{"id":20535,"date":"2017-10-22T17:29:13","date_gmt":"2017-10-22T15:29:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=20535"},"modified":"2018-08-30T09:58:43","modified_gmt":"2018-08-30T07:58:43","slug":"gesti-e-parole-di-papa-francesco-per-i-carcerati","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/gesti-e-parole-di-papa-francesco-per-i-carcerati\/","title":{"rendered":"Gesti e parole di Papa Francesco per i carcerati"},"content":{"rendered":"<p><em>Seminario di formazione dei cappellani delle carceri<br \/>\nIstituto superiore di Studi penitenziari<br \/>\nVia Giuseppe Barellai 135 &#8211; Roma<br \/>\nMarted\u00ec 27 giugno 2017 \u2013 ore 09.00<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una preferenza evangelica di Papa Francesco verso i carcerati. E\u2019 una priorit\u00e0 che egli afferma fattualmente e in parole all\u2019interno della scelta dei poveri e degli ultimi che guida la sua azione pontificale.<\/p>\n<p>Francesco vede nei carcerati i pi\u00f9 gravi tra i feriti della vita e vorrebbe farsi vicino a ciascuno di loro, come a rovesciare l\u2019idea \u201cricevuta\u201d, che spesso risulta dominante anche negli ambienti ecclesiali, che vede nei carcerati le persone pi\u00f9 lontane e anche pi\u00f9 nocive rispetto alla convivenza sociale. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: il Papa argentino coglie nella vivente parabola che sono gli abitatori delle carceri la manifestazione di un aspetto pedagogico del mistero del peccato e della grazia, che ama esprimere con la domanda: \u201cPerch\u00e9 lui \u00e8 caduto e io no?\u201d<\/p>\n<p>Ci sono dunque tre ragioni che dettano a Francesco la preferenza evangelica che viene manifestando da quando fu eletto: vicinanza agli ultimi, rovesciamento della logica mondana, richiamo al mistero della grazia preveniente \u201cche mi fa pregare e mi avvicina ai carcerati&#8221; come disse una volta ai cappellani delle carceri italiane, cio\u00e8 a voi, in un testo che riporter\u00f2 pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 il cardinale Bergoglio coltivava questa preferenza a Buenos Aires e continua a coltivarla da Papa per quello che pu\u00f2. Il portavoce vaticano padre Lombardi ha ricordato il 25 luglio 2013 a Rio de Janeiro \u2013 al margine di un incontro con un gruppo di detenuti \u2013 che dal Vaticano Francesco continua a telefonare ogni due settimane ai carcerati dell\u2019Argentina ai quali era abituato a fare visita quand\u2019era cardinale.<\/p>\n<p>La preferenza di Papa Bergoglio per i carcerati si esprime con le lavande dei piedi nelle carceri (ad oggi esse sono state tre su cinque), con l\u2019inclusione di visite alle carceri o di incontri con i carcerati in occasione dei viaggi in Italia e nel mondo, con appelli e richiami ai diritti dei detenuti e per un segno di clemenza nei loro confronti. Il Giubileo dei detenuti (6 novembre 2016) e un incontro con i cappellani delle carceri italiane (23 ottobre 2013) sono stati occasione per due particolari affermazioni di quella preferenza evangelica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lava i piedi ai carcerati<\/strong><\/p>\n<p>Tre sono state fino a oggi le lavande dei piedi in carcere compiute da Francesco il Gioved\u00ec Santo: 2013 nel carcere minorile di Casal del Marmo, 2015 nella sezione femminile del Carcere di Rebibbia, 2017 nel carcere di Paliano (Frosinone). Queste lavande sono un segno forte stante la mancanza di precedenti negli annali del papato.<\/p>\n<p>A Casal del Marmo cos\u00ec Francesco ha parlato all\u2019omelia durante la celebrazione: \u201cLui [il Signore] \u00e8 il pi\u00f9 importante e lava i piedi perch\u00e9 tra noi chi \u00e8 pi\u00f9 in alto deve stare al servizio degli altri. Questo Ges\u00f9 ci insegna e questo io faccio. Lo faccio di cuore perch\u00e9 il Signore cos\u00ec ha insegnato. Adesso faremo questa cerimonia di lavarci i piedi. E pensiamo: questo segno \u00e8 una carezza di Ges\u00f9 che ci fa, perch\u00e9 \u00e8 venuto proprio per questo, per servire, per aiutarci\u201d. \u201cSono felice di stare con voi, grazie della vostra accoglienza\u201d dice infine salutando e si raccomanda: \u201cPregate per me e non lasciatevi rubare la speranza\u201d. Quella lavanda dei piedi ai carcerati \u00e8 stato il primo azzardo liturgico di papa Bergoglio, che ovviamente ha provocato dissensi. Le polemiche che ne sono venute potremmo vederle anche come un segno dell\u2019autenticit\u00e0 di quel gesto evangelico: il Vangelo vero \u00e8 sempre segno di contraddizione.<\/p>\n<p>Francesco ha svolto il rito secondo le rubriche, ma in un carcere e accettando che tra i \u201cdodici\u201d vi fossero due musulmani e due ragazze. Il carcere ha una popolazione mista e lui, il papa venuto dalle periferie di Buenos Aires, voleva che il suo gesto pasquale incontrasse pienamente quella realt\u00e0 periferica. Essendo andato dai detenuti per compiere un gesto da \u201cservo\u201d degli ultimi, doveva simbolicamente ammettere tutti al rito perch\u00e9 l\u00ec \u2013 nella rigida gerarchia che vige dietro le sbarre \u2013 i musulmani e le donne sono un passo dietro agli altri e dunque escludendoli sarebbe venuto a escludere gli ultimi tra gli ultimi.<\/p>\n<p>A Rebibbia nel 2015 lava i piedi a sei donne e sei uomini. Chi piange e dice \u201cgrazie\u201d, chi gli stringe il braccio, uno china la testa a toccare quella di colui che lo lava, una piange e basta. Una donna nera ha in braccio un bimbo e il Papa bacia lei e lui abbracciandoli in un sorriso. Le sei donne\u00a0sono due nigeriane, una congolese, due italiane, una ecuadoregna. I sei uomini: un brasiliano, un nigeriano, quattro italiani. Nella chiesa ci sono 150 detenute, comprese quindici mamme con i bambini, e 150 detenuti.<\/p>\n<p>\u201cLa lavanda dei piedi non \u00e8 una cerimonia folkloristica: \u00e8 un gesto per ricordare quello che ha dato Ges\u00f9. Dopo di questo, ha preso il pane e ci ha dato il suo corpo; ha preso il vino, e ci ha dato il suo sangue. E cos\u00ec \u00e8 l\u2019amore di Dio\u201d: cos\u00ec parla nel 2017 durante la messa in Coena Domini nel carcere di Paliano, dove lava i piedi a 12 detenuti tra i quali tre donne e un musulmano vicino a riceve il battesimo.<\/p>\n<p>In tutte e tre le occasioni Francesco ha detto ai carcerati: \u201cPregate per me\u201d. Ad occhi profani, quello del carcere parrebbe un ambiente poco adatto per chiedere preghiere e invece \u2013 nella veduta di Bergoglio \u2013 \u00e8 il luogo giusto per una richiesta d\u2019aiuto molto seria, rivolta a chi pi\u00f9 \u00e8 nella prova e dunque \u2013 potenzialmente \u2013 \u00e8 anche pi\u00f9 vicino al Cristo sofferente: \u201cEro in carcere e mi avete visitato\u201d. Vicino oltre ogni apparenza umana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Visita carceri in occasione dei viaggi <\/strong><\/p>\n<p>Lo ha fatto in Bolivia a Palmasola il 10 luglio del 2015, in Messico a Ciudad Ju\u00e1rez il 17 febbraio del 2016. In Italia a i Castrovillari (Cosenza) il 21 giugno 2014, a Isernia 5 luglio 2014, a Napoli il 21 marzo 2015, a Milano il 25 marzo 2017.<\/p>\n<p>Cos\u00ec parla in Bolivia, mettendosi in gioco in prima persona: \u201cChi c\u2019\u00e8 davanti a voi? Potreste domandarvi. Vorrei rispondere alla domanda con una certezza della mia vita, con una certezza che mi ha segnato per sempre. Quello che sta davanti a voi \u00e8 un uomo perdonato. Un uomo che \u00e8 stato ed \u00e8 salvato dai suoi molti peccati. Ed \u00e8 cos\u00ec che mi presento. Non ho molto da darvi o offrirvi, ma quello che ho e quello che amo, s\u00ec, voglio darvelo, voglio condividerlo: \u00e8 Ges\u00f9, Ges\u00f9 Cristo, la misericordia del Padre\u201d.<\/p>\n<p>A Napoli e a Milano pranza con i detenuti di Poggioreale e di San Vittore. A San Vittore riposa per mezz\u2019ora nella stanza del cappellano: questo riposo postprandiale lo vedrei come un omaggio ai cappellani militare. \u201cVoi per me siete Ges\u00f9\u201d, aveva detto poco prima ai detenuti, ponendosi come sempre in rapporto personale e diretto con quei singolari uditori della sua parola. Scegliere i detenuti come compagni di mensa e l\u2019ufficio del cappellano come luogo di riposo sta a dire il sentimento di familiarit\u00e0 con cui Francesco guarda al carcere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giubileo dei carcerati<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLettera del Santo Padre Francesco con la quale si concede l\u2019indulgenza in occasione del giubileo straordinario della misericordia\u201d s\u2019intitola un testo papale indirizzato all\u2019arcivescovo Rino Fisichella, pubblicato il 1\u00b0 settembre 2015, nel quale si legge: \u201cI carcerati nelle cappelle delle carceri potranno ottenere l\u2019indulgenza, e ogni volta che passeranno per la porta della loro cella, rivolgendo il pensiero e la preghiera al Padre, possa questo gesto significare per loro il passaggio della Porta Santa, perch\u00e9 la misericordia di Dio, capace di trasformare i cuori, \u00e8 anche in grado di trasformare le sbarre in esperienza di libert\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>In occasione del Giubileo dei carcerati, il 6 novembre 2016, svolge tre sollecitazioni che costituiscono un programma impegnativo per ogni operatore cristiano del mondo carcerario: \u201cmiglioramento delle condizioni di vita nelle carceri\u201d, \u201cnecessit\u00e0 di una giustizia penale che non sia esclusivamente punitiva\u201d, \u201cun atto di clemenza verso quei carcerati che si riterranno idonei a beneficiare di tale provvedimento\u201d.<\/p>\n<p>Il \u201cMessaggio per la 49ma giornata della pace\u201d, pubblicato il 15 dicembre 2015 con il titolo \u201cVinci l\u2019indifferenza e conquista la pace\u201d proponeva gi\u00e0 un appello \u201cper migliorare le condizioni di vita nelle carceri\u201d e \u201cper l\u2019abolizione della pena di morte, l\u00e0 dove essa \u00e8 ancora in vigore, e a considerare la possibilit\u00e0 di un\u2019amnistia\u201d.<\/p>\n<p>Temi che riafferma all\u2019Angelus del 21 febbraio 2016: \u201cFaccio appello alla coscienza dei governanti, affinch\u00e9 si giunga a un consenso internazionale per l\u2019abolizione della pena di morte. E propongo a quanti tra loro sono cattolici di compiere un gesto coraggioso ed esemplare: che nessuna condanna venga eseguita in questo Anno Santo della Misericordia\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Incontro con i cappellani delle carceri<\/strong><\/p>\n<p>Il 23 ottobre 2013 Francesco incontra i partecipanti al Convegno Nazionale dei Cappellani delle Carceri Italiane. E\u2019 un testo che leggeremo insieme: \u00e8 quello che avevo segnalato all\u2019inizio e che forse ci d\u00e0 la prospettiva di maggiore impegno spirituale e direi cristologico della preferenza evangelica del Papa per i carcerati.<\/p>\n<p><em>Cari Fratelli, vi ringrazio, e vorrei approfittare di questo incontro con voi, che lavorate nelle carceri di tutta Italia, per far arrivare un saluto a tutti i detenuti. Per favore dite che prego per loro, li ho a cuore, prego il Signore e la Madonna che possano superare positivamente questo periodo difficile della loro vita. Che non si scoraggino, non si chiudano. Voi sapete che un giorno tutto va bene, ma un altro giorno sono gi\u00f9, e quell\u2019ondata \u00e8 difficile.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>In questa vicinanza da uomo a uomo che il Papa vorrebbe offrire \u2013 \u201cdite loro che li ho a cuore\u201d \u2013 c\u2019\u00e8 il primo insegnamento per il vostro ministero. La vicinanza umana potrebbe costituire il primo passo vostro verso il carcerato, ma quel passo potrebbe anche essere l\u2019ultimo, quando l\u2019interlocutore non fosse maturo per fare con voi un cammino: da qui l\u2019importanza, a vote decisiva, di questa vicinanza.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Il Signore \u00e8 vicino, ma dite con i gesti, con le parole, con il cuore che il Signore non rimane fuori, non rimane fuori dalla loro cella, non rimane fuori dalle carceri, ma \u00e8 dentro, \u00e8 l\u00ec. Potete dire questo: il Signore \u00e8 dentro con loro; anche lui \u00e8 un carcerato, ancora oggi, carcerato dei nostri egoismi, dei nostri sistemi, di tante ingiustizie, perch\u00e9 \u00e8 facile punire i pi\u00f9 deboli, ma i pesci grossi nuotano liberamente nelle acque. Nessuna cella \u00e8 cos\u00ec isolata da escludere il Signore, nessuna; Lui \u00e8 l\u00ec, piange con loro, lavora con loro, spera con loro; il suo amore paterno e materno arriva dappertutto. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>In queste parole dette ai vostri confratelli c\u2019era gi\u00e0 l\u2019idea della porta della cella come \u201cporta santa\u201d, che poi il Papa proporr\u00e0 per il Giubileo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Prego perch\u00e9 ciascuno apra il cuore a questo amore. Quando io ricevevo una lettera di uno di loro a Buenos Aires li visitavo, mentre ora quando ancora mi scrivono quelli di Buenos Aires qualche volta li chiamo, specialmente la domenica, faccio una chiacchierata. Poi quando finisco penso: perch\u00e9 lui \u00e8 l\u00ec e non io che ho tanti e pi\u00f9 motivi per stare l\u00ec? Pensare a questo mi fa bene: poich\u00e9 le debolezze che abbiamo sono le stesse, perch\u00e9 lui \u00e8 caduto e non sono caduto io? Per me questo \u00e8 un mistero che mi fa pregare e mi fa avvicinare ai carcerati.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Qui sono le parole pi\u00f9 profonde che segnalavo all\u2019inizio della nostra conversazione. Papa Francesco va letto con intelletto d\u2019amore perch\u00e9 spesso gli spunti pi\u00f9 fecondi li dice con le parole pi\u00f9 semplici e dunque possiamo non avvertirli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>E prego anche per voi Cappellani, per il vostro ministero, che non \u00e8 facile, \u00e8 molto impegnativo e molto importante, perch\u00e9 esprime una delle opere di misericordia; rende visibile la presenza del Signore nel carcere, nella cella. Voi siete segno della vicinanza di Cristo a questi fratelli che hanno bisogno di speranza [\u2026]. E chiediamo al Signore che benedica voi e i vostri amici e amiche delle carceri.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Anche questo suggerimento finale, di chiamarli evangelicamente \u201camici e amiche\u201d [\u201cVi ho chiamati amici\u201d dice Ges\u00f9 ai discepoli in Giovanni 15], \u00e8 un buon insegnamento per voi. Piccolo ma buono.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Altri contatti con il pianeta carceri<\/strong><\/p>\n<p>Francesco ha avuto diversi altri incontri con carcerati e loro parenti. Sabato 30 maggio 2015 ha ricevuto duecento figli di detenuti che sono arrivati in treno in Vaticano da varie citt\u00e0 d\u2019Italia.<\/p>\n<p>Otto carcerati li aveva visti a Rio de Janeiro, il 25 luglio 2013, nella residenza dell\u2019arcivescovo: gli avevano cantato una canzone e avevano pregato insieme.<\/p>\n<p>A Cagliari il 22 settembre 2013 Francesco incontra un gruppo di detenuti e di poveri nella cattedrale.<\/p>\n<p>Il 17 luglio 2013 scrive a una detenuta di Buenos Aires che gli aveva mandato ostie fatte da lei e gli aveva raccontato la sua storia di perdizione e riscatto: \u201cCara Gabriela, ringrazio per la fiducia e anche per le ostie. Da domani celebrer\u00f2 la messa con queste ostie e posso assicurarle che \u00e8 una cosa che mi emoziona. La sua lettera mi ha fatto riflettere e pregher\u00f2 per lei. Mi rallegra e mi d\u00e0 sicurezza sapere che anche lei prega per me\u201d. Qui si vede, come gi\u00e0 a Casal del Marmo, che il Papa si mette alla pari nella richiesta di preghiere: ringrazia la detenuta \u201cper la fiducia\u201d \u2013 perch\u00e9 lei si era raccomanda alle preghiere del Papa \u2013 e chiede le preghiere di lei con lo stesso affidamento: la carcerata verso il Papa, il Papa verso la carcerata. Egli ritiene che al Padre possa arrivare chiunque l\u2019invochi, si tratti pure del meno accreditato tra i fratelli. La preghiera del peccatore, se fatta con cuore puro, \u00e8 pari a quella dell\u2019innocente: a quella dei bambini, che la tradizione della piet\u00e0 popolare italiana ha sempre considerato la pi\u00f9 efficace. Questo accostamento degli oranti apparentemente pi\u00f9 lontani \u00e8 tornato in bocca al Papa dieci giorni addietro, all\u2019Angelus della domenica del Corpus Domini, al momento dell\u2019invito a partecipare alla processione: \u201cInvito tutti a partecipare, anche spiritualmente, penso in particolare alle comunit\u00e0 di clausura, alle persone malate e ai carcerati\u201d. I carcerati accanto alle claustrali. \u201cFate pregare i bambini e le monache di clausura\u201d si diceva una volta: Francesco vi dice anche \u2013 e propriamente a voi \u2013 \u201cfate pregare i carcerati\u201d.<\/p>\n<p>L\u201911 settembre 2013 al termine dell\u2019udienza generale in piazza San Pietro si intrattiene con i familiari di cinque persone morte in carcere, in Italia, in circostanze sospette. L\u2019incontro avviene su richiesta \u2013 rivolta al Papa per lettera \u2013 di Lucia Uva, sorella di Giuseppe, morto in carcere dopo un arresto per ubriachezza. Lucia da cinque anni ricerca la verit\u00e0 su quella morte e fa avere al papa un dossier su 57 casi di malagiustizia: \u00abMi ha posato le mani sulla testa e mi ha accarezzato il viso mentre parlavo. Ci ha chiesto di pregare per lui e ci ha assicurato di pregare per noi\u00bb. Qui \u00e8 istruttivo il fatto che Papa Bergoglio accetti l\u2019incontro anche quando sa che nulla potr\u00e0 fare se non consolare con una carezza e promettere e chiedere preghiere. Anche qui avete un suggerimento per la vostra quotidianit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seminario di formazione dei cappellani delle carceri Istituto superiore di Studi penitenziari Via Giuseppe Barellai 135 &#8211; Roma Marted\u00ec 27 giugno 2017 \u2013 ore 09.00 &nbsp; C\u2019\u00e8 una preferenza evangelica&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/gesti-e-parole-di-papa-francesco-per-i-carcerati\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Gesti e parole di Papa Francesco per i carcerati<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-20535","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/20535","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20535"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/20535\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21927,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/20535\/revisions\/21927"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20535"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}