{"id":19566,"date":"2017-03-30T21:18:05","date_gmt":"2017-03-30T19:18:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=19566"},"modified":"2017-03-30T21:18:05","modified_gmt":"2017-03-30T19:18:05","slug":"dialogo-sullesortazione-amoris-laetitia","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/dialogo-sullesortazione-amoris-laetitia\/","title":{"rendered":"Dialogo sull\u2019Esortazione \u201cAmoris laetitia\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em>Paoline Multimedia di via del Mascherino 94<\/em><\/p>\n<p><em>14 giugno 2016 \u2013 ore 18.30<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Luigi Accattoli risponde alle domande di Romano Cappelletto dell\u2019Ufficio Stampa\u00a0Paoline<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cAmoris Laetitia\u201d: gi\u00e0 il titolo d\u00e0 la cifra del modo stesso in cui papa Francesco intende affrontare il tema \u201cfamiglia\u201d: la famiglia \u201cgioia dell\u2019amore\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Con la scelta di quel titolo il Papa ha voluto segnalare l\u2019intenzione di una presentazione in positivo del messaggio della Chiesa sulla famiglia: il desiderio di famiglia che c\u2019\u00e8 tra i giovani nonostante tutto \u2013 la felicit\u00e0 della vita familiare come argomento principe per la promozione della famiglia nell\u2019umanit\u00e0 di oggi \u2013 la famiglia come prima risorsa della Chiesa. Per questa positivit\u00e0 vanno letti i capitoli 3, 4, 5 dell\u2019esortazione: La vocazione della famiglia, L\u2019amore nel matrimonio, L\u2019amore che diventa fecondo. L\u2019esortazione \u00e8 lunga ma leggibilissima, accessibile a ogni persona abituata a leggere. Affascinante, a lasciarsi prendere.<\/p>\n<p>Nel titolo c\u2019\u00e8 il richiamo alla \u201cEvangelii Gaudium\u201d e alla \u201cGaudete in Domino\u201d (Paolo VI, maggio 1975) e alla \u201cGaudium et Spes\u201d. Ma anche a Benedetto XVI, paragrafo 13 della lettera apostolica \u201cPorta fidei\u201d con cui nel 2011 indisse l\u2019anno della fede:\u00a0\u201cLa gioia dell\u2019amore [Amoris laetitia], la risposta al dramma della sofferenza e del dolore, la forza del perdono davanti all\u2019offesa ricevuta e la vittoria della vita dinanzi al vuoto della morte, tutto trova compimento nel mistero della sua Incarnazione, del suo farsi uomo, del condividere con noi la debolezza umana per trasformarla con la potenza della sua Risurrezione\u201d.<\/p>\n<p><strong>Paragrafo 3: nell\u2019incipit Francesco usa l\u2019espressione IL TEMPO E\u2019 SUPERIORE ALLO SPAZIO: anche qui si pu\u00f2 notare un approccio \u201cnuovo\u201d, potremmo dire \u201cpoco rigido\/cristallizzato\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Non amo gli assiomi bergogliani: \u201cIl tempo \u00e8 superiore allo spazio\u201d, \u201cL\u2019unit\u00e0 prevale sul conflitto\u201d, \u201cLa realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 importante dell\u2019idea\u201d, \u201cIl tutto \u00e8 superiore alla parte\u201d. Faccio difficolt\u00e0 a capirli. Ma amo questo paragrafo tre, uno dei pi\u00f9 importanti dell\u2019esortazione: \u201cNon tutte le discussioni dottrinali, morali o pastorali devono essere risolte con interventi del magistero. Naturalmente, nella Chiesa \u00e8 necessaria una unit\u00e0 di dottrina e di prassi, ma ci\u00f2 non impedisce che esistano diversi modi di interpretare alcuni aspetti della dottrina o alcune conseguenze che da essa derivano\u201d. Qui c\u2019\u00e8 l\u2019invito a uscire da una uniformit\u00e0 che non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile nell\u2019oggi del pianeta, la provocazione a ripensare la missione nel segno dell\u2019inculturazione.<\/p>\n<p><strong>Paragrafo 35: Il papa evidenzia come ci si trovi obiettivamente in una situazione globale di \u201ccrisi\u201d dell\u2019istituto familiare. Ma, a differenza di tanti \u201cesperti della lamentela\u201d, lui va oltre, denunciando la \u201cretorica dei mali\u201d. In che senso?<\/strong><\/p>\n<p>Questa s\u00ec che \u00e8 una buona domanda! Il Papa ci invita a prendere atto realisticamente della situazione della famiglia nel mondo d\u2019oggi e a non fermarci al capitolo della lamentazione. I due Sinodi del 2014 e del 2015 avevano svolto una ricognizione ampia dei mali della famiglia, che l\u2019esortazione riprende nel capitolo 2: \u201cLa realt\u00e0 e le sfide delle famiglie\u201d. Nulla viene sottaciuto: individualismo, cultura del provvisorio, affettivit\u00e0 narcisistica, fragilit\u00e0 delle coppie, assenza dei padri. Ma la spinta \u00e8 a reagire a queste \u201csfide\u201d con \u201ccreativit\u00e0 missionaria\u201d: questa \u00e8 l\u2019umanit\u00e0 alla quale la Chiesa deve oggi presentare il Vangelo della famiglia. Un\u2019eccessiva insistenza sui mali porta a erigere barricate che non aiutano la missione verso i giovani, anzi allontanano i giovani dalla Chiesa. Sempre in materia di lamentazioni, il Papa invita addirittura all\u2019autocritica su come il Vangelo della famiglia \u00e8 stato trasmesso fino a ieri: \u201cA volte il nostro modo di presentare le convinzioni cristiane e il modo di trattare le persone hanno aiutato a provocare ci\u00f2 di cui oggi ci lamentiamo, per cui ci spetta una salutare reazione di autocritica\u201d (paragrafo 31). Francesco segnala due errori storici dei quali fare autocritica: l\u2019aver posto \u201cun accento quasi esclusivo sul dovere della procreazione\u201d e l\u2019aver sviluppato una \u201cidealizzazione eccessiva\u201d del matrimonio. Altro accenno autocritico sul \u201cvalore del sesso\u201d \u00e8 al paragrafo 150.<\/p>\n<p><strong>Paragrafo 54: tra gli elementi importanti nello sguardo alla realt\u00e0 della prima parte dell\u2019Esortazione, c\u2019\u00e8 un accenno alla condizione della donna\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Il paragrafo citato accenna a \u201ccostumi inaccettabili\u201d di subordinazione della donna, alla \u201cvergognosa violenza che a volte si usa nei confronti delle donne\u201d, dai \u201cmaltrattamenti familiari\u201d a \u201cvarie forme di schiavit\u00f9\u201d; alla \u201cgrave mutilazione genitale della donna in alcune culture\u201d, alla \u201cdisuguaglianza dell\u2019accesso a posti di lavoro dignitosi e ai luoghi in cui si prendono le decisioni\u201d. Si segnalano mali antichi e nuovi: \u201cLa storia ricalca le orme degli eccessi delle culture patriarcali, dove la donna era considerata di seconda classe, ma ricordiamo anche la pratica dell\u2019\u2019utero in affitto\u2019 o la \u2018strumentalizzazione e mercificazione del corpo femminile nell\u2019attuale cultura mediatica\u2019\u201d. Infine il femminismo: \u201cSe sorgono forme di femminismo che non possiamo considerare adeguate, ammiriamo ugualmente l\u2019opera dello Spirito nel riconoscimento pi\u00f9 chiaro della dignit\u00e0 della donna e dei suoi diritti\u201d. E\u2019 un argomento nel quale il Papa ha detto di pi\u00f9, nelle sue catechesi, di quanto avessero affermato i due Sinodi: dalle note che accompagnano il testo si vede con chiarezza questo suo andare oltre il dettato sinodale.<\/p>\n<p><strong>Paragrafo 56: la questione gender. Si sarebbe portati a pensare che, con la sua modernit\u00e0, il papa possa in qualche modo accettare alcune ideologie sessuali: al contrario, il papa \u00e8 molto chiaro\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Sono molte \u2013 oltre a questa \u2013 le proteste dell\u2019esortazione nei confronti della post modernit\u00e0: in un post che ho pubblicato nel mio blog ne ho elencate 12: utero in affitto (paragrafo 54), \u201cVa riscoperto il messaggio dell\u2019Enciclica \u201cHumanae vitae\u201d di Paolo VI\u201d (82 e 222), il male dell\u2019aborto (83) e del divorzio (246), la secolarizzazione che \u201coffusca il valore di un\u2019unione per tutta la vita\u201d (162). Valga per tutte l\u2019affermazione di portata generale che troviamo al paragrafo 52: \u201cNessuno pu\u00f2 pensare che indebolire la famiglia come societ\u00e0 naturale fondata sul matrimonio sia qualcosa che giova alla societ\u00e0\u201d. Il documento va letto senza pregiudiziali ideologiche, svolgendo un discernimento coerente delle intenzioni e dei contenuti di ogni sua pagina.<\/p>\n<p><strong>Paragrafi 74-150-152-157: il tema della sessualit\u00e0. Molto \u00e8 cambiato, anche prima di papa Francesco e di questa Esortazione, nell\u2019atteggiamento della Chiesa nei confronti della \u201csessualit\u00e0\u201d. Ma qui, nell\u2019Esortazione, questo cambiamento di prospettiva risulta finalmente chiaro, \u201cufficiale\u201d\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Dir\u00f2 che lo sguardo positivo sul sesso in questo documento ha una funzione centrale e non pi\u00f9 periferica. \u201cLa gioia dell\u2019amore che si vive nelle famiglie \u00e8 anche il giubilo della Chiesa\u201d: questo \u00e8 l\u2019attacco dell\u2019esortazione e chi l\u2019ha letta sa che in essa \u201cgioia dell\u2019amore\u201d vuol dire anche gioia dell\u2019erotismo.<\/p>\n<p>Ecco alcune massime luminose che in un post del mio blog ho raccolto sotto il titolo \u201cCantico di Francesco alla gioia dell\u2019amore\u201d:<\/p>\n<p>\u201cL\u2019unione sessuale, vissuta in modo umano e santificata dal sacramento, \u00e8 per gli sposi via di crescita nella vita della grazia. \u00c8 il mistero nuziale\u201d (74).<\/p>\n<p>\u201cAlcune correnti spirituali insistono sull\u2019eliminare il desiderio per liberarsi dal dolore. Ma noi crediamo che Dio ama la gioia dell\u2019essere umano\u201d (149).<\/p>\n<p>\u201cDio stesso ha creato la sessualit\u00e0, che \u00e8 un regalo meraviglioso per le sue creature\u201d (150).<\/p>\n<p>\u201cL\u2019erotismo appare come manifestazione specificamente umana della sessualit\u00e0\u201d (151).<\/p>\n<p>\u201cI momenti di gioia, il riposo o la festa, e anche la sessualit\u00e0, si sperimentano come una partecipazione alla vita piena della sua Risurrezione. I coniugi danno forma con vari gesti quotidiani a questo spazio teologale in cui si pu\u00f2 sperimentare la presenza mistica del Signore risorto\u201d (317). Suggerisco di confrontare quest\u2019ultima citazione al brano della \u201cPorta Fidei\u201d di Papa Benedetto che ho riportato nella risposta alla prima domanda, dal quale Francesco ha preso l\u2019espressione \u201cAmoris laetitia\u201d: in ambedue la \u201cgioia\u201d \u00e8 raccordata alla Risurrezione.<\/p>\n<p><strong>Paragrafo 173: essere donna e madre. Francesco, anche qui propone una felice sintesi: la donna finalmente riconosciuta nella sua pari dignit\u00e0, ma confermata nel suo \u201cdono\u201d specifico, a cui non deve rinunciare in nome di un femminismo estremo\u2026 \u00e8 una sintesi possibile?<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 visto in risposta ad altra domanda una valutazione positiva del femminismo. Ed eccone una negativa: \u201cApprezzo il femminismo quando non pretende l\u2019uniformit\u00e0 n\u00e9 la negazione della maternit\u00e0 [\u2026]. Le capacit\u00e0 specificamente femminili \u2013 in particolare la maternit\u00e0 \u2013 conferiscono alla donna anche dei doveri, perch\u00e9 il suo essere donna comporta anche una missione peculiare su questa terra, che la societ\u00e0 deve proteggere e preservare per il bene di tutti\u201d<a name=\"_ftnref191\"><\/a> (173). Il procedere di Francesco \u00e8 libero da opzioni ideologiche: prende il buono dove lo trova. Pu\u00f2 riconoscere qualcosa di buono in Pannella e nel femminismo, ma pu\u00f2 anche dire con schiettezza la sua critica all\u2019uno e all\u2019altro.<\/p>\n<p>Nell\u2019esortazione c\u2019\u00e8 anche quest\u2019inno la gioia della maternit\u00e0, nel quale Francesco si fa poeta: \u201cAd ogni donna in gravidanza desidero chiedere con affetto: abbi cura della tua gioia, che nulla ti tolga la gioia interiore della maternit\u00e0. Quel bambino merita la tua gioia [\u2026]. Vivi con sereno entusiasmo in mezzo ai tuoi disagi, e prega il Signore che custodisca la tua gioia perch\u00e9 tu possa trasmetterla al tuo bambino\u201d (171).<\/p>\n<p><strong>Paragrafi 241-242-246: anche sul tema delle separazioni, l\u2019atteggiamento del papa si mostra in una sintesi tra dottrina chiara (\u201cIl divorzio \u00e8 un male\u201d) e la capacit\u00e0 di includere sempre, di non abbandonare chi vive situazioni difficili (con un occhio di riguardo, in questo caso, ai figli)\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Andrebbe letto e commentato l\u2019intero paragrafo 297: \u201cSi tratta di integrare tutti, si deve aiutare ciascuno a trovare il proprio modo di partecipare alla comunit\u00e0 ecclesiale. Nessuno pu\u00f2 essere condannato per sempre, perch\u00e9 questa non \u00e8 la logica del Vangelo! Non mi riferisco solo ai divorziati che vivono una nuova unione, ma a tutti, in qualunque situazione si trovino. Ovviamente, se qualcuno ostenta un peccato oggettivo come se facesse parte dell\u2019ideale cristiano, o vuole imporre qualcosa di diverso da quello che insegna la Chiesa, non pu\u00f2 pretendere di fare catechesi o di predicare [\u2026]. Ma perfino per questa persona pu\u00f2 esserci qualche maniera di partecipare alla vita della comunit\u00e0: in impegni sociali, in riunioni di preghiera, o secondo quello che la sua personale iniziativa, insieme al discernimento del Pastore, pu\u00f2 suggerire\u201d.\u00a0\u201cSi tratta di integrare tutti\u201d possiamo vedere in questa sentenza il cuore del cuore dell\u2019intero messaggio papale. Ognuno che abbia interesse ad avere un qualche rapporto con la comunit\u00e0, si tratti pure di un peccatore e di un polemico. Poniamo quel teologo polacco che si \u00e8 professato gay militante alla vigilia dell\u2019ultimo Sinodo e ha chiesto che la Chiesa cambi la sua dottrina sull\u2019omosessualit\u00e0: anche costui, se volesse prendere contatto con una parrocchia, questa dovrebbe trovare il modo di \u201caccoglierlo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Paragrafo 251: questione delle unioni omosessuali: qui il papa \u201cnon transige\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Il testo \u00e8 molto severo e riporta l\u2019affermazione che era nella \u201cRelatio Synodi\u201d 2015: \u201cCirca i progetti di equiparazione al matrimonio delle unioni tra persone omosessuali, non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia\u201d (251). Forse il Papa avrebbe detto di pi\u00f9 se il Sinodo gliel\u2019avesse permesso. Questo dell\u2019omosessualit\u00e0 \u00e8 uno dei casi per i quali sono immaginabili approfondimenti e sviluppi regionali, o continentali, come abbiamo letto al paragrafo 3. Per l\u2019Europa e le Americhe si poteva dire di pi\u00f9, io credo: l\u2019apprezzamento per le unioni omosessuali stabili in confronto a quelle randagie, il riconoscimento del diritto a una protezione legale di tale unione, quali per esempio sono espressi dal cardinale Schoenborn nell\u2019intervista alla \u201cCivilt\u00e0 Cattolica\u201d del 26 settembre 2015.<\/p>\n<p><strong>Per concludere (capitolo 8 \u201cAccompagnare, discernere e integrare la fragilit\u00e0\u201d in particolare par. 300-304-305 \u2013 ma anche paragrafo 79): dottrina chiara, ma saper valutare bene le situazioni. Possiamo dire che \u00e8 in questa perfetta sintesi tra identit\u00e0\/chiarezza di valori e capacit\u00e0 di saper contestualizzare, la grande novit\u00e0 dell\u2019Esortazione?<\/strong><\/p>\n<p>La novit\u00e0 \u00e8 nell\u2019avvio di un processo: abbiamo un documento papale che non scioglie, non conclude, non sentenzia sulle questioni disputate; ma invita l\u2019intera Chiesa ad approfondire, a cercare ancora. Quanto poi alle famiglie ferite, l\u2019esortazione formula \u201cun invito alla misericordia e al discernimento pastorale davanti a situazioni che non rispondono pienamente a quello che il Signore ci propone\u201d (6). Anche qui non detta norme ma chiama a \u201cdiscernere\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019esortazione non opera un mutamento dottrinale e questa non \u00e8 un\u2019affermazione diplomatica per tenere buoni gli oppositori: davvero tra le possibili vie per un ampliamento della \u201cmisericordia pastorale\u201d (307ss) Francesco ha scelto quella del discernimento delle singole situazioni, che era gi\u00e0 praticata nel foro interno e che non sfiora neanche la dottrina sull\u2019unicit\u00e0 e l\u2019indissolubilit\u00e0 del matrimonio. Avrebbe potuto percorrere l\u2019altra via che gli era stata proposta, quella detta \u201cpenitenziale\u201d, che aveva avuto il cardinale Kasper e un\u2019\u00e9quipe del Consiglio per la famiglia tra i principali sostenitori: essa aveva il vantaggio d\u2019essere meno indeterminata ma aveva lo svantaggio di incrociare questioni dottrinali, perch\u00e9 avrebbe comportato una precisazione di tempi, modi, responsabilit\u00e0, che invece la via del discernimento neanche nomina. Il materiale raccolto dal Consiglio per la famiglia \u00e8 nel volume <em>\u201cFamiglia e Chiesa, un legame indissolubile. Contributo interdisciplinare per l\u2019approfondimento sinodale\u201d (Libreria Editrice Vaticana, pagine 552, euro 24).<\/em><\/p>\n<p>Che si resta sulla via del discernimento sperimentata dalla tradizione viene affermato con chiarezza: \u201cSe si tiene conto dell\u2019innumerevole variet\u00e0 di situazioni concrete, come quelle che abbiamo sopra menzionato, \u00e8 comprensibile che non ci si dovesse aspettare dal Sinodo o da questa Esortazione una nuova normativa generale di tipo canonico, applicabile a tutti i casi. E\u2019 possibile soltanto un nuovo incoraggiamento ad un responsabile discernimento personale e pastorale dei casi particolari\u201d (300).<\/p>\n<p>E viene anche chiarito perch\u00e9 lo studio di un caso non possa mai condurre alla formulazione di una norma: \u201c\u00c8 vero che le norme generali presentano un bene che non si deve mai disattendere n\u00e9 trascurare, ma nella loro formulazione non possono abbracciare assolutamente tutte le situazioni particolari. Nello stesso tempo occorre dire che, proprio per questa ragione, ci\u00f2 che fa parte di un discernimento pratico davanti ad una situazione particolare non pu\u00f2 essere elevato al livello di una norma. Questo non solo darebbe luogo a una casuistica insopportabile, ma metterebbe a rischio i valori che si devono custodire con speciale attenzione\u201d (304).<\/p>\n<p>Dunque non c\u2019\u00e8 nulla di nuovo? No, c\u2019\u00e8 la novit\u00e0. Essa \u00e8 nel passaggio da un discernimento personale in foro interno condotto in solitudine e affidato alla casualit\u00e0 dell\u2019incontro con un confessore preparato; nel passaggio, dicevo, a un discernimento che \u00e8 pur sempre personale e in foro interno ma \u00e8 proposto in un documento papale, che invita ad accompagnarlo con un discernimento pastorale ed ecclesiale, affidato alla responsabilit\u00e0 dei vescovi (al paragrafo 300 si afferma che esso va condotto \u201csecondo gli orientamenti del vescovo\u201d) e per il quale l\u2019esortazione fornisce alcune affermazioni papali di indirizzo, due soprattutto:<\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 pi\u00f9 possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta \u2018irregolare\u2019 vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante\u201d (301); \u201cA causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti, \u00e8 possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato \u2013 che non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno \u2013 si possa vivere in grazia di Dio, si possa amare, e si possa anche crescere nella vita di grazia e di carit\u00e0, ricevendo a tale scopo l\u2019aiuto della Chiesa. In certi casi, potrebbe essere anche l\u2019aiuto dei Sacramenti\u201d (305 e nota 351).<\/p>\n<p>Si tratta di due affermazioni senza precedenti nel magistero papale. Due affermazioni che formulano in termini di consapevolezza comunitaria (foro esterno) quanto era gi\u00e0 noto alla coscienza ecclesiale ma trovava espressione nel solo foro interno. In quelle due affermazioni va cercata la vera novit\u00e0 magisteriale dell\u2019esortazione. Essa attiene al peccato e alla grazia: Papa Francesco ci ha chiamati, come Chiesa, a discernere su ci\u00f2 che pi\u00f9 conta nella vocazione cristiana. Non ha dettato il discernimento, e non l\u2019ha normato. Ha detto che esso dev\u2019essere operato e deve restare \u201cdinamico e sempre aperto\u201d (303).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paoline Multimedia di via del Mascherino 94 14 giugno 2016 \u2013 ore 18.30 &nbsp; Luigi Accattoli risponde alle domande di Romano Cappelletto dell\u2019Ufficio Stampa\u00a0Paoline \u00a0 \u201cAmoris Laetitia\u201d: gi\u00e0 il titolo&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/dialogo-sullesortazione-amoris-laetitia\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Dialogo sull\u2019Esortazione \u201cAmoris laetitia\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-19566","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/19566","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19566"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/19566\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19567,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/19566\/revisions\/19567"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19566"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}