{"id":19520,"date":"2017-03-28T14:40:11","date_gmt":"2017-03-28T12:40:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=19520"},"modified":"2017-03-28T14:40:11","modified_gmt":"2017-03-28T12:40:11","slug":"come-ho-conosciuto-e-che-cosa-ho-imparato-da-madre-teresa","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/come-ho-conosciuto-e-che-cosa-ho-imparato-da-madre-teresa\/","title":{"rendered":"Come ho conosciuto e che cosa ho imparato da Madre Teresa"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho incontrato la prima volta madre Teresa a met\u00e0 degli anni Settanta, a San Gregorio al Celio, in Roma: aveva appena aperto la prima casa romana delle sue suore, e aveva scelto per loro il pollaio dei monaci camaldolesi.<\/p>\n<p>Il priore di San Gregorio, don Giabbani, si vergognava di quella sistemazione e mi spiegava: &#8216;Le abbiamo offerto delle stanze, ma lei ha detto che erano troppo comode; ha visto il gallinaio che non usiamo pi\u00f9 e ha voluto quello&#8217;.<\/p>\n<p>Era una costruzione bassa, in mattoni bucati e lamiere, col pavimento in cemento. L\u00ec l\u2019incontrai. &#8216;Le mie sorelle sono povere e abituate a tutto, vengono dall&#8217;India. Il pollaio sar\u00e0 pi\u00f9 che sufficiente&#8217;, questo \u00e8 tutto ci\u00f2 che mi disse.<\/p>\n<p>L&#8217;ho poi seguita e ascoltata in decine di circostanze pubbliche: al Congresso eucaristico di Milano, nel 1982; nei vari sinodi in Vaticano; quando le fece visita il papa a Calcutta. Sempre l&#8217;ho udita dire parole semplici e vere, come quelle sul pollaio. Di un anno prima della morte (avvenuta nel settembre del 1997) \u00e8 questa parabola, che raccont\u00f2 al principe Michele di Grecia e che tanto somiglia alla storia del pollaio: &#8216;L&#8217;altra notte ho sognato che ero alle porte del paradiso. E san Pietro ha detto: torna sulla terra, qui non ci sono bassifondi&#8217;.<\/p>\n<p>Negli anni mi sono fatto l&#8217;idea che madre Teresa non la dovevo cercare nelle parole che diceva, ma nei gesti e nelle opere. Le sue parole hanno una nudit\u00e0 che stordisce: la sua opera d\u00e0 senso a quello stordimento.<\/p>\n<p>Grazie a quell&#8217;opera, madre Teresa rester\u00e0 come l&#8217;incarnazione pi\u00f9 convincente, nella nostra epoca, del genio della carit\u00e0 evangelica; tutti l&#8217;hanno capita, in morte l\u2019hanno pianta i cristiani delle varie confessioni, i laici d&#8217;ogni paese, capi di Stato e di Governo, dall\u2019India a Clinton a Eltsin, ind\u00f9 e musulmani.<\/p>\n<p>&#8216;Dove guarda, vede&#8217;, scrisse di lei Pier Paolo Pasolini, in \u201cOdore dell&#8217;India\u201d, dopo che la incontr\u00f2 a Calcutta nel 1961, quando non era ancora nota in Italia. Il dono dello sguardo era all&#8217;origine della sua genialit\u00e0 nell&#8217;amore: vedeva prima di altri il fratello che era nel bisogno e subito lo soccorreva, senza giudicare, senza lasciarsi bloccare dalle frontiere o dalla mancanza di mezzi. E se non lo poteva soccorrere, pativa con lui.<\/p>\n<p>L&#8217;hanno criticata per questa sua fretta di portare aiuto, anche improvvisando. Hanno detto che nel suoi ospizi non c&#8217;erano abbastanza medici e medicine. Credo sia vero; ma la vedo come una lode, non come una critica! Che farai a Calcutta, o a Beirut sotto i bombardamenti, o a Cernobyll dopo l&#8217;esplosione della centrale, se aspetti di avere l&#8217;attrezzatura giusta per soccorrere qualcuno?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questo \u00e8 il punto: madre Teresa \u00e8 andata in tutti questi luoghi impossibili e in tanti altri; \u00e8 corsa per il mondo, piccola e storta, alla ricerca di ogni sofferente, come non le bastassero quelli dell&#8217;India, senza mai calcolare se le bastavano le forze, e senza fare preventivi. Ha portato le sue suore in novantacinque paesi, ed \u00e8 morta con il rimpianto di non poter aprire delle case in Cina: due volte aveva chiesto il permesso, e due volte gliel&#8217;avevano negato.<\/p>\n<p>La tendenza ad andare oltre ogni confine, alla ricerca dei fratelli, la caratterizza fin dall&#8217;inizio: quand&#8217;era una giovane missionaria a Calcutta, lasci\u00f2 il convento per mettersi a servire i moribondi sulla strada. Da europea si \u00e8 fatta indiana e ha portato le sue suore indiane a soccorrere i poveri del Nord del mondo. Ha lasciato il comando della sua congregazione a una compagna venuta dall&#8217;induismo: suor Nirmala. Il rovesciamento evangelico dei ruoli, personali e continentali, era la sua specialit\u00e0<\/p>\n<p>Quando nelle metropoli dell&#8217;Occidente \u00e8 esploso l&#8217;Aids, lei ha inventato le case di accoglienza iniziando da New York. E ha battuto sul tempo ogni altra istituzione: le bast\u00f2 vedere che i malati di Aids erano i pi\u00f9 poveri tra gli uomini. \u00c8 corsa a Beirut nel momento peggiore della guerra accompagnata da due sole sorelle: non avevano ancora una casa e gi\u00e0 cercavano i bambini tra le macerie dei bombardamenti. La sentii dire in televisione: &#8216;Non ero stata mai, prima d&#8217;ora, nel mezzo di una guerra. Mi chiedo che cosa provino quando fanno questo. Non capisco. Sono tutti figli di Dio, perch\u00e9 lo fanno?&#8217;.<\/p>\n<p>Lo stesso stupore evangelico le dettava queste parole scandalose sull&#8217;aborto: &#8216;Se vi \u00e8 un bambino che non desiderate, o non potete curare, o educare, date quel bimbo a me. Non voglio rifiutare nessun bambino&#8217;.<\/p>\n<p>\u00c8 stata la prima a inserire delle suore negli ospedali sovietici, dopo l&#8217;esplosione di Cernobyll. E la prima a entrare in Albania, quando il regime ateo della sua patria d&#8217;origine era ancora in piedi. Persino in Vaticano ha fatto qualcosa che prima non si faceva: una mensa per i poveri nella casa del papa.<\/p>\n<p>Dove guardava vedeva e dove vedeva soccorreva. Ha pure detto questo: &#8216;Vedo Dio in ogni essere umano. Quando lavo le piaghe dei lebbrosi sento che sto curando il Signore. Non \u00e8 meraviglioso?&#8217;.<\/p>\n<p>\u201cIo non sono che una piccola matita nelle mani di Dio\u201d \u00e8 un\u2019altra sua affermazione chiave. Non si considerava una suora di vita attiva: &#8220;Siamo delle contemplative che vivono in mezzo al mondo. [&#8230;] La nostra vita deve essere una preghiera continua&#8221;. Vedeva il servizio dei poveri come una naturale conseguenza della\u00a0preghiera\u00a0e del dialogo con\u00a0Dio.<\/p>\n<p>Ha conosciuto la notte oscura di cui parlano i mistici, come attestano le lettere al direttore spirituale pubblicate dopo la morte. In una di queste lettere scriveva di non sentire\u00a0&#8220;la presenza di Dio n\u00e9 nel suo cuore n\u00e9 nell&#8217;Eucaristia&#8221; e ancora: &#8220;Nella mia anima sperimento proprio quella terribile sofferenza dell&#8217;assenza di Dio, che Dio non mi voglia, che Dio non sia Dio, che Dio non esista veramente&#8221;. Ma ebbe il dono di non abbandonare mai la ricerca del Signore che le si nascondeva:\u00a0&#8220;Ho cominciato ad amare le mie tenebre perch\u00e9 credo che siano una parte, una piccola parte delle tenebre di Ges\u00f9 e della Sua pena sulla terra&#8221;.<\/p>\n<p>Ero a Calcutta nel febbraio del 1986, quando la vidi prendere per mano il papa e guidarlo a vedere i moribondi del suo dormitorio. Questa \u00e8 madre Teresa: il genio femminile sposato alla carit\u00e0 evangelica, che guida la chiesa verso il mondo del poveri.<\/p>\n<p>L\u2019attualit\u00e0 del suo insegnamento sulla via della carit\u00e0 ha avuto alto riconoscimento dai Papi che l\u2019hanno incoraggiata, sostenuta, riconosciuta santa, proposta come modello di carit\u00e0 alla Chiesa e all\u2019umanit\u00e0 di oggi. La teologia della carit\u00e0 indicata da Papa Benedetto (\u201cDeus Caritas est\u201d) e la pastorale della misericordia predicata da Papa Francesco erano state in qualche modo precedute e prefigurate dalla sua azione caritativa.<\/p>\n<p>Proclamandola santa il 4 settembre 2016, Francesco la propone come patrona della forma di carit\u00e0 pi\u00f9 diffusa nel nostro tempo, quella del volontariato: \u201cLa sua missione nelle periferie delle citt\u00e0 e nelle periferie esistenziali permane ai nostri giorni come testimonianza eloquente della vicinanza di Dio ai pi\u00f9 poveri tra i poveri. Oggi consegno questa emblematica figura di donna e di consacrata a tutto il mondo del volontariato: lei sia il vostro modello di santit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Papa Bergoglio ne aveva gi\u00e0 parlato con grande ammirazione, accostandola a Francesco d\u2019Assisi, nell\u2019enciclica \u201cLumen fidei\u201d (2013), al paragrafo 57: \u201cPer quanti uomini e donne di fede i sofferenti sono stati mediatori di luce! Cos\u00ec per san Francesco d\u2019Assisi il lebbroso, o per la Beata Madre Teresa di Calcutta i suoi poveri. Hanno capito il mistero che c\u2019\u00e8 in loro\u201d.<\/p>\n<p>Madre Teresa come testimone della evangelizzazione che pu\u00f2 venirci dai poveri: un\u2019indicazione forte, questa del Papa delle periferie, per la comprensione della piccola grande santa di Calcutta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Ho incontrato la prima volta madre Teresa a met\u00e0 degli anni Settanta, a San Gregorio al Celio, in Roma: aveva appena aperto la prima casa romana delle sue suore,&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/come-ho-conosciuto-e-che-cosa-ho-imparato-da-madre-teresa\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Come ho conosciuto e che cosa ho imparato da Madre Teresa<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-19520","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/19520","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19520"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/19520\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19521,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/19520\/revisions\/19521"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19520"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}