intervista-al-generale-dei-gesuiti-arturo-sosa-abascal","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/articoli-del-corriere-della-sera\/intervista-al-generale-dei-gesuiti-arturo-sosa-abascal\/","title":{"rendered":"Intervista al generale dei Gesuiti Arturo Sosa Abascal"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>I Gesuiti devono avere l\u2019audacia \u201cdell\u2019improbabile e dell\u2019impossibile\u201d, nel senso di cercare vie nuove, magari fino a oggi impensate, per proporre il Vangelo all\u2019umanit\u00e0 contemporanea e per dargli attuazione nell\u2019impegno per la giustizia: l\u2019afferma il nuovo Generale della Compagnia di Ges\u00f9 in un\u2019intervista pubblicata da \u201cLa Lettura\u201d del \u201cCorriere della Sera\u201d il 27 novembre 2016 alle pagine 2-5 con il titolo \u201cNon possiamo rassegnarci a questo mondo di ingiustizie\u201d<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Padre Arturo Sosa Abascal il primo messaggio che lei ha avuto dal Papa gesuita, dopo l\u2019elezione a Generale, \u00e8 stato: \u201cSii coraggioso\u201d. Che voleva dire?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ho capito nel solco della chiamata all\u2019uscita che rivolge a tutta la Chiesa: riformatevi e uscite. Abbiate il coraggio di incontrare l\u2019umanit\u00e0 di oggi con i suoi problemi. La reale umanit\u00e0 e l\u2019intera umanit\u00e0, senza selezionare quella che vorremmo e senza fermarci a quella che gi\u00e0 conosciamo. Il coraggio di pensare liberamente e anche di pensare qualcosa che ancora non \u00e8 stato pensato. Il coraggio di non avere paura di scomodare il mondo e la Chiesa, ma innanzitutto noi stessi. Sono scelte esigenti. Per compierle fino in fondo la Compagnia non deve fermarsi a difendere se stessa e non deve conformarsi a quello che c\u2019\u00e8 e neppure a quello che la Chiesa \u00e8.<\/p>\n<p><strong>Poco dopo quell\u2019incitamento che le \u00e8 venuto da Francesco, nella prima omelia da generale lei ha parlato di audacia dell\u2019improbabile e addirittura dell\u2019impossibile. Non sar\u00e0 che la presenza di un Papa gesuita vi sta contagiando?<\/strong><\/p>\n<p>No, non ci siamo montati la testa. Non \u00e8 da oggi che la spiritualit\u00e0 della Compagnia di Ges\u00f9 cerca un oltre, non si acquieta all\u2019esistente. E\u2019 la regola del \u201cmagis\u201d, cio\u00e8 del pi\u00f9, come noi diciamo. Quello spunto mi \u00e8 venuto dal Maestro dei domenicani Bruno Cador\u00e8 che nell\u2019omelia che ci ha tenuto a prologo della Congregazione generale ci ha invitati ad avere l\u2019audacia dell\u2019improbabile, proponendola come l\u2019atteggiamento proprio delle persone di fede che cercano di testimoniare Cristo davanti all\u2019umanit\u00e0 di oggi e per fare questo hanno bisogno di lasciare indietro la paura e di remare verso il largo. Quel richiamo mi \u00e8 piaciuto ma mi \u00e8 parso che si potesse dire di pi\u00f9 e cos\u00ec sono arrivato alla proposta di non fermarsi all\u2019improbabile e di mirare all\u2019impossibile.<\/p>\n<p><strong>In questa mira all\u2019impossibile non c\u2019\u00e8 qualcosa di eccessivo? Un ramo di follia?<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8. Ma \u00e8 la follia della fede. Perch\u00e9 miriamo all\u2019improbabile e all\u2019impossibile \u2013 com\u2019\u00e8 l\u2019impresa di proporre il Vangelo all\u2019umanit\u00e0 di oggi \u2013 non basandoci su una nostra audacia ma su quella che sgorga dalla chiamata del Signore. Se la nostra fede \u00e8 come quella di Maria, la mamma di Ges\u00f9 e la madre della Compagnia di Ges\u00f9, la nostra audacia pu\u00f2 andare all\u2019impossibile, perch\u00e9 nulla \u00e8 impossibile a Dio come proclama l\u2019arcangelo Gabriele nella scena dell\u2019Annunciazione.<\/p>\n<p><strong>A quale impossibile lei allude? Nel caso di Maria si trattava di concepire un figlio senza l\u2019apporto di un uomo, ma quell\u2019impossibile le era proposto da un angelo: i gesuiti dove dovrebbero cercarlo?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019impossibile di cui parlo \u00e8 l\u2019uscire dagli schemi che ci vengono imposti dalla realt\u00e0 che ci circonda. Facilmente l\u2019umanit\u00e0 si convince che non sia possibile altro mondo che questo, altra convivenza che quella in cui ci muoviamo. E dunque si tratta di andare oltre l\u2019esistente. Siamo chiamati a questo gi\u00e0 in quanto creature, perch\u00e9 siamo fatti a immagine del Creatore e dunque dobbiamo essere creativi. Penso a tutte le volte che Ges\u00f9 nei Vangeli rimprovera i discepoli per la poca fede e dice: se ne aveste anche solo un granello potreste fare questo e questo.<\/p>\n<p><strong>Che aiuto pu\u00f2 venire all\u2019umanit\u00e0 di oggi dalla pedagogia della Compagnia di Ges\u00f9, essendo questa indirizzata alla formazione del singolo ed essendo invece il mondo d\u2019oggi tutto girato all\u2019economico e al sociale? <\/strong><\/p>\n<p>La pedagogia degli \u201cEsercizi Spirituali\u201d, come s\u2019intitola l\u2019opera pi\u00f9 importante del nostro fondatore, \u00e8 un messaggio importante per la cultura di oggi, che \u00e8 \u2013 si dice sempre \u2013 una cultura dell\u2019immagine e Sant\u2019Ignazio ritiene importantissima l\u2019immagine. Sempre invita colui che compie gli esercizi a contemplare Ges\u00f9 secondo le diverse scene proposte dai Vangeli e non si tratta di una contemplazione passiva ma di una veduta del luogo e dei personaggi mirata a cogliere la dinamica dell\u2019azione evangelica nella quale collocare se stessi per prendere parte a essa. Mirata cio\u00e8 a un discernimento e a una decisione che non restano nell\u2019intimo ma sono rivolti all\u2019azione.<\/p>\n<p><strong>D\u2019accordo ma non ritiene che gli \u201cEsercizi Spirituali\u201d insegnati da Ignazio di Loyola risultino oggi eccessivamente introspettivi?<\/strong><\/p>\n<p>Secondo la mia esperienza gli Esercizi Spirituali portano fuori. Entrano dentro per portare fuori. Tendono a motivare la persona a uscire verso gli altri e verso Dio. Si tratta \u2013 dice Ignazio al paragrafo 189 degli Esercizi, di \u201cuscire dal proprio amore, sapere e interesse\u201d. In questa dinamica c\u2019\u00e8 profondit\u00e0 teologica, perch\u00e9 il peccato non \u00e8 solo trasgressione di un comandamento, ma pi\u00f9 al fondo \u00e8 chiusura in s\u00e9 stessi, trionfo dell\u2019egoismo. Gli Esercizi mirano a superare questa chiusura, sono guidati da una logica espansiva, che \u00e8 quella della lavanda dei piedi, dove Ges\u00f9 dice: quello che ho fatto a voi, fatelo gli uni agli altri.<\/p>\n<p><strong>Lei in passato, nella sua patria venezuelana, si \u00e8 variamente sporcato le mani con una situazione politica sempre ribollente\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Spesso me le sono sporcate ma poi le ho anche ripulite\u2026<\/p>\n<p><strong>\u2026 \u00e8 vero: ha ammesso d\u2019aver sbagliato e corretto via via analisi e giudizi, ma a motivo di questi precedenti la sua elezione \u00e8 stata anche criticata. Che risponde alle critiche? <\/strong><\/p>\n<p>Qualsiasi cosa si dica o faccia in Venezuela e sul Venezuela viene criticata. Il nostro dramma \u00e8 che non siamo capaci di ascoltare. Appena uno parla si cerca di incasellarlo, prima di ascoltare che cosa abbia da dire. Questa situazione di dialogo tra sordi dura da oltre 25 anni, risale a prima del chavismo. Tante volte mi sono trovato in incontri nei quali qualcuno, dopo un mio intervento, quale che ne fosse il contenuto, veniva a gridarmi in faccia: ma lei \u00e8 pro o contro? \u201cVeda lei\u201d mi veniva di rispondere. Io voglio, per il popolo del Venezuela, un mondo molto migliore di quello che c\u2019\u00e8 adesso, sono sicuro che sia possibile realizzarlo ed \u00e8 per questo che mi sono adoperato finch\u00e9 ero l\u00e0. Sono inoltre convinto che a un cambiamento vero si possa arrivare solo per via politica, escludendo il ricorso alla violenza e che il primo passo debba essere quello di capirsi tra diversi, di riconoscersi gli uni gli altri.<\/p>\n<p><strong>Spesso le critiche che ricevono i gesuiti latino-americani sono le stesse che riceve il Papa gesuita latinoamericano. Che direbbe a chi sostiene che fate troppa politica e una politica che appare quasi sempre di sinistra, se oggi questa categoria ha ancora un senso?<\/strong><\/p>\n<p>Secondo me facciamo poca politica: dobbiamo farne di pi\u00f9. Intendo la politica alta, non quella delle fazioni. Per intendere questo mio favore alla Politica con l\u2019iniziale maiuscola tenga anche conto del fatto che il mio campo di studi \u00e8 quello delle scienze politiche. Sono convinto che senza politica non \u00e8 possibile una vera vita umana e neanche la lotta per la giustizia. Il motto del generale von Clausewitz che la guerra sia la \u201ccontinuazione della politica con altri mezzi\u201d \u00e8 profondamente errato: la guerra nega la politica, che \u00e8 il luogo della costruzione della convivenza. Ne dichiara la sconfitta. Il cristiano non pu\u00f2 estraniarsi dalla politica che ha a che fare con la dimensione sociale del Vangelo. Il mio impegno \u2013 quand\u2019ero in Venezuela e anche ora \u2013 \u00e8 quello di pormi a questo livello dell\u2019impegno politico. La differenza tra destra e sinistra mi appare ogni giorno pi\u00f9 inutile, una faccenda di etichetta. La sostanza \u00e8 che la nostra fede cristiana ci porta alla lotta per la giustizia. Il credente non pu\u00f2 rassegnarsi a un mondo che \u00e8 pieno di ingiustizie.<\/p>\n<p><strong>Mi dica a che pensa quando pronuncia queste parole sulle ingiustizie\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Penso al potere economico che domina il pianeta, al narcotraffico, al commercio delle armi, alla tratta delle persone. Penso al crescente e antievangelico divario tra ricchi e poveri: negli ultimi dieci anni questo divario \u00e8 cresciuto. Nella liturgia invochiamo l\u2019avvento di un \u201cregno di giustizia, di amore e di pace\u201d e dunque il cristiano non potr\u00e0 approvare questo andamento.<\/p>\n<p><strong>Che dice alle persone di destra che si scandalizzano della vostra presunta tendenza a sinistra?<\/strong><\/p>\n<p>Non voglio polemizzare con chi \u00e8 a destra. Il mio ragionamento va verso chi si oppone a ogni cambiamento e nemici del nuovo pu\u00f2 esservi anche a sinistra. Penso che questi oppositori siano persone ideologicamente rigide e intimamente insicure, che hanno bisogno di tenere ferme le cose per trovare sicurezza nel gi\u00e0 noto. Hanno bisogno di un terreno sicuro sul quale poggiare i piedi mentre il Vangelo ci toglie il pavimento e ci lascia a mezz\u2019aria: \u201cSono venuto a portare il fuoco\u201d, \u201cFaccio nuove tutte le cose\u201d.<\/p>\n<p><strong>Queste sue parole verso i nemici del cambiamento somigliano a quelle che Francesco spesso rivolge ai cattolici che si oppongono alle riforme. Lei che dice delle contestazioni al Papa che vengono dall\u2019interno della Chiesa?<\/strong><\/p>\n<p>Le critiche che vengono fatte al Papa, oggi con pi\u00f9 libert\u00e0 rispetto a ieri, io le vedo come un frutto del clima che egli stesso ha creato invitando a un dibattito aperto e a dire con schiettezza il proprio convincimento. Pi\u00f9 volte ha invitato alla \u201cparresia\u201d che appunto vuol dire parola schietta. Francesco \u00e8 capace di ascoltare opinioni diverse dalla sua. Questo ascolto \u00e8 utile a tutti i livelli della Chiesa. Il nostro tempo chiede decisioni nuove e per andare al nuovo \u00e8 necessario un vasto confronto.<\/p>\n<p><strong>Che dice della lettera dei quattro cardinali, tra i quali l&#8217;italiano Carlo Caffarra, che hanno chiesto al Papa di chiarire cinque \u201cdubbi\u201d a riguardo dell\u2019esortazione \u201cAmoris laetitia\u201d? Francesco ancora non ha risposto e loro hanno pubblicato la lettera: lei \u00e8 preoccupato di questi sviluppi?<\/strong><\/p>\n<p>Non sono preoccupato. Quei quattro si sono presa la libert\u00e0 di parola alla quale il Papa aveva invitato. Mi piace che questo avvenga. Nel linguaggio nostro di gesuiti si dice che \u00e8 necessario conoscere l\u2019opinione di tutti per fare un vero discernimento comunitario. Naturalmente il gioco dev\u2019essere leale: se uno chiede un chiarimento perch\u00e9 non ha capito, siamo nella lealt\u00e0. Diverso sarebbe il caso di chi critica strumentalmente per un calcolo di convenienza, o pone domande per mettere in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Nel primo incontro con la stampa, lei ci ha informati che in Cina oggi sono presenti 12 gesuiti e che il governo sa della loro presenza. Che ha da dire a questi pionieri?<\/strong><\/p>\n<p>Grazie per essere l\u00ec, grazie per aver risposto alla chiamata a una missione difficile. Fanno un lavoro non religioso: insegnano lingue, matematica, fisica, discipline economiche e amministrative. Attestano una possibilit\u00e0 di convivenza, di vicinanza umana.<\/p>\n<p><strong>Matteo Ricci, grande gesuita, cerc\u00f2 di farsi \u201ccinese con i cinesi\u201d. Oggi noi europei dovremmo farci africani e arabi con gli africani e gli arabi che vengono qui? <\/strong><\/p>\n<p>Il criterio dell\u2019inculturazione, cio\u00e8 di entrare pienamente nella cultura del popolo al quale si viene mandati, \u00e8 sempre stato al centro della strategia missionaria dei Gesuiti. Oggi poi siamo di fatto una Compagnia multiculturale. La maggioranza di noi non \u00e8 pi\u00f9 europea. La sfida di oggi \u00e8 la interculturalit\u00e0: nella Compagnia, nella Chiesa, nel mondo. Nella mescolanza degli uomini c\u2019\u00e8 qualcosa della faccia di Dio.<\/p>\n<p><strong>Ma che Europa avremo domani, che Stati Uniti d\u2019America, con la crescita degli immigrati e il calo dei nativi?<\/strong><\/p>\n<p>Tutti i popoli sono nati dalla mescolanza, l\u2019Europa e gli Stati Uniti pi\u00f9 degli altri. E dalla mescolanza hanno avuto le loro grandi risorse. L\u2019arrivo di genti nuove \u00e8 un trauma ma \u00e8 anche una speranza. Io penso che l\u2019Europa e gli Stati Uniti di domani saranno migliori con questa rinnovata variet\u00e0. Il travaglio ci fa pi\u00f9 umani, ci sposta dai nostri convincimenti per aiutarci ad accettare i nuovi venuti. Da giovane leggevo Teilhard de Chardin e da questo gesuita geniale ho imparato a coltivare l\u2019ottimismo dei tempi lunghi.<\/p>\n<p><strong>Come mai la Compagnia di Ges\u00f9 non si attiene pi\u00f9 alla regola che proibiva ai gesuiti di accettare cariche ecclesiastiche come l\u2019episcopato, il cardinalato e il papato? Non credete pi\u00f9 che il vostro fondatore avesse buone ragioni per proibire ai compagni ogni accesso al potere?<\/strong><\/p>\n<p>Crediamo che le avesse e ci atteniamo ancora a quella regola, ma nella novit\u00e0 dei tempi. Spiego la novit\u00e0 con l\u2019esempio dei parroci. Il fondatore non voleva che i gesuiti fossero parroci e non lo fummo per molto tempo. Perch\u00e9 le parrocchie allora avevano benefici, cio\u00e8 propriet\u00e0, configuravano una situazione sicura, un prestigio sociale, mentre il criterio missionario dettato da Sant\u2019Ignazio ci indirizzava alla scelta dei luoghi dimenticati, delle frontiere, delle mansioni che altri fuggivano. Oggi fare il parroco non \u00e8 pi\u00f9 fonte di prestigio, e oggi abbiamo parrocchie a centinaia in tutto il mondo. Qualcosa di simile vale per l\u2019episcopato. Ero recentemente al giuramento del confratello Paolo Bizzetti, che \u00e8 stato mandato in Turchia come Vicario Apostolico dell\u2019Anatolia a prendere il posto del martire Luigi Padovese e ha giurato sulla Bibbia di Padovese che porta il segno del proiettile che l\u2019ha ucciso. A fare il vescovo l\u00ec, come in tanti luoghi di missione, non vuole andare nessuno.<\/p>\n<p><strong>Ma qualche volta vediamo che un gesuita diventa arcivescovo di Milano o di Buenos Aires\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Succedeva anche in passato, abbiamo avuto cardinali gesuiti fin dal XVI secolo. Per un nome noto, pensi al cardinale e santo Roberto Bellarmino. Vuol dire che il Papa li ha obbligati ad accettare quella nomina. Lei sa che abbiamo un voto di speciale obbedienza al Papa.<\/p>\n<p><strong>Che cosa chiede Dio ai Gesuiti in quest\u2019epoca di grandi trasformazioni e cosa chiedono i Gesuiti a Dio?<\/strong><\/p>\n<p>Chiediamo la consolazione, che \u00e8 parola ignaziana tutta da intendere: non \u00e8 la gioia del cuore, ma la conferma interiore della missione ricevuta. La sicurezza che questo a cui vengo chiamato \u00e8 ci\u00f2 che il Signore vuole da me. L\u2019atteggiamento di Ges\u00f9 nell\u2019Orto: passi da me questo calice ma sia fatta la tua volont\u00e0.<\/p>\n<p><strong>E Dio che vi chiede?<\/strong><\/p>\n<p>Credo che ci chieda, come sempre e a tutti, di andare e di annunciare il Vangelo. Specificamente a noi chiede di metterci nei posti di frontiera che dicevamo, in quelli nuovi o pericolosi, dove si rischia la vita. E di restare l\u00ec. In Turchia, come si accennava. In Cina. Nei centri di accoglienza per i rifugiati. Nelle zone delle lotte tribali. Nelle terre dove sono i pi\u00f9 poveri tra i poveri.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/p>\n<p>\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026.<\/p>\n<p><strong><em>Scheda sul Padre Arturo Sosa Abascal<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Arturo Sosa Abascal, trentesimo successore di Ignazio di Loyola,\u00a0eletto il 14 ottobre, \u00e8 il primo Generale dei gesuiti non europeo. E\u2019 nato a Caracas, in Venezuela, nel 1948. Parla bene l\u2019italiano perch\u00e9 da due anni era in Italia come responsabile delle opere internazionali della Compagnia che sono a Roma. Tra il 1996 e il 2004 era stato Provinciale dei gesuiti del suo paese. Prima ancora era stato coordinatore della Provincia per l\u2019apostolato sociale e direttore del Centro Sociale Gumilla, simile al Centro Arrupe di Palermo. <\/em><\/p>\n<p><em>Ha pubblicazioni sulla politica del Venezuela. Le iniziali simpatie per il presidente Chavez (81999-2013), che in seguito critic\u00f2, gli procurarono l\u2019accusa di sinistrismo rivoluzionario che ha sempre respinto. Nel 2004, \u00e8 stato invitato come docente dal Centro per gli studi latinoamericani della Georgetown University negli Stati Uniti, mentre era professore nel Dipartimento del pensiero politico venezuelano dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Tachira. <\/em><\/p>\n<p><em>Come tutti i Generali della Compagnia, il padre Sosa \u00e8 eletto a vita, ma i suoi tre ultimi predecessori (Pedro Arrupe, Peter Hans Kolvenbach, Adolfo Nicol\u00e1s Pach\u00f3n) hanno \u201crinunciato\u201d al generalato: Arrupe per malattia ai 77 anni e gli altri due agli 80. L\u2019elezione a vita del superiore dei gesuiti gli ha guadagnato l\u2019appellativo di \u201cPapa nero\u201d con riferimento al fatto che anche il mandato del Papa bianco non ha limiti di tempo. <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; I Gesuiti devono avere l\u2019audacia \u201cdell\u2019improbabile e dell\u2019impossibile\u201d, nel senso di cercare vie nuove, magari fino a oggi impensate, per proporre il Vangelo all\u2019umanit\u00e0 contemporanea e per dargli attuazione&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/articoli-del-corriere-della-sera\/intervista-al-generale-dei-gesuiti-arturo-sosa-abascal\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Intervista al generale dei Gesuiti Arturo Sosa Abascal<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":7661,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-18968","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/18968","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18968"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/18968\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18988,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/18968\/revisions\/18988"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7661"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18968"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}