{"id":20551,"date":"2017-10-22T17:39:51","date_gmt":"2017-10-22T15:39:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=20551"},"modified":"2017-10-22T17:39:51","modified_gmt":"2017-10-22T15:39:51","slug":"laccoglienza-oltre-noi-modelli-inclusivi-oltre-le-singole-specificita","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/laccoglienza-oltre-noi-modelli-inclusivi-oltre-le-singole-specificita\/","title":{"rendered":"L\u2019accoglienza oltre noi. Modelli inclusivi oltre le singole specificit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><em>Macerata sabato 27 maggio 2017<\/em><\/p>\n<p><em>Sala Castiglioni \u2013 Biblioteca Mozzi Borgetti<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019accoglienza come segno di speranza per la nostra epoca: \u00e8 questa l\u2019interpretazione che dar\u00f2 al tema del convegno. Un positivo segno del tempo.<\/p>\n<p>Faccio appello alla vostra capacit\u00e0 di concentrazione perch\u00e9 devo dire delle cose piuttosto impegnative dopo che gi\u00e0 ne sono state dette molte \u2013 e quindi c\u2019\u00e8 sicuramente un po\u2019 di stanchezza.<\/p>\n<p>Dir\u00f2 parole impegnative perch\u00e9 non vengono da una particolare competenza, ma sono parole un poco audaci di interpretazione del momento storico, e dell\u2019orfanezza e della disabilit\u00e0 in questo momento della storia dell\u2019umanit\u00e0. Nonch\u00e9 di interpretazione dell\u2019umanit\u00e0 che prova a farvi fronte.<\/p>\n<p>Su tale argomento \u2013 dicevo \u2013 io non ho nessuna competenza se non quella dell\u2019osservatore, direi quasi del testimone, del pianeta delle sofferenze familiari e personali. Osservatore privato ma anche professionale, attraverso le storie di vita. Io infatti raccolgo storie di vita e molte sono narrate da persone accolte o accoglienti. Ne ho raccolte circa un migliaio, in tre volumi intitolati \u201cCerco fatti di Vangelo\u201d 1, 2 e 3; e in una pagina del mio blog che ha lo stesso titolo.<\/p>\n<p>Ritengo che questa dell\u2019orfanezza, della disabilit\u00e0 e dell\u2019accoglienza sia una frontiera straordinaria, decisiva per le possibilit\u00e0 dell\u2019umano nella nostra epoca. Noi oggi stiamo infatti vivendo un ampliamento dell\u2019umanesimo e delle possibilit\u00e0 dell\u2019umano proprio attraverso l\u2019accoglienza e l\u2019inclusione dei disabili e degli emarginati nel comune consorzio umano. Un\u2019accoglienza che ci informa su che cosa sia oggi \u2013 o possa essere \u2013 l\u2019uomo di fronte all\u2019uomo. \u201cValenza antropologica dell\u2019accoglienza\u201d diceva prima Paolo Carassai. \u201cApertura dell\u2019umano\u201d e suo \u201cpassaggio dall\u2019io al noi\u201d diceva il vescovo Nazzareno.<\/p>\n<p>Non avveniva in altre epoche. E quando noi ci concentriamo giustamente sulle difficolt\u00e0 del momento e diciamo \u201cora si tagliano i fondi per i disabili e i minori abbandonati, ora c\u2019\u00e8 meno attenzione ai casi sociali, stiamo facendo dei passi indietro sul fronte dell\u2019accoglienza\u201d, diciamo parole giustissime, ma dicendole non dovremmo perdere di vista che questo passo indietro, questo arresto di attenzione, questa difficolt\u00e0 si verificano in un trend che \u00e8 positivo e che \u00e8 straordinariamente positivo, anzi: storicamente inedito.<\/p>\n<p>E\u2019 forse questo l\u2019argomento pi\u00f9 forte per amare la nostra epoca: proprio perch\u00e9 mai in nessun\u2019altra epoca il minore abbandonato e il disabile \u00e8 stato accolto e aiutato come in questa nostra. E questo lo dico un segno di speranza.<\/p>\n<p>Oggi sono tante le persone in abbandono che tornano a parlare e a camminare, o arrivano a parlare e camminare, perch\u00e9 accolte e accudite, inserite nel circolo affettuoso e vitale di un nido familiare.<\/p>\n<p>Oggi iniziamo a comprendere l\u2019importanza di rallentare per camminare con l\u2019abbandonato e il disabile. Per accompagnare il bisognoso facendoci suo compagno di strada, anzi suo familiare.<\/p>\n<p>Ebbene questo non avveniva mai nella storia: mai quanto e come avviene oggi. Le famiglie si vergognavano del trovatello che pure accoglievano, del figlio \u201cillegittimo\u201d che era detto \u201cbastardo\u201d, del disabile. Il membro della famiglia colpito da disabilit\u00e0 veniva nascosto, magari amato, aiutato come si poteva, ma il pi\u00f9 possibile nascostamente perch\u00e9 l\u2019orfanezza e la disabilit\u00e0 erano motivo di vergogna. Oggi invece il riscatto dell\u2019orfano, del minore solo, del disabile trova consenso sociale, \u00e8 accettato intorno.<\/p>\n<p>Questo segno di speranza per la nostra epoca ha tre facce.<\/p>\n<p><strong>La prima faccia<\/strong>\u00a0\u00e8 la nostra\u00a0<strong>cultura<\/strong>\u00a0tecnologica e informatica, scientifica, medica e psicologica che permette di fare queste conquiste, queste liberazioni dell\u2019umano, questo ampliamento della sfera dell\u2019umano. Questa nostra cultura \u00e8 grande, e per tale aspetto \u00e8 pienamente umana.<\/p>\n<p>E allora tutte le volte che siamo tentati di deplorare la cultura moderna e di dire \u201cl\u2019umanit\u00e0 oggi ha smarrito se stessa\u201d \u2013 quando veniamo raggiunti da questa tentazione fermiamoci prima di dire parole ingrate nei confronti delle risorse dell\u2019umano che per la prima volta sono a nostra disposizione: questa cultura onora le creature pi\u00f9 bisognose e tende a riscattarle. E la prima manifestazione di tale cultura avviene in ambito familiare: paradosso della famiglia ai nostri giorni, che \u00e8 insieme tribolata e creativa.<\/p>\n<p><strong>Seconda faccia<\/strong>: quella\u00a0<strong>sociale<\/strong>. Il fatto che oggi il disabile venga inserito nella scuola, il fatto che il ragazzo che non cammina venga portato dai suoi compagni in montagna nei campeggi dagli scout, in mare sulla barca: questa \u00e8 la seconda faccia del segno di speranza per la nostra epoca. Cio\u00e8 non solo la scienza e la cultura in generale, ma anche la societ\u00e0 di questo momento storico con tutti i suoi difetti, pensiamo alla debolezza dei matrimoni, pensiamo alla violenza diffusa, pensiamo alla droga e alla banalizzazione della sessualit\u00e0 e dell\u2019aborto, abbiamo tante ragioni di penitenza \u2013 ma dovremmo anche vedere che pure in mezzo a tutti questi mali abbiamo anche delle risorse positive \u2013 e dovremmo intendere che non viene mai data una prova all\u2019umanit\u00e0 senza che venga data anche una risorsa per affrontarla. Ed ecco che una risorsa per la nostra epoca \u00e8 proprio questa: l\u2019accoglienza dello svantaggiato, il riscatto del disabile. E\u2019 un elemento centralissimo \u2013 decisivo \u2013 per intendere l\u2019epoca in cui viviamo.<\/p>\n<p>Ve ne sono altri, di segni di speranza donati alla nostra epoca, ne elenco alcuni, rapidamente: le missioni di interposizione per dividere popolazioni in guerra civile tra loro, i medici e gli infermieri volontari che dedicano le vacanze o la vita a malati di genti lontane, ogni forma di volontariato internazionale e il volontariato ospedaliero qui da noi, chi raccoglie indumenti e cibo e medicinali per i rifugiati e procura loro un tetto, chi perdona gli uccisori dei parenti e si riconcilia con chi l\u2019ha mortalmente offeso, il dono del corpo nei trapianti\u2026 \u2013 non voglio dire che il riscatto del disabile e l\u2019accoglienza del minore solo sia un segno isolato, dico che \u00e8 un segno accanto agli altri e uno dei pi\u00f9 carichi di significato.<\/p>\n<p><strong>Terza faccia<\/strong>: quella\u00a0<strong>ecclesiale<\/strong>. Fino a ieri nella Chiesa si facevano certamente tante opere di carit\u00e0 per aiutare il disabile nella sua condizione ma solo oggi \u2013 a partire dagli anni del Vaticano II \u2013 nella Chiesa si d\u00e0 il primo posto all\u2019abbandonato e al portatore di disabilit\u00e0: si tende a darlo, naturalmente con tutti i limiti, le impreparazioni, le difficolt\u00e0, ma si tende; non sempre purtroppo, ma almeno qualche volta. Per esempio un trovatello, un figlio illegittimo, un disabile non potevano emettere voti religiosi, non erano accettati. Il Diritto Canonico li escludeva dalla professione religiosa come dall\u2019ammissione agli ordini sacri. E questo anche per disabilit\u00e0 minori, per esempio se uno aveva una voce debole, se era sciancato: bastava questo perch\u00e9 non potesse essere ordinato sacerdote. La societ\u00e0 faceva una specie di pulizia estetica dalla disabilit\u00e0 e la relegava nell\u2019invisibilit\u00e0, come la famiglia che nascondeva il disabile nelle stanze a cui non erano ammessi gli ospiti. La Chiesa stessa seguiva questa regola e quindi non osava portare un disabile sull\u2019altare o fargli pronunciare i voti.<\/p>\n<p>Ebbene nel settembre del 2011 a Milano c\u2019\u00e8 stata la prima professione religiosa di sei donne disabili di una neonata congregazione fatta tutta di disabili: si tratta della Comunit\u00e0 \u201cIl Roveto\u201d di Sant\u2019Ilario Milanese, che fa parte dell\u2019Istituto delle Piccole Apostole di don Luigi Monza. Era la prima nel mondo, che io sappia.<\/p>\n<p>A Rimini, Montetauro, sei chilometri all\u2019interno, abbiamo un altro segno. Uno dice Rimini e pensa a un luogo delle mondanit\u00e0, delle spiagge, non si pensa certo a Rimini come luogo della manifestazione dello Spirito per la nostra epoca. A Montetauro c\u2019\u00e8 una comunit\u00e0 di consacrate che si dedicano all\u2019accoglienza dei disabili gravi, dei cerebrolesi. E ognuna di queste donne adotta un bambino, e lei si chiama \u201cmamma\u201d e il bambino si chiama \u201cpiccolo\u201d. Non \u00e8 mai esistita una cosa simile nella storia: queste donne si dedicano completamente ai loro piccoli. E soltanto quando questo abbia a morire, spesso muoiono presto, ne prende un altro ma mai due contemporaneamente perch\u00e9 ognuna deve dedicare tutto il suo amore a una sola creatura. Gli specialisti vanno in quella comunit\u00e0 a studiare il fenomeno \u2013 per esempio \u2013 del cerebroleso grave che arriva a riconoscere la sua \u201cmamma\u201d, cosa che non era prevista dalla letteratura medica. Il calore della \u201cmamma\u201d che lo tiene sempre con s\u00e9 in camera, in refettorio, in cappella fa rifiorire, amplia i confini dell\u2019umano come dicevo prima.<\/p>\n<p>Ecco allora che possiamo vedere un segno di viva speranza in questa vostra associazione La Goccia, come in tante realt\u00e0 simili alla vostra. Un segno per la nostra epoca posto su questa frontiera della solitudine e della disabilit\u00e0. Un argomento che ci \u00e8 offerto per interpretare come figlia di Dio anche la nostra epoca. E per vedere come un frutto di autentico umanesimo quanto l\u2019umanit\u00e0 di oggi riesce a fare per il riscatto dei pi\u00f9 svantaggiati. Grazie dell\u2019attenzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Macerata sabato 27 maggio 2017 Sala Castiglioni \u2013 Biblioteca Mozzi Borgetti &nbsp; L\u2019accoglienza come segno di speranza per la nostra epoca: \u00e8 questa l\u2019interpretazione che dar\u00f2 al tema del convegno.&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/laccoglienza-oltre-noi-modelli-inclusivi-oltre-le-singole-specificita\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">L\u2019accoglienza oltre noi. 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