{"id":19986,"date":"2017-06-13T16:48:28","date_gmt":"2017-06-13T14:48:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=19986"},"modified":"2017-06-13T17:02:39","modified_gmt":"2017-06-13T15:02:39","slug":"presentazione-del-volume-monsignor-romeo-panciroli-una-vita-al-servizio-della-chiesa","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/presentazione-del-volume-monsignor-romeo-panciroli-una-vita-al-servizio-della-chiesa\/","title":{"rendered":"Presentazione del volume \u201cMonsignor Romeo Panciroli Una vita al servizio della Chiesa\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Tre sono i sentimenti con i quali nel tempo ho guardato al padre Romeo Panciroli e con i quali oggi lo porto con me: uno professionale che fu di apprezzamento e insieme di non appagamento, un secondo di sintonia non detta nella comune vicinanza a Papa Montini, un terzo di gratitudine esplicita per la sollecitazione a guardare alle giovani Chiese. \u201cPer capire il Conclave devi parlare innanzitutto con i cardinali che vengono dal Sud del mondo\u201d, mi disse durante la Sede Vacante del 2005.<\/p>\n<p>Ho conosciuto il padre Panciroli dopo la sua nomina a direttore della Sala Stampa Vaticana, che \u00e8 del giugno del 1976: io ero da sei mesi il vaticanista della \u201cRepubblica\u201d nascente. Quando lasci\u00f2 la Sala Stampa, alla fine del 1984, ero da tre anni al \u201cCorriere della Sera\u201d. I contatti professionali in quegli anni sono stati frequenti, quasi quotidiani, ma non divennero mai amicali: l\u2019amicizia arriv\u00f2 pi\u00f9 tardi. La mia impressione era che da portavoce vaticano si facesse scrupolo di non entrare in confidenza con interlocutori che guardavano alla Chiesa dall\u2019esterno e magari con spirito polemico. Io non ero tra costoro \u2013 ed egli lo sapeva \u2013 ma lavoravo per testate che lo tenevano sul chi vive.<\/p>\n<p>Volendo abbozzare un inquadramento storico del suo servizio alla Santa Sede prestato per oltre un quarantennio potremmo segnalare che egli viene introdotto nella cerchia montiniana lombarda e romana dal conterraneo Sergio Pignedoli (1910-1980, cardinale dal 1973), con il quale collabora per alcuni anni a Roma e in Africa; e opera fattivamente in quella cerchia a partire dagli anni del Concilio, in stretto contatto con il segretario particolare di Paolo VI Pasquale Macchi (1923-2006, arcivescovo dal 1988), applicandosi in particolare a quattro settori del rinnovamento conciliare: l\u2019aggiornamento della figura papale e dell\u2019Appartamento Pontificio, il rapporto della Chiesa di Roma con i media e con l\u2019arte contemporanea, i viaggi internazionali dei Papi, il dialogo con l\u2019Islam.<\/p>\n<p>Tra gli impegni svolti dal padre Romeo quello di portavoce del Papa \u00e8 stato il pi\u00f9 rilevante dal punto di vista della risonanza pubblica, o quantomeno quello che l\u2019ha reso famoso, ma non \u00e8 stato il pi\u00f9 duraturo quanto all\u2019eredit\u00e0 che ha lasciato. Se la figura papale impersonata da Paolo VI fu cos\u00ec salda da durare un mezzo secolo (a mio parere solo con Francesco abbiamo un suo vero superamento), la figura di portavoce papale interpretata dal padre Panciroli ebbe invece una gittata minore e presto oscurata dal protagonismo del successore, lo spagnolo Joaquin Navarro-Valls, che aveva un\u2019esperienza diretta del giornalismo internazionale e che si trovava perfettamente a suo agio davanti alle telecamere, ai microfoni e ai taccuini dei colleghi di un tempo.<\/p>\n<p>Credo di poter dire che il padre Panciroli da portavoce mirasse a narrare il Papa con la stessa inventiva con la quale una volta \u2013 da missionario comboniano \u2013 si era applicato alla narrazione delle missioni, specie attraverso documentari televisivi e filmati; ma rispetto a quella divulgazione ad intra, egli era meno preparato all\u2019interlocuzione ad extra con i corrispondenti dei media commerciali che a partire dal Vaticano II (1962-1965) avevano preso a interessarsi tumultuosamente alle vicende vaticane.<\/p>\n<p>Aveva una preparazione di prim\u2019ordine sulla problematica teorica della comunicazione ecclesiale: prima che gli venisse affidata la Sala Stampa aveva lavorato in posizione di responsabilit\u00e0 al documento \u201cCommunio et progressio\u201d (1971), che segna una tappa nell\u2019apertura della Chiesa all\u2019informazione multimediale. Ma forse nel rapporto con i giornalisti la pratica conta pi\u00f9 della teoria e il padre Romeo che era stato audace nel proporre quell\u2019apertura risult\u00f2 poi timido nell\u2019esecuzione della stessa, o almeno cos\u00ec apparve a noi giornalisti. Era difficile, per esempio, convincerlo dell\u2019opportunit\u00e0 di porre alle autorit\u00e0 della Santa Sede i quesiti conoscitivi agitati \u2013 a torto o a ragione \u2013 dai media. \u201cPosso assicurarla che qui la questione non \u00e8 vista cos\u00ec\u2019\u201d era una delle sue risposte abituali, formulate sempre nel tono mite e fermo che gli era caratteristico.<\/p>\n<p>Non gli fu difficile ampliare l\u2019attenzione della Santa Sede \u2013 per quanto era di sua responsabilit\u00e0 \u2013 all\u2019insieme dei media e in risposta allo svolgimento quotidiano dell\u2019attualit\u00e0 giornalistica internazionale, portando questa attenzione molto pi\u00f9 avanti rispetto alle modalit\u00e0 gi\u00e0 sperimentate dai precedenti portavoce Vallainc (1966-1970) e Alessandrini (1970-1976). In questi ampliamenti egli era favorito dall\u2019esperienza cinematografica \u2013 che l\u2019aveva portato pi\u00f9 volte in Africa \u2013 e dall\u2019essere stato gi\u00e0 in varie sedi diplomatiche come collaboratore di Pignedoli.<\/p>\n<p>Personalmente gli sono grato per le conversazioni professionali che ebbe la pazienza di intrecciare con me che pure gli facevo domande, a nome dei lettori dei miei giornali laici, sui temi spinosi delle finanze vaticane, della morale sessuale, della possibilit\u00e0 delle dimissioni papali, che iniziarono a essere dibattute quando Paolo VI comp\u00ec ottant\u2019anni, nel settembre del 1977 e il vicedirettore dell\u2019<em>Osservatore Romano<\/em>, don Virgilio Levi pubblic\u00f2 un articolo intitolato \u201cPerch\u00e9 il Papa non si pu\u00f2 dimettere\u201d. Io contestavo quell\u2019affermazione appellandomi alla storia e al Diritto canonico ed egli \u2013 che era buon amico di don Levi \u2013 un giorno mi rispose: \u201cIn passato ci sono state rinunce di Papi e in futuro potrebbero tornare a esserci ma oggi non sono possibili\u201d.<\/p>\n<p>Come nunzio in Liberia, Gambia, Sierra Leone, Guinea e poi in Iran era pi\u00f9 facile telefonargli e avere da lui qualche notizia, o l\u2019interpretazione d\u2019un fatto. Una volta potei intervistarlo per il \u201cCorriere della Sera\u201d sull\u2019Iran del presidente riformatore Mohammad i Khatami e sulla venuta di Khatami dal Papa nel marzo del 1999. Questo fatto \u00e8 significativo della sua riservatezza di portavoce e di nunzio: in trent\u2019anni di frequentazione, l\u2019intervistai una sola volta. Fu un colloquio interessante che riletto oggi lascia intravedere la costruttiva passione con cui il nunzio Panciroli si era dedicato all\u2019impresa del dialogo con l\u2019Islam.<\/p>\n<p>Il padre Romeo negli ultimi tempi \u2013 da quando aveva lasciato ogni incarico per ragioni di et\u00e0 ed era un \u201cnunzio a disposizione della Segreteria di Stato\u201d \u2013 si era fatto pi\u00f9 affabile e volentieri confidava agli amici i suoi convincimenti.<\/p>\n<p>Indimenticabile l\u2019ultima conversazione che ebbi con lui al ristorante i Quattro Mori, nella vicinanza del Vaticano, alla vigilia del Conclave del 2005, meno di un anno prima della sua morte. Io facevo domande sul futuro Papa ma lui, prima e dopo di avermi parlato di ci\u00f2 che stava avvenendo nelle Congregazioni generali, voleva che gli raccontassi di me e dei figli: \u201cChe donna \u00e8 la tua moglie? Come crescono i tuoi ragazzi?\u201d. \u00a0Ancora gli sono grato per quel vivo interessamento.<\/p>\n<p>Significativa fu anche la battuta che fece mentre camminavamo verso il ristorante tra le mani tese di donne questuanti, in parte zingare, in parte latinoamericane: \u201cLa Sicurezza Vaticana ci ha detto di non dare nulla perch\u00e9 dietro c\u2019\u00e8 una mafia. E\u2019 diventato difficile fare l\u2019elemosina\u201d. E chiedeva: \u201cTu come ti regoli?\u201d.<\/p>\n<p>Sulla figura di Ratzinger come futuro Papa \u2013 di cui parlammo quel giorno \u2013 non sapeva decidersi: \u201cMeriterebbe il Papato \u2013 diceva \u2013 ma non so come lo prenderebbero le giovani Chiese\u201d. Capii da quelle parole che in fondo il padre Romeo era sempre restato un missionario e in ogni stagione aveva avuto, in qualche modo, il cuore laggi\u00f9. \u201cIeri mattina \u2013 raccontava \u2013 ho accompagnato per via della Conciliazione e in Basilica il cardinale di Addis Abeba: vedessi come era commosso. Non finiva di guardare quella moltitudine che faceva la coda per vedere il Papa. Vorrei che ci fossero qui i miei fedeli, diceva. Io penso che questi uomini che vengono da lontano anche quando saranno nella Sistina avranno gli occhi pieni di quella folla e si lasceranno guidare dal cuore\u201d.<\/p>\n<p>Sono certo che la \u201cChiesa in uscita\u201d di Papa Francesco sarebbe piaciuta al comboniano Panciroli, ma forse il buon Romeo non avrebbe spontaneamente gradito la parziale fuoriuscita del Papa delle periferie dal Palazzo Apostolico. Nell\u2019introduzione al volume <em>L\u2019Appartamento Pontificio<\/em> [Editalia 1971] aveva scritto a premessa che \u201cla Cupola di San Pietro e il Palazzo Apostolico hanno il valore di riassumere la universalit\u00e0 dei credenti in Cristo\u201d. Egli dunque attribuiva a quel Palazzo un\u2019importanza superiore a quella che gli riconosce il primo Papa eletto dopo la sua partenza da questo mondo.<\/p>\n<p>Il padre Romeo aveva realizzato in vita un buon equilibrio interpretativo del rapporto tra la dinamica centrifuga della missione alle genti e la preoccupazione centripeta del Papato; e aveva collaborato all\u2019aggiornamento della Santa Sede alle dimensioni nuove del mondo, mirando a un rafforzamento della sua proiezione \u201cad gentes\u201d, ma forse non immaginava che proprio su questo fronte di l\u00ec a poco le cose avrebbero ripreso a correre pi\u00f9 veloci che mai. In quella stessa introduzione al volume fotografico sul Palazzo Vaticano aveva cos\u00ec riassunto il segno della ristrutturazione dell\u2019Appartamento Apostolico avvenuta con la sua collaborazione nella seconda met\u00e0 degli anni sessanta del secolo scorso: \u201cNon \u00e8 pi\u00f9 una reggia, oggi \u00e8 veramente la casa del Padre\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019intuizione era giusta e credo che se fosse ancora tra noi il padre Romeo, in definitiva, non si dorrebbe del fatto che quella \u201ccasa\u201d \u2013 ch\u2019egli aveva contribuito a sboccare da una storia che era restata ferma troppo a lungo \u2013 ora viva un altro e pi\u00f9 audace mutamento nel segno della missione, che sempre fu il suo.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre sono i sentimenti con i quali nel tempo ho guardato al padre Romeo Panciroli e con i quali oggi lo porto con me: uno professionale che fu di apprezzamento&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/presentazione-del-volume-monsignor-romeo-panciroli-una-vita-al-servizio-della-chiesa\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Presentazione del volume \u201cMonsignor Romeo Panciroli Una vita al servizio della Chiesa\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-19986","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/19986","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19986"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/19986\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19987,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/19986\/revisions\/19987"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19986"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}