{"id":20089,"date":"2017-07-12T19:26:25","date_gmt":"2017-07-12T17:26:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=20089"},"modified":"2017-07-12T19:26:25","modified_gmt":"2017-07-12T17:26:25","slug":"le-cantonate-di-bergoglio-e-quelle-degli-accusatori","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/le-cantonate-di-bergoglio-e-quelle-degli-accusatori\/","title":{"rendered":"Le cantonate di Bergoglio e quelle degli accusatori"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli antipatizzanti del Papa argentino segnalano ogni giorno gli errori che viene accumulando: di date, di nomi, di fatti. Ma portano acqua al mare stante l\u2019abituale autocritica di Francesco, che intervistato il 22 gennaio da \u201cEl Pais\u201d ha sentenziato: \u201cA volte prendo cantonate\u201d.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 ampiamente gli viene rimproverato di parlare come un prete di strada, di divagare, di ripetersi. Ma anche questo Bergoglio lo sa e lo vuole: \u201cMi piace fare il Papa con lo stile del parroco\u201d, ha risposto alla domanda di un bambino nella chiesa luterana di Roma il 15 novembre 2015. \u201cSo che io mi ripeto e dico le stesse cose, ma la vita \u00e8 cos\u00ec\u201d ha riconosciuto il 12 maggio 2016 all\u2019Unione dei superiori generali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201cQualcuno non \u00e8 d\u2019accordo <\/strong><\/p>\n<p><strong>e ne ha il diritto\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Questo delle sviste e del linguaggio debole \u00e8 un aspetto della diatriba su Francesco che potrebbe essere chiarito facilmente \u2013 e a vantaggio di tutti \u2013 se favorevoli e contrari si proponessero di capire l\u2019uomo e la sua arte comunicativa invece di mirare a colpire la controparte. Che \u00e8 impresa gratificante ma sterile.<\/p>\n<p>Le cantonate ci sono. Sono di meno rispetto a quelle asserite dagli oppositori ma pi\u00f9 di quelle avvertite dai sostenitori. Soprattutto hanno un altro segno rispetto a quello che istintivamente intendono gli uni e gli altri. Un segno problematico e tutto da interpretare, non privo di qualche elemento d\u2019avventura, ma non affatto tragico come gli uni si augurano e gli altri temono.<\/p>\n<p>Non solo l\u2019uomo \u00e8 consapevole delle cantonate e quasi le ama, ma esse non tolgono nulla di essenziale al suo messaggio e non oscurano la chiarezza del suo programma riformatore: \u00e8 quanto vorrei mostrare con questo excursus.<\/p>\n<p>Parto dalla consapevolezza del limite \u2013 che \u00e8 la chiave della mia interpretazione \u2013 e la segnalo con passaggi di un\u2019intervista a \u201cEl Pais\u201d del 22 gennaio nella quale \u00e8 pi\u00f9 evidente che mai.<\/p>\n<p>E\u2019 la pi\u00f9 lunga e una delle pi\u00f9 confidenziali tra le tante interviste. In essa quella consapevolezza fa capolino dietro ogni argomento. Per esempio Francesco dice di Benedetto che \u201cha una memoria da elefante anche riguardo ai dettagli\u201d ed esemplifica: \u201cCapita che io dica una cosa e che lui mi risponda: non fu in quell\u2019anno ma in quest\u2019altro\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 qui che usa la parola \u201ccantonate\u201d, patinazos: \u201cChi sono i migliori portatori del Vangelo? I santi. Lei ha usato la parola \u2018rivoluzione\u2019. Il Vangelo \u00e8 rivoluzione! Io non sono santo e non sto facendo nessuna rivoluzione. Sto adoperandomi perch\u00e9 il Vangelo vada avanti. Per\u00f2 lo faccio imperfettamente, perch\u00e9 alle volte prendo cantonate\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019intervistatore chiede se si senta incompreso: \u201cNo, no. Credo che a causa dei miei peccati dovrei essere capito anche meno di cos\u00ec. Il martire dell\u2019incomprensione fu Paolo VI [\u2026]. Io mi sento accompagnato da ogni tipo di persone, giovani, vecchi\u2026 S\u00ec, qualcuno qui non \u00e8 d\u2019accordo, e ha il diritto, perch\u00e9 se io mi sentissi a disagio perch\u00e9 qualcuno non \u00e8 d\u2019accordo ci sarebbe nel mio atteggiamento un germe da dittatore. Ha il diritto a pensare che il cammino \u00e8 pericoloso, che possono venirne cattive conseguenze. Tutti hanno diritto di discutere\u201d.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 avanti torna su questo chiodo dei \u201cgruppi un poco pi\u00f9 fondamentalisti\u201d che non condividono i suoi richiami \u201calla vicinanza e alla prossimit\u00e0\u201d e cos\u00ec conclude: \u201cIo predico quello che sento che il Signore mi chiede di predicare\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201cFanno il loro lavoro <\/strong><\/p>\n<p><strong>e io faccio il mio\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Con analogo spirito di rispetto degli altri e di rivendicazione del suo buon diritto a seguire la propria stella, in altra occasione aveva parlato cos\u00ec di coloro che lo contrastano: \u201cFanno il loro lavoro e io faccio il mio. Continuo il mio cammino senza guardare di lato\u201d (al quotidiano argentino \u201cLa Nacion\u201d, 4 luglio 2016).<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un punto sensibile: Bergoglio non intende il ministero petrino come totalizzante, riassuntivo dell\u2019Ecclesia, ma come un servizio tra altri. Si considera parte, non forma del tutto. Fa il suo lavoro. Predica quello che sente che il Signore gli chiede di predicare, come abbiamo ascoltato poco sopra.<\/p>\n<p>Tornando a \u201cEl Pais\u201d, alla battuta finale del giornalista \u201cla vedo contento di essere papa\u201d, risponde: \u201cIl Signore \u00e8 buono e non mi ha tolto il buon umore\u201d. Sullo stesso tono apre una settimana pi\u00f9 tardi il colloquio con la tv statunitense \u201cEl Sembrador\u201d: \u201cLa ringrazio della visita e ora, se \u00e8 venuto con la voglia di tirarmi la lingua, ovvero di farmi parlare, domandi pure\u201d.<\/p>\n<p>Una volta i papi non davano interviste. Impegnati ad agire in ogni momento \u201cin persona Ecclesiae\u201d, tenevano a bada le opinioni personali. Poi iniziarono a darle, il primo \u00e8 stato Leone XIII e via via l\u2019elemento personale ha riguadagnato spazio \u2013 nella figura papale \u2013 rispetto a quello istituzionale. Wojtyla e Ratzinger sono arrivati serenamente a dare interviste che prendevano interi volumi. Si erano liberati dal fissismo che li voleva infallibili anche nella vita quotidiana ma continuavano ad avvertirne il peso e si autocensuravano, o facevano rivedere i testi ai collaboratori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il linguaggio diretto <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00e8 un segno di vicinanza<\/strong><\/p>\n<p>Bergoglio non si autocensura e non fa rivedere. Nell\u2019intervista a \u201cEl Pais\u201d scambia la Cina continentale con Taiwan, riguardo a una mostra dei Musei Vaticani che cita come esempio di progrediente buon rapporto con Pechino (e invece era stata fatta a Taipei, capitale di Taiwan): errore in cui era gi\u00e0 incorso durante una conversazione in aereo, il 2 ottobre, di rientro dall\u2019Azerbaijan. Nessuno glielo fece osservare? Glielo fecero osservare ma se ne \u00e8 poi dimenticato?<\/p>\n<p>Jorge Mario \u2013 con i vecchi amici insiste perch\u00e9 continuino a chiamarlo cos\u00ec \u2013 ritiene pi\u00f9 importante l\u2019immediatezza del rapporto rispetto alla precisione delle parole. La schiettezza soggettiva rispetto alle implicazioni istituzionali. Dice che per mantenere l\u2019indispensabile serenit\u00e0 \u00e8 necessario \u201cun sano menefreghismo\u201d (ai superiori generali, 25 novembre 2016). Altre volte aveva confessato d\u2019essere \u201cincosciente\u201d e \u201cindisciplinato\u201d. Non sono metafore. E\u2019 un fatto che se ne frega d\u2019essere preciso.<\/p>\n<p>E\u2019 in questo incrocio tra eredit\u00e0 del passato e prefigurazione del domani che si evidenziano elementi di rischio. Le interviste e le omelie al Santa Marta sono la terra di mezzo dove meglio si manifestano il nuovo e l\u2019azzardo. Non a caso sono il terreno della maggiore disfida: i sostenitori ne vanno pazzi e gli oppositori altrettanto ma per opposti motivi.<\/p>\n<p>Io sono contento delle conversazioni non riviste e delle omelie senza testo scritto. Mi aiutano a cogliere l\u2019uomo. A intendere la sua anima d\u2019apostolo. Lo scatto della sua preghiera che pu\u00f2 nutrire la mia. Il suo sogno di Chiesa. E mi pare che la comune umanit\u00e0 ami l\u2019uomo Bergoglio proprio per la possibilit\u00e0 che offre di questa presa diretta. Qui e nei gesti di misericordia di cui \u00e8 maestro. Il linguaggio spontaneo che egli ama va visto come un segno della vicinanza che predica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Riconciliarci <\/strong><\/p>\n<p><strong>con la nostra debolezza<\/strong><\/p>\n<p>Ma non ho difficolt\u00e0 a riconoscere che l\u2019imprecisione \u00e8 un difetto e che gli errori espongono a rischi. Continua a dire che il cardinale Sch\u00f6nborn ha lavorato alla Dottrina della Fede e non \u00e8 vero, e l\u2019errore \u00e8 innocuo. Ma se scambia per due volte le due Cine la cosa non \u00e8 pi\u00f9 innocente.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 abbiamo tanta difficolt\u00e0 ad ammettere che un papa abbia limiti e difetti? Perch\u00e9 alcuni tra noi si appassionano a elencare gli \u201cerrori\u201d di Francesco e chi lo ama perde tempo a cercare \u2013 a sua difesa \u2013 citazioni che non corrispondono o passi biblici che autorizzino le sue libert\u00e0 linguistiche? Ha detto \u201cpeccati\u201d dove doveva dire \u201cdebolezze\u201d. Ha detto che lo Spirito Santo \u00e8 \u201cfurbo\u201d e che Ges\u00f9 \u2013 davanti all\u2019adultera e alle pietre \u2013 \u201cfa un poco lo scemo\u201d scrivendo per terra. \u201cMa siamo matti?\u201d<\/p>\n<p>Il problema pi\u00f9 che nei limiti dell\u2019uomo Bergoglio \u00e8 nella percezione febbrile che ne hanno taluni in platea o sul palco. Firma documenti troppo lunghi e poco lineari. Nelle omelie \u00e8 pi\u00f9 felice ma qualche volta va fuori tema. Per cavarsi d\u2019impaccio dice che non ha letto, non ricorda. Ha un carattere risentito, portato a decisioni trancianti.<\/p>\n<p>Una volta ha detto che \u201cdobbiamo riconciliarci con la nostra debolezza\u201d (a Villa Nazaret il 18 giugno 2016): ecco una chiave per comprendere Francesco e non solo. Dobbiamo riconciliarci con i limiti di ogni persona portatrice di un qualche servizio nella Chiesa, dal sacrestano al papa.<\/p>\n<p>Ma credo vi sia di pi\u00f9 in questo gesuita che ha preso il nome di Francesco: non solo l\u2019invito ad accettare il limite, ma anche la convinzione che conviene turbare le immagini di falsa perfezione che continuano ad addobbare la piramide ecclesiastica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Non sono un pastoralista <\/strong><\/p>\n<p><strong>e dico quello che mi viene<\/strong><\/p>\n<p>In nessun caso quell\u2019immagine \u00e8 cos\u00ec alta e cos\u00ec falsa come per il papa. Da qui lo sconcerto che ci prende quando lo sentiamo dire ai vescovi polacchi sulla Chiesa in uscita: \u201cNon so se [questa mia] sia una risposta semplicistica ma io non ne ho un\u2019altra.\u00a0Non sono un pastoralista illuminato, dico quello che mi viene\u201d (27 luglio 2016). \u201cE\u2019 un documento discutibile\u201d ha detto tornando dal Messico, il 18 febbraio 2016, della dichiarazione con Kirill firmata a L\u2019Avana sei giorni prima, contestata dai cattolici ucraini.<\/p>\n<p>Va presa sul serio l\u2019insistenza con cui da quattro anni ci invita a \u201cdare fastidio alle cose che sono troppo tranquille nella Chiesa\u201d: la prima volta lo disse in un\u2019omelia al Santa Marta, il 16 maggio 2013. Sempre a tal fine ha invitato i giovani a \u201cfare casino\u201d. Lo disse a Rio de Janeiro e ultimamente, nella lettera ai giovani per il Sinodo, \u00e8 tornato sul concetto: \u201cFate sentire il vostro grido, lasciatelo risuonare nelle comunit\u00e0 e fatelo giungere ai pastori\u201d.<\/p>\n<p>Si direbbe che qualche volta si metta di persona a \u201cfare casino\u201d per smuovere le acque stagnanti.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/p>\n<p>Il Regno 4\/2017<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Gli antipatizzanti del Papa argentino segnalano ogni giorno gli errori che viene accumulando: di date, di nomi, di fatti. 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