{"id":20540,"date":"2017-10-22T17:35:30","date_gmt":"2017-10-22T15:35:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=20540"},"modified":"2017-10-22T17:35:30","modified_gmt":"2017-10-22T15:35:30","slug":"educare-le-comunita-a-essere-centri-di-accoglienza","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/educare-le-comunita-a-essere-centri-di-accoglienza\/","title":{"rendered":"Educare le comunit\u00e0 a essere centri di accoglienza"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Relazione di Luigi Accattoli al Seminario formativo <\/em><\/p>\n<p><em>della Caritas diocesana di Viterbo<\/em><\/p>\n<p><em>Bagnoregio 25 giugno 2017 \u2013 ore 10.00<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tratteremo di tre centralit\u00e0: della carit\u00e0 nel cristianesimo, del servizio della carit\u00e0 nella vita della Chiesa, dell\u2019accoglienza nel servizio parrocchiale della carit\u00e0. Delle prime due brevemente, della terza pi\u00f9 a lungo. In coda metto tre appendici per l\u2019approfondimento.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong> Centralit\u00e0 della Carit\u00e0 e del ministero della Carit\u00e0<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La centralit\u00e0 della carit\u00e0 nel cristianesimo la indico con un richiamo all\u2019angelus del 9 giugno 2013 quando Francesco disse che Dio \u00e8 \u201c<em>tutta misericordia e pura misericordia<\/em>\u201d; e a un altro angelus del 7 giugno 2009 quando Benedetto aveva affermato che \u201c<em>Dio \u00e8 tutto e solo amore<\/em>\u201d. I due Papi usano lo stesso linguaggio per proporre lo stesso annuncio sostanziale all\u2019umanit\u00e0 di oggi.<\/p>\n<p>La continuit\u00e0 profonda tra Benedetto e Francesco su questa terra di mezzo della carit\u00e0 e della misericordia ha avuto una manifestazione probante nel paragrafo 179 della\u00a0\u201cGioia del Vangelo\u201d\u00a0dove a fondamento della \u201cassoluta priorit\u00e0 dell\u2019uscita verso i fratelli\u201d Papa Bergoglio cita uno dei testi maggiori \u2013 e pi\u00f9 trascurati \u2013 del predecessore, il motu proprio\u00a0\u201cIntima Ecclesiae natura\u201d\u00a0(dicembre 2012) sul \u201cservizio della carit\u00e0\u201d visto come irrinunciabile alla pari di quello della liturgia e della predicazione: \u00ab<em>Anche il servizio della carit\u00e0 \u00e8 una dimensione costitutiva della missione della Chiesa ed \u00e8 espressione irrinunciabile della sua stessa essenza<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>\u201cServizio della carit\u00e0\u201d potremmo intenderlo come \u201cministero della carit\u00e0\u201d e forse questa dicitura ci aiuta a vederne l\u2019importanza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong> Mettere la carit\u00e0 al centro della vita parrocchiale<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Applicando alle Caritas parrocchiali questi forti principi possiamo dire che esse hanno il compito di aiutare l\u2019intera comunit\u00e0 a mettere la carit\u00e0 al centro della sua testimonianza. Ovvero a promuovere la testimonianza comunitaria della carit\u00e0.<\/p>\n<p>Da dove partiamo? Facendoci portavoce \u2013 nella comunit\u00e0 \u2013 dei bisogni dell\u2019umanit\u00e0 circostante. Aiutando ad aprire gli occhi su di essa. Invitando a vederla: se c\u2019\u00e8 intorno a noi il racket dei questuanti e lo sfruttamento dei bambini nella questua, se ci sono luoghi dello spaccio di droghe, se c\u2019\u00e8 prostituzione minorile.<\/p>\n<p>Non considerare improprio e da evitare nessun dramma umano che si svolga intorno. E dopo che l\u2019avremo visto, che faremo? Parleremo con il maresciallo dei carabinieri, cercheremo di segnalarlo alle istituzioni. Prenderemo contatto con le cooperative sociali operanti nel territorio della parrocchia: se sono vere, se sono speculative.<\/p>\n<p>Realizzare insomma una vigilanza dello sguardo e una visita guidata permanente all\u2019umanit\u00e0 ferita circostante che faccia del nostro ambiente un luogo dove non capiti \u2013 poniamo \u2013 che muore qualcuno in solitudine estrema e nessuno se ne accorge e il telegiornale intervista i vicini che dicono: \u201cNon ne sapevamo nulla\u201d.<\/p>\n<p>La visita alle ferite andrebbe proposta come iniziativa verso i ragazzi del dopo cresima. \u201cNon si sa che fargli fare\u201d: mettiamoli in contatto con l\u2019umanit\u00e0 tribolata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong> L\u2019accoglienza come motto della vita di parrocchia<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La parrocchia promuove la testimonianza comunitaria della carit\u00e0 ponendosi come luogo e maestra di accoglienza. Di quell\u2019arte della \u201crelazionalit\u00e0\u201d di cui avete trattato ieri.<\/p>\n<p>Possiamo guardare alla comunit\u00e0 parrocchiale come a una famiglia allargata che accoglie ogni umanit\u00e0, dando corpo al testamento familiare di Cristo sulla croce: \u201c<em>Ecco tuo figlio \u2013 ecco tua madre<\/em>\u201d (Giovanni 19): le ragazze madri, i bambini senza genitori, le donne sole con figli, gli uomini restati soli dopo il fallimento del matrimonio, i disabili fisici e psichici, i giovani senza lavoro e quelli che lottano contro una dipendenza, le persone non sposate, le vedove e i vedovi, barboni e mendicanti, gli anziani e i malati che non hanno figli o non sono aiutati dai figli, gli stranieri con permesso di soggiorno e i clandestini, i devianti d\u2019ogni tipo, chi ha sperimentato il fallimento familiare o economico, o il carcere.<\/p>\n<p>La parrocchia \u00e8 maestra dell\u2019accoglienza misericordiosa e dell\u2019integrazione delle persone fragili. Tende ad accogliere tutti e ad aiutare ciascuno nelle necessit\u00e0 primarie e nella possibilit\u00e0 di partecipare alla comunit\u00e0 ecclesiale, secondo la regola del \u201cbene possibile\u201d (\u201cLa Gioia dell\u2019amore\u201d 308).<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong> Come si articola il servizio dell\u2019accoglienza<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Nella vita d\u2019una parrocchia animare significa rispondere alla domanda:\u00a0chi pu\u00f2 dare\u00a0risposta a questo bisogno?<\/p>\n<p>Case famiglia \u2013 accogliere in casa \u2013 donare una famiglia a chi non ce l\u2019ha.<\/p>\n<p>Centro di ascolto\u00a0parrocchiale: accoglienza, ascolto, orientamento, accompagnamento delle persone in difficolt\u00e0. Il Centro di ascolto \u00e8 un\u2019antenna sul territorio che capta attraverso l\u2019ascolto delle persone i bisogni emergenti.<\/p>\n<p>Magazzino alimentare parrocchiale \u2013 raccolta alimentare \u2013 emporio dei cibi \u2013 mensa.<\/p>\n<p>Servizio legale e psicologico. Sportello per le vittime di violenza e stalking.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 fare tutto: ma qualcosa facciamo?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><strong> L\u2019accoglienza dei rifugiati come nuova urgenza<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Questa accoglienza si pone come impegno specifico del momento che stiamo vivendo. Ne tratto in dettaglio narrativo nell\u2019<em>appendice 1<\/em>.<\/p>\n<p>Tweet del Papa:\u00a0&#8220;L&#8217;incontro personale con i rifugiati dissipa paure e ideologie distorte e diventa fattore di crescita in umanit\u00e0&#8221; (20 giugno 2017).<\/p>\n<p>[Vedi uno sviluppo di questi concetti in chiave di preghiera nell\u2019<em>appendice 3<\/em>]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li><strong> Accoglienza come attivit\u00e0 e come metodo \u2013 ovvero come relazionalit\u00e0<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Prima che alle singole accoglienze si dovr\u00e0 prestare attenzione all\u2019accoglienza come metodo o paradigma.<\/p>\n<p>Procederemo pragmaticamente, prestando attenzione \u2013 poniamo \u2013 alle sofferenze e a ogni ingiustizia anche quando non si hanno le risorse n\u00e9 le parole per andare oltre l\u2019espressione della solidariet\u00e0. Si attesta comunque fratellanza. Si offre un abbraccio. Si fa sentire qualcosa del calore di famiglia che caratterizza la comunit\u00e0 della parrocchia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"7\">\n<li><strong> L\u2019accoglienza di una parrocchia in uscita<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>\u201cLa Chiesa \u00e8 chiamata a essere sempre la casa aperta del Padre. Uno dei segni concreti di questa apertura \u00e8 avere dappertutto chiese con le porte aperte. Cos\u00ec che, se qualcuno vuole seguire un mozione dello Spirito e si avvicina cercando Dio, non si incontrer\u00e0 con la freddezza di una porta chiusa\u201d: \u201cLa gioia del Vangelo\u201d\u00a047.<\/p>\n<p>La parrocchia in uscita non cerca di tenere lontani i disturbatori ma accoglie chi bussa e va a cercare chi non si fa vedere.<\/p>\n<p>La parrocchia accoglie e osserva l\u2019umanit\u00e0 circostante. Dall\u2019esperienza della carit\u00e0 prende argomenti e coraggio per farsi voce critica nella citt\u00e0. [Vedi <em>appendice 2<\/em>]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"8\">\n<li><strong> L\u2019accoglienza dei non cristiani si fa evangelizzazione<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Non per proselitismo ma per attrazione, cio\u00e8 per illuminazione e contagio.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un gruppo biblico, o liturgico, o culturale, o dei \u201cnuovi media\u201d: proporre che ammetta non praticanti e non credenti comunque interessati, e li cerchi; o alterni alle proprie riunioni delle altre aperte ai partecipanti non abituali e non interni. \u201cMa quelli non vengono\u201d: si tratter\u00e0 di creare occasioni cinematografiche, ricreative, conviviali perch\u00e9 vengano. Si offre una pizza ai partecipanti, si programma la visione di un film.<\/p>\n<p>Lo stesso e ancor pi\u00f9 si potrebbe tentare con il gruppo caritativo, o con il Centro Caritas: studiarsi di assistere, per ogni nostro povero, un povero sconosciuto, non cristiano. Nel giro delle straniere vi sono prostitute minorenni, o mamme sole con bambini: le agganceremo. Inviteremo a unirsi alle nostre attivit\u00e0 persone lontane, ma che potrebbero avere un interesse personale, culturale, sociale ad aiutare il prossimo.<\/p>\n<p>Uno spirito di accoglienza cordiale che non condanna (\u201cLa Gioia del Vangelo\u201d 165) potr\u00e0 guidarci nel contatto con i non cristiani.<\/p>\n<p>\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026<\/p>\n<p><em>Tre appendici<\/em><\/p>\n<ol>\n<li><strong>Ospitare i rifugiati in parrocchia<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Sono il portavoce del gruppo \u201cOspitare i rifugiati\u201d della mia parrocchia romana. Tra parrocchie e istituti religiosi sono 38 le esperienze che sono state avviate in Roma in risposta all\u2019invito del Papa (6 settembre 2015). Costruire il gruppo \u00e8 stato facile. I locali c\u2019erano ma bisognava attrezzarli e arredarli. La spesa non \u00e8 stata grande, il volontariato ha risolto i problemi. Il gruppo \u00e8 passato rapidamente da una decina di soci iniziali a venti, a quaranta, ora siamo una sessantina. Si riunisce all\u2019incirca una volta al mese, per posta elettronica si inviano appelli e rendiconti. La raccolta del denaro \u00e8 finalizzata alle varie voci dell\u2019ospitalit\u00e0: cibo, vestiario, arredo abitativo.<\/p>\n<p>Ci siamo attenuti alle direttive del Vicariato e della Caritas romana che prevedevano di mettersi a disposizione della Prefettura, la quale valuta l\u2019adeguatezza dei locali e assegna i richiedenti asilo a seconda dei posti letto disponibili. Eravamo pronti a novembre 2015 ma la prima ospite l\u2019abbiamo avuta ad aprile 2016. Come in tutte le parrocchie e le case religiose e i santuari che si erano detti disponibili ci siamo interrogati: \u00e8 giusto seguire questa via della legalit\u00e0, che comporta burocrazia e formalit\u00e0, o non sarebbe pi\u00f9 rispondente alla vocazione cristiana il rischio di agire in campo aperto?<\/p>\n<p>Obiezione in parrocchia: ci occupiamo degli stranieri, e gli italiani che non riescono a pagare l\u2019affitto? Questa \u00e8 stata la nostra risposta: dacci una mano, inizia a pensarci tu, noi collaboreremo. La carit\u00e0 \u00e8 inventiva e flessibile. Di suo non ha protocolli, ma dove questi sono necessari non ha difficolt\u00e0 a rispettarli. Penetra in ogni fessura, anche in quella burocratica.<\/p>\n<p>Nella modesta risposta all\u2019appello papale non va trascurato il beneficio del coinvolgimento delle persone in un\u2019attivit\u00e0 che prima era sconosciuta o quasi alle parrocchie. Di questo beneficio ho esperienza diretta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>La Caritas soccorre ma anche parla<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Scrivevo nel mio blog \u2013 in data 9 12 2014 \u2013 un articolino scherzoso e serio intitolato \u201cAppello all\u2019ottimo e inascoltato direttore della Caritas romana Enrico Feroci\u201d: \u201c<em>Ah Feroci, vedi de fatte feroce! Devi disturbare, devi puntare il dito, devi gridare in nome delle migliaia di persone che fanno volontariato nel silenzio e nel dileggio. Una Caritas che non parla alla citt\u00e0 \u00e8 una carit\u00e0 dimezzata<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Era esploso lo scandalo di Mafia Capitale e io mi chiedevo come fosse possibile che nessuno si fosse accorto di quel marcio. Mi rispondevo che i veggenti c\u2019erano e avevano parlato ma la loro parola non era ascoltata. E tra loro vi era la Caritas romana che il 12 novembre aveva pubblicamente accusato le \u201ccooperative senza scrupoli\u201d che si occupano di Rom e di rifugiati: tutto era detto ma nessuno aveva udito.<\/p>\n<p>Quel comunicato della Caritas \u2013 secondo me \u2013 costituiva insieme un titolo di vanto, per aver visto; e di demerito, per non aver ottenuto ascolto.<\/p>\n<p>Mi chiedevo: perch\u00e9 la Caritas romana non \u00e8 ascoltata? Perch\u00e9 non ha voce pubblica da quando non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 Di Liegro (1928-1997) alla sua guida? Perch\u00e9 nel febbraio del 2014 il Vicariato non ha ricordato il quarantennale del Convegno sui mali di Roma del febbraio del 1974, che fu il capolavoro di don Luigi? Perch\u00e9 l\u2019afasia pubblica della Caritas perdura anche sotto Papa Francesco?<\/p>\n<p>Vi \u00e8 stata poi \u2013 il 22 dicembre 2014 \u2013 una \u201cPreghiera per Roma\u201d in Santa Maria Maggiore durante la quale il cardinale Vicario ebbe a dire: \u201c<em>Noi cristiani di Roma siamo troppo silenziosi<\/em>\u201d. E\u2019 stato a seguito di quella \u201cPreghiera per Roma\u201d che ho scritto un articolo apparso sul \u201cCorriere\u201d romano il 24 dicembre 2014 con il titolo \u201c<em>La carit\u00e0 dimezzata<\/em>\u201d per il quale poi fui invitato a un incontro della Caritas regionale a Ferentino nel maggio del 2015.<\/p>\n<p>Voi sapete meglio di me che la Caritas non \u00e8 pura beneficenza. Tutti condividiamo l\u2019idea che la carit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 ampia dell\u2019elemosina: \u201c<em>Siano anzitutto adempiuti gli obblighi di giustizia, perch\u00e9 non avvenga che si offra come dono di carit\u00e0 ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 dovuto a titolo di giustizia; si eliminino non soltanto gli effetti ma anche le cause dei mali; l\u2019aiuto sia regolato in modo che coloro i quali lo ricevono vengano, a poco a poco, liberati dalla dipendenza altrui e diventi sufficienti a se stessi<\/em>\u201d\u00a0(\u201cApostolicam actuositatem\u201d\u00a08:\u00a0L\u2019azione caritativa).<\/p>\n<p>Benedetto XVI,\u00a0\u201cIntima Ecclesiae natura\u201d\u00a09: \u201c<em>Il Vescovo favorisca la creazione in ogni parrocchia d\u2019un servizio di Caritas che promuova anche un\u2019azione pedagogica nell\u2019ambito dell\u2019intera comunit\u00e0 per educare allo spirito di condivisione e di autentica carit\u00e0<\/em>\u201d. Quel documento \u00e8 prezioso per voi: lo segnalavo al paragrafo 1 della relazione.<\/p>\n<p>Di Liegro ci ha insegnato che la Caritas ha un ruolo pubblico in cui non pu\u00f2 essere surrogata da nessuno: un ruolo conoscitivo e di denuncia che fa parte integrante della sua missione educativa. Dal vivo dei contesti in cui opera deve poter trarre le conoscenze e lo sdegno necessari alla denuncia pubblica. E\u2019 pronto soccorso ma anche monitoraggio delle zone a rischio. Deve soccorrere ma deve anche lanciare l\u2019allarme e chiamare al soccorso. Deve parlare e deve trovare il modo di farsi ascoltare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong>Preghiera laica e preghiera cristiana dell\u2019accoglienza<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Il regista di \u201cHuman\u201d (2015), Yann Arthus-Bertrand, che voi conoscete: <em>Viviamo in un\u2019era molto difficile. E\u2019 la prima volta nella storia della umanit\u00e0 in cui il futuro appare cos\u00ec incerto: il riscaldamento globale, la crisi dei rifugiati, il divario crescente tra ricchi e poveri, la crisi economica&#8230; L\u2019unica cosa che possiamo fare per affrontare i periodi difficili che stanno arrivando \u00e8 vivere assieme, accettando il mondo per quello che \u00e8 e cercando di fare il meglio che possiamo. Perch\u00e9 tutti abbiamo una missione. Come dice un bambino africano nel film \u201ctutti abbiamo una missione che ci ha dato Dio\u201d, il nostro compito \u00e8 capire qual \u00e8 la nostra missione. Questo film vuole fare emergere l\u2019empatia necessaria per vivere tutti assieme in questo mondo dal futuro cos\u00ec incerto <\/em>[intervista a \u201cVita\u201d del 7 marzo 2016]<em>.<\/em><\/p>\n<p>Mia traduzione cristiana di quella preghiera laica:<em> Viviamo in un\u2019epoca piena di sfide ma anche di opportunit\u00e0. Per la prima volta nella storia dell\u2019umanit\u00e0 sperimentiamo un rimescolamento di popoli sul pianeta che pu\u00f2 costituire un aiuto provvidenziale alla nascita di un\u2019unica famiglia umana, quale \u00e8 prefigurata nei profeti, nel mandato missionario di Cristo, nel Concilio Vaticano II. Siamo chiamati a vivere assieme, accettando ogni umanit\u00e0 per quello che \u00e8 e cercando di farci prossimi a essa. In questa impresa \u2013 come dice un bambino africano nel film \u201cHuman\u201d \u2013 tutti abbiamo una missione che ci ha dato Dio\u201d. Il primo compito d\u2019ognuno \u00e8 capire quale sia la sua propria missione. Il secondo \u00e8 tenervi fede.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Relazione di Luigi Accattoli al Seminario formativo della Caritas diocesana di Viterbo Bagnoregio 25 giugno 2017 \u2013 ore 10.00 &nbsp; Tratteremo di tre centralit\u00e0: della carit\u00e0 nel cristianesimo, del&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/educare-le-comunita-a-essere-centri-di-accoglienza\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Educare le comunit\u00e0 a essere centri di accoglienza<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-20540","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/20540","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20540"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/20540\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20541,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/20540\/revisions\/20541"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20540"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}