{"id":20118,"date":"2017-07-13T22:50:56","date_gmt":"2017-07-13T20:50:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=20118"},"modified":"2017-07-13T22:50:56","modified_gmt":"2017-07-13T20:50:56","slug":"latlante-di-papa-francesco","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/latlante-di-papa-francesco\/","title":{"rendered":"L\u2019atlante di Papa Francesco"},"content":{"rendered":"<p><strong>Italia<\/strong><\/p>\n<p>di Luigi Accattoli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rispetto a chi ha parlato fino a ora, io passo dalla geopolitica alla geochiesa.<\/p>\n<p>Il rapporto di Francesco con l\u2019Italia \u00e8 problematico, segnato da contagio popolare e laico e da disagio ecclesiastico e identitario. Contagio e disagio che mi paiono ambedue in crescita.<\/p>\n<p>Non voglio dire che l\u2019Italia sia il paese con il rapporto pi\u00f9 problematico verso Francesco, ma di sicuro \u00e8 tra i pi\u00f9 problematici. E\u2019 ragionevole che il vasto programma di \u201criforma della Chiesa in uscita missionaria\u201d, abbozzato dal Papa argentino, provochi maggiore reazione nei paesi dove la situazione della Chiesa Cattolica \u00e8 pi\u00f9 costituita, pi\u00f9 antica, pi\u00f9 radicata, pi\u00f9 capillare. E questa \u00e8 scuramente l\u2019Italia.<\/p>\n<p>La simpatia popolare verso Papa Francesco in Italia \u00e8 vasta ma a dominante disimpegnata. Da tifo a distanza pi\u00f9 che da conversione pastorale, o da rivoluzione culturale. Speculare ad essa \u00e8 l\u2019allarme o anche solo la diffidenza del mondo ecclesiastico e dei cattolici identitari, che sono di meno \u2013 molto meno numerosi \u2013 rispetto ai simpatizzanti, ma pi\u00f9 motivati.<\/p>\n<p>Sono colpito dall\u2019inerzia collegiale dell\u2019episcopato in riferimento alle sollecitazioni papali, ma anche dalla pi\u00f9 generale apatia comunitaria.<\/p>\n<p>Inerzia collegiale di fronte alla spinta di Francesco all\u2019uscita missionaria: ripetutamente ha dovuto chiedere che si svolgesse un lavoro sinodale sulla \u201cEvangelii gaudium\u201d, non c\u2019\u00e8 stata rispondenza neanche sulla riduzione del numero delle diocesi e sulla revisione dello statuto in vista della designazione del vertice Cei. Lo statuto \u00e8 stato rivisto ma non secondo il suggerimento papale.<\/p>\n<p>Apatia comunitaria: l\u2019appello di Francesco per l\u2019accoglienza dei rifugiati nelle parrocchie non ha avuto affatto una buona risposta, nel microcosmo ha avuto scarsa eco anche la chiamata alla consultazione per la nomina del nuovo vicario di Roma.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 ampiamente direi che nella comunit\u00e0 cattolica italiana non si coglie, o non si coglie appieno la gravit\u00e0 della crisi o del passaggio epocale che stiamo vivendo e dunque non si coglie neanche l\u2019opportunit\u00e0 rappresentata da questo Papa. Non la si coglie n\u00e9 a destra n\u00e9 a sinistra. A destra si fa finta che le cose andassero bene prima, a sinistra si finge di credere che vadano bene adesso. Se qualcuno poi non finge ma crede davvero che andasse tutto bene prima, o che tutto vada bene ora, l\u2019incomprensione ovviamente sarebbe pi\u00f9 grave.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 volte Francesco ha lodato l\u2019Italia per l\u2019accoglienza dei profughi e dei migranti. Mai \u00e8 intervenuto in vista di nostri appuntamenti legislativi o elettorali. Lo sganciamento dal progetto culturale e dalla battaglia condotta dai Papi precedenti sui valori non negoziabili \u00e8 stato tranciante e forse provvidenziale ma ne \u00e8 venuto un effetto immediato di silenzio della Chiesa sulla scena pubblica che non soddisfa nessuno. Credo non soddisfi neanche il Papa.<\/p>\n<p>In particolare \u00e8 venuta meno la voce pubblica dell\u2019episcopato. La via indicata da Francesco sarebbe: testimonio e affermo i valori, li promuovo fattualmente ma non faccio battaglia ideologica n\u00e9 schieramento politico. La cessazione della battaglia e dello schieramento sono evidenti, ma la testimonianza e l\u2019affermazione in positivo non si vedono affatto.<\/p>\n<p>Io credo che dietro all\u2019evidenza di tale indebolimento della Chiesa sulla scena pubblica ci sia un logico ridimensionamento della percezione della presenza cristiana nel paese, ovvero una riconduzione di quella presenza alla reale sua consistenza, che \u00e8 fortemente in calo nella societ\u00e0 secolarizzata; percezione che in precedenza era nascosta dalla martellante affermazione politica; ma credo anche che vi sia un effetto di raddoppio di quell\u2019indebolimento dovuto all\u2019impreparazione a farsi sentire al di fuori dell\u2019affermazione ideologica e politica. Il disagio dei cattolici identitari ha qui un fecondo terreno, e dunque la sua crescita \u00e8 scontata.<\/p>\n<p>Ma va segnalato che anche il contagio profondo esercitato da Francesco \u00e8 in crescita. Crescita lenta, un po\u2019 come la ripresa economica dell\u2019Italia. Lenta e tuttavia reale. A Milano abbiamo visto\u00a0una viva, ampia, pastosa rispondenza del popolo ambrosiano alla predicazione papale. Una rispondenza che si \u00e8 espressa in ogni appuntamento di quella giornata, ha avuto risonanze nelle persone coinvolte, ha comportato ripensamenti verso Francesco di tanti che fino ad allora erano incerti.\u00a0\u201cFrancesco lo sto scoprendo ora\u201d ha detto all\u2019<em>Avvenire<\/em> del 25 marzo (che era il giorno della visita) il cardinale Scola.<\/p>\n<p>Un\u2019analoga \u201cscoperta\u201d del portato del Papa argentino avevano compiuto il cardinale Betori a seguito della visita di Francesco a Firenze nel novembre del 2015 e prima ancora l\u2019arcivescovo Nosiglia dopo quella a Torino del giugno 2015.<\/p>\n<p>Mi auguro che le scelte imminenti del nuovo presidente della Cei, del nuovo vicario di Roma, del nuovo arcivescovo di Milano potenzino la presa e il ritmo del contagio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Nota al margine: c\u2019\u00e8 una geopolitica di Papa Bergoglio? <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Che ci dicono le sue iniziative per la pace in Siria, per il disgelo tra Cuba e gli Usa, per portare in Vaticano Peres e Abu Mazen, per il superamento del conflitto interno alla Colombia, per un accordo con la Cina, per il sorprendente incontro con Kirill a Cuba, per la pacificazione del Venezuela?<\/p>\n<p>Che idea caviamo dalla geografia dei suoi spostamenti sul pianeta? Dalle puntate a Lampedusa e a Lesbo, dalle trasferte ecumeniche (Gerusalemme, Istanbul, Lund), dall\u2019approccio all\u2019Islam in Turchia e al Cairo?<\/p>\n<p>Una prima approssimazione la potrebbe fornire l\u2019insistenza dei suoi viaggi sull\u2019Asia e sulle Americhe. Ha toccato due volte Cuba, \u00e8 stato in Brasile, in Messico, negli Usa, in Ecuador, in Bolivia e in Paraguay. In Asia ha visto la Corea del Sud, lo Sri Lanka e le Filippine, ha detto che andrebbe \u201canche domani\u201d in Cina e che all\u2019Asia si deve dedicare con impegno stante la minima presenza cristiana in quel continente. Ha visto anche quattro paesi che sono posti a cerniera tra Europa e Asia: Turchia, Armenia, Georgia, Azerbaijan.<\/p>\n<p>Una seconda approssimazione potrebbe attirare l\u2019attenzione sull\u2019attrazione che su di lui esercitano le situazioni di maggior bisogno. Ho gi\u00e0 nominato Lampedusa e Lesbo. Aggiungo Tirana e Sarajevo, i tre paesi africani che ha gi\u00e0 visto (Kenya, Uganda, Repubblica Centroafricana) e quello che ha in programma, ovvero il Sud Sudan.<\/p>\n<p>Il Papa venuto dall\u2019Argentina guarda alle periferie mondiali, al Sud del mondo in generale e \u2013 da gesuita \u2013 con prioritaria passione mira alla Cina. In altre parole: il Papa della \u201cChiesa in uscita\u201d vorrebbe che l\u2019uscita avesse a meta le popolazioni pi\u00f9 vaste e pi\u00f9 lontane rispetto al centro romano della cattolicit\u00e0.<\/p>\n<p>Con analoga approssimazione si potrebbe dire che Karol Wojtyla, Papa slavo, guardava in primis all\u2019Europa centro-orientale, dov\u2019\u00e8 riuscito a visitare 9 volte la sua patria e dove \u2013 caduto l\u2019impero sovietico \u2013 ha potuto vedere in ordine di tempo Cecoslovacchia, Albania, Lituania, Lettonia, Estonia, Croazia, Slovenia, Berlino, Bosnia, Romania, Georgia, Ucraina, Kazakhastan, Armenia, Azerbaijan, Bulgaria.<\/p>\n<p>Il cuore di Benedetto batteva invece per l\u2019Europa centro-occidentale: nei suoi otto anni \u00e8 tornato tre volte nella sua patria ed \u00e8 riuscito a vedere \u2013 nell\u2019ordine \u2013 Polonia, Spagna, Austria, Francia, Repubblica Ceca, Malta, Portogallo, Gran Bretagna, Croazia. Egli \u2013 che \u00e8 stato definito provvisoriamente \u201cl\u2019ultimo Papa europeo\u201d \u2013 era preoccupato per la crisi delle Chiese del vecchio continente e si adoperava, come poteva, a risvegliarle.<\/p>\n<p>Ma in questi primi quattro anni del Pontificato di Francesco c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 degli spostamenti sul pianeta per cogliere qualcosa della strategia che lo muove. La sua idea della Chiesa in uscita \u00e8 un\u2019idea missionaria a tutto campo, che \u2013 nell\u2019intenzione \u2013 non sottost\u00e0 a nessuna regola politica o ideologica e mira anzi a sovvertirle, o eluderle, per ottenere l\u2019obiettivo dell\u2019avvicinamento evangelico a ogni umanit\u00e0 a partire dalle pi\u00f9 bisognose.<\/p>\n<p>Eccolo dunque che prende iniziative apparentemente impossibili, si muove con libert\u00e0, decide in tempi brevi trasferte di grande impegno che potremmo chiamare missioni last minute, non pone condizioni formali o di prestigio. Si preoccupa \u2013 per usare il suo linguaggio \u2013 di \u201cavviare processi\u201d pi\u00f9 che di acquisire \u201cterritori\u201d, cio\u00e8 obiettivi. Stabilisce contatti, propone incontri. Si espone disarmato a ogni strumentalizzazione. E\u2019 convinto che ostilit\u00e0 ed equivoci alla fine cadranno se il cammino avviato proseguir\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/p>\n<p>www.luigiaccattoli.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Italia di Luigi Accattoli &nbsp; Rispetto a chi ha parlato fino a ora, io passo dalla geopolitica alla geochiesa. 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