{"id":20277,"date":"2017-09-01T09:44:08","date_gmt":"2017-09-01T07:44:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=20277"},"modified":"2017-09-04T12:56:32","modified_gmt":"2017-09-04T10:56:32","slug":"lina-balestrieri-che-muore-con-la-bibbia-in-mano-nel-terremoto-di-ischia","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/12-madri-e-padri-di-vocazione\/lina-balestrieri-che-muore-con-la-bibbia-in-mano-nel-terremoto-di-ischia\/","title":{"rendered":"Lina Balestrieri che muore con la Bibbia in mano nel terremoto di Ischia"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cLina era nel Consiglio pastorale diocesano, aveva accolto nella sua famiglia numerosa figli disabili. Sentiva il desiderio di spendersi per i pi\u00f9 deboli e i fragili. E\u2019 morta mentre andava a preparare un incontro di preghiera\u201d: cos\u00ec il vescovo di Ischia Pietro Lagnese ha ricordato al funerale Lina Balestrieri, morta il 21 agosto 2017 con la Bibbia in mano, a pochi passi dal marito, all\u2019ingresso di una chiesa di Casamicciola dove stavano entrando per preparare la Liturgia della Parola di domenica 27 agosto. Aveva 59 anni.<\/p>\n<p>Lina amava raccontare con vivacit\u00e0 la vicenda della sua fede, a partire dalla crisi che la colp\u00ec nei primi anni di matrimonio, quando ebbe l\u2019impressione di dover rinunciare alla sua autonomia e di dover imparare a usare pazienza, umilt\u00e0 e carit\u00e0. Temeva di non avere quelle attitudini e di essere finita in una gabbia che non era disposta ad accettare, stante il suo carattere fiero e geloso della libert\u00e0 di parola. Affront\u00f2 il parroco con tono di sfida, dicendogli che il matrimonio cos\u00ec come lo concepiva la Chiesa non era per lei.<\/p>\n<p>Fu proprio in quell\u2019occasione \u2013 narrava \u2013 che un saggio prete, Luigi Trofa, invece di entrare in polemica la invit\u00f2 a iniziare un cammino di approfondimento alla ricerca di un pi\u00f9 profondo rapporto con il Signore, nel quale trovare risposta a dubbi e perplessit\u00e0. Entr\u00f2 cos\u00ec in contatto con il Cammino Neocatecumenale, dove fece buona strada. Invece che una gabbia, il matrimonio \u2013 come attesta il marito Antonio \u2013 cominci\u00f2 ad apparirle come il luogo appropriato per vivere la vocazione cristiana. Rilesse con gli occhi della fede la sua infanzia travagliata: aveva perso la mamma a tre anni ed era stata costretta a crescere in fretta. \u201cHo scoperto \u2013 diceva \u2013 che il Signore mi ha donato una seconda madre e con lei la gioia di tanti fratelli\u201d. Cos\u00ec and\u00f2 nascendo il suo desiderio di avere una famiglia numerosa formata soprattutto di bambini che avevano attraversato le sue stesse sofferenze.<\/p>\n<p>Dopo aver avuto quattro figli naturali ne adott\u00f2 altri due disabili, che aveva accolto in casa per donare loro, diceva, \u201cun po\u2019 di felicit\u00e0 e calore che altrimenti non avrebbero mai potuto ricevere nella vita e che a nessun bambino dovrebbero mai mancare\u201d. Da quell\u2019iniziale sofferta esperienza di sposa le venne lo stimolo a occuparsi delle famiglie giovani, soprattutto di quelle in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Dal vissuto cristiano veniva la sua contagiosa allegria e il buonumore con il quale agganciava ognuno che a lei si rivolgesse. La sua casa era sempre affollata, soprattutto di domenica, quando ospitava i fratelli con le famiglie e altri ospiti occasionali, facendo sentire tutti in famiglia. Ottima cuoca e buona conoscitrice delle tradizioni di Ischia, sapeva trasmettere, con contagiose spiegazioni in dialetto, la gioia di vivere e di stare insieme.<\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 stato facile \u2013 racconta il marito \u2013 vivere accanto ad una santa senza essere santo. La rivoluzione avvenne il giorno in cui accogliemmo le reliquie dei Santi coniugi Martin, i genitori di Santa Teresa di Lisieux: la conoscenza della loro storia fece chiarezza sul nostro cammino. Il 21 agosto il treno del nostro matrimonio si \u00e8 fermato: finito di recitare il Rosario, con la Parola di Dio in mano eravamo pronti per andare a preparare una nuova Celebrazione della Parola quando la terra ha tremato, una parete della nostra chiesetta \u00e8 crollata e ho sperimentato drammaticamente le parole del Vangelo \u2018uno sar\u00e0 preso, un altro sar\u00e0 lasciato\u2019.\u00a0 In pochi istanti mi sono trovato a vivere la scena del Calvario tenendo tra le mani il corpo di Lina martoriato e il suo volto pieno di sangue. Mi sono sentito come Giovanni ai piedi della croce insieme alla Madonna, ho sentito con l\u2019orecchio del cuore le parole di Cristo rivolte ai miei figli: \u2018ecco vostra madre\u2019. Il treno della nostra vita riparte con un passeggero in meno ma con una guida dal cielo\u201d.<\/p>\n<p><em>La storia di Lina l\u2019avevo letta sul \u201cCorriere della Sera\u201d del 22 agosto: \u201cLina Balestrieri morta mentre entrava in chiesa\u201d. A fornirmi elementi narrativi dell\u2019ambiente neocatecumenale \u00e8 stata poi Antonella Lignani. Altri elementi li ho avuti da un\u2019amica di Lina di nome Luisa che avevo conosciuto a Ischia in occasione di una mia conferenza. <\/em><\/p>\n<p>[Agosto 2017]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; \u201cLina era nel Consiglio pastorale diocesano, aveva accolto nella sua famiglia numerosa figli disabili. Sentiva il desiderio di spendersi per i pi\u00f9 deboli e i fragili. 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